Tag Archive: Borghesi

apr
21

Figli di papà e Bertolaso SpA.

Un recente rapporto dell’Ocse certifica come l’Italia sia ai primi posti nella classifica della vischiosità sociale in quasi tutti i parametri considerati. In Italia, per quasi il 50 per cento, il reddito dei figli riflette quello dei genitori. In Danimarca, Australia, Norvegia, questa trasmissione, per così dire, ereditaria non arriva al 20 per cento.
Una società in cui tutti, nel bene e nel male, sono – e restano – “figli di papà” è, per l’organizzazione dei paesi ricchi, anzitutto un problema economico: un immane spreco di risorse. “Primo – dice lo studio – società meno mobili tendono più facilmente a sprecare o utilizzare male talenti e capacità. Secondo, la mancata uguaglianza di opportunità può influenzare le motivazioni, gli sforzi e, alla fine, la produttività dei suoi cittadini, con effetti negativi sulla efficienza complessiva e sul potenziale di crescita dell’economia”. A moltiplicare la vischiosità dell’impianto sociale italiano c’è, infatti, una distribuzione vistosamente ineguale del reddito e della ricchezza di partenza. L’Ocse conclude che più è alta l’ineguaglianza sociale in un paese, più il paese è immobile. E l’Italia è uno dei paesi a più alto tasso di ineguaglianza, in Occidente. Ciò è ancora più vero in un Paese come il nostro ad alto tasso di corruzione e dove la fa da padrone la raccomandazione, invece che la meritocrazia. In questo quadro è esemplare quanto emerso dall’inchiesta sulla “Protezione civile” dove si scopre che tanti “Figli di papà” vengono beneficiati come forma di pagamento di atti di corruttela o di favoritismo.
CamilloToro: figlio di Achille, Procuratore Aggiunto di Roma e Responsabile dei reati contro la pubblica amministrazione . Con l’aiuto del padre dà informazioni sugli atti della Procura di Firenze che indaga sul sistema “protezione civile”. Lavora all’Acea (Azienda pubblica del Comune di Roma) ma si cerca in aggiunta di fargli avere un contratto con il Ministero delle Infrastrutture.
Tommaso Verdini: figlio di Denis, Coordinatore nazionale del Pdl. Da uno degli imprenditori coinvolti nel giro di corruzione, Riccardo Fusi, riceve prestazioni quali una camera d’albergo a Milano, quando va a fare la selezione per la Bocconi, un soggiorno (per otto) a Forte dei Marmi, un altro a Milano prima di partire per Ibiza («sì anche il garage è gratis»), un altro ancora a Milano richiesto dalla mamma («Quell’ ebete di mio figlio arriva alla Malpensa alle undici e mezzo… ecco volevo mandarlo in albergo a Milano»)
Lorenzo Balducci: figlio di Angelo, Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, e vera anima nera del sistema “protezione civile”. Attore di discutibili capacità . Tra i suoi film si ricorda ‘Ce n’è per tutti’, uscito nel 2009 con un contributo del Mibac (Ministero Beni culurali) di 650 mila euro e un incasso di 128.595 euro. Un precedente film , ‘Nessun messaggio in segreteria’, del 2005 ha avuto dal Mibac 716 mila euro, mentre l’incasso è stato di 139.775. Ora sta per uscire “Due vite per caso”, prodotto da Anna Falchi. Non sappiamo quanto incasserà ma in ogni caso, a fronte di un costo di 1,2 milioni di euro, ha già ricevuto, ma guarda un po’, 600 mila euro di fondi del ministero dei Beni culturali (Mibac) e 200 mila euro dalla Filas, la finanziaria regionale del Lazio.
Filippo Balducci: Il papà ha tanta considerazione di lui da dire “Questo non ha manco un posto da usciere tanto per essere chiari.” In compenso Anemone, altro imprenditore campione di bustarelle, paga a Filippo la ristrutturazione di una casa a Roma, tende e mobili compresi. Gli regala una Bmw da 71 mila euro e (anche se l’ avvocato ha smentito) trova un lavoro a lui e alla fidanzata.
Figlia: del Capo Dipartimento del Ministero per l’attuazione del programma, Giuseppina Perozzi. A lei viene dato un incarico all’ufficio stampa del dipartimento per la protezione civile.
Carola Angioni : Figlia del generale Franco Angioni, già capo della spedizione in Libano, assunta dopo aver collaborato nel 2007 “all’emergenza eventi atmosferici” nel Veneto.
Marta Sica: Figlia dell’avv. Carlo Sica, vicesegretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, assunta grazie alla vicenda dei rifiuti di Napoli.
Nipote: (femmina) del Card. Achille Silvestrini, già Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, che oltre a curare le anime curava in particolare gli interessi familiari. Assunta anche lei nella Bertolaso SpA
Figlia: di Carmen Iannacone, funzionaria della Corte di conti addetta al controllo degli atti della Presidenza del Consiglio. Assunta.
Figlio: di Rocco Colicchio, Magistrato presso la Corte dei Conti. Assunto
Figlio: di Marco Conti, Magistrato presso la Corte dei Conti. Assunto
Figlio: di Gabriella Palmeri, Segretario Genertale presso la Corte dei Conti. Assunto
Giovanni Di Siervo: figlio di Ugo De Siervo, vicepresidente del la Corte costituzionale., Si è occupato dell’esondazione del Sarno e ora segue le “relazioni con gli organismi internazionali”.
Figlia: del prefetto Anna Maria D’Ascenzo, già capo del dipartimento dei vigili del fuoco
Figlia: del colonnello Roberto Babusci che dirigeva il centro operativo aereo della Protezione civile
Nipote: (femmina) dell’ex presidente della Rai Ettore Bernabei
Figlio: di Mario Ferrazzano, segretario generale del sindacato della presidenza del consiglio Snaprecom
Sarà mai applicato veramente il principio del merito in Italia?

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apr
08

“SI” alla battaglia comune per il referendum sull’acqua!

Negli ultimi giorni ho ricevuto nelle mie caselle di posta elettronica un numero impressionante di messaggi, come quello seguente:
Ho saputo che l’Italia dei Valori ha annunciato di voler procedere a promuovere autonomamente un proprio referendum sull’acqua,
nonostante una vastissima coalizione sociale abbia appena depositato tre quesiti referendari per l’acqua pubblica e abbia lanciato l’avvio di una grande raccolta firme.
Voglio che sappiate che ritengo questa scelta gravissima.
Perché irrispettosa di un percorso che tantissime donne e tantissimi uomini come me hanno costruito in questi anni in tutti i territori del Paese.
Perché antepone gli interessi di partito ad un obiettivo grande, condiviso e di civiltà, come quello per l’acqua bene comune.
Chiedo pertanto a tutti voi di recedere immediatamente dal proposito annunciato e di incontrare il Comitato promotore dei quesiti depositati per collaborare alla comune battaglia. Grazie,
Trovo che il tono di questa lettera sia assai discutibile ed almeno in parte arrogante. Desidero infatti ricordare che, anche in risposta alle molte sollecitazioni pervenute in tal senso, oltre tre mesi orsono (e più esattamente il 17 dicembre 2009) Italia dei Valori ha depositato il quesito referendario sull’acqua e non vedo per quale motivo questo fatto possa essere considerato “scelta gravissima”, “irrispettosa”, o la volontà di “anteporre gli interessi di partito ad un obiettivo grande”. Penso che coloro che usano espressioni di questo tipo sembrano più preoccupati della loro visibilità personale (o di quella dell’associazione o gruppo rappresentato) piuttosto che della onerosità di ciò che c’è da fare per arrivare al risultato finale che tutti vogliamo.
Voglio ancora ricordare ciò che rispondevo nel mese di novembre 2009 a coloro che mi scrivevano su questo tema:
“Noi di Italia dei Valori, come è noto chiediamo che la rete idrica e la sua gestione non possano essere privatizzate e restino dunque pubbliche.
Lo abbiamo fatto in commissione e ci abbiamo provato con forza anche in aula.
Tuttavia, come temevamo, la maggioranza di centro destra ha approvato la legge.
Abbiamo deciso pertanto di avviare le procedure per la raccolta delle firme per un referendum popolare per la abrogazione di questa norma iniqua.”
Al di là tuttavia di questo aspetto meno esaltante credo invece che sia del tutto corretto il richiamo alla collaborazione per la battaglia comune e pertanto venerdì prossimo (9 aprile 2010) in occasione dell’Esecutivo Nazionale di Italia dei Valori, preannuncio che presenterò una proposta nel senso auspicato, valutando insieme se sia meglio costituire un Comitato promotore sui quesiti depositati da noi o da altri, solo avendo riguardo a quello meglio formulato, anche al fine di superare le possibili obiezioni in sede di ammissibilità.

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mar
26

La Lega nazista e mafiosa: pane ed acqua ai figli di chi non ha pagato la retta

Milena Cecchetto, sindaco di Montecchio Maggiore, ricco paese del Vicentino, ha ordinato di servire un panino e dell’acqua ai bambini delle famiglie che on hanno saldato gli arretrati per la mensa scolastica.
Cerco di immaginare la scena: suona la campanella dell’ora di refezione scolastica. I bambini si avviano verso la mensa ed entrano in un locale dove vengono divisi in due gruppi: uno si dirige verso una tavola imbandita con pasta alla zucca, hamburger, insalata e frutta mentre l’altro gruppo di otto bambini (di cui sei stranieri) si avvia in silenzio ed a testa bassa verso un tavolo sul quale è stato posto un panino a testa ed un bicchiere d’acqua. Quando ripenso a questa scena un brivido mi corre lungo la schiena e non mi riesce di associarla a nulla d’altro se non al concetto di nazismo. Solo la crudeltà nazista era capace di tanto e come ha osservato in una nota la Fondazione Dossetti, una tale umiliazione inflitta agli otto bambini “suscita una condanna morale senza appello”. Ed ancora “..la tanto declamata integrazione …è stata brutalmente violata in nome di un principio, quello economico, che è agli antipodi del concetto di tutela della dignità della persona umana.” Io penso che le rette scolastiche e più in generale i contributi per i servizi resi dagli enti locali debbano essere pagati e che non si debbano fare sconti a nessuno. Tutti i sindaci, in particolare nelle comunità minori, sono in grado di stabilire se una famiglia non paga perché non è in grado di farlo o per furbizia. Nel primo caso il Sindaco deve far aprire una “pratica all’ufficio assistenza sociale”, nel secondo deve aprire una “all’ufficio legale”. Farla pagare ai bambini è una vendetta trasversale in perfetto stile mafioso. Al Sindaco Cecchetto consiglierei di andare a vedere il film «Il nastro bianco» («The white ribbon» ) del regista Michael Haneke, presentato al Festival di Cannes del 2009: è stato definito dai critici una ricerca alle radici del nazismo. «Una certa educazione e cultura in senso assolutista porta a degenenerazioni altrettanto assolutiste, al terrorismo, al fanatismo religioso, al Nazismo». Il sindaco di Montecchio Maggiore porta e porterà la responsabilità di contribuire ad un possibile “Nuovo Nazismo”. Un raggio di speranza viene tuttavia dal comportamento di alcuni dei bambini del gruppo della “tavola imbandita”: hanno diviso il loro pasto con gli amici della “tavola pane acqua”. Ancora una volta quei bambini hanno dato lezione agli adulti, al sindaco Cecchetto ed ha tutti coloro (non sono pochi, a partire dagli esponenti del suo partito) che ne hanno approvato l’azione.

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mar
25

Berlusconi e la vicenda Unipol: non è un capopopolo, ma un capobanda!

Berlusconi vuole vietare le intercettazioni per farle solo lui. Con i “fido bau” Alfano, Schifani, Minzolini…La vergognosa vicenda delle 18 telefonate fatte da Berlusconi all’Autorità per le comunicazioni, allo scopo di interferire nelle competenze della medesima per ottenere la chiusura del programma di Santoro, come è noto è venuta alla luce grazie alle intercettazioni telefoniche. La cosa ha fatto irritare Berlusconi ed i suoi scagnozzi (Bonaiuti, Bondi, Cicchitto, e compagnia) che hanno nuovamente dichiarato che:
1. Bisogna far approvare la legge sulle intercettazioni, che più che “sulle” è “contro” e di fatto le impedirà 2. Che c’è sempre il solito complotto dei magistrati che permettono le fughe delle notizie per le quali mai nessuno paga. Il “fido bau” Schifani ha subito detto: ‘Sarebbe opportuno che si faccia luce al più presto su questa preoccupante fuga di notizie’. . ‘Ormai il segreto istruttorio, con la pubblicazione delle intercettazioni, credo non esista più. Credo occorra dare risposta con indagini chiare ed efficaci che finalmente vengano a scoprire dov’è il marcio.” Cioè una dichiarazione esilarante ( forse era in preda ai fumi dell’alcol come il Questore di Roma quando diceva che in piazza erano solo 150 mila!) tenuto conto di ciò che è emerso e cioè che il primo a violare il segreto istruttorio è stato l’altro “fido bau” Minzolini, subito dopo essere stato interrogato. A parte che è di una gravità inaudita il fatto che la seconda carica dello Stato (aiuto!) si preoccupi di chi ha fatto uscire la notizia invece che della gravità del contenuto di quelle telefonate. Il “fido bau” Alfano, da parte sua, ha subito mandato gli ispettori a Trani. Chissà se li manderà anche a Milano (sono certo di no) dove ora viene alla luce un’altra storia di violazione delle regole ben più grave, di cui è stato parte il solito Berlusconi. In poche parole il 24 dicembre 2005 (era ancora Presidente del Consiglio) l’amministratore delegato (tale Roberto Raffaelli) di una azienda(la Rcs-Research control system) incaricata dalla procura di intercettare il presidente di Unipol, Consorte, gli fa sentire, in anteprima ed in violazione dei doveri di riservatezza, penalmente sanciti, la nota telefonata con Fassino (“allora, abbiamo una banca?”). Incurante di avere di fronte un farabutto che stava violando la legge il Presidente del Consiglio Berlusconi non solo non lo scaccia ma gli dice : “La famiglia ve ne sarà grata per l’eternità”, secondo il racconto di uno dei soggetti coinvolti. Già l’uso della parola famiglia appare un richiamo diretto a termini propri del vocabolario della mafia. In più, terminato il faccia a faccia, i personaggi coinvolti nella vicenda avrebbero spedito, in un pacchetto anonimo, l’intercettazione a il Giornale, di proprietà della famiglia Berlusconi. E dopo sette giorni il quotidiano ha pubblicato in esclusiva il contenuto dell’intercettazione. Morale della favola. Berlusconi non è un solo un capopolo, come sostiene Bersani, bensì un vero e proprio capobanda, che come tutti i banditi è pronto a dire tutto e il contrario di tutto a seconda dell’interesse suo e dei suoi amici. Ed è evidente che vuole la legge sulle intercettazioni in realtà perché non si facciano più, salvo che non sia lui a ordinarle per attaccare i suoi oppositori politici.

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mar
21

Critica l’Agenzia delle Entrate: licenziata in tronco!

Rosa Grazia Arcifa, funzionaria dell’Agenzia delle entrate, ha denunciato sul suo blog presunti sprechi, inefficienze e ingiustizie del sistema fiscale italiano. Per tali motivi è stata licenziata in tronco dopo 27 anni di servizio, durante i quali non aveva mai ricevuto rilievi di sorta.
Rosa Grazia ha detto tra l’altro che “la responsabilità dell’inefficienza è da addebitare agli sprechi determinati dal sistema degli appalti e delle esternalizzazioni”, che “le continue riforme in materia fiscale, come per la giustizia, invece di accelerare i tempi e far pagare le tasse ai veri evasori, paradossalmente gliele evitano”, che “nel 2002 denunciai degli illeciti amministrativi-contabili, con tanto di prove documentate, che avvenivano nell’Ufficio dove prestavo servizio, nel giro di alcuni mesi venni trasferita per la famosa “incompatibilità ambientale”, che “mi è capitato di discutere in giudizio casi identici, ebbene, la stessa sezione della Commissione Tributaria Provinciale o Regionale, ha pronunciato sentenze completamente opposte. Ho anche notato durante la discussione che alcuni giudici tributari non ascoltano e leggono il giornale, anche perché disconoscono proprio la materia tributaria, però hanno le sentenze pronte”.
Come è evidente e chiaro si tratta di critiche assai generiche che tutti i giornali riportano quotidianamente sulle questioni tributarie e che molti cittadini sostengono nei sondaggi di opinione. Eppure Rosa Grazia è stata licenziata per aver recato “danni irreparabili” all’immagine dell’Agenzia delle Entrate. Abbiamo tutti il dovere di difenderla e di difendere tutti i lavoratori non omertosi che denunciano comportamenti di mancata diligenza, se non illeciti, della pubblica amministrazione!. Il Ministro Brunetta dovrebbe essere contento e dare una medaglia a chi cerca di far funzionare a dovere il settore pubblico, specie in un campo delicato come quello della giustizia fiscale. Vedremo cosa risponderà, poiché ho presentato una interrogazione parlamentare (è la n. 4/06574) a lui ed al Ministro Tremonti, dato il contenuto.

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mar
09

Governo Berlusconi: golpisti incapaci e da operetta!

[singlepic id=9 w=90 h=120 float=]La decisione del Tar del Lazio secondo la quale il decreto “ad listam” o “ad partito” non può essere applicato poiché trattasi di materia di competenza regionale dimostra almeno due cose:

1. Che il governo Berlusconi oltreché fatto di golpisti della peggior specie è fatto anche da incapaci, in primo luogo perché hanno una organizzazione che ha commesso errori inqualificabili nella presentazione delle liste e secondariamente perché quando in modo vergognoso ha cambiato le regole del gioco non è stato neppure in grado di farlo bene. E’ triste che a uomini come questi la maggioranza degli Italiani abbia affidato i destini del Paese!
2. La decisione del Tar suona come aggravante nel comportamento del Presidente della Repubblica Napolitano che ha legittimato un atto palesemente incostituzionale, apponendovi sotto la sua firma. Mi piacerebbe poter scoprire che l’ha fatto consapevolmente sapendo già le conseguenze poiché in tal caso sarebbe un genio.

Due motivi in più per scendere in piazza sabato a Roma ed in tutte le piazze d’Italia per contrastare la deriva autoritaria di un governo imbelle. Non fosse una situazione così grave e seria potremmo concludere che da questa vicenda sia Chaplin che Woody Allen avrebbero saputo trarne motivo per costruire scenette con le quali farci sbellicare dalle risa!

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mar
06

La legge “ad partito”: ultima chiamata contro il regime. Siamo ormai oltre il fascismo!

In una progressione impressionante dopo le leggi ad personam (dal “Lodo Alfano” al “legittimo impedimento”, dal decreto “intercettazioni” al “processo breve”) , dopo le leggi ad azienda(decreti a favore di Mediaset e a danno dei suoi concorrenti), dopo le leggi ad urbem (quelle degli amici naturalmente e cioè Roma, Catania, Palermo, Brescia), ora siamo al colpo finale: la legge ad partito.
Il decreto legge approvato ieri va ben oltre il regime. Il fascismo era arrivato al potere in modo legale. Qui si cambiano le regole elettorali quando le procedure sono già avviate. Dopo tale decreto non esiste più alcun limite alla legittimazione dell’illegalità. Se poi risultasse vero che il Presidente della Repubblica ha partecipato direttamente alla stesura del decreto è evidente che il contrappeso tra i poteri, che la Costituzione ha messo a fondamento della democrazia, non esiste più. Ed allora davvero questa è una last call (ultima chiamata) per il popolo italiano. Se la gente non comprende quanto ormai siano profonde le ferite che Berlusconi ed i suoi amici hanno inferto alla democrazia italiana ed accetta senza colpo ferire questa situazione, allora è solo questione di tempo (poco, pochissimo) ed il regime sarà compiuto e l’Italia sarà da classificare non più tra i Paesi democratici ma tra le dittature. Ora c’è solo una strada per chi crede nella democrazia: una grande, grandissima, protesta popolare, come non si è mai vista negli ultimi decenni. Solo se almeno 5 milioni di italiani scenderanno in piazza per manifestare il loro sdegno per la democrazia oltraggiata e per la difesa di una costituzione ferita a morte, forse c’è ancora un barlume di speranza per salvarla. E sì che, proprio a difesa della libertà degli elettori di poter votare per il loro partito, eravamo disponibili a sederci ad un tavolo per trovare una “soluzione politica” al problema(come emerge dal video), a condizione che la magistratura si esprimesse sui ricorsi presentati dal Pdl, e vi fosse una atto di consapevole riconoscimento dei propri errori da parte di Berlusconi. Questo decreto è invece l’emblema di una arroganza del potere senza limiti rispetto alla quale non possiamo restare in silenzio.

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feb
20

Berlusconi e Cosentino: balletti azzurri e corruzione

E’ davvero esilarante l’annuncio di Berlusconi di un intervento legislativo del suo governo per inasprire le norme contro la corruzione. Si potrebbe chiosare così: “Può un corruttore combattere la corruzione?”.
Come è noto la sentenza che condanna Mills stabilisce che egli è stato corrotto e che il corruttore è stato Berlusconi. Affidare a Berlusconi la lotta alla corruzione sarebbe come incaricare “i rapinatori di arrestare i malviventi”, oppure incaricare “la Banda Bassotti della custodia del forziere di Paperone”. Vedremo nei prossimi giorni i contenuti del preannunciato provvedimento di legge. Statene certi che gli interventi di Berlusconi su questi temi, come su quelli della giustizia, non possono che essere “con il trucco”: qualche fregatura per i cittadini da qualche parte c’è di sicuro. Ancora più esilarante è la sua improbabile conversione alle “liste pulite”. Ha dichiarato: «Non credo ci siano dubbi sul fatto che chi sbaglia e commette dei reati non possa pretendere di restare in nessun movimento politico». Allora gli hanno chiesto: “Ma le sentenze debbono essere passate in giudicato?”. Ha risposto così: «Dipende da caso a caso: noi abbiamo deciso che le persone che sono sottoposte a indagini o processi in via di principio non debbano venire ricomprese nelle liste elettorali, ma anche che se ci sono dei dubbi sulla loro colpevolezza sarà l’Ufficio di presidenza a decidere caso per caso». Io penso che in questa materia i fatti valgano assai più delle parole. E i fatti dicono che, seguendo il copione del consueto balletto, ha respinto le dimissioni di Cosentino, per il quale i magistrati hanno chiesto l’arresto (negato dalla Camera), ha nel suo governo il Ministro Fitto (con due rinvii a giudizio per corruzione, per il quale pure era stato chiesto l’arresto). D’altronde se dovesse essere coerente dovrebbe immediatamente espellere sé stesso dal partito ed i 45 parlamentari carichi di condanne, rinvii a giudizio ed indagini. Ma è evidente siamo ancora una volta di fronte ad uno spot elettorale, ad una azione mediatica necessaria per risalire l’indice di gradimento (che ha subito un tracollo dopo le ultime vicende). Passate le elezioni dovremo dire: “tanto rumore per nulla”.

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feb
16

I “mariuoli” di Craxi e le “volpi nel pollaio” di Berlusconi

Dopo le nuove vergognose rivelazioni sugli appalti truccati della gestione Bertolaso della protezione civile, e dopo che in solo giorno sono stati arrestati il consigliere comunale di Milano del Pdl Pennisi ed il presidente della provincia Pdl di Vercelli Masoero entrambi per concussione, il Presidente del Consiglio Berlusconi ha parlato.
Si è detto preoccupato del fatto “”piccole volpi colte a rubare nel pollaio” facciano perdere consenso anche a lui, che non ha “mai rubato una lira”. Naturalmente fermo restando che saremmo sempre in presenza di un “attacco preordinato” di una “giustizia ad orologeria” e che dunque bisogna far capire alla gente che si tratta “di singoli casi di corruzione, di singole persone che sbagliano, non di un sistema generalizzato come quello di Tangentopoli”. Quanta assonanza tra Berlusconi e Craxi. Praticamente le stesse parole. Ricordate? Mario Chiesa fu il primo arrestato dal pool di Mani Pulite(guidato da Antonio Di Pietro) ed allora Bettino Craxi, , negò, intervistato dal Tg3, l’esistenza della corruzione a livello nazionale, definendo Mario Chiesa un mariuolo isolato, una “scheggia impazzita” dell’altrimenti integro Partito Socialista che “in cinquant’anni di amministrazione a Milano, non aveva mai avuto un solo politico inquisito per quei reati”. Corsi e ricorsi storici. Proprio domani vi sarà l’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti. Il suo procuratore generale, Mario Ristuccia, dirà che nel 2009 vi è stato un deciso balzo in avanti delle denunce per tangenti rispetto al 2008: +229% di quelle per corruzione e +153% di quelle per concussione. Secondo la Corte dei Conti, tradotto in soldoni, ciò significa circa 60 miliardi di euro all’anno di denaro preso dalle tasche dei cittadini. Un vero cancro ormai in metastasi che sta distruggendo il nostro Paese. Auguriamoci che le vicende di questi giorni servano davvero a far aprire gli occhi agli italiani ed anche a dare forza all’unico partito che sulla “questione morale” è nato e della questione morale ha fatto motivo della sua stessa essenza. Una ultima notazione. Berlusconi dice che lui “non ha mai rubato una lira”? Certo, non ne ha bisogno, lui ruba “legalmente” facendo leggi che favoriscono direttamente le sue aziende. Come il decreto Mediaset, che di fatto imporrà a Sky di rinunciare al 6% dei suoi incassi pubblicitari che andranno tutti nelle casse di Mediaset.

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feb
13

Ciancimino come Bossi su Berlusconi!

L’altro giorno sono intervenuto alla trasmissione di Rai 2 “Il fatto del giorno”. In essa si è parlato delle dichiarazioni di Ciancimino e dei pentiti. Ho ricordato che fondamentalmente Ciancimino ha detto cose non diverse da quelle che già erano state detta da alcuni magistrati (e per esse vi rinvio ad un mio post in questo sito (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=203&Itemid=1 ) e che ripeteva spesso uno dei suoi più fedeli alleati di oggi: Umberto Bossi. Ho anche ricordato che ora vogliono cambiare la legge sui “pentiti” per tappare loro la bocca. Le sottosegretarie Casellati e Martini si sono sollevate sostenendo che sia il Ministro Alfano che il Ministro Maroni hanno solennemente dichiarato che quella legge non ci sarà. Il giorno dopo sono stati prontamente smentiti da Berlusconi in persona che ha detto: “Cambieremo la legge sui pentiti”.
Di seguito riporto dichiarazioni rese da Bossi alla stampa su Berlusconi, sull’origine dei suoi soldi e sulla fondazione di Forza Italia.
“Berlusconi è l’uomo della mafia. E’ un palermitano che parla meneghino, un palermitano nato nella terra sbagliata e mandato su apposta per fregare il Nord. La Fininvest è nata da Cosa Nostra. C’è qualche differenza fra noi e Berlusconi: lui purtroppo è un mafioso. Il problema è che al Nord la gente è ancora divisa tra chi sa che Berlusconi è un mafioso e chi non lo sa ancora. Ma il Nord lo caccerà via, di Berlusconi non ce ne fotte niente. Ci risponda: da dove vengono i suoi soldi? Dalle finanziarie della mafia? Ci sono centomila giovani del Nord che sono morti a causa della droga. A me personalmente Berlusconi ha detto che i soldi gli erano venuti dalla Banca Rasini, fondata da un certo Giuseppe Azzaretto, di Palermo, che poi è riuscito a tenersi tutta la baracca.

In quella stessa banca lavorava anche il padre di Silvio e c’erano i conti di numerosi esponenti di Cosa Nostra. Bisognerebbe conoscere le sue radici, la sua storia. Gelli fece il progetto Italia e c’era il buon Berlusconi nella P2. Poi nacquero le Holding. Come potrà mai la magistratura fare il suo dovere e andare a vedere da dove vengono quei quattrini, ricordando che la mafia quei quattrini li fa con la droga e che di droga al Nord sono morti decine di migliaia di ragazzi che ora gridano da sottoterra? Se lui vuole sapere la storia della caduta del suo governo, venga da me che gliela spiego io: sono stato io a metter giù il partito del mafioso. Lui comprava i nostri parlamentari e io l’ho abbattuto.

Quel brutto mafioso guadagna soldi con l’eroina e la cocaina. Il mafioso di Arcore vuole portare al Nord il fascismo e il meridionalismo. Discutere di par condicio è troppo poco: propongo una commissione di inchiesta sugli arricchimenti di Berlusconi. In Forza Italia ci sono oblique collusioni fra politica e omertà criminale e fenomeni di riciclaggio. L’uomo di Cosa Nostra, con la Fininvest, ha qualcosa come 38 holding, di cui 16 occulte. Furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano.

Forza Italia è stata creata da Marcello Dell’Utri. Guardate che gli interessi reali spesso non appaiono. In televisione compaiono volti gentili che te la raccontano su, che sembrano per bene. Ma guardate che la mafia non ha limiti. La mafia, gli interessi della mafia, sono la droga, e la droga ha ucciso migliaia e migliaia di giovani, soprattutto al Nord. Palermo ha in mano le televisioni, in grado di entrare nelle case dei bravi e imbecilli cittadini del Nord.”

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feb
11

Il governo addestra corpi paramilitari

Nel decreto che proroga le missioni internazionali italiane il governo ha tentato, con un suo emendamento, di introdurre una sorta di “naja breve”, aperta ai cittadini, che in realtà si presterebbe bene all’addestramento di gruppi paramilitari. L’emendamento è stato dichiarato inammissibile ma sono certo che il governo ci riproverà. Per questo sono intervenuto in aula.
Signor Presidente, l’onorevole Di Stanislao ha già espresso la dichiarazione di voto per il nostro gruppo, dichiarando che voteremo a favore. Io vorrei segnalare che non sono certo che avremmo potuto farlo ove fosse stato approvato l’emendamento 9.100 del Governo che la Presidenza ha dichiarato inammissibile.
In quell’emendamento il Governo prevedeva che le Forze armate organizzassero corsi di formazione aperti a tutti i cittadini allo scopo di istruirli sulla difesa dello Stato. Ora, trattandosi di cittadini adulti, mi chiedo se una cosa di questo genere non assomigli tanto all’istituzione di corpi paramilitari e mi è venuto in mente che così venne fatto quando, novant’anni fa, fu istituita la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale che durante il Ventennio fu il primo passo per la fascistizzazione dello Stato (Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).
Quando noi dell’Italia dei Valori parliamo di un Governo che ha una tendenza strisciante verso il fascismo non parliamo di azioni teoriche, ma di azioni pratiche come questa: l’idea cioè che si usino strumenti e soldi dello Stato – 6 milioni di euro per tre anni – per scopi come questo quando non ci sono soldi e ci viene detto che non ci sono risorse per le forze dell’ordine. È veramente un atto inaccettabile, soprattutto perché attraverso di esso si può andare davvero verso l’istituzione di corpi paramilitari o di quelli che con il progetto Gladio, che qualcuno fosse qui ricorderà, già si sono svolti in passato. Noi faremo tutta la nostra seria e forte opposizione ad un progetto di questo genere che forse molti nell’Aula non conoscono, ed anzi invitiamo il Governo a dare spiegazioni su una richiesta e su un emendamento di questo tipo (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=232&Itemid=1

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feb
04

Andare a puttane è “legittimo impedimento”!

Ieri sono intervenuto ancora in dichiarazione di voto sull’art. 1 della legge sul cosiddetto “legittimo impedimento”. Riporto di seguito il resoconto:
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole Borghesi. Ne ha facoltà.
ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, il Presidente del Consiglio, parlando da Israele, dove un Presidente del Consiglio si è dimesso per essere stato rinviato a giudizio, ha detto che ha già speso 200 milioni di euro di avvocati.
Ebbene, potrei limitarmi a dire, visto che siamo ancora qui, “che si cercasse degli avvocati migliori”. Ma io dico: quante centinaia di milioni di euro è costato ai contribuenti italiani l’uso, e l’abuso, che il Presidente del Consiglio ha fatto in modo strumentale dell’intero Parlamento, della Corte costituzionale, per evitare di andare davanti ai suoi giudici (Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania) ? Di questo dovremmo parlare ! Signor Presidente, siamo in presenza di un funzionario che, per quanto alto in grado, con questo provvedimento, deciderà che cosa è il legittimo impedimento. Potrebbe essere l’inaugurazione di una piccola strada di paese, ma siccome si fa esplicitamente riferimento alla serenità, e ognuno la serenità se la dà come crede, potrebbe essere (beninteso da utilizzatore finale) un incontro con una prostituta,
Presidente (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Certo ! Certo, colleghi ! Ciò che è già successo, Presidente, può succedere ancora ! PRESIDENTE. Onorevole Borghesi…
ANTONIO BORGHESI. E che civiltà della giustizia ha un Paese nel quale si antepone all’accertamento della verità un incontro con una puttana, scusi Presidente, con una prostituta (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà) ? Vuol dire che in questo Paese la giustizia è stata calpestata, derisa, vilipesa, macellata, gettata al macero, gettata alle ortiche, cestinata, offesa, sfregiata, violentata, oltraggiata (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà)… PRESIDENTE. Colleghi per cortesia !
ANTONIO BORGHESI. …maciullata, saccheggiata, uccisa, signor Presidente ! Questo provvedimento è il funerale della giustizia. Per questo l’Italia dei Valori voterà contro (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=229&Itemid=1

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gen
19

Craxi: dissento da Napolitano!

Oggi ho inviato al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, una lettera aperta con la quale esprimo il mio dissenso sulla missiva che egli ha fatto pervenire alla vedova di Bettino Craxi in occasione del decennale della sua morte
Signor Presidente della Repubblica,
mi permetto sommessamente di dissentire sui contenuti e sui toni della lettera che Ella, rappresentante di tutti gli italiani, ha ritenuto di inviare alla vedova dell’ex Presidente del Consiglio Bettino Craxi, nel decennale della sua morte in latitanza. In particolare là dove Ella sostiene che “Non può dunque venir sacrificata al solo discorso sulle responsabilità dell’on. Craxi sanzionate per via giudiziaria la considerazione complessiva della sua figura di leader politico, e di uomo di governo impegnato nella guida dell’Esecutivo e nella rappresentanza dell’Italia sul terreno delle relazioni internazionali. Il nostro Stato democratico non può consentirsi distorsioni e rimozioni del genere.”
Dunque, signor Presidente, a Suo giudizio, le condanne definitive per corruzione e quelle mancate a causa del suo decesso, cosi come il dimostrato uso delle tangenti a fini personali , devono ritenersi “distorsioni “ non consentite al nostro Stato.
Mi consenta di dirLe che la Sua proposizione andrebbe totalmente ribaltata e che proprio tali macchie indelebili e gli sfregi irrimediabili compiuti nei riguardi del popolo italiano dovrebbero essere di assoluta preclusione ad ogni tentativo di riabilitazione o di bilanciamento di qualunque azione positiva egli possa aver compiuto per il nostro Paese.
Sarebbe veramente drammatico, sotto il profilo morale, se dovessimo accettare l’idea che un’azione politica in sé positiva possa consentire ad alcuno di violare impunemente la legge, alla quale deve sottostare ogni cittadino e che sta alla base del vivere comune. Penso anche, signor Presidente, che in un tale frangente il silenzio da parte Sua sarebbe stato la scelta più opportuna.
Mi dispiace dirLe che, nell’occasione, non mi sono sentito da Lei rappresentato e con me migliaia di altri cittadini, che pensano che Ella, in quanto supremo custode della nostra Costituzione, avrebbe dovuto far prevalere il rispetto del principio di uguaglianza di fronte alla legge, sancito all’articolo tre, e che non dovrebbe ammettere eccezioni.

FONTE: ANTONIOBORGHESI.IT

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giu
10

Dal nostro Segr.Regionale Borghesi

 

 

Carissime Amiche ed Amici,

il risultato elettorale delle europee conseguito da IDV nelle Marche si colloca sopra a quello medio nazionale ma con differenze che dobbiamo registrare  :  dall’8,01% della prov. di Pesaro al 9,57 % di Ancona o il 9.55% di Fermo.
Nelle provinciali registriamo dati interessanti  leggermente superiori alla media nazionale con un eccellente 6,61 % di Fermo,  5,90 di Pesaro,  5,80 di Macerata e il  5,27 di Ascoli.
Alle comunali il dato è più problematico.  Deve comunque essere sottolineato il risultato dei comuni di Pesaro 5,05 e Ancona 4,51 mentre impongono una riflessione critica i risultati di altre importanti città delle Marche (Ascoli, Fano, Osimo, Recanati). Prego i commissari provinciali di convocare i rispettivi organi di partito per una prima analisi del voto in vista della riunione dell’esecutivo regionale che convocheremo entro la prossima settimana e in preparazione dell’esecutivo nazionale convocato per il 22 p.v..

A tutti voi un grazie per il lavoro svolto e per i risultati ottenuti.

Gianfranco Borghesi

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