
CARI AMICI E LETTORI DEL NOSTRO SITO,
ABBIAMO RICEVUTO LA SEGUENTE COMUNICAZIONE DA UN NOSTRO AMICO ED ISCRITTO E LA METTIAMO IMMEDIATAMENTE A DIPSOSIZIONE DEL PUBBLICO DOMINIO AFFINCHE’ SI POSSA APRIRE UN DIALOGO ED UN DIBATTITO CHE AUPICHIAMO POSSA ESSERE COSTRUTTIVO E PROFICUO NON SOLO PER IL BENE DEL NOSTRO PARTITO, MA SOPRATTUTTO PER IL BENE DELLA NOSTRA NAZIONE!
VI RICORDIAMO CHE CIRCA TALE QUESTIONE POSSIAMO DIBATTERE NEI SEGUENTI MODI:
- INVIANDO UNA E-MAIL ALL’INDIRIZZO segreteria.idvdelfermano@gmail.com
- DIALOGANDO SU FACEBOOK NEL QUALE CI TROVATE CON L’ACCOUNT Idv del Fermano
- INTERAGENDO SU TWITTER NEL QUALE CI TROVATE CON L’ACCOUNT IDVFERMANO
GRAZIE!
“Io non sono d’accordo con l’abolizione delle Province e con l’iniziativa dell’ IdV,
sono convinto invece che le Province in quanto Enti
molto vicini al territorio siano indispensabili, propongo invece di abolire
le Regioni che sono solo dei carrozzoni (andatevi a leggere i dati della
Regione Sicilia……da brivido) e molto lontane dai territori con
l’esclusione dei capoluoghi, inoltre ci sono ancora Regioni a statuto
speciale che non hanno più motivo di esistere (se ci sono dei motivi che
qualcuno me lo spieghi). Proporrei poi di creare un Ministero per le
Provincie che si adoperi a gestire tutto quello che oggi coordinano per le
Regioni. Le provincie a differenza di adesso potrebbero legiferare…altro
che federalismo.
N° 322 SENATORI ci costano € 6.865.352,34 al mese.
Nell’anno 2005 a tutto il personale dell’area della dirigenza degli
enti regionali della Regione Sicilia, è stata complessivamente erogata una
massa salariale di € 9.365.138,86, e sto parlando solo della Regione
Sicilia e solo delle quote dirigenziali, moltiplicate poi per le altre 19
regioni, altro che chiacchiere.
Nel 2010 il solo costo per il funzionamento dei Consigli e Giunte Regionali
è stato di circa 1,2 miliardi di euro, pari al 14,1% del gettito derivante
dall’Addizionale Regionale IRPEF.
Per le Province il costo per il funzionamento dei rispettivi Consigli e
Giunte, come si ricava dai certificati consuntivi del 2008 (ultimo dato
omogeneo pubblicato dal sito del Ministero degli Interni) è stato di circa
455 milioni di euro. Lascio a voi ogni considerazione, altro che abolizione
delle provincie. Saluti”.
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)
COMMENTO 1
“Condivido a pieno la tua riflessione
Facciamo partire dal Fermano questa battaglia.
Sarebbe una grande idea.
Sviluppiamo anche la ricerca di altri dati anche per le Marche in
sostanza.
Stipendi, compensi e rimborsi vari, indennità ,
vitalizi e roba varia.
Mettiamoci sotto e facciamo anche noi
questa battaglia.
Perchè non iniziamo una battaglia subito.
Contro le regioni le comunità montane ecc…
Ma soprattutto per
ridurre i circa 1000 deputati.
Quanto ci costano!
Andiamo su facebook su twitter e su altri blog compreso quello di Di
Pietro per iniziare questa battaglia
Che ne dite
Facciamo un po’ di…polverone”.
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)
COMMENTO 2
“Buongiorno, chi dice che la provincia non è onerosa?
Nelle province già si annidano le prime insidie di rendite socio economiche, di potere, di classe sociale, di partito.
“azzeriamo totalmente queste aspettative di rendite parassitarie e vedrete che non ci sarà più nessun conflitto per gestire questo potere servilista, classista“.
Io sono per azzerare le Regioni e le Provincie, penso sia il caso di rivitalizzare i COMUNI, i quali sono la vera espressione del territorio e sapranno unirsi frà loro e creare quella massa critica di sussistenza territoriale per adempiere alla realizzazione di opere, infrastrutture, servizi, in funzione alla conoscenza del territorio e alle risorse in essa contenute.
La Comunità nel contempo, diventerà sicuramente una risorsa, vicina alla FAMIGLIA e non ai ladri, agli evasori, ai delinquenti, alla prostituzione e a tutte quelle figure di basso profilo, etico, morale, sociale, culturale, politico, che oggi ci rappresentano ai massimi vertici.
Cordiali Saluti”.
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)
COMMENTO 3
“La proposta dell’Italia dei valori è demagogica e ipocrita!
Si tirano in ballo dati vecchi di anni; si fanno assurdi calcoli sui presunti risparmi; si parla di abolizione di una istituzione facendo credere che da questo possano discendere non solo risparmi strabilianti, ma addirittura nell’immediato.
Sarebbe molto più efficace, e di immediato risultato, tagliare i costi dei tanti consorzi, aziende, e commissari, consulenti di cui il Paese è pieno e che sono un costo vivo, tagliabile: questo si, subito, con risparmi netti di oltre 5 miliardi di euro.
Quanto alle Province, sarebbe da vagliare la proposta che prevede un complessivo riordino del sistema istituzionale. A partire dall’istituzione delle Città metropolitane, con la conseguente eliminazione della Provincia corrispondente, e dalla diminuzione del numero degli enti, con l’ingrandimento di quelli più piccoli”.
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)
COMMENTO 4
“Le 107 Province presenti oggi in Italia (escluse Trento, Bolzano e Aosta) nel 2010, sul totale della spesa pubblica (circa 815 miliardi di euro) hanno inciso per circa l’1,5%. Piu’ precisamente, la spesa dello Stato e’ stata di 485 mld (di cui 309 da enti di previdenza), con un incremento del 9,48% fra il 2007 e il 2009; la spesa delle Regioni e’ stata di 174 mld, di cui 117 per la Sanita’, con un incremento percentuale dell’8,75.
Province e Comuni hanno comportato una spesa di 80 mld di euro, rimasta immutata nel triennio.
Quanto al 2010, sulla base dei dati di Cassa, la spesa e’ pari a 12 miliardi e 158 milioni di euro.
Le Province gestiscono 125 mila chilometri di strade (l’84% del totale della rete stradale nazionale); hanno la manutenzione di oltre 5000 edifici scolastici tra istituti tecnici e medie inferiori, per un totale di quasi 120 mila classi e oltre 2 milioni 500 mila allievi; gestiscono circa 2.660 palestre scolastiche sportive, impegnate per il 100% in attivita’ extrascolastica; gestiscono piu’ di 600 centri per l’impiego; si occupano di pianificazione territoriale, di ambiente, di sviluppo locale. Eppure nei tre anni fra il 2008 e il 2010 le spese correnti sono diminuite del 5,20%, le spese in capitale sono scese del 23,15% e quelle per il rimborso prestiti dell’1,17%. E la spesa per il personale e’ diminuita dell’11,10%.
Nello stesso periodo le entrate tributarie sono diminuite del 4,40%, quelle da contributi correnti dello 0,75%, le entrate extra-tributarie hanno fatto segnare un -3,45%, quelle da alienazione e trasferimenti capitale un -22,90%.
Ancora, segno fortemente negativo (-34,10%) per le entrate da accensione prestiti.
Infine, il capitolo addetti: il personale politico delle 107 Province ammonta a circa 4 mila amministratori provinciali , per un costo pari a 113 milioni di euro. Per contro, il costo complessivo della politica in Italia (organi costituzionali, a rilevanza costituzionale, Presidenza del Consiglio dei Ministri, uffici di diretta collaborazione, Regioni, Comuni e Province) e’ pari a 6 miliardi e 500 milioni di euro.
Vuol dire che con il costo della politica nazionale si coprono i costi della politica delle Province per 60 anni”.
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)
COMMENTO 5
“Province ancora nel mirino. Problema vero o tentativo di sviamento?
C’è la crisi, c’è la speculazione, c’è necessità di risparmio. Torna in ballo, sempre più forte, la proposta di tagliare le province. Di Pietro s’è impegnato per una legge di iniziativa popolare. Raccoglierà le firme necessarie. L’UDC di Casini tuona: province basta, basta sprechi.
L’ex ministro Lamberto Dini è ancora più duro. Intervistato sabato scorso dal Corriere della Sera circa la manovra Tremonti, in piena bufera speculativa, ha risposto: “La manovra non contiene misure strutturali significative: l’abolizione delle province avrebbe avuto effetti favorevoli da subito”.
Il governatore della Lombardia è più realista. In sintesi, il suo pensiero: Province, no problem! Diamo loro però due anni per dimostrare se sono risparmiose o sprecone. Le seconde vanno cancellate.
Occhio al soldo, dunque. Giusto, specie in certi momenti.
Ci viene però il sospetto che l’insistenza sul voler togliere le province sia un diversivo, un voler sviare l’attenzione da altro. Dal Parlamento, ad esempio. L’Italia ha 1050 tra senatori e deputati. Un numero abnorme. Con stipendi, vitalizi, appannaggi, benefit. Senza dire poi degli ex parlamentari, che non attendono certo i 65 anni per la pensione. Quanti quattrini buttati al vento? Un’enormità. Ma è meglio non parlarne, meglio sviare il discorso.
Invece, no. Perché, se dovessimo tagliare le province, chi le sostituirebbe subito dopo? Si dovrebbe passare una parte delle funzioni ai municipi ed un’altra parte alle Regioni (altro centro di spesa consistente). Grosso modo, ci sarebbe poco da risparmiare.
Se dovessimo invece domani dimezzare i parlamentari, diminuirli del 50 per cento, portali a 500 in tutto (e sarebbero pure troppi) cosa si rischierebbe nell’immediato e nel futuro? Nulla, proprio nulla. Anzi.
E, allora, altro che province da decapitare!!! Il decespugliatore dovrebbe entrare alla Camera e al Senato.
Ma chi ce lo fa entrare il decespugliatore nei palazzi romani? Pensate veramente che i politici annullino se stessi? Ma su.
Allora, è quel che pensano tutti insieme, sia maggioranza sia opposizione: è meglio tagliare fuori Roma, togliare le periferie, annientare le province, renderle capro espiatorio, allontanare l’attenzione da Parlamento e Regioni.
La proposta Formigoni andrebbe comunque approvata”.
COMMENTO 6
“L’abolizione delle Province creerebbe molti problemi, visto che questi enti gestiscono attività indispensabili per il Paese, in tema di rifiuti, acqua ed energia.
Abolire le Province mi sembra una proposta che ha in sé qualcosa di demagogico. Non si possono cancellare le Province dall’oggi al domani, prima serve un’attenta riflessione sulle loro funzioni e su come queste potrebbero essere gestite. Questi enti hanno infatti competenze di autorizzazione e programmazione nel settore ambientale, stabilite dalla legge o delegate dalle Regioni stesse.
Per quanto riguarda i rifiuti, poi, rischieremmo di trovarci in una situazione napoletana. Gran parte delle funzioni relative alla gestione dei rifiuti sono infatti di competenza della Provincia. I rifiuti si raccolgono tutti i giorni, e se ci trovassimo all’improvviso con un vuoto di competenze, la situazione diventerebbe subito grave. Anche in materia di energia, i poteri della Provincia sono fondamentali, visto che autorizza la costruzione degli impianti. Il pericolo, insomma, è di bloccare, con l’attività dell’ente, tutto un sistema economico”.
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)
COMMENTO 7
“Con l’indennità di tutti i consiglieri provinciali si pagherebbe a malapena una manciata di consiglieri regionali che guadagnano quasi 7000 euro al mese.
E forse un solo parlamentare ch guadagna qualcosa come circa 15mila euro al mese.
Si colpisce demagogicamente la Provincia, mentre si fingono di non vedere gli oltre 30mila enti pubblici inutili, mantenuti in vita solo per dare uno spazio a qualche vecchio politico o per alimentare un certo consenso.
Si permettono ancora oggi alle Regioni a statuto speciale, come la Sicilia di Lombardo (favorevole all’abolizione delle Province), di darsi degli stipendi da europarlamentari.
Oppure alla Provincia Autonoma di Bolzano il cui presidente prende 20mila euro netti al mese”.
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)
COMMENTO 8
“Penso che quando si devono tagliare i costi della politica si deve farlo dall’alto: si può discutere su una sola Camera, su indennità più basse per gli onorevoli, sulla riduzione del numero dei deputati, su una modifica dei territori a Statuto Speciale e altro ancora.
Le Province virtuose come quella di Fermo hanno l’obbligo di togliere questo velo di ipocrisia e di falsità per il bene delle Istituzioni e dei cittadini.
Spero che i consiglieri provinciali di Fermo aprano un dibattito nei propri partiti per ribadire l’importanza strategica delle Province e del loro lavoro”.
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)
COMMENTO 9
“Dobbiamo evitare di togliere ai Comuni, prevalentemente di piccole dimensioni, l’unico interlocutore necessario a garantire interventi gestionali di area vasta che solo le Province sono in grado di operare”.
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)
COMMENTO 10
“Sono convinto della validità dell’istituzione Provincia che è l’unica ad operare con mezzi e squadre proprie sul territorio su settori strategici come viabilità, sicurezza del territorio, delle scuole e dell’ambiente.
La demagogia sui costi della politica rischia pesantemente di far tornare la politica e il Paese all’ottocento: dove solo coloro che erano ricchi si potevano permettere di svolgere queste attività per il Paese dato che l’artigiano e l’imprenditore non possono permettersi, senza una indennità, di lasciare la propria attività lavorativa”.
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)
COMMENTO 11
“Non possiamo più tollerare dei giudizi così demagogici e improntanti sulla non conoscenza dei fatti. La Provincia è una istituzione operativa, di area vasta e che riesce a dare risposte e collaborazioni dirette ai Comuni che in questi tempi di tagli si trovano praticamente impossibilitati a dare tutti i servizi tradizionali. E qui subentra anche in questo caso con il suo personale e le sue conoscenze la Provincia”.
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)
COMMENTO 12
“Secondo me le Province si salvano ritrovando autorevolezza e mettendo in campo una trasparenza amministrativa senza pari”.
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)
COMMENTO 13
“Le Province sono previste dalla Costituzione e hanno compiti ben definiti. Su certe materie le Province dovrebbero avere ruoli decisionali, questo sarebbe il vero salto di qualità da far fare a questi Enti. Quando sono state costituite le Regioni si è scelto di non abolire le Province perché la prima avrebbe avuto il ruolo indirizzo-legislativo mentre le Province e gli altri Enti, quello esecutivo”.
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)
COMMENTO 14
“Serve un riassetto istituzionale del paese e un codice etico, stabilito dai cittadini, che faccia emergere il buono o cattivo lavoro degli enti.
Non si può cominciare dicendo le “Province sono inutili”. Tutti gli enti sono utili. Non dobbiamo fare demagogia e essere concreti, il Paese è in difficoltà e deve ridisegnare le proprie Istituzioni e i costi della politica.
Serve un tavolo partecipato da tutti gli attori dove vengono prese decisioni concrete”.
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)
COMMENTO 15
“Bisogna fare cose piu’ importanti che riguardino la riduzione dei costi della politica: il Parlamento deve ridurre i suoi costi. Cari onorevoli, o meglio…cari deputati e senatori (“onorevole” è titolo troppo sublime per voi), siccome rappresentate il popolo (anche se indegnamente, essendo figli di nomine e non di elezioni), date l’esempio: cominciate voi!”.
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)
COMMENTO 16
“Un confronto sul tema delle funzioni delle Province: la proposta del presidente Cesetti a Confindustria e ai partiti
Dopo aver letto le dichiarazioni della Signora Marcegaglia in merito all’abolizione e/o riorganizzazione delle Province, comprendo i motivi per i quali la Provincia di Fermo non è stata invitata in occasione della sua venuta nel Fermano. Sicuramente per evitare che qualcuno – e il sottoscritto lo avrebbe fatto – le rispondesse a tono.
Non si spiegherebbe, altrimenti, perché il Presidente della Provincia di Fermo sia stato invece invitato il 27 giugno scorso, nello stesso luogo, in occasione dell’insediamento dei vertici locali di Confindustria.
Peccato, perché quella di ieri avrebbe potuto costituire un’occasione costruttiva per spiegarle quello che la nostra Provincia sta facendo per le imprese e per il mercato del lavoro, proprio in collaborazione e con l’apprezzamento delle associazioni di categoria.
E’ altresì singolare, a quanto è dato sapere, che la Signora Marcegaglia non abbia ritenuto di esprimere in merito alla “questione Province” i medesimi concetti ad Ascoli e a Porto San Giorgio.
Una posizione, quella della rappresentante di Confindustria, tra l’altro, tanto stantia quanto non disinteressata, con motivazioni, che, basate esclusivamente sulla necessità di abbattere i costi della politica, appaiono vere e proprie stupidaggini, in quanto la Signora Marcegaglia dovrebbe sapere che in ben altri settori della Pubblica Amministrazione si deve e si può intervenire radicalmente per raggiungere il medesimo obiettivo. La Signora Marcegaglia ha anche dimostrato di non conoscere nemmeno i dati ufficiali della spesa pubblica che, nel 2010, ha superato complessivamente gli 815 miliardi di euro, di cui ben 485 (cioè quasi il 60%) attinenti allo Stato e soltanto 12 miliardi (cioè appena l’1,5%) alle Province.
E non sarebbe inoltre necessario – seguendo anche il positivo esempio della stessa Confindustria in alcune zone del nostro Paese – un definitivo e corale impegno per eliminare, una volta per tutte, con provvedimenti drastici la intollerabile corruzione che sta inesorabilmente indebolendo le Istituzioni, nonché l’altrettanto grave fenomeno dell’evasione ed elusione fiscale che sta minando la coesione sociale, anche a causa dei drastici quanto iniqui provvedimenti governativi, oltre a sgretolare la nostra credibilità internazionale?
Spero che gli autorevoli esponenti fermani, istituzionali e non, che hanno “applaudito” la Signora Marcegaglia, non condividano le opinioni della stessa in merito alla “questione Province” e che trovino l’occasione per manifestarle il proprio dissenso.
Per quanto riguarda la Signora Marcegaglia, se ne avrà tempo e voglia, la invito fin d’ora a confrontarsi con me nel Fermano sul tema delle funzioni delle Province e sui costi della politica connessi alla gestione delle stesse e, all’esito, sono certo di riuscire a dimostrare che è possibile una gestione virtuosa delle Amministrazioni provinciali.
Del resto, sempre secondo i dati ufficiali del 2010, sui 12 miliardi di spesa complessiva delle Province, le cosiddette spese generali hanno inciso appena il 6,2% e addirittura le indennità degli Amministratori soltanto lo 0,94%. Quindi, di cosa stiamo parlando? Sfido un’azienda privata ad operare con spese generali e di amministrazione così contenute, destinando la quasi totalità delle risorse disponibili alla produzione ed alla erogazione di servizi (nel caso di una Provincia: viabilità, trasporti, tutela ambientale, scuole, cultura, turismo, etc.). Ma forse il vero problema sta proprio qui, e cioè che qualcun altro mira proprio a gestire taluni servizi pubblici strategici.
Lo stesso invito ad un confronto, naturalmente, lo rivolgo a tutti i partiti, ai rispettivi Presidenti e Segretari che, nei giorni scorsi, hanno riproposto in Parlamento la soppressione delle Province, avviando addirittura una demagogica raccolta di firme per un disegno di legge di iniziativa popolare.
Mi chiedo – e chiedo agli stessi responsabili degli organismi politici – come sia possibile porre in essere una campagna vergognosamente strumentale e delegittimante, senza proporre soluzioni praticabili in merito alle funzioni di area vasta di cui secondo la Costituzione le Province sono titolari, e, al contempo, presentarsi ad ogni elezione provinciale proponendo candidature e rivendicando assessorati.
Sono fermamente convinto che, in una fase complessa come quella attuale, ci sia bisogno di una riflessione seria sui veri sprechi in ambito pubblico e sul riordino dei conti dello Stato (l’1% di tagli dal bilancio nazionale, infatti, sarebbe pari ad oltre 4,8 miliardi di euro), piuttosto che di dichiarazioni inutili e dannose costruite con il solo obiettivo di ritagliarsi una maggiore visibilità su stampa e media, locali e nazionali“.
COMMENTO 17
“Province tutte da abolire. Comuni con popolazione inferiore ai 50.000 abitanti da accorpare. Dimezzare i consiglieri regionali. Abolire le comunità montane. Invece questi che fanno? Mi riducono le detrazioni per lavoro dipendente e per coniuge e figli a carico. Praticamente mi affamano”.
(Un Amico di IDV del Fermano)
COMMENTO 18
“OGNI VOLTA CHE QUALCOSA NON FUNZIONA IL SINGOLO INDIVIDUO PENSA SUBITO DI PRIVARSI DI QUALCOSA, QUALCOSA CHE NON E’
CAUSA DEL PROPRIO MALE!
Da qualche settimana stiamo assistendo al dibattito Provincia SI o NO?
Personalmente ritengo sia un’istituzione importantissima forse assieme al comune la più vicina ai cittadini, tangibile, reale, vera.
Come possiamo pensare di uscire da questa crisi pensando solamente di tagliare qualcosa, è come se una persona malata decidesse di tagliarsi una mano, lo si fa solamente quando ormai è la sola soluzione per la sopravvivenza.
Questo che significa che l’ITALIA deve sopravvivere?
Significherebbe che i cittadini italiani vogliono solo sopravvivere e non vivere?
Che come da dati statistici recentemente pubblicati una famiglia su cinque è nella soglia di povertà a causa delle province.
Che lo stato Italia non cresce a causa delle province?
Che un giovane su tre non trova lavoro a causa delle province?
Che in generale gli italiani sono stufi di questo modo di governare a causa delle province?
Personalmente a me tutto questo scusate il termine fa ridere e sorridere, e se il mio sorriso può far sorridere chi mi sta vicino, allora questa conseguenza è l’unico aspetto positivo di questo dibattito.
Siamo obbiettivi e vediamo veramente cosa bisogna veramente fare affinché il nostro paese torni ad essere ciò che merita.
Non aboliamo istituzioni importanti comele province ma aboliamo quel modo di fare di molti politici che non ascoltano e non fanno nulla nell’incarico affidatogli, Scegliamo persona per le mansioni da svolgere e per i compiti da assegnare competenti e leali.
Facciamo il modo che il nostro paese sia il posto più bello al mondo dove poter far crescere un bambino.
Ripristiniamo la meritocrazia senza abolire le province.
Un Saluto”.
(Un Amico di IDV del Fermano)
COMMENTO 19
“Vedere e consultare il seguente link che riporta alla pagina della trasparenza della Provincia di Fermo“.
(Un Amico di IDV del Fermano)
COMMENTO 20
“Vedere e consultare il seguente link circa alcune cifre riguardanti i costi della politica“.
(Un Amico di IDV del Fermano)
COMMENTO 21
COMMENTO 22
COMMENTO 23
COMMENTO 24
COMMENTO 25
Per Granocchia e Rossi ‘difendere l’operato dell’ente non significa difendere la casta’
(Cittadino e Provincia – Perugia, 25 luglio ’11) – “È pienamente condivisibile la presa di posizione del Presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi in difesa dell’operato di un Ente che in due anni ha saputo rinnovarsi e riqualificarsi tanto da diventare un punto di riferimento per tutta la comunità”.
È questo il pensiero dei rappresentanti dell’Italia dei Valori alla Provincia di Perugia che nel dibattito sull’abolizione delle Province invitano tutti ad assumere atteggiamenti di cautela, per evitare che si colpisca il nulla per lasciare inalterati i veri privilegi.
“Anche a livello nazionale gli interventi del nostro partito stanno spostando l’attenzione dalle province ai costi della politica in generale – afferma il capogruppo IdV Franco Granocchia” – perché come sono inutili Province di 50.000 abitanti, sono anche inutili Comuni di 5000, Enti di secondo livello con funzioni sovrapponibili a quelli delle Province e dei comuni stessi ed a volte anche tra di loro”.
“Se la regione si concentrasse sulla funzione legislativa e le Province sull’esecutivo – sempre per Granocchia – si potrebbero eliminare tanti Enti di secondo livello utili solo a chi li amministra e non certo alla comunità”.
“Una seria riforma della pubblica amministrazione è necessaria, ma a tutti i livelli”. È questo il pensiero del Vicepresidente dell’Ente Aviano Rossi.
“I parlamentari sono troppi, forse anche due Camere sono troppe – continua Rossi – così come in chiave federalista sono inutili Regioni e Province a statuto speciale, sono inutili le Province troppo piccole, così come i tanti piccoli comuni, per non parlare degli enti di secondo livello.
Il peso delle Province sui costi dell’amministrazione pubblica è oggi dell’1,5% sul totale, della quale gran parte in investimenti e servizi”.
“Difendere l’operato di quelle virtuose come la Provincia di Perugia non significa certo difendere la casta che si annida nelle realtà delle quali stranamente poco si parla. Sono necessarie 6 aziende sanitarie in Umbria – conclude Rossi – che producono sperpero di denaro per pagare le direzioni, debito, disomogeneità territoriali, moltiplicazione di servizi di staff, ma che non sempre producono una risposta pertinente alla cronicità emergente?”.
(Inviatoci da un Amico di IDV del Fermano)
COMMENTO 25
Link da l’Espresso
Inchiesta: Il consigliere è d’oro
Privilegi: La bella vita dell’onorevole (ad aiutarci a vedere la “bella vita” è un nostro onorevole di IDV)
Guarda: Camera e Senato, si mangia a sbafo
Fotogalleria: Fannulloni in aula (questa è tutta da gustare)
Tabelle: Gli stipendi della Casta
(Su segnalazione di un Amico di IDV del Fermano)
COMMENTO 26
Riflessioni sull’abolizione delle province
(Su segnalazione di un Amico di IDV del Fermano)
COMMENTO 27
“Mi sembra che Di Pietro sia daccordo con il sottoscritto a chiudere le Province. Io sono favorevole a chiudere anche le Regioni per dare più spazio ai Comuni. Solo i Comuni conoscono bene il territorio e quindi le reali esigenze, questo evita gli sperperi in quando i cittadini conoscono gli amministratori e quindi vige un sistema di autocontrollo sociale. BASTA CON GLI SPERPERI..!!!”
(Un Amico ed Iscritto di IDV del Fermano)