L’aspetto rilevante che potrà determinare uno sviluppo sostenibile ed il conseguente indotto economico della Valdaso è che, non si può pianificare o programmare nulla se non capiamo che, ciò che l’ha resa diversa da tutte le altre valli della regione Marche deve essere salvaguardato e valorizzato! La valle deve essere vista nella sua interezza: è un corridoio di eccellenza che unisce il Parco dei Sibillini all’area marina protetta, includendo entrambe le sponde del fiume che appartengono ora a due provincie diverse (pianificazione di area vasta per vocazione, caratteristiche e morfologia del territorio e non per confini amministrativi). Se non si pianifica con questa “visione di area vasta”, ogni idea è destinata ad essere perdente in un generale contesto economico attualmente molto negativo soprattutto per l’agricoltura, ridotta sul lastrico come mai prima, non ho capito!! a chi giova una Agricoltura senza più agricoltori ormai tutti 70enni.
L’Italia in primis deve tornare ad essere un paese basato sull’agricoltura di qualità,( abbiamo i migliori e riconosciuti da tutti, prodotti alimentari al mondo:vino,olio,formaggi,pomodori,pasta,riso e tutto il mondo dell’agroindustria in generale); sul Turismo che oggi è molto aumentato nei nostri centri, grazie a strutture ricettive di alta qualità nel frattempo sorte un pò ovunque portando notevoli benefici per tutti. Quindi partendo da questo concetto si potrà pensare al “brand”, ovvero il famoso marchio d’area che rende eccellente qualsiasi prodotto o attività che viene svolta sul territorio. Per arrivare a questo, non bastano gli slogan o le intenzioni, è necessario che tutta l’area della Valdaso sia davvero diversa dalle altre, quindi è necessario fare subito anche alcuni interventi urgenti:la viabilità della Valdaso è indecente, rimasta uguale a 100 anni fà, riqualificare il fiume con la sua portata d’acqua, garantirgli almeno il flusso minimo vitale per salvaguardare l’alveo del fiume e le sponde fatte di ghiaia che con la prima leggera piena vengono spazzate via dall’acqua arrecando sempre notevoli danni ai privati e all’Ente Provincia, non ci sono più i “Forti” di una volta che bene conservavano e difendevano gli argini, sono state fatte delle prese per l’acqua della bonifica che pure serve, mà, il livello del fiume Aso nei pressi del Ponte di Ortezzano e non solo è cresciuto di oltre 1 metro; a chi serve che il Fiume ad ogni piccola pioggia fà danni a campi o strade Provinciali ? per esempio è necessario rispettare anche gli accordi per una pianificazione urbanistica di area vasta in cui non si può consentire che ogni Comune modifichi irreversibilmente il suo territorio, operazione che potrebbe compromettere le caratteristiche di tutta l’area, è necessario rispettare quindi tutte le prospettive a lungo termine fissate all’interno del Piano Direttore Valdaso, prospettive a cui hanno aderito tutti i Comuni e che essi stessi hanno indicato e condiviso. L’intera valle ha oggi un equilibrio precario che si regge sulla sapiente armonizzazione di tutte le sue caratteristiche a partire dal paesaggio,(i turisti ad esempio che arrivano vengono sopratutto per il paesaggio, rovinato quello addio turismo!!!!!) sarebbe sufficiente modificare pochi parametri di questa pianificazione complessiva per compromettere per sempre lo sviluppo sostenibile dell’intera valle (per esempio continuare a fare ogni pochi chilometri aree industriali e artigianali, che pure servono, ma meglio localizzate e non a macchia di leopardo,oppure continuare con inutili e brutte costruzioni che dalla costa stanno risalendo lungo la media valle, ecc…) mi riservo infine, di commentare il Progetto Valdaso stilato dalla vecchia Provincia di Ascoli perchè ancora non lo conosco!!!!!! comunque, sicuramente dovrà essere portato a conoscenza degli Agricoltori interessati, dei Cittadini,perchè, quasi nessuno sà di che si tratta nello specifico. Inoltre lungo la Valle dell’Aso ci sono anche delle attività ad alta tecnologia di livello Europeo che si sono inserite nel tessuto produttivo e sociale della Valle c’è una forte presenza di piccole e medie imprese Agroindustriali che trasformano in loco i prodotti della nostra terra esportandoli ovunque, prodotti di alta qualità molto apprezzati.Come vediamo, è una Valle con un forte legame tra Agricoltura, Territorio, Storia, Tecnologia, dobbiamo essere secondo me, molto accorti a non distruggere definitivamente quello che i nostri Padri in tanti anni di sudore e sacrifici anno costruito.”
Consigliere Pronciale Italia dei Valori Fermo
Gaetano Ugo Agostini



1 commento
Mariano Ferrini says:
lun, 7 settembre 2009 a 20:52 (UTC 2 )
Leggo le sagge parole che il nostro amico Ugo scrive sulla valle dell'Aso e mi è impossibile non riferirle alla mia vallata, quella del fiume Tenna. Certo ogni invaso ha le sue specificità, ma l'agricoltura quasi allo sbando, le aree industriali che si rincorrono, il paesaggio naturale ed urbano degradato sono purtroppo note comuni. Ed allora occorre ripensare in termini di pianificazione urbanistica, ma, giustamente, di area vasta. Perché solo riazzerando, per quanto possibile, lo scempio compiuto negli ultimi cinquanta anni potremo concedere al nostro territorio una speranza per il futuro.