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ott
21

I danni dell’alluvione

La grave decisione del Governo nazionale – per la prima volta nella storia della Repubblica – di non sostenere una zona pesantemente alluvionata – le Marche e, segnatamente il Fermano – pur avendo riconosciuto lo stato di “calamità naturale”, ha messo la Provincia di Fermo (che è intervenuta tempestivamente con provvedimenti di somma urgenza per ripristinare una condizione di sicurezza per i cittadini, sui fiumi, sui ponti e sulle strade) in condizione di non poter far fronte al pagamento di quei lavori, indispensabili ed urgenti, svolti con responsabile immediatezza nel momento drammatico che il territorio ha vissuto.

Lo stesso Governo nazionale, venendo meno ad un principio elementare di solidarietà, di fatto costringe la Regione Marche, per poter sostenere finanziariamente i suoi territori colpiti, a fare leva su un aumento delle accise della benzina.

Nel quadro di una solidarietà tra istituzioni e territori, ribadiamo la richiesta, alla Regione Marche, di fare tutto quanto in suo potere – compresa la leva fiscale, ivi incluso l’aumento delle accise della benzina – per poter sostenere i nostri Comuni e la stessa Provincia, nel far fronte alle spese dei lavori indispensabilmente svolti. Esprimiamo, altresì, apprezzamento per la scelta del governo marchigiano di regionalizzare il patto di stabilità, consentendo, di fatto, ai Comuni di far fronte in misura maggiore alle esigenze delle collettività amministrate, in questo momento difficile; attenuando così, almeno in parte, i disagi derivanti dagli aumenti fiscali. Così facendo, la Regione Marche – a differenza del Governo nazionale – crea le condizioni per un nuovo patto di solidarietà e responsabilità istituzionale di fronte alla crisi.

Ci rendiamo conto che tali provvedimenti sono particolarmente gravosi nel contesto di una crisi senza precedenti, ma occorre che tutte le istituzioni marchigiane e gli stessi cittadini, in uno spirito solidaristico, facciano la propria parte per aiutare le zone colpite. La Provincia di Fermo – che in questi due anni di vita ha già contenuto i costi politici ed istituzionali al minimo indispensabile ed ha operato con risorse umane e mezzi esigui – farà la propria parte sia continuando nella strada di un risparmio assoluto di risorse, sia adottando, a sua volta, gli inevitabili provvedimenti fiscali, di propria competenza.

Siamo certi che gli stessi cittadini e tutte le istituzioni marchigiane (che hanno potuto verificare direttamente la drammaticità degli eventi dello scorso marzo) saranno solidali e comprenderanno che tale necessità deriva esclusivamente da una dovuta ed immediata assunzione di responsabilità di fronte a quegli eventi che non si ricordavano da decenni, e dall’irresponsabile disinteresse del Governo nazionale il quale ha operato, tra l’altro, una evidente disparità di trattamento con altri territori.

 

Il Presidente e la Giunta della Provincia di Fermo

 

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ott
07

Alice nel paese del Servizio Sanitario Regionale

Pubblico questo articolo, ricevuto da un nostro simpatizzante.

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“Viene spesso raccontata a noi marchigiani la bella favola sull’asserita eccellenza dell’assistenza sanitaria pubblica nella nostra regione; come accade anche ai bimbi più ingenui basta alzare gli occhi dal libro per accorgersi che la realtà è un’altra cosa.
Il Sud della Marche, Cenerentola di un’Amministrazione Centrale Matrigna, elemosina briciole di rispetto attendendone la caduta dai tavoli anconetani sempre più inaccessibili alle istanze delle province meridionali.
Questi “lander” di assoluta eccellenza sotto il profilo imprenditoriale, turistico, ambientale e sociale offrono certamente al finanziamento della sanità marchigiana più di quanto ricevano mentre la spartizione verticistica degli enti del nostro servizio sanitario assicura a consulenti, politici, sindacalisti un’occasione ineguagliabile di faraonico successo.
Al capezzale di un settore delicatissimo per il nostro tessuto civile è accorsa una tipologia di dirigenti, di cui tra l’altro non si sentiva il bisogno e che non verrà rimpianta, priva di radicamento territoriale e quindi carente di capacità di ascolto, la quale -dopo laboriosa applicazione- è riuscita nell’agevole missione di essere forte con i deboli e debole con i forti grazie a manovre molto discutibili.
Al cospetto di ciò si sono distinti organismi di governo che non possono evitarsi di valutare o pavidi, e quindi inadeguati, o ignari, perché incapaci di esercitare la funzione di controllo, o cointeressati, in quanto concordi nella tacitazione del dissenso, nel dirigismo delle coscienze, nella ricompensa degli adulatori e nella gratificazione di intere famiglie di supini servitori.
Tante le questioni da affrontare fattivamente e però, da parte dell’Amministrazione regionale, esse sono estratte dal cilindro magico nel tendone del dibattito consiliare e quindi, come le armi di mussoliniana memoria, vengono poi riposte in un ben celato dimenticatoio onde riuscirne vieppiù logore nelle successive esibizioni circensi del burocrate o del politico di turno; dinanzi alla temibile concorrenza delle strutture sanitarie romagnole e al rischio di mobilità verso le numerose cliniche abruzzesi, la pianificazione centralistica continua a “puntare” sull’area metropolitana di Ancona mentre alle province del sud-regione resta la “questione meridionale” del pellegrinaggio sanitario.
Le conferenze programmatorie locali sono oramai dequotate da importanti strumenti attuativi di dettaglio a rissose assemblee condominiali in cui, all’esito del gioco equilibristico delle rivendicazioni di cortesie,vengono rilasciate all’amministratore di turno avventate deleghe in bianco; di fronte a tale teatrino disarmante di auto-referenzialità ed auto-celebrazione da parte dei vertici del nostro sistema assistenziale si ricordi sempre che i veri reggitori delle sorti sanitarie marchigiane in realtà non compaiono perché il peso specifico a livello nazionale delle Marche è irrilevante e conseguentemente quelli che si agitano tanto sul palcoscenico locale sono solo pupi mossi da pupari annidati presso le segreterie di partito romane.
Cari concittadini delle province di Fermo, Ascoli Piceno e Macerata, addormentatevi pure con la bella fiaba che tutto va bene perché l’importante è che sappiate appunto che questa è una favola e non la realtà; ricordatevelo per favore mentre aspettate in lista d’attesa affinché questo nostro amato territorio non diventi ……l’ottavo nano!”

By Tirso Cosma

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