Tag Archive: giovani

giu
08

TIROCINI FORMATIVI E DI ORIENTAMENTO PER GIOVANI STUDENTI

Anche per l’anno 2011, su iniziativa dell’Assessore alle Politiche del Lavoro e Formazione Professionale Renato Vallesi, la Provincia di Fermo attiva i Tirocini Formativi e di Orientamento di giovani studenti residenti nel territorio.

Tale iniziativa, concentrata nel periodo estivo per la durata di due mesi, permette alle Amministrazioni comunali interessate di partecipare e promuovere quest’opportunità. A differenza dello scorso anno, per incentivare ulteriormente il progetto, la Provincia erogherà direttamente al Comune un contributo finanziario commisurato al numero e alla durata dei tirocini attivati.

I principali destinatari dei Tirocini Formativi sono giovani residenti o domiciliati nel territorio provinciale, che hanno compiuto i sedici anni, iscritti ad istituti secondari superiori o che hanno conseguito il diploma nell’anno scolastico 2010/2011.

Possono ospitare tirocini formativi e di orientamento imprese, Enti pubblici, studi professionali ed associazioni con sede legale o operativa nell’ambito territoriale della Provincia di Fermo, in regola con la normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

Gli obblighi a carico dei datori di lavoro ospitanti sono:

• nominare un tutor;

• attivare le assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro e per la responsabilità civile del/della tirocinante

• obblighi di comunicazione indicati nella Legge del 27 dicembre 2006 n. 296 commi da 1180 a 1185 previsti anche per i tirocini formativi;

I datori di lavoro possono ospitare tirocinanti nei limiti di seguito indicati:

• 1 tirocinante presso datori di lavoro con non più di 5 dipendenti a tempo indeterminato;

• 2 tirocinanti presso datori di lavoro con un numero di dipendenti a tempo indeterminato compreso tra 6 e 20;

• il 10% di tirocinanti, fino ad un massimo di 5, presso datori di lavoro con più di 20 dipendenti a tempo indeterminato.

I soggetti interessati (giovani e datori di lavoro) potranno rivolgersi direttamente ai Comuni, i quali dovranno inviare alla Provincia la loro adesione entro e non oltre il 13 giugno 2011 (via fax allo 0734.232546 – consegna a mano presso il Settore Politiche del Lavoro e Formazione, in via Sapri 65 a Fermo – via mail in formato pdf agli indirizzi meri.marziali@provincia.fm.it e simona.traini@provincia.fm.it).

Considerata la necessità di redigere un progetto di tirocinio, i Comuni che avranno individuato gli studenti e i rispettivi soggetti ospitanti, potranno usufruire della collaborazione gratuita del Cosif (Consorzio di Sviluppo Industriale del Fermano).

http://www.facebook.com/notes/provincia-fermo/tirocini-formativi-e-di-orientamento-per-giovani-studenti/226009800759921

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set
09

Congresso Provinciale Giovani

Carissimi,

in ottemperanza al regolamento congressi territoriali giovanili IDV, e sentiti gli organismi preposti, è convocato il

CONGRESSO PROVINCIALE GIOVANI IDV FERMANO


il giorno 14 settembre 2010, alle ore 21

presso la sede provinciale dell’Italia dei Valori,

viale Vittorio Veneto 7, Fermo.

ORDINE DEI LAVORI

h21:00

-Accreditamenti

h21:15

-Apertura congresso

-Presentazione mozione dei candidati a coordinatore provinciale giovani

-Apertura dibattito e contestuale apertura votazione

-Scrutinio, proclamazione risultati e chiusura del congresso.

Siete invitati caldamente a prendere parte a questi lavori assembleari di fondamentale importanza per l’attività del nostro movimento giovanile.

Cordiali Saluti

Tiziano Vagnoni

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feb
22

Bertone ai giovani: «La politica, vocazione alla salvezza della società»

“Quella politica è una vocazione al bene comune e alla salvezza della società. Un bene che non può non proiettarsi nel futuro. I giovani non sono quindi, semplici spettatori, ma attori della politica, che non può essere né rivolta al passato, né appiattita sul presente”. Lo ha ricordato il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano, intervenendo a Riccione al raduno annuale del coordinamento tra politici “Rete Italia”. Nella società di oggi, ha sottolineato il cardinale, “occuparsi di giovani e politica rischia di apparire un esercizio di stile” e “non si può biasimare il sentimento di delusione per le ‘storture’ che la politica può mostrare, legate alla fragilità di una condizione umana compromessa, anche se non in maniera irreparabile, dal peccato originale”. È una “grande responsabilità” quella dei giovani, ha proseguito il card. Bertone, “i quali sono partecipi delle cose future già a partire da quelle presenti” e “possono trovare un solido riferimento nel Vangelo e nella dottrina sociale della Chiesa”.

«Una nuova generazione di cattolici in politica». Di fronte alle sfide del mondo, ha ribadito il cardinale, “la Chiesa non propone una soluzione unica e universale” ma spetta “ai cristiani, come singoli e come comunità, il discernimento della realtà e la valutazione dei principi, criteri e direttive proposti dalla dottrina sociale della Chiesa per orientare la propria condotta nei diversi ambiti”. In questo senso, “la dottrina sociale non si presenta come un prontuario di soluzioni predefinite” ma “propone un modello di azione e di educazione politica che si esprime nei tre momenti del vedere, giudicare e agire”. Serve una “nuova generazione di politici cristiani” (in assonanza con quanto auspicato nell’ultima prolusione al Consiglio Permanente della Cei dal cardinal Bagnasco), chiamata “a tradurre la dottrina sociale della Chiesa in scelte concrete, ad operare una mediazione nella realtà” sull’esempio del “Codice di Camaldoli”. Per la dottrina sociale della Chiesa, ha precisato il card. Bertone, il primo principio permanente è “la dignità della persona umana” ed “ogni questione politica riconduce quindi all’uomo” con attenzione “al problema emergente della bioetica che tocca le questioni legate alla vita umana”; il secondo principio, invece, è la solidarietà che “non pone in secondo piano la giustizia, ma anzi offre a questa un orizzonte senza del quale anche la giustizia si trasforma paradossalmente in uno strumento di male”.

Il terzo principio della dottrina sociale della Chiesa, ha aggiunto il cardinale, riguarda la sussidiarietà ed implica una “sfida per la nuova generazione di politici cristiani” chiamati ad un “cambiamento dal basso, dal territorio, quindi dalle comunità locali chiamate a contribuire al bene comune della comunità nazionale ed in ultima istanza internazionale”; infine, il quarto principio è quello del bene comune perché tutte le persone “sono chiamate a ricercare ciò che unisce rispetto a ciò che divide”. Per il segretario di Stato Vaticano, “attraverso la lente della carità, le micro-relazioni, come l’amicizia e la famiglia, e le macro-relazioni, come lo Stato e la comunità internazionale, risultano essere connesse ed interdipendenti”. Per i cattolici, dunque, “il richiamo alla virtù diventa un imperativo che si lega alla propria missione nella storia, cioè quella di orientare la società a valori superiori”. Evitando “l’illusione del successo immediato” tipica del machiavellismo, ha concluso il card. Bertone, “la politica è chiamata a confrontarsi con la fragilità dell’uomo, anche ad apprendere dagli errori del passato e del presente, ma sempre coltivando la responsabilità dell’avvenire, da orientare alla virtù”.

19 Febbraio 2010
RIMINI

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set
23

Incontro dipartimento giovani IDV

Martedì 29 Settembre alle 21:30 presso la sede provinciale in Viale Vittorio Veneto 7 (di fronte hotel Astoria) a Fermo, si terrà l’assemblea del Dipartimento Giovani col seguente ordine del giorno:

- Organizzazione Corso di politica del prossimo Novembre.
- Discussione nuove direttive del Presidente dopo l’incontro di Vasto.
- Discussione sulle prossime elezioni del nuovo direttivo giovani (a tutti i livelli).
- Tesseramento 2009/2010.
- Proposte e organizzazione manifestazioni ed incontri.

La riunione è aperta a tutti (iscritti e non) i giovani di età compresa tra 16 e 35 anni.
Il Direttivo Provinciale Dipartimento Giovani vi aspetta!!

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mag
19

I GIOVANI E LA POLITICA

I GIOVANI E LA POLITICA

Le generazioni di oggi devono lottare ogni giorno contro diversi fattori che rendono sempre più difficili le loro condizioni sociali.
Si nota un accentuato disagio tra i giovani che, purtroppo, stenta a scomparire per un semplice motivo: manca una classe politica dirigente capace ed affidabile.
Le istituzioni appaiono, ai giovani, distanti ed incapaci di risolvere i problemi.
Tutto questo porta ad una triste e drammatica decisione: il distaccamento dalla vita politica quotidiana.
I giovani non hanno più fiducia nella politica e nelle istituzioni, perché hanno ricevuto solo incertezze e precariato; hanno rinunciato a credere negli ideali, quegli ideali che hanno accompagnato le generazioni precedenti e che hanno portato queste ultime ad avere fiducia in loro stesse; vedendo la politica come una cosa che non appartiene loro e che non va vissuta attivamente, i giovani si sono, ormai, abituati ad utilizzare di frequente luoghi comuni del tipo: <<I politici sono tutti ladri e corrotti!>>.
Molti si ricordano dei giovani solo durante le campagne elettorali: perchè un bel po’ di consensi fanno comodo, ma i partiti non suscitano tra i giovani alcuna passione, anzi provocano solo insofferenza.
La politica non si occupa di quello che pensano i giovani e la distanza che divide questi due mondi continua a crescere.

I GIOVANI E LA POLITICA GIOVANILE

La politica giovanile è, poi, praticamente inesistente.
I giovani che hanno degli ideali politici sono pochi al giorno d’oggi e non vengono spronati affatto; i giovani vivono la politica come un qualcosa di lontano, inarrivabile, che non appartiene loro; i politici non fanno nulla per incentivare la partecipazione dei giovani, sia perché i leader di partito non ascoltano le proposte dei giovani, sia perché i giovani che fanno le proposte sono giovani capaci e eventuali “rivali” per le poltrone.
Una cosa che accomuna tutti i giovani, qualsiasi sia il ceto sociale dal quale provengono, è la sensibilità con la quale avvertono tutti i difetti della società; ad esempio si continua a vivere in famiglia molto più a lungo, perché non si ha la certezza di un lavoro stabile e, di conseguenza, si vede in un futuro sempre più lontano l’inserimento nel vero mondo del lavoro, quello fatto di diritti e doveri.
Queste incertezze sul proprio futuro, l’impossibilità di considerarlo davvero come il tempo in cui si realizzerà il proprio desiderio di indipendenza, portano i giovani ad essere rinunciatari rispetto all’impegno necessario per realizzare la crescita di una società che sembra non attenderli.
Proprio questa è una delle ragioni per la quale i giovani d’oggi non cercano più nei partiti risposte ideologiche e non guardano più, come i loro padri, ai leader della politica come bandiere dietro le quali militare, ma chiedono una visione nella quale credere, un modello nel quale identificarsi e si aspettano risposte concrete insieme a proposte che parlino di certezze.
Le promesse non mantenute, gli scandali, l’opportunismo, i giochi di potere, queste sono le ragioni per la quale regna lo scetticismo tra le nuove generazioni che sono diventate il soggetto escluso da una politica e una cultura nate e cresciute in un mondo parallelo all’universo giovanile.
Bisogna ridare fiducia ad una generazione che fa fatica ad affacciarsi in questa società; bisogna eliminare questo pessimismo ascoltando le ragioni dei giovani; bisogna dare loro il modo di esprimersi; bisogna ridare loro quelle certezze che danno la forza di continuare a credere nella politica.
C’è bisogno di una svolta!
Solo così si potrà contare sull’appoggio dei giovani: solo così si potrà dare alle nuove generazioni la speranza di un futuro migliore, perché i giovani hanno bisogno della politica, ma soprattutto la politica ha bisogno di tutti i giovani.

I GIOVANI E LA PARTECIPAZIONE POLITICA

La partecipazione è un’arma formidabile nella battaglia per il cambiamento di una realtà spesso insulsa, insoddisfacente, dominata da avidità e sete di potere
Un dialogo tra giovani mi ha incuriosito.
Discutevano delle condizioni in cui versava la loro città: l’igiene pubblica, le strade, le piazze, la viabilità complicata, il traffico soffocante, ecc. Uno di loro, ad un tratto, ha avanzato una proposta: andiamo ad assistere alle sedute del consiglio comunale. Tutti a rispondere di sì, entusiasti.
Un simile interesse per i problemi della Città è senz’altro encomiabile. Non si può certo dire così di tutti i giovani. Molti pensano solo a divertirsi e alla loro vita privata, come del resto è giusto che sia alla loro età. Assistere ai lavori del consiglio comunale, rendersi conto di ciò che è al centro del dibattito cittadino è un bel passo avanti. Ho paura, però, che i metodi in uso e le procedure più o meno complesse, le lentezze, l’opinabilità, a volte, delle idee espresse dai consiglieri, finiscano per provocare nei giovani delle delusioni e potrebbero sortire l’effetto contrario: quello di allontanarsi di più dalla politica.
Ci sono molti modi per partecipare alla vita politica. Indubbiamente uno di questi è prendere coscienza dei problemi della comunità dove si vive. Ritengo importante incanalare questa “rabbia” e renderla produttiva di risultati.
La partecipazione è un’arma formidabile nella battaglia quotidiana per il cambiamento di una realtà spesso insulsa, insoddisfacente, dominata da avidità e sete di potere. Non sempre le parole volano via; possono essere anche pietre, macigni. Ricordiamoci che il semplice fatto della stessa presenza dei giovani in politica toglie spazio e ossigeno a coloro che usano la politica stessa per fini strettamente personali.

I GIOVANI E L’INESPERIENZA POLITICA

Molti additano ai giovani l’inesperienza.
E’ un esercizio ipocrita e inutile prendersela con la povera inesperienza. Perchè i risultati di una classe politica esperta sono davanti agli occhi di tutti: paese in declino, cittadini delusi, poltronite dilagante.
L’esperienza è decisiva?
In Italia l’esperienza politica non serve quasi mai al bene comune. Serve alla partitocrazia, al clientelismo, alla lottizzazione, ai trucchetti parlamentari. Ma tutti sono convinti che il paese non possa rinunciare alla loro preziosa esperienza.
In Italia il nuovo ha sempre avuto vita difficile.
Con questo scritto voglio stimolare tutti i giovani, che si credono inadeguati alla politica, a riflettere che con ogni probabilità l’inesperienza con cui devono fare i conti può diventare la loro arma vincente. Non come invito all’arroganza e alla presunzione, bensì come elogio delle qualità insite nella gioventù: il coraggio intrepido, la fantasia inesauribile, la gioiosa innocenza, una grande volontà di lavorare per il benessere collettivo senza alcun tornaconto personale. Basterebbe solo questo a ridare fiducia ai giovani; basterebbe solo questo a ridare fiducia alla politica.

Fabio Quadrini

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