Tag Archive: Di Pietro

mag
01

RIFLESSIONE

“Fare politica è ormai un mestiere che dà profitti di ogni genere. Se la politica è un mestiere – una sorta di “posto fisso” mentre i politici dicono ai giovani di non pretendere il posto fisso -, chi lo svolge anteporrà il proprio utile al bene comune. Spesso chi è candidato alle consultazioni elettorali considera la propria elezione come una vincita alla lotteria e l’impegno finanziario per la campagna elettorale come un investimento che sarà ben ripagato. Così le “doti” per vincere le elezioni sono inversamente proporzionali alle doti che servono per governare bene. Alla professionalizzazione della politica corrisponde non il dato di una maggiore competenza, ma solo quello dell’immaturità umana. Non è raro infatti che i protagonisti della politica vigente siano individui interiormente non formati, eticamente ottusi, pieni di tratti narcisisti o paranoici”
(prof. ROBERTO MANCINI- UNIMC)

“Clinton non candidò la Lewinski”
(On. Antonio Di Pietro – Italia dei Valori)

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mar
11

Chiamata alle armi

Carissimi,

è tempo di reagire. L’Italia, dal 5 marzo 2010, non è più una democrazia parlamentare. Il Governo Berlusconi ha cambiato la legge elettorale con un decreto legge per favorire il Pdl, il proprio partito, alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010. Il Pdl è stato escluso per gravi irregolarità nel collegio elettorale di Roma, dove non aveva depositato le firme nei tempi fissati dalla legge. Il 5 marzo 2010 il Consiglio dei Ministri, presieduto dal Premier Silvio Berlusconi, ha emanato un decreto con cui ha cambiato la legge elettorale e violato la Costituzione, sostituendosi agli organi competenti giudiziari, proprio per ammettere il Pdl alle elezioni. Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto e, secondo alcune fonti, questo sarebbe avvenuto sotto forti pressioni di Berlusconi il quale avrebbe minacciato di ricorrere alla piazza. Ma il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha confermato l’esclusione della lista Pdl per le gravi irregolarità nella presentazione della documentazione e perché la Regione Lazio ha proprie disposizioni in tema elettorale, pertanto la legge nazionale non ha competenze in materia.

Nessun governo in nessuna democrazia può cambiare le regole elettorali durante il periodo elettorale. Nessun governo in nessuna democrazia può “interpretare” le leggi al posto della magistratura. Invece, questo è ciò che è avvenuto in Italia.

Un Paese nel quale i media televisivi pubblici e privati sono sotto il totale controllo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E’ tempo di chiamata alle armi.

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feb
16

IN MERITO A DE LUCA

Sono passati solo pochissimi giorni dalla mia elezione a Coordinatore Nazionale Giovani, ma già molto succede nella scena politica italiana. Per Italia dei Valori è tempo di scelte difficili, impopolari, sofferte, dove viene messa alla prova tutta la nostra fiducia.

Il caso di De Luca, candidato per il centrosinistra alla presidenza della regione Campania, tocca anche le coscienze dei più giovani, che come me seguono Italia dei Valori come un faro nella nebbia della politica italiana. Restii al compromesso, lontani dalla logica della “ragion di stato”, noi giovani viviamo la vicenda dell’appoggio a De Luca in Campania col fiato sospeso.

Il fatto che quest’ultimo sia destinatario di inchieste giudiziarie ovviamente ci spaventa. La paura è quella di perdere, dietro lui, la rotta verso la legalità, tracciata e mantenuta fino ad oggi con coerenza e severità dal nostro Presidente Antonio Di Pietro, e di trovarci in un battito di ciglio alla stregua dei partiti che abbiamo sempre combattuto. Davvero può avverarsi questo oggi? Tutto nasce purtroppo dalla necessità di doversi fidare. Con buona parte dell’elettorato campano pronto a votare il centrodestra di Cosentino, ed un Pd che non può da solo ingaggiare proficuamente questa competizione elettorale, quel che ci viene chiesto oggi è un atto di estrema fiducia, ed uno slancio di coraggio per aiutare la Campania, schierandosi con la coalizione di centrosinistra. Perdere la regione significherebbe perdere la possibilità di contribuire al risollevamento delle sue sorti, dopo che essa, negli ultimi anni, è salita agli onori della cronaca per le questioni più umilianti. La Campania sicuramente merita di più, e merita il nostro aiuto.

A De Luca devo riconoscere il coraggio di aver affrontato la numerosissima platea dei delegati al Congresso di Italia dei Valori per raccontare la sua versione dei fatti, poiché, al primo passo compiuto per salire il palco, i fischi avrebbero potuto sovrastare di gran lunga gli applausi. Al nostro Presidente l’onestà di aver confessato la difficoltà della scelta, attraverso la condivisione di questa con tutti i delegati. Solo ora riesco ad avvertire precisamente quella che viene chiamata la “solitudine del leader”, che si manifesta nei momenti delle scelte più ardue. Ma ho deciso di vivere in un paese dove non debbano servire più eroi, pertanto intendo compartecipare all’assunzione di questa responsabilità.

“Rispetto dell’autonomia della magistratura; accettazione dei processi e dimissioni immediate in caso di condanna” sono i punti inderogabili che fissano le condizioni della nostra alleanza. Anche i giovani dell’Italia dei Valori vigileranno attentamente sul loro rispetto, e di certo non attenderanno la sentenza della Cassazione per condannare una eventuale violazione di questo sofferto patto d’onore.

Confido che la verità processuale che verrà accertata possa dare ragione alla platea presente al Congresso, e che la Campania possa così trovare in noi un valido protagonista per la lotta alla camorra e alla “malagestione” della cosa pubblica.

RUDI RUSSO

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gen
23

Processo breve? No, l’ammazzaprocessi: quando la giustizia diventa una farsa

Non solo la prescrizione dei processi del Premier italiano, non solo l’archiviazione dei processi Parlmalat, Cirio, Antonveneta, non solo l’impossibilità di fare giustizia alle vittime del disastro della Thyessen Krupp, non solo l’impossibilità di portare avanti procedimenti penali in campo medico, ma anche, nascosta tra le righe del ddl 1880 Gasparri – Quagliariello, la possibilità di una grossa amnistia economica: 500 milioni di euro saranno condonati!

A tanto ammonta la somma che la Corte dei Conti ha stabilito debbano restituire funzionari, ex-ministri, sottosegretari e politici che amministrano la cosa pubblica in maniera “allegra” o comunque non conforme all’interesse comune.
500 milioni che sindaci, assessori, parlamentari e dirigenti di enti pubblici dovrebbero riconsegnare allo Stato. 500 milioni che, invece spariranno, e che ci saranno, in qualche modo, rubati – poiché un emendamento al ddl approvato ieri dal Senato prevede che gli effetti del “processo breve” si estendano anche ai procedimenti contabili e societari.
Un vero assurdo legislativo, che trova conferma nelle parole del procuratore della Corte dei Conti (“Se la sospensione dei termini non è stata prevista, è evidente che i processi pendenti in primo grado verranno quasi tutti estinti. Ma forse è proprio questo l’obiettivo che si vuole raggiungere”) e che indigna quanti continuano a lottare per un Paese migliore. Quanti ogni giorno tentano di far sentire la propria voce ad un Parlamento, ad un Governo, sempre più sordo.
Ma chi trarrà effettivamente vantaggio da questa piccola modifica al disegno di legge? La risposta è semplice: tutti quegli amministratori o membri di società che, fino ad oggi, hanno fatto il bello ed il cattivo tempo con i soldi pubblici. Qualche esempio? L’ex guardasigilli Roberto Castelli, condannato a risarcire lo Stato per circa 110.000 euro in seguito alle indagini sulle consulenze d’oro; il sindaco di Milano Letizia Moratti, sulla cui testa pende, da tre anni, un’inchiesta sulle consulenze del Comune; il senatore Giuseppe Valentino, che ha spudoratamente presentato il provvedimento al Senato e la deputata Iole Santelli (allora sottosegretari dello stesso dicastero della Giustizia che elargiva consulenze ad amici e conoscenti); ma anche, cinque membri del vecchio Cda Rai in quota centrodestra, tra cui l’ex dg Flavio Cattaneo e l’ex ministro dell’Economia Domenico Siniscalco per la nomina di Meocci a direttore della Rai (si parla di 50 milioni di euro).

Ma il vero “mandante” nonché “utilizzatore finale” dell’operazione processo breve è ancora lui, il Cav. Silvio Berlusconi, che, con questo provvedimento eviterà di essere condannato per corruzione in atti giudiziari nei processi Mills e Mediaset. Poiché, dimenticavo, il provvedimento approvato al Senato è, ovviamente, retroattivo, perfino per chi ha confessato un reato. Altrimenti sarebbe inutile.
Al diavolo la tutela delle parti offese o la giustizia per le vittime di reato, addio al diritto di risarcimento, alla malora le responsabilità dell’imputato, anche se colpevole. E non importa che per salvarne uno si salvano tutti. Quando la rapidità prevale sull’accertamento della verità siamo nel surreale: la giustizia è diventata una farsa.

FONTE: ANTONIOPALAGIANO.IT

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gen
05

risposta del presidente Antonio Di Pietro ad un articolo di Paolo Flores D’Arcais apparso su “Il Fatto Quotidiano” di martedì 29 Dicembre

Caro Paolo, ho letto e riletto la tua proposta di sciogliere il partito dell’Italia dei Valori, pubblicata giorni addietro su Il Fatto. Siccome credo nella tua buona fede e nelle tue nobili intenzioni, dico “proposta” e non provocazione, come a prima vista potrebbe apparire la tua richiesta di scioglimento dell’unico partito che fa vera opposizione al governo Berlusconi e l’unico gruppo parlamentare chiaro nel linguaggio e determinato nell’azione (meriti che, peraltro, ci riconosci anche tu). Sì, lo so, tu hai scarsa considerazione della dirigenza di Idv a livello territoriale. Non voglio nascondermi dietro un dito, so bene che qua e là nel territorio non sempre le persone selezionate o “innestate” si sono dimostrate all’altezza del ruolo, ma sfido chiunque a fare quello che ha fatto Idv in appena 10 anni di vita. Siamo nati nel 2001 ed oggi siamo la quarta forza politica presente nel Paese e nelle istituzioni. A differenza di altri partiti, Idv non è stato costruito per “scomposizione e ricomposizione” di precedenti partiti e preesistenti smaliziate classi dirigenti. Abbiamo dovuto imparare a fare politica “cammin facendo”, trovando come compagni di strada quel che il territorio (o meglio la cosiddetta “società civile”) ci offriva: nella maggior parte dei casi persone per bene mosse da autentica passione civile, in qualche caso “finti buoni” se non addirittura “buoni a nulla”. Questi ultimi, man mano che ci accorgiamo delle loro incapacità o cattive intenzioni, li stiamo accantonando. Anzi, ti dirò di più e ti prego di credermi sull’onore: molte delle critiche che girano in rete non sono affatto spontanee ma sono alimentate proprio da quelle stesse “piccole persone” che, dopo aver dimostrato la loro incapacità di lavorare per la causa comune, si lamentano perché non vengono più tenute in considerazione.

Questo non vuol dire che il partito deve restare così com’è. Tutt’altro! Proprio per questo stiamo facendo esattamente quel che tu proponi: fondare una forza politica nuova in grado di poter rappresentare in pochi anni il partito di riferimento di tutti quei cittadini che non vogliono più stare con gli occhi bendati e che si riconoscono appunto in modo integrale e radicale nei principi della nostra Costituzione, primi fra tutti i principi di uguaglianza e legalità.

VOGLIAMO quindi passare al più presto – e vogliamo farlo ora che abbiamo sufficiente credibilità e forza politica – ad una nuova fase in cui l’originaria Idv da “soggetto esclusivo” diventi promotrice di un nuovo “soggetto plurale”, aperto a tutte le persone per bene e di buona volontà. Anzi, tutto questo lo stiamo già facendo come dimostrano le recenti candidature alle elezioni politiche ed europee e come stanno dimostrando le candidature alle prossime elezioni regionali.

Stiamo lavorando per la costruzione di un “soggetto politico” in cui il partito “Italia dei Valori” – spersonalizzato nel tempo anche del mio nome – faccia da riferimento e catalizzatore per coloro che si avvicinano per la prima volta alla politica, ma anche per coloro che l’hanno già fatto e sono rimasti con le mani pulite. Sì, qui dobbiamo capirci: non tutti quelli che si definiscono “componenti della società civile” sono da prendere a modello (alcuni sono davvero impresentabili) e, viceversa, non tutti coloro che hanno già fatto politica sono da buttare (altrimenti faremmo un’ingenerosa di “tutt’erba un fascio” solo perché hanno militato in precedenti partiti).

PER FARE dell’Italia dei Valori il partito di riferimento – dell’opposizione oggi, dell’alternativa domani – abbiamo dato vita ad una seria “fase costituente” con l’obiettivo di avviare il nostro partito ad una completa spersonalizzazione dello stesso. Fase costituente che si svilupperà (anzi, si sta già sviluppando) attraverso regolari e partecipati congressi, come si usa in tutte le moderne democrazie. La procedura prevede due fasi: dapprima individuazione e coinvolgimento della “base elettorale del partito”, quindi i congressi (nazionale e territoriali), in cui – proprio come dici tu, Paolo – tutti i vertici andranno rinnovati (o – consentirai – confermati, se la “rinnovata base” li riterrà ancora degni di fiducia).

CHIUNQUE VOGLIA partecipare a questa fase congressuale può iscrivere il proprio nominativo nella nostra “anagrafe della base” entro la data delle prossime elezioni regionali (29 marzo 2010), accettarne i regolamenti e riconoscersi nel codice etico di cui ognuno può prendere visione sul sito Internet www.italiadeivalori.it   . Inoltre il 5, 6, 7 febbraio prossimo terremo un Congresso nazionale straordinario di Idv con lo scopo sia di approvare il “programma politico” di riferimento sia di eleggere i massimi organi nazionali del partito secondo le regole statutarie che potranno essere visionate nel sito Internet del partito. Abbiamo anche aperto il partito ai circoli e alle associazioni che – pur volendo mantenere la loro individualità – vogliono avviare con noi una proficua interlocuzione politica ed una comune azione programmatica. Da subito, abbiamo dato vita ai Dipartimenti tematici e quello sul lavoro è diventato oramai un punto di riferimento certo per tanti lavoratori e giovani senza lavoro né ammortizzatori sociali.

Abbiamo messo al primo posto della nostra azione politica le battaglie per la difesa della Costituzione (anche raccogliendo un milione di firme contro il famigerato “Lodo Alfano”) e per la tutela dei diritti civili.

Inoltre abbiamo avviato le procedure per la raccolta delle firme per due richieste di referendum al fine di abrogare la legge che prevede l’installazione di centrali nucleari e la legge che prevede la privatizzazione dell’acqua (almeno l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo vogliamo che restino diritti universali acquisiti e non a beneficio solo di chi può permettersi di pagare). Insomma e in conclusione, caro Paolo: l’Italia dei Valori sta già facendo ciò che tu gli hai chiesto di fare. Se vuoi, partecipa anche tu e aiutaci a costruire il partito nel miglior modo possibile perché, come tu sai bene, sugli spalti tutti si sentono arbitri e allenatori ma poi la partita la vincono o la perdono coloro che stanno in campo. Se vuoi aiutarci a vincere, scendi in campo anche tu!”

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nov
26

Dopo l’acqua il governo privatizza la Protezione Civile!

Ho interrogato il governo per sapere se fosse vero che intende affidare le attività della Protezione Civile ad una società di diritto privato controllata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Ministro Vito non ha confermato nè smentito. Gli ho così replicato:
SIGNOR PRESIDENTE, SIGNOR MINISTRO,
ECCOCI DUNQUE. DOPO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA ARRIVA ORA LA PRIVATIZZAZIONE DELLA PROTEZIONE CIVILE, UNA DELLE FUNZIONI PUBBLICHE PIU’ DELICATE E PIU’ IMPORTANTI IN UNO STATO MODERNO. UNA FUNZIONE CHE PROPRIO PER IL FATTO DI DOVER INTERVENIRE IN CONDIZIONI STAORDINARIE SPESSO PUO’ FARLO AL DI FUORI DELLE REGOLE E DEI CONTROLLI. E CIO’ AVVIENE PROPRIO MENTRE IN ABRUZZO ASSISTIAMO AI PRIMI ARRESTI PER LA GESTIONE DEL DOPO TERREMOTO, CIO’ CHE SIGNIFICA CHE LA TANTO SBANDIERATA ATTIVITA’ DI PREVENZIONE DEL GOVERNO HA FALLITO. MA DA UN GOVERNO CHE CON LO SCUDO FISCALE PROTEGGE GLI EVASORI C’ERA DA ASPETTARSELO. ED ORA CON UN PROVVEDIMENTO MONSTRE TRASFERISCE AD UNA SOCIETA’ DI DIRITTO PRIVATO FUNZIONI DI DELICATEZZA ESTREMA PER IL QUALE CI SARANNO D’ORA IN AVANTI ANCORA MENO CONTROLLI. MA NON C’E’ SOLO QUESTO: ANCHE QUI EMERGE IL FAVORITISMO VERSO GLI AMICI DEGLI AMICI. DOPO LE LEGGI AD PERSONAM CHE NON FINISCONO MAI E DI CUI MOLTI ALTRI DELIQUENTI APPROFITTANO, DOPO I MINISTERI AD PERSONAM, DOPO LE LEGGI AD AZIENDA COM QUELLE SULLE TELEVISIONI E TELECOMUNICAZIONI, CON QUESTA SOLUZIONE ABNORME, ALLA FACCIA DI TUTTE LE DICHIARAZIONI SUL SETTORE PUBBLICO (MA IL MINISTRO BRUNETTA CHE CI STA A FARE? INVECE DI FINGERE DI PRENDERSELA CON IL MINISTRO TREMONTI SI FACCIA VIVO QUANDO COME IN QUESTO CASO LE SUE PREROGATIVE VENGONO CANCELLATE), SI STABILIZZANO 50 DIRIGENTI AMICI DI BERTOLASO E MOLTI ALTRI LAVORATORI. SENZA UNA VALUTAZIONE DI MERITO E SENZA UN CONCORSO. COSA POTRA’ RACCONTARE IL MINISTRO GELMINI A TUTTI I PRECARI DELLA SCUOLA CHE HANNO PERSO IL LORO POSTO DI LAVORO? .
COMPLIMENTI! ANCORA UNA VOLTA SIAMO IN PRESENZA DI INTERESSI PRIVATI IN ATTI D’UFFICIO. MA NOI DI ITALIA DEI VALORI VE LO DICIAMO CON FORZA: PRIMA O POI SARETE CHIAMATI RISPONDERE AL PAESE DEL MODO DISINVOLTO CON CUI TRATTATE LE COSE PUBBLICHE COME FOSSE UN AFFARE DI FAMIGLIA.

ANTONIOBORGHESI.IT

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nov
06

Si al Ministero ad personam, no alle norme a favore dei disabili gravi!

Ieri si è consumata una vicenda che rende palese come questo governo e questa maggioranza siano “forti con i deboli e deboli con i forti”.

In Commissione Bilancio si sono discussi due provvedimenti che dovevano andare in aula la prossima settimana: il disegno di legge “Istituzione del Ministero della salute e incremento del numero dei sottosegretari” e quello “Norme in favore di lavoratori con familiari disabili”. Quest’ultimo era un provvedimento atteso da tempo, in considerazione delle gravi carenze di servizi prestati dallo Stato a favore delle famiglie nelle quali vi sia un componente gravemente disabile. Già il Ministro “Brunetta col rinculo” con la scusa di colpire possibili abusi aveva fortemente ridotto la possibilità di permessi. Proprio la mancanza di servizi ha sempre reso necessario ai familiari un sacrificio tremendo, che essi hanno fatto sempre con il cuore, supplendo all’intervento pubblico. Certamente siamo in presenza di lavoratori che in aggiunta al carico del loro lavoro quotidiano sono costantemente in “servizio permanente effettivo”. Considerare la loro attività lavorativa come “usurante al massimo grado” è il minimo che una nazione civile possa fare e dunque concedere ad essi il prepensionamento è solo riconoscere il loro adempimento di un servizio sociale. Tanto più che si parla di persone di almeno 53 anni, con almeno 25 anni di contributi previdenziali, di cui 18 di costanza di assistenza al familiare convivente disabile. La Commissione Lavoro, dopo lunghe discussioni, aveva licenziato un testo con il parere favorevole del governo. In Commissione Bilancio il governo ha stroncato ogni possibilità di approvazione della legge giustificandola con la mancanza di coperture finanziarie. Coperture che sono invece state subito trovate per il Disegno di legge istitutivo del Ministero della Salute. Una “marchetta” di Berlusconi, che aveva promesso al Sottosegretario Fazio la poltrona di Ministro. Un Ministero “inutile” poiché ha solo funzioni di coordinamento tecnico, tenuto conto che la “sanità” è materia devoluta alla totale competenza delle Regioni. Non cambia nulla se il “nuovo costo della politica” sia di molto inferiore alle risorse necessarie per il prepensionamento dei familiari che assistono disabili gravi. Ma è gravissimo il “principio” di un governo che con lo”Scudo fiscale” favorisce evasori, falsificatori di bilanci, corruttori e criminalità organizzata e non fa nulla per chi ha veramente bisogno.

FONTE: ANTONIOBORGHESI.IT

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ago
10

Il re è nudo

Quello che sembra emergere dal blog di Paolo Guzzanti è ‘patrimonio’ conosciuto nel mondo politico e dell’informazione, pur essendo stato archiviato in modo frettoloso nelle sedi istituzionali competenti. C’è da sperare che la magistratura, la quale si riconosce nella Costituzione, in particolare nell’articolo 3 (uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge) e 112 (obbligatorietà dell’azione penale), accerti gli aspetti penali della vicenda. Ci troviamo infatti di fronte a nuove tecniche di corruzione e mercimonio delle pubbliche funzioni che avrebbero come protagonista il presidente del Consiglio e alcuni membri del suo Governo. Comportamenti sanzionati dal codice penale: si veda l’articolo 319 che riguarda incarichi politici ed istituzionali in cambio di utilità varie.
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ago
06

Paolo Guzzanti: “Censura dal Quirinale”

L’ex senatore Pdl, ora deputato al gruppo Misto, sul suo blog tira in ballo per il Presidente della repubblica per la mancata pubblicazione di alcune conversazioni. La replica: “Insinuazione priva di fondamento”.

E’ ancora polemica sulle intercettazioni di e su Silvio Berlusconi. Ad aprire un nuovo capitolo ci pensa Paolo Guzzanti, che sul suo blog attacca il premier per i suoi rapporti con le donne e in particolare per attività sessuali “con persone che ora ricoprono altissime cariche”, e insinua che esistono intercettazioni contenenti “cose assolutamente disgustose”. Intercettazioni che, secondo l’ex senatore ex Pdl, sarebbero state censurate dal Presidente della Repubblica.
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ago
06

Chi abdica e chi se ne frega

L’occupazione dei media e’ quasi terminata, come nel piu’ romanzesco dei piani della P2. Mancano solo alcuni tasselli del puzzle, come le nomine dei vicedirettori, e sarà tutto finito. Con Masi che avrà così compiuto lo sporco lavoro per cui e’ stato chiamato. Il presidente della Rai Garimberti, un vaso di coccio tra vasi di ferro, impone a “babbo morto” quattro regole di comportamento che dovranno valere per le prossime decisioni, dunque utili solo per i posteri.
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ago
05

Una RAI sempre più servile

L’informazione in Rai sta diventando sempre piu’ servile: con le nomine effettuate ieri l’azienda pubblica si delinea infatti un organismo tagliato e confezionato su misura di Berlusconi e della sua maggioranza. Anche per la radiofonia le nomine sono il frutto di una lottizzazione a senso unico che continua a determinare una moltiplicazione di poltrone e quindi di sprechi.
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ago
03

Il Partito di Grillo

L’annuncio dato da Beppe Grillo “Dopo l’estate lancerò le Liste regionali a Cinque Stelle per le elezioni del 2010. In autunno nascerà un nuovo Movimento di Liberazione Nazionale, un soggetto politico a Cinque Stelle espressione dei cittadini.” è di quelli destinati a vivacizzare il dibattito politico durante l’estate. Certamente dovrà entrare nel dibattito di Italia dei Valori, movimento che più di ogni altro è stato accostato nell’ultimo anno alle iniziative di Grillo, che per qualcuno è l’espressione della “antipolitica”.
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lug
30

Il senso del pudore

Caro comune senso del pudore, so che esisti ancora, da qualche parte, e sei in ascolto.
Sei nascosto in qualche irriducibile italiano. Non sei più comune, appartieni a una minoranza. Sei un relitto del passato, un retaggio di moralisti, di qualunquisti, piagnoni.
L’oltraggio al pudore non è più oltraggio, ma benemerenza. La vergogna è un ostacolo verso la felicità individuale. I freni inibitori un problema sociale.
Ci sono intere categorie di cittadini che sono diventate spudorate, in modo pubblico, plateale. Non devono più nascondersi.
E’ stato un processo lungo e difficile, durato un ventennio, ma ci siamo riusciti, siamo diventati spudorati consapevoli.
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lug
30

Tremonti-Berlusconi: Tasse ai terremotati, premi agli evasori!

Il decreto anti-crisi approvato, dopo la blindatura con la “fiducia”, è una sintesi perfetta del modo di governare di questa maggioranza e di questo governo.

Hanno fatto poco per i lavoratori dipendenti : qualche mese in più di cassa integrazione, qualche possibilità in più per i contratti di solidarietà. Noi avevamo proposto una più forte estensione degli ammortizzatori sociali e incentivi alle imprese che non ricorrono alla cassa integrazione.
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lug
22

Lettera aperta a Giorgio Napolitano

Pubblico una mia lettera inviata al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
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“Gent.mo Presidente,

lo scorso 15 luglio Lei ha firmato e promulgato una legge in materia di sicurezza che la maggioranza parlamentare, sotto la mannaia del voto di fiducia imposto dal Governo Berlusconi, aveva da poco approvato.
In sede di promulgazione, però, Lei così aveva qualificato quel testo di legge (e cito testualmente quanto da Lei messo nero su bianco in una contestuale lettera indirizzata proprio a Berlusconi):
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