(Padre Raniero Cantalamessa)
Nella vita dell’uomo ci sono valori più importanti del benessere e della sicurezza materiale.
In questa ottica, anche l’attuale momento di crisi economica può essere l’occasione per aprirsi ai bisogni degli altri e riscoprire la solidarietà, bandendo gli sprechi, evitando le spese inutili, ricordandosi di coloro che hanno difficoltà persino a mangiare ogni giorno, invitando, perché no, ad esempio, i datori di lavoro ad accollarsi sacrifici pur di mantenere il posto ai propri dipendenti: questo è un modo di pensare anche agli altri e non solo al proprio interesse.Questa impostazione relativizza i problemi economici: non perché non li fa avvertire, ma perché, al contrario, aiuta le persone a donarsi di più, a pensare meno a se stessi e ad aprirsi di più agli altri. Considerare queste parole dovrebbe stimolare a reagire ai momenti di crisi, non considerando solo i propri interessi, ma anche quelli degli altri.
Questo è il momento di ricordare i moniti lanciati da Benedetto XVI: “Una vita di sobrietà, di uso moderato delle cose, è una delle vie per poter sopravvivere e poter avviare a soluzione tanti problemi del mondo”.
La povertà non è sempre, per forza, un male: può anche essere una testimonianza.
Oggi si guarda troppo ai problemi sociali ed economici, ma ce ne sono tanti altri molto più gravi. C’è un allontanamento dalla Fede, un attacco ai valori fondamentali della vita.Sono questi i problemi che poi producono le ferite più difficili da rimarginare.
Una recessione può durare qualche anno, ma poi si assiste comunque a una ripresa. Certi processi, invece, che provocano sgretolamento della famiglia, della vita, dei valori fondamentali dell’uomo, sono anche più dolorosi di quelli economici e si ripercuotono sulla serenità, sull’unità dei nuclei familiari, sulla libertà e sulla solidità morale dei figli e della società intera.


