Gran bel lavoro quello svolto dai nostri padri costituenti nell’organizzare l’assetto della Repubblica Italiana. Un mosaico elegante di norme e regole scritte a garanzia dei cittadini e che tutto il mondo ci invidia. Tali principi prevedono un sottile equilibrio fra i poteri dello Stato, organi di controllo – anche per lo stesso Parlamento – tesi a bilanciare il potere esercitato dalle singole cariche istituzionali. Il Parlamento, espressione diretta del voto dei cittadini, ha il compito di legiferare, ma anche di controllare ed approvare l’operato del Governo; la Consulta vigila affinché le leggi emanate dal Parlamento seguano il dettato costituzionale; il Presidente del Consiglio traccia la linea politica governativa e presiede il Consiglio dei Ministri ed, infine, il Presidente della Repubblica che è, per definizione, il presidente di tutti gli italiani, nonché supremo garante super partes della nostra Repubblica.
Davvero un’ottima organizzazione dello Stato, che ha previsto tutte le situazioni a rischio per la democrazia e come neutralizzarle. Ma purtroppo, tale giudizio, non è da tutti condiviso. Ne è esempio don Silvio Berlusconi da Arcore, che ha deciso di sconvolgere a suon di picconate (quelle di Cossiga, al confronto, erano gentili carezze!) il lavoro certosino dei nostri padri costituenti. Ieri, (ma non è la prima volta) durante l’assemblea europea del PPE ha dichiarato che la Costituzione va riscritta, che la Corte Costituzionale si permette di annullare le leggi del Parlamento (ma questa è una delle sue funzioni!) e pertanto va abolita o riorganizzata; il Presidente della Repubblica è di parte poiché proviene dal partito comunista, la Magistratura è politicizzata e spesso sovversiva, mentre del Parlamento si potrebbe fare a meno poiché sarebbe sufficiente far votare i soli capigruppo per approvare emendamenti, mozioni, ordini del giorno e leggi ordinarie. Per fortuna ha dimenticato il Presidente della Camera che ha la colpa di essere un ex-“fascista” ed è proprio per questa ex che probabilmente non va più bene.
Tali affermazioni farebbero sobbalzare qualsiasi cittadino di buon senso, attento all’assetto democratico del Paese. Ma, purtroppo, il nostro premier è infastidito proprio da questo assetto dello Stato. Considera l’azienda Italia una sua proprietà privata poiché ha vinto le elezioni e sogna, forse, di ripristinare l’antico balcone di Piazza Venezia. La ricerca ostinata e pervicace della sua immunità lo spingono a dichiarazioni sconsiderate che ledono l’immagine dell’Italia all’estero. Pur tuttavia dai sondaggi, sebbene in calo, sembra che la maggioranza degli italiani lo sostenga ancora. Colpa dell’anestesia mediatica operata scientificamente da oltre un decennio da “sua emittenza”: un’overdose di spot, annunci e disinformazione somministrata agli italiani da giornalisti al soldo del Cavaliere e che sono e restano i principali complici di questo progetto piduista che prevede il controllo dei media, la riduzione dei poteri del Parlamento e la neutralizzazione della magistratura. Per gli amici della tessera n°1816 della Loggia P2, il cav. Silvio Berlusconi, appunto, un ottimo lavoro!
FONTE: ANTONIOPALAGIANO.IT


