Tag Archive: Tremonti

mar
21

Critica l’Agenzia delle Entrate: licenziata in tronco!

Rosa Grazia Arcifa, funzionaria dell’Agenzia delle entrate, ha denunciato sul suo blog presunti sprechi, inefficienze e ingiustizie del sistema fiscale italiano. Per tali motivi è stata licenziata in tronco dopo 27 anni di servizio, durante i quali non aveva mai ricevuto rilievi di sorta.
Rosa Grazia ha detto tra l’altro che “la responsabilità dell’inefficienza è da addebitare agli sprechi determinati dal sistema degli appalti e delle esternalizzazioni”, che “le continue riforme in materia fiscale, come per la giustizia, invece di accelerare i tempi e far pagare le tasse ai veri evasori, paradossalmente gliele evitano”, che “nel 2002 denunciai degli illeciti amministrativi-contabili, con tanto di prove documentate, che avvenivano nell’Ufficio dove prestavo servizio, nel giro di alcuni mesi venni trasferita per la famosa “incompatibilità ambientale”, che “mi è capitato di discutere in giudizio casi identici, ebbene, la stessa sezione della Commissione Tributaria Provinciale o Regionale, ha pronunciato sentenze completamente opposte. Ho anche notato durante la discussione che alcuni giudici tributari non ascoltano e leggono il giornale, anche perché disconoscono proprio la materia tributaria, però hanno le sentenze pronte”.
Come è evidente e chiaro si tratta di critiche assai generiche che tutti i giornali riportano quotidianamente sulle questioni tributarie e che molti cittadini sostengono nei sondaggi di opinione. Eppure Rosa Grazia è stata licenziata per aver recato “danni irreparabili” all’immagine dell’Agenzia delle Entrate. Abbiamo tutti il dovere di difenderla e di difendere tutti i lavoratori non omertosi che denunciano comportamenti di mancata diligenza, se non illeciti, della pubblica amministrazione!. Il Ministro Brunetta dovrebbe essere contento e dare una medaglia a chi cerca di far funzionare a dovere il settore pubblico, specie in un campo delicato come quello della giustizia fiscale. Vedremo cosa risponderà, poiché ho presentato una interrogazione parlamentare (è la n. 4/06574) a lui ed al Ministro Tremonti, dato il contenuto.

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feb
01

La macelleria fiscale di Tremonti e Berlusconi: uno schifo istituzionale

Tremonti promette tagli alle tasse quando ci sarà la ripresa. E parla di riforma del fisco proponendo due sole aliquote, il che vorrebbe dire cancellare la progressività delle imposte, sancita dalla Costituzione. Ma intanto sotto la sua sapiente guida gli evasori fiscali ingrassano e ringraziano.
Il ministro Tremonti non ha fatto nulla per far pagare le tasse a chi non le paga. Lo testimoniano i nuovi dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni dei redditi del 2008. I 21 milioni di lavoratori dipendenti (pensionati esclusi) ha dichiarato in media 21.600 euro. I lavoratori autonomi denunciano un reddito imponibile medio di 17.977 euro se in contabilità semplificata (fatturato inferiore a circa 500 mila euro) e 33.149 se in contabilità ordinaria, ma tra essi gli agricoltori 9.386, in semplificata e 33.086 in ordinaria, gli impresari edili 19.568 e rispettivamente 17.533(!), i commercianti 18.301 e 18.494(!), gli albergatori e ristoratori 13.907 e 27.748, i trasportatori 15.592 e 38.300, gli agenti immobiliari 19.320 e 29.282. Si tenga presente che i lavoratori autonomi in semplificata sono circa 1,5 milioni, mentre quelli in ordinaria sono circa 700 mila. I professionisti(circa 700mila) dichiarano solo leggermente di più (in media 44.266 euro). I contribuenti con redditi dichiarati sopra i 150mila euro sono solo 129.278 (il 3 per mille) e di essi l’86% sono dipendenti o pensionati, cioè soggetti con ritenuta alla fonte. Nel nostro Paese lo scorso anno sono state vendute 620 Ferrari, 151 Lamborghini, 180 mila fra Mercedes, Bmw, Audi, per un totale di 206 mila auto dal prezzo medio di 103 mila euro. Se questo non è uno scandalo non so cosa possa esserlo! E non parliamo degli yacht di lusso intestati per oltre il 70% a nullatenenti o ultraottantenni. Contro questa situazione il Ministro Tremonti non ha fatto nulla. Ha cancellato le norme anti evasione del governo Prodi. Nella sua illustre carriera ha fatto di tutto per favorire gli evasori e gli elusori: è l’uomo-condono per eccellenza. Nel precedente governo Berlusconi ne ha fatti 10: gli evasori si sono autodenunciati accettando di pagare 11 miliardi di euro, ma ne hanno realmente pagati 6 e Tremonti è stato incapace di farsi dare il resto o di annullare i benefici dell’autodenuncia. In questi due anni ha fatto di peggio: ha fatto una norma che permette ad un evasore totale, se scoperto, di pagare quanto avrebbe dovuto con una modesta sanzione (10%) e con la facoltà di rateizzare il dovuto, senza che il mancato pagamento di una rata faccia venir meno i benefici all’evasore. Cioè Tremonti persevera nell’idiozia già vista con i suoi condoni. E poi si è messo a capo della peggiore feccia politica, con la reiterazione dello scudo fiscale: il più grande regalo mai visto ai grandi evasori, ai corruttori e falsificatori di bilanci, ai mafiosi e camorristi. D’altronde cosa possiamo aspettarci da uno che prima di fare il Ministro insegnava alle grandi imprese ed alle banche come evadere ed eludere il fisco, incassando parcelle milionarie? I cittadini onesti alzino la voce e pretendano la pubblicazione on line delle dichiarazioni dei redditi di tutti i contribuenti in modo che vi sia il controllo sociale su tutti coloro che vediamo girare su macchine di lusso o con orologi o gioielli di valore milionario. E’ stato proprio Tremonti ad impedirlo, richiamandosi alla privacy (sic!), quando l’agenzia delle entrate lo aveva fatto.

FONTE: ANTONIOBORGHESI.IT

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nov
26

Dopo l’acqua il governo privatizza la Protezione Civile!

Ho interrogato il governo per sapere se fosse vero che intende affidare le attività della Protezione Civile ad una società di diritto privato controllata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Ministro Vito non ha confermato nè smentito. Gli ho così replicato:
SIGNOR PRESIDENTE, SIGNOR MINISTRO,
ECCOCI DUNQUE. DOPO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA ARRIVA ORA LA PRIVATIZZAZIONE DELLA PROTEZIONE CIVILE, UNA DELLE FUNZIONI PUBBLICHE PIU’ DELICATE E PIU’ IMPORTANTI IN UNO STATO MODERNO. UNA FUNZIONE CHE PROPRIO PER IL FATTO DI DOVER INTERVENIRE IN CONDIZIONI STAORDINARIE SPESSO PUO’ FARLO AL DI FUORI DELLE REGOLE E DEI CONTROLLI. E CIO’ AVVIENE PROPRIO MENTRE IN ABRUZZO ASSISTIAMO AI PRIMI ARRESTI PER LA GESTIONE DEL DOPO TERREMOTO, CIO’ CHE SIGNIFICA CHE LA TANTO SBANDIERATA ATTIVITA’ DI PREVENZIONE DEL GOVERNO HA FALLITO. MA DA UN GOVERNO CHE CON LO SCUDO FISCALE PROTEGGE GLI EVASORI C’ERA DA ASPETTARSELO. ED ORA CON UN PROVVEDIMENTO MONSTRE TRASFERISCE AD UNA SOCIETA’ DI DIRITTO PRIVATO FUNZIONI DI DELICATEZZA ESTREMA PER IL QUALE CI SARANNO D’ORA IN AVANTI ANCORA MENO CONTROLLI. MA NON C’E’ SOLO QUESTO: ANCHE QUI EMERGE IL FAVORITISMO VERSO GLI AMICI DEGLI AMICI. DOPO LE LEGGI AD PERSONAM CHE NON FINISCONO MAI E DI CUI MOLTI ALTRI DELIQUENTI APPROFITTANO, DOPO I MINISTERI AD PERSONAM, DOPO LE LEGGI AD AZIENDA COM QUELLE SULLE TELEVISIONI E TELECOMUNICAZIONI, CON QUESTA SOLUZIONE ABNORME, ALLA FACCIA DI TUTTE LE DICHIARAZIONI SUL SETTORE PUBBLICO (MA IL MINISTRO BRUNETTA CHE CI STA A FARE? INVECE DI FINGERE DI PRENDERSELA CON IL MINISTRO TREMONTI SI FACCIA VIVO QUANDO COME IN QUESTO CASO LE SUE PREROGATIVE VENGONO CANCELLATE), SI STABILIZZANO 50 DIRIGENTI AMICI DI BERTOLASO E MOLTI ALTRI LAVORATORI. SENZA UNA VALUTAZIONE DI MERITO E SENZA UN CONCORSO. COSA POTRA’ RACCONTARE IL MINISTRO GELMINI A TUTTI I PRECARI DELLA SCUOLA CHE HANNO PERSO IL LORO POSTO DI LAVORO? .
COMPLIMENTI! ANCORA UNA VOLTA SIAMO IN PRESENZA DI INTERESSI PRIVATI IN ATTI D’UFFICIO. MA NOI DI ITALIA DEI VALORI VE LO DICIAMO CON FORZA: PRIMA O POI SARETE CHIAMATI RISPONDERE AL PAESE DEL MODO DISINVOLTO CON CUI TRATTATE LE COSE PUBBLICHE COME FOSSE UN AFFARE DI FAMIGLIA.

ANTONIOBORGHESI.IT

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ott
04

Tremonti fa il filosofo

SCUDO FISCALE ATTO TERZO, OVVERO L’ENNESIMA BEFFA PER LA GENTE ONESTA

Lo scudo fiscale, un regalo agli evasori, porterà pochi soldi nelle casse dello Stato e molti in quelle delle banche che il ministro Giulio Tremonti accusa di strangolare l’economia reale.
Se Obama riuscirà a metter pace tra israeliani e palestinesi, potremo forse affidargli un’ancor più complessa missione diplomatica: riconciliare Giulio con Tremonti, il moralista con il manovratore di scudi fiscali, il fustigatore della mala finanza con il ministro più amato da evasori, truffatori e falsificatori di bilanci aziendali. Le due metà dell’inquieto mondo tremontiano, il filosofo dell’economia e il furbetto del governino, sono in guerra e divise da un astio che la pratica del potere non placa, anzi, di giorno in giorno accentua. Leggi tutto »

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set
09

Il boia della scuola italiana

L’illusionista Tremonti le ordina di tagliare 140000 posti di lavoro nella scuola e lei esegue usando la mannaia del boia: 42.100 insegnanti in meno da subito. Stessa cosa per 15 mila Ata (di cui 10 mila bidelli).

Al termine del triennio il risparmio complessivo sarà di 87 mila docenti e 44 mila Ata. Nei prossimi due anni la scuola perderà altri 20mila docenti e 15mila Ata. Risultato: cattedre vuote e sforbiciate di bidelli, meno materie e taglio di ore. La campanella non è ancora suonata per tutti i 6 milioni di alunni, ma lunedì, quando succederà, troveranno tante novità. Come non mai la scuola riapre nel caos. Le graduatorie sono pronte ma la nomine dei docenti in molte città sono ancora in corso. Per alcune cattedre ( ad esempio insegnanti di sostegno) c’è il rischio che la copertura slitterà a ottobre. Classi-pollaio, con un numero di alunni di gran lunga superiore a quello stabilito. Ovunque meno ore di lezione con i docenti costretti a distribuirsi su più classi. Dall’altra parte 25000 precari privati del loro lavoro. Per loro un accordo con l’Inps, che erogherà la metà degli stipendi, mentre l’altra metà sarà pagata dalle Regioni (già 10 hanno accettato) che impegneranno i lavoratori rimasti disoccupati (coinvolgendo gli insegnanti precari in progetti di rafforzamento dell’offerta formativa attraverso i piani di finanziamento Pon e Por). Alla fine della fiera perciò i contribuenti, invece di pagare tasse per avere una scuola composta da classi di 20 alunni, con insegnanti di sostegno che non cambiano ogni anno, pagheranno per avere classi di 40 alunni, insegnanti di sostegno ogni anno diversi, ed altri impegnati in lavori non ben precisati. In conclusione se esistesse il reato di “strage scolastica” il tribunale non potrebbe che dichiarare “l’imputata colpevole del reato ascrittogli”. Per la condanna ci piacerebbe che potesse essere, in luogo della pena detentiva, l’obbligo di rifare il percorso scolastico nel suo sistema educativo, dalle elementari all’università. Ma…. con esame di stato di avvocato da sostenere a Brescia (e non, con la truffa della finta residenza, a Catanzaro). Essendo il reato citato un reato virtuale, possiamo però presentare una denuncia per “interruzione e turbativa di pubblico servizio e violazione delle norme in materia di numerosità della classi scolastiche”. Come è stato recentemente chiarito dalla Cassazione infatti “è sufficiente che l’entità del turbamento della regolarità dell’ufficio o l’interruzione del medesimo, pur senza aver cagionato in concreto l’effetto di una cessazione reale dell’attività o uno scompiglio durevole del funzionamento, siano stati idonei ad alterare il tempestivo, ordinato ed efficiente sviluppo del servizio, anche in termini di limitata durata temporale e di coinvolgimento di uno solo settore”. E ci pare, che su questo, non vi siano dubbi.

FONTE: ANTONIOBORGHESI.IT

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lug
30

Tremonti-Berlusconi: Tasse ai terremotati, premi agli evasori!

Il decreto anti-crisi approvato, dopo la blindatura con la “fiducia”, è una sintesi perfetta del modo di governare di questa maggioranza e di questo governo.

Hanno fatto poco per i lavoratori dipendenti : qualche mese in più di cassa integrazione, qualche possibilità in più per i contratti di solidarietà. Noi avevamo proposto una più forte estensione degli ammortizzatori sociali e incentivi alle imprese che non ricorrono alla cassa integrazione.
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lug
23

Nucleare: siamo davvero sicuri che sia la scelta giusta ?

Entro la fine dell’attuale legislatura il Governo Berlusconi spera di veder posta la prima pietra del gruppo iniziale di centrali nucleari, che dovrebbero assicurarci l’indipendenza energetica. Quel che il popolo italiano rifiutò con referendum alla fine degli anni Ottanta sull’onda della tragedia di Chernobyl dell’aprile 1986, rientra ora dalla finestra grazie a una politica degli annunci cui ci ha abituato il nostro premier e che, all’insegna dello slogan “il Sessantotto è finito”, dovrebbe restituirci una scuola che ci rassicura se torna a bocciare, maggiore sicurezza, e persino il Ponte di Messina per il quale tutti hanno belle parole e la tasca vuota. Aggiungiamo noi che, fra le tante cose che la fine del Sessantotto dovrebbe restituire al Paese, la più importante dovrebbe essere una certa serietà e una qualche coerenza fra gli annunci e le cose che, effettivamente, si faranno.

Per quel che riguarda la serietà vorremmo segnalare la circostanza che nessuna delle obiezioni che hanno indotto gli italiani a rinunciare al nucleare è stata rimossa. Il premio Nobel Carlo Rubbia, che pure non è contrario al nucleare, ha avvertito che la generazione attuale di centrali, del tipo cioè che costruiremo in Italia, è la più costosa e la più pericolosa. Ma anche superando questa obiezione, è realistico pensare che un ritorno al nucleare oggi sarebbe di grande utilità per il Paese e le generazioni future? Intervistato dal nostro giornale sul finire del Governo Berlusconi 2001-2005, un ministro pragmatico come l’attuale responsabile del dicastero delle Infrastrutture Altero Matteoli dichiarò che la complessità e i tempi della costruzione delle centrali nucleari erano tali, che meglio sarebbe stato pensare ad altro. Cosa è cambiato nel frattempo da indurre il Governo a lanciare un nuovo proclama nucleare? Nulla, esattamente nulla: costruire una centrale nucleare era e resta costosissimo, oltre al fatto che la costruzione di una centrale richiederebbe molti più anni di quanto non si dica. Il Governo fa una stima di dodici-tredici anni fra autorizzazioni, permessi vari e tempo di realizzazione. Ma previsioni più attendibili parlano di almeno vent’anni. In un’intervista al nostro giornale, l’allora presidente del Consiglio Romano Prodi, disse che l’Italia era molto diversa dalla Francia: «Il presidente francese», disse Prodi, «può permettersi di annunciare dalla mattina alla sera la costruzione di cinque centrali nucleari senza che accada nulla. Noi dobbiamo, invece, misurarci con la volontà della gente».Ma anche la volontà della gente è un fenomeno sessantottino da rimuovere?

Dice l’attuale ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola che gli elettori residenti nelle località dei vecchi siti nucleari votarono “sì” nel referendum, ma come mai allora tutte le Regioni che si sono espresse dopo la decisione del Governo di tornare al nucleare, hanno detto “no”, comprese quelle governate dalla destra? Infine, come mai, mentre da un lato si sprecano elogi per Barack Obama che punta tutto sulle opportunità dell’energia pulita e l’ambiente, noi torniamo indietro? A parte il fatto, per nulla secondario, che il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, in un soprassalto di isolata serietà “neosessantottina”, ha detto: «Con tutto quel che accade, io soldi per le centrali non ne ho!».

FONTE: FAMIGLIA CRISTIANA

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lug
20

Tremonti: servo delle banche

“Troppo bello per essere vero!. Ieri il governo e la maggioranza avevano dato parere favorevole all’emendamento a mia prima firma per l’introduzione nei contratti di credito del Siaeg, il saggio di interesse annuo effettivo globale, che avrebbe imposto alle banche trasparenza informativa a favore delle piccole e medie imprese e dei cittadini ed effettiva concorrenza tra gli istituti di credito”. Leggi tutto »

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lug
13

Berlusconi-Tremonti schifo: salvati evasori, corruttori, bancarottieri

Oggi, lunedì 13 luglio 2009, scadono i termini per presentare gli emendamenti al recente “decreto anticrisi”. Ci si attende che il governo ne depositi uno con un condono per il rientro dei capitali dall’estero (scudo fiscale). Uno dei principali quotidiani nazionali dichiara di esssere entrato in possesso della bozza. In sette commi vi sarebbe ben di più:

un condono generalizzato per una nutrita serie di reati penali di carattere economico: dal falso in bilancio, alla bancarotta fraudolenta, dall’emissione di fatture false a tutti i reati tributari. La smentita del Ministero della Finanze è assai poco convincente. Non saremmo in presenza, dunque, solo di una gigantesca operazione di riciclaggio di denaro sporco, protetta e favorita dallo Stato. Viene infatti stabilita la “ non punibilità” per i reati tributari previsti dagli articoli 2-11 del decreto legislativo n.74 del 2000, ovvero tra le altre l’omessa dichiarazione, l’emissione di fatture false, la dichiarazione fraudolenta. Vi sarebbe poi un colpo di spugna anche sui reati societari, di cui all’articolo 2621 del codice civile: il falso il bilancio, reato che Berlusconi ha già reso eludibile, in quanto procedibile solo su querela di parte, ma pur sempre passibile di una pena fino a 5 anni. Vi rientrano inoltre tutta una serie di reati degli amministratori di una società, dalle manovre fraudolente sui titoli alla valutazione esagerata di conferimenti e acquisti. La sanatoria si estenderebbe anche ai reati della legge fallimentare, bancarotta fraudolenta inclusa. Dunque tutte le vicende Tanzi, Cragnotti, Ricucci e gli altri “furbetti del quartierino, quelle i cui sono implicati banchieri come Geronzi e Fiorani, finirebbero tutti a “tarallucci e vino”. Solo qualche giorno fa Tremonti in modo entusiastico si beava di aver introdotto il principio dell’inversione dell’onere della prova per il denaro detenuto dai privati (non dalle società) nei paradisi fiscali, “prendendo letteralmente per il culo” gli italiani. (Mi scuso per l’espressione per me inusuale ma ogni limite è ormai superato.) E Berlusconi firmava, immagino con mano tremante, un protocollo dei G20 a Londra contro gli stessi paradisi fiscali. Entrambi dicevano che lo scudo fiscale sarebbe stato fatto in chiave europea. Ma come ha più volte dichiarato la Commissione Europea “non c’è al riguardo alcuna iniziativa europea”. Ed ancorta una volta il primo a trarne vantaggio sarà lo stesso Berlusconi, che nei paradisi fiscali ha circa 60 società, come è emerso nel processo Mills. La scelta poi di infilare in un decreto già in vigore ed in sede di conversione un provvedimento di clemenza appare di per sé anticostituzionale. Cosa ne dice il Presidente della Repubblica?

FONTE: ANTONIOBORGHESI.IT

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