Porto San Giorgio
Elezioni Comunali 2012
Programma Amministrativo
Del candidato sindaco
Daniele Strovegli
Porto San Giorgio, la perla dell’Adriatico,
con decreto ministeriale, nel 1927, venne riconosciuta
“stazione di cura, soggiorno e turismo”.
“Questione morale,
legalità, partecipazione plurale, corresponsabi-lità e sussidiarietà,
per una comunità
orgogliosa della propria identità, per una
migliore qualità della vita, per un futuro so-stenibile e solidale, a sostegno della sicurez-za, del lavoro, della scuola e della sanità”
La brusca interruzione della consiliatura impone una profonda riflessione politica alla comunità sangiorgese per l’empasse amministrativo che si perpetua ormai da 8 anni e che ha determinato la perdita di competitività e di crescita della città. Quest’ultima si esprime ed incide su tutti i livelli socio economici per l’assenza di scelte programmatiche che avrebbero potuto e dovuto cambiare il volto e le sorti della stessa.
Eppure, l’avv. C. Brignocchi e l’avv. A. Agostini si erano pre-sentati, sostenuti da ampio consenso elettorale e consiliare, rispettivamente nel 2003 (delibera di CC n° 67 del 24.09.2003) e nel 2008
(delibera di CC n° 47 del 05.06.2008) con roboanti promesse, tragicamente, tutte sconfessate dagli eventi.
La severa ed indelebile debacle politico – amministrativa accomuna pertanto le sorti dell’avv. C. Brignocchi e dell’avv. A. Agostini: immobilismo amministrativo, perdita di consenso, disintegrazione della leadershep, devastazione del fermento socio culturale, esaltazione del qualunquismo e del particolarismo.
E’ verosimile che l’errore sia nella disinterpretazione della legge sulla elezione diretta del sindaco (L. n° 81/93 e successive modifiche): nata per assicurare la governance degli enti locali (esaltando stabilità, alternanza delle coalizioni, ricambio della rappresentanza), ha subito una patomorfosi, incidendo sulle dinamiche politiche e sul ruolo delle istituzioni.
L’investitura diretta del sindaco conferisce forte legittimazione e visibilità, tanto che la personalizzazione dello scontro elettorale ha determinato un indebolimento di tutti i contrappesi democratici (asimmetria dei poteri). Nel voto amministrativo, la delega ha sciolto lo stretto vincolo della appartenenza e della
rappresentanza partitica ed ha mutato i connotati del rapporto tra cittadini ed istituzioni.
Il mutamento è sostanziale perché sono entrati in crisi anche i modelli e gli strumenti tradizionali della politica (crisi di identità e di rappresentanza dei partiti) sostituiti da modelli nuovi (comitati elettorali) e diversi di mediazione (frammentazione della rappresentanza e parcellizzazione degli interessi) tra società e politica.
Paradossalmente, una legge nata per favorire la stabilità (legittimazione diretta del sindaco) è diventata, col tempo, la prima causa di instabilità: è il primo cittadino (una rivisitazione post moderna del podestà) che seleziona e forma il ceto politico, crea artificiosamente attese e desiderata (promesse elettorali), dona visibilità, spacca e demolisce il gruppo consiliare di maggioranza, silenzia i partiti.
L’avv. C. Brignocchi e l’avv. A. Agostini sono, consapevolmente, causa e vittima di se stessi: attori – protagonisti uniti dallo stesso percorso e destino. Ciò, nonostante disponessero di idonei strumenti di
navigazione:
1.Statuto Comunale delibera del CC n° 2 del 19.01.2000 e successive modifiche
2.Regolamento degli Istituti di Partecipazione delibera di CC n° 103 del 30.11.2001 e successive modifiche.
In essi, è presente l’antidoto alla deriva antidemocratica.
Infatti, lo Statuto sottolinea che il Comune ha come finalità “l’effettiva partecipazione dei cittadini, singoli e associati, alla vita organizzativa, politica, amministrativa, economica e sociale … e a tal fine sostiene e valorizza l’apporto costruttivo e responsabile del volontariato e delle libere associazioni (art 2, comma 3), promuove la consulta delle associazioni, la consulta dei giovani, i comitati di quartiere (art 32, comma 5), il Consiglio Comunale dei ragazzi (art. 36), la consulta per i cittadini stranieri (art. 36 bis).
Lo statuto arricchisce l’osmosi individuando persino le modalità di partecipazione (capo III), le consultazioni popolari (art. 37), le petizioni collettive (art. 38), proposte per l’adozione di atti amministrativi (art. 39),
referendum (art. 40), diritto di accesso agli atti (art. 41), diritto di informazione sugli atti amministrativi che sono pubblici (art. 42), formulazione di istanze ed interrogazioni (art. 43).
Strategicamente ed incoerentemente, hanno sterilizzato gli istituti di partecipazione per inibirne il relativo e conseguente controllo democratico sulla prassi amministrativa.
Ora è difficile immaginare che la riproposizione di obsoleti ed inefficaci schemi interpretativi (dejà vu) possa rappresentare una vera e seria soluzione all’ attuale caos amministrativo, alla emer-genza democratica, alla perdita di cultura - identità sangiorgese e alla folta schiera di fantini pronti a correre in proprio.
E’ auspicabile una mite rivoluzione civica che rovesci, in modo copernicano, la modalità di formazione del consenso e della rappresentanza istituzionale partendo dalla democrazia partecipata. Essa risponde all’esigenza della pubblica amministrazione locale di fronteggiare la crescente complessità delle decisioni attraverso un ampio coinvolgimento delle competenze ed esperienze diffuse nella società, attivando
dinamiche di contatto diretto, informazione, dialogo e consultazione di tutti i cittadini, con le strategie e le tecnologie og-gi disponibili.
Dalla democrazia delegata alla democrazia partecipata e plurale attraverso la scomposizione dello status quo, la elisione di pregiudiziali ideologiche, la legittimazione ideale e programmatica, il riconoscimento dei soggetti in campo in un rapporto di pari dignità con l’obiettivo di esaltare la questione morale, la legalità e l’ interesse pubblico.
Un “transitorio” percorso – progetto civico, su basi politiche e programmatiche, per liberare l’intelligenza e le energie presenti nella città, nelle forme associate e fra i cittadini, basate sui principi di solidarietà, sussidiarietà e responsabilità sociale e per costruire un nuovo municipio attraverso la piena attuazione degli istituti di partecipazione già codificati e per una nuova cultura di governo dei cittadini che rovesci il concetto di delega, una fase costituente per la rifondazione – rivitalizzazione dei partiti (art. 49 della costituzione)
quale migliore strumento democratico per l’ ampliamento del consenso e il rinnovamento della classe dirigente.
PORTO SAN GIORGIO
CITTÀ APERTA, LIBERA E DELLA PARTECIPA-ZIONE PLURALE
1.1- Questione morale e legalità
“La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico” (E. Berlinguer, 28.07.1981).
Ancora oggi la questione morale è il vero problema da risolve-re: essa è la base di questo programma politico,
con particolare riferimento all’onestà, alla trasparenza e alla giustizia (tratti distintivi della nostra azione politica e sociale).
L’obiettivo di lavorare nella legalità e per la legalità significa mettere mano alla vera emergenza strutturale che ci soffoca e rende inefficaci gli interventi sulle altre emergenze (il Capo dello Stato ammonisce che l’evasione fiscale e la corruzione sono pratiche intollerabili). Riteniamo necessaria l’istituzione di un osservatorio comunale sulla legalità.
1.2- Trasparenza (diritti di cittadinanza, istituti di partecipa-zione e consulte, informatizzazione ed aggiornamento sito internet, trasmissione sul web dei Consigli Comunali, anagrafe mail, ruolo URP)
1.2.1- Diritti di cittadinanza.
Ogni cittadino è titolare di diritti universali. Questa concezio-ne, definita modello societario, identifica la cittadinanza con la partecipazione dell’individuo al destino della comunità in cui vive. In questa prospettiva
gli stranieri possono vedere attenuate le differenze tra la loro condizione e quella dei cittadini formali, ottenendo pari opportunità e il riconoscimento di alcuni diritti fondamentali,oltre al rispetto delle regole esistenti nel nostro ordinamento e ai doveri verso la comunità che li accoglie.
1.2.2- Integrazione allo statuto comunale, il bilancio sociale. Il bilancio sociale è il documento con il quale l’ente pubblico, comunica periodicamente (annualmente) gli esiti della sua attività, non limitandosi ai soli aspetti finanziari e contabili. Esso nasce dalla consapevolezza che esistono diverse categorie di persone, che hanno un diritto / interesse riconosciuto a conoscere quali ricadute e/o effetti l’ente produce nei propri confronti. Attraverso il bilancio sociale l’ ente rende espliciti i risultati della sua attività, confrontandoli con gli obiettivi, dichiarati, in modo da permettere a tutti di verificare se tali obiettivi siano stati raggiunti, o si renda necessario piuttosto, introdurre ulteriori interventi. Una gestione corretta e sperimentata nel tempo del bilancio sociale fa dello stesso uno strumento di dialogo e un vero e proprio strumento di consapevolezza
/ gestione. Il valore sociale da rendicontare è il “cuore” del bilancio sociale (è rappresentato dal valore sociale da rendicontare: il Comune sintetizza i servizi offerti, i risultati raggiunti, gli effetti prodotti sulla collettività amministrata in un’ottica di impatto economico, sociale ed ambientale.
-Il bilancio della famiglia: risultati raggiunti e servizi offerti alla famiglia con particolare riferimento alla scuola di vario ordine e grado, alle politiche per la sicurezza, alle politiche per le pari opportunità, ed agli animali domestici
-Il bilancio della solidarietà sociale e della cittadinanza: politiche a sostegno delle categorie svantaggiate e maggiormente bisognose di sostegno da parte dell’ amministrazione comunale, particolarmente necessarie nell’attuale profonda crisi economica
-Il sistema impresa: analisi dell’andamento economico generale dell’economia suddivisa per principali settori di attività (tessile, commercio, logistica, turismo): interventi dell’ amministrazione comunale a sostegno delle
imprese e servizi offerti attraverso lo Sportello Unico per le Attività Produttive per la semplificazione burocratica delle procedure
-I beni pubblici della nostra città: opere pubbliche e progetti avviati e/o conclusi dal Comune (opere di urbanizzazione primaria, tutela dell’ambiente, investimenti in energie rinnovabili). Particolare attenzione volta a investimenti per impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici. Monitoraggio continuo delle aree verdi, con interventi mirati alla conservazione e migliorie, combinati alla prevenzione e repressione di atti dannosi alla frequentazione degli spazi di gioco e svago
-Cimitero: rilievo dello stato di fatto e delle criticità, per un intervento rapido a vantaggio della fruizione dei cittadini anziani e disabili
-Il bilancio della cultura e del sapere: attività realizzate a supporto di iniziative o istituzioni (Biblioteca Comunale, ecc.) operanti nel campo della cultura, dello spettacolo, del sapere, attraverso una apposita
consulta, che raccolga le associazioni
-Vivere la città e il tempo libero: azioni a sostegno dei giovani e dello sport (vivere gli spazi della città nel tempo libero). Monitoraggio continuo delle aree verdi, con interventi mirati alla conservazione e migliorie, combinati alla prevenzione e repressione di atti dannosi alla frequentazione degli spazi di gioco e svago
-L’amministrazione vicina: politiche finalizzate ad “avvicinare” il cittadino all’amministrazione comunale: informatizzazione della P. A. (= e – governement) e politiche mirate a sostegno dell’ integrazione / immigrazione
1.2.3- Integrazione allo Statuto Comunale. La Democrazia di-retta. Bilancio partecipativo, consulta per i lavori pubblici (elezione per sorteggio), referendum adozione strumenti urbanistici in Variante al PRG.
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CITTA’ SICURA
La sicurezza in tutte le sue declinazioni sarà punto centrale dell’azione amministrativa. Saranno ampliati i dispositivi di video-sorveglianza nel contesto di una prospettiva più ampia.
Garantire la sicurezza dei cittadini all’interno delle loro abita-zioni, nei loro spostamenti, nell’ambito delle funzioni ordinarie della quotidianità, attraverso una struttura comprensoriale di prevenzione e contrasto della micro e macro criminalità, che trova alimento principalmente nello spaccio di droghe. Questo è senza dubbio un dovere di ogni amministrazione.
Accanto a dispositivi elettronici di rilevazione, è utile ricorrere ad mix di strumenti quali il miglioramento dell’ illuminazione pubblica, la promozione della solidarietà di vicinato, l’animazione commerciale e culturale delle aree periferiche. Di più, una città sicura rispetto alla:
-capacità di scongiurare il rischio di un inquinamento malavitoso del tessuto economico – sociale attraverso una minuta vigilanza sulle procedure di autorizzazione e di appalto
-fruizione dello spazio urbano, che dovrà essere costantemente monitorato e fatto oggetto di interventi di manutenzione e messa in sicurezza. Il ruolo principale affidato alla POLIZIA MUNICIPALE
-esigenza di mobilità delle persone disabili necessità poste dalla gestione di rovesci esistenziali (perdita del lavoro, perdita dell’ abitazione)
-disponibilità di risorse / moduli di intervento in grado di agire efficacemente su condizioni che espongono al rischio della marginalità sociale
AMBIENTE
-Pulizia programmata di fossi, attraversamenti, rete fognaria, caditoie
-Monitoraggio delle aree in frana (es. Montecaccione)
-Chiusura automatica dei sottopassi ferroviari in caso di alla-gamento
-Rendere accessibile e sicura , in caso di allagamento, la parte est della città con un ponte Ciclabile – carrabile sulla foce del fiume Ete Vivo in prossimità del porto
-Tutela dall’ inquinamento atmosferico dovuto al traffico (A14, SS16, strade comunali) con sistemi di monitoraggio della qualità dell’ aria
-Eliminazione degli effetti nocivi per la salute dei campi elet-tromagnetici prodotti dalle linee elettriche ad alta tensione (Santa Vittoria, Pian della Noce) attraverso l’interramento
-Progetti di risparmio energetico con l’utilizzo di fonti rinnovabili e riduzione dei consumi attuali di energia
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CITTA’ DEL BENESSERE
Il sindaco è primo responsabile della salute pubblica e svolgerà una funzione centrale nella promozione, organizzazione e sollecitazione di tutti i servizi sanitari del territorio comunale.
Priorità:
-consolidare l’integrazione fra servizi sanitari, socio sanitari e sociali, in maniera tale da garantire l’unitarietà dei percorsi di presa in carico delle situazioni di debolezza e la continuità assistenziale
-rafforzare le strutture e gli interventi di contrasto rispetto ai rischi di compromissione della salute fisica e psichica e di marginalità sociale a cui sono esposti i giovani (spazi qualificati in grado di favorire la libera espressione artistica)
-sviluppare le politiche di sostegno ai singoli e alle famiglie badando ad innalzare l’offerta di strutture per
l’infanzia,per le persone non autosufficienti, e determinare le tariffe dei servizi sociali sulla base(reale) del rapporto “reddito / carico familiare”
-assumere e/o sostenere iniziative volte a garantire l’ invec-chiamento attivo della popolazione, così da scongiurare i rischi di emarginazione connessi alla condizione senile e, contemporanea-mente, creare nuove solidarietà culturali ed emotive tra le genera-zioni
-ampliare il patrimonio di strutture sportive come riscontro di una chiara consapevolezza delle funzioni di benessere individuale e di coesione sociale
-il mondo del volontariato e del Terzo Settore rappresentano strumenti necessari per estendere la protezione sociale onde innalzare i livelli di responsabilizzazione delle singole organizzazioni (ruolo di indirizzo e di verifica dei risultati per l’ AC.)
-forte investimento sulla formazione di reti di welfare comunitario per il consolidamento della coesione
sociale ed il riconoscimento delle “zone grigie” del disagio (nuove povertà, solitudine)
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CITTA’ SOSTENIBILE
LE VARIANTI AL VIGENTE PRG
SARANNO SOTTOPOSTE
IN PRE – ADOZIONE A
REFERENDUM CONSULTIVO
1.Esigenze abitative e consumo del suolo
La città deve dare risposta alle esigenze abitative che vengono dai cittadini ed, in particolare, dai giovani. Il trend demografico pressoché nullo, impone scelte chiare e coraggiose su questo ver-sante. La nostra proposta è quella di puntare su un programma di rigenerazione dell’ edificato e del completamento delle aree previste nel vigente PRG, senza altre volumetrie aggiuntive.
-determinare un’offerta abitativa adeguata sia dal punto di vista volumetrico che da quello economico
-tutelare l’identità storica dei luoghi
-innalzare la qualità della vita nelle aree esterne al centro
2.Interventi sul PRG Vigente
Il PRG del 1997 (approvato con DGP del 538/98) è stato modificato, pertanto è necessario:
-aggiornamento cartografico e normativo sopratutto per sem-plificare le NTA che in alcune parti si sono
rivelate di non facile interpretazione
-attuazione alla Deliberazione Legislativa Regionale n.59/2011 “Norme in materia di riqualificazione urbana sostenibile e assetto idrogeologico e modifiche alle L.R. n. 34/1992 e n 22/2009 con l’adozione del PORU”
Strumenti urbanistici da adottare:
-Piani di recupero del Centro Storico
-Piano del traffico
-Piano dell’arredo urbano
-Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche e sistemazione dei marciapiedi
-Piano integrato piste ciclabili
3.Aree urbane di pregio
La città può crescere solo a condizione che si tutelino le aree identificative del suo profilo storico e si
valorizzino le sue risorse territoriali:
-Zona Nord ad Est della ferrovia: zona interessata da una redistribuzione delle volumetrie (trasferite ad Ovest della ferrovia) e la sua utilizzazione non può pertanto prevedere ipotesi edificative se non per indici ridotti e per destinazioni prevalenti di tipo turistico – ricettivo e sportive (zona da pianificare e sistemare)
-Zona fornace Branella: sito produttivo ormai dismesso (il PRG prevede insediamenti residenziali e limitatamente commerciali): riutilizzazione dell’area senza prevedere significativi incrementi urbanistici ad eccezione di soluzioni pubbliche (interramento delle due linee di alta tensione che attraversano tutto i quartiere Nord, volumi con finalità pubblica)
-Zona Grand’Hotel: valenza pubblica
-Zona Porto (ZPU9): valenza comprensoriale (coinvolgimento del comune di Fermo). I volumi non tecnici e commerciali vanno realizzati nelle aree comunali ad Ovest del lungomare, previa classifica e alienazione al
pubblico incanto (o permuta); la soluzione è vantaggiosa dal punto di vista urbanistico – economico (evitando la concentrazione di volumi in ambito demaniale) e finanziario (consentendo all’ A.C. l’introito di somme utili alla riqualificazione dell’ ambito urbano per il finanziamento nuovo lungomare);
-Zona Arena Europa (valenza pubblica)
-Cinema Excelsior (valenza pubblica: sala polivalente)
Qualità della vita: l’obiettivo dell’innalzamento della qualità della vita nel contesto urbano (riduzione dei carichi di traffico motorizzato sulle vie cittadine e promozione del ruolo di polo turistico – commerciale) va perseguito con
-potenziamento degli assi viari di collegamento con l’esterno nord-sud e viceversa
-creazione di aree di parcheggio e di interscambio logistico ai margini del centro – città
-creazione di un percorso ciclabile intra – urbano, collegato alle piste extra – urbane, per l’incentivazione
della mobilità leggera
-studio particolareggiato degli attuali spazi del mercato ambulante; progetto di razionalizzazione delle criticità.
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CITTA’ VERDE E BELLA
Il piano del verde urbano è uno strumento che consente di determinare un programma organico di interventi per quanto concerne lo sviluppo quantitativo e qualitativo del Verde Urbano, oltre che la sua manutenzione e gestione, in relazione agli obiettivi e alle esigenze specifici dell’area urbana. Elaborati:
-censimento del verde: rilevazione ed un’analisi di dettaglio sulle caratteristiche del verde privato e pubblico
delle aree urbane e peri – urbane, con identificazione delle principali specie utilizzate, delle principali tipologie dispositive, corredato di carta di rilievo del verde urbano (principali rilevazioni tipologiche)
-regolamento del verde
-norme sulla progettazione, l’attuazione, la manutenzione del verde, descrivendo le modalità di realizzazione delle nuove realizzazioni pubbliche e private,
-elenco generale delle specie e delle tipologie dispositive suggerite per le diverse funzioni ornamentali (strade, parchi, giardini pubblici, ecc.) e per i diversi soggetti fruitori,
-indicazioni relative a situazioni particolari, come interventi di ingegneria naturalistica in aree degradate, difesa della vegetazione in aree di cantiere, difesa del suolo in aree urbane, ecc.
-piano degli interventi sul verde pubblico: modalità di attua-zione degli interventi di estensione del verde pubblico
-un piano generale delle manutenzioni del verde pubblico, che dettagli le modalità di esecuzione degli interventi manutentivi e ne programmi l’effettuazione
-un piano generale di programmazione del verde, che permetta la pianificazione della spesa e degli interventi di estensione e manutenzione nel breve, medio e lungo periodo
-un piano di promozione del verde, che programmi interventi di valorizzazione culturale, di promozione della cultura e del rispetto del verde presso i cittadini;
-arredo e decoro urbano, raccolta differenziata dei rifiuti, mercati (coperto, ambulante, fiera, tipicità, sistema mare).
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CITTA’ DELLA CULTURA, DELLE ASSOCIAZIONI E DELLO SPORT
“Lo sport è una attività umana che si fonda su valori sociali, educativi e culturali essenziali. E’ un fattore di inserimento e partecipazione alla vita sociale, tolleranza, accettazione delle differenze e rispetto delle regole. L’attività sportiva deve essere accessibile a tutti, nel rispetto delle aspirazioni e capacità di ciascuno e nella diversità delle pratiche agonistiche o amatoriali , organizzate o individuali. Consiglio Europeo di Nizza -Dicembre 2000).
Se fare sport per una persona adulta rappresenta una attività salutare, per i giovani risulta essenziale in quanto favorisce la cre-scita armonica del corpo e lo sviluppo della mente e della personalità. Dodici milioni di italiani (il 20% della popolazione) praticano uno sport in maniera continuativa tra cui tre milioni di giovani dai 6 ai 18 anni. Due terzi dei giovani tra gli 11 e i 14 anni praticano sport una o più volte alla settimana. Il 40% della popolazione italiana, invece non pratica alcuno sport. (ISTAT 2005)
Porto San Giorgio rappresenta una realtà assai evoluta, potendo contare su una cinquantina di Società /
Associazioni sportive e circa 2500 tra tesserati e praticanti; non altrettanto si può affermare per lo stato dell’ impiantistica sportiva, sulla quale, ormai da molti anni, non si è efficacemente intervenuti, spesso non effettuando nemmeno i necessari interventi manutentivi. Ne consegue che lo stato dei nostri impianti è ai limiti dell’ agibilità, con dotazioni di attrezzature vecchie e solo parzialmente utilizzabili.In realtà si affidano questi compiti e responsabilità ai concessionari degli impianti sportivi che, pur impegnandosi profondamente, viste le difficoltà economiche del momento, riescono a sopperire solo in maniera parziale.
-SPORT E TURISMO: è ormai consolidato ed indissolubile il legame tra sport e turismo. La tendenza ormai è quella di coniugare la propria vacanza con una sana attività sportiva . Le strutture sportive devono essere all’altezza di garantire un pieno utilizzo e la programmazione delle manifestazioni, soprattutto nel periodo estivo, non può prescindere da questa nuova esigenza.
-SCUOLA E SPORT: occorre programmare, in maniera conti-nuativa, la collaborazione con le istituzioni scolastiche alfine di concretizzare quella che è la vera attività sociale del Comune: la promozione sportiva.
Per questi motivi, pur tenendo ben presenti le difficoltà eco-nomiche del momento, riteniamo ineludibile procedere, con urgenza, ad effettuare tutti gli interventi manutentivi necessari e, di concerto con le Società / Associazioni sportive, alla completa riprogrammazione di tutte le attività sportive. Una corretta e compiuta amministrazione della città non può non tenere conto delle esigenze ripetutamente evidenziate di una parte così consistente dei suoi cittadini:
-identificazione e il lancio di una manifestazione culturale di livello nazionale che promuova Porto San Giorgio
-centralità della Biblioteca Civica e sostegno alla Società Operaia quali promoter culturali
-sostegno alla Banda Cittadina e alle Corali stabili
-sostegno e partecipazione alle iniziative degli Istituti scolastici esistenti sul territorio per ampliamento dell’ offerta formativa
-“campus” della scuola dell’obbligo: strutture scolastiche, spor tive e ricreative
-sostegno ai progetti delle Associazioni culturali secondo criteri che saranno definiti dall’Amministrazione comunale e dalla Consulta delle Associazioni
-sostegno e valorizzazione della funzione formativa e ricreativa del Ricreatorio San Giorgio, del Centro sportivo Don Bosco e delle altre realtà esistenti nel tessuto cittadino.
PORTO SAN GIORGIO
CITTA’ DEL COMMERCIO E DEL TURISMO
E’ oramai un appuntamento ricorrente il proposito di affrontare i problemi legati al turismo sangiorgese: il termine “rilancio turistico” ha valenza nostalgica e soprattutto sottolinea la crisi internazionale e del sistema locale.
S’ipotizzano ancora oggi iniziative originali che alla fine si traducono in scontate soluzioni d’imitazione di sistemi turistici che poco si addicono alla realtà sangiorgese.
Obiettivi:
-scelte di politica economica per un progetto di città che deve restituire “profitti”
-rimettere in discussione la struttura del sistema economico sangiorgese
-evitare condizionamenti
Partire dalle certezze oggettive:
-città di convergenza, che esprime un prodotto – servizio significativo, non più esclusivo, per il territorio
-il suo prodotto, prodotto – servizio viene interamente e sempre consumato sul territorio cittadino.
-il sistema economico non si regge sicuramente sulla portata delle poche strutture ricettive, che ne rappresentano un elemento di sola complementazione
-forte presenza di ricettività privata non riorganizzabile in un unico progetto ricettivo e promozionale
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CITTA’ DA RIPENSARE
Non volendo dar niente per definito è possibile rimettere in discussione le caratteristiche della struttura del sistema economico sangiorgese. Si può ritenere che Porto San Giorgio sia una città turistica? E’ onesto affermare di no:
-sostanzialmente vive quasi 10 mesi con un proprio sistema commerciale e si reinventa turistica per due mesi l’anno
-non possiede una diversificazione dell’offerta turistica; esercita un mono prodotto turistico, quello non esclusivo balneare
Il suo turismo ha una dimensione significativa solo se coordinato con l’offerta territoriale limitrofa: il moltiplicatore economico nell’ indotto cittadino non è avviato dal sistema ricettivo istituzionale costituito da pochi alberghi con un migliaio di posti letto.
Fondamentalmente PSG è una città non completa turistica-mente, ma è certamente un’ interessante area di convergenza, non più esclusiva, d’interessi commerciali con connotati turistici aggiuntivi. Non è certo una definizione coraggiosa, è solo lucida lettura di un ambiente economico per il quale occorrono scelte che devono restituire occupazione e profitti per l’intera popolazione.
Una città da ripensare non significa ridimensionare le sue a-spettative, piuttosto vuol dire non insistere su errori d’intervento passati. Diviene antieconomico in effetti:
-ostinarsi a ricercare strategie di promozione commerciale solo per un sistema istituzionale di ricettività di limitate dimensioni e in qualche modo anche per quello privato difficilmente individuabile e organizzabile
-ostinarsi a ritenere significativa l’entità delle proprie presenze che restano pur sempre limitate e viste come concorrenziali quelle del territorio limitrofo che vanno pur sempre a gravitare sulla città
-ritenere ruolo esclusivo degli albergatori quello di attivare forme di promozione
-illogico continuare a credere che ci sia una conseguenza diretta causa effetto tra una qualche iniziativa (che non sia un evento di forte spessore che si consolida nel tempo) con il movimento delle presenze
-ritenere importanti le presenza di fuori regione trascurando l’ escursionismo, delle tante presenze senza pernottamento che convergono in città dall’entroterra
Una città da ripensare, che non si caratterizza per una priorità turistica, ma per la sua vocazione fondamentalmente commerciale, che come in un grande centro commerciale si arricchisce d’eventi e servizi, soprattutto turistici.
PORTO SAN GIORGIO
CITTA’ PERMEABILE
Porto San Giorgio deve arrivare ad essere città commercio, centro commerciale; deve sapersi gestire come un grande luna-park; come luogo interessante dove converge l’attenzione dell’area gravitazionale; come città senza confini; il salotto buono del fermano dove succede sempre qualcosa in centro…. e dove è importante ritrovarsi. Città permeabile perché qualsiasi arrivo con potenzialità d’acquisto è un cliente importantissimo. La promozione della città deve così per forza puntare su diversi livelli di tipo di clientela:
-gli stessi sangiorgesi che propendono per i loro consumi verso altre aree di gravitazione
-i cittadini dell’entroterra, ma anche dei paesi della costa vicini
-gli escursionisti delle aree dell’Umbria, dell’ alta Marche e A-bruzzo (saranno presentati appositi progetti di avvicinamento)
-i turisti che hanno scelto di soggiornare nel circondario
-i propri turisti che soggiornano in città
A tal proposito fa riflettere gli importanti investimenti avviati a sud della città dalla Gabrielli e la McDonald’s. Sono certamente giustificati dalla possibilità di raggiungere facilmente, in quell’ area strategica, le tipologie della clientela sopra elencata. Non contano per loro le presenze interne quanto la redditività complessiva che le arriva dal territorio.
In futuro dovremmo contare i risultati turistico – commerciali per tonnellate d’immondizia o per ettolitri di liquami più che per camere occupate. Come rendere permeabile la città? Nel passato diversi progetti sono stati avviati:
-lo straordinario utilizzo di Estabus dei mini – bus per i mercati danno la conferma dell’attenzione verso la città
-grandi eventi ripetuti per attivare un’abituale convergenza degli interessi e dei consumi verso una città sempre brillante
Da avviare urgentemente i programmi del piano regolatore per alzare il livello di qualità dell’accoglienza: soprattutto per quel che rappresenta investimenti in interventi strutturali (porto, arredo urbano, parcheggi, percorsi pedonabili, ciclabili, beni culturali e storici); ottimizzare le 120.000 presenze neocatecumenali.
Puntare all’eccellenza:
-con piani di marketing per la realizzazione di un’ immagine coordinata del sistema commerciale e del sistema spiaggia
-nella cura dei negozi e dell’arredo d’area
-il sistema dell’ offerta dei servizi, delle tipologie merceologiche
-nell’ animazione commerciale
Progetti specifici saranno presentati ad integrazione, come Porto San Giorgio:
-Città vetrina
-Centri commerciali naturali
-Città del mare
-Città spettacolo e cultura
-Città dell’eleganza
-Città dello sport
-Centro religioso
-Città della Cucina
-Città della notte
-Città per tutte le età
-Città degli eventi
-Città della Fantasia
-Città dei luoghi da vivere
Accordi territoriali devono ormai superare il concetto di aver tutto di tutto in ogni singolo paese, per passare a progetti di specializzazione compensati che ci permettano di godere pienamente delle opportunità di una importante città diffusa.
La solidarietà secondo il candidato sindaco Strovegli
Continua la campagna elettorale per l’elezione del nuovo sindaco di Porto San Giorgio. L’Italia dei Valori, che si riconosce nel suo candidato Daniele Strovegli, intende discutere tutti i temi al centro dell’attenzione politica ed amministrativa non dimenticandone uno di particolare e scottante attualità: la solidarietà.
In un momento in cui la finanza internazionale ha in mano le redini dei popoli dimenticando anche i diritti elementari dei più poveri, l’attenzione ai bisogni quotidiani di tutti i cittadini diventa un imperativo etico indiscutibile.
In questo contesto lunedì prossimo 30 aprile 2012, alle ore 21,00, si terrà a Porto San Giorgio una tavola rotonda intitolata appunto Solidarietà, tra presente e futuro: idee e progetti a confronto.
Ad introdurre l’incontro sarà l’Assessore Provinciale Adolfo Marinangeli con delega, tra l’altro, alle Politiche per la Famiglia e le Pari Opportunità. Il candidato Sindaco Daniele Strovegli esporrà poi la sua visione della solidarietà, un sentimento a lui sicuramente caro avendo scelto per simbolo della propria campagna elettorale proprio la Città Solidale.
L’incontro, che si terrà presso la Sala meeting dell’Hotel Garden in via Cesare Battisti, 6 a Porto San Giorgio, rappresenta solo una delle tante iniziative programmate dall’Italia dei Valori.
Infatti sabato 28 aprile ci saranno prima alle ore 15,00 l’on. Antonio Borghesi, sempre presso l’Hotel garden e poi, alle ore 19,00, l’on. Franco Barbato salito spesso agli onori delle cronache per le sue vivaci esternazioni.
Il Coordinamento Provinciale del Fermano
dell’Italia dei Valori
L’impegno dell’Italia dei Valori e di Strovegli contro la Bolkestein
Mentre si avvicina l’entrata in vigore della Bolkenstein prevista per il 2015, l’Italia dei Valori intensifica la propria attività contro questa direttiva europea che produrrà effetti nefasti su tutta l’imprenditoria turistica balneare.
Se ne è parlato – o meglio sarebbe dire riparlato, visto l’impegno che l’IdV vi ripone da oltre un anno e mezzo – venerdì sera a Porto San Giorgio. Presenti personalità politiche, come gli onorevoli Favia e Borghesi, la vice Presidente del Consiglio Regionale Giorgi ed il candidato Sindaco Strovegli, ma anche rappresentanti del settore tra cui Enzo Monachesi, Presidente regionale del SIB e molti titolari degli chalet sangiorgesi.
Dopo il saluto dell’Assessore Provinciale, nonché Coordinatore del Fermano dell’IdV Adolfo Marinangeli che sedeva anche in veste di moderatore, è intervenuto l’on. David Favia sottolineando la specificità della situazione italiana. L’impegno profuso dall’IdV e concretizzatosi con una mozione firmata da lui stesso e da Di Pietro, ha già portato ad una proroga annuale accordata alle concessioni portuali. Manca però da parte degli altri partiti una volontà ben precisa per raggiungere traguardi significativi anche nel settore degli stabilimenti balneari. Una deroga è stata chiesta pure dall’Upi e dalla Conferenza Stato Regioni.
Tema ripreso dall’on. Antonio Borghesi, vice Presidente del Gruppo Parlamentare IdV, che ha ricordato le nuove iniziative in Commissione Bilancio destinate però a scarso successo senza una presa di posizione decisa da parte del Governo finora latitante, anche perché debolmente sollecitato in tal senso dai partiti che lo sostengono. Borghesi ha riconfermato l’impegno dell’Idv nazionale, regionale e locale sul tema, lanciando però il monito che non basta la delega al Governo, ma occorre invece modificare la direttiva al Parlamento europeo anche con il contributo della mozione presentata dagli onorevoli Uggias e Rinaldi e già approvata. Si deve fare in fretta, entro il dicembre 2015 quando andrà a regime la Bolkenstein.
Paola Giorgi ha ricordato l’interesse posto da tempo dall’IdV e concretizzatosi con incontri e convegni. Sollecitato dal gruppo IdV, il Consiglio Regionale ha approvato ed inviato al Governo una mozione per ottenere una deroga a favore del settore. Il Presidente Spacca è forse l’unico governatore che stia seguendo con attenzione la vicenda.
Il candidato Sindaco Daniele Strovegli, nel ringraziare l’Italia dei Valori per l’attività svolta anche in tempi sicuramente non sospetti, ha rinnovato il suo impegno programmatico per liberare risorse nel bilancio comunale di Porto San Giorgio dalle spese di gestione per investirle nel turismo con particolare riguardo a quello balneare. Si deve fare di più, stando più vicini agli imprenditori turistici ed ai loro problemi. Questa situazione sta mettendo in difficoltà imprenditori e famiglie attivi nella maggiore impresa turistica di Porto San Giorgio. Si tratta di un preoccupante problema generazionale che richiede grande impegno e massima solidarietà da parte degli amministratori e di tutte le forze politiche.
Il Presidente SIB Enzo Monachesi ha ricordato che sono oltre 60 gli imprenditori balneari con oltre 300 unità lavorative attive, senza trascurare il relativo e considerevole indotto: si tratta quindi di una delle aziende più importanti della città.
La serata si è chiusa con l’impegno di convocare a breve, anche in settimana, un ulteriore incontro con gli imprenditori balneari per redigere insieme una proposta di intervento da proporre alle istituzioni competenti. Scontata la disponibilità in tal senso dell’on. Favia e del Candidato Sindaco Daniele Strovegli, nonché di tutta l’Italia dei Valori.
Il Coordinamento Provinciale del Fermano
dell’Italia dei Valori
Strovegli ringrazia Porto San Giorgio
Siamo al termine della campagna elettorale per l’elezione del nuovo Sindaco di Porto San Giorgio. Le urne sono ancora chiuse, ma è già doveroso redigere un primo provvisorio bilancio.
In queste settimane ho condotto una campagna elettorale molto impegnativa, ma che si è svolta tranquillamente a contatto con tanti Cittadini. Ho avuto la soddisfazione di parlare di legalità, di risparmio, di lavoro, trovando ascoltatori attenti e sensibili. Ho stretto tante mani di Concittadini ansiosi di ritrovare presto la loro Porto San Giorgio più vivibile, più attenta ai loro bisogni, non più prona agli interessi di pochi.
Questa campagna, improntata alla sobrietà nei modi e nella spesa, ha riempito i giorni miei e di che mi è stato vicino. Anche a loro va la mia gratitudine, ma il ringraziamento più sentito e doveroso lo dedico ai Cittadini che mi hanno dato l’entusiasmo e la forza di credere in una Città migliore.
A tutti gli elettori rivolgo l’invito di andare a votare per non perdere questa grande occasione di cambiamento.
Grazie di cuore a Porto San Giorgio, la mia Città!
Daniele Strovegli











