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lug
15

MARCEGAGLIA: ABOLIZIONE DELLE PROVINCE. MA CESETTI RISPONDE…

MARCEGAGLIA: ABOLIZIONE DELLE PROVINCE.

Emma Marcegaglia plaude i nostri imprenditori ma da Ascoli lancia un appello: via le Province

Giornata densa di appuntamenti quella di ieri per il leader di Confindustria.

Prima di arrivare all’ora di cena al Cobà Beach Restaurant di Porto San Giorgio per salutare gli imprenditori del Fermano, Emma Marcegaglia di fronte alla platea degli imprenditori ascolani, nel corso del pomeriggio, ha lanciato un messaggio chiaro sulla abolizione delle Province. La numero uno di Confindustria si è detta favorevole al taglio di questi enti che per il nostro Paese rappresentano uno dei maggiori sprechi.

Più tardi, di fronte alla platea fermana, la Marcegaglia non è tornata sul tema delle Province. Al nuovo presidente della Territoriale fermana Andrea Santori e ai tanti imprenditori e alle diverse autorità giunte a Porto San Giorgio, la Marcegaglia ha dato una bella iniezione di fiducia parlando di “qualità che vince sempre” e di un settore, come quello calzaturiero, per nulla destinato a scomparire.

“Siete un territorio di gente seria – ha detto la presidente – e il dato positivo delle esportazioni del Fermano dimostra che aree come la vostra avranno una ripresa migliore di chi vive solo di domanda interna”.

Andrea Santori ha colto l’occasione per illustrare alla Marcegaglia quella che è la situazione attuale del distretto fermano: “Per un euro importato esportiamo 2,5 euro, ha sottolineato il giovane leader confindustriale, e con soli 180 mila abitanti abbiamo il tasso d’imprenditorialità tra i più alti in Italia. L’eccellenza da noi è la normalità. Siamo una realtà turbolenta, soggetta a scontri, ma non per un tornaconto personale, bensì per far crescere il territorio”.

Presenti, tra le autorità, il leader di Confindustria Marche Paolo Andreani, il sindaco sangiorgese Andrea Agostini, il prefetto Emilia Zarrilli, il presidente della Camera di Commercio Graziano Di Battista, molti big dell’imprenditoria locale e i rappresentanti delle forze dell’ordine. Assente il presidente della Provincia Fabrizio Cesetti.

 

MA CESETTI RISPONDE…

Un confronto sul tema delle funzioni delle Province: la proposta del presidente Cesetti a Confindustria e ai partiti

Dopo aver letto le dichiarazioni della Signora Marcegaglia in merito all’abolizione e/o riorganizzazione delle Province, comprendo i motivi per i quali la Provincia di Fermo non è stata invitata in occasione della sua venuta nel Fermano. Sicuramente per evitare che qualcuno – e il sottoscritto lo avrebbe fatto – le rispondesse a tono.

(vedi anche sul nostro dibattito, nello specifico al COMMENTO 16)

Non si spiegherebbe, altrimenti, perché il Presidente della Provincia di Fermo sia stato invece invitato il 27 giugno scorso, nello stesso luogo, in occasione dell’insediamento dei vertici locali di Confindustria.
Peccato, perché quella di ieri avrebbe potuto costituire un’occasione costruttiva per spiegarle quello che la nostra Provincia sta facendo per le imprese e per il mercato del lavoro, proprio in collaborazione e con l’apprezzamento delle associazioni di categoria.
E’ altresì singolare, a quanto è dato sapere, che la Signora Marcegaglia non abbia ritenuto di esprimere in merito alla “questione Province” i medesimi concetti ad Ascoli e a Porto San Giorgio.
Una posizione, quella della rappresentante di Confindustria, tra l’altro, tanto stantia quanto non disinteressata, con motivazioni, che, basate esclusivamente sulla necessità di abbattere i costi della politica, appaiono vere e proprie stupidaggini, in quanto la Signora Marcegaglia dovrebbe sapere che in ben altri settori della Pubblica Amministrazione si deve e si può intervenire radicalmente per raggiungere il medesimo obiettivo. La Signora Marcegaglia ha anche dimostrato di non conoscere nemmeno i dati ufficiali della spesa pubblica che, nel 2010, ha superato complessivamente gli 815 miliardi di euro, di cui ben 485 (cioè quasi il 60%) attinenti allo Stato e soltanto 12 miliardi (cioè appena l’1,5%) alle Province.
E non sarebbe inoltre necessario – seguendo anche il positivo esempio della stessa Confindustria in alcune zone del nostro Paese – un definitivo e corale impegno per eliminare, una volta per tutte, con provvedimenti drastici la intollerabile corruzione che sta inesorabilmente indebolendo le Istituzioni, nonché l’altrettanto grave fenomeno dell’evasione ed elusione fiscale che sta minando la coesione sociale, anche a causa dei drastici quanto iniqui provvedimenti governativi, oltre a sgretolare la nostra credibilità internazionale?
Spero che gli autorevoli esponenti fermani, istituzionali e non, che hanno “applaudito” la Signora Marcegaglia, non condividano le opinioni della stessa in merito alla “questione Province” e che trovino l’occasione per manifestarle il proprio dissenso.
Per quanto riguarda la Signora Marcegaglia, se ne avrà tempo e voglia, la invito fin d’ora a confrontarsi con me nel Fermano sul tema delle funzioni delle Province e sui costi della politica connessi alla gestione delle stesse e, all’esito, sono certo di riuscire a dimostrare che è possibile una gestione virtuosa delle Amministrazioni provinciali.
Del resto, sempre secondo i dati ufficiali del 2010, sui 12 miliardi di spesa complessiva delle Province, le cosiddette spese generali hanno inciso appena il 6,2% e addirittura le indennità degli Amministratori soltanto lo 0,94%. Quindi, di cosa stiamo parlando? Sfido un’azienda privata ad operare con spese generali e di amministrazione così contenute, destinando la quasi totalità delle risorse disponibili alla produzione ed alla erogazione di servizi (nel caso di una Provincia: viabilità, trasporti, tutela ambientale, scuole, cultura, turismo, etc.). Ma forse il vero problema sta proprio qui, e cioè che qualcun altro mira proprio a gestire taluni servizi pubblici strategici.
Lo stesso invito ad un confronto, naturalmente, lo rivolgo a tutti i partiti, ai rispettivi Presidenti e Segretari che, nei giorni scorsi, hanno riproposto in Parlamento la soppressione delle Province, avviando addirittura una demagogica raccolta di firme per un disegno di legge di iniziativa popolare.
Mi chiedo – e chiedo agli stessi responsabili degli organismi politici – come sia possibile porre in essere una campagna vergognosamente strumentale e delegittimante, senza proporre soluzioni praticabili in merito alle funzioni di area vasta di cui secondo la Costituzione le Province sono titolari, e, al contempo, presentarsi ad ogni elezione provinciale proponendo candidature e rivendicando assessorati.
Sono fermamente convinto che, in una fase complessa come quella attuale, ci sia bisogno di una riflessione seria sui veri sprechi in ambito pubblico e sul riordino dei conti dello Stato (l’1% di tagli dal bilancio nazionale, infatti, sarebbe pari ad oltre 4,8 miliardi di euro), piuttosto che di dichiarazioni inutili e dannose costruite con il solo obiettivo di ritagliarsi una maggiore visibilità su stampa e media, locali e nazionali.

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