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VENERDI’ 16 MARZO 2012 ORE 21,30 ON. NICCOLO’ RINALDI A SANT’ELPIDIO A MARE

Care/i iscritte/i, amiche/amici, cari simpatizzanti tutti,

con la presente ITALIA DEI VALORI DEL FERMANO informa che

in data VENERDI’ 16 MARZO 2012

dalle ore 21,30

presso l’AUDITORIUM GIUSTI di SANT’ELPIDIO A MARE

interverrà l’EURO-PARLAMENTARE ON. NICCOLO’ RINALDI.

In tale assise verrà trattato il seguente tema: “LE 10 PROPOSTE DI ITALIA DEI VALORI PER UN GOVERNO ECONOMICO EUROPEO“.

Di seguito le 10 tematiche compendiate.

L’Europa si sta caratterizzando per una gestione della crisi improntata alle mezze misure che finora hanno contraddistinto i risultati dei vertici europei, senza peraltro riuscire a scongiurare la crisi dei mercati e la costante perdita di liquidità. Decisioni prese spesso in assenza di un vero scrutinio democratico, con un ruolo marginale della Commissione e del Parlamento Europeo come dei parlamenti nazionali, e incapaci di generare un approfondito dibattito pubblico sulle prospettive dell’Unione Europea. A fronte di queste incertezze, l’Italia dei Valori ritiene che solo un’approfondita riforma del governo europeo può salvare l’Unione Europea dalla crisi attuale che da finanziaria rischia di diventare sempre più anche istituzionale. Ciò deve avvenire con il rilancio di una visione democratica e federalista dell’Europa, attraverso una serie di proposte per stabilizzare la zona euro e creare finalmente un’unione economica e fiscale basata su politiche di crescita e di equità sociale.

1. Elezione del Presidente della Commissione a suffragio universale sulla base di un programma e in concomitanza con l’elezione del Parlamento Europeo, in modo da dare piena legittimità democratica alla Commissione alla quale spettano accresciuti compiti di governo.

2. Creare un vero governo economico della zona euro con l’istituzione di un Ministro delle Finanze, componente della Commissione con la carica di vicepresidente (come l’Alto Rappresentante per la politica estera) al quale spetti non solo la formulazione delle politiche economiche e il potere di sorveglianza macroeconomica, ma anche il coordinamento dei vari commissari il cui portafoglio ha un impatto sul governo dell’eurozona. Inoltre il Ministro presiede l’eurogruppo, l’Ecofin e rappresenta la zona euro in tutte le istituzioni finanziarie internazionali. In questo modo viene superata l’attuale dispersione degli incarichi in ambito economico europeo.

3. Favorire l’integrazione europea, l’innovazione, la solidarietà sociale e il buongoverno aggiornando i criteri di convergenza – attualmente limitati al controllo dell’inflazione, del deficit e del debito – con l’aggiunta di nuovi parametri per gli Stati membri: un minimo garantito di investimento nella scuola, l’università e la ricerca; un minimo garantito di spesa per i servizi sociali sulla base di una carta di prestazioni garantite dagli Stati membri; un costo massimo per abitante per il funzionamento delle istituzioni centrali e locali; una tolleranza massima del costo della corruzione; una tolleranza massima dell’evasione fiscale. Alla Corte dei Conti europea, in collaborazione con le Corti dei Conti nazionali e gli istituti di statistica, spetta il ruolo di certificazione dei vari livelli.

4. E’ delegato alla Commissione, e non agli Stati membri, il compito di monitorare il raggiungimento dei criteri, attraverso un’approvazione preventiva delle misure nazionali e di sanzioni.

5. Il governo economico deve lanciare una nuova strategia di crescita dell’Unione, con l’emissione da parte della BEI di project bonds da destinare a
investimenti in progetti europei di ricerca, infrastrutture e sostegno alla coesione sociale e con bond di stabilità per rafforzare la disciplina fiscale e aumentare la stabilità nei mercati attraverso l’aumento di liquidità, da applicare solo al 60% del debito sovrano previsto dal Trattato; con il completamento del mercato interno sulla base delle proposte previste dal Rapporto Monti.

6. La creazione di un Fondo Monetario Europeo (FME), sulla base dell’attuale fondo salva-.stati (EFSF, dal 2012 Meccanismo di Stabilità Europeo),
che aiuti gli stati membri in necessità e con funzionamento a maggioranza e non all’unanimità come accade nel Fondo Monetario Internazionale. La sua assistenza è subordinata a determinate condizioni.

7. Creazione di un Fondo europeo di redenzione collettiva temporaneo (ECFR, come proposto dal Consiglio tedesco degli esperti economici) per
l’aggregazione e la responsabilità solidale di tutti gli obblighi (debito) dei governi oltre la soglia del 60% prevista dal Trattato, e disponibile per i paesi che non beneficiano di assistenza da parte del Meccanismo di Stabilità Europeo. In questo modo, sarebbe immediatamente possibile ridurre i rischi associati e ridurre l’onere per gli Stati membri mentre s’impone un piano di riduzione del debito.

8. Istituzione a livello europeo di un prelievo di solidarietà sulle transazioni finanziarie e trasferimento delle risorse riscosse per aumentare le
risorse proprie europee per incoraggiare investimenti per favorire un’economia reale rispetto a un’economia virtuale.

9. Le risorse proprie devono rispecchiare le reali capacità dell’UE e diventare autonome dagli Stati membri, raggiungendo un finanziamento
dell’Unione basato interamente sulle risorse proprie, e semplificato e trasparente per renderlo più visibile per i cittadini europei.

10. Procedere a un accordo tra Unione Europea e autorità bancarie della Svizzera per applicare una tassa sui capitali depositati da parte di cittadini UE e adottare norme comuni europee per favorire il rimpatrio di capitali, nel rispetto delle normative UE sull’antiriciclaggio.

 

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