Category Archive: Italia

feb
22

Anche a Pedaso la ‘piazza’ dell’Italia dei Valori

Si è riunito di recente il Coordinamento della Valdaso dell’Italia dei Valori con la presenza del responsabile provinciale Adolfo Marinangeli e del Capogruppo consiliare Gaetano Agostini. Al centro dell’incontro non potevano non esserci le prossime elezioni amministrative di Pedaso. Anche la cittadina rivierasca alla foce dell’Aso sarà infatti interessata dalla prossima tornata elettorale assieme a Sant’Elpidio a Mare ed a Porto San Giorgio.
L’intervento dei molti amici che vivono nell’area ha chiesto fermamente ai vertici provinciali dell’IdV di seguire con attenzione le vicende preelettorali di Pedaso, aprendo anche qui il partito alle liste civiche, ai movimenti di opinione, ai comitati cittadini. Al termine del dibattito è scaturito il comune impegno di verificare sul territorio la presenza di questi fermenti e tutti i possibili punti di dialogo costruttivo. Sicuramente ci sarà spazio per tutte quelle forze civiche, sociali ed imprenditoriali che vorranno impegnarsi per il futuro di Pedaso.
Ancora una volta l’Italia dei Valori si presenta come un contenitore aperto a tutte le energie positive e propositive in cerca di un confronto e di un proprio spazio politico ed amministrativo. Anche a Pedaso, quindi, come a Sant’Elpidio a Mare ed a Porto San Giorgio, l’IdV spalanca la sua ‘piazza’ a quei cittadini convinti che una politica diversa, lontana dai giochi di potere e dalle collusioni perverse, è ancora possibile.

Il Coordinamento Provinciale del Fermano
dell’Italia dei Valori

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feb
20

Trasparenza a Porto San Giorgio

Condividiamo pienamente le legittime richieste di trasparenza fatte dal Movimento 5 Stelle di Porto San Giorgio a partire dalla diretta streaming dei consigli comunali.
L’Italia dei Valori, infatti, è da sempre impegnata sotto questo profilo, sia a livello nazionale che locale. La maggioranza consiliare della Provincia di Fermo, grazie anche alla componente dell’Italia dei Valori, già dai primi consigli del 2009, si fece promotrice della delibera consiliare che autorizzò la trasmissione in diretta streaming su internet delle riunioni consiliari provinciali.
Una battaglia ed una esigenza di trasparenza e partecipazione che fa parte delle basi essenziali del nostro Partito e del nostro modo di vivere ed interpretare la politica come servizio verso i cittadini.
Oggi, più che mai, c’è bisogno di comunicazione e soprattutto di coinvolgere i cittadini nella vita istituzionale. In realtà far funzionare una web-cam nelle sale consiliari è un’operazione semplicissima, forse banale, ma di indubbia importanza e costituirebbe l’inizio del cambiamento in termini di partecipazione: mutamento che noi dell’IdV del Fermano da sempre auspichiamo, soprattutto a Porto San Giorgio.
La politica deve dimostrare di sapersi rinnovare, di essere mezzo imprescindibile per raggiungere il ‘bene comune’, deve dare un segnale chiaro di rottura e di discontinuità col passato affinché torni ad essere amata e partecipata – anche e soprattutto con il coinvolgimento dei movimenti – e che spenga il qualunquismo e la demagogia dell’antipolitica.

Michele Amurri – Segretario Cittadino dell’Italia dei Valori di Porto San Giorgio

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feb
20

FOCUS IDV MARCHE (24 gennaio 2012 – 17 febbraio 2012)

REGIONI: PDL PDCI-PRC E IDV PER INCENTIVARE CASTAGNETI
ANCONA, 24 GEN – I consiglieri regionali della Federazione della Sinistra Raffaele Bucciarelli e dell’Idv Paola Giorgi hanno depositato una proposta di legge che integra la legge regionale forestale n. 6 del 2005 con disposizioni sulla riconversione di cedui castanili in castagneti da frutto e viceversa ‘al fine – si legge nella relazione – di potenziare un settore agricolo tradizionale nelle Marche con vantaggiose conseguenze di carattere economico, paesaggistico e ambientale’.
Nella proposta di legge vengono citate le migliori varieta’ autoctone di castagne e marroni e quelle di recente introduzione. L’articolato definisce il concetto di castagneto da frutto in attualita’ di coltura e prevede che la conversione di cedui castanili in castagneti da frutto e viceversa venga realizzata sulla base di un progetto di miglioramento del Servizio Agricoltura, Forestazione e Pesca della Regione Marche.
Previsto anche un censimento degli alberi.

COMUNI: ANCONA; IDV, PD DICA SE E’ D’ACCORDO SU PARTECIPATE
ANCONA, 25 GEN – ‘Il Pd deve dirci se e’ d’accordo con l’Idv sul fatto che la ‘governance’ delle partecipate debba tornare ad ANCONA. Se questo avvenisse, il tavolo del 30 gennaio sarebbe molto piu’ vicino’. Lo ribadisce il segretario comunale Idv di ANCONA Paolo Eusebi, illustrando il primo di tre punti giudicati dai dipietristi essenziali per potersi sedere al tavolo con gli altri partiti oggi al governo di ANCONA e provare cosi’ a chiudere la crisi che grava da molti mesi sul capoluogo.
‘L’Idv – continua Eusebi – ritiene fondamentale che la ‘governance’ delle partecipate torni ad ANCONA. In particolare, bisogna ribadire che ANCONA detiene il 41% di Multiservizi e che, quindi, il futuro delle partecipate non puo’ che essere guidato da ANCONA. Purtroppo, dal Pd non arriva quella chiarezza necessaria se non un rimando a tavoli provinciali e regionali’.
‘Analogamente – prosegue – il tavolo si avvicinerebbe qualora si facesse altrettanta chiarezza sul destino delle due Fondazioni, Muse e Stabile’. Il primo passo ‘e’ la nomina di un direttore unico generale e artistico delle due fondazioni.
Subito dopo le due fondazioni vanno fuse, ovviamente salvaguardando il riconoscimento ministeriale, cioe’ la stabilita’ pubblica. Il Pd dovrebbe dirci se e’ d’accordo nel voler risparmiare davvero senza pensare a tenere in vita cda inutili, senza garantire compensi faraonici a chicchessia’.
‘Un ulteriore, importante, punto da chiarire – continua Eusebi – e’ quello relativo alla chiusura definitiva e immediata delle incompiute private, come l’ex Metropolitan e l’albergo all’ex Onmi, che darebbe immediato avvio all’ite r destinato a realizzare quel ‘da mare a mare’ che, partendo dalla Mole potrebbe portare fino al Passetto, passando per l’indispensabile sistemazione di piazza Cavour. Ecco – conclude -, l’Idv aspetta queste risposte per capire se l’esperienza Gramillano possa continuare, con l’indicazione di tempi certi per la realizzazione di quanto concordato e con una giunta forte, e non fatta col bilancino delle correnti’.
INDUSTRIA: GIORGI SU RITARDI RICONVERSIONE EX SADAM FERMO
ANCONA, 25 GEN – La vice presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Paola Giorgi (Idv) presentera’ un’interrogazione consiliare sulla mancata riconversione industriale dell’ex zuccherificio Sadam Eridania di Campiglione di Fermo, che ha cessato l’attivita’ nel 2005. L’accordo di riconversione firmato nel 2007 prevedeva la realizzazione di una centrale ad olio vegetale e un impianto biogas, con la riassunzione di 25 lavoratori.
‘A quattro anni e mezzo di distanza – afferma la Giorgi – siamo pero’ ancora al punto di partenza’. I lavoratori sono in cassa integrazione (per un altro anno), mentre i comitati dei residenti della zona si oppongono all’impianto biogas, per l’impatto ambientale che avrebbe sul territorio. Fra l’altro, nelle vicinanze del sito e’ prevista anche la costruzione del nuovo ospedale di Zona di Fermo.
La Giorgi chiedera’ di fare chiarezza sul piano di riconversione e sul reintegro degli operai, ‘rimasti abbandonati in questa strana e molto discutibile vicenda politica’.

CGIL: GIORGI, SERVONO PIU’ ASILI DOMICILIARI E AZIENDALI
ANCONA, 27 GEN – Essere al contempo madre e lavoratrice ‘e’ un diritto civile: e’ necessario incrementare l’offerta di assistenza per l’infanzia, ricorrendo, senza paura e pregiudizio, anche a forme piu’ dinamiche, alle quali la maggior parte dei Paesi europei fa riferimento da decenni’. Lo afferma la vice presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Paola Giorgi, commentando i dati sull’abbandono del lavoro femminile diffusi dalla Cgil.
La Giorgi fa riferimento agli asili domiciliari e aziendali, ‘una risposta concreta alle esigenze delle madri lavoratrici’, oggetto di una proposta di legge da lei presentata nel giugno scorso. Il nuovo Piano socio-sanitario approvato un mese fa, ricorda, prevede finalmente ‘l’attivazione degli asili domiciliari’, ma la Giorgi vede ancora ‘resistenze’ in questo campo, e sollecita una rapida approvazione della sua pdl.

SANITA’:MOZIONE IDV SU STUDIO RANDOMIZZATO SCLEROSI MULTIPLA
ANCONA, 1 FEB – La consigliera regionale dell’Idv Paola Giorgi ha presentato una mozione in cui chiede che venga al piu’ presto avviato nelle Marche lo studio randomizzato per valutare l’efficacia degli studi condotti dal prof. Paolo Zamboni sulla sclerosi multipla.
Zamboni, direttore del Centro malattie vascolari dell’Universita’ di Ferrara ‘sta conducendo da anni – spiega la Giorgi – uno studio clinico in base al quale sta dimostrando che la patologia della sclerosi multipla e’ collegata alla cosiddetta sindrome da insufficienza venosa cronica celebro spinale che provoca una malformazione o un’occlusione delle vene in cui scorre il sangue che defluisce dal sistema nervoso centrale. Secondo gli studi del prof. Zamboni, tramite angioplastica si puo’ eliminare il restringimento, con una tecnica mininvasiva a bassissimo rischio praticata da oltre 20 anni per disostruire le arterie, e si potrebbero migliorare i sintomi della sclerosi multipla fino ad arrestare la malattia.
Il costo dell’ intervento, per il servizio sanitario, e’ bassissimo (circa 1.500-2.000)’.
Nel 20101, ricorda la Giorgi, ‘la Regione Marche ha autorizzato l’avvio di uno studio randomizzato per valutare l’efficacia del metodo e l’equipe del prof. Galassi, operante presso l’ospedale di Civitanova Marche, ha ottenuto la certificazione dal prof. Zamboni per la diagnostica. E’ fondamentale – conclude – che la nostra Regione avvii al piu’ presto lo studio previsto’.

REGIONI:INIZIATIVA PARCO SAN BARTOLO-ABKHAZIA,INTERROGAZIONE
ANCONA, 2 FEB – I consiglieri regionali Paolo Eusebi (Idv) e Maura Malaspina (Udc) contestano in un’interrogazione un’iniziativa per attivita’ di carattere scientifico-culturale tra l’Ente Parco San Bartolo e il Parco nazionale dell’Abkhazia, il piccolo Paese del mar Nero (240 mila abitanti, 8.500 mq di territorio) che nel 1998 ha proclamato la propria indipendenza dalla Georgia.
‘Sgomenta pensare quale valenza scientifica possa offrire la minuscola e neonata Repubblica secessionista dell’Abkhazia rispetto ai prestigiosi istituti e le prestigiose universita’ italiane’, argomentano tra l’altro i due consiglieri, che interrogano il presidente della giunta ‘per sapere quali provvedimenti intende adottare la Regione Marche a tutela della propria immagine rispetto a un’iniziativa risibile dal punto di vista scientifico e insostenibile dal punto di vista politico e diplomatico’.
Non e’ la prima volta che l’Abkhazia accende la miccia delle polemiche nelle Marche. Gia’ c’era stata una piccola ‘crisi’ diplomatica fra la Georgia e l’Italia per una serie di iniziative con la piccola repubblica favorite da un’associazione di Pesaro, che aveva fatto da tramite per incontri istituzionali e scambi con studenti abkhazi iscritti all’Universita’ di Urbino e all’Accademia di canto a Pesaro.

COMUNI: ANCONA; OGGI INCONTRO CLOU FRA I PARTITI
ANCONA, 3 FEB – Sembra proprio arrivato, con oggi, il momento del ‘redde rationem’ per il Comune di ANCONA e la crisi strisciante che si protrae da mesi. Alle 14 e’ in programma un incontro cruciale fra i cinque partiti (Pd, Psi, Api, che formano la maggioranza, e Udc e IDV interpellati per entrarvi e renderla effettivamente tale) da tempo alla ricerca di un accordo che fin qui riusciti a trovare.
‘Abbiamo gia’ fatto troppe riunioni – commenta il segretario regionale del Pd Palmiro Ucchielli – e oggi si firma, e chi non vuol firmare, beh allora si andra’ in consiglio, che e’ sovrano, e li’ si vedra”. Quanto alla refrettarieta’ sul programma partorito fin qui mostrata dal coordinatore regionale e deputato dell’IDV David Favia, Ucchielli nota: ‘il programma da firmare lo abbiamo fatto tutti insieme. Oggi lo debbono firmare i segretari comunali e i capigruppo, e poi – rimarca – bisognera’ andare in aula e fare i conti anche con cio’ che l’aula decidera’. Se a Favia il programma cosi’ com’e’ non va e non e’ d’accordo, beh, vorra’ dire che non firmera”.
‘Sono comunque ottimista – aggiunge – e spero che oggi si chiuda, anche perche’, anche a causa della neve, non si puo’ piu’ tergiversare. Noi lavoriamo per dare stabilita’ politica ad ANCONA, con un accordo a cinque che, conformemente a cio’ che gia’ c’e in Regione e alla Provincia di Macerata, arrivi fino al 2014, e poi, finita l’attuale legislatura, si presenti agli elettori; insomma, un lavoro che guarda a una prospettiva futura’.
Piu’ stringato, ma altrettanto netto Favia: ‘noi – spiega – siamo al lavoro per riscrivere di fatto il programma sin qui elaborato, che cosi’ com’e’ non va assolutamente. E anche le cose che vanno bene sono molto fumose, senza tempi, con troppi ‘vedremo, ‘valuteremo’, ‘prenderemo in considerazione …’. Per noi invece l’avverbio e’ ‘immediatamente’, con scadenze precise e sanzioni se le cose non vanno: chi e’ incaricato e manca gli obiettivi se ne va. Quanto alla nuova giunta – conclude – sappiamo che oggi il sindaco Gramillano dovrebbe comunicarci i nomi, almeno del Pd’.
Il segretario comunale dell’Udc Stefano Dellabella ribadisce che il suo partito e’ ‘animato da buona volonta’, fatte salve le richieste di azzeramento della giunta e di riproposizione del ‘modello Marche’, in un contesto di condivisione collegiale delle proposte programmatiche’. ‘Non so che cosa Favia abbia elucubrato durante la notte che ha chiesto per riflettere, ma certo se si profilasse una prospettiva a quattro soltanto sarebbe difficile andare avanti. Come pure nel caso in cui Gramillano riproponesse piu’ di tre o quattro degli attuali asses sori. Se ne ripresentasse di piu’ sarebbe un rimpasto di un esecutivo che ha gia’ fallito, e non sarebbe un buon punto di partenza’.

COMUNI: ANCONA;FAVIA (IDV), RESPONSABILITA’ SOLO DEL SINDACO
ANCONA, 4 FEB – ‘Sono sbalordito dal fatto che Gramillano ascriva tutte le responsabilita’ all’Idv e all’Udc.
La trattativa si e’ impantanata per la sua resistenza su alcuni punti programmatici, rispetto ai quali il suo stesso segretario (Ucchielli, segretario regionale del Pd; ndr) lo aveva invitato ad accedere alle nostre richieste’. Cosi’ il coordinatore dell’Idv delle Marche on. David Favia commenta le dichiarazioni del sindaco di ANCONA e le motivazioni da lui date rispetto alle dimissioni.
‘Si prenda le sue responsabilita’ – seguita Favia – e non tenti di gettarla addosso a noi: se non si fa l’accordo, la responsabilita’ e’ esclusivamente sua. Motivare le dimissioni, che peraltro apprezzo, come ha fatt o, e’ inesatto. Gramillano accetti le nostre due-tre proposte programmatiche e faccia una giunta come Dio comanda. L’Idv e l’Udc hanno avuto fin troppa pazienza’.

COMUNI: FAVIA, MAI FATTO NOMI DI ASSESSORI A GRAMILLANO
ANCONA, 5 FEB – ‘Smentisco categoricamente che l’Italia dei valori abbia fatto al sindaco Fiorello Gramillano nomi di assessori. E’ troppo distante e forse impossibile la sintesi programmatica per responsabilita’ del sindaco che non vuole eliminare gli sprechi per sorreggere le poverta’ e le piccole imprese e cercare fondi in Europa’. Cosi’ il coordinatore regionale dell’Idv delle Marche David Favia, dopo le dimissioni del sindaco di ANCONA.
‘Gramillano – prosegue – non ha intenzione di affidare a una giunta esperta, capace e forte un significativo cronoprogramma da attuare in fretta. Successivamente all’incontro col sindaco il segretario comunale Paolo Eusebi ed io abbiamo riunito il gruppo consiliare e si e’ formulata una rosa molto significativa da eventualmente proporre alla direz ione comunale dell’Idv e poi al sindaco nell’improbabile caso in cui si trovi la quadra programmatica e il sindaco si convinca a fare una giunta rinnovata esperta e forte’.
‘L’Idv – insiste – non ha posto veti su ipotetici nomi fatti dal Pd o dal sindaco, perche’ non li hanno fatti. Non e’ emersa nemmeno la volonta’ di fare una giunta nuova e forte’. Dunque, conclude Favia, ‘attendiamo la riunione dei segretari regionali di venerdi’, confidando che Palmiro Ucchielli convinca il sindaco ad accettare le nostre richieste programmatiche, basate su taglio agli sprechi e nuove risorse nell’interesse dei piu’ deboli, delle piccole imprese e della citta’ e a fare una giunta nuova, forte ed esperta.
Favia infine stigmatizza ‘il tentativo di addossare a Udc e Idv responsabilita’ che sono esclusivamente del sindaco’.

COMUNI: EUSEBI, GRAMILLANO INNALZI QUALITA’ ESECUTIVO
ANCONA, 5 FEB – ‘Gramillano dovrebbe capire che soltanto alzando la qualita’ del suo esecutivo (quello attuale va azzerato per segnare la necessaria discontinuità in un momento complesso e difficile come l’attuale) si può lavorare al meglio’. Lo ha detto il segretario comunale dell’Idv di ANCONA Paolo Eusebi.
‘Tutti i partiti della possibile coalizione devono spendere i loro elementi migliori per recuperare il tempo perduto e per dire agli anconetani: questi sono i nostri impegni che vogliamo onorare entro questi tempi. Altrimenti è giusto e sacrosanto quel rompete le righe che la città doverosamente si attende’.

MALTEMPO: IDV, ANCONA PARALIZZATA, COMUNE INEFFICIENTE
ANCONA, 6 FEB – ‘Piazza Roma, i Corsi e Piazza Cavour sono una enorme pista di pattinaggio’ con gli anconetani ‘costretti a cadute su cadute’. Lo rileva in una nota il segretario dell’Idv Paolo Eusebi, che e’ stato fra quelli che ‘stamattina dopo un capitombolo ha ‘benedetto’ l’efficienza dell’amministrazione. Nonostante l’eccezionalita’ delle precipitazioni nevose – osserva -, la citta’ paga un pesante tributo alla completa evanescenza dell’amministrazione comunale.
‘ANCONA e’ paralizzata – aggiunge -, il porto e’ praticamente bloccato e le frazioni sono di fatto isolate’. Il capoluogo ‘paradossalmente dovrebbe prendere esempio dai piccoli Comuni dell’hinterland, come Polverigi, che hanno fatto girare ininterrottamente tanti trattori e mezzi con pale meccaniche che hanno pulito e hanno sparso quintali e quintali di sale’. Invece ‘nella giornata di ieri da corso Garibaldi fino al Pass etto di spalatori e picconatori di ghiaccio neppure l’ombra, semafori in tilt e desolatamente chiusi i cancelli di Palazzo del Popolo. Tutte le uscite dall’area portuale, inclusa quella importantissima su via Mattei, erano chiuse dalla neve fino a tarda sera: in porto c’era una interminabile teoria di tir che ha poi bloccato via Marconi’.

COMUNI: ANCONA; IDV, MODELLO MARCHE E GIUNTA ‘FORTE
ANCONA, 7 FEB – ‘Condividiamo le valutazioni di Dante Merlonghi: la crisi al Comune di ANCONA potrebbe essere vicina alla conclusione se le indicazioni di Palmiro Ucchielli fossero ascoltate dal sindaco, e se le richieste programmatiche dell’Idv fossero accolte unitamente all’indicazione, condivisa con l’Udc, di varare una giunta forte, dopo l’azzeramento di quella vecchia conseguente alle dimissioni del sindaco’. Cosi’ il coordinatore provinciale dell’Idv Ennio Coltrinari, e il segretario comunale Paolo Eusebi.
‘Purtroppo, il percorso appare ancora difficoltoso proprio per l’ostinazione e i personalismi del sindaco di cui parla il responsabile regionale Idv degli enti locali’.
Il segretario regionale dell’Idv David Favia si presentera’ all’incontro di venerdi’ prossimo con il mandato di ‘non retrocedere di un millimetro dalle conclusioni emerse dalle piu’ recenti riunioni del gruppo consiliare comunale e del direttivo: il sindaco si convinca ad accettare le istanze programmatiche di Idv e presenti una giunta forte ‘modello Marche’, che Udc e Idv possano accettare’.

MALTEMPO: IDV, CHE INTENDE FARE GOVERNO PER DANNI MARCHE?
ANCONA, 8 FEB – L’Idv depositera’ un’interrogazione alla Camera per chiedere al Governo cosa intende fare per risarcire i danni causati dal maltempo nelle Marche. ‘A nostro avviso – dice l’on. David Favia, coordinatore regionale del partito – occorrono misure immediate per porre rimedio, oltre al danno, anche alla beffa di cui sono vittime i nostri concittadini’.
‘Le Regioni infatti – seguita Favia – hanno paura di chiedere lo stato di emergenza. Il rischio? La tassa sulle disgrazie che incombe ancora come una spada di Damocle sulle nostre teste. La conseguenza sarebbe un ulteriore aumento della gia’ altissima accisa su benzina e gasolio: un modo insopportabile di mettere le mani nelle tasche dei cittadini gia’ colpiti dai danni del maltempo’.
L’Idv e’ d’accordo con le Regioni per chiedere una deroga al patto di stabilita’ interno per le spese sostenute in questa circostanza. Oltre a questo, secondo Favia, ‘e’ fondamentale che lo Stato intervenga con un un contributo straordinario (al di fuori della procedura nota come tassa sulle disgrazie) per gli interventi, di stretta pertinenza statale, compiuti dalla protezione civile e per risarcire i danni. Non e’ possibile, infatti, pensare di lasciare il soccorso allo sbaraglio senza fondi e mezzi e senza copertura economica i cittadini e le istituzioni danneggiati’.

COMUNI: ANCONA; FAVIA, DIMISSIONI GRAMILLANO NON SONO BLUFF
ANCONA, 9 FEB – Le dimissioni presentate dal sindaco di ANCONA Fiorello Gramillano ‘non sono un bluff e non c’e’ alcun impedimento per votare a maggio 2012′. Lo afferma il coordinatore regionale dell’Idv on. David Favia, che dice: ‘Ho parlato con l’Ufficio elettorale del Viminale e non c’e’ alcun dubbio: Gramillano non ha ‘barato’, poiche’ bisogna considerare che i 20 giorni di tempo scadono all’ora di chiusura del protocollo del 24 febbraio (cioe’ alle ore 14: nelle residue 10 ore c’e’ tutto il tempo per lo scioglimento del consiglio comunale)’.
‘Siamo di fronte quindi – aggiunge – ad un inutile polverone politico sollevato dalle false informazioni diffuse da Eugenio Duca (il consigliere di Sinistra per ANCONA; ndr), poi seguito dalla presidente del consiglio comunale Letizia Perticaroli: tanta confusione per niente! La stessa situazione che ci si pr esenta, infatti, era capitata per il caso Sturani in cui era valsa la medesima procedura con un’identica tempistica (dimissioni il 4 e risoluzione nelle ore notturne del 24). Ho parlato con il sindaco e le stesse rassicurazioni egli ha ricevuto dal prefetto’.
‘Voglio quindi difendere Gramillano – conclude Favia – dalle ingiuste accuse che gli sono state rivolte. Ora mi auguro solo che, superato e risolto questo ennesimo ostacolo, ci sia la volonta’ da parte sua di raggiungere un accordo serio, quale l’Italia dei Valori chiede da tempo, sulle basi ormai note’.

MALTEMPO: IDV CHIEDE RICONOSCIMENTO PER E’TV MARCHE
ANCONA, 10 FEB – L’Idv ha presentato una mozione in consiglio regionale per un riconoscimento alla trasmissione televisiva ‘Buongiorno Marche’, in onda su E’Tv Marche, da parte del presidente e della giunta regionale, cosi’ come la candidatura al ‘Picchio d’Oro’ per meriti civili, per il ruolo svolto nell’informazione ai cittadini durante l’emergenza maltempo.
‘Gia’ in precedenti eventi calamitosi – si legge in una nota dell’Idv – la trasmissione di E’Tv e’ stata presa dai cittadini come punto di riferimento per ricercare informazioni. Cosa che si e’ ripetuta anche adesso, viste le eccezionali nevicate che bloccano la region e dal 3 febbraio, facendo emergere nei cittadini una spasmodica ricerca di notizie in tempo reale e la necessita’ di sapere direttamente dai sindaci, dirigenti della Protezione civile e addetti ai lavori l’evolversi della situazione’.

ENERGIA: MOZIONE GIORGI (IDV) PER ADESIONE A M’ILLUMINO MENO
ANCONA, 13 FEB – La vicepresidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Paola Giorgi ha depositato una mozione per l’adesione della Regione alla Giornata del risparmio energetico ‘M’illumino di meno’, che si terra’ il 17 febbraio.
‘La Regione Marche – afferma la Giorgi – e’ da sempre in prima fila su questa tematica, in maniera particolare per cio’ che concerne l’investimento sulle fonti energetiche alternative.
Per l’occasione, la mozione da me presentata, oltre a prevedere lo spegnimento per un’ora, dalle 18 alle ore 19, del 17 febbraio, dei palazzi della giunta regionale e dell’Assemblea legislativa delle Marche, impegna la giunta regionale e l’Assemblea legislativa a produrre tutte le azioni possibili volte alla razionalizzazione del consumo energetico, in maniera particolare in tutti i palazzi sede di uffici pubblici regionali’.
‘Inoltre, e que sto credo potra’ risultare un elemento distintivo rispetto alle molteplici iniziative istituzionali promosse, la mozione contempla la pubblicazione nella collana editoriale de ‘I quaderni del Consiglio regionale delle Marche’ di una fiaba per bambini sul tema del risparmio energetico e la successiva diffusione del volume nella scuole primarie marchigiane. Sul tema del risparmio energetico – conclude la Giorgi – va operata una presa d’atto culturale presso le giovani generazioni’.

COMUNALI: JESI; IDV NON SOSTERRA’ NESSUN CANDIDATO PRIMARIE
ANCONA, 14 FEB – L’Idv non sosterra’ alcun candidato alle primarie del centro sinistra per le elezioni comunali di Jesi. Lo afferma in una nota il coordinatore provinciale Ennio Coltrinari. ‘Questa posizione – spiega – e’ stata assunta in pieno accordo con gli organi comunali del partito jesino.
Qualsiasi altra posizione � da intendersi a titolo puramente personale’.

SANITA’: FAVIA, GALASSI CONTINUITA’ E FUTURO PER AO ANCONAMALTEMPO: IDV, CREDITO AGEVOLATO E CAMBIARE MILLEPROROGHE
ANCONA, 15 FEB – ‘Attivare immediatamente forme di credito agevolato per evitare che le imprese marchigiane danneggiate dal maltempo chiudano i battenti e modificare subito il Milleproroghe perche’ i finanziamenti siano stanziati senza la cosiddetta tassa sulla disgrazia’.
Lo chiede il coordinatore regionale di Idv on. David Favia per le aziende della regione ‘messe in ginocchio dalle terribili nevicate degli ultimi giorni. In questo momento di forte crisi economica, il maltempo ha danneggiato enormemente le nostre imprese. La Regione Marche ha dato prova finora di forte assistenza alle imprese, come nel caso del sostegno agli imprenditori che intendono internazionalizzare. Ma – sottolinea Favia – ora servono finanziamenti agevolati e bisogna intervenire il prima possibile per dare anche una risposta alla richiesta da parte delle associazioni di categoria di dilazionare il versamento degli obblighi fiscali e previdenziali, la cui scadenza e’ fissata per domani. Questi sono i veri problemi, come le difficolta’ reali delle aziende: altro che polemica intorno all’articolo 18, che e’ solo un falso problema, in quanto e’ stato applicato in pochissimi casi negli ultimi anni. Bisognerebbe invece uscire dalle diatribe per aiutare effettivamente i lavoratori in difficolta”.

ANCONA, 15 FEB - ‘Ha ragione la Cgil: per gli Ospedali Riuniti serve un progetto regionale chiaro, che disegni in modo concreto l’organizzazione del polo sanitario, che rappresenta il pilastro centrale della sanita’ marchigiana grazie alla convivenza delle due eccellenze, quella ospedaliera e quella universitaria’. Cosi’ in una nota il coordinatore regionale di Idv on. David Favia. I dipietristi vedono in Paolo Galassi, il nuovo direttore generale dell’Azienda Ospedali Riuniti di ANCONA, ‘la rappresentazione della continuita’ e del futuro. Galassi e’ gia’ stato direttore amministrativo del polo di Torrette e la sua e’ una figura che ha saputo garantire proprio la continuita’ con il suo predecessore Gino Tosolini. E sara’ in grado di realizzare il piano tanto atteso e divenuto ormai imprescindibile. Anzi – sottolinea l’esponente di Idv – , non vedr emmo male neanche una sua riconferma a maggio 2013, al termine del suo mandato come direttore generale pro tempore’.
‘Come Italia dei Valori – conclude -, infine, consideriamo fondamentale la necessita’ di un aumento delle remunerazioni ai medici di Torrette, la cui professionalita’ e’ ampiamente riconosciuta ovunque e che invece sono costretti ad operare in condizioni precarie e di remunerazioni sottostimate’.

MALTEMPO: IDV, CREDITO AGEVOLATO E CAMBIARE MILLEPROROGHE
ANCONA, 15 FEB – ‘Attivare immediatamente forme di credito agevolato per evitare che le imprese marchigiane danneggiate dal maltempo chiudano i battenti e modificare subito il Milleproroghe perche’ i finanziamenti siano stanziati senza la cosiddetta tassa sulla disgrazia’.
Lo chiede il coordinatore regionale di Idv on. David Favia per le aziende della regione ‘messe in ginocchio dalle terribili nevicate degli ultimi giorni. In questo momento di forte crisi economica, il maltempo ha danneggiato enormemente le nostre imprese. La Regione Marche ha dato prova finora di forte assistenza alle imprese, come nel caso del sostegno agli imprenditori che intendono internazionalizzare. Ma – sottolinea Favia – ora servono finanziamenti agevolati e bisogna intervenire il prima possibile per dare anche una risposta alla richiesta da parte delle associazioni di categoria di dilazionare il versamento degli obblighi fiscali e previdenziali, la cui scadenza e’ fissata per domani. Questi sono i veri problemi, come le difficolta’ reali delle aziende: altro che polemica intorno all’articolo 18, che e’ solo un falso problema, in quanto e’ stato applicato in pochissimi casi negli ultimi anni. Bisognerebbe invece uscire dalle diatribe per aiutare effettivamente i lavoratori in difficolta”.

MALTEMPO: CONSULTA; FAVIA, VINTA BATTAGLIA IDV
ANCONA, 16 FEB – ‘Finalmente la battaglia dell’Italia dei Valori trova soddisfazione: la Consulta ha dichiarato incostituzionale la tassa sulla disgrazia. Come Idv da tempo ribadiamo a gran voce e in tutte le sedi la necessita’ di eliminare la norma introdotta l’anno scorso nel Milleproproghe che stabiliva che in caso di calamita’ naturali le Regioni prima di poter accedere a eventuali aiuti da parte dello Stato, dovessero elevare al massimo le proprie addizionali fiscali per recuperare fondi per l’emergenza’. Cosi’ in una nota il coordinatore regionale dipietrista on. David Favia.
‘Finalmente la Consulta ha stabilito l’illegittimita’ di questa norma, dopo l’impugnazione da parte delle Regioni, tra le quali le Marche. Come Italia dei Valori – ricorda Favia – avevamo anche depositato recentemente un’interrogazione alla Camera per chiedere al Governo proprio cosa intendesse fare per risarcire i danni causati dal maltempo nelle Marche. La tassa sulla disgrazia infatti incombeva come una spada di Damocle sulle nostre teste. Finalmente possiamo dire che e’ stata fatta giustizia per tutti i cittadini che soffrono sotto l’emergenza neve’.

ENERGIA: FAVIA (IDV), NO IMPIANTO GAS SAN BENEDETTO TRONTO
ANCONA, 16 FEB – ‘No all’impianto di stoccaggio di gas a San Benedetto del Tronto. Siamo fortemente contrari alla costruzione del nuovo impianto decisa dalla societa’ Gas Plus Storage Srl proprio in pieno centro abitato, a pochi chilometri di distanza da una Riserva Naturale e da un Parco Marino’. Per questo l’on. David Favia, coordinatore regionale dell’Idv, ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente, del Turismo, della Sanita’, dello Sviluppo economico e delle Attivita’ produttive.
Nell’atto si chiede di ripensare la collocazione del sito, escludendo il Comune di San Benedetto del Tronto, ma anche di conoscere quali verifiche e studi sono stati fatti per tutelare la salute dei cittadini interessati e quali i criteri che hanno portato a scegliere proprio questa citta’, ‘visto che solitamente tali impianti vengono costruiti in aree scarsamente popolate e non di certo a vocazione turistica’.
‘La citta dinanza e gli oltre diecimila abitanti del quartiere – ricorda Favia – sono fortemente preoccupati per la propria salute e incolumita’, sia per l’attivita’ di costruzione e di funzionamento dell’impianto, sia per il costante superamento nell’area dei livelli normativi relativi alle Pm10.
Senza considerare che l’area e’ posizionata all’interno del centro abitato, in una zona a rischio medio di esondazione e continuamente interessata da fenomeni di allagamento. L’Idv e’ pronta a scendere di nuovo in piazza a fianco dei sanbenedettesi con un’altra fiaccolata come quella del mese scorso che ha visto sfilare centinaia e centinaia di cittadini per dire no a questo impianto’.

COMUNI:GRAMILLANO’AVANTI’,FAVIA’TANTI ERIMI TANTI FUSSIMI’
ANCONA, 17 FEB – ‘Tanti erimi, tanti fussimi’. Con un detto tipico vernacolare anconetano (le cose, senza nuovi elementi, restano cosi’ com’ erano, ossia stagnanti), David Favia, coordinatore regionale dell’IDV, ha fotografato con l’ANSA lo stato delle trattative fra Pd, Psi, Api, Udc e dipietristi per risolvere la crisi in atto al Comune di ANCONA.
E cioe’, se non interverranno sostanziali modifiche al testo, l’IDV non firmera’ il programma sin qui condiviso da Pd, Psi, Api e Udc, al quale sono appese le sorti della legislatura e del sindaco pd Fiorello Gramillano.
Una ‘foto’ molto diversa da quella che Gramillano vede invece inquadrata nel suo obiettivo: lo scopo – dice – ‘e’ andare avanti, anche senza l’IDV; l’Udc sembra essere d’accordo sul programma, e credo che da qui a qualche giorno ci rivedremo per capire il da farsi per la costruzione della giunta. Una giunta coesa e tale che si possa lavorare in maniera serena, con una maggioranza che non dico sara’ molto numerosa, ma che comunque ci permetta di proseguire’.
Favia, pero’, ricorda che ‘quando ci siamo seduti attorno a un tavolo la prima volta, avevamo concordato quattro cose: attuare ad ANCONA il ‘modello MARCHE’, che non si attua perche’ noi non firmiamo; un programma condiviso, che non c’e', poiche’ nessuna delle nostre istanze e’ stata accolta: restano sprechi a bizzeffe e non ci sono risorse per rilanciare l’economia, nulla sul Prg, ne’ sulla viabilita. E ancora, il cronoprogramma, con tempi di realizzazione e sanzioni, che pero’ non esiste, perche’ per alcuni e’ qualc osa d’inconcepibile’. Infine, continua Favia, ‘giunta azzerata e rinnovata, con in calce la sua composizione, punto che pure e’ assente. Nessuno dei patti iniziali trova compimento nel programma che ci si chiede di firmare; non siamo noi che ci siamo chiamati fuori, ma abbiamo preso atto che nulla, eccetto l’arrivo dell’Udc, e’ cambiato rispetto a quando siamo usciti; cosi’, ‘tanti erimi e tanti fussimi!’.
‘Se quattro forze politiche su cinque sono d’accordo su un programma, spero che presto arrivi anche l’adesione della quinta’. Cosi’ il segretario regionale del Pd Palmiro Ucchielli sullo stato delle trattative. ‘Spero – rimarca Ucchielli – che l’IDV ci ripensi. Per ora ha detto di no, che non intende sottoscrivere il programma, ma spero che ci ripensi, che la notte porti consiglio, buonsenso, saggezza, e che i dipietristi riconsiderino la cosa e decidano di firmare’. ‘Altrimenti – conclude – vedremo a ltre soluzioni. Certo e’ che chi non sta con noi adesso, in un progetto politico che non vuol essere solo per ANCONA, ma avere un respiro piu’ ampio…’.
Sulla stessa posizione si attesta anche il segretario regionale dell’Udc Tonino Pettinari, presidente della Provincia di Macerata: ‘dopo il lavoro fatto nelle ultime settimane dai livelli provinciale e comunale dell’Udc anconetana, c’e’ convergenza sul programma, in cui sono contenuti essenzialmente due obiettivi: salvare questo scorcio finale di legislatura ad ANCONA, e, soprattutto, gettare le basi di un progetto politico a cinque, che, replicando le soluzioni gia’ attuate in Regione e alla Provincia di Macerata, sia di piu’ ampio respiro, che costituisca la prospettiva anche della prossima legislatura e delle prossime scadenze elettorali’. E se ad ANCONA il progetto politico a cinque non si realizzasse? Sgombrando il campo da ogni ipotesi ‘ad excludendum’ nei confronti dell’IDV, il segretario dell’Udc e’ a suo modo chiaro: ‘l’Udc ha dato il suo assenso al progetto di coalizione a cinque e al suo valore di prospettiva; pertanto, ora non e’ all’esame alcuna ipotesi subordinata, che, semmai, sara’ il partito a valutare’.

MALTEMPO:CONSULTA; CENTRO SINISTRA, OK ABROGAZIONE,VIA TASSE
ANCONA, 17 FEB – ‘Soddisfazione’ viene espressa in una nota dai segretari regionali di Pd, Udc, Idv, Psi, Api e Verdi per la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la cosiddetta ‘tassa sulla disgrazia’, la norma introdotta lo scorso anno nel Milleproproghe che obbligava le Regioni a elevare le proprie addizionali fiscali per recuperare fondi per le emergenze, prima di poter accedere a eventuali aiuti da parte dello Stato.
Nella nota gli stessi partiti chiedono anche alla Regione Marche di ‘revocare, non appena il Governo avra’ assicurato la sua volonta’ di adempiere alle decisioni della Consulta, gli atti che hanno portato nei mesi scorsi all’aumento delle accise sui carburanti’ .
‘Era una legge ingiusta – commentano i segretari – che penalizzava le Regioni sul piano economico anzich e’ sostenerle in un momento di difficolta’. La Corte Costituzionale ha dato ragione a chi aveva ritenuto inevitabile il ricorso (la Regione Marche e’ stata la prima a presentarne uno alla Consulta, ndr).
Cio’ consentira’ anche di riaffrontare il problema dei danni provocati dall’alluvione del marzo 2011, ristorandoli con fondi nazionali’.
‘Il Governo – concludono – attivi in tempi rapidi tutti gli strumenti necessari per garantire finanziariamente la copertura dei danni subiti da cittadini, imprese e territorio e accolga la richiesta dello stato di emergenza formulata dal presidente della regione Gian Mario Spacca’.

COMUNI: ANCONA; IDV, COSTRETTI A CHIAMARCI FUORI
NON C’E’ STATA REALE VOLONTA’ DI CHIUDERE POSITIVAMENTE PARTITA
ANCONA, 17 FEB – ‘Con grande senso di responsabilita’ l’Idv ha partecipato al tavolo di approfondimento fra i partiti del ‘modello Marche’ per cercare di superare il peso inaccettabile di una crisi che la citta’ non riesce piu’ a sostenere’. Ma ‘non si e’ manifestata la reale volonta’ di concludere positivamente la partita’, rispetto ai punti ‘irrinunciabili’ posti dal partito. E’ quanto spiega in una nota il segretario comunale dell’Idv di ANCONA Paolo Eusebi all’indomani dell’incontro.
‘Eppure – aggiunge – questo sarebbe possibile qualora cadesse quel muro che in particolare il sindaco ha eretto contro ogni nostra proposta, anche verso quelle piu’ di buon senso.
Ecco perche’ l’Idv e’ stata costretta a chiamarsi fuori, unicamente per il bene della citta’ che non merita di essere presa in giro’.
Eusebi ha poi inviato una lettera al suo ‘omologo’ del Pd Stefano Perilli, in cui lo ringrazia ‘per la cortesia, l’impegno e la capacita’ che, come al solito, contraddistinguono le cose che fai’, ma, in merito al programma inviato all’Idv, precisa che esso ‘non contiene alcune cose essenziali per il rilancio della nostra ANCONA ne’ una tempistica attuativa chiara’.

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feb
17

IDV di MONTEGIORGIO denuncia l’inefficienza dell’attuale amministrazione comunale

L’avevamo già detto nel 2011 che questa amministrazione stava portando Montegiorgio allo sfascio ed eccoci qui, a distanza di pochi mesi ripetersi l’inefficienza che è sotto gli occhi di tutti. Un’ amministrazione comunale incapace di affrontare l’emergenza neve. La situazione è indecente, si sapeva da oltre dieci giorni che a Montegiorgio sarebbe caduta neve copiosa, ne hanno parlato tv, giornali ed era sulla bocca di tutti. Non è concepibile che nel 2012, nonostante le chiare previsioni, una città come Montegiorgio si faccia trovare impreparata. La cittadina è completamente paralizzata , i cittadini fanno difficoltà a muoversi sia a piedi che in macchina anche nei casi di emergenza, anche i mezzi pubblici fanno fatica. In una normale cittadina sarebbero dovuti passare gli spazzaneve e spargisale sin dalle prime ore del mattino, il sale andava cosparso anche sui marciapiedi. Ora incombe un altro pericolo, che la neve non rimossa o rimossa in ritardo si trasformi in ghiaccio. L’amministrazione deve chiedere scusa alla cittadinanza e spiegare i motivi di questa irragionevole ed inaccettabile inefficienza. Per non parlare del centro storico abbandonato a se stesso dove i mezzi spazzaneve sono passati una sola volta e in enorme ritardo rispetto a quei cittadini che dovevano andare al lavoro necessariamente con il mezzo privato e nelle prime ore del mattino. La nevicata di questa notte era già prevista e la protezione civile regionale e provinciale avevano difatto diramato dei comunicati di allerta in tal senso cercando di coinvolgere tutti gli enti di competenza compresi i Comuni. L’Italia dei Valori di Montegiorgio si chiede cosa sarebbe accaduto se l’evento nevoso fosse stato di maggior entità o cosa accadrà nei prossimi giorni viste le previsioni non certo favorevoli. Il Comune ha un piano neve? C’è da augurarsi a questo punto che il tempo non peggiori e che l’assessore di competenza, il Sindaco Benedetti e il Vice-Sindaco guardino le previsioni meteorologiche ora e in futuro. Siamo alle solite, quest’
amministrazione c’è ma non si vede!!!
Il segretario dell’Idv di Montegiorgio.
Lello Saggese

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feb
17

LA TARSU E’ ILLEGITTIMA!!!!!!!!!!!!!!!!!

Tarsu è illegittima per i locali accessori alle abitazioni come i “garage”, “cantine” e “solai”. I cittadini che volessero opporsi ai versamenti, possono chiedere al Comune di appartenenza la sospensione in autotutela dei pagamenti, richiamandosi alla sentenza. La norma infatti non si applica automaticamente, ma ha valore per ogni singolo ricorso presentato!
La Commissione tributaria regionale della Sicilia, con alcune sentenze ha stabilito che la tassa sui rifiuti non è dovuta locali accessori alle abitazioni. I giudici tributari si sono riportati al contenuto di una circolare ministeriale secondo la quale “devono considerarsi esclusi dal calcolo della superficie rilevante per l’applicazione della tassa sui rifiuti urbani quei locali il cui uso è del tutto saltuario ed occasionale e nei quali comunque la presenza dell’uomo è limitata temporalmente a sporadiche occasioni ed a utilizzi marginali “il garage di uso privato è luogo adibito al ricovero di uno o più veicoli e quand’anche la persona vi si trattenga per tempi non brevi, non è plausibile ipotizzare che ne derivino rifiuti”. Inoltre il contribuente stesso non ha l’onere della prova di dimostrare che il garage non produce rifiuti, ma il fatto stesso che il Comune classifichi quel determinato immobile come garage, lo esonera da qualsiasi richiesta di fornire la dimostrazione che non si tratta di un locale idoneo a produrre rifiuti”. I giudici tributari di appello con le sentenze, hanno chiarito che i locali adibiti a garage non sono assoggettabili alla tassa sui rifiuti solidi urbani, restando in questi locali del tutto sporadica e di mero passaggio la presenza dell’uomo quale fattore di produzione di rifiuti urbani. In particolare, è stato affermato che “essendo ipotizzabile una presenza umana sporadica durante la giornata e che si protrae per pochissimo tempo (quello materiale di scendere dall’automezzo ricoverato, di chiudere la portiera e di serrare la porta di accesso, operazione quest’ultima che si effettua da fuori il locale), anche a volerlo, l’uomo non avrebbe neppure il tempo o l’opportunità di produrre rifiuti”. Viene confermato quindi dalla Commissione tributaria regionale che i locali accessori alle abitazioni come i “garage”, cantine e solai, utilizzati solo saltuariamente, non sono ricompresi tra le superfici assoggettate alla tassa sui rifiuti solidi urbani. Si ritiene che i cittadini che volessero opporsi ai versamenti, possono chiedere al Comune di appartenenza la sospensione in autotutela dei pagamenti, richiamandosi alla sentenza. La norma infatti non si applica automaticamente, ma ha valore per ogni singolo ricorso presentato.

Prezzi: guidare è diventato ancora più costoso negli ultimi anni. L’aumento dei costi per il carburante la principale causa dell’ ”inflazione” dell’auto
Guidare e possedere un’auto è sempre più costoso. Lo sappiamo e lo percepiamo tutti, ma lo confermano oggettivamente i dati diffusi dal Automobile Club d’Europa (ACE), secondo cui non solo continua ad aumentare il costo del carburante ma anche quello della manutenzione delle autovetture dal 2005 al 2010 che segna uno sconfortante + 41 % in più rispetto al costo generale dello standard di vita, come. Lo studio fa riferimento all’analisi della media delle autovetture a benzina con cilindrate comprese fra 1001 cc e 1500 cc, considerando una percorrenza annua di 15.000 chilometri, che è assai vicina al valore medio degli italiani. Già prendendo in analisi i prezzi di listino delle autovetture, questi hanno fatto quindi registrare un incremento di 6 punti percentuali rispetto all’andamento generale dei prezzi; dato che scaturisce da una dinamica più accentuata dell’inflazione all’inizio del decennio considerato, mentre negli ultimi anni la crescita dei prezzi delle auto è stata più contenuta. La crescita più elevata dei prezzi è verificabile però per i costi di esercizio con ben il 10 % in più rispetto all’inflazione. Come è noto, e come continuiamo a denunciare da anni a causa di scelte assolutamente inadeguate da parte del legislatore e dei precedenti governi, i maggiori aumenti riguardano i premi per l’assicurazione R.C.Auto, che nel 2001 erano la quarta voce di spesa, dopo ammortamento, carburante e manutenzione e che, con una crescita di ben il 210 %, balzano al secondo posto nel 2011. Da capogiro anche gli aumenti per il bollo (+84%) e per i pneumatici (+82%), anche se vi è da dire che queste voci di spesa hanno un’incidenza inferiore rispetto al complesso dei costi di esercizio e va precisato che crescono meno rispetto all’inflazione quelle relative all’ammortamento, agli acquisti di carburante e alle manutenzioni e riparazioni. L’ammortamento del prezzo dell’autoveicolo, che ovviamente costituisce il costo maggiore, cresce tra il 2001 e il 2011 del 23%, sempre meno dell’inflazione perché in questa voce vengono considerati anche gli interessi sulla cifra investita nell’auto. Poiché il costo del denaro si è considerevolmente ridotto negli ultimi anni, anche l’onere per l’ammortamento ne è stato positivamente influenzato. In tal senso, risulta particolarmente ridotta la crescita dei costi di manutenzione e le riparazioni. Il costo medio passa da 1.010 euro del 2001 a 1.040 euro del 2011. L’aumento registra solo un + 3%, ma ciò è determinato dal notevole miglioramento qualitativo delle automobili verificatosi nel corso dell’ultimo decennio su scala globale che ovviamente ha fatto calare la necessità di interventi di manutenzione in misura così importante da compensare quasi completamente gli aumenti dei prezzi dei ricambi e della manodopera. Cresce meno dell’inflazione con un aumento del 23% a fronte del 30% di quest’ultima, anche la spesa per il carburante. Ma il dato non deve ingannare perché sempre di aumenti si tratta che vanno ad incidere nelle tasche dei consumatori ed è quasi esclusivamente attribuibile alle nuove tecnologie utilizzate per costruire i nuovi motori che hanno ridotto i consumi medi del 9%, ma come è noto il prezzo della benzina è aumentato del 70%, passando da 1.036 a 1.710 euro nel solo decennio 2001 – 2011.

Allarme randagismo: centri urbani invasi da cani aggressivi mentre aumentano i casi di abbandono. La colpa? È anche della crisi e di politiche inadeguate
Sin dall’avvento della crisi economica ci si sta occupando degli effetti della stessa nel Belpaese. Effetti che non si fanno sentire solo sull’economia e finanzia ma che vanno a ricadere in ogni angolo del sociale, inteso anche latu sensu. E se pensiamo alle, purtroppo, ovvie sofferenze di milioni di italiani che sono al di sotto della soglia della povertà o comunque a rischio, stiamo dimenticando che anche gli animali subiscono direttamente le conseguenze del peggioramento generalizzato delle condizioni economiche: aumentano gli abbandoni di quelli domestici, le associazioni che si occupano della tutela e dei diritti degli animali patiscono i tagli alle donazioni e dei finanziamenti pubblici alle loro attività. Alla luce di questi danni visibili, sono i migliori amici dell’uomo, senz’altro i più diffusi tra gli animali domestici, i cani, a subire gli effetti più evidenti, con migliaia di nuovi e vecchi randagi che, abbandonati da famiglie che non riescono più a far fronte quasi alle proprie esigenze alimentari, percorrono le strade delle periferie e dei centri urbani, ritornando all’originaria forma di gruppo, il branco. Alcune stime parlano che a causa dell’aumento di Iva e dei prezzi su prodotti alimentari per animali e delle spese veterinarie, già da quest’anno la soglia dei cani a rischio abbandono potrebbe arrivare sino a 250.000 rispetto al numero di abbandoni attuali che si attestano già su cifre altissime (all’incirca 100.000 cani all’anno) con il conseguente pericolo di far collassare il sistema dei canili italiani già perennemente in crisi, soprattutto nelle aree meno “emancipate” del Paese. Solo per segnalare un recente fatto di cronaca sulle decine che ci vengono segnalate, proprio qualche giorno fa, un noto elettrauto di Lecce è rimasto vittima di una vero e proprio attacco tesogli da un gruppo di cani randagi di grossa taglia. L’uomo si trovava a passeggiare tranquillamente in una zona periferica a due passi della propria residenza estiva in località San Ligorio, con al guinzaglio il proprio cane. Proprio l’amico a quattro zampe pare abbia attirato l’attenzione del branco di randagi, che ad un certo punto sono spuntati da dietro ad un muretto a secco e si sono avventati contro il cane, letteralmente sbranandolo. Non contenti di aver azzannato il povero animale, la muta arrabbiata si è rivolta contro il malcapitato padrone che solo per un caso riusciva a mettersi in salvo barricandosi nella sua autovettura che comunque veniva presa a morsi dai vagabondi che ne hanno danneggiato la carrozzeria rompendo il finestrino della porta del lato guida. Che dire! Non è più solo un caso isolato quello denunciato che ricorda come l’abbandono di animali domestici sia purtroppo ancora un reato sanzionato dal codice penale italiano con pene troppo miti (l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro) insieme al maltrattamento di animali e che per tali ragioni merita una revisione nel senso dell’inasprimento delle sanzioni previste. Al di là di queste ragioni di natura pubblicistica, risulta evidente come in alcuni comuni la riduzione delle entrate abbia costretto le amministrazioni locali a diminuire gli sforzi per la prevenzione del “randagismo” che come è noto comporta ogni anno costi sociali crescenti ed elevatissimi per la collettività intera.

Un delfino spiaggiato tra San Foca e Torre Specchia (Marine di Melendugno a Lecce) proprio nei pressi della piattaforma per i sondaggi della “TAP”
C’è stata una segnalazione circa lo spiaggiamento di un delfino di un paio di metri di lunghezza con tre profondi squarci presumibilmente da elica, proprio sulla battigia tra San Foca e Torre Specchia (Marine di Melendugno a Lecce) nei pressi della piattaforma utilizzata per i sondaggi della TAP, il megagasdotto che in questi giorni ha fatto sollevare una serie di giustificate e legittime polemiche che hanno portato alla costituzione di un comitato spontaneo composto da semplici cittadini, associazioni, movimenti e partiti politici, denominato “NO TAP”, perché andrebbe ad insistere su una zona d’inestimabile valore paesaggistico. L’apparente “freschezza” della carcassa lascia intendere che la morte risalga solo a poche ore prima e ci induce ad essere ancor più stupefatti se si pensa che proprio per consentire i sondaggi è stato indetto dalla capitaneria di porto di Otranto un divieto generale di balneazione, pesca e navigazione nella zona interessata dalle analisi e dai sondaggi della TAP.

Sicurezza dei cittadini e dell’ambiente. Esplode un gasdotto in Lunigiana, mentre il 16 febbraio la TAP (la società che sta costruendo il megagasdotto sotto l’Adriatico) incontra i cittadini di Melendugno (LE) per rassicurarli sulla sicurezza del progetto
Se ne è parlato pochissimo, ma quella che è stata una vera e propria tragedia sfiorata è accaduta solo alcuni giorni fa, per la precisione il 19 gennaio scorso quando una condotta di metano saldata male, il gas che fuoriesce ed una scintilla sino ad uno scoppio che si è udito per chilometri. È successo, così che nel borgo di Barbaresco, nel comune di Tresana in provincia di Massa Carrara, si sono potute registrare immagini infernali tra un cratere largo 25 metri e profondo 10, fiamme alte decine e decine di metri, cui seguiva una colonna di fumo visibile su tutta la Lunigiana e poi i drammi umani delle abitazioni e dei fienili sventrati, auto in fiamme, ma soprattutto i quattro feriti con ustioni gravissime in tutto il corpo ed altri sei ricoverati in ospedale e poi dimessi in serata, mucche stecchite dentro le stalle saltate in aria. Ma nella sfortuna per un Paese che subiva un dramma di tale entità, anche la fortuna che al momento dell’esplosione gran parte delle abitazioni del piccolo borgo fossero vuote. Una notizia recentissima, dicevamo, che avrebbe meritato maggiore attenzione da parte delle cronache nazionali, ma che può ritornarci utile se si pensa che proprio in questi giorni ed in particolare il 16 febbraio p.v. la TAP, la società che si sta occupando della realizzazione dell’omonimo megagasdotto che passerà sotto l’Adriatico ha indetto un assemblea pubblica in Melendugno (LE) per incontrare la cittadinanza del territorio su cui dovrà passare la condotta per spiegare i benefici che lo stesso potrebbe portare alle comunità interessate. Come è noto, l’idea stessa che un’opera di tale portata possa insistere su una zona d’inestimabile valore paesaggistico quale quella individuata ha fatto sollevare una serie di giustificate e legittime polemiche che hanno portato alla costituzione di un comitato spontaneo composto da semplici cittadini, associazioni, movimenti e partiti politici, denominato “NO TAP”. La notizia dell’esplosione del gasdotto in Toscana segna un punto a sfavore sulle rassicurazioni che potranno essere portate dagli addetti ai lavori, anche perché la scelta dell’approdo in un’area di così alta rilevanza turistica e ambientale rappresenta un pugno al cuore di un’economia quale quella salentina che fonda la sua ragion d’essere nello sviluppo ecosostenibile, ritenendo che vi siano aree ad alta industrializzazione a nord della zona interessata ben più adatte ad accogliere la condotta trans adriatica.

Cosmetici: occhio alla qualità, minime tracce di piombo sarebbero state trovate in centinaia tra i rossetti più popolari  
Nasce tutta da un controversia fra la FDA (Food and Drug Administration), ovvero l’agenzia statunitense che vigila sulla sicurezza dei farmaci ed alimentare e la “Campaign for Safe Cosmetics”, un’associazione di consumatori statunitense, la preoccupazione circa il contenuto di piombo di molti, forse troppi cosmetici in circolazione. Secondo l’associazione americana sarebbero ben quattrocento i tipi di rossetti tra quelli più popolari sul mercato statunitense che conterrebbero tracce di piombo a seguito di recenti test effettuati dal governo federale, con ciò confermando i risultati di simili analisi precedenti, ma su scala molto più ampia e a livelli superiori di quanto precedentemente rilevato. Sono anni che la “Campaign for Safe Cosmetics”, si batte per l’approvazione da parte del governo di limiti circa i livelli di piombo nei rossetti.  L’FDA ha sempre controbattuto a tali richieste insistendo sul fatto che i livelli di piombo rilevati in due turni di prova, compresi quelli più recenti, non comportano rischi per la sicurezza. A sua volta l’associazione dei consumatori ha sostenuto che le conclusioni della FDA non si basano su alcun assunto scientifico. I primi studi circa il contenuto di piombo nei rossetti risalgono al 1990, quando i risultati dei test da parte di un laboratorio commerciale avevano suscitato le prime preoccupazioni.  Il Campaign for Safe Cosmetics ha così continuato ad effettuare test e nel  2007 su 33 tipi di rossetti “rossi” ha rilevato che due terzi di essi contenevano piombo – e che un terzo di quelli aveva addirittura superato il limite che la FDA aveva fissato per il piombo nelle caramelle.  La FDA ha quindi eseguito propri test su 20 tipi di rossetti nel 2008 e poi su  ben 400 in analisi più recenti, ed ha verificato livelli rilevabili in tutti i prodotti testati. Ma la stessa FDA, che ha reso note on-line i suoi ultimi test nel mese di dicembre, ha sottolineato sempre sul proprio sito che il confronto circa i livelli di piombo fra “rossetti” e caramelle non è corretto né sostenibile, perché non sarebbe scientificamente valida l’equiparazione tra il rischio per un prodotto destinato ad essere ingerito ed un prodotto destinato ad uso topico e ingerito in quantità molto più piccole rispetto alle caramelle. Chiaramente  l’associazione degli industriali della cosmetica, si è dichiarata totalmente d’accordo con la valutazione della FDA, ma la stessa organizzazione ha chiesto di fissare un limite alla quantità di piombo consentita nei prodotti cosmetici.  Tale limite che dovrebbe essere individuato nella proporzione di 10 parti per milione sarebbe superiore ai livelli rilevati dai due cicli di test della FDA ed in linea con le regolamentazioni di Canada e Germania. Il portavoce medico dell’associazione degli industriali ha specificato che il piombo non è aggiunto intenzionalmente al rossetto o a qualsiasi altro tipo di cosmetico, ma che molti additivi coloranti approvati dalla FDA sono a base minerale, e quindi possono contenere tracce di piombo che si trova naturalmente nel suolo, nell’acqua e nell’aria. È però sulla determinazione del livello di vera sicurezza per il piombo nei cosmetici che resta lo scoglio più duro per un’effettiva esigenza di tutela della salute dei cittadini. Nelle analisi più recenti, la FDA ha rintracciato il più alto livello di piombo, ossia 7,19 parti per milione, in un determinato tipo di rossetto.  Ma la media di concentrazione di piombo nei 400 testati  era di 1,11 parti per milione, molto vicino alla media dalla sua indagine iniziale del 2008 su circa venti rossetti.  L’FDA ha ingaggiato un laboratorio privato per fare il test. L’agenzia ha selezionato i rossetti in virtù delle quote di mercato delle società più importanti, anche se nell’esame sono stati selezionate anche alcune marche provenienti da mercati di nicchia. Con un comunicato che come si è detto è stato pubblicato on line la FDA ha testualmente dichiarato “Noi non consideriamo i livelli di piombo che abbiamo trovato nei rossetti possa essere un problema di sicurezza,”. “I livelli di piombo che abbiamo trovato sono entro i limiti raccomandati da altre autorità sanitarie pubbliche per il piombo nei cosmetici.” Il Campaign for Safe Cosmetics ha chiaramente interpretato in maniera opposta i risultati facendo presente che per alcuni prodotti il livello di piombo riscontrato fosse più del doppio rispetto i livelli rinvenuti nella precedente relazione della FDA e più di 275 volte il livello verificato nel marchio risultato meno contaminato nel recente rapporto. Tant’è che, peraltro, il tipo meno contaminato era risultato anche il meno costoso, con ciò dimostrandosi che il prezzo non è un indicatore di buone pratiche di fabbricazione, per come ha sostenuto l’associazione dei consumatori. Lo stesso gruppo ha evidenziato che non esiste nessun livello sicuro di esposizione al piombo per i bambini e ha sottolineato la necessità di proteggere i più piccoli e le donne incinte dalla esposizione, anche perché il piombo si accumula nel corso del tempo e un livello minimo di piombo contenuto nel rossetto che viene applicato più volte al giorno, giorno per giorno, può raggiungere livelli di esposizione comunque significativi. Non per destare alcun tipo di allarme, ma si ritiene utile che l’UE, da sempre rigorosa nel fissare limiti che riguardano la tutela della salute umana ponga all’ordine del giorno l’introduzione dell’obbligo di verifica del contenuto in metalli dei cosmetici, – che come è stato specificato potrebbero entrare indirettamente nella composizione degli stessi – determinando comunque una soglia di sicurezza, prima della loro immissione sul mercato e successivamente attraverso un monitoraggio a campione. Ciò solo per maggiore scrupolo e per una più approfondita salvaguardia delle categorie più esposte ed a rischio quali donne in stato di gravidanza e quindi i bambini.

Dopo sigarette e valuta è in aumento il contrabbando di generi alimentari
La vicina Svizzera non solo meta di contrabbando di valuta per la fuga di capitali di “produzione” italiana la gran parte di provenienza illecita o non dichiarati al fisco: ora per quanto è possibile appurare dalle cronache, il paese d’oltralpe è divenuta terra ambita per peregrinazioni clandestine che non ci saremmo aspettate se non fosse arrivata una lunga catena di sequestri e sanzioni rivolte per lo più a carico di piccoli negozi o ristoratori. Di recente, infatti, le Sezioni antifrode delle dogane di Lugano, Sciaffusa e Basilea hanno effettuato un’operazione contro il contrabbando di… salumeria, olio alimentare e bevande alcoliche: una vera e propria banda di almeno quattro persone, si era organizzata da tempo per importare generi alimentari dai valichi ticinesi. La merce veniva distribuita tra almeno 70 imprese al dettaglio in particolare nella Svizzera tedesca, per un totale di quasi 400.000 franchi sottratti al fisco elvetico tra il 2007 e il 2010. Si pensi che circa il 70% delle infrazioni osservate dalla sezione antifrode della polizia doganale riguarda la messa in pericolo o la sottrazione del dazio o dell’IVA, proprio derivanti dal contrabbando di generi alimentari, e tra essi nello specifico, carne, salumeria, formaggi prodotti ortofrutticoli nonché bevande alcoliche. Visto l’aumento lungo i confini italo-svizzeri dei casi di contrabbando di generi alimentari, l’aumento dei casi di fuga di capitali e di valuta che abbiamo segnalato come un fenomeno preoccupante, sarebbe il caso di intensificare i controlli a campione anche dal nostro versante per i veicoli in transito verso la Svizzera.

Nicotina e doping: uso diffuso del tabacco da masticare fra gli sportivi. Un quarto dei test risulta positivo. Al momento la nicotina non figura fra le sostanze dopanti vietate dall’Agenzia mondiale antidoping. E in Italia?
E’ confermato l’utilizzo di tabacco non fumato da masticare a fini dopanti. La nicotina produce un effetto stimolante, aumentando le pulsazioni e la pressione sanguigna, ma libera anche gli zuccheri nel sangue e l’adrenalina. Ha inoltre un effetto rilassante e riduce lo stress, migliorando allo stesso tempo l’attenzione e le funzioni cognitive. Ha in pratica un “effetto paradossale” che sveglia, concentra e rilassa. Lo rileva un nuovo studio del Laboratorio svizzero di analisi sul doping (LAD) condotto su 2’185 campioni di urina di atleti di 43 discipline diverse. Un quarto dei test risulta positivo. Già nel 2009, durante i mondiali di hockey su ghiaccio in Svizzera, il team di François Marclay aveva mostrato che oltre metà dei giocatori (53%) faceva uso di tabacco. Il prodotto maggiormente utilizzato era il cosiddetto “snus”, di origine svedese e venduto sotto forma si sacchetti da piazzare fra gengiva e labbro superiore. I giocatori di hockey non sono però gli unici consumatori. Secondo il nuovo studio, condotto fra il 2010 e il 2011 e pubblicato sulla rivista “Forensic Science International”, il 23% dei campioni analizzati in varie discipline sportive è risultato positivo. Lo sport più colpito è il football americano con il 55%. Seguono l’hockey su ghiaccio e la lotta (32%), il bob (30%), la ginnastica (29%), il rugby (28%), lo sci (26%) e il basket (25%). I campioni riguardavano sportivi svizzeri impegnati in competizioni su suolo elvetico. La sostanza comporta gravi rischi per la salute: crea dipendenza e può portare ad un consumo anche nella vita privata, ad esempio sotto forma di sigarette. Inoltre, “lo snus aumenta fortemente il rischio di cancro alla cavità orale, oltre che di paradontite”, un’infezione delle gengive, sottolinea Marclay. Le 28 sostanze cancerogene presenti, potrebbero anche favorire cancro all’esofago o al pancreas, senza calcolare i problemi cardiaci. Al momento la nicotina non figura fra le sostanze dopanti vietate dall’Agenzia mondiale antidoping, ma in seguito allo studio è stata inserita nel programma di sorveglianza 2012. Alla luce di questi dati ci si augura  che le federazioni sportive italiane ed il CONI si facciano promotori di una campagna che sconsigli l’utilizzo della sostanza a tutti  i livelli dello sport.

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feb
15

Sulla Sadam nessuna Cassandra, solo realismo

Mesi fa l’Italia dei Valori pose con forza all’attenzione pubblica il problema dell’ex zuccherificio Sadam: operai che stavano esaurendo i benefici degli ammortizzatori sociali ed una nuova domanda di autorizzazione della turbogas che gravava come un macigno su Campiglione. L’ipotesi avanzata dall’IdV di trasferire nell’area ex Sadam il nuovo Ospedale di Zona o prevedere la costruzione dei nuovi servizi ad esso associato ebbe, se non altro, il merito di richiamare le forze politiche locali. Queste liquidarono subito la proposta – senza per altro avanzare idee alternative – con una strana se non complice fretta. Poi vennero le vacanze e sotto l’ombrellone ci si dimenticò delle grida preoccupate lanciate dall’IdV del Fermano che aveva chiesto un tavolo di discussione e di dibattito aperto a tutti i partiti, le organizzazioni sindacali, gli enti locali. Fu poi sollecitata, attraverso una comunicazione ufficializzata e protocollata, una riunione congiunta dei Consigli Provinciale e Comunale per trattare le problematiche sospese o irrisolte. Evidentemente però le due Amministrazioni non ritennero opportuni attivarsi per convocare l’incontro. In questa calma apparente le uniche novità di inizio anno sono state una tregua di tredici mesi per il licenziamento della trentina di operai cassaintegrati, proroga sostenuta fortemente dall’Amministrazione Cesetti, ed il decreto presidenziale che prevede entro il 10 marzo la nomina del commissario ad acta con il compito prioritario di velocizzare l’iter per la realizzazione della centrale a biomasse. Arrivati a questo punto riteniamo che non sia ancora rinviabile un dibattito, seppure tardivo e forse inefficace, sulla intera questione Sadam. Le forze politiche debbono assumersi la responsabilità di quello che non è stato fatto e di ciò che a loro compete: discutere il problema e trovare, magari ai tempi supplementari, soluzioni alternative alla centrale a biomasse, non dimenticando né le famiglie che tra un anno saranno senza sostentamento, né la salute dei cittadini di Campiglione. Questi ultimi non possono vedere compromessa la qualità della loro vita e del loro ambiente per l’inadeguatezza di determinate scelte politiche.

Il Coordinamento Provinciale del Fermano
dell’Italia dei Valori

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feb
13

FOCUS IDV MARCHE (04 – 10 febbraio 2012)

COMUNI: ANCONA;FAVIA (IDV), RESPONSABILITA’ SOLO DEL SINDACO
ANCONA, 4 FEB – ‘Sono sbalordito dal fatto che Gramillano ascriva tutte le responsabilita’ all’Idv e all’Udc.
La trattativa si e’ impantanata per la sua resistenza su alcuni punti programmatici, rispetto ai quali il suo stesso segretario (Ucchielli, segretario regionale del Pd; ndr) lo aveva invitato ad accedere alle nostre richieste’. Cosi’ il coordinatore dell’Idv delle Marche on. David Favia commenta le dichiarazioni del sindaco di ANCONA e le motivazioni da lui date rispetto alle dimissioni.
‘Si prenda le sue responsabilita’ – seguita Favia – e non tenti di gettarla addosso a noi: se non si fa l’accordo, la responsabilita’ e’ esclusivamente sua. Motivare le dimissioni, che peraltro apprezzo, come ha fatto, e’ inesat to. Gramillano accetti le nostre due-tre proposte programmatiche e faccia una giunta come Dio comanda. L’Idv e l’Udc hanno avuto fin troppa pazienza’.

COMUNI: EUSEBI, GRAMILLANO INNALZI QUALITA’ ESECUTIVO
ANCONA, 5 FEB – ‘Gramillano dovrebbe capire che soltanto alzando la qualita’ del suo esecutivo (quello attuale va azzerato per segnare la necessaria discontinuità in un momento complesso e difficile come l’attuale) si può lavorare al meglio’. Lo ha detto il segretario comunale dell’Idv di ANCONA Paolo Eusebi.
‘Tutti i partiti della possibile coalizione devono spendere i loro elementi migliori per recuperare il tempo perduto e per dire agli anconetani: questi sono i nostri impegni che vogliamo onorare entro questi tempi. Altrimenti è giusto e sacrosanto quel rompete le righe che la città doverosamente si attende’.

COMUNI: FAVIA, MAI FATTO NOMI DI ASSESSORI A GRAMILLANO
ANCONA, 5 FEB – ‘Smentisco categoricamente che l’Italia dei valori abbia fatto al sindaco Fiorello Gramillano nomi di assessori. E’ troppo distante e forse impossibile la sintesi programmatica per responsabilita’ del sindaco che non vuole eliminare gli sprechi per sorreggere le poverta’ e le piccole imprese e cercare fondi in Europa’. Cosi’ il coordinatore regionale dell’Idv delle Marche David Favia, dopo le dimissioni del sindaco di ANCONA.
‘Gramillano – prosegue – non ha intenzione di affidare a una giunta esperta, capace e forte un significativo cronoprogramma da attuare in fretta. Successivamente all’incontro col sindaco il segretario comunale Paolo Eusebi ed io abbiamo riunito il gruppo consiliare e si e’ formulata una rosa molto significativa da eventualmente proporre alla direzione comunal e dell’Idv e poi al sindaco nell’improbabile caso in cui si trovi la quadra programmatica e il sindaco si convinca a fare una giunta rinnovata esperta e forte’.
‘L’Idv – insiste – non ha posto veti su ipotetici nomi fatti dal Pd o dal sindaco, perche’ non li hanno fatti. Non e’ emersa nemmeno la volonta’ di fare una giunta nuova e forte’. Dunque, conclude Favia, ‘attendiamo la riunione dei segretari regionali di venerdi’, confidando che Palmiro Ucchielli convinca il sindaco ad accettare le nostre richieste programmatiche, basate su taglio agli sprechi e nuove risorse nell’interesse dei piu’ deboli, delle piccole imprese e della citta’ e a fare una giunta nuova, forte ed esperta.
Favia infine stigmatizza ‘il tentativo di addossare a Udc e Idv responsab ilita’ che sono esclusivamente del sindaco’.

MALTEMPO: IDV, ANCONA PARALIZZATA, COMUNE INEFFICIENTE
ANCONA, 6 FEB – ‘Piazza Roma, i Corsi e Piazza Cavour sono una enorme pista di pattinaggio’ con gli anconetani ‘costretti a cadute su cadute’. Lo rileva in una nota il segretario dell’Idv Paolo Eusebi, che e’ stato fra quelli che ‘stamattina dopo un capitombolo ha ‘benedetto’ l’efficienza dell’amministrazione. Nonostante l’eccezionalita’ delle precipitazioni nevose – osserva -, la citta’ paga un pesante tributo alla completa evanescenza dell’amministrazione comunale.
‘ANCONA e’ paralizzata – aggiunge -, il porto e’ praticamente bloccato e le frazioni sono di fatto isolate’. Il capoluogo ‘paradossalmente dovrebbe prendere esempio dai piccoli Comuni dell’hinterland, come Polverigi, che hanno fatto girare ininterrottamente tanti trattori e mezzi con pale meccaniche che hanno pulito e hanno sparso quintali e quintali di sale’. Invece ‘nella giornata di ieri da corso Garibaldi fino al Passetto di spal atori e picconatori di ghiaccio neppure l’ombra, semafori in tilt e desolatamente chiusi i cancelli di Palazzo del Popolo. Tutte le uscite dall’area portuale, inclusa quella importantissima su via Mattei, erano chiuse dalla neve fino a tarda sera: in porto c’era una interminabile teoria di tir che ha poi bloccato via Marconi’

COMUNI: ANCONA; IDV, MODELLO MARCHE E GIUNTA ‘FORTE’
ANCONA, 7 FEB – ‘Condividiamo le valutazioni di Dante Merlonghi: la crisi al Comune di ANCONA potrebbe essere vicina alla conclusione se le indicazioni di Palmiro Ucchielli fossero ascoltate dal sindaco, e se le richieste programmatiche dell’Idv fossero accolte unitamente all’indicazione, condivisa con l’Udc, di varare una giunta forte, dopo l’azzeramento di quella vecchia conseguente alle dimissioni del sindaco’. Cosi’ il coordinatore provinciale dell’Idv Ennio Coltrinari, e il segretario comunale Paolo Eusebi.
‘Purtroppo, il percorso appare ancora difficoltoso proprio per l’ostinazione e i personalismi del sindaco di cui parla il responsabile regionale Idv degli enti locali’.
Il segretario regionale dell’Idv David Favia si presentera’ all’incontro di venerdi’ prossimo con il mandato di ‘non retrocedere di un millimetro dalle conclusioni emerse dalle piu’ recenti riunioni del gruppo consiliare comunale e del direttivo: il sindaco si convinca ad accettare le istanze programmatiche di Idv e presenti una giunta forte ‘modello Marche’, che Udc e Idv possano accettare’.

MALTEMPO: IDV, CHE INTENDE FARE GOVERNO PER DANNI MARCHE?
ANCONA, 8 FEB – L’Idv depositera’ un’interrogazione alla Camera per chiedere al Governo cosa intende fare per risarcire i danni causati dal maltempo nelle Marche. ‘A nostro avviso – dice l’on. David Favia, coordinatore regionale del partito – occorrono misure immediate per porre rimedio, oltre al danno, anche alla beffa di cui sono vittime i nostri concittadini’.
‘Le Regioni infatti – seguita Favia – hanno paura di chiedere lo stato di emergenza. Il rischio? La tassa sulle disgrazie che incombe ancora come una spada di Damocle sulle nostre teste. La conseguenza sarebbe un ulteriore aumento della gia’ altissima accisa su benzina e gasolio: un modo insopportabile di mettere le mani nelle tasche dei cittadini gia’ colpiti dai danni del maltempo’.
L’Idv e’ d’accordo con le Regioni per chiedere una deroga al patto di stabilita’ interno per le spese sostenute in questa circostanza. Oltre a questo, secondo Favia, ‘e’ fondamentale che lo Stato intervenga con un un contributo straordinario (al di fuori della procedura nota come tassa sulle disgrazie) per gli interventi, di stretta pertinenza statale, compiuti dalla protezione civile e per risarcire i danni. Non e’ possibile, infatti, pensare di lasciare il soccorso allo sbaraglio senza fondi e mezzi e senza copertura economica i cittadini e le istituzioni danneggiati’.

COMUNI: ANCONA; FAVIA, DIMISSIONI GRAMILLANO NON SONO BLUFF
ANCONA, 9 FEB – Le dimissioni presentate dal sindaco di ANCONA Fiorello Gramillano ‘non sono un bluff e non c’e’ alcun impedimento per votare a maggio 2012′. Lo afferma il coordinatore regionale dell’Idv on. David Favia, che dice: ‘Ho parlato con l’Ufficio elettorale del Viminale e non c’e’ alcun dubbio: Gramillano non ha ‘barato’, poiche’ bisogna considerare che i 20 giorni di tempo scadono all’ora di chiusura del protocollo del 24 febbraio (cioe’ alle ore 14: nelle residue 10 ore c’e’ tutto il tempo per lo scioglimento del consiglio comunale)’.
‘Siamo di fronte quindi – aggiunge – ad un inutile polvero ne politico sollevato dalle false informazioni diffuse da Eugenio Duca (il consigliere di Sinistra per ANCONA; ndr), poi seguito dalla presidente del consiglio comunale Letizia Perticaroli: tanta confusione per niente! La stessa situazione che ci si presenta, infatti, era capitata per il caso Sturani in cui era valsa la medesima procedura con un’identica tempistica (dimissioni il 4 e risoluzione nelle ore notturne del 24). Ho parlato con il sindaco e le stesse rassicurazioni egli ha ricevuto dal prefetto’.
‘Voglio quindi difendere Gramillano – conclude Favia – dalle ingiuste accuse che gli sono state rivolte. Ora mi auguro solo che, superato e risolto questo ennesimo ostacolo, ci sia la volonta’ da parte sua di raggiungere un accordo serio, quale l’Italia dei Valori chiede da tempo, sulle basi ormai note’.

MALTEMPO: IDV CHIEDE RICONOSCIMENTO PER E’TV MARCHE
ANCONA, 10 FEB – L’Idv ha presentato una mozione in consiglio regionale per un riconoscimento alla trasmissione televisiva ‘Buongiorno Marche’, in onda su E’Tv Marche, da parte del presidente e della giunta regionale, cosi’ come la candidatura al ‘Picchio d’Oro’ per meriti civili, per il ruolo svolto nell’informazione ai cittadini durante l’emergenza maltempo.
‘Gia’ in precedenti eventi calamitosi – si legge in una no ta dell’Idv – la trasmissione di E’Tv e’ stata presa dai cittadini come punto di riferimento per ricercare informazioni. Cosa che si e’ ripetuta anche adesso, viste le eccezionali nevicate che bloccano la regione dal 3 febbraio, facendo emergere nei cittadini una spasmodica ricerca di notizie in tempo reale e la necessita’ di sapere direttamente dai sindaci, dirigenti della Protezione civile e addetti ai lavori l’evolversi della situazione’.

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feb
10

SPORTELLO DEI DIRITTI DEL CITTADINO (10 febbraio 2012)

Rubare un auto? Basta collegare un computer portatile al sistema di controllo elettronico
La tecnologia sulle automobili ha fatto passi da giganti negli ultimi anni, ma così grandi che un equipe di ricercatori di due università diverse, applicando le loro conoscenze informatiche su due automobili ha dimostrato che in remoto, potevano bloccare i freni, il motore, azionare i finestrini, accendere la radio, il condizionatore ed i tergicristalli, suonare il clacson ed inserirsi nel display del tachimetro con messaggi o quant’altro. Un po’ come degli hacker hanno collegato un pc portatile al sistema di controllo elettronico delle due autovetture e hanno potuto fare tutto ciò attraverso un £semplice” collegamento wireless con un secondo PC in un’altra autovettura. Secondo gli autori della ricerca è stato sufficiente intercettare il CAN-BUS. Una parola strana che sta semplicemente ad indicare un sistema di antifurto presente sul mercato da tempo sulle berline di lusso oggi sono ormai presenti su tantissimi modelli di autovetture, anche in virtù della forte estensione dell’uso della tecnologia digitale da parte della maggior parte dei produttori di auto e di motoveicoli che ha reso questa tipologia di allarmi un prodotto altamente funzionale, pratico, dai costi contenuti e con elevata affidabilità. Tali tipi di sistemi in CAN-BUS s’interfacciano con l’Area Network digitale presente nel mezzo al fine di collegare tutti i sistemi di sicurezza e non solo del veicolo. Dal segnale di apertura delle porte, all’apertura del baule e del cofano, all’accensione del quadro sino al blocco motore (sia primario, sulla pompa carburante, sia secondario sul motorino d’avviamento), lo “spees pulse” (per rilevare lo spostamento dell’auto), e tutta una serie sempre crescente di strumentazioni, tutto in un unico filo (o meglio due poiché è presente sia una linea High Can-Bus sia una Low Can-Bus), in un unico punto. Alla luce di tali ricerche e della facilità con cui è possibile “controllare” quasi tutti gli ultimi modelli di autovetture ci si chiede se i costruttori stiano comunque adottando tutte le misure di sicurezza affinché le stesse siano al passo coi tempi e soprattutto con i ladri d’auto che molto spesso si dimostrano più avanti delle tecnologie già   applicate.

Il formaggio re della tavola italiana batte la pasta
Secondo uno studio biennale condotto da Astra Ricerche per Assolatte, il latte e i suoi derivati hanno scalzato la pasta dal primo posto sulle tavole degli italiani. I formaggi sono nel menù del 92% della popolazione e il latte in quello dell’85%. Il primato dei latticini, confermato per l’ottavo anno, vede in aumento, rispetto al 2006 i consumatori di burro (dal 74% al 77%) e di panna (dal 67% al 70%). Se i formaggi vincono soprattutto tra i 25-34enni dei ceti medio-alti, il latte spopola al sud, yogurt e latti fermentati sono preferiti dai 45-54enni delle regioni centrali, di ceto e istruzione medio-alti. Il burro, a sorpresa,  si consuma piu’ al sud che al nord nella fascia 35-44 anni, tra i diplomati, i lavoratori autonomi, i dirigenti e le casalinghe mentre la panna e’ amata dai giovani adulti, soprattutto del Triveneto. A favore dei prodotti dei prodotti lattiero-caseari gioca inoltre l’immaginario collettivo. La ricerca mostra che associamo al latte sensazioni di sana alimentazione (83%), freschezza dissetante (47%) e calma e serenità (39%), “quasi uno psicofarmaco naturale di tradizione e di accompagnamento lungo tutte le fasi della vita. Anche lo yogurt ha una connotazione legata alla salute (53%), al dimagrimento (49%) e al relax. I formaggi, invece, sono associati al gusto (55%), alla sazieta” (53%) e al godimento (48%). Il burro, ha visto crescere i consumi negli ultimi dieci anni e che viene scelto oltre che per l’indispensabilita’ in certe preparazioni anche per il gusto e le molte varianti in cui viene proposto. Si auspica che la presentazione in parlamento del disegno di legge per la riorganizzazione della filiera della produzione del latte, nell’ottica di una maggiore trasparenza, venga difesa dagli attacchi di lobby come quella della grande distribuzione.

Stupefacenti: per la prima volta in Italia individuate nuove tipologie di cannabinoidi sintetici dai laboratori chimici delle dogane. L’azione stupefacente è addirittura superiore a quella della cannabis naturale
Prosegue l’attività di supporto tecnico fornito dai Laboratori chimici dell’Agenzia delle Dogane nel contrasto alla diffusione dei cannabinoidi sintetici, molecole create per fini di ricerca medica e farmacologica, introdotte nei mercati illeciti per la loro azione stupefacente addirittura superiore a quella della cannabis naturale. Nel corso di analisi condotte presso il Laboratorio chimico di Genova su presunte sostanze stupefacenti è stato individuato, per la prima volta in Italia, il CRA-13, cannabinoide sintetico non ancora inserito nella Tabella I del D.P.R. 309/90, contenente l’indicazione delle sostanze stupefacenti sottoposte a vigilanza e controllo. La Direzione Centrale per l’Analisi Merceologica e per lo Sviluppo dei Laboratori Chimici ha segnalato il risultato ottenuto al Sistema Nazionale di Allerta Precoce e Risposta Rapida per le Droghe, il National Early Warning System (N.E.W.S.), per la diffusione di livelli di attenzione e allerta sul territorio nazionale. Notevole è stato altresì il contributo fornito dal Laboratorio chimico delle Dogane di Napoli in attività di indagine tecnica, che hanno portato alla individuazione di un elevato numero di cannabinoidi sintetici, alcuni dei quali segnalati in Italia per la prima volta. I cannabinoidi sintetici vengono spesso addizionati a prodotti di origine naturale e commercializzati con varie denominazioni, tra le quali  “smart drugs” “herbal highs” o “legal drugs”. Tali molecole, in alcuni casi non ancora vietate dalle leggi vigenti, rientrano fra le nuove “designer drugs” e si riscontrano sempre più frequentemente in nuovi prodotti che appaiono sul mercato con differenti denominazioni e confezionamenti. Si rivolge un appello ai genitori dei figli non solo minorenni affinchè vigilino e monitorino l’attività dei propri figli, data la facile reperibilità di queste nuove droghe a basso costo, perché anche in questo campo l’educazione risulta essere un fattore fondamentale per lo sviluppo psico sociale della generazione dei giovani.

Licenziata l‘étoile che ha denunciato l’anoressia alla Scala. Il caso di MariaFrancesca Garritano
Ce l’aspettavamo. Licenziata per aver danneggiato “l’immagine della Scala”, la ballerina MariaFrancesca Garritano che ha denunciato la piaga dell’anoressia nel corpo di ballo. A dicembre ha dichiarato alla stampa britannica di soffrire di frequenti fratture e problemi intestinali dovuti alle diete rigide cui è stata sottoposta, mentre lo stato di salute del corpo di ballo della Scala sarebbe una su cinque anoressica, una su tre non ha le mestruazioni. La Scala, mettendo le mani avanti, ha sottolineato che la didattica è ormai cambiata. C’è estremo bisogno di persone come MariaFrancesca Garritano, che hanno avuto il coraggio di dire la verità. L’anoressia e la bulimia sono problemi seri, sempre più diffusi nelle giovani generazioni e la denuncia della Garritano è un grido di disperazione di chi chiede aiuto per fare in modo che la danza classica non venga contaminata dagli stessi problemi che abbiamo già visto nel mondo della moda, con alcuni epiloghi anche drammatici. Stiamo parlando del benessere psico-fisico di numerose ragazze, la maggior parte adolescenti.

Contrabbando di valuta:  nel 2011 intercettati ai valichi quasi 66 milioni di euro. Oggi scoperta valuta non dichiarata nascosta in tavolette di cioccolato
La stampa non ne parla e i media trascurano il fenomeno, ma dalle isolate ma quotidiane notizie che appaiono, specie sui media locali, un fiume di denaro in piena starebbe uscendo ed entrando dai confini italiani per finire chi sa dove sottraendosi alla giusta tassazione con ciò causando un danno all’erario e come al solito ai cittadini onesti. Lo scorso anno la guardia di finanza ha intercettato ai valichi di frontiera con la Svizzera quasi 66 milioni di euro in valuta e in titoli. Di questi, più di 36 milioni sono stati sequestrati e 270.000 incassati a titolo di oblazione. Non solo, i controlli hanno permesso di rintracciare documentazioni bancarie (estratti conto, libretti di assegni e carte di credito) che attestavano la disponibilità di valuta all’estero per oltre 96 milioni. Il flusso di capitali italiani verso altri paesi non conosce crisi anzi, negli ultimi mesi ha conosciuto un certo incremento. Lo confermano i dati del comando provinciale della Guardia di Finanza di Como, da cui dipendono i principali valichi. Nel 2011 sono stati intercettati 66 milioni di euro e titoli, dei quali 36 milioni sono stati sequestrati, mentre le sanzioni immediate pagate dalle persone verbalizzate ammontano a 270.000 euro. Cifre in linea con il 2010 ed equamente distribuite tra valori in ingresso e in uscita dall’Italia, anche se negli ultimi mesi, oltre al solito incremento che si registra a ogni fine anno, la prevalenza è passata a valuta e titoli in uscita verso la Svizzera. E’ notizia di oggi, la scoperta di valuta non dichiarata nascosta in tavolette di cioccolato. I funzionari dell’Ufficio delle dogane di Malpensa hanno fermato, con la collaborazione dei militari della Guardia di Finanza, due coniugi di nazionalità cinese residenti in Italia e in partenza per la Cina, in possesso di 54.300 euro. I due passeggeri avevano dichiarato di avere con sé solo 9.000 euro. Un’ispezione più accurata dei loro bagagli ha permesso di trovare ulteriori 45.300 euro all’interno di alcune tavolette di cioccolato. I trasgressori si sono avvalsi della facoltà di effettuare l’oblazione immediata, che consente di estinguere la violazione mediante pagamento di una somma pari al 5% dell’importo eccedente il limite consentito di 10.000 euro.

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feb
06

l’Italia dei Valori consulta i cittadini elpidiensi

Da settimane oramai le formazioni politiche attive a Sant’Elpidio a Mare si stanno muo-vendo per tessere le alleanze in vista delle prossime amministrative. Naturalmente anche l’Italia dei Valori sta valutando le scelte da fare, ma soprattutto sta organizzando una iniziativa sicuramente originale, almeno per Sant’Elpidio a Mare. Il partito, nella convinzione che si deve amministrare insieme ai cittadini, ha preparato un questionario da presentare alla cittadinanza con una serie di domande su questioni basilari per quella che sarà la prossima gestione amministrativa della città. Si va dalle scelte urbanistiche a quelle economiche, dalle ipotesi socio-assistenziali a quelle organizzative. Il cittadino è invitato a rispondere ad ogni domanda dando un peso variabile da 1 a 5 sulla validità della specifica questione.
I risultati saranno fondamentali per la stesura del programma amministrativo con cui l’Italia dei Valori si presenterà alla prova elettorale di primavera. Il questionario è già in di-stribuzione nel classico formato cartaceo, ma sarà quanto prima possibile compilarlo anche on-line accedendo ad una apposita pagina su internet.
L’IdV ripone grandi aspettative nel dialogo intrapreso con i cittadini per cercare di ridare a Sant’Elpidio a Mare quella dignità e quell’impulso che da troppi anni gli sono ingiustamente negati.

Il Coordinamento Cittadino di Sant’Elpidio a Mare
dell’Italia dei Valori

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feb
06

SPORTELLO DEI DIRITTI DEL CITTADINO (06 febbraio 2012)

Donne al volante: le donne parcheggiano la loro auto meglio degli uomini. Lo asserisce uno studio britannico basato sui filmati di un gestore di autosili
Lo asserisce uno studio britannico, basato sui filmati della società di gestione di autosili NCP, che ha controllato per un mese oltre 2’500 conducenti mentre si posteggiavano. E i risultati sono sbalorditivi: le donne trovano più facilmente posteggio perché guidano più lentamente, mentre gli uomini vanno troppo veloci e non si accorgono dei posti disponibili. Le donne risultano anche migliori nelle manovre di parcheggio. Il 39% delle donne si parcheggia in retromarcia, come insegnano alla scuola guida, mentre tra gli uomini è solo il 28% a farlo. Tra il gentil sesso, ben il 52% si posiziona esattamente al centro del posto auto, mentre tra gli uomini la percentuale scende al 25%. L’unico differenza per la quale il sesso forte può ancora ritenersi tale è quello del tempo necessario per parcheggiare: 16 secondi in media per gli uomini, 21 secondi per le donne. Il celeberrimo motto “Donna al volante, pericolo costante” che vuole etichettare la guidatrice come un’automobilista dalla scarsa perizia,  è solo una leggenda metropolitana e dopo  questo studio forse può essere definito anacronistico.

Multe Milano Zona Ecopass di settembre saranno annullate. Ecco come procedere  
Oggi il Comune ha dato  il via libera per l’annullamento delle multe ecopass errate emesse nei primi giorni di settembre 2011. Il problema era dovuto al malfunzionamento nei primi giorni del mese dal temporaneo disallineamento di due banche dati del sistema che governava Ecopass. L’amministrazione comunale ha erroneamente emesso dei verbali nonostante le operazioni di pagamento dell’ingresso nella Ztl Cerchia dei Bastioni fossero state regolarmente eseguite dal proprietario/conducente del veicolo. Alcune migliaia di persone hanno quindi ricevuto erroneamente un verbale, benché in regola con il pagamento della tariffa di accesso. L’amministrazione ha provveduto a mezzo lettera a comunicare ai destinatari dei verbali errati l’annullamento della sanzione fornendo tutte le indicazioni necessarie per ottenere il rimborso di quanto eventualmente già versato per il pagamento della sanzione errata. Inoltre contattando il call center 800.437.437 è possibile verificare in maniera immediata se la sanzione ricevuta è stata erroneamente emessa. Sarà sufficiente fornire all’operatore il numero di riferimento di accertamento di infrazione (ADI) indicato sul verbale. Il rimborso potrà essere richiesto allo sportello della Polizia locale in via Friuli 30, esibendo la ricevuta di pagamento del verbale, oppure inviando la richiesta, corredata dalla documentazione, al fax numero 02.77272780 oppure alla email pl.sanzioniservizio@comune.milano.it.

Dopo le PIP un nuovo allarme arriva dalla Gran Bretagna su alcuni tipi di protesi dell’anca metalliche che potrebbero essere tossiche. 30.000 britannici a rischio di avvelenamento?
Alcuni studi scientifici secondo cui migliaia di pazienti in Gran Bretagna potrebbero essere a rischio di essere intossicati dai metalli rilasciati dalle protesi all’anca, hanno determinato l’avvio di un’inchiesta da parte della MHRA (Medicine Regulatory Healthcare Agency), l’agenzia governativa britannica che ha il compito di garantire che i medicinali ed i dispositivi medici siano sicuri per la salute. L’azione giunge dopo che sarebbero stati accertati i potenziali pericoli che riguarderebbero, in astratto ben 30.000 pazienti britannici. La stessa MHRA ha però tenuto a stemperare l’allarme specificando comunque che per i pazienti  sarebbero bassi i rischi di sviluppare seri problemi che si verificherebbero in conseguenza della perdita di minuscoli frammenti di metallo a causa dell’usura di tali protesi che potrebbero contaminare persino il sangue. Questi frammenti liberati nel corpo a causa dell’attrito delle varie componenti potrebbero anche causare una reazione dei tessuti molli, danneggiando le ossa e i muscoli. Ma le crescenti preoccupazioni che gli impianti potrebbero anche causare «tossicità sistemica» nel corpo, hanno spinto MHRA ad avviare l’elaborazione di nuovi consigli per le protesi già applicate ribadendo che in virtù delle prove attualmente disponibili, la maggior parte dei pazienti che hanno subito gli impiantati con protesi dell’anca di metallo sarebbero a basso rischio di sviluppare problemi gravi. La vicenda è venuta alla ribalta delle cronache già da tempo ma nel dicembre scorso un caso emblematico apparso sulla stampa ha rivelato come l’ex ginnasta Penny Brown avesse lanciato una battaglia legale contro la DePuy Orthopaedics dopo che una protesi che le era stata impiantata aveva iniziato a dare problemi. L’operazione che aveva subito otto anni prima era stata considerata un successo ma a 51 anni, la Brown divenne una delle centinaia di pazienti coinvolte in una battaglia contro il produttore dopo che l’impianto aveva iniziato a danneggiarsi, liberando nel tessuto circostante frammenti di metallo. Mentre solo ora l’ex atleta starebbe recuperando dall’intervento chirurgico per la rimozione dell’impianto difettoso. Nell’aprile del 2010, l’MHRA, ha emesso un primo avviso per gli addetti della sanità sulla sicurezza delle protesi di metallo ed ha ammesso di aver avviato un attento monitoraggio di tutte le prove a disposizione al fine di sottoporre ad ulteriori test ed analisi e per poter dispensare nuovi consigli e regole agli addetti del settore. L’azione dell’agenzia d’oltre manica dipendente dal Ministero della Salute è giunta dopo che alcuni pazienti hanno avvertito sofferenza a causa delle reazioni dei tessuti molli conseguenti al rilascio dei detriti metallici associati all’usura delle protesi. La MHRA ha immediatamente consigliato che le persone che avevano ricevuto gli impianti devono essere sottoposte a check-up annuale per cinque anni dopo l’intervento chirurgico. Ha anche specificato che quelli che avvertivano dolore dovevano fare delle analisi per verificare i livelli di cobalto e cromo nel loro sangue e sottoporsi a RMN o ad ecografia a scansione per controllare le reazioni dei tessuti molli. Nel settembre 2010, la DePuy International Limited, una sussidiaria della Johnson & Johnson, aveva annunciato che stava rivedendo due tipi di suoi impianti di protesi d’anca di metallo ASR. La banca dati nazionale del Registro di Sistema congiunto di Inghilterra e Galles ha verificato ‘tassi d’insuccesso’ del 13% per il sistema ASR XL acetabolare e 12% per il sistema ASR Hip Resurfacing. Tuttavia, un rapporto della British Society Hip sosterrebbe che i tassi dei guasti del sistema acetabolare potrebbero in realtà arrivare al 50%, sei anni dopo l’intervento chirurgico. La MHRA ha quindi consigliato ai chirurghi ortopedici di contattare e monitorare tutti i pazienti dotati di impianti. Basti pensare che più di 10.000 dei 40.000 cittadini britannici che hanno avuto impiantato le protesi di metallo dell’anca avevano ricevuto i dispositivi realizzati da DePuy. Alla luce di questi dati ci si chiede se anche il nostro Paese abbia già affrontato il problema giacché anche il mercato delle protesi risulta globalizzato, ricordando a tal proposito il recentissimo scandalo degli impianti mammari PIP diffusi su scala mondiale, ed a tal uopo rivolge un invito al Ministero della Salute affinché avvii tutte le iniziative opportune per monitorare la consistenza del fenomeno anche in Italia ed eventualmente prendere le misure idonee sulla falsariga di quanto sta facendo la MHRA in Gran Bretagna.

Lavoro: si aprono le selezioni per lavorare negli stand della manifestazione Cioccolatò a Torino. Offerta per 300 giovani a Torino
Un’opportunità per oltre 300 ragazzi tra i 18 e i 25 anni, da venerdì 2 a domenica 11 marzo 2012. In questa data si terrà la nuova edizione di Cioccolatò a Torino dove saranno impegnati in qualità di standisti, promoter, animatori ed hostess addetti al pubblico, presso i numerosi punti vendita e di animazione firmati dalle più importanti aziende cioccolatiere italiane e internazionali, coinvolte in attività commerciali, ludiche e di degustazione gratuite! Nello specifico, i profili ricercati sono soprattutto quelli che caratterizzano gli addetti alle vendite: propensione a lavorare a contatto con il pubblico, cordialità, disponibilità e una buona parlantina. Per diventare standista è sufficiente avere residenza e/o domicilio a Torino o dintorni ed un’età compresa tra i 18 e i 25 anni. Il candidato può dare la propria disponibilità o per tutti i giorni della manifestazione, ovvero dal 29 Febbraio al 12 Marzo, ossia due giorni prima e un giorno dopo le date di apertura al pubblico, in modo da potersi occupare dei preparativi e della chiusura della manifestazione; oppure solo nei quattro giorni dei due fine settimana: 3/4 Marzo e 10/11 Marzo, per essere di supporto allo staff nelle giornate di massima affluenza di pubblico. La disponibilità richiesta al candidato è, in entrambi i casi, per l’intera giornata: giovedì, venerdì e sabato dalle 9.30 alle 23.30, dal lunedì al mercoledì e la domenica dalle ore 9.30 alle 20.30. Per proporsi è sufficiente collegarsi al sito www.cioccola-to.it, accedere alla sezione “lavora con noi” e compilare i campi suggeriti, eventualmente aggiungendo due parole di presentazione. Occorre affrettarsi perché i colloqui di selezione si terranno il 12 febbraio. Non è necessario inoltrare né foto né curriculum, perché ogni candidato riceverà una e-mail di risposta completa con tutte le indicazioni da seguire per poter partecipare al colloquio e con allegato il modello di curriculum che dovrà essere compilato e portato il giorno del colloquio insieme a una foto tessera recente, la fotocopia della tessera sanitaria, del codice fiscale e di un documento di identità valido. Il tutto dovrà essere consegnato in sede di colloquio secondo l’appuntamento concordato via e-mail.

Test DNA: tecnologia che si sta diffondendo molto rapidamente. È da prevedere che presto saranno effettuati più test genetici prenatali e ci saranno più aborti, perché si vuole il “bambino perfetto”?
Negli ultimi 10 anni tramite Internet, chiunque può farsi fare un test del genoma per valutare i rischi di malattie. Un clic qui e una carta di credito, per esempio, e il kit arriva a casa in pochi giorni. I risultati dell’analisi, assicurano i produttori, verranno poi discussi con gli esperti. In Italia la pratica del test genetico fai-da-te è in forte aumento. Il business fa gola, e negli ultimi anni sono sorti molti laboratori privati che promettono di rivelare al paziente-cliente tutti i segreti del suo Dna. Oggi sono disponibili quasi 700mila test diagnostici, cioè destinati a diagnosticare, magari già in utero, le cardiopatie, le malattie metaboliche o le distrofie che potrebbero colpire il nascituro. Esistono poi altre categorie di test genetici: una coppia che stia mettendo in programma una gravidanza, per esempio, può ricorrere ai test per identificare i portatori sani di malattie come la fibrosi o la talassemia. I test presintomatici, hanno invece come obiettivo la diagnosi di una malattia, per esempio la Corea di Huntington, molto tempo prima che si manifesti o la propria predisposizione all’Azheimer”. Se aumentassero tali test, potrebbe esserci un’esplosione dei costi della salute, poiché in seguito ai loro risultati potrebbero moltiplicarsi le visite mediche, le terapie e i controlli annuali nonché gli aborti mentre l’altra faccia della medaglia è che grazie a questa ricerca può essere fatta più prevenzione, riducendo così i costi sanitari.

Art. 18. Vergogna Monti: la monotonia della vita del professore nato nella bambagia e cullato in tutta la sua vita
“Non è un tabù. L’articolo 18 può essere pernicioso per lo sviluppo dell’Italia”, E poi sempre riferito all’articolo 18 “un terribile apartheid nel mercato del lavoro tra chi è già dentro e chi, giovane, fa fatica ad entrare”. E in ultimo ma non ultimo riguardo ai giovani che devono “abituarsi all’idea di non avere più il posto fisso a vita: che monotonia – afferma – E’ bello cambiare e accettare delle sfide”. Sono le fatidiche parole del grande professore e senatore a vita con lauta indennità incorporata, nonché capo del governo la cu biografia, sin dalla nascita si commenta da sé per comprendere come sia stato meno arduo di tanti giovani il suo percorso di vita – figlio di un direttore di banca e nipote del banchiere pubblico Raffaele Mattioli – quando ha esplicitato le prime e lapidarie affermazioni sulle reali intenzioni di come questo esecutivo voglia mettere mano al mercato del lavoro. Da subito, si è scatenata una catena di polemiche tra chi sostiene a spada tratta qualsiasi parola proferisca il professore come se piovesse oro colato e chi, a ragione, continua a difendere quella straordinaria norma di civiltà giuridica e sociale rappresentata dall’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Salute e cellulari: Belly Band la fascia anti-radiazioni per le future mamme. Una misura precauzionale per il proprio bambino
Belly Band, è un prodotto che dovrebbe servire a proteggere il feto dalle radiazioni emesse dai cellulari. La fascia, da portare da indossare sopra o sotto gli abiti durante la gravidanza, sfrutta il principio della gabbia di Faraday per limitare l’esposizione del bambino alle radiazioni durante la gravidanza. Mentre gli scienziati dibattono ancora sull’effettiva pericolosità dei cellulari, la fascia anti-radiazioni potrebbe diventare il nuovo must per le mamme più apprensive. La fascia, che è disponibile in quattro colori e un solo formato, è disponibile tramite il sito Web della società per 50 euro. La fascia protegge il bambino dalle radiazioni di tutti i giorni durante la gravidanza, completando il resto della linea di abbigliamento. Il tessuto della fascia anti-radiazioni è lavabile in lavatrice, morbido al tatto, e più leggero del cotone presente nella maggior parte di T-shirt. Belly Band utilizza un effetto noto come “gabbia di Faraday”, che neutralizza le radiazioni in arrivo in un modo simile a un filo di messa a terra che neutralizza una corrente elettrica. La gabbia di Faraday è un sistema costituito da un contenitore in materiale elettricamente conduttore in grado di isolare l’ambiente interno da un qualunque campo elettrostatico esterno. Il termine “gabbia” indica che il sistema può essere costituito da un foglio metallico, da una rete o da una serie di barre opportunamente distanziate. L’effetto schermante è usato per proteggere persone e ambienti da campi esterni. Le fasce per le future mamme non sono certo una novità. Questi prodotti sono un piccolo extra, come misura precauzionale per il proprio bambino che fornirà anche una protezione contro i rischi per la salute dalle radiazioni di tutti i giorni. Gli effetti delle radiazioni sulla salute sono una questione ancora aperta al dibattito ed alcune ricerche tendono a dimostrare quanto le radiazioni dei cellulari siano dannose anche per i bambini nell’utero. Pur ricordando che non esiste l’unanimità degli scienziati su questo tema, secondo alcuni studiosi le radiazioni potrebbero provocare dei danni nello sviluppo del bambino, visibili anche a lungo termine, motivo per cui è difficile stabilire legami di causa-effetto.  A tal proposito la città di  San Francisco recentemente è diventata la prima metropoli degli Stati Uniti a passare una legge che richiede livelli di emissione di radiazione a chi vende telefoni cellulari e misure analoghe sono già state prese in Australia, Israele, e in tutta Europa: la Francia si è spinta fino al divieto di utilizzare telefoni cellulari del tutto nelle scuole primarie.

È online la petizione contro l’abrogazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Lo “Sportello dei Diritti” invita a firmare la petizione “Con lo sportello dei diritti in difesa dei lavoratori e dell’art.18”
C’è bisogno di una mobilitazione generale sulla rete e nelle piazze dopo le affermazioni del premier Monti circa la promessa di provvedimenti per liberalizzare il mercato del lavoro, partendo proprio da una discussione sull’articolo 18 ai fini della sua abrogazione. Per noi, invece, l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è un “tabù” in quanto costituisce, anche secondo autorevoli giuristi, una straordinaria norma di civiltà giuridica e sociale che garantisce una giusta e corretta tutela ai lavoratori contro i licenziamenti illegittimi. Abolirla o modificarla in questo momento di crisi generale, significherebbe far perdere la speranza a milioni di cittadini giovani e meno giovani che ogni mattina si svegliano per cercare un lavoro e tutti quelli che invece l’hanno perso o che invece sono moderni schiavi di un posto precario. Si invitano tutti i cittadini che hanno a cuore la tutela dei lavoratori a sottoscrivere la petizione al seguente link:

http://www.petizionionline.it/petizione/con-lo-sportello-dei-diritti-in-difesa-dei-lavoratori-e-dell-art-18/6228

Nasce il Comitato “NO TAP”
Nella serata di ieri 04 febbraio in Melendugno alla presenza di cittadini e di esponenti di associazioni (Nuova Messapia Soleto, Sportello dei Diritti, IDV articolo 3 – Vernole,Tramontana – Melendugno,Cambiamo Aria – Galatina, Save Salento, Coord.Civico Maglie, Forum Ambiente Salute, Meetup Leccesi) si è costituito un comitato spontaneo denominato “NO TAP” con la finalità di coordinare una linea comune fra tutte le associazioni e cittadini che hanno a cuore la tutela del Nostro Territorio pesantemente esposto all’approdo di un megagasdotto da parte di TAP, megagasdotto che si va ad aggiungere ad un altro megagasdotto già autorizzato che approderà nella bella e delicata costa otrantina a ridosso della città dei martiri patrimonio culturale mondiale del UNESCO. Il comitato già presente con un gruppo facebook che in pochissime ore ha raggiunto il ragguardevole numero di 1000 adesioni si adopererà, informando e sensibilizzando tutti i cittadini salentini chiedendo il loro prezioso coinvolgimento, e promuoverà iniziative pubbliche e istituzionali al fine di scongiurare l’improba possibilità di perpetrare un altro inutile e gigantesco scempio ambientale che andrebbe a compromettere territorio, paesaggio e salute e incolumità dei cittadini, derivante dalla realizzazione della Trans Adriatic Pipeline, il faraonico gasdotto che prevede di portare il gas dal Mar Caspio sino all’Italia meridionale. La multinazionale già attiva nei nostri mari da martedì 24 gennaio con il posizionamento di grosse piattaforme visibilissime dalle nostre coste ha avviato i primi sondaggi geoispettivi, che, da quanto riferito da pescatori e cittadini del posto, hanno portato ad una preoccupante interdizione assoluta alla balneazione e all’attività di pesca di una vasta area marina! Un’imponente piattaforma di sondaggio marino è stata fotografata dai cittadini proprio vicino alla costa nei pressi di San Foca (LE), marina di Melendugno, località riconosciuta per gli ambienti naturali e marini di altissimo pregio e di inestimabile valore ambientale, fortemente tutelati per la presenza di tipica macchia mediterranea e soprattutto per la presenza di una ben conosciuta ed estesa prateria di posedonia, pianta fortemente difesa ed essenziale per il mantenimento degli equilibri biomarini e degli ecosistemi costieri, che assieme alla ricca presenza diffusa di resti archeologici di epoca messapico-romana ispezionati e ancora da ispezionare contribuiscono a rendono la zona d’inestimabile valore essenziale per tutte le economie locali vocate al turismo eco-sostenibile e di qualità. Il comitato già nei prossimi giorni avvierà tutte le iniziative e le manifestazioni pubbliche necessarie per avere al proprio fianco cittadini, istituzioni e chiunque abbia a cuore la massima tutela di questa felicissima e preziosa terra salentina vero patrimonio di tutta l’umanità.

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IDV Fermano circa le province e l’agricoltura

L’IdV fermano e le Province
Gaetano Agostini ed Adolfo Marinangeli, rispettivamente capogruppo consiliare ed assessore dell’Idv alla Provincia di Fermo, hanno partecipato lunedì scorso 23 gennaio ad un incontro tra gli amministratori provinciali dell’Italia dei Valori ed i vertici nazionali del partito.
È stato approvato all’unanimità un documento e concordata l’istituzione di una commis-sione paritetica con rappresentanti dei vari livelli istituzionali – Comuni, Province e Regioni – che collabori con i competenti rappresentanti parlamentari per la messa a punto di una vera riforma degli enti locali.
Nel documento si rivendica l’azione riformatrice dell’Idv e si ritiene fondamentale procedere ad una riforma organica e complessiva dello Stato e degli enti locali. Solo così si potrà affrontare il tema delle caste, dei costi della politica e degli sprechi, il tutto nell’interesse dei cittadini e del nostro Paese.
Non c’è dubbio, infatti, che uno Stato con Regioni, Province, Comuni e migliaia di enti di secondo livello sia oramai fuori luogo e la proposta di legge popolare presentata dall’Idv va vista come l’avvio di un complessivo processo di riforma fondamentale per la democrazia ed il futuro dell’Italia e, ci permettiamo di dire, anche dell’Europa.
La proposta dal governo Monti è insufficiente ed a nostro parere errata, perché modifica l’attuale assetto e sottrae agli elettori la possibilità di scegliere i propri rappresentanti per il futuro ente intermedio di area vasta o della stessa Provincia. Occorre quindi che il governo presenti al Parlamento un disegno di legge completo sulla riforma generale del titolo V° della Costituzione – Riforma dello Stato e degli Enti locali con le relative leggi attuative. Sarebbe un modo per evitare riforme parziali, peraltro a rischio di incostituzionalità.
La riforma, conformemente al programma dell’IdV, deve prevedere il dimezzamento dei parlamentari, il passaggio al sistema monocamerale per quanto riguarda la funzione legislativa e la trasformazione del Senato in Senato delle Regioni, la riorganizzazione ed il riassetto delle regioni con particolare riferimento a quelle a statuto speciale. Occorre anche rivedere l’articolazione delle Città Metropolitane e la struttura delle società partecipate con eliminazione dei consigli di amministrazione delle stesse e la nomina di amministratori unici.
Tutto ciò per un vero federalismo che imponga un ripensamento del sistema dei poteri locali e richieda pertanto riforme forti e concrete che non sommino spese centrali a quelle locali, ma che realizzino un federalismo delle responsabilità.
Il Coordinamento Provinciale del Fermano dell’Italia dei Valori

Una buona notizia per gli imprenditori agricoli
Un ordine del giorno presentato in Parlamento dall’Italia dei Valori è stato accolto nello ambito del decreto milleproroghe. Si tratta di una moratoria per i debiti degli imprenditori agricoli verso le banche e l’Inps.
”Mi sono battuto con forza – spiega l’on. Ignazio Messina dell’Idv – per spiegare che concedere una moratoria significa essere capaci di fare un distinguo tra evasori, che vanno senza dubbio perseguiti, ed aziende in oggettiva difficoltà che sono invece la ricchezza del nostro Paese e devono invece essere sostenute ed aiutate. Pretendere ora dei pagamenti significa decretare la morte di migliaia di imprese e ingrossare le fila dei disperati che in questi giorni sono scesi in piazza. Concedere la moratoria significa invece scommettere sul settore primario: le aziende che riconosceranno il loro debito potranno usufruire di una moratoria e di una successiva rateizzazione dell’importo e ciò si tradurrà in un concreto ritorno economico per le casse dello Stato”.
L’Italia dei Valori esprime la propria soddisfazione per l’impegno assunto dal Governo e grazie al quale gli imprenditori agricoli potranno riprendere fiato e guardare avanti con più serenità. Naturalmente ora occorre che alle buone intenzioni seguano i fatti.
Certamente l’Italia dei Valori vigilerà al fianco degli agricoltori affinché vengano adottati gli opportuni provvedimenti legislativi.
Il Coordinamento Provinciale del Fermano dell’Italia dei Valori

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SPORTELLO DEI DIRITTI DEL CITTADINO (30 gennaio 2012)

Tutela del consumatore:  Costa “ Concordia “ la bufala dell’accordo tra alcune associazioni dei consumatori e la  Costa Crociere
E’ di queste ore l’accordo raggiunto tra le Associazioni nazionali dei consumatori e la compagnia Costa Crociere per l’indennizzo ai passeggeri della nave Costa Concordia al Giglio. Un rimborso forfettario di 11.000 euro a persona a titolo di indennizzo, a copertura di tutti i danni patrimoniali e non subiti, nel naufragio della Concordia da ogni passeggero,compresi i bambini. Si ritiene inaccettabile l’accordo raggiunto solo da alcune associazioni dei consumatori perché, risulta ancor più irricevibile la proposta di un risarcimento forfettario di modesta entità, tenuto conto delle svariate categorie di danno applicabili al caso di specie. Pertanto invita i passeggeri a non sottoscrivere alcuno accordo ed a promuovere azioni individuali a tutela dei propri diritti che altrimenti non sarebbero garantiti completamente.

Nave  “Concordia”: anche 203 metri cubi di gasolio e una tonnellata di disinfettante per piscina a bordo. Ecco la lista delle sostanze inquinanti
La struttura del Commissario delegato per l’emergenza per il naufragio della Costa Concordia ha fornito i dati relativi ai materiali e alle sostanze a bordo della nave. Gli elenchi sono stati forniti dall’armatore. Di seguito l’elenco: – 1.351 metri cubi di acque grigie e nere – 3.504 metri cubi di acqua di mare nelle casse zavorra – circa 41 metri cubi di oli lubrificanti – 10 bombole per un totale di 400 litri di ossigeno – 7 bombole per un totale di 280 litri di acetilene – 128 bombole per un totale di 5.120 litri azoto – 104 bombole per un totale di 3.929 litri di anidride carbonica – 600 chili di grassi per apparati meccanici – 354 chili di smalti densi – 855 litri di smalto liquido – 293 litri di pittura – 50 litri di insetticida liquido e 1,8 chili di insetticida gel – 123 litri induritore – 45 chili di mastice – 10 chili di impregnante – 1 tonnellata di ipoclorito di sodio – una stima di 2.040 metri cubi di fuel – una stima di 203 metri cubi di gasolio. Per quanto riguarda i dati sui detergenti, si fa riserva di comunicarli in un successivo momento, dovendone rendere intelligibili i quantitativi forniti. si aggiungono inoltre 1272 tipologie di cibi e bevande a bordo. Ogni ora che passa è una compromissione per l’ambiente. Al momento la priorità assoluta è la rimozione dell’elemento inquinante.

Tutela del consumatore: dopo la Cina ora la Tunisia vuole invadere l’Italia. 1.486 paia di pantaloni da uomo importati illegalmente
Da anni ormai i nostri mercati sono letteralmente invasi dalle importazioni cinesi a prezzi concorrenziali: dalle pelletterie all’oggettistica, dai giocattoli ai cosmetici, dall’elettronica al tessile; ma diffusione e prezzi limitati nascondono talvolta problemi di illegalità, sfruttamento del lavoro, utilizzo di sostanze nocive alla salute. Ora tocca ai prodotti tunisini dopo quelli cinesi. Ieri funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Civitavecchia hanno sequestrato 1.486 paia di pantaloni da uomo, in lana e cotone, con falsa indicazione “Made in Italy”, per un valore di circa 21.000 euro. Il sequestro della merce, prodotta in Tunisia, è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria, ai sensi dell’art. 517 del Codice Penale (vendita di prodotti con segni mendaci). L’operazione ripropone, ancora una volta, il tema della concorrenza sleale da parte di imprenditori che operano con prodotti contraffatti in danno a imprese italiane, i cui modelli rappresentano prodotti di punta nel mondo della moda. Sicuramente non si tratterà di un caso isolato bensì di un nuovo filone che le autorità dovranno affrontare per combattere questo specifico genere di illegalità.

Sindrome di Down: una speranza per tutti. Si laurea la prima ragazza italiana affetta da questa patologia
Una notizia che riaccende la speranza quando la forza di volontà può realizzare  tutto o quasi tutto. Giusi Spagnolo, di soli 26 anni, è la prima donna affetta dalla Sindrome di Down a laurearsi in Italia. Un bellissimo record che è riuscita ad ottenere grazie alla sua grinta. Pensate che quando era una bimba e la definivano con la sua malattia, lei puntava i piedi e diceva: “io non sono Down, sono Giusi!” ed ora la sua personalità l’ha affermata nel migliore dei modi. E’ noto in medicina che, è molto difficile o pressoché impossibile che chi è affetto da sindrome di Down, riesca a raggiungere elevati livelli di istruzione ma a volte la caparbietà e la voglia di realizzarsi superano ostacoli apparentemente insormontabili.

Allarme virus: il killer denominato “Schmallenberg“ è stato isolato da bovini infetti e piccolo bestiame nell’Unione europea. Potenziali implicazioni per la salute umana
All’ inizio del mese di novembre 2011, è stato rilevato un nuovo orthobunyavirus isolato da bovini infetti in Germania, denominato provvisoriamente virus Schmallenberg. Simili risultati di analisi sono stati segnalati dall’Olanda, dove alcuni agnelli, nati con conseguente malformazioni congenite, sono stati infettati dal virus quando erano nell’utero. In base alle conoscenze attuali, non è possibile confermare o escludere una relazione causale tra la rilevazione de nuovo orthobunyavirus ed i sintomi clinici osservati nei bovini e il bestiame di piccola taglia. Le indagini epidemiologiche, immunologiche e microbiologiche sono in corso in Germania e Paesi Bassi. Secondo le autorità sanitarie di Germania e dei Paesi Bassi, possono essere previsti ulteriori casi nei bovini e bestiame di piccola taglia. La capacità diagnostica è attualmente limitata a una RT-PCR in tempo reale, che deve essere riconvertita ulteriormente. Appena migliorati i metodi diagnostici, tra cui la sierologia, faciliterà l’identificazione delle aziende colpite e le  aree geografiche interessate. In precedenza, gli orthobunyaviruses geneticamente simili non hanno causato malattia negli esseri umani. Alla  data del 25 gennaio 2012 la malattia è stata rilevata in bovini, ovini e caprini dei Paesi Bassi, Germania, Belgio e, più recentemente, negli ovini del Regno Unito. La malattia causa transitori segni clinici nei bovini adulti (febbre, diarrea, resa lattiera ridotta ecc.) e malformazione congenita negli animali appena nati. Il virus si trasmette principalmente tramite i moscerini. Le indagini epidemiologiche, immunologiche e microbiologiche sono in corso nei paesi colpiti e la  sorveglianza degli animali è stata rafforzata anche nei paesi vicini. Ad oggi il virus non ha dimostrato di provocare malattie nell’uomo. Pertanto, la malattia negli esseri umani è improbabile, ma non può essere esclusa in questa fase. I servizi di salute animale e umana stanno collaborando strettamente per assicurare il rilevamento rapido di qualsiasi cambiamento nell’epidemiologia negli animali e negli esseri umani, in particolare nelle persone con stretti contatti con gli animali (agricoltori, i veterinari, ecc.).

Contro le false liberalizzazioni di Monti: tuteliamo gli assicurati-danneggiati e i carrozzieri
Le assicurazioni riescono anche a inserirsi nel Decreto Liberalizzazioni con una norma che lede il diritto danneggiato ad ottenere il risarcimento integrale costringendolo a scegliere tra un riparatore imposto dalla compagnia o un risarcimento decurtato del 30%  nel caso volesse rivolgersi al proprio carrozziere di fiducia. La conseguenza immediata e devastante dell’approvazione di una norma così ingiusta e infondata sarà la chiusura di migliaia di imprese artigiane non convenzionate con le assicurazioni che, operando in un regime di oligopolio, domineranno incontrastate il mercato della riparazione. Tale infausto scenario, alimentato anche dalla recente e discutibile fusione tra Unipol e Fonsai, era stato ampiamente previsto, durante l’audizione del 29 settembre 2010, dall’attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, allora presidente dell’AGCM, con le testuali parole: “Ancora è opportuno approfondire il significato di prassi contrattuali poste in essere da alcune compagnie volte a promuovere, come unica modalità, il risarcimento in forma specifica e senza, nella sostanza, consentire i risparmi di spesa che la legge avrebbe richiesto. Queste prassi, se poste in essere da operatori dominanti o da insiemi di imprese con un’elevata quota di mercato complessiva, possono presentare problemi sotto il profilo concorrenziale soprattutto nei rapporti con le officine di riparazione: sistemi di convenzionamento irragionevolmente selettivi potrebbero causare pregiudizi ai riparatori esclusi; Il formulato è quindi fortemente distorsivo della concorrenza ed è inoltre in netto contrasto con la relazione del Consiglio economico e Sociale dell’Unione Europea del 6 dicembre 2010 mirante a garantire la libertà di scelta del proprio artigiano di fiducia. E’ inoltre  un un grave errore consolidare la procedura di risarcimento diretto che, a cinque anni dalla sua applicazione, ha favorito: l’abbandono delle migliori tecniche per l’accertamento del danno, ridotto la presenza degli ispettorati sul territorio, il ploriferare di frodi e speculazioni, consentito una “cartolarizzazione” dei risarcimenti e la conseguente l’esplosione dei premi delle polizze. Tutto ciò è accaduto quando ben quattro pronunce della Corte Costituzionale (Ordinanze 205/08, 154/2010, 192/2010 e Sentenza 180/09), hanno inequivocabilmente stabilito che la procedura è facoltativa. La strada maestra sia, quindi, quella di rendere il danneggiato libero scegliere il percorso per ottenere l’integrale risarcimento. In alternativa si rottami in toto, non solo per i sinistri con lesioni come era stato proposto nella bozza del decreto, una procedura rivelatasi completamente fallimentare. Questa la ricetta per una vera liberalizzazione del settore RC auto cui si deve aggiungere: b) Il varo di un’agenzia antifrode in campo assicurativo solida e indipendente; c) Ancorare, quale riferimento minimo per la liquidazione del danno alla persona, le tabelle di Milano, come riconosciuto dalla Cassazione al fine di fugare le tendenze involutive manifestate negli ultimi tempi.

Tutela del consumatore: traffico aereo in frenata in Italia e nel mondo mentre sono in forte aumento casi  di aggressività sui voli. I problemi più frequenti riguardano i passeggeri che hanno ecceduto nel consumo di alcool. Emblematico il caso di Gerard Depardieu che ubriaco ha fatto la pipì in aereo davanti ai passeggeri
Dopo mesi di crescita sostenuta, a novembre 2011 il traffico passeggeri in Italia si è fermato a un modesto +0,3% rispetto allo stesso mese del 2010. Un risultato ben lontano dalla media registrata da inizio anno, pari al +6,7%. Secondo gli ultimi dati diffusi da Assaeroporti, la flessione è dovuta all’andamento dei voli internazionali (-1,1%), per la prima volta in negativo nel 2011, mentre i passeggeri continuano ad aumentare sui voli nazionali (+2,4%), anche se in misura inferiore rispetto ai mesi precedenti. La persistente incertezza economica, porterà probabilmente a un ulteriore indebolimento del mercato aereo nel 2012. Si segnala, in particolare, il calo di traffico nei due principali aeroporti del Paese: Roma Fiumicino (-0,7%) e Milano Malpensa (-5,6%). Fiumicino, contrariamente a quanto avviene nella maggior parte degli altri terminal italiani, ha perso passeggeri sui voli nazionali, guadagnandone invece sui voli internazionali. Male, tra i primi dieci scali per numero di passeggeri, anche Bologna (-7,2%) e Roma Ciampino (-2,6%). Buone percentuali di crescita per Milano Linate (+4,1%), Bergamo Orio al Serio (+5%) e Catania Fontanarossa (+5,6%). Scorrendo i risultati della top ten degli aeroporti italiani, solo Venezia mostra un incremento del traffico a doppia cifra (+36,5%), dovuto, è bene ricordarlo, allo spostamento sul Marco Polo dei voli dell’Antonio Canova di Treviso, chiuso per lavori di adeguamento da giugno a dicembre 2011. Tra gli scali più piccoli, pare inarrestabile la marcia di Rimini, +87,1% a novembre; complessivamente, il traffico del Federico Fellini è cresciuto del 64,7% dall’inizio dell’anno. Compagnie di linea e low cost, italiane e straniere, hanno aperto nuove rotte sull’aeroporto romagnolo negli ultimi due anni. Il traffico ha beneficiato in particolare della costante crescita dei flussi dalla Russia, grazie ai collegamenti con le principali città di questo paese, ma l’aumento riguarda tutte le destinazioni, sia sui voli nazionali che su quelli internazionali. Dati positivi sono giunti anche da Brindisi (+15,4%) e Lamezia Terme (+16,4%).Ancora in sofferenza Trapani Birgi (-16,7% a novembre), penalizzato fino a qualche mese fa dalle restrizioni ai voli civili imposte dalla guerra in Libia. La domanda internazionale, -1,5% rispetto a ottobre, è apparsa in maggior affanno rispetto alla domanda di voli domestici (+1,3% su ottobre). Esistono tuttavia nette differenze tra le diverse regioni mondiali. Le aerolinee nordamericane hanno registrato una contrazione del -1,2% rispetto a novembre 2010; pare quindi che la ripresa dell’economia USA nel quarto trimestre non abbia ancora avuto conseguenze sulla domanda passeggeri. La crescita più forte è stata registrata in America Latina (+8,8%) e Medio Oriente (+9,8%), grazie alla forza dell’economia sudamericana da un lato e ai prezzi competitivi praticati dalle aerolinee mediorientali sui voli a lungo raggio dall’altro. La domanda in Europa (+4,9%) è sostenuta dalle esportazioni di alcuni paesi come la Germania, che hanno dato impulso ai viaggi d’affari. Ciononostante, la crescita resta al di sotto di quanto registrato a ottobre (+6,4%), mentre le previsioni di mercato per l’area sono tutt’altro che allettanti a causa delle incertezze dell’eurozona. Crescita moderata per le compagnie dell’area Asia e Pacifico (+2,4%) e africane (+2,6%). Mentre in controtendenza è il numero di passeggeri irrequieti in forte aumento, che richiedono interventi speciali del personale o addirittura delle forze dell’ordine. Per esempio una compagnia di bandiera elvetica nel 2011 ha infatti registrato 449 casi di “unruly passengers”, ossia passeggeri che creano problemi in aeroporto o all’interno del velivolo, con un aumento rispetto all’anno precedente del 30%. La percentuale di passeggeri scalmanati è salita da 2,4 a 2,9 ogni 100’000 viaggiatori. Tra i casi citati, si narra di un volo tra Delhi e Zurigo che ha dovuto essere annullato a causa di un passeggero con problemi psichici che era andato in escandescenze o come nel caso di Gerard Depardieu che ubriaco ha fatto la pipì in aereo davanti ai passeggeri. Ma i problemi più frequenti riguardano i passeggeri che hanno ecceduto nel consumo di alcool e quegli che sono stati fermati che volevano fumare a bordo, oltre gli interventi per attacchi verbali nei confronti del personale di bordo. In molti casi i passeggeri introducono illegalmente nell’aereo degli animali. Si registrano poi abbastanza spesso litigi dovuti al mancato spegnimento di telefonini e notebook. Negli aeroporti è quindi aumentata la soglia di attenzione, per cui sempre più spesso è già il personale a terra a bloccare i passeggeri potenzialmente pericolosi. Infatti nel 2011 a molte persone non è stato consentito l’accesso a bordo dell’aereo malgrado fossero fornite di regolare biglietto.

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SPORTELLO DEI DIRITTI DEL CITTADINO (27 gennaio 2012)

Discriminazioni sul lavoro: divieto di discriminare lo straniero escludendolo dal Servizio Civile Nazionale
Lo ha stabilito il  Tribunale di  Milano, sez. lavoro, con l’ordinanza  del 12.01.2012 che sottolinea il carattere discriminatorio della limitazione alla partecipazione al bando del 20 settembre 2011 per la selezione di volontari da impiegare in progetti di servizio riservata esclusivamente a cittadini italiani. Secondo il giudice “ L’uso del termine cittadino previsto dall’art. 3 del D.Lgs. n. 77/2002 tra i requisiti necessari per l’accesso al Servizio Civile Nazionale, deve essere riferito non al soggetto munito di cittadinanza, ma al soggetto che appartiene in maniera stabile e regolare alla comunità e che in quanto tale può vedersi esteso anche a lui il dovere di difesa della Patria quale dovere di solidarietà politica, economica e sociale ex art. 2 della Cost.”. Nel caso di specie il ricorrente, un cittadino pakistano di 25 anni residente in Italia da ormai 15 anni, pur avendo presentato domanda per la partecipazione al bando chiedendo di essere ammesso al servizio civile presso l’ente Caritas Ambrosiana, riceveva la comunicazione di non poter essere inserito nella graduatoria ai fini della selezione in quanto privo della cittadinanza italiana. L’attore proponeva ricorso al Tribunale di Milano chiedendo di dichiarare il carattere discriminatorio dell’articolo 3 del D.Lgs. n. 77/2002 nella parte in cui si richiede la cittadinanza italiana. Resisteva al ricorso la presidenza del Consiglio  dell’ ufficio Nazionale per il servizio civile, replicando che il Servizio Civile Nazionale, prestato su base volontaria, è da porsi in posizione parallela con il servizio militare per cui la limitazione all’accesso ai soli cittadini italiani è giustificata dal fatto che entrambi sono finalizzati a garantire la difesa della Patria con o senza mezzi militari. Mentre secondo il Tribunale la struttura dell’attuale Servizio Civile nazionale ha una struttura del tutto autonoma e priva di ogni collegamento sia con il servizio militare sia con il precedente servizio civile utilizzato per gli obiettori di coscienza che con la sospensione della leva obbligatoria avvenuta nel 2005, sono venuti meno i presupposti per il servizio civile sostitutivo prestato dagli obiettori di coscienza. Infatti, si legge nella ordinanza, l’attuale Servizio Civile Nazionale viene istituito come servizio su base esclusivamente volontaria, rimanendo invece il servizio militare e quindi l’obiezione di coscienza fondati sull’obbligo di legge di cui all’art. 52, comma 2 della Costituzione. Alla fine il giudice ha sentenziato che il dovere di difendere la Patria deve essere letto alla luce del principio di solidarietà come espresso dall’art. 2 della Cost. chiamando la persona ad agire non solo per l’imposizione di un’autorità, ma anche per libera e spontanea espressione della profonda socialità che caratterizza la persona stessa. Quindi, il servizio civile si configura, secondo i giudici di merito, come forma spontanea di adempimento del dovere costituzionale di difesa della Patria. Quest’ultimo si collega al dovere fondamentale di solidarietà sociale al quale secondo l’art. 2 della Costituzione sono chiamati tutti coloro che vivono sul territorio nazionale avendo scelto liberamente di porvi la loro stabile residenza. Da qui il carattere discriminatorio della limitazione richiamata e la conseguente decisione del Tribunale di sospendere le procedure di selezione, modificando il bando di concorso escludendo il requisito della cittadinanza e consentendo l’accesso agli stranieri che soggiornano regolarmente in Italia, fissando un nuovo termine per le domande. Si tratta, tuttavia, di una “sentenza storica in materia di discriminazioni, la prima nel suo genere, relativa al principio della parità di trattamento fra cittadino italiano e straniero in materia di occupazione ed impiego, che ha reso più efficace il contrasto alle discriminazioni.

Tecnologia: ecco  le tv a schermo trasparente
La tecnologia prosegue nella sua corsa nell’innovazione tecnologica per il settore degli schermi, e si  pensa già alle prime tv a schermo trasparente. Non è un segreto che da un po’ di tempo la Samsung sud coreana stia lavorando in questo senso, ma la commercializzazione di questo prodotto potrebbe arrivare prima di quanto si pensi. Al CeBit (il più importante evento mondiale per l’Information and Communication Technology) Samsung era presente con alcuni dei suoi nuovi prodotti. Si tratta, tuttavia, di uno schermo LCD completamente trasparente. Per evidenziare la trasparenza del proprio display Samsung ha posizionato un plastico alle spalle del televisore, e l’effetto è davvero suggestivo.

Allarme gioco d’azzardo in Italia. Quattro italiani su dieci giocano d’azzardo.  Più a rischio gli uomini giovani
Ha il marchio dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifc-Cnr), l’allarmante studio pubblicato su Springer Science sulla diffusione del fenomeno del gioco d’azzardo nel Nostro Paese. La fotografia del giocatore tipo è quella di un maschio, titolare di licenza media inferiore, bevitore di alcolici e fumatore. I soggetti più a rischio, però, sono i giovani giocatori, che abusano anche di farmaci tra i quali i tranquillanti. La coordinatrice della ricerca dell’Ifc-Cnr dottoressa Sabrina Molinaro, ha specificato che – quella che possiamo considerare con un aggettivo come spaventosa – la percentuale del 42% della popolazione campionata di età compresa tra i 15 e i 24 anni ed i 25 e 64, risulta aver giocato somme di denaro almeno una volta nel corso degli ultimi 12 mesi. Tale cifra, rapportata al numero di residenti in Italia è sconvolgente se si può considerare che all’incirca 17 milioni di persone risultano essere coinvolte dal gioco d’azzardo, che a ragione, può essere considerata una vera e propria epidemia sociale che condiziona la vita di troppe famiglie italiane. Le statistiche indicate nella ricerca sono eloquenti delle condizioni sociali in cui si diffonde il fenomeno e sulla particolare incidenza tra i giovani: il 36% dei 15-24enni ha dichiarato di aver giocato almeno una volta negli ultimi dodici mesi e quindi per un totale 2,2 milioni di giovani adulti, di questi ben il 27% sono i cosiddetti giocatori sociali e il 9% di problematici, questi ultimi per un  totale di 500 mila persone. Se i ragazzi, quindi, giocano di meno in generale, sono però i più esposti rispetto agli adulti a situazioni di gioco problematico. Tant’è che gli adulti che affermano di aver giocato almeno una volta negli ultimi dodici mesi sono il 45% (per un totale di 15 milioni), tra il 37% che non presenta criticità, mentre l’8% può essere inserito nella categoria dei problematici. Come già sottolineato ad essere più soggetta, secondo un precedente studio del Cnr Ipsad-Italia tra il 2007-2008, è la popolazione maschile, in ciascuna delle fasce di età prese in considerazione: gli uomini giocatori sono il 56% tra i 15-24enni e il 54% tra gli adulti. Il 10% dei giovani maschi giocatori rischia di sviluppare dipendenza da gioco d’azzardo, cioè cinque volte di più rispetto alle coetanee, anche se la popolazione femminile ha probabilità doppia di cadere nel gioco problematico rispetto agli uomini nella fascia 25-64. Secondo la studiosa del CNR tra le ragioni per cui vi sia tale predominanza di genere debbano essere “ricercata nel marketing, orientato soprattutto verso i maschi, con un’offerta vasta di scommesse sportive, poker on-line, slot-machine. Solo di recente la pubblicità si rivolge alle donne con giochi come il bingo, gratta e vinci, lotto, superenalotto”. Alla luce di questi dati, si è ancora più determinati nella battaglia contro il gioco d’azzardo ed in particolare contro l’incentivazione di questo fenomeno da parte dello Stato e per tali ragioni si rivolge al  governo affinché si assuma le proprie responsabilità e ponga fine a questa piaga sociale limitando drasticamente il ricorso a questo tipo di strumenti quali “Gratta & Vinci”, “Superenalotto”, Lotterie istantanee, scommesse, che invitano il cittadino all’indebitamento, specie dietro al falso mito della “Fortuna”, perché le esigenze di cassa dello Stato non possono mai giustificare la disgregazione di un così alto numero  di famiglie italiane.

Capitali in nero attraversano il confine italiano ogni giorno
Il fenomeno si sta intensificando anche ai valichi di frontiera dove la Guardia di Finanza ha già sequestrato dall’inizio dell’anno più di 5 milioni di euro di valuta non dichiarata in entrata e uscita dall’Italia. Si tratta per lo più di contanti e di denaro sporco nelle mani più che altro di stranieri che non ha nulla a che vedere con il fenomeno della fuga di capitali verso l’estero tramite i normali canali bancari, giacché la legge non consente l’esportazione di valuta per più di 10 mila euro, cifra che dovrebbe comunque essere giustificata in dogana in rispetto delle leggi antiriciclaggio. Tuttavia queste cifre sono indicative di quanto l’esportazione di capitali abbia assunto ultimamente connotazioni preoccupanti, dato che solo l’anno scorso la cifra sequestrata ai valichi di frontiera non aveva superato i 2,5 milioni di euro. E’ proprio ieri i funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Bari hanno scoperto in tre distinte operazioni, con la collaborazione dei militari della Guardia di Finanza, valuta non dichiarata per un totale di 179.800 euro. Un cittadino albanese e uno kosovaro hanno tentato di imbarcarsi per l’Albania rispettivamente con 58.000 euro e con 16.000 euro. Un cittadino albanese, invece, sbarcato da una motonave proveniente dall’Albania, aveva con se 105.800 euro. In tutti e tre i casi, i trasgressori si sono avvalsi della facoltà di effettuare l’oblazione immediata, che consente di estinguere la violazione  mediante il pagamento di una somma pari a 5% dell’importo eccedente il limite consentito di 10.000 euro. La stampa non ne parla e i media trascurano il fenomeno, ma dalle isolate ma quotidiane notizie che appaiono, specie sui media locali, un fiume di denaro in piena starebbe uscendo ed entrando dai confini italiani per finire chi sa dove sottraendosi alla giusta tassazione con ciò causando un danno all’erario e come al solito ai cittadini onesti.

Tutela del consumatore: i preservativi contraffatti. Il fenomeno si sta intensificando  
Seconda la Durex, infatti, colosso mondiale dei profilattici, sono in circolazione condoms cinesi taroccati, che imitano in tutto e per tutto la confezione di alcuni tipi di prodotti della Durex, ma che si rompono 10 volte piu’ facilmente di quelli autentici. Le vendite delle imitazioni avrebbero raggiunto le centinaia di migliaia di scatole. La Durex spiega che i preservativi cinesi odorano di gomma, quando si apre la bustina che li contiene, mentre quelli di loro produzione sono inodori. Il capo marketing dell’azienda nel Regno Unito, Chris Bonniss, ha avvertito che le copie sono quasi indistinguibili dagli originali. “I tipi Extra Safe e Fetherlite sono stati riprodotti a perfezione. Ma abbiamo fatto test che dimostrano che le copie si rompono 10 volte piu’ facilmente”, ha ribadito più volte il dirigente della Durex. Bonniss ha detto che le scatole cinesi possono essere riconosciute dalla scarsa qualita’ di stampa delle scritte: le “c”, in particolare, sembrano il simbolo dell’euro. Proprio ieri i funzionari della Dogana di Gioia Tauro, con la collaborazione dei militari della Guardia di Finanza, nell’ambito dell’azione di repressione delle attività illegali per la tutela della salute dei consumatori, hanno sequestrato 90.000 profilattici con marchio contraffatto, nascosti dietro un carico di merce varia. La merce, proveniente dalla Cina, era destinata al mercato albanese. Adesso tra i banconi dei supermercati e su internet è cominciata la caccia ai prodotti falsi. Anche perché i rischi per la salute non sono certo da sottovalutare.

Alcol e droga: in Svizzera passa una norma che pone le spese sanitarie a carico di ubriachi e tossicomani
La lotta all’abuso di alcol e droghe può segnare un importante passo ed una novità della quale si è per la verità già discusso in passato. Tant’è che nella vicina Svizzera è già avanti l’iter parlamentare relativamente ad una norma che farà discutere ma che potrebbe avere un effetto disincentivante per tutti coloro che abusano di alcol e droghe sino a ricorrere alle cure mediche a carico dello Stato. Nello stato d’oltralpe, infatti, la commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati con 7 voti contro 2, ha approvato un’iniziativa parlamentare secondo cui poiché il consumo eccessivo di alcool e di droga rientra nella responsabilità individuale, le persone che abusano di alcool o di sostanze stupefacenti devono assumere esse stesse i costi terapeutici, medici e amministrativi, nonché di permanenza in una cella di disintossicazione. Pur ritenendo eccessiva tale tipo di disposizione che non rileva la necessità della finalità sociale del recupero di alcolisti e tossicodipendenti cronici e l’obbligatorio intervento dello Stato per sostenere anche con le proprie risorse tutte quelle persone che devono essere ricondotte ad una vita normale, si ritiene che una norma simile possa essere applicata in tutti quei casi di sbornia o intossicazione occasionale, ponendo interamente a carico di tutti quei cittadini, in gran parte giovani, i costi di ricovero e le spese sostenute dal servizio nazionale, tanto da poter generare un importante effetto deterrente ed educativo soprattutto contro le cosiddette bravate del “sabato sera”.

Allarme povertà: è solo una percezione diffusa o in Italia aumentano i ladri per fame e i suicidi?
Non sono più casi isolati quelli di pensionati beccati nei supermercati a rubare per fame, dalle bistecche a qualsiasi genere di prima necessità, a volte pochi prodotti per pochissimi euro, o ancor peggio i cittadini che si  stanno suicidando in conseguenza dell’aggravarsi della crisi economica: gli ultimi casi più eclatanti quello dell’anziano barese gettatosi dal balcone a seguito di una richiesta di recupero crediti da parte dell’Inps e del noto imprenditore catanese che si è impiccato dopo aver assunto un cocktail di psicofarmaci perché non era riuscito a pagare i propri dipendenti. Il boom di furti nei supermercati, la catena di drammi o di tragici eventi, che si sussegue e che viene riportata dalle cronache italiane che non possono nascondere quanto quotidianamente accade dipinge un quadro a tinte fosche che ci obbliga a sottolineare che è giunto il momento in cui non si può più far finta di nulla, è giunto il momento nel quale il governo prima dello spread, dei Bot, ha l’obbligo di pensare alle condizioni minime di sopravvivenza di una nazione a partire dal diritto alla casa e ad un reddito minimo garantiti a tutti e mantenere in piedi un sistema di welfare che inizia a fare acqua per un Paese che si vanta ancora di appartenere alle otto più grandi potenze economiche.

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L’IdV porta in Consiglio Regionale la questione ex Sadam

Nell’ormai lontano mese di novembre del 2005 lo zuccherificio di Campiglione di Fermo di proprietà della Eridania Sadam S.p.A. cessava la sua attività di produzione. Quasi due anni dopo, a luglio del 2007, tra la società ed i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e degli enti locali veniva sottoscritto un accordo di riconversione produttiva che prevedeva, tra l’altro, la realizzazione di una centrale ad olio vegetale ed un impianto per biogas. Con lo stesso documento venivano salvaguardate 25 unità lavorative da impiegare in questi impianti che sarebbero dovuti sorgere nell’ambito del Comune di Fermo.
Dopo varie vicissitudini e l’esame di vari siti, l’area di intervento è stata individuata sullo spazio dove sorgeva l’ex zuccherificio Sadam a Campiglione di Fermo.
A quattro anni e mezzo di distanza siamo però ancora al punto di partenza con due questioni fondamentali ancora aperte e che rischiano di esplodere definitivamente: da una parte la situazione di 30 famiglie per le quali un provvidenziale accordo Ministeriale del recente 21 dicembre, avvenuto a seguito di un incontro con il Presidente della Provincia di Fermo Cesetti, ha prolungato di un anno gli ammortizzatori sociali, dall’altra il notevole impatto ambientale che gli impianti previsti provocherebbero nell’area individuata, trattandosi di una zona altamente urbanizzata. Questa scelta ha già provocato le netta contrarietà di tutti i residenti nella frazione fermana e creato forte agitazione tra le popolazioni limitrofe.
Va aggiunto, inoltre, che nelle immediate vicinanze è prevista la costruzione del nuovo Ospedale di Zona di Fermo cui la contiguità degli impianti non contribuirà a rendere certa-mente salubre l’ambiente.
Grazie alla Vice Presidente Paola Giorgi che si è fatta carico di approntare una specifica interrogazione al Presidente Spacca, l’intera questione della ex Sadam approderà nei prossimi giorni nell’assise regionale al fine di dare una risposta definitiva sia al piano di riconversione industriale, sia alla reintegrazione degli operai rimasti abbandonati in questa ‘strana e molto discutibile’ vicenda politica.
Ancora una volta sarà ribadita la forte e decisa attenzione dell’Italia dei Valori per l’occupazione e per il rispetto dell’ambiente: in questa occasione ad alto livello istituzionale grazie al Vice Presidente del Consiglio Regionale Paola Giorgi ed al suo Capo Gruppo Regionale ai quali vanno il ringraziamento di tutto il Coordinamento Provinciale dell’IdV del Fermano.

Il Coordinamento Provinciale del Fermano dell’Italia dei Valori

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SPORTELLO DEI DIRITTI DEL CITTADINO (23 gennaio 2012)

Un’idea rivoluzionaria l’“Alzheimer Café “: in Olanda la malattia non è più un ostacolo. No alle strutture ghetto
L’Alzheimer Café è qualcosa presa in prestito dall’Olanda. Un’idea che sta prendendo piede e che sta interessando tante persone che sono, direttamente o indirettamente, colpiti dal morbo: l’Alzheimer Café. “Si tratta di una serie di incontri in cui partecipa sia il malato sia il familiare, in cui si ha la possibilità di porre domande, di confrontarsi in un ambiente ricreativo e formale”. Uno di questi luoghi è ad Hogewey, a est di Amsterdam. A vederlo da fuori potrebbe sembrare un edificio scolastico come tanti. Anonimo e grigio, il centro di accoglienza tutto dedicato ai malati di Alzheimer, è situato tra due complessi residenziali. Ma l’apparenza inganna. Una volta entrati nel centro si scopre un mondo accogliente, fatto di colori e di sorrisi. E’ una sorta di piccolo paese in cui si trova di tutto: un piccolo supermercato (dove l’ospite può comprare ciò che necessita in compagnia di una infermiera), un salone di parrucchiera, una sala per concerti, un teatro, un parco, diverse sale di ritrovo. Gli ospiti sono liberi di mangiare quando ne sentono la necessità, di muoversi nel centro come e quando vogliono. L’atmosfera sembra rilassata e le visite familiari diventano occasione per allargare le proprie possibilità di scambio e la propria cerchia di conoscenze. Un ambiente stimolante, senza dubbio, ma anche sicuro. Ogni stanza è sorvegliata di notte, attraverso un sistema di ricezione audio (e non video per tutela della privacy) centralizzato, che permette ai sorveglianti di far scattare la visita di medici e infermieri, qualora ci fossero lamentele o qualcosa di anomalo provenire dalle camere. In Italia le persone colpite dal morbo di Alzheimer e da altre forme da demenza sono circa 800.000. Un numero importante e, con l’invecchiamento costante della popolazione previsto per i prossimi decenni, sicuramente destinato ad aumentare. In Italia una struttura simile a quella olandese non esiste. Si predilige la politica del mantenimento al domicilio in molti casi con l’aiuto delle badanti, persone cioé che vivono insieme alla persona colpita, che si concentrano nel mantenimento di relazione con la famiglia. È un’offerta diversificata, che va incontro sia alle esigenze del malato sia a quelle delle famiglie e che tutela la vita affettiva della persona colpita e dei suoi familiari, piuttosto che la creazione di strutture apposite, che rischiano di diventare dei ghetti. Il legame alla realtà del malato, che fa parte della sua storia, della sua vita, nelle prime due fasi della malattia è importantissimo.

Prostituzione: nel mondo 42 milioni di prostitute, una ogni 60 uomini di cui 2 milioni di bambini. Lo indica il rapporto della Fondazione Scelles    
È a dir poco sconcertante il rapporto mondiale sullo sfruttamento sessuale pubblicato dalla Fondazione Scelles, impegnata contro questa piaga sociale. Sono, infatti, da capogiro le cifre relative, se si pensa che sul nostro pianeta sono tra 40 e 42 i milioni di persone che si prostituiscono. Ma ancora più raccapricciante è il numero di quelle di età compresa tra i 13 e i 25 anni che sarebbero addirittura i tre quarti del totale. Se con il rapporto in commento l’intento della Fondazione Scelles, era quello di dimostrare, cifre alla mano, il dilagare di un fenomeno negativo per la società e per i singoli cittadini coinvolti, l’obiettivo è stato raggiunto perché a fronte di una popolazione mondiale di 7 miliardi d’individui ben 40-42 milioni ne sono coinvolti con una diffusione che tocca inevitabilmente ogni continente. Basti pensare che nella sola Europa occidentale sono tra 1 e 2 i milioni di persone coinvolte, con ben nove su dieci che dipenderebbero da un protettore e con una percentuale di donne vicina all’80%.  Il continente asiatico farebbe la parte da leone nella drammatica classifica della diffusione della piaga sociale, con una percentuale pari al 56 % del totale, mentre la metà delle persone sfruttate sarebbero minorenni. Ancora più raccapriccianti il dato fornito sul numero di bambini che cadono nella malvagia spirale degli sfruttatori: sarebbero ben due milioni, anche se non sarebbe dato sapere se sia un fenomeno in crescita o meno, per come sostiene il presidente della Fondazione Yves Charpenel. Una curiosità in negativo è data anche da un dato preoccupante affrontato dal rapporto in merito alla crescita della diffusione del fenomeno in occasione di eventi sportivi internazionali di particolare rilevanza. Basti riportare la memoria ad un evento europeo,  i Mondiali di Germania del 2006 quando i media comunicarono le polemiche sorte in conseguenza della nascita di veri e propri sex-center nei pressi degli stadi.  Mentre più recentemente, durante il 2010, è stato segnalata dalle cronache un aumento impressionante delle reti che gestiscono la prostituzione proprio in occasione dei Giochi Olimpici di Vancouver e dei Mondiali di calcio in Sudafrica, dove secondo stime alle 100.000 prostitute già residenti nello stato africano se ne aggiunsero altre 40.000. Se il mondo del calcio e quello dei Giochi Olimpici sono identificati come i teatri più conosciuti dello sfruttamento sessuale, non sarebbero da meno le gare del circus della Formula 1. Ma gli autori della ricerca si stanno già preparando per comprendere quale sarà la dimensione del fenomeno già alle prossime Olimpiadi di Londra. Per Giovanni D’Agata, i dati illustrati nel citato rapporto, dimostrano la globalità di una piaga che per tale ragione deve essere affrontata globalmente, poiché ancora in troppi paesi, la prostituzione, specie quella minorile, continua ad essere tollerata. Ma è da dire che al di là della legislazione dei singoli stati, alla luce di tali cifre è giunto il momento di una profonda revisione della legislazione internazionale, che dovrebbe imporre sanzioni certe e pesanti per i reati commessi all’estero da parte di migliaia, per non dire milioni di individui che da paesi che si dicono civilizzati si spostano in note località del mondo per essere impunemente coinvolti nello scandalo, mai sopito del turismo sessuale.

Trivellazioni petrolifere: il governo con le multinazionali del petrolio  e contro l’ambiente   
Ci aspettavamo che tra le liberalizzazioni tanto agognate ci dovessero essere provvedimenti a favore dell’energie rinnovabili, per facilitare la diffusione dei mini impianti sulle case e sui capannoni industriali e renderci tutti finalmente liberi dai dicktat delle multinazionali dell’energia ed invece con estremo sconforto apprendiamo che questo governo si schiera apertamente con quelle del petrolio e contro la volontà di milioni di cittadini che si stanno mobilitando contro le trivellazioni nei nostri mari. Parlare di vergogna nei confronti del governo è riduttivo, perché una scelta di tal tipo si pone totalmente a favore delle solite lobbies che confermano di indirizzare le scelte di politica ambientale ed energetica del Paese ed in aperto contrasto con la volontà della cittadinanza che chiede a gran voce un mare libero dal petrolio e da ogni rischio ambientale. Per tali ragioni, lo “Sportello dei Diritti” ed il comitato spontaneo salentino “No  Mare  Nero” di cui lo “Sportello” è uno dei promotori assieme all’IDV della provincia di Lecce, sostengono con maggiore forza l’iniziativa di sabato 21 a Monopoli per rilanciare tre secchi no: NO al Petrolio! No all’energia sporca! NO alle Multinazionali!.“

Protesi PIP: campagna per una chirurgia estetica più sicura  
La ricerca della bellezza, dell’eterna vita, ma anche necessità di natura medico-sanitaria, spingono sempre più cittadini a ricorrere al bisturi dei chirurghi estetici. Certo però che alla luce dello scandalo internazionale delle protesi PIP e nonostante la continua evoluzione della tecnica di settore che ha comportato la riduzione dell’invasività dei trattamenti e dei rischi o complicanze, è un dato di fatto che la soglia d’attenzione delle migliaia di soggetti che si rivolgono a cliniche o a singoli professionisti si è abbassata nel corso degli anni facendo sembrare tutto, proprio tutto, quasi nell’ottica dell’ordinaria amministrazione se non nella routine, nonostante si tratti pur sempre di chirurgia. Per tali ragioni si riportano di seguito alcuni semplici accorgimenti che dovrebbero essere verificati da ogni cittadino che intenda sottoporsi a un qualsiasi tipo d’intervento estetico: che sia una liposuzione, una mastoplastica, una rinoplastica o un trapianto capelli, è sempre bene informarsi adeguatamente per non rimpiangere di non averlo fatto prima. Alla base di tutto dovrebbe esserci l’incolumità fisica del paziente, per qualsiasi tipo d’intervento minimamente invasivo e quindi sia che si tratti di chirurgia estetica del corpo che del viso, con la necessità di una visita preliminare, con un’imprescindibile e completa anamnesi sullo stato di salute del paziente ed i relativi accertamenti clinici. Solitamente, secondo quanto sostengono gli specialisti devono essere svolti due tipi di esami: ematochimici e cardiologici, ma in molti casi per particolari tipi d’intervento il chirurgo dovrebbe consigliare anche ulteriori analisi e fra queste esami allergologici e radiologici. Da non sottovalutare anche un ulteriore ma non meno importante aspetto preliminare prima di passare sotto i “ferri”: i compiti etici e deontologici dei chirurghi che dovrebbero sentirsi obbligati ad analizzare le intenzioni e le aspettative del paziente e sondare quanto queste possano corrispondere con i risultati ottenibili. Ma venendo alle varie fasi cui dovrà sottoporsi il paziente per la buona riuscita di quanto desiderato, è noto che l’atto chirurgico è il momento centrale e stabilisce di fatto il buon esito dell’intervento. Oltre alla necessaria competenza e professionalità del chirurgo o dell’equipe, la tecnologia utilizzata, è la “sicurezza” la parola d’ordine che deve dominare questa fase. Va da sé che il monitoraggio continuo del paziente dev’essere effettuato in tutte le fasi operatorie, in una sala operatoria necessariamente dotata di tutte le strumentazioni mediche anche per poter intervenire adeguatamente nel caso di qualsiasi emergenza dovesse presentarsi. Superfluo dire che la presenza di un gruppo di continuità è d’obbligo anche perché è garanzia del funzionamento continuo delle apparecchiature ritenute indispensabili all’incolumità del paziente, le luci di emergenza e i dispositivi di monitoraggio in caso di black out o riduzione della corrente nell’impianto elettrico, che deve essere dotato di apparecchiature in grado di segnalare acusticamente eventuali dispersioni energetiche. Ulteriori elementi imprescindibili per una corretto svolgimento dell’operazione sono l’impianto di aspirazione dell’aria, che garantisca un continuo ricambio forzato di aria pura,  nonché la certezza dell’assoluta sterilità degli ambienti operatori e degli strumenti. Per quanto concerne l’equipe medica e paramedica che supervisionerà le varie fasi è ovvio che i singoli soggetti devono necessariamente possedere le professionalità specifiche in grado di monitorare e coprire con competenza ogni singola fase dell’intervento, compreso il postoperatorio. Chiaramente all’interno dello staff le figure professionali determinanti ai fini della sicurezza del paziente, sono quelle del chirurgo e dell’anestesista, che nel primo caso, ovviamente, dovrà avere una conoscenza specifica dell’anatomia e dovrà essere aggiornato costantemente in merito alle continue innovazioni scientifiche in un campo in incessante miglioramento ed in modo da assicurare oltre all’affidabilità, anche risultati estetici sempre più rilevanti. Analogamente anche l’anestesista svolge un ruolo altrettanto basilare anche perché deve garantire la sua  presenza durante tutta la durata dell’intervento anche per far fronte a qualsiasi tipo di emergenza che riguardi le sue competenze. Molti sono, inoltre, gli interventi in day surgery che non necessitano del ricovero. In tal caso è importante verificare il tipo di anestesia praticata che deve essere adeguata al tipo di intervento prescritto, alle caratteristiche del paziente ma anche alle capacità chirurgiche di chi lo esegue. Molti specialisti, nei casi in cui un paziente venga sottoposto ad un intervento superficiale consigliano l’anestesia locale accompagnata da sedazione, in quanto non comporta particolari disturbi e consente una più rapida ripresa post-operatoria. Ciò anche perché viene consentito all’operato il quasi immediato ritorno a casa, evitando tutti i disagi di un ricovero e dell’anestesia totale. Uno degli altri momenti fondamentali, spesso sottovalutati, è costituito dalla fase post operatoria, in quanto anch’essa deve corrispondere a caratteristiche di sicurezza, che discendono inevitabilmente da una corretta ed adeguata informazione del cliente affinché questi conosca preventivamente le prescrizioni e i comportamenti cui dovrà attenersi. A partire dalle medicazioni successive all’operazione che andranno eseguite in un ambiente adeguatamente controllato, al fine di consentire che eventuali circostanze anomale che dovessero presentarsi, vengano immediatamente risolte. È evidente che la conoscenza di ciò che comporterà un intervento spetta anche alla responsabilità del singolo paziente che invitiamo vivamente ad informarsi preventivamente su ogni aspetto e conseguenza dell’atto chirurgico e sulle caratteristiche della struttura cui ci si affida. Ai fini di una più compiuta tutela dei pazienti ma anche per instaurare un rapporto di fiducia con il chirurgo, è  necessario leggere attentamente il modulo del cosiddetto “consenso informato” che dovrebbe garantire le suddette necessità d’informativa del paziente.

Lavoro: 152mila assunzioni entro marzo
A prevederlo è il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro che, per la prima volta nell’analisi riguardante i programmi occupazionali delle imprese dell’industria e dei servizi, introduce per il I trimestre 2012 un nuovo elemento di conoscenza: le uscite di personale dipendente attese nello stesso periodo, pari a 227.500 unità. A seguito di tali uscite, si determina un saldo negativo di 75mila unità, equivalenti a un calo dell’occupazione dipendente nell’industria e nei servizi dello 0,7%. La sofferenza tocca soprattutto l’occupazione nelle piccole imprese, investirà in maniera più consistente il Mezzogiorno e interesserà soprattutto (ma non esclusivamente) i contratti a tempo determinato. A realizzarle saranno quelle oltre 107mila imprese che, nonostante lo scenario congiunturale, legano il rinnovamento o l’espansione della base occupazionale all’andamento della domanda estera (sono circa 25mila le imprese esportatrici che assumono) e alla realizzazione di nuovi prodotti o servizi (quasi 32mila imprese hanno innovato e programmano, nell’immediato, nuove assunzioni). Si tratta, tuttavia, in larga parte di riattivazioni di contratti in scadenza a fine 2011 o di assunzioni in sostituzione di analoghe figure che hanno interrotto (anche solo temporaneamente) il loro rapporto di lavoro.

Tecnologia: in futuro ricaricheremo il telefonino con le scarpe
Ogni giorno molte persone portano con sé, per lavoro o per svago, telefoni cellulari, lettori mp3, computer portatili e videogiochi. Ma le batterie di queste apparecchiature si scaricano in fretta e spesso ci abbandonano nel momento del bisogno. Inoltre la ricarica di questi stessi apparecchi richiede l’allacciamento, per un lungo periodo di tempo, alle prese di corrente. Questo è contrario all’idea di mobilità e di libertà che associamo a queste apparecchiature, non a caso definite portatili. Ora la scienza, si sa, sta facendo passi da gigante, al punto che fra non molto potremo ricaricarli semplicemente camminando per strada. Come? Trasformando il nostro movimento in energia elettrica. Basta applicare una speciale apparecchiatura alle nostre scarpe. Quando sarà possibile, faremo a meno di trasformatori, di caricabatterie e altri inconvenienti tipo l’impossibilità di ricevere e fare telefonate a causa delle batterie scariche. Faremo alcuni passi, magari di corsa, e quel nostro sforzo diventerà elettricità. La scoperta l’ha fatta uno scienziato americano, il dottor Tom Krupenkin, ricercatore presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università del Visconsin. Questa soluzione è stata trovata nel movimento che facciamo senza problemi: camminare. Nella suola delle scarpe che sono state utilizzate come prototipo per effettuare gli esperimenti, è stato inserito un’apparecchiatura speciale la cui parte fondamentale si compone di due piccole sacche piene di minuscole gocce di gallistano. Il gallistano è una lega metallica formata da tre elementi chimici: il gallio, l’indio e lo stagno. La particolarità del gallistano è che a temperatura ambiente è liquido, esattamente come il mercurio, che però è molto tossico, mentre il gallistano non lo è per nulla. La caratteristica vincente del gallistano è se sottoposto a oscillazioni, le minuscole gocce di gallistano cedono elettroni, cioè i corpuscoli più piccoli che formano i flussi di corrente elettrica. Questi sono catturati da una speciale trappola per elettroni, chiamata elettrodo. E’ stato così sfruttato questo sistema per creare un piccolo caricabatterie, a sua volta inserito nella scarpa, capace di produrre dieci Watt di energia, sufficiente per la ricarica delle apparecchiature portatili. Il problema stava nel trasferire l’energia elettrica prodotta alle apparecchiature da ricaricare, ma è stato risolto. Dapprima si è pensato ad un cavo per caricare le batterie, ma poi è stato scelto un altro sistema più pratico perché il cavo poteva costituire un ostacolo. La soluzione trovata è simile al telecomando per accendere il televisore e scegliere i programmi. L’altro sistema trovato è quello di inviare impulsi elettromagnetici alle batterie. La parte che emette energia è stata posta sopra il tacco ed è una minuscola antenna. L’apparecchio che riceve energia può essere applicato alla batteria stessa e tenuto in tasca. In un primo tempo saranno messe in vendita calzature appositamente attrezzate con le sacche di gallistano. Con il tempo, quando il sistema avrà avuto successo, i produttori di calzature potranno applicare alle scarpe una specie di predisposizione, cioè un vano di alloggio per il caricabatterie che ognuno potrà inserire liberamente. Del resto, si tratta di un’apparecchiatura piccola e sottile, simile a una scatoletta di fiammiferi”. La realizzazione delle prime scarpe con la tecnologia incorporata potrà avvenire fra alcuni mesi, poichè rimangono da curare solo pochi dettagli, come ad esempio quello di combinare insieme il posto per l’apparecchiatura nelle scarpe con la comodità delle stesse per il piede di chi le indossa, ma il più è fatto.

Strisce pedonali goodbye. Dall’Inghilterra tecnologie alternative per attraversare senza incidenti la strada
Correva l’anno 1951, quando a Slough, nel Berkshire, in Inghilterra un’illuminata amministrazione comunale faceva tinteggiare il manto stradale di bianco alternato all’asfalto quelle porzioni di strada che dovevano essere destinate al passaggio dei pedoni: le strisce pedonali. Sono passati più di sessant’anni da quell’evento che segnava un passo in avanti per la sicurezza di chi attraversava la strada ma, come segnalato in un precedente intervento, le statistiche sulle disgrazie avvenute sulle “zebre” o nei pressi di esse sembrano non diminuire a causa dell’indisciplina degli automobilisti ed in minima ma non ininfluente parte anche degli stessi pedoni, sempre più distratti, ma anche per l’inadeguatezza che tali modi di segnalazione degli attraversamenti dimostrano anche in considerazione dell’aumento poderoso del traffico urbano ed extraurbano e delle possibilità tecniche di segnalazione degli attraversamenti studiate e applicate nel corso dei decenni. Come si accennava, pare che mentre in alcuni paesi, specie in Gran Bretagna, nel corso degli anni si e’ cercato di migliorare ed innovare le modalità di segnalazione degli attraversamenti pedonali in Italia, come sovente accade quando si parla di sicurezza, siamo rimasti quasi a quel 1951, con le strisce pedonali, dove non sono sbiadite dall’usura e dagli agenti atmosferici, che imperano rispetto a nuovi ausili e accorgimenti tecnici che in altri stati stanno dando risultati importanti in tema di riduzione dei sinistri stradali a carico dei pedoni. Se e’ vero che già da bambini venivamo rimproverati se non guardavamo a destra e a sinistra prima di attraversare, con l’aumento del traffico e veicoli che sfrecciano a velocità frenetiche, i pedoni distratti da cellulari e con le cuffie degli apparecchi mp3, gli ausili visivi di segnalazione sono diventati quasi imprescindibili. Tant’è che proprio in Inghilterra a partire della contea di Nottingham è stato pensato di enfatizzare l’utilizzo della vista, rendendo le strisce pedonali luminose. Il progetto e’ stato denominato Zebrabright, in collaborazione con l’azienda Prismo Raod Markings. Zebralight combina una vernice reattiva al metacrilato di metile con la tecnologia Clusterbead, che permette alla superficie bianca delle strisce di illuminarsi al passaggio delle macchine, riflettendo le luci dei fanali. Quindi non necessita di alcuna fonte luminosa esterna. Alla base ci sono delle perline di vetro di alta qualità, di circa 2 mm di grandezza, che vengono applicate ad una superficie durevole di metacrilato di metile; il risultato sono delle strisce pedonali altamente riflettenti, che generano oltre 700 mcd/lux/m2 (contro 150 delle classiche strisce) nelle notti serene, e circa 100 quando la visibilità notturna è ridotta a causa del maltempo. Ma le tecnologie per aumentare la sicurezza dei pedoni non si fermano qui, ed anzi, sono molteplici i nuovi sistemi anche iper tecnologici che nel mondo, singolarmente o combinati, stanno sostituendo le zebre. Da segnalare è il progetto Ped-Aware, sviluppato da Stevens Institute of Technologies del New Jersey per consentire due importanti migliorie ai precedenti sistemi di controllo del traffico. In primo luogo, Ped-Aware, identifica i pedoni e fornisce loro informazioni sul momento in cui la luce del semaforo cambierà (ad esempio indicando i secondi restanti all’attraversamento), poi incrocia i dati dei pedoni con quelli dei veicoli per cambiare le segnalazioni in modo dinamico. Queste due componenti permettono a Ped-Aware di cambiare anche la classica modalità basata su cicli di segnali pre-programmati. Con questo sistema le strisce pedonali non servono, perché il flusso di un incrocio viene gestito in maniera intelligente ed efficiente. Ped-Aware utilizza delle telecamere che comparano le immagini nel tempo per dedurre quando e quanti pedoni sono in procinto di attraversare la strada; le immagini vengono elaborate in tempo reale con un apposito software, senza un’unità di registrazione, in modo da evitare ogni problematica relativa alla privacy. Entrambi questi dispositivi permettono di identificare automaticamente la presenza di pedoni sul ciglio dei marciapiedi. Il segnalatore a microonde può essere anche utilizzato per i pedoni che si trovano in una determinata area di attraversamento. Il sistema prevede la segnalazione della presenza di persone sul marciapiede al semaforo per le automobili, che vengono tempestivamente bloccate dalla comparsa della luce rossa. La stessa segnalazione avviene anche allo scadere del tempo previsto per l’attraversamento, in caso qualcuno sia ancora nel mezzo dell’incrocio, e lo prolunga ulteriormente. In questo modo le strisce non sono affatto utili, perché ci sono gli appositi indicatori intelligenti sia per gli automobilisti che per i pedoni. Questa alternativa alle strisce pedonali è utile soprattutto per i non vedenti, perché utilizza dei trasmettitori ad infrarossi o a LED per inviare messaggi vocali a dei dispositivi portatili. In questo modo non c’è bisogno di trovare le strisce pedonali, perché i messaggi guidano il pedone verso la strada da attraversare, offrendo in tempo reale anche le indicazioni sugli intervalli di STOP e AVANTI. Queste nuove tecnologie sono tutte implementabili in sostituzione delle vecchie strisce pedonali, ma resta sempre e comunque il discorso legato alla disciplina degli automobilisti i quali, anche se guidati da un’efficiente sistema di gestione degli incroci, dovrebbero sempre mantenere i limiti di velocità. Alla luce di tali nuovi strumenti, i dossi rallentatori o gli attraversamenti sopraelevati, possono apparire superflui per non dire inutili, anche per la giusta considerazione che si può assicurare la sicurezza ai pedoni, mantenendo fluido il traffico senza ostacolarlo e rendere le strade più pericolose di quanto non siano. Un’alternativa valida, adottata in modo poco capillare, è l’installazione di dissuasori luminosi simili ad autovelox cittadini, visibili grazie a dei lampeggianti, che costituisco dei deterrenti efficaci anche più di qualsiasi tipo di segnaletica. Ancora più avveniristico il concept, ideato dal designer coreano Hanen Lee, che prevede l’utilizzo dei raggi infrarossi per il rilevamento di oggetti per segnalare la presenza di pedoni sulla strada, e quindi ‘costringere’ le macchine a fermarsi. Ma per vedere realizzati questi sistemi dovremo aspettare forse altri decenni. Alla luce di queste intelligenti proposte che ci provengono da altri paesi e che potrebbero essere tranquillamente imitate ed applicate anche in Italia, si ritiene che quando si parla di sicurezza stradale le pubbliche amministrazioni dovrebbero dedicare sempre crescente attenzione, non solo per i costi sociali che i sinistri stradali comportano, ma anche per la non corretta gestione dei proventi delle sanzioni pecuniarie per violazioni del codice della strada che troppe volte vengono destinate illegittimamente ad altre voci di spesa diverse dalla sicurezza stradale, così come lo stesso codice prevederebbe.

Traffico di droga in crociera: le navi veicolo internazionale del traffico di droga?
Traffico internazionale di droga sulle navi da crociera Costa. Per questa ragione sette filippini erano stati rinviati a giudizio, in tribunale a Savona, dal gip Fiorenza Giorgi. I marittimi, che erano tutti imbarcati sulle navi della compagnia di navigazione italiana, proprio sulla nave “ Concordia  “, erano stati arrestati, nell’agosto del 2008, nell’ambito dell’inchiesta sullo spaccio di droga denominata “Shaboo” e condotta dalla polizia marittima di frontiera di Savona in collaborazione con la Dea di Miami e con i colleghi spagnoli. Secondo quanto accertato la droga veniva spedita attraverso corrieri internazionali nelle città dove attraccavano le navi. I marittimi, una volta scesi a terra, ritiravano la merce e la portavano a bordo per consumarla e spacciarla ai connazionali. La sostanza stupefacente che veniva venduta irregolarmente era lo Shaboo, la droga dei kamikaze giapponesi nella seconda guerra mondiale e dei soldati americani in Vietnam, un concentrato di anfetamine che crea gravi problemi alla salute e aggressività. Si tratta, tuttavia, di un canale considerato appetibile dai trafficanti di droga per il ruolo delle  navi che utilizzano rotte molto vicino  alla costa e quindi meno controllate, ad esempio, dei porti.

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