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Brunetta: piccolino ed anche bugiardo

Il Ministro Brunetta di cazzate ne spara in continuazione. E con esse lancia fantasmagoriche iniziative destinate secondo lui a migliorare la vita degli Italiani.

Ha iniziato con la caccia ai “fannulloni” del settore pubblico e con roboanti comunicati ha poi magnificato i suoi risultati: l’assenteismo è diminuito del 37% ha urlato. Poi si scopre che le cifre sono state truccate : sono stati considerati solo gli enti che hanno inviato i dati spontaneamente. In questo modo il campione non è rappresentativo ed inoltre non comprende scuola, università, regioni e pubblica sicurezza, cioè una larga fetta di apparato statale. Ad esempio a luglio mancavano i dati del ministero degli Interni e di quello dei Trasporti, della Provincia e del Comune di Milano, dei Comuni di Torino, Bari e Venezia, che invece erano compresi il mese prima.
C’è qualcuno che, frequentando gli sportelli pubblici, possa affermare che è stato servito meglio di un anno fa? Io, che lo faccio regolarmente, non ho notato alcuna differenza. E così alla fine la “cosiddetta rivoluzione del pubblico impiego” del Ministro è stata silenziosamente spazzata via con la legge n.102/2009, con effetto dall’1 luglio, che ha abrogato le disposizioni penalizzanti per gli impiegati pubblici, tra le quali indennità di malattia ridotta, e fascia di reperibilità per i dipendenti in malattia estesa praticamente a tutta la giornata (con un’unica ‘ora d’aria’ dalle 13 alle 14), mentre la penalizzazione economica per i dipendenti in malattia è rimasta solo nella norma del cosiddetto “salario accessorio”. Tra l’altro l’assenteismo è solo una minima parte del problema: quello vero è infatti il nodo della produttività. Non basta costringere persone, magari febbricitanti, ad andare in ufficio, ma bisogna che chi è al lavoro operi in modo organizzato. Tutti sanno che l’organizzazione dipende dai dirigenti. Come ho già avuto modo di proporre in questo sito (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=121&Itemid=1 ) anche qui abbiamo assistito a roboanti dichiarazioni di Brunetta contro di essi.
Per rendersi credibile è arrivato addirittura ad inserire in un decreto legge alcuni articoli che prevedevano la loro responsabilità e la decurtazione dello stipendio, salvo poi già in sede di conversione in legge chiedere la cancellazione di tutte le norme in questione. Analogo comportamento con la pubblicazione degli stipendi di funzionari pubblici e dirigenti. Così dichiarava un anno fa il Ministro: “Fra una settimana al massimo dieci giorni saranno sul sito del ministero non solo la struttura ma anche le funzioni, le e-mail e i curricula di funzionari pubblici e dirigenti. Partiamo noi sperando che poi ci seguano, volontariamente, tutti gli altri ministeri”. Ad oggi su 30 mila enti della pubblica ammini­strazione quelli che hanno messo on-line gli stipendi dei dirigenti sono 409: poco più dell’1%. Recentemente ha detto: “Sto lanciando un grande piano di asili nido in tutte le amministrazioni”. Di questo passo temo che saranno destinati non ai figli degli attuali dipendenti pubblici, ma ai loro nipoti.
Dopo qualche mese di governo proclamava: “Io, povero, non bel­lo e non ricco, ho fatto il culo al mon­do e sono la Lorella Cuccarini del go­verno Berlusconi”. A noi sembra solo che sia uno che sparando balle con un’arma più grande di lui non possa che avere un effetto “rinculo”, che prima o poi i cittadini avvertiranno. Del resto un Ministro che prima dichiara guerra alle consulenze e poi ne dà una totalmente inutile al ex Ministro delle tangenti e della corruzione, De Michelis, di cui lui era stato a sua volta consulente in passato, non può che essere un ministro “retromarcia”.

FONTE: ANTONIOBORGHESI.IT

Link permanente a questo articolo: http://www.idvfermano.it/italia-2/brunetta-piccolino-e-anche-bugiardo/

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