Tag Archive: scudo fiscale

feb
01

La macelleria fiscale di Tremonti e Berlusconi: uno schifo istituzionale

Tremonti promette tagli alle tasse quando ci sarà la ripresa. E parla di riforma del fisco proponendo due sole aliquote, il che vorrebbe dire cancellare la progressività delle imposte, sancita dalla Costituzione. Ma intanto sotto la sua sapiente guida gli evasori fiscali ingrassano e ringraziano.
Il ministro Tremonti non ha fatto nulla per far pagare le tasse a chi non le paga. Lo testimoniano i nuovi dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni dei redditi del 2008. I 21 milioni di lavoratori dipendenti (pensionati esclusi) ha dichiarato in media 21.600 euro. I lavoratori autonomi denunciano un reddito imponibile medio di 17.977 euro se in contabilità semplificata (fatturato inferiore a circa 500 mila euro) e 33.149 se in contabilità ordinaria, ma tra essi gli agricoltori 9.386, in semplificata e 33.086 in ordinaria, gli impresari edili 19.568 e rispettivamente 17.533(!), i commercianti 18.301 e 18.494(!), gli albergatori e ristoratori 13.907 e 27.748, i trasportatori 15.592 e 38.300, gli agenti immobiliari 19.320 e 29.282. Si tenga presente che i lavoratori autonomi in semplificata sono circa 1,5 milioni, mentre quelli in ordinaria sono circa 700 mila. I professionisti(circa 700mila) dichiarano solo leggermente di più (in media 44.266 euro). I contribuenti con redditi dichiarati sopra i 150mila euro sono solo 129.278 (il 3 per mille) e di essi l’86% sono dipendenti o pensionati, cioè soggetti con ritenuta alla fonte. Nel nostro Paese lo scorso anno sono state vendute 620 Ferrari, 151 Lamborghini, 180 mila fra Mercedes, Bmw, Audi, per un totale di 206 mila auto dal prezzo medio di 103 mila euro. Se questo non è uno scandalo non so cosa possa esserlo! E non parliamo degli yacht di lusso intestati per oltre il 70% a nullatenenti o ultraottantenni. Contro questa situazione il Ministro Tremonti non ha fatto nulla. Ha cancellato le norme anti evasione del governo Prodi. Nella sua illustre carriera ha fatto di tutto per favorire gli evasori e gli elusori: è l’uomo-condono per eccellenza. Nel precedente governo Berlusconi ne ha fatti 10: gli evasori si sono autodenunciati accettando di pagare 11 miliardi di euro, ma ne hanno realmente pagati 6 e Tremonti è stato incapace di farsi dare il resto o di annullare i benefici dell’autodenuncia. In questi due anni ha fatto di peggio: ha fatto una norma che permette ad un evasore totale, se scoperto, di pagare quanto avrebbe dovuto con una modesta sanzione (10%) e con la facoltà di rateizzare il dovuto, senza che il mancato pagamento di una rata faccia venir meno i benefici all’evasore. Cioè Tremonti persevera nell’idiozia già vista con i suoi condoni. E poi si è messo a capo della peggiore feccia politica, con la reiterazione dello scudo fiscale: il più grande regalo mai visto ai grandi evasori, ai corruttori e falsificatori di bilanci, ai mafiosi e camorristi. D’altronde cosa possiamo aspettarci da uno che prima di fare il Ministro insegnava alle grandi imprese ed alle banche come evadere ed eludere il fisco, incassando parcelle milionarie? I cittadini onesti alzino la voce e pretendano la pubblicazione on line delle dichiarazioni dei redditi di tutti i contribuenti in modo che vi sia il controllo sociale su tutti coloro che vediamo girare su macchine di lusso o con orologi o gioielli di valore milionario. E’ stato proprio Tremonti ad impedirlo, richiamandosi alla privacy (sic!), quando l’agenzia delle entrate lo aveva fatto.

FONTE: ANTONIOBORGHESI.IT

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nov
06

Si al Ministero ad personam, no alle norme a favore dei disabili gravi!

Ieri si è consumata una vicenda che rende palese come questo governo e questa maggioranza siano “forti con i deboli e deboli con i forti”.

In Commissione Bilancio si sono discussi due provvedimenti che dovevano andare in aula la prossima settimana: il disegno di legge “Istituzione del Ministero della salute e incremento del numero dei sottosegretari” e quello “Norme in favore di lavoratori con familiari disabili”. Quest’ultimo era un provvedimento atteso da tempo, in considerazione delle gravi carenze di servizi prestati dallo Stato a favore delle famiglie nelle quali vi sia un componente gravemente disabile. Già il Ministro “Brunetta col rinculo” con la scusa di colpire possibili abusi aveva fortemente ridotto la possibilità di permessi. Proprio la mancanza di servizi ha sempre reso necessario ai familiari un sacrificio tremendo, che essi hanno fatto sempre con il cuore, supplendo all’intervento pubblico. Certamente siamo in presenza di lavoratori che in aggiunta al carico del loro lavoro quotidiano sono costantemente in “servizio permanente effettivo”. Considerare la loro attività lavorativa come “usurante al massimo grado” è il minimo che una nazione civile possa fare e dunque concedere ad essi il prepensionamento è solo riconoscere il loro adempimento di un servizio sociale. Tanto più che si parla di persone di almeno 53 anni, con almeno 25 anni di contributi previdenziali, di cui 18 di costanza di assistenza al familiare convivente disabile. La Commissione Lavoro, dopo lunghe discussioni, aveva licenziato un testo con il parere favorevole del governo. In Commissione Bilancio il governo ha stroncato ogni possibilità di approvazione della legge giustificandola con la mancanza di coperture finanziarie. Coperture che sono invece state subito trovate per il Disegno di legge istitutivo del Ministero della Salute. Una “marchetta” di Berlusconi, che aveva promesso al Sottosegretario Fazio la poltrona di Ministro. Un Ministero “inutile” poiché ha solo funzioni di coordinamento tecnico, tenuto conto che la “sanità” è materia devoluta alla totale competenza delle Regioni. Non cambia nulla se il “nuovo costo della politica” sia di molto inferiore alle risorse necessarie per il prepensionamento dei familiari che assistono disabili gravi. Ma è gravissimo il “principio” di un governo che con lo”Scudo fiscale” favorisce evasori, falsificatori di bilanci, corruttori e criminalità organizzata e non fa nulla per chi ha veramente bisogno.

FONTE: ANTONIOBORGHESI.IT

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ott
04

Tremonti fa il filosofo

SCUDO FISCALE ATTO TERZO, OVVERO L’ENNESIMA BEFFA PER LA GENTE ONESTA

Lo scudo fiscale, un regalo agli evasori, porterà pochi soldi nelle casse dello Stato e molti in quelle delle banche che il ministro Giulio Tremonti accusa di strangolare l’economia reale.
Se Obama riuscirà a metter pace tra israeliani e palestinesi, potremo forse affidargli un’ancor più complessa missione diplomatica: riconciliare Giulio con Tremonti, il moralista con il manovratore di scudi fiscali, il fustigatore della mala finanza con il ministro più amato da evasori, truffatori e falsificatori di bilanci aziendali. Le due metà dell’inquieto mondo tremontiano, il filosofo dell’economia e il furbetto del governino, sono in guerra e divise da un astio che la pratica del potere non placa, anzi, di giorno in giorno accentua. Leggi tutto »

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lug
13

Berlusconi-Tremonti schifo: salvati evasori, corruttori, bancarottieri

Oggi, lunedì 13 luglio 2009, scadono i termini per presentare gli emendamenti al recente “decreto anticrisi”. Ci si attende che il governo ne depositi uno con un condono per il rientro dei capitali dall’estero (scudo fiscale). Uno dei principali quotidiani nazionali dichiara di esssere entrato in possesso della bozza. In sette commi vi sarebbe ben di più:

un condono generalizzato per una nutrita serie di reati penali di carattere economico: dal falso in bilancio, alla bancarotta fraudolenta, dall’emissione di fatture false a tutti i reati tributari. La smentita del Ministero della Finanze è assai poco convincente. Non saremmo in presenza, dunque, solo di una gigantesca operazione di riciclaggio di denaro sporco, protetta e favorita dallo Stato. Viene infatti stabilita la “ non punibilità” per i reati tributari previsti dagli articoli 2-11 del decreto legislativo n.74 del 2000, ovvero tra le altre l’omessa dichiarazione, l’emissione di fatture false, la dichiarazione fraudolenta. Vi sarebbe poi un colpo di spugna anche sui reati societari, di cui all’articolo 2621 del codice civile: il falso il bilancio, reato che Berlusconi ha già reso eludibile, in quanto procedibile solo su querela di parte, ma pur sempre passibile di una pena fino a 5 anni. Vi rientrano inoltre tutta una serie di reati degli amministratori di una società, dalle manovre fraudolente sui titoli alla valutazione esagerata di conferimenti e acquisti. La sanatoria si estenderebbe anche ai reati della legge fallimentare, bancarotta fraudolenta inclusa. Dunque tutte le vicende Tanzi, Cragnotti, Ricucci e gli altri “furbetti del quartierino, quelle i cui sono implicati banchieri come Geronzi e Fiorani, finirebbero tutti a “tarallucci e vino”. Solo qualche giorno fa Tremonti in modo entusiastico si beava di aver introdotto il principio dell’inversione dell’onere della prova per il denaro detenuto dai privati (non dalle società) nei paradisi fiscali, “prendendo letteralmente per il culo” gli italiani. (Mi scuso per l’espressione per me inusuale ma ogni limite è ormai superato.) E Berlusconi firmava, immagino con mano tremante, un protocollo dei G20 a Londra contro gli stessi paradisi fiscali. Entrambi dicevano che lo scudo fiscale sarebbe stato fatto in chiave europea. Ma come ha più volte dichiarato la Commissione Europea “non c’è al riguardo alcuna iniziativa europea”. Ed ancorta una volta il primo a trarne vantaggio sarà lo stesso Berlusconi, che nei paradisi fiscali ha circa 60 società, come è emerso nel processo Mills. La scelta poi di infilare in un decreto già in vigore ed in sede di conversione un provvedimento di clemenza appare di per sé anticostituzionale. Cosa ne dice il Presidente della Repubblica?

FONTE: ANTONIOBORGHESI.IT

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