dalla parte dei cittadini
IL RUOLO DEI VALORI CRISTIANI NELL’ECONOMIA
IL RUOLO DEI VALORI CRISTIANI NELL’ECONOMIA
Andare, ovvero essere, alla guida; ricoprire incarichi direttivi, non è in contraddizione con l’etica cristiana, con i valori cristiani. Al contrario: ai cristiani si chiede di assumere questa responsabilità.
Tuttavia, occorre che essi possiedano le competenze specifiche necessarie.
L’apparenza non deve mai trionfare sull’essenza, come accade nello Stato, nella società e talora anche nella Chiesa. Le classi dirigenti debbono considerarsi come servitori: servire e guidare non si escludono a vicenda, ma si includono.
Detto questo, in che modo possono incastonarsi l’economia sociale, il mercato e i valori cristiani?
Le cause all’origine della crisi economica attuale risiedono in un’errata concezione dell’uomo.
La concezione dell’uomo alla base del capitalismo, che lo vede quale “homo oeconomicus” che pensa esclusivamente al proprio interesse, ha cambiato il mondo in peggio.
Occorre una nuova costituzione dell’economia sociale di mercato, che sorga dallo spirito dei valori cristiani. I cristiani devono impegnarsi nelle imprese, nei partiti e nelle organizzazioni, e debbono foggiare ed elaborare la società secondo i principi di un sistema sociale più giusto: le strutture e le leggi non dovrebbero indurre al peccato, ma dovrebbero promuovere il bene, il bene comune.
Come si può uscire dalla crisi?
Si può combattere la recessione solo attraverso un nuovo inizio spirituale.
È necessario un pacchetto di aiuti in termini di valori: non bisogna salvare solo i “prodotti a quattro ruote”; è necessario ascoltare e promuovere quei valori che, pur se l’uomo continua a rinnegarli e a soffocarli, in esso sono insiti ed imperituri.
Tuttavia, questo deve essere fatto con coraggio, ma anche con concretezza, perché i grandi moralismi non aiutano se non sono sostanziati con conoscenze delle realtà, che aiutano a capire che cosa si può in concreto fare per cambiare la situazione.
Per farcela ad uscire dalla crisi, occorre recuperare la ragione per vivere, la ragione di vivere.
La depressione economica si supera se si vince la depressione ideale e l’appassirsi della speranza.
La politica, la scienza, la tecnica, l’economia, e ogni altra risorsa materiale, non sono sufficienti per offrire la “grande speranza” a cui tutti aspirano, ma questo non significa assolutamente negare l’autonomia della politica, della scienza, della tecnica, dell’economia, e ogni altra risorsa materiale: significa che da sole non bastano a risolvere ogni genere di problema.
È il nostro cuore, infatti, a voler sapere “un di più” e, se questo “un di più” manca, si continuerà a vivere nello scontento, pure in mezzo all’abbondanza di benessere.
Fabio Quadrini
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| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Fabio Quadrini il mar, 28 aprile 2009 alle 12:39, ed è archiviato come Lettere e Commenti. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |














circa 1 anno fa
Sarebbe opportuno che l’utilizzo di questo blog, sia funzionale e di aiuto a tutti, non utilizzato per ribadire spesso, troppo spesso, delle ideologie personali.
Essere laici, cristiani, cattolici o protestanti, non significa essere più o meno accreditati in questa società.
Personalmente penso, che chi si spende per questo ideale, invece che parlare deve ogni giorno fare qualche cosa e poi confrontarsi con gli altri per arricchire tutti.
Umilmente e cordialmente.
Pierluigi Lamponi