Category Archive: Provincia

ott
21

I danni dell’alluvione

La grave decisione del Governo nazionale – per la prima volta nella storia della Repubblica – di non sostenere una zona pesantemente alluvionata – le Marche e, segnatamente il Fermano – pur avendo riconosciuto lo stato di “calamità naturale”, ha messo la Provincia di Fermo (che è intervenuta tempestivamente con provvedimenti di somma urgenza per ripristinare una condizione di sicurezza per i cittadini, sui fiumi, sui ponti e sulle strade) in condizione di non poter far fronte al pagamento di quei lavori, indispensabili ed urgenti, svolti con responsabile immediatezza nel momento drammatico che il territorio ha vissuto.

Lo stesso Governo nazionale, venendo meno ad un principio elementare di solidarietà, di fatto costringe la Regione Marche, per poter sostenere finanziariamente i suoi territori colpiti, a fare leva su un aumento delle accise della benzina.

Nel quadro di una solidarietà tra istituzioni e territori, ribadiamo la richiesta, alla Regione Marche, di fare tutto quanto in suo potere – compresa la leva fiscale, ivi incluso l’aumento delle accise della benzina – per poter sostenere i nostri Comuni e la stessa Provincia, nel far fronte alle spese dei lavori indispensabilmente svolti. Esprimiamo, altresì, apprezzamento per la scelta del governo marchigiano di regionalizzare il patto di stabilità, consentendo, di fatto, ai Comuni di far fronte in misura maggiore alle esigenze delle collettività amministrate, in questo momento difficile; attenuando così, almeno in parte, i disagi derivanti dagli aumenti fiscali. Così facendo, la Regione Marche – a differenza del Governo nazionale – crea le condizioni per un nuovo patto di solidarietà e responsabilità istituzionale di fronte alla crisi.

Ci rendiamo conto che tali provvedimenti sono particolarmente gravosi nel contesto di una crisi senza precedenti, ma occorre che tutte le istituzioni marchigiane e gli stessi cittadini, in uno spirito solidaristico, facciano la propria parte per aiutare le zone colpite. La Provincia di Fermo – che in questi due anni di vita ha già contenuto i costi politici ed istituzionali al minimo indispensabile ed ha operato con risorse umane e mezzi esigui – farà la propria parte sia continuando nella strada di un risparmio assoluto di risorse, sia adottando, a sua volta, gli inevitabili provvedimenti fiscali, di propria competenza.

Siamo certi che gli stessi cittadini e tutte le istituzioni marchigiane (che hanno potuto verificare direttamente la drammaticità degli eventi dello scorso marzo) saranno solidali e comprenderanno che tale necessità deriva esclusivamente da una dovuta ed immediata assunzione di responsabilità di fronte a quegli eventi che non si ricordavano da decenni, e dall’irresponsabile disinteresse del Governo nazionale il quale ha operato, tra l’altro, una evidente disparità di trattamento con altri territori.

 

Il Presidente e la Giunta della Provincia di Fermo

 

http://www.facebook.com/notes/provincia-fermo/danni-dellalluvione-la-solidariet%C3%A0-regionale-ed-il-comportamento-irresponsabile-/297594933601407

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ott
02

Voucher per l’acquisto di servizi socioeducativi

La Provincia di Fermo ha approvato un nuovo avviso pubblico riguardante i voucher per l’acquisto di servizi socioeducativi per minori e disabili. L’iniziativa del Settore Formazione Professionale, Scuola e Politiche del Lavoro provinciale ha come destinatarie donne che devono assistere o figli minori da 0 a 14 anni o figli disabili, e soprattutto che, alla data di presentazione della richiesta di concessione del voucher, siano residenti o svolgano attività lavorativa ad Amandola, Montefalcone Appennino, Montefortino, Montelparo, Smerillo, Santa Vittoria in Matenano, Campofilone e Pedaso, Comuni che per questioni tecniche non avevano potuto beneficiare dell’iniziativa nel precedente avviso. La situazione economico-patrimoniale dichiarata da parte delle beneficiarie non deve risultare superiore a 25.000 euro, secondo il metodo Isee riferito al reddito 2010. L’importo del voucher è commisurato a tre fasce di reddito: 900 Euro con Isee inferiore a 15.000 Euro, 720 euro con Isee compreso tra 15.000 e 20.000 euro, 600 euro con Isee da più di 20.000 fino a 25.000 euro. Il voucher avrà una durata complessiva di 6 mesi (fino al 31 dicembre 2011) e la domanda dovrà essere presentata entro e non oltre il 21 ottobre. Per reperire copia del bando è anche possibile rivolgersi agli Ambiti Territoriali Sociali XXI e XXIV ed ai Comuni che sono interessati dall’intervento. “Si tratta di un intervento finanziato con risorse ministeriali del Dipartimento per le Pari Opportunità – afferma il presidente della Provincia di Fermo Fabrizio Cesetti – e che nasce con l’obiettivo di offrire un aiuto economico alle donne, per favorire il loro accesso a servizi di assistenza ai familiari, per migliorare la qualità della loro vita, facilitando la conciliazione dei tempi tra vita familiare e vita lavorativa.

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set
20

Indetti dalla Provincia di Fermo cinque concorsi.

Indetti dalla Provincia di Fermo cinque concorsi per amministrativi, geologi, ingegneri, archivisti e agronomi

I bandi ed i relativi allegati possono essere consultati e scaricati dal sito dell’Ente www.provincia.fm.it nell’apposita sezione “Avvisi e Bandi”.

La Provincia di Fermo ha indetto 5 procedure concorsuali per la copertura a tempo pieno e indeterminato dei seguenti profili di categoria giuridica D1:

● n. 5 istruttori direttivi amministrativi da destinare a vari settori;

● n. 2 istruttori direttivi geologi;

● n. 2 istruttori direttivi ingegneri;

● n. 1 istruttore direttivo archivista;

● n. 1 istruttore direttivo agronomo.

Le domande possono essere presentate a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione dell’Avviso relativo all’indizione dei bandi di concorso sulla Gazzetta Ufficiale – 4° Serie Speciale – Concorsi n. 74 del 16/09/2011 e fino al trentesimo giorno successivo alla pubblicazione, vale a il 16 ottobre 2011.

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lug
15

MARCEGAGLIA: ABOLIZIONE DELLE PROVINCE. MA CESETTI RISPONDE…

MARCEGAGLIA: ABOLIZIONE DELLE PROVINCE.

Emma Marcegaglia plaude i nostri imprenditori ma da Ascoli lancia un appello: via le Province

Giornata densa di appuntamenti quella di ieri per il leader di Confindustria.

Prima di arrivare all’ora di cena al Cobà Beach Restaurant di Porto San Giorgio per salutare gli imprenditori del Fermano, Emma Marcegaglia di fronte alla platea degli imprenditori ascolani, nel corso del pomeriggio, ha lanciato un messaggio chiaro sulla abolizione delle Province. La numero uno di Confindustria si è detta favorevole al taglio di questi enti che per il nostro Paese rappresentano uno dei maggiori sprechi.

Più tardi, di fronte alla platea fermana, la Marcegaglia non è tornata sul tema delle Province. Al nuovo presidente della Territoriale fermana Andrea Santori e ai tanti imprenditori e alle diverse autorità giunte a Porto San Giorgio, la Marcegaglia ha dato una bella iniezione di fiducia parlando di “qualità che vince sempre” e di un settore, come quello calzaturiero, per nulla destinato a scomparire.

“Siete un territorio di gente seria – ha detto la presidente – e il dato positivo delle esportazioni del Fermano dimostra che aree come la vostra avranno una ripresa migliore di chi vive solo di domanda interna”.

Andrea Santori ha colto l’occasione per illustrare alla Marcegaglia quella che è la situazione attuale del distretto fermano: “Per un euro importato esportiamo 2,5 euro, ha sottolineato il giovane leader confindustriale, e con soli 180 mila abitanti abbiamo il tasso d’imprenditorialità tra i più alti in Italia. L’eccellenza da noi è la normalità. Siamo una realtà turbolenta, soggetta a scontri, ma non per un tornaconto personale, bensì per far crescere il territorio”.

Presenti, tra le autorità, il leader di Confindustria Marche Paolo Andreani, il sindaco sangiorgese Andrea Agostini, il prefetto Emilia Zarrilli, il presidente della Camera di Commercio Graziano Di Battista, molti big dell’imprenditoria locale e i rappresentanti delle forze dell’ordine. Assente il presidente della Provincia Fabrizio Cesetti.

 

MA CESETTI RISPONDE…

Un confronto sul tema delle funzioni delle Province: la proposta del presidente Cesetti a Confindustria e ai partiti

Dopo aver letto le dichiarazioni della Signora Marcegaglia in merito all’abolizione e/o riorganizzazione delle Province, comprendo i motivi per i quali la Provincia di Fermo non è stata invitata in occasione della sua venuta nel Fermano. Sicuramente per evitare che qualcuno – e il sottoscritto lo avrebbe fatto – le rispondesse a tono.

(vedi anche sul nostro dibattito, nello specifico al COMMENTO 16)

Non si spiegherebbe, altrimenti, perché il Presidente della Provincia di Fermo sia stato invece invitato il 27 giugno scorso, nello stesso luogo, in occasione dell’insediamento dei vertici locali di Confindustria.
Peccato, perché quella di ieri avrebbe potuto costituire un’occasione costruttiva per spiegarle quello che la nostra Provincia sta facendo per le imprese e per il mercato del lavoro, proprio in collaborazione e con l’apprezzamento delle associazioni di categoria.
E’ altresì singolare, a quanto è dato sapere, che la Signora Marcegaglia non abbia ritenuto di esprimere in merito alla “questione Province” i medesimi concetti ad Ascoli e a Porto San Giorgio.
Una posizione, quella della rappresentante di Confindustria, tra l’altro, tanto stantia quanto non disinteressata, con motivazioni, che, basate esclusivamente sulla necessità di abbattere i costi della politica, appaiono vere e proprie stupidaggini, in quanto la Signora Marcegaglia dovrebbe sapere che in ben altri settori della Pubblica Amministrazione si deve e si può intervenire radicalmente per raggiungere il medesimo obiettivo. La Signora Marcegaglia ha anche dimostrato di non conoscere nemmeno i dati ufficiali della spesa pubblica che, nel 2010, ha superato complessivamente gli 815 miliardi di euro, di cui ben 485 (cioè quasi il 60%) attinenti allo Stato e soltanto 12 miliardi (cioè appena l’1,5%) alle Province.
E non sarebbe inoltre necessario – seguendo anche il positivo esempio della stessa Confindustria in alcune zone del nostro Paese – un definitivo e corale impegno per eliminare, una volta per tutte, con provvedimenti drastici la intollerabile corruzione che sta inesorabilmente indebolendo le Istituzioni, nonché l’altrettanto grave fenomeno dell’evasione ed elusione fiscale che sta minando la coesione sociale, anche a causa dei drastici quanto iniqui provvedimenti governativi, oltre a sgretolare la nostra credibilità internazionale?
Spero che gli autorevoli esponenti fermani, istituzionali e non, che hanno “applaudito” la Signora Marcegaglia, non condividano le opinioni della stessa in merito alla “questione Province” e che trovino l’occasione per manifestarle il proprio dissenso.
Per quanto riguarda la Signora Marcegaglia, se ne avrà tempo e voglia, la invito fin d’ora a confrontarsi con me nel Fermano sul tema delle funzioni delle Province e sui costi della politica connessi alla gestione delle stesse e, all’esito, sono certo di riuscire a dimostrare che è possibile una gestione virtuosa delle Amministrazioni provinciali.
Del resto, sempre secondo i dati ufficiali del 2010, sui 12 miliardi di spesa complessiva delle Province, le cosiddette spese generali hanno inciso appena il 6,2% e addirittura le indennità degli Amministratori soltanto lo 0,94%. Quindi, di cosa stiamo parlando? Sfido un’azienda privata ad operare con spese generali e di amministrazione così contenute, destinando la quasi totalità delle risorse disponibili alla produzione ed alla erogazione di servizi (nel caso di una Provincia: viabilità, trasporti, tutela ambientale, scuole, cultura, turismo, etc.). Ma forse il vero problema sta proprio qui, e cioè che qualcun altro mira proprio a gestire taluni servizi pubblici strategici.
Lo stesso invito ad un confronto, naturalmente, lo rivolgo a tutti i partiti, ai rispettivi Presidenti e Segretari che, nei giorni scorsi, hanno riproposto in Parlamento la soppressione delle Province, avviando addirittura una demagogica raccolta di firme per un disegno di legge di iniziativa popolare.
Mi chiedo – e chiedo agli stessi responsabili degli organismi politici – come sia possibile porre in essere una campagna vergognosamente strumentale e delegittimante, senza proporre soluzioni praticabili in merito alle funzioni di area vasta di cui secondo la Costituzione le Province sono titolari, e, al contempo, presentarsi ad ogni elezione provinciale proponendo candidature e rivendicando assessorati.
Sono fermamente convinto che, in una fase complessa come quella attuale, ci sia bisogno di una riflessione seria sui veri sprechi in ambito pubblico e sul riordino dei conti dello Stato (l’1% di tagli dal bilancio nazionale, infatti, sarebbe pari ad oltre 4,8 miliardi di euro), piuttosto che di dichiarazioni inutili e dannose costruite con il solo obiettivo di ritagliarsi una maggiore visibilità su stampa e media, locali e nazionali.

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lug
11

PROVINCE: “SI” O “NO”? (partecipa al dibattito)

CARI AMICI E LETTORI DEL NOSTRO SITO,

ABBIAMO RICEVUTO LA SEGUENTE COMUNICAZIONE DA UN NOSTRO AMICO ED ISCRITTO E LA METTIAMO IMMEDIATAMENTE A DIPSOSIZIONE DEL PUBBLICO DOMINIO AFFINCHE’ SI POSSA APRIRE UN DIALOGO ED UN DIBATTITO CHE AUPICHIAMO POSSA ESSERE COSTRUTTIVO E PROFICUO NON SOLO PER IL BENE DEL NOSTRO PARTITO, MA SOPRATTUTTO PER IL BENE DELLA NOSTRA NAZIONE!

VI RICORDIAMO CHE CIRCA TALE QUESTIONE POSSIAMO DIBATTERE NEI SEGUENTI MODI:

  1. INVIANDO UNA E-MAIL ALL’INDIRIZZO segreteria.idvdelfermano@gmail.com
  2. DIALOGANDO SU FACEBOOK NEL QUALE CI TROVATE CON L’ACCOUNT Idv del Fermano
  3. INTERAGENDO SU TWITTER NEL QUALE CI TROVATE CON L’ACCOUNT IDVFERMANO

GRAZIE!

 

“Io non sono d’accordo con l’abolizione delle Province e con l’iniziativa dell’ IdV,
sono convinto invece che le Province in quanto Enti
molto vicini al territorio siano indispensabili, propongo invece di abolire
le Regioni che sono solo dei carrozzoni (andatevi a leggere i dati della
Regione Sicilia……da brivido) e molto lontane dai territori con
l’esclusione dei capoluoghi, inoltre ci sono ancora Regioni a statuto
speciale che non hanno più motivo di esistere (se ci sono dei motivi che
qualcuno me lo spieghi). Proporrei poi di creare un Ministero per le
Provincie che si adoperi a gestire tutto quello che oggi coordinano per le
Regioni. Le provincie a differenza di adesso potrebbero legiferare…altro
che federalismo.
N° 322 SENATORI ci costano € 6.865.352,34 al mese.
Nell’anno 2005 a tutto il personale dell’area della dirigenza degli
enti regionali della Regione Sicilia, è stata complessivamente erogata una
massa salariale di € 9.365.138,86, e sto parlando solo della Regione
Sicilia e solo delle quote dirigenziali, moltiplicate poi per le altre 19
regioni, altro che chiacchiere.
Nel 2010 il solo costo per il funzionamento dei Consigli e Giunte Regionali
è stato di circa 1,2 miliardi di euro, pari al 14,1% del gettito derivante
dall’Addizionale Regionale IRPEF.
Per le Province il costo per il funzionamento dei rispettivi Consigli e
Giunte, come si ricava dai certificati consuntivi del 2008 (ultimo dato
omogeneo pubblicato dal sito del Ministero degli Interni) è stato di circa
455 milioni di euro. Lascio a voi ogni considerazione, altro che abolizione
delle provincie. Saluti”.
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)


COMMENTO 1
“Condivido a pieno la tua riflessione
Facciamo partire dal Fermano questa battaglia.
Sarebbe una grande idea.
Sviluppiamo anche la ricerca di altri dati anche per le Marche in
sostanza.
Stipendi, compensi e rimborsi vari, indennità ,
vitalizi e roba varia.
Mettiamoci sotto e facciamo anche noi
questa battaglia.

Perchè non iniziamo una battaglia subito.
Contro le regioni le comunità montane ecc…

Ma soprattutto per
ridurre i circa 1000 deputati.
Quanto ci costano!
Andiamo su facebook su twitter e su altri blog compreso quello di Di
Pietro per iniziare questa battaglia
Che ne dite
Facciamo un po’ di…polverone”.

(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)


COMMENTO 2

“Buongiorno, chi dice che la provincia non è onerosa?

Nelle province già si annidano le prime insidie di rendite socio economiche, di potere, di classe sociale, di partito.
azzeriamo totalmente queste aspettative di rendite parassitarie e vedrete che non ci sarà più nessun conflitto per gestire questo potere servilista, classista“.
Io sono per azzerare le Regioni e le Provincie, penso sia il caso di rivitalizzare i COMUNI, i quali sono la vera espressione del territorio e sapranno unirsi frà loro e creare quella massa critica di sussistenza territoriale per adempiere alla realizzazione di opere, infrastrutture, servizi,  in funzione alla conoscenza del territorio e alle risorse in essa contenute.
La Comunità nel contempo, diventerà sicuramente una risorsa, vicina alla FAMIGLIA e non ai ladri, agli evasori, ai delinquenti, alla prostituzione e a tutte quelle figure di basso profilo, etico, morale, sociale, culturale, politico, che oggi ci rappresentano ai massimi vertici.
Cordiali Saluti”.

(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)

 

COMMENTO 3

“La proposta dell’Italia dei valori è demagogica e ipocrita!

Si tirano in ballo dati vecchi di anni; si fanno assurdi calcoli sui presunti risparmi; si parla  di abolizione di una istituzione facendo credere  che da questo possano discendere non solo risparmi strabilianti, ma addirittura nell’immediato.

Sarebbe molto più efficace, e di immediato risultato, tagliare i costi dei tanti consorzi, aziende, e commissari, consulenti di cui il Paese è pieno e che sono un costo vivo, tagliabile: questo si, subito, con risparmi netti di oltre 5 miliardi di euro.

Quanto alle Province, sarebbe da vagliare la proposta che prevede un complessivo riordino del sistema istituzionale. A partire dall’istituzione delle Città metropolitane, con la conseguente eliminazione della Provincia corrispondente, e dalla diminuzione del numero degli enti, con l’ingrandimento di quelli più piccoli”.

(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)

 

COMMENTO 4

“Le 107 Province presenti oggi in Italia (escluse Trento, Bolzano e Aosta) nel 2010, sul totale della spesa pubblica (circa 815 miliardi di euro) hanno inciso per circa l’1,5%. Piu’ precisamente, la spesa dello Stato e’ stata di 485 mld (di cui 309 da enti di previdenza), con un incremento del 9,48% fra il 2007 e il 2009; la spesa delle Regioni e’ stata di 174 mld, di cui 117 per la Sanita’, con un incremento percentuale dell’8,75.
Province e Comuni hanno comportato una spesa di 80 mld di euro, rimasta immutata nel triennio.
Quanto al 2010, sulla base dei dati di Cassa, la spesa e’ pari a 12 miliardi e 158 milioni di euro.
Le Province gestiscono 125 mila chilometri di strade (l’84% del totale della rete stradale nazionale); hanno la manutenzione di oltre 5000 edifici scolastici tra istituti tecnici e medie inferiori, per un totale di quasi 120 mila classi e oltre 2 milioni 500 mila allievi; gestiscono circa 2.660 palestre scolastiche sportive, impegnate per il 100% in attivita’ extrascolastica; gestiscono piu’ di 600 centri per l’impiego; si occupano di pianificazione territoriale, di ambiente, di sviluppo locale. Eppure nei tre anni fra il 2008 e il 2010 le spese correnti sono diminuite del 5,20%, le spese in capitale sono scese del 23,15% e quelle per il rimborso prestiti dell’1,17%. E la spesa per il personale e’ diminuita dell’11,10%.
Nello stesso periodo le entrate tributarie sono diminuite del 4,40%, quelle da contributi correnti dello 0,75%, le entrate extra-tributarie hanno fatto segnare un -3,45%, quelle da alienazione e trasferimenti capitale un -22,90%.
Ancora, segno fortemente negativo (-34,10%) per le entrate da accensione prestiti.
Infine, il capitolo addetti: il personale politico delle 107 Province ammonta a circa 4 mila amministratori provinciali , per un costo pari a 113 milioni di euro. Per contro, il costo complessivo della politica in Italia (organi costituzionali, a rilevanza costituzionale, Presidenza del Consiglio dei Ministri, uffici di diretta collaborazione, Regioni, Comuni e Province) e’ pari a 6 miliardi e 500 milioni di euro.
Vuol dire che con il costo della politica nazionale si coprono i costi della politica delle Province per 60 anni”.

(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)

 

COMMENTO 5

“Province ancora nel mirino. Problema vero o tentativo di sviamento?

C’è la crisi, c’è la speculazione, c’è necessità di risparmio. Torna in ballo, sempre più forte, la proposta di tagliare le province. Di Pietro s’è impegnato per una legge di iniziativa popolare. Raccoglierà le firme necessarie. L’UDC di Casini tuona: province basta, basta sprechi.

L’ex ministro Lamberto Dini è ancora più duro. Intervistato sabato scorso dal Corriere della Sera circa la manovra Tremonti,  in piena bufera speculativa, ha risposto: “La manovra non contiene misure strutturali significative: l’abolizione delle province avrebbe avuto effetti favorevoli da subito”.

Il governatore della Lombardia è più realista. In sintesi, il suo pensiero: Province, no problem! Diamo loro però due anni per dimostrare se sono risparmiose o sprecone. Le seconde vanno cancellate.
Occhio al soldo, dunque. Giusto, specie in certi momenti.
Ci viene però il sospetto che l’insistenza sul voler togliere le province sia un diversivo, un voler sviare l’attenzione da altro. Dal Parlamento, ad esempio. L’Italia ha 1050 tra senatori e deputati. Un numero abnorme. Con stipendi, vitalizi, appannaggi, benefit. Senza dire poi degli ex parlamentari,  che non attendono certo i 65 anni per la pensione. Quanti quattrini buttati al vento? Un’enormità. Ma è meglio non parlarne, meglio sviare il discorso.
Invece, no. Perché, se dovessimo tagliare le province, chi le sostituirebbe subito dopo? Si dovrebbe passare una parte delle funzioni ai municipi ed un’altra parte alle Regioni (altro centro di spesa consistente). Grosso modo,  ci sarebbe poco da risparmiare.
Se dovessimo invece domani dimezzare i parlamentari, diminuirli del 50 per cento, portali a 500 in tutto (e sarebbero pure troppi) cosa si rischierebbe nell’immediato e nel futuro? Nulla, proprio nulla. Anzi.
E, allora, altro che province da decapitare!!! Il decespugliatore dovrebbe entrare alla Camera e al Senato.
Ma chi ce lo fa entrare il decespugliatore nei palazzi romani? Pensate veramente che i politici annullino se stessi? Ma su.
Allora, è quel che pensano tutti insieme, sia maggioranza sia opposizione: è meglio tagliare fuori Roma, togliare le periferie, annientare le province, renderle capro espiatorio, allontanare l’attenzione da Parlamento e Regioni.
La proposta Formigoni andrebbe comunque approvata”.

 

COMMENTO 6

“L’abolizione delle Province creerebbe molti problemi, visto che questi enti gestiscono attività indispensabili per il Paese, in tema di rifiuti, acqua ed energia.
Abolire le Province mi sembra una proposta che ha in sé qualcosa di demagogico. Non si possono cancellare le Province dall’oggi al domani, prima serve un’attenta riflessione sulle loro funzioni e su come queste potrebbero essere gestite. Questi enti hanno infatti competenze di autorizzazione e programmazione nel settore ambientale, stabilite dalla legge o delegate dalle Regioni stesse.
Per quanto riguarda i rifiuti, poi, rischieremmo di trovarci in una situazione napoletana. Gran parte delle funzioni relative alla gestione dei rifiuti sono infatti di competenza della Provincia. I rifiuti si raccolgono tutti i giorni, e se ci trovassimo all’improvviso con un vuoto di competenze, la situazione diventerebbe subito grave. Anche in materia di energia, i poteri della Provincia sono fondamentali, visto che autorizza la costruzione degli impianti. Il pericolo, insomma, è di bloccare, con l’attività dell’ente, tutto un sistema economico”.

(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)

 

COMMENTO 7

“Con l’indennità di tutti i consiglieri provinciali si pagherebbe a malapena una manciata di consiglieri regionali che guadagnano quasi 7000 euro al mese.
E forse un solo parlamentare ch guadagna qualcosa come circa 15mila euro al mese.
Si colpisce demagogicamente la Provincia, mentre si fingono di non vedere gli oltre 30mila enti pubblici inutili, mantenuti in vita solo per dare uno spazio a qualche vecchio politico o per alimentare un certo consenso.
Si permettono ancora oggi alle Regioni a statuto speciale, come la Sicilia di Lombardo (favorevole all’abolizione delle Province), di darsi degli stipendi da europarlamentari.
Oppure alla Provincia Autonoma di Bolzano il cui presidente prende 20mila euro netti al mese”.

(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)

 

COMMENTO 8

“Penso che quando si devono tagliare i costi della politica si deve farlo dall’alto: si può discutere su una sola Camera, su indennità più basse per gli onorevoli, sulla riduzione del numero dei deputati, su una modifica dei territori a Statuto Speciale e altro ancora.
Le Province virtuose come quella di Fermo hanno l’obbligo di togliere questo velo di ipocrisia e di falsità per il bene delle Istituzioni e dei cittadini.
Spero che i consiglieri provinciali di Fermo aprano un dibattito nei propri partiti per ribadire l’importanza strategica delle Province e del loro lavoro”.
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)

 

COMMENTO 9
“Dobbiamo evitare di togliere ai Comuni, prevalentemente di piccole dimensioni, l’unico interlocutore necessario a garantire interventi gestionali di area vasta che solo le Province sono in grado di operare”.
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)

 

COMMENTO 10

“Sono convinto della validità dell’istituzione Provincia che è l’unica ad operare con mezzi e squadre proprie sul territorio su settori strategici come viabilità, sicurezza del territorio, delle scuole e dell’ambiente.
La demagogia sui costi della politica rischia pesantemente di far tornare la politica e il Paese all’ottocento: dove solo coloro che erano ricchi si potevano permettere di svolgere queste attività per il Paese dato che l’artigiano e l’imprenditore non possono permettersi, senza una indennità, di lasciare la propria attività lavorativa”.

(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)

 

COMMENTO 11

“Non possiamo più tollerare dei giudizi così demagogici e improntanti sulla non conoscenza dei fatti. La Provincia è una istituzione operativa, di area vasta e che riesce a dare risposte e collaborazioni dirette ai Comuni che in questi tempi di tagli si trovano praticamente impossibilitati a dare tutti i servizi tradizionali. E qui subentra anche in questo caso con il suo personale e le sue conoscenze la Provincia”.

(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)

 

COMMENTO 12

“Secondo me le Province si salvano ritrovando autorevolezza e mettendo in campo una trasparenza amministrativa senza pari”.

(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)

 

COMMENTO 13

“Le Province sono previste dalla Costituzione e hanno compiti ben definiti. Su certe materie le Province dovrebbero avere ruoli decisionali, questo sarebbe il vero salto di qualità da far fare a questi Enti. Quando sono state costituite le Regioni si è scelto di non abolire le Province perché la prima avrebbe avuto il ruolo indirizzo-legislativo mentre le Province e gli altri  Enti, quello esecutivo”.

(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)

 

COMMENTO 14

“Serve un riassetto istituzionale del paese e un codice etico, stabilito dai cittadini, che faccia emergere il buono o cattivo lavoro degli enti.
Non si può cominciare dicendo le “Province sono inutili”. Tutti gli enti sono utili. Non dobbiamo fare demagogia e essere concreti, il Paese è in difficoltà e deve ridisegnare le proprie Istituzioni e i costi della politica.
Serve un tavolo partecipato da tutti gli attori dove vengono prese decisioni concrete”.

(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)

 

COMMENTO 15

“Bisogna fare cose piu’ importanti che riguardino la riduzione dei costi della politica: il Parlamento deve ridurre i suoi costi. Cari onorevoli, o meglio…cari deputati e senatori (“onorevole” è titolo troppo sublime per voi), siccome rappresentate il popolo (anche se indegnamente, essendo figli di nomine e non di elezioni), date l’esempio: cominciate voi!”.

(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)

 

COMMENTO 16

“Un confronto sul tema delle funzioni delle Province: la proposta del presidente Cesetti a Confindustria e ai partiti

Dopo aver letto le dichiarazioni della Signora Marcegaglia in merito all’abolizione e/o riorganizzazione delle Province, comprendo i motivi per i quali la Provincia di Fermo non è stata invitata in occasione della sua venuta nel Fermano. Sicuramente per evitare che qualcuno – e il sottoscritto lo avrebbe fatto – le rispondesse a tono.

Non si spiegherebbe, altrimenti, perché il Presidente della Provincia di Fermo sia stato invece invitato il 27 giugno scorso, nello stesso luogo, in occasione dell’insediamento dei vertici locali di Confindustria.
Peccato, perché quella di ieri avrebbe potuto costituire un’occasione costruttiva per spiegarle quello che la nostra Provincia sta facendo per le imprese e per il mercato del lavoro, proprio in collaborazione e con l’apprezzamento delle associazioni di categoria.
E’ altresì singolare, a quanto è dato sapere, che la Signora Marcegaglia non abbia ritenuto di esprimere in merito alla “questione Province” i medesimi concetti ad Ascoli e a Porto San Giorgio.
Una posizione, quella della rappresentante di Confindustria, tra l’altro, tanto stantia quanto non disinteressata, con motivazioni, che, basate esclusivamente sulla necessità di abbattere i costi della politica, appaiono vere e proprie stupidaggini, in quanto la Signora Marcegaglia dovrebbe sapere che in ben altri settori della Pubblica Amministrazione si deve e si può intervenire radicalmente per raggiungere il medesimo obiettivo. La Signora Marcegaglia ha anche dimostrato di non conoscere nemmeno i dati ufficiali della spesa pubblica che, nel 2010, ha superato complessivamente gli 815 miliardi di euro, di cui ben 485 (cioè quasi il 60%) attinenti allo Stato e soltanto 12 miliardi (cioè appena l’1,5%) alle Province.
E non sarebbe inoltre necessario – seguendo anche il positivo esempio della stessa Confindustria in alcune zone del nostro Paese – un definitivo e corale impegno per eliminare, una volta per tutte, con provvedimenti drastici la intollerabile corruzione che sta inesorabilmente indebolendo le Istituzioni, nonché l’altrettanto grave fenomeno dell’evasione ed elusione fiscale che sta minando la coesione sociale, anche a causa dei drastici quanto iniqui provvedimenti governativi, oltre a sgretolare la nostra credibilità internazionale?
Spero che gli autorevoli esponenti fermani, istituzionali e non, che hanno “applaudito” la Signora Marcegaglia, non condividano le opinioni della stessa in merito alla “questione Province” e che trovino l’occasione per manifestarle il proprio dissenso.
Per quanto riguarda la Signora Marcegaglia, se ne avrà tempo e voglia, la invito fin d’ora a confrontarsi con me nel Fermano sul tema delle funzioni delle Province e sui costi della politica connessi alla gestione delle stesse e, all’esito, sono certo di riuscire a dimostrare che è possibile una gestione virtuosa delle Amministrazioni provinciali.
Del resto, sempre secondo i dati ufficiali del 2010, sui 12 miliardi di spesa complessiva delle Province, le cosiddette spese generali hanno inciso appena il 6,2% e addirittura le indennità degli Amministratori soltanto lo 0,94%. Quindi, di cosa stiamo parlando? Sfido un’azienda privata ad operare con spese generali e di amministrazione così contenute, destinando la quasi totalità delle risorse disponibili alla produzione ed alla erogazione di servizi (nel caso di una Provincia: viabilità, trasporti, tutela ambientale, scuole, cultura, turismo, etc.). Ma forse il vero problema sta proprio qui, e cioè che qualcun altro mira proprio a gestire taluni servizi pubblici strategici.
Lo stesso invito ad un confronto, naturalmente, lo rivolgo a tutti i partiti, ai rispettivi Presidenti e Segretari che, nei giorni scorsi, hanno riproposto in Parlamento la soppressione delle Province, avviando addirittura una demagogica raccolta di firme per un disegno di legge di iniziativa popolare.
Mi chiedo – e chiedo agli stessi responsabili degli organismi politici – come sia possibile porre in essere una campagna vergognosamente strumentale e delegittimante, senza proporre soluzioni praticabili in merito alle funzioni di area vasta di cui secondo la Costituzione le Province sono titolari, e, al contempo, presentarsi ad ogni elezione provinciale proponendo candidature e rivendicando assessorati.
Sono fermamente convinto che, in una fase complessa come quella attuale, ci sia bisogno di una riflessione seria sui veri sprechi in ambito pubblico e sul riordino dei conti dello Stato (l’1% di tagli dal bilancio nazionale, infatti, sarebbe pari ad oltre 4,8 miliardi di euro), piuttosto che di dichiarazioni inutili e dannose costruite con il solo obiettivo di ritagliarsi una maggiore visibilità su stampa e media, locali e nazionali“.


COMMENTO 17
“Province tutte da abolire. Comuni con popolazione inferiore ai 50.000 abitanti da accorpare. Dimezzare i consiglieri regionali. Abolire le comunità montane. Invece questi che fanno? Mi riducono le detrazioni per lavoro dipendente e per coniuge e figli a carico. Praticamente mi affamano”.
(Un Amico di IDV del Fermano)

COMMENTO 18

“OGNI VOLTA CHE QUALCOSA NON FUNZIONA  IL SINGOLO INDIVIDUO PENSA SUBITO DI PRIVARSI DI QUALCOSA, QUALCOSA CHE NON E’
CAUSA DEL PROPRIO MALE!
Da qualche settimana stiamo assistendo al dibattito Provincia SI o NO?
Personalmente ritengo sia un’istituzione importantissima forse assieme al comune la più vicina ai cittadini, tangibile, reale, vera.
Come possiamo pensare di uscire da questa crisi pensando solamente di tagliare qualcosa, è come se una persona malata decidesse di tagliarsi una mano, lo si fa solamente quando ormai è la sola soluzione per la sopravvivenza.
Questo che significa che l’ITALIA deve sopravvivere?
Significherebbe che i cittadini italiani vogliono solo sopravvivere e non vivere?
Che come da dati statistici recentemente pubblicati una famiglia su cinque è nella soglia di povertà a causa delle province.
Che lo stato Italia non cresce a causa delle province?
Che un giovane su tre non trova lavoro a causa delle province?
Che in generale gli italiani sono stufi di questo modo di governare a causa delle province?
Personalmente a me tutto questo scusate il termine fa ridere e sorridere,  e se il mio sorriso può far sorridere chi mi sta vicino,  allora questa conseguenza è l’unico aspetto positivo di questo dibattito.
Siamo obbiettivi e vediamo veramente cosa bisogna veramente fare affinché il nostro paese torni ad essere ciò che merita.
Non aboliamo istituzioni importanti comele province ma aboliamo quel modo di fare di molti politici che non ascoltano e non fanno nulla nell’incarico affidatogli,  Scegliamo persona per le mansioni da svolgere e per i compiti da assegnare competenti e leali.
Facciamo il modo che il nostro paese sia il posto più bello al mondo dove poter far crescere un bambino.
Ripristiniamo la meritocrazia  senza abolire le province.
Un Saluto”.

(Un Amico di IDV del Fermano)

 

COMMENTO 19
“Vedere e consultare il seguente link che riporta alla pagina della trasparenza della Provincia di Fermo“.
(Un Amico di IDV del Fermano)

COMMENTO 20
“Vedere e consultare il seguente link circa alcune cifre riguardanti i costi della politica“.
(Un Amico di IDV del Fermano)

COMMENTO 21

COMMENTO 22

COMMENTO 23

COMMENTO 24

COMMENTO 25

Per Granocchia e Rossi ‘difendere l’operato dell’ente non significa difendere la casta’
(Cittadino e Provincia – Perugia, 25 luglio ’11) – “È pienamente condivisibile la presa di posizione del Presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi in difesa dell’operato di un Ente che in due anni ha saputo rinnovarsi e riqualificarsi tanto da diventare un punto di riferimento per tutta la comunità”.
È questo il pensiero dei rappresentanti dell’Italia dei Valori alla Provincia di Perugia che nel dibattito sull’abolizione delle Province invitano tutti ad assumere atteggiamenti di cautela, per evitare che si colpisca il nulla per lasciare inalterati i veri privilegi.
“Anche a livello nazionale gli interventi del nostro partito stanno spostando l’attenzione dalle province ai costi della politica in generale – afferma il capogruppo IdV Franco Granocchia” – perché come sono inutili Province di 50.000 abitanti, sono anche inutili Comuni di 5000, Enti di secondo livello con funzioni sovrapponibili a quelli delle Province e dei comuni stessi ed a volte anche tra di loro”.
“Se la regione si concentrasse sulla funzione legislativa e le Province sull’esecutivo – sempre per Granocchia – si potrebbero eliminare tanti Enti di secondo livello utili solo a chi li amministra e non certo alla comunità”.
“Una seria riforma della pubblica amministrazione è necessaria, ma a tutti i livelli”. È questo il pensiero del Vicepresidente dell’Ente Aviano Rossi.
“I parlamentari sono troppi, forse anche due Camere sono troppe – continua Rossi – così come in chiave federalista sono inutili Regioni e Province a statuto speciale, sono inutili le Province troppo piccole, così come i tanti piccoli comuni, per non parlare degli enti di secondo livello.
Il peso delle Province sui costi dell’amministrazione pubblica è oggi dell’1,5% sul totale, della quale gran parte in investimenti e servizi”.
“Difendere l’operato di quelle virtuose come la Provincia di Perugia non significa certo difendere la casta che si annida nelle realtà delle quali stranamente poco si parla. Sono necessarie 6 aziende sanitarie in Umbria – conclude Rossi – che producono sperpero di denaro per pagare le direzioni, debito, disomogeneità territoriali, moltiplicazione di servizi di staff, ma che non sempre producono una risposta pertinente alla cronicità emergente?”.

(Inviatoci da un Amico di IDV del Fermano)

 

COMMENTO 25

Link da l’Espresso

Inchiesta: Il consigliere è d’oro

Privilegi: La bella vita dell’onorevole (ad aiutarci a vedere la “bella vita” è un nostro onorevole di IDV)

Guarda: Camera e Senato, si mangia a sbafo

Fotogalleria: Fannulloni in aula (questa è tutta da gustare)

Tabelle: Gli stipendi della Casta

(Su segnalazione di un Amico di IDV del Fermano)

 

COMMENTO 26

Riflessioni sull’abolizione delle province

(Su segnalazione di un Amico di IDV del Fermano)

 

COMMENTO 27

“Mi sembra che Di Pietro sia daccordo con il sottoscritto a chiudere le Province. Io sono favorevole a chiudere anche le Regioni per dare più spazio ai Comuni. Solo i Comuni conoscono bene il territorio e quindi le reali esigenze, questo evita gli sperperi in quando i cittadini conoscono gli amministratori e quindi vige un sistema di autocontrollo sociale. BASTA CON GLI SPERPERI..!!!”

(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)

Link permanente a questo articolo: http://www.idvfermano.it/provincia/province-%e2%80%9csi%e2%80%9d-o-%e2%80%9cno%e2%80%9d-partecipa-al-dibattito/

lug
05

La Provincia di Fermo attiva tirocini formativi presso gli uffici giudiziari

Il Settore delle Politiche del Lavoro e Formazione Professionale della Provincia di Fermo ha emanato nelle scorse settimane un avviso per tirocini formativi da svolgersi presso gli Uffici Giudiziari del territorio a favore dei destinatari di ammortizzatori sociali in deroga.

 

Il progetto prevede l’attivazione di 9 tirocini, sulla base delle richieste di unità di lavoro presentate dagli Uffici Giudiziari, attraverso cui i tirocinanti saranno impegnati obbligatoriamente per un tempo di lavoro pari a 18 ore settimanali da svolgersi in 6 mesi (non prorogabili) ed avranno la possibilità di ottenere un’integrazione economica al loro reddito pari a 250 euro mensili a titolo di incentivo e di rimborso spese viaggio.
I destinatari sono soggetti residenti nelle Marche, che siano percettori di indennità di mobilità in deroga o lavoratori in cassa integrazione straordinaria in deroga occupati in aziende con sede operativa ubicata nella Provincia di Fermo, con un periodo di sospensione autorizzato dalla Regione Marche o da questa finanziato in quota parte pari o superiore a sei mesi.
Le mansioni e le attività che i tirocinanti saranno chiamati a svolgere nell’ambito degli Uffici o delle Cancellerie Giudiziarie, riguardano prevalentemente:
- movimentazione, fotocopiatura, scansione informatica e fascicolazione di documenti;
- uso di sistemi informatici di scritturazione;
- classificazione di atti e documenti e ricerca di dati;
- collaborazione con le strutture dell’Amministrazione ricevente, anche con riferimento agli aspetti contabili.
L’esperienza svolta sarà poi attestata dall’Ufficio Giudiziario e, su richiesta dell’interessato, certificata dal Centro per l’Impiego, l’Orientamento e la Formazione di Fermo.
Per la Provincia di Fermo l’Ente Promotore dei tirocini sarà appunto il CIOF, il quale si farà carico di nominare il tutor didattico-organizzativo, di predisporre tutta la documentazione necessaria e di inserire sul sito http://siform.regione.marche.it i dati di cui il servizio competente della Regione Marche fa richiesta esplicita.
I percettori di ammortizzatori sociali in deroga interessati ad intraprendere un tirocinio formativo presso gli Uffici Giudiziari potranno presentare la propria candidatura presso il Centro per l’Impiego di Fermo, sito in Via Sapri 65.

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giu
29

Campagna di ascolto per il nuovo Piano Faunistico Venatorio Provinciale

CLICCATE SUL LINK SOTTOSTANTE PER VEDERE IL PRORAMMA DELLA CAMPAGNA DI ASCOLTO PREVENTIVA ALLA STESURA DEL NUOVO PIANO FAUNISTICO PROVINCIALE.

 

http://provincia.fm.it/notizie/caccia-e-pesca/873

 

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giu
25

Lavori sul Tenna, ci dispiace………

Lavori sul Tenna, ci dispiace………

Non ci dispiace certo dibattere pubblicamente sull’operato della Provincia ed in partico-lare dell’Assessorato e del Servizio al Genio Civile, rispondendo così alle critiche espresse dal Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste del Fermano ed ampiamente divulgate dagli organi di stampa.
Ci dispiace invece cogliere argomentazioni pretestuose e critiche infondate, rispetto alle quali non ci tiriamo certamente indietro. Non suoni fuori luogo il plurale maiestatis dovuto alla collegialità delle competenze espresse da parte di tutti gli agenti coinvolti nelle scelte progettuali ed operative.
Ci dispiace quanto affermato sui movimenti di ghiaia che sono nei fatti limitati alla SOLA sistemazione del corso naturale del fiume. La fine che farà la ghiaia è di rimanere in loco: così prevede una specifica ordinanza dal Genio Civile, tanto che è stato formulato esplicito divieto di accesso ai mezzi di trasporto, prevedendo invece la esclusiva operatività delle ruspe. La Guardia Forestale e la Polizia Provinciale sono tenute a controllare che la prescrizione sia rigorosamente rispettata.
Ci dispiace quanto affermato sulle modalità di intervento. Si sta infatti effettuando solo opera di “somma urgenza” per la messa in sicurezza e pulizia dell’alveo, lasciando inalterato l’assetto idraulico come si può del resto ben vedere dalle foto disponibili. Lo scopo è anche il ricentramento del corso d’acqua, affinché non crei, come già avvenuto sul ponte della mezzina, danni alle sponde ed alle opere infrastrutturali. Non vengono assolutamente eseguiti, nè lo saranno, lavori di scavo in alveo, ma sono previsti invece la conservazione o il ripristino del livello originario. Di fatto, perciò, non ci saranno conseguenze lungo la fascia costiera: il corso d’acqua continuerà a funzionare come normale ripascimento delle spiagge in quanto tutto il materiale lapideo rimarrà all’interno del fiume stesso.
Ci dispiace constatare che i firmatari non conoscono i lavori programmati e pubblicamente divulgati: nessuna macchia di leopardo, da nessuna parte, tanto meno sul Fiume Tenna dove i lavori interesseranno l’intero sviluppo dell’asta fluviale. Dopo decenni di incuria e di colpevoli silenzi, si poteva forse aspettare la fine degli interventi per esprimere pareri meno affrettati e superficiali.
Ci dispiace inoltre essere stati bacchettati di presunte inadeguatezza ed ignoranza. Sappiamo bene che il Contratto di Fiume è un accordo per sintetizzare ed armonizzare utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale e sostenibilità ambientale. Se ci sono da coinvolgere tutti gli attori interessati, già l’abbiamo fatto e così stiamo continuando a fare con continui incontri con tutti i Comitati locali. Autorità di bacino, comuni e cittadini sono da sempre stati e saranno i nostri principali interlocutori, così abbiamo fatto fin dalla nascita della nuova Provincia Fermana .
Ci dispiace non essere sordi al grido di dolore che viene da un territorio ferito dagli ul-timi disastri ambientali, dalle gravi esondazioni che hanno provocato morti e distruzioni. Non possiamo non ascoltare le ripetute accorate richieste di tanti sindaci ed amministratori locali che ancora oggi stesso hanno richiesto a gran voce la continuazione di questi lavori: tutti vogliono che i tanti interventi in corso non vengano sospesi per garantire finalmente la pulizia dei fiumi e la messa in sicurezza del nostro territorio e delle nostre abitazioni ed industrie
Ci dispiace poi, dopo aver sempre garantito ed assicurato la massima attenzione ai problemi di riqualificazione ambientale, che tale attacco venga proprio da associazioni ambientaliste che dovrebbero essere le prime a sostenere questo intervento finalizzato a garantire una giusta sintesi tra rispetto del territorio ed incolumità dei cittadini, in un corretto ed equilibrato connubio di obiettivi e finalità. In questa ottica, i lavori in corso prevedono anche la ripiantumazione delle sponde e l’utilizzo di materiali biologici ed ecocompatibili e delle altre tecniche tipiche dell’ingegneria naturalistica.
Ci dispiace infine che alcune parti non abbiano interamente percepito il grande sforzo compiuto dall’Amministrazione Provinciale, tra l’altro in questo momento di grave difficoltà, al fine di stipulare un “Patto programmatico”, costruttivo ed innovativo, tra Amministratori e Cittadini per una “politica diversa” di gestione e controllo dei corsi fluviali. Gestione dell’attuale emergenza, ma anche della futura quotidianità, che veda confluenza di idee e di risorse umane ed economiche. Occorre completare insieme ed in fretta il calendario delle urgenze e delle necessità, ma è su questa strada che la Provincia di Fermo è ormai stabilmente avviata.

L’Assessore al Genio Civile della Provincia di Fermo
Adolfo Marinangeli

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giu
20

LA SEZIONE DI ITALIA DEI VALORI DEL FERMANO A DISPOSIZIONE DEI CITTADINI

VI RICORDIAMO CHE OGNI GIORNO
DALLE 15,30 ALLE 19,30
LA SEZIONE PROVINCIALE DI ITALIA DEI VALORI DEL FERMANO,
SITA IN VIALE VITTORIO VENETO N. 7 RIMANE
APERTA

A DISPOSIZIONE DI TUTTA LA CITTADINANZA DI FERMO E PROVINCIA!

PER CONTATTI
E-MAIL: segreteria.idvdelfermano@gmail.com
CELLULARE: 393-4182167

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mag
12

Inutile votare?

In un film italiano di fantapolitica il partito dei non votanti sarebbe sicuramente al potere, tanto grande è la dimensione che ha conquistato negli ultimi anni: speriamo che in tale farsa dell’immaginario questa formazione non vinca a Fermo.

Tra gli osservatori è viva, purtroppo, la sensazione che molti elettori decidano di andare al mare domenica 15 maggio. Come nel resto del paese tanti cittadini sono disorientati da una politica che troppo spesso travalica i confini dell’indecenza, offrendo di sé un’immagine di approssimazione dilettantistica, di bieca falsità, di quotidiano trasformismo e, purtroppo spesso, di ostentata corruzione.

Davanti a questa immagine lo sconcerto diventa facilmente rifiuto.

Il cittadino percepisce l’incapacità dei governanti, ad ogni livello, di comprendere i suoi problemi e di proporre ed attuare delle soluzioni. Manca un’idea di fondo e la capacità di aggregarsi su temi e proposte condivisi. Troppo spesso anche a livello locale la frantumazione in singole liste o schieramenti contrapposti porta purtroppo ad inefficienza e paralisi amministrativa.

Questa volta a Fermo il centro sinistra si presenta unito, sicuramente anche memore degli errori del passato che hanno consegnato un decennio al triste fenomeno della Destra. Di questa coalizione l’Italia dei Valori è uno degli assi portanti, anche perché ha saputo riproporre al suo interno lo stesso spirito unitario e collegiale. Ben tre gruppi politici – Liste Civiche Marche, i Verdi del Sole che ride ed il Movimento Cristiani per il Fermano – si sono affacciati ed hanno gremito la  ‘piazza’  propugnata e sognata dall’IdV del Fermano e sono stati non solo accolti con grande entusiasmo, ma integrati a pieno titolo nella lista di Italia dei Valori – Di Pietro come una ricchezza ed una crescita comune.

Niente a che vedere quindi con le troppe formazioni basate su logiche personalistiche e di quartiere che pretenderebbero di guidare una città composita ed in qualche modo metropolitana come Fermo chiudendosi a riccio in qualche viuzza cittadina. Se non si vola insieme ed in alto non si può abbracciare tutta la città per vederne problemi e necessità, ma anche potenzialità, risorse, vocazioni e Valori.

L’Italia dei Valori di Fermo si augura che tutti i cittadini, come bravi padri di famiglia, rifiutino la logica dell’astensionismo e sappiano poi scegliere per il bene dei loro figli, premiando chi ha fatto di valori, unità, impegno e partecipazione la sua bandiera.

Il Coordinatore Provinciale del Fermano dell’Italia dei Valori
Adolfo Marinangeli

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feb
03

L’Italia dei Valori contro il nucleare

Il 20 Ottobre 2010 in occasione dei 50 anni del Centro Ricerche Casaccia, vicino a Roma, sono stati riaccesi i reattori sperimentali dell’Enea: questo gesto rappresenta il simbolo del ritorno del nucleare in Italia.
Nel Consiglio Provinciale di Fermo tutta la maggioranza ha votato a favore di un ordine del giorno contro l’energia atomica e contro la ripresa delle produzione di energia nucleare in Italia con la costruzione di nuove centrali nucleari, sia nelle Marche, che nel resto d’ Italia. Si è detto no anche all’uso del territorio della Provincia di Fermo e delle Marche quale luogo di transito, smaltimento e stoccaggio delle scorie nucleari e di materiali radioattivi o contaminati da radiazioni.
L’ordine del giorno era stato presentato dal consigliere Licia Canigola assieme ai colleghi di partito Ugo Agostini ed Alberto Regno, tutti del gruppo dell’Italia dei Valori.
Siamo contro le scelte del governo che intende imporre al Paese il ritorno al nucleare. Su questo tema si è mobilitata la società civile italiana, dal vasto campo dell’associazionismo e dei movimenti ambientalisti alle forze politiche schierate per l’affermazione di politiche economiche sostenibili e compatibili con il territorio. Grazie all’intervento dei tanti firmatari, la richiesta di un referendum contro il nucleare ha avuto un esito positivo presso la Corte Costituzionale. L’Italia dei Valori si ritiene ampiamente soddisfatta e ringrazia di cuore i tantissimi cittadini che hanno preso parte con grande senso di responsabilità alle battaglie che da sempre il nostro Partito porta avanti con fermezza e convinzione.
Siamo grati a quanti insieme a noi hanno voluto dimostrare l’attenta vigilanza delle intelligenze più sensibili: così si può contare su una partecipazione civile e politica alle questioni che ci riguardano da vicino. A breve saranno rese note le date in cui si terrà la consultazione popolare e siamo convinti che anche allora la partecipazione sarà ugualmente sentita e numerosa.
La politica ha il dovere di esprimere una posizione diversa dal modello economico che questo Governo intende imporre ai cittadini. Dalla nostra parte ci sono scienziati come il prof. Carlo Rubbia che, intervistato da Repubblica, ha dichiarato che parlare di nucleare è una follia: costruire una centrale oggi significa spendere miliardi di euro e in termini di tempo attendere da un minimo di dodici anni a circa venti prima di poterla accendere. Tutti i combustibili nucleari stanno aumentando di costo a causa della loro penuria. Noi avvieremo queste centrali quando le fonti di approvvigionamento saranno in esaurimento ed a prezzi proibitivi. Ci ritroveremo quindi con centrali ormai inutilizzabili con costi di spegnimento maggiori di quelli di avvio.
Mentre tutto il mondo cerca soluzioni nelle energie rinnovabili, l’Italia, Paese del Sole, ha tolto dallo scorso 31 dicembre la detrazione del 55% per il risparmio energetico, destinando così le nostre tasse alla costruzione di quattro nuove centrali nucleari. Tutto ciò senza considerare i rischi delle centrali stesse e senza avere minimamente risolto il problema dello stoccaggio e dello smaltimento delle scorie radioattive che è l’ostacolo che attualmente, con grande preoccupazione, stanno affrontando negli Stati Uniti.

Licia Canigola
Consigliere alla Provincia di Fermo per conto del Gruppo dell’Italia dei Valori

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gen
30

Un grazie a tutti………

Carissimi
credere in un’idea è entusiasmante, ma anche faticoso. Pensare di poter operare al servizio dei cittadini rende sicuramente migliori le nostre giornate, seppure costellandole di impegni quotidiani.
La semplice ferma convinzione di lavorare per gli altri illumina l’Italia dei Valori del Fermano nella sua attività politica che anche nello scorso anno è stata ricca di impegni ed iniziative.
Tra queste un posto particolare spetta sicuramente al Corso di formazione politica “un Progetto per il Fermano” che in tre giorni ha testimoniato la maturità dell’intero gruppo politico della Provincia di Fermo, ma anche la vicinanza di tante personalità. Personalità che ci hanno arricchito con le loro profonde esperienze personali, donando un contributo fondamentale alla nostra crescita culturale e politica.
Lei è sicuramente uno di questi amici e per questo desidero esprimerLe la gratitudine di tutti noi e mia personale, con l’intima speranza ed il fermo auspicio di poterLa avere ancora nostro ospite nella realizzazione dei progetti futuri.
Cordiali saluti.
Coordinatore IDV del Fermano Adolfo Marinangeli

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dic
21

Un ponte per Ancona


Un ponte per Ancona

Nell’ambito della sua attività nel Consiglio Provinciale di Fermo, il Gruppo dell’Italia dei Valori rinnova il suo impegno in difesa dell’occupazione, dell’ambiente e della salute. Dopo un anno e mezzo di lavoro ed a pochi giorni dal 2011 è estremamente positivo il bilancio delle battaglie fatte sull’acqua come bene pubblico, sul rispetto dei diversamente abili, per il rispetto del territorio libero da possibili mire speculative e per il rilancio dell’agricoltura anche come fonte generatrice di occupazione soprattutto giovanile.
Mai è venuta meno l’attenzione per i piccoli centri, vere gemme storiche e culturali del nostro patrimonio provinciale. In questo settore abbiamo già elaborato e continueremo a fare delle proposte per sorreggere i modesti bilanci comunali proponendo modelli innovativi di gestione integrata dei servizi per evitare l’inutile dispersione delle risorse.
Non è mancato, né mancherà però anche l’impegno per le città, a cominciare da Fermo dove già l’Italia dei Valori ha aderito alla coalizione di centrosinistra per cercare di riconsegnare il capoluogo ad una politica attenta ai bisogni ed alle aspettative dei cittadini. Un centro storico tra i più belli dell’Italia centrale non può subire ancora ignavia perenne o, peggio, attacchi speculativi, né attendere ulteriormente una sua improrogabile valorizzazione.
La nostra aspettativa più importante per il nuovo anno è avere però una rappresentativa in Regione per poter dare finalmente un impulso determinante alla nostra azione politica ed amministrativa. Vogliamo ricordare che in Provincia di Fermo l’IdV alle recenti elezioni regionali ha raccolto oltre 6 mila consensi pari al 7,63% dei voti, non riuscendo, solo per un soffio, ad ottenere un suo seggio e sfiorando anche inutilmente la nomina di un proprio assessore.
A distanza di qualche mese vogliamo ribadire pubblicamente come, pure nella nostra Provincia e nel nostro Partito, si debba dare voce a seimila cittadini nell’amministrazione regionale costruendo un ponte ideale per Ancona, fatto di bisogni reali e di necessità contingenti, ma anche di idee progettuali e di proposte costruttive.

Gaetano Agostini
Capogruppo Consiliare alla Provincia di Fermo
dell’Italia dei Valori

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ott
30

Avanti con il “Made in Italy” Incontro con l’on. Niccolò Rinaldi sabato 20 novembre alle ore 15,30 a Sant’Elpidio a Mare


Avanti con il “Made in Italy”
Incontro con l’on. Niccolò Rinaldi sabato 20 novembre alle ore 15,30 a Sant’Elpidio a Mare

Con un voto positivo nell’ultima plenaria, è arrivata una vittoria di tappa per la marcatura d’origine obbligatoria per alcuni prodotti fabbricati fuori Europa.
L’Europarlamentare IDV Niccolò Rinaldi che sarà a Sant’Elpidio a Mare Sabato 20 novembre ha comunicato, con grande soddisfazione, ad Adolfo Marinangeli, Coordinatore Fermano dell’Italia dei Valori, che : – “ avranno il ” made in China “, o quant’altro, tessile, scarpe, accessori, ceramiche, eccetera, e anche i prodotti artigianali tipici – come disposto da un mio emendamento approvato in questi giorni. Sarà un vantaggio per chi vorrà acquistare un vaso di Murano senza la beffa che è invece fatto a Taiwan. Un premio ai sarti italiani, una brutta gatta da pelare per le industrie nostrane che hanno delocalizzato e fanno cravatte “italiane” in Vietnam, e finalmente si porrà fine all’asimmetria commerciale che vuole l’UE l’unica grande area senza una normativa sulla marcatura d’origine, a differenza di USA, Canada, Giappone, Australia, Cina, India. È, appunto, una vittoria di tappa, visto che Parlamento e Consiglio dovranno poi trovarsi d’accordo, e dato che i governi tedesco e britannico si sono già dichiarati contrari, come gli scandinavi, temendo ricadute protezionistiche e costi burocratici eccessivi. Vedremo il peso del governo italiano che per ora, dall’accordo sulla Corea in poi, sul commercio internazionale ha solo pasticciato. Ma anche nel Parlamento Europeo la strada era tutta in salita e invece ce l’abbiamo fatta. Per non parlare della legge italiana voluta dalla Lega, tutta demagogica e incompatibile con le norme europee un atto da tanto rumore per nulla. Invece stiamo dimostrando che quando ci mettiamo a lavorare con metodo e disciplina, gli Italiani sanno fare miracoli e questo del “made in”, almeno finora, lo è. “ -
L’italia dei Valori del Fermano vuole ringraziare ancora una volta il suo Europarlamentare per l’impegno che sta mettendo in questa battaglia a favore degli imprenditori italiani per il rispetto dell’intelligenza e della creazione veramente tutta “made in Italy” Per questo motivo ha organizzato un incontro con l’On Niccolò Rinaldi sabato 20 novembre alle ore 16,00 a Sant’Elpidio a Mare per poter discutere dell’importante questione con tutti i nostri operatori del settore

Il Coordinatore IDV del Fermano

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ott
29

Motodromo

Non vorremmo che chi fa la voce grossa poi “comanda” come sta succedendo in questi ultimi giorni. I giornali sono pieni di opinionisti che confermano la volontà e le ragioni di realizzare il motodromo a S. Marco. Una ipotesi questa che ci vede completamente contrari e lontani dalla logica di consumo del territorio così come ci viene forzatamente posto il progetto del circuito S. Marco. Una ulteriore riflessione sul piano della mobilitazione che ha generato questo progetto bisogna pur farla.
É infatti veramente aberrante, in questo momento di crisi, far leva su ciò che la realizzazione del motodromo significherebbe dal punto di vista occupazionale ed economico nel nostro territorio. Questo significa che ogni cosa, compresa la nostra terra, può essere ipotecata e svenduta ed irrimediabilmente compromessa in cambio di qualche posto, forse in futuro, di lavoro. L’Italia dei valori è da tempo impegnata a difesa dei beni comuni ed anche in questo caso dirà no alla realizzazione del motodromo a s. Marco, dirà no a chi intende cementificare 120 ettari di terra agricola e sbancare meravigliose colline, corridoi biologici della nostra provincia, in fondo ancora vergini sotto certi aspetti modulati solo dalla mano operosa dei contadini. Proprio non ce la sentiamo di permettere una tale usurpazione di un luogo così bello vocato alle culture di qualità, al soggiorno in agriturismo ed ai percorsi vita. In continuità con il parchi fluviali dell’altra sponda……in continuità con la nostra politica. D’altra parte i dati sono questi: dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto il Trentino Alto Adige e la Campania, è stata seppellita sotto il cemento. Tra edilizia residenziale, artigianale e industriale, città commerciali, città satelliti,condite dei relativi svincoli, raccordi autostradali e rotonde abbiamo cementificato intere aree sicuramente tutto questo all’interno a delle dinamiche molto complesse, ma sono scenari ben diversi dai sogni venduti con l’adozione delle varianti urbanistiche ed è assurdo che nonostante la cementificazione del suolo, la scomparsa del territorio non sia considerata un’emergenza nazionale.
Non ci servono bilanci di motodromi e quant’altro, ci servono progetti alternativi di rilancio del nostro territorio, con Piani di Sviluppo rurale che mettano risorse per le produzioni di qualità e per il Ritorno alla Terra come luogo speciale garante della nostra sopravvivenza nella bio-diversità.
Pertanto ci sentiamo di chiedere, forse ingenuamente, ma in maniera forte e decisa quali siano gli interessi che girano attorno a questo progetto, chiediamo di ascoltare le tantissime voci contrarie che dicono stop al consumo del territorio ed al partito del cemento …..perchè quelle voci Noi sosteniamo.

Gruppo Provinciale IDV
Licia Canigola

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