Comunicato stampa.
La legge di stabilità approvata alla Camera riduce drasticamente gli stanziamenti del Fondo per le politiche della famiglia sul quale il centro destra ha sempre concentrato la propria campagna elettorale. Sono stati azzerati il fondo per i servizi all’infanzia, quello per la non autosufficienza e, dal 2009, continua a restare senza risorse anche il fondo per l’inclusione dei minori immigrati. L’insieme di queste manovre avranno impatti drammatici sul sistema degli interventi di carattere sociale e socio-sanitario presenti nel nostro territorio, sistema che oggi fornisce una serie di risposte ai bisogni sociali di minori, famiglie, persone in difficoltà, anziani, disabili, e soprattutto alla platea di persone in estrema povertà a seguito degli effetti della crisi economica.
È vero che siamo in una fase dove le risorse per scelte politiche neoliberiste sono limitate e quelle trasferite dallo Stato agli Enti Locali sono sempre meno, ma è altrettanto vero che i Comuni rappresentano l’istituzione più vicina ai cittadini e questi dovrebbero farsi carico di dare risposte ai loro bisogni, a partire da quelli dei cittadini più fragili per finire alle famiglie più deboli a rischio di implosione. In una fase di crisi come quella che stiamo attraversando, tagliare, privatizzare e chiudere i servizi appare come un accanimento verso le fasce più vulnerabili che sono a rischio di emarginazione sociale.
E’ in virtù di tale riflessione che ritengo assolutamente azzardata e politicamente sbagliata la proposta avanzata dal comitato politico tecnico dell’ambito XX che, come apprendo dai giornali, fa calare la scure sulla testa di chi in questo territorio vive una condizione di grave disagio, anziani non autosufficienti, minori e disabili, ma anche su chi eroga e svolge servizi, ossia sulle Cooperative e sugli Operatori che hanno stipendi quasi da fame e fanno fatica ad andare avanti.
C’è da capire come si può chiedere alla Regione Marche ed alle Comunità che accolgono minori sottratti alle famiglie molto disagiate di “abbassare i livelli qualitativi degli interventi per contenere al massimo la spesa”? Come si fa a dire ad un bambino, ad un ragazzo, che oltre a non meritare una famiglia non merita neanche una Comunità attenta ai suoi bisogni? Eppure sono tantissimi i casi di degenerazione del servizio educativo che vediamo in televisione ormai quotidianamente (in particolare gli asili nido) determinati dalla mancanza di risorse finanziare e umane, quest’ultime adeguatamente formate e sensibili.
Per me che lavoro nel sociale da 27 anni capisco e sento profondamente la fatica, l’indignazione e la mortificazione di chi in questa società, purtroppo, è meno fortunato, di chi lavora a vari livelli e con vari ruoli in questo settore, impotenti e senza la possibilità di essere incisivi ed in tutta franchezza penso che non siano queste le premesse per costruire un paese capace di futuro, con un nuovo modello di sviluppo, alternativo a quello neoliberista, fondato sui diritti, l’ambiente e la pace. Chiudo il mio intervento augurandomi che ora a prendere la parola siano gli operatori del settore, le famiglie dei disabili, le Associazioni di categoria, la lega Cooperative e i sindacati perchè se passasse questa scelta si aprirebbe uno scenario che andrebbe ben oltre il nostro territorio, varcherebbe senz’altro i confini regionali creando un danno sociale e culturale senza fine. Possiamo evitare che questo accada, facendo un passo indietro, restando vicini ai cittadini che chiedono di non essere lasciati soli e unendoci al loro fianco nelle battaglie quotidiane.
Consigliera della Provincia di Fermo
Licia Canigola