Le notizie arrivano da diverse parti d’Italia e da ultimo sono state le Iene di Italia Uno, nella puntata del 14 aprile scorso, a segnalare il problema: una grossa percentuale dei distributori di sigarette italiani sono fuori legge. Secondo un Decreto dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, infatti, dal 1 novembre 2009 i tabaccai e di conseguenza i distributori non possono vendere sigarette ai minori di 16 anni. Per i distributori, in particolare, è previsto l’obbligo di un lettore a bande magnetiche che possa leggere documenti quali tessera sanitaria, codice fiscale, carta di identità elettronica, che possano accertare lo stato anagrafico dell’acquirente.
Tuttavia, da diverse indagini di Polizia locale e Guardia di finanza (Brindisi, Cagliari, Viterbo…), moltissimi di questi distributori, diffusi in tutto il territorio nazionale non sono a norma. Molti, infatti, forniscono le sigarette senza bisogno di inserire alcun documento, in altri casi basta inserire una qualunque tessera – anche, ad esempio, quella di un supermercato – per ottenere comunque il pacchetto richiesto. Il caso più eclatante è stato l’inserimento di una tessera sanitaria di un bambino di 4 anni: il distributore ha erogato automaticamente la merce richiesta! È probabile che la manomissione di queste macchinette sia effettuata direttamente dai tabaccai – molti dei quali sono stati denunciati nel corso delle indagini – al fine di vendere più prodotti. Una vera truffa ai danni dei cittadini. Una doppia truffa, perché incide sì, sull’aspetto economico, ma anche sulla tutela della salute del cittadino – in questo caso specifico dei minori – che dovrebbe essere prerogativa del nostro Stato.
In Italia si va sempre più abbassando l’età della prima sigaretta e questo incide su diverse patologie che l’organismo potrebbe presentare anche in anni successivi (questi sono solo alcuni dei danni legati al fumo: compromissione degli apparati respiratorio e vascolare – con ripercussioni cardiache, cerebrali, e circolazione arteriosa periferica, infezioni della cavità orale e laringe, del primo tratto delle vie digestive, della placenta e conseguentemente del feto, problemi inerenti l’apparato urogenitale e il pancreas). Pensiamo che in Italia fuma il 32% dei maschi adolescenti e il 20,7% delle ragazze, e abbiamo ancora 18.000 morti l’anno per patologie riconducibili al fumo.
Per questo ho deciso di interrogare i Ministri di Interno, Economia e Salute, affinché, per quanto di loro competenza non sottovalutino la situazione dei distributori di tabacchi presenti nel Paese e attivino un’azione concreta a tutela del cittadino e della sua salute. Partendo dal potenziamento dei controlli su rivenditori e distributori automatici fino all’emanazione di possibili linee guida per regolamentare definitivamente i divieti di fumo in Italia ai minori di 16 anni, sulla scia di quanto previsto, tra le altre cose, da un ddl bipartisan che è tuttora in discussione al Senato in commissione Sanità.
In attesa di una risposta continueremo a denunciare casi come questi cercando, per quanto in nostro potere, di garantire il diritto alla salute dei cittadini italiani, specie dei più piccoli.
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