Tag Archive: Gelmini

set
27

Riforma Gelmini e lotta dei precari

Comunicato Stampa

In due anni La riforma Gelmini provocherà l’allontanamento di più di 130 mila persone tra corpo docente ed Ata.
Le conseguenze di questa azione saranno
l’impossibilità a sostenersi per intere famiglie di lavoratori precari, per di più in un grave periodo di crisi occupazionale e l’impoverimento dell’offerta formativa e didattica.
A tutto ciò si aggiungerà
lo spopolamento in tanti piccoli centri interni delle strutture d’istruzione della prima infanzia e dell’adolescenza.
L’onorevole Di Pietro ha espresso chiaramente il suo parere, auspicando l’immediato ritiro della famigerata ed ormai nota riforma. Leggi tutto »

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set
09

Il boia della scuola italiana

L’illusionista Tremonti le ordina di tagliare 140000 posti di lavoro nella scuola e lei esegue usando la mannaia del boia: 42.100 insegnanti in meno da subito. Stessa cosa per 15 mila Ata (di cui 10 mila bidelli).

Al termine del triennio il risparmio complessivo sarà di 87 mila docenti e 44 mila Ata. Nei prossimi due anni la scuola perderà altri 20mila docenti e 15mila Ata. Risultato: cattedre vuote e sforbiciate di bidelli, meno materie e taglio di ore. La campanella non è ancora suonata per tutti i 6 milioni di alunni, ma lunedì, quando succederà, troveranno tante novità. Come non mai la scuola riapre nel caos. Le graduatorie sono pronte ma la nomine dei docenti in molte città sono ancora in corso. Per alcune cattedre ( ad esempio insegnanti di sostegno) c’è il rischio che la copertura slitterà a ottobre. Classi-pollaio, con un numero di alunni di gran lunga superiore a quello stabilito. Ovunque meno ore di lezione con i docenti costretti a distribuirsi su più classi. Dall’altra parte 25000 precari privati del loro lavoro. Per loro un accordo con l’Inps, che erogherà la metà degli stipendi, mentre l’altra metà sarà pagata dalle Regioni (già 10 hanno accettato) che impegneranno i lavoratori rimasti disoccupati (coinvolgendo gli insegnanti precari in progetti di rafforzamento dell’offerta formativa attraverso i piani di finanziamento Pon e Por). Alla fine della fiera perciò i contribuenti, invece di pagare tasse per avere una scuola composta da classi di 20 alunni, con insegnanti di sostegno che non cambiano ogni anno, pagheranno per avere classi di 40 alunni, insegnanti di sostegno ogni anno diversi, ed altri impegnati in lavori non ben precisati. In conclusione se esistesse il reato di “strage scolastica” il tribunale non potrebbe che dichiarare “l’imputata colpevole del reato ascrittogli”. Per la condanna ci piacerebbe che potesse essere, in luogo della pena detentiva, l’obbligo di rifare il percorso scolastico nel suo sistema educativo, dalle elementari all’università. Ma…. con esame di stato di avvocato da sostenere a Brescia (e non, con la truffa della finta residenza, a Catanzaro). Essendo il reato citato un reato virtuale, possiamo però presentare una denuncia per “interruzione e turbativa di pubblico servizio e violazione delle norme in materia di numerosità della classi scolastiche”. Come è stato recentemente chiarito dalla Cassazione infatti “è sufficiente che l’entità del turbamento della regolarità dell’ufficio o l’interruzione del medesimo, pur senza aver cagionato in concreto l’effetto di una cessazione reale dell’attività o uno scompiglio durevole del funzionamento, siano stati idonei ad alterare il tempestivo, ordinato ed efficiente sviluppo del servizio, anche in termini di limitata durata temporale e di coinvolgimento di uno solo settore”. E ci pare, che su questo, non vi siano dubbi.

FONTE: ANTONIOBORGHESI.IT

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