Tag Archive: Minzolini

mar
25

Mago Minzolini fa sparire Di Pietro dal Tg1

Berlusconi l’aveva detto: non voglio più vedere Di Pietro al Tg1. Accadeva nel settembre del 2009, quando nelle intercettazioni disposte dalla procura di Trani un poco controllato Cavaliere si sfogava al telefono con il direttore generale della Rai, Mauro Masi e con Augusto Minzolini, direttore del principale telegiornale italiano.

Detto fatto, da quel momento scatta l’ostracismo mediatico ai danni dell’Italia dei valori e per due mesi cala il silenzio su tutte le sue iniziative, compreso l’importante Incontro Nazionale che ogni anno il partito tiene a Vasto.

Antonio Di Pietro reagisce con l’unico mezzo che conosce un uomo che ha fatto del diritto e del rispetto delle leggi il suo faro, da magistrato e da politico: presenta un esposto che costringe Minzolini e soci a rompere la censura nei confronti dell’Idv.

Non dura molto. Si sa, l’Italia dei valori ha il vizio della legalità e, il 7 marzo di quest’anno, prendendo spunto da alcuni articoli de ‘Il Fatto Quotidiano’, presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Roma nel quale denuncia “le spese improprie e ingenti effettuate dal direttore del Tg1, Augusto Minzolini, con la carta di credito aziendale e avallate da Mauro Masi”. Nella denuncia si sottolinea proprio quest’ultimo aspetto: “E’ piuttosto singolare – si legge – che il direttore generale della Rai, invece di segnalare l’anomalia all’autorità giudiziaria abbia ritenuto impeccabile il comportamento di Minzolini, che in 14 mesi, ha speso circa 86.000 euro con la carta aziendale per pranzi, cene e viaggi all’estero, da solo o in compagnia di un’amica, anche quando risultava in ferie o presente a Saxa Rubra. Consideriamo che tali comportamenti possano avere rilevanza penale e che si possa configurare il reato di peculato”. E ancora: “Nella qualità di utenti del servizio pubblico Rai, in regola con il pagamento del relativo canone, abbiamo chiesto all’Autorità giudiziaria di voler accertare la veridicità dei fatti e di procedere per tutti quei reati che potranno essere eventualmente ravvisati. Nella qualità di abbonati al servizio pubblico Rai – nel caso fossero accertati reati – risulteremmo parte offesa, pertanto abbiamo chiesto di essere avvisati circa l’esito delle indagini, riservandoci, fin d’ora, la costituzione di parte civile nel caso si dovesse iniziare l’azione penale”.

A questo esposto è seguita, da parte della Procura di Roma, l’apertura di un’indagine, ma anche la ritorsione del Tg1 che ha ripreso a censurare l’Italia dei valori, come e più di prima: la grande manifestazione del 19 marzo a piazza Navona, per il lancio della campagna referendaria su nucleare, legittimo impedimento e acqua, è stata completamente oscurata e chi segue il tg di Minzolini può agevolmente verificare che degli esponenti Idv non si sentono più le voci, ma vanno in onda poche immagini montate ad arte per strumentalizzare, stravolgere, cambiare la realtà in modo da promuovere l’operato del Governo.

Una situazione scandalosa, denunciata con amarezza anche dal portavoce dell’Italia dei valori, Leoluca Orlando, che ne ha parlato come di “un vero schiaffo al pluralismo e ai telespettatori che pagano il canone e hanno il diritto di essere informati correttamente”. “Ci batteremo – ha promesso Orlando – per ristabilire un minimo di credibilità nel principale tg del servizio pubblico e per questo porteremo il caso in tutte le sedi competenti”.

A dimostrazione di quanto sia fondato l’allarme lanciato dall’Idv, ieri sono arrivate le dure critiche da parte del comitato di redazione uscente del Tg1, formato da Alessandra Mancuso, Alessandro Gaeta e Claudio Pistola, che ha presentato un libro bianco che sarà consegnato il 6 aprile ai vertici aziendali. Il documento, parla della testata ammiraglia della Rai, come di “uno strumento della propaganda berlusconiana, basato su raffinate tecniche di disinformazione”, e raccoglie decine di casi che per l’organismo sindacale dimostrerebbero la faziosità del direttore Minzolini.

FONTE: http://www.italiadeivalori.it/disinformazione/3126-mago-minzolini-fa-sparire-di-pietro-dal-tg1-

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feb
24

Minzolini contro la Busi sul terremoto.

Maria Luisa Busi, volto noto del Tg1 delle 20, domenica mattina si reca a L’Aquila per firmare un servizio sulla situazione della ricostruzione e la sua troupe viene pesantemente contestata da un gruppo di cittadini, che accusano il notiziario di Rai uno di fare propaganda per il governo occultando scientificamente i tanti disagi e ritardi che stanno rendendo ogni giorno più difficile la vita di migliaia di sfollati.

La Busi, che evidentemente è una persona onesta e non se l’è sentita di negare quanto ha potuto toccare con mano, ha ammesso a titolo personale i limiti dell’informazione del suo telegiornale: «Quello che ho visto in questi giorni con i miei occhi è molto più grave di come talvolta è stato rappresentato. Migliaia di persone sono ancora in albergo, le case non bastano e la ricostruzione non è partita». Insomma, una situazione leggermente diversa dai miracoli del governo del fare capitanato dalla premiata ditta B&B (Berlusconi e Bertolaso) che in questi mesi ci ha raccontato la quasi totalità dell’informazione televisiva, Rai uno in primis con il duo M&V (Minzolini e Vespa).

Ovviamente Augusto Minzolini, come ogni leccapiedi che si preoccupa di salvare la faccia, non ci sta a fare la figura del cane da guardia del potere, di quello piazzato sulla poltrona importante per proteggere i padroni politici a discapito degli interessi dei cittadini, e meno che mai può accettare una critica tanto aperta da una collega che lavora sotto la sua direzione al telegiornale. Solo che c’è un piccolo problema: l’Emilio Fede del primo canale ha il grosso della redazione contro, e un richiamo alla Busi rischierebbe di rendere ancora più evidente questa imbarazzante situazione.

Allora come si procede? Si organizza un patetico colpo di mano, infilando un documento di sostegno alla linea editoriale del telegiornale al termine di una riunione il cui ordine del giorno prevedeva tutt’altri temi, quando la metà dei giornalisti se ne sono già andati, in modo che venti minzoliniani (su 130 redattori) riescano ad approvare poche righe di difesa d’ufficio del direttore.

Sul documento si legge: «Non è consentito a nessuno di offendere i giornalisti del Tg1 accusandoli di avere fatto e di fare un’informazione incompleta e faziosa per quanto riguarda la copertura del terremoto e del post-terremoto in Abruzzo». Sbagliato, in un paese libero, a chi paga il canone e a chi si ritrova ancora privo di un tetto senza che nessuno se ne accorga, è consentito protestare, criticare e anche offendere. Se Minzolini ha davvero qualcosa in contrario vada a discuterne, a telecamere accese, con quelli che non hanno ancora una casa. Siamo curiosi di assistere alla scena.

http://teleipnosi.blogosfere.it/2010/02/tg1-colpo-di-mano-di-minzolini-contro-la-busi-sul-terremoto-ma-lo-sostengono-solo-20-redattori.html

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ago
06

Chi abdica e chi se ne frega

L’occupazione dei media e’ quasi terminata, come nel piu’ romanzesco dei piani della P2. Mancano solo alcuni tasselli del puzzle, come le nomine dei vicedirettori, e sarà tutto finito. Con Masi che avrà così compiuto lo sporco lavoro per cui e’ stato chiamato. Il presidente della Rai Garimberti, un vaso di coccio tra vasi di ferro, impone a “babbo morto” quattro regole di comportamento che dovranno valere per le prossime decisioni, dunque utili solo per i posteri.
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