Fabio Quadrini

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Nome: Fabio Quadrini
Data di registrazione: gio, 30 ottobre 2008

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apr
03

NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO

13 APRILE 2012 interverranno l’ON. Niccolo’ Rinaldi e l’ON. David Favia

ORE 16,00: SEDE ELETTORALE  TERRENZI A SANT’ELPIDIO A MARE (antistante caserma carabinieri)

ORE 21,00: SALA IMPERATORI  A PORTO SAN GIORGIO (via oberdan n. 1)

“NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO: BANALIZZARE IL SACRO, MISTIFICARE IL PROFANO”

 

Non nominare il nome di Dio invano
La campagna elettorale a Sant’Elpidio a Mare e a Porto San Giorgio è entrata nel vivo e tutte le formazioni in campo stanno organizzando le iniziative per presentare i propri candidati. L’Italia dei Valori, formazione per diversi aspetti atipica rispetto al consueto panorama politico nazionale, anche in questa occasione intende diversificare la sue propaganda elettorale.
Venerdì prossimo 13 aprile alle ore 16,00 e alle ore 21.00 è stato infatti organizzato un incontro dal titolo Non nominare il nome di Dio invano, un comandamento che diventa il filo conduttore di una tavola rotonda a carattere nazionale alla quale parteciperanno diversi esponenti della politica e della cultura. Accanto a Niccolò Rinaldi, Capo delegazione IdV al Parlamento Europeo siederanno l’On. David Favia, Adolfo Marinangeli, Assessore provinciale, Attilio De Mattia, candidato Sindaco per Montesilvano Comunità ebraica, Manuela Marchetti, Assessore al Comune di Fermo, Daniele Strovegli, candidato Sindaco al Comune di Porto san Giorgio, Alessio Terrenzi candiato Sindaco al Comune di Sant’Elpidio a Mare e Licia Canigola, Consigliere IdV alla Provincia di Fermo. Personalità accomunate da orientamenti politici analoghi, ma divise da storie personali ed itinerari culturali estremamente variegati.
Un’occasione quindi per rivisitare in chiave politica un comandamento religioso, ma anche per ripensare un imperativo etico nelle sue profonde implicazioni sociali e politiche. L’Italia dei Valori intende, anche in questo modo, riproporre un modo diverso di concepire la propaganda e l’azione politica, nonché una conduzione alternativa di governo comunale. La gestione della cosa pubblica deve passare prima di tutto attraverso il riconoscimento e la sottoscrizione di solidi principi etici e di intangibili valori morali.
L’incontro è aperto a tutti presso la sede elettorale di Terrenzi alle 16,00 a Sant’Elpidio a Mare e presso la Sala Imperatori in via Oberdan a Porto San Giorgio alle ore 21,00 di venerdì 13 aprile.
Il Coordinamento Provinciale del Fermano
dell’Italia dei Valori

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apr
03

Sadam Rien ne va plus

Se invece del fatale epilogo di una vicenda molto seria si trattasse di un tavolo da gioco, a Campiglione di Fermo verrebbe da dire rien ne va plus. I fatti sono però drammaticamente reali ed in questa storia le carte da giocare sembrano oramai finite. Rien ne va plus, appunto!
Lo spettro della centrale a biomasse aleggia sempre di più sull’area ex Sadam, mentre la politica sta mettendo in bilancio il fallimento della sua azione propositiva e programmatica. A poco più di un’ora di macchina da lì, nella vicina Jesi, proprietà, rappresentanze sindacali e politici hanno saputo trovare un compromesso. A Fermo, invece, le forze politiche stanno annegando nella loro apatia, senza ipotesi o proposte. Anche l’Italia dei Valori ammette la sua sconfitta, ma crede di meritare almeno le attenuanti generiche per avere messo da mesi in guardia dalle false assicurazioni e dai proclami demagogici e rassicuranti. I suoi appelli alle istituzioni per non sottovalutare né il problema degli operai in cassa integrazione, né il rischio della centrale sono caduti nel vuoto. Invano abbiamo proposto soluzioni alternative – nuovo Ospedale di Zona o, in alternativa, servizi ad esso connesso – presentato schemi progettuali, modificato ipotesi di fattibilità, sollecitato incontri con la proprietà, richiesto Giunte ed assemblee istituzionali congiunte.
Ora è una corsa contro il tempo per un’intesa che appare, purtroppo, molto difficile. Qualche settimana fa abbiamo rifiutato il ruolo di Cassandra, ora rifuggiamo quello di sconfitti, ma non possiamo astenerci dal chiedere a tutti almeno un tardivo esame di coscienza.
Augurandoci che non arrivi veramente un croupier che dalla capitale, commissariando la politica, dica rien ne va plus!
Il Coordinamento Provinciale del Fermano
dell’Italia dei Valori

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mar
30

SPORTELLO DEI DIRITTI DEL CITTADINO (30 marzo 2012)

Perché la lobby del calcio dice no alla tecnologia? Sensori sulle porte, microchip nei palloni ed altri dispostivi potrebbero risolvere il problema dei gol fantasma, troppe volte causa di tafferugli e ridurre gli episodi di violenza
Non passa stagione calcistica che non vi siano episodi conclamati di sviste arbitrali: fuori giochi inesistenti e gol fantasma continuano ad imperversare nel mondo del pallone, nonostante la concreta possibilità di utilizzare le moderne tecnologie per ridurre a zero gli errori umani. Viene quindi da chiedersi, perché la lobby del calcio ed in particolare le più alte sfere, continuino a perpetrare la linea, obsoleta, della tradizione perseverando nell’erronea convinzione che sia meglio qualche errore umano anche grave, piuttosto che l’introduzione in campo di ausili elettronici con ciò alimentando la rabbia dei tifosi – che, si badi bene, è sempre ingiustificata – ma che in non rare occasioni hanno visto alterati i risultati della propria squadra del cuore. Sono, in particolare, tre i più avanzati sistemi che potrebbero essere utilizzati al fine di sgombrare il campo dagli equivoci: “Calcio Elettronico”, “GoalRef” e l’ultimo e forse più famoso “Hawk-Eye”. Il  primo sistema è tutto nostrano: è un insieme di sensori e mini telecamere progettati da Gabriele Cruciani che segnalano quando la palla supera la linea di porta. Sono due le principali articolazioni di questo progetto: il “Pallone elettronico” che viene dotato di sensori elettrici all’interno del materiale di cui è costituita la camera d’aria e la “Porta elettronica”, nella quale si trovano appositi sensori all’incirca un metro oltre la linea e sotto l’erba. Ogni qual volta il pallone oltrepassa totalmente la linea di porta, i sensori presenti al suo interno, interagiscono con quelli nel pallone, segnalando il gol. Tale sistema risulta essere così accurato e sensibile tanto che è in grado di segnalare il superamento della linea anche per un lasso di tempo infinitesimale. L’arbitro viene così avvertito in tempo reale, per mezzo di un apposito braccialetto elettronico. L’Hawk-Eye, noto anche come “occhio di Falco” è già utilizzato da tempo nel tennis. Questo tipo di tecnologia si sostanzia nell’elaborazione di immagini che provengono da una molteplici telecamere che viaggiano a 500 frame al secondo (quando quelle standard operano a 25 frame) applicate in diversi punti della porta, per poter usufruire di numerose angolazioni in tempo reale. I dati vengono inviati da una serie di computer che elaborano le immagini ad un server che incrocia tutte le informazioni per determinare se la palla ha oltrepassato o meno la linea di porta. In caso si verifichi ciò, l’arbitro viene subito avvertito tramite un dispositivo auricolare o da polso. L’ultima ma non ultima per tecnologia sarebbe l’invenzione danese-tedesca denominata GoalRef che si basa sull’interazione tra un campo magnetico presente intorno alla porta e un microchip inserito nel pallone. Alla luce di tali nuove possibilità che ci offre la moderna tecnologia che potrebbero essere utilizzate anche in combinazione tra loro per assicurare ancor maggiore accuratezza, ci si chiede perché ancora oggi le alte sfere del calcio si oppongano all’introduzione di sistemi in grado di garantire un diritto di tutti i tifosi: quello della certezza delle competizioni sportive. Non è possibile che nonostante timidissime aperture in tal senso, sotto la paventata possibilità di ledere la “tradizione” ci si ostini a ritardare gli esperimenti su larga scala, se non che forse conviene alle lobbies sottese al mondo del calcio che non si raggiunga un grado di  verità prossimo al 100 %?

Salute: il virus killer denominato “Schmallenberg“isolato in bovini infetti ed altro bestiame anche in Italia. Ancora incertezza su possibili implicazioni per la salute umana
Tempo fa avevamo segnalato che già nel mese di novembre 2011, era stato rilevato in Germania un nuovo tipo di virus del bestiame denominato provvisoriamente virus Schmallenberg. L’orthobunyavirus era stato, infatti, isolato su bovini tedeschi ed anche su altre specie anche in Olanda, dove alcuni agnelli, erano nati con malformazioni congenite, perché infettati dal virus quando erano nell’utero. Ulteriori casi si sono verificati anche in Belgio e Regno Unito. Ma ora giunge la notizia che in Italia ci sia stato il primo contagi e la conseguente morte di un capo di bestiame. È stato reso noto, infatti, che nel trevigiano è stato infettato un piccolo allevamento di capre di razza Camosciata delle Alpi. Poiché si ritiene che la propagazione del contagio avvenga attraverso degli insetti, vi sono non pochi timori che la primavera possa favorire il diffondersi della malattia. Il primo caso segnalato, riguarda una capra morta in seguito alla ritenzione in utero del feto, che una volta esaminato ha palesato vistose malformazioni. Tali circostanze hanno insospettito i veterinari che hanno subito pensato all’infezione da virus Schmallenberg. Gli esami seguenti espletati dal laboratorio dell’Istituto Zooprofilattico G. Caporale di Teramo che è il centro di referenza nazionale per questa malattia, hanno sciolto ogni dubbio. La conferma ufficiale è arrivata comunque dal Ministero della Salute che ha tempestivamente informato le autorità sanitarie europee specificando che nel piccolo gregge di appartenenza della capra morta non erano avvenute recenti introduzioni o movimentazioni di capi né si erano verificati altri aborti. Altri due capi, infatti, hanno partorito in seguito senza alcuna complicazione. Come già specificato due mesi or sono, la natura subdola di questa malattia e le scarse conoscenze in materia ci avevano spinto ad un invito nei confronti del Ministero della Sanità a vigilare sulla questione. Oggi siamo ancora più convinti, dopo il primo caso anche in Italia, e la prova che il virus si propaga, che occorre un accelerazione della ricerca che sino ad oggi è stato compiuto pressoché esclusivamente dell’Efsa, l’autorità di vigilanza europea, anche perché non sono ancora noti i rischi di possibili conseguenze per l’uomo. A detta degli stessi studiosi, infatti, pur ritenendone improbabile il contagio per gli esseri umani, non l’hanno escluso del tutto, specie in questa fase nella quale la ricerca è ancora all’inizio. Tant’è che nel resto d’Europa i servizi di vigilanza sulla salute animale e umana continuano a  collaborare strettamente per assicurare il rilevamento rapido di qualsiasi cambiamento nell’epidemiologia negli animali e negli esseri umani, in particolare nelle persone con stretti contatti con gli animali (agricoltori, i veterinari, ecc.).

Lecce. Immancabili come le elezioni, arrivano in massa i manifesti abusivi. La campagna elettorale non è partita ufficialmente. che già la città viene invasa. Intervenga la Polizia Municipale a sanzionare
Immancabili come le elezioni arrivano le affissioni di massa di manifesti abusivi. Dopo i primi, neanche troppo timidi tentativi di un primo, noto, candidato, di affiggere in ogni luogo visibile della città la propria effige ed il proprio slogan elettorale, questa mattina la città capoluogo si è svegliata con la prima invasione di immagini elettorali sui posti soliti e meno soliti di Lecce, ma sempre al di fuori delle plance concesse dall’amministrazione comunale, peraltro, ancora non utilizzabili. Ciò che colpisce, ancora una volta è la nonchalance, o forse ancor meglio, l’arroganza di alcuni “soggetti” tra cui alcuni amministratori comunali dell’attuale assise cittadina nella maggioranza di centrodestra, che in maniera sfrontata dimostrano di non temere le sanzioni previste e soprattutto di non tenere al decoro della città. A tal proposito, ci si chiede se dopo quest’ennesima dimostrazione di mancanza di rispetto, la “Firenze del Sud”, meriti nuovamente gli stessi amministratori che danno prova di totale assenza di rispetto delle leggi e della naturale e sana competizione che dovrebbe regolare la campagna elettorale, ma che manifestano, soprattutto, vero e proprio disprezzo per il decoro urbano. Per tali ragioni, Giovanni D’Agata si rivolge al Comando di Polizia Municipale di Lecce, affinché attivi una task force che vigili su tali tipi di violazioni e dimostri rigore e alcun tipo di timore nel sanzionare anche gli amministratori comunali che perpetuano quest’atteggiamento di inciviltà e sfrontatezza nei confronti di una città bella come Lecce.

Responsabilità civile degli Enti. Il Comune risponde dei danni per l’incidente durante la festa in piazza
Ancora più cautele per i comuni. Sono molteplici, infatti, le sentenze che attribuiscono un sempre più stringente dovere di vigilanza in capo alle singole realtà municipali sulla sicurezza dei cittadini e quindi il diritto al risarcimento dei danni per tutti i soggetti lesi dal mancato rispetto degli obblighi stabiliti. Da segnalare in tal senso la recente sentenza n. 3951 del 13.03.2012, della terza sezione civile della Corte di Cassazione, secondo cui non costituisce una scriminante per l’amministrazione comunale l’aver affidato l’organizzazione di una festa in piazza ad un’associazione e comunque non direttamente dal comune. In capo all’ente, permane, infatti, l’obbligo di vigilanza sulla sicurezza degli spettatori e può essere condannato in caso di danni subiti da terzi. Né una semplice ordinanza di limitazione del traffico può limitare questa responsabilità. Secondo i giudici di legittimità, il municipio è sempre responsabile della sicurezza in occasione di eventi culturali che si svolgono in piazza. Per tali ragioni, spetta al giudice accertare se il comune ha ottemperato all’osservanza di tutte le norme sulla sicurezza nel caso di crollo di un palco per concerti e del ferimento di qualcuno tra gli spettatori.

Non solo car sharing, adesso arriva l’elettro sharing: elettrodomestici in comune per evitare gli sprechi
Mentre in molti paesi industrializzati si diffonde il car sharing quale possibile alternativa alla mobilità urbana, ora un da un progetto sviluppato da un gruppo di laureati in disegno industriale, gli “Studio Superfluo” arriva una proposta ancora più innovativa: gli elettrodomestici in comune, o l’elettro sharing. L’equipe ha appena vinto, infatti, il primo premio nella quinta edizione del Samsung Young Design Award che aveva come tema: “nuovi elettrodomestici per le nuove famiglie”. Le vere novità, non sono sembrati l’invenzione di nuovi prodotti, ma la riorganizzazione di ciò che già avevamo nelle nostre case. L’idea nasce da due principali motivi: da una parte dal fatto che ogni famiglia ha in casa in media dai 20 ai 30 elettrodomestici, che vengono lasciati spenti per circa il 67% del loro ciclo vitale, dall’altra, è stato stabilito che solo il 5% dei rifiuti elettronici vengono smaltiti su scala globale, ma come sovente accade sono trasportati nei paesi del terzo mondo per essere eliminati utilizzando prassi spesso illegali. Inoltre, vi sono anche ragioni di  spazio all’interno delle abitazioni che hanno fatto brillare l’idea di una condivisione degli elettrodomestici all’interno dei condomini. Il gruppo d’inventori ha quindi stabilito le modalità di applicazione della proposta. A seguito di una raccolta dati in un formulario vengono stabilite le richieste e le esigenze delle singole famiglie, sia per prodotto sia per fasce orarie, e in virtù di tale meccanismo viene fissato un canone mensile da pagare. Per quanto riguarda, in termini pratici, l’utilizzo dei singoli prodotti, sarà una tessera elettronica ad occuparsene mentre un’impresa esterna fornirà gli apparecchi più all’avanguardia, e a pensare alla loro manutenzione ed infine al loro smaltimento. La proposta appare davvero innovativa e se si diffonderà su scala globale, potrà da un lato costituire un autentico risparmio per le famiglie sempre più alle prese con i problemi della crisi e dall’altro contribuire alla riduzione degli sprechi energetici ed alla diminuzione dell’utilizzo di materie prime per la produzione dei componenti e dello smaltimento di rifiuti speciali alla fine dei cicli vitali dei singoli elettrodomestici.

Pene capitali: +80%. Anno nero per le esecuzioni
Di quasi l’80%, l’incremento dell’esecuzioni capitali registrate nel 2011 rispetto all’anno precedente anche se nel mondo sono sempre meno i Paesi che uccidono per legge, ma che giustiziano sempre più persone.E’ quanto denuncia Amnesty International nel suo rapporto annuale sulla pena di morte.  Alle 676 condanne recensite sfugge la Cina che sono segreto di Stato. Amnesty International ha cessato di fornire dati basati su fonti pubbliche cinesi, poiche’ e’ probabile che sottostimino enormemente il numero effettivo delle esecuzioni. Amnesty International ha rinnovato la richiesta alle autorita’ cinesi di pubblicare i dati relativi alle condanne a morte e alle esecuzioni, per poter accertare se sia vero quanto da esse affermato, e cioe’ che una serie di modifiche alle leggi e alle procedure ha ridotto significativamente, negli ultimi quattro anni, l’uso della pena di morte. Dal 2007 la Cina avrebbe dimezzato le condanne a morte, ma rimane sempre col triste primato di Paese col maggior numero di esecuzioni: 4mila all’anno, 8 volte di più della somma delle esecuzioni mondiali. La cifra è stata calcolata dall’organizzazione americana Dui Hua, in base ai risultati e alle dichiarazioni di alcune personalità accademiche cinesi intervenute in un seminario sulla pena di morte, organizzato ad Hangzhou. L’incontro, tenutosi ai primi di dicembre, aveva a tema proprio la pena di morte in Cina. In questi ultimi due anni, il governo ha eliminato la pena di morte per 13 reati, prevalentemente di natura economica, e sono state presentate al Congresso nazionale del popolo una serie di misure per ridurre il numero dei casi di tortura durante la detenzione, rafforzare il ruolo degli avvocati difensori e assicurare che gli imputati di reati capitali siano rappresentati da un legale. Se in Cina non c‘è un sistema giudiziario indipendente, in Iran e Arabia Saudita i processi si svolgono in gran segreto e finiscono inevitabilmente per prendersela contro gli oppositori e le esecuzioni ufficialmente recensite in  Iran, ammontavano tuttavia nel 2011 ancora a 360. Nota positiva, il calo delle condanne a morte, che conferma un regresso su scala globale nell’applicazione della pena capitale.Nel continente europeo l’unico stato ad applicare ancora la pena capitale è la Bielorussia. Un macabro primato, che fra i grandi del G-20 spetta ancora agli Stati Uniti.

Salute: il latte fresco va sempre bollito. Dopo la segnalazione di alcuni casi di sindrome emolitico-uremica (SEU) associati a infezione da E. coli in neonati, il Ministero della Salute chiede ai medici di sensibilizzare le famiglie sulla raccomandazione di bollire il latte non pastorizzato prima del consumo
Il Ministero della Salute ha inviato alla Federazione italiana medici di medicina generale e alle Federazioni mediche e Società scientifiche di pediatria e neonatologia una comunicazione per segnalare alcuni casi di sindrome emolitico-uremica (SEU) associati a infezione da E. coli produttore di verocitotossina (VTEC) in pazienti di età pediatrica, probabilmente acquisite attraverso il consumo di latte crudo (non pastorizzato) contaminato. Il Ministero ha chiesto di diffondere la nota ai medici di medicina generale e ai pediatri perché sensibilizzino genitori e pazienti sulla problematica, informandoli sulla necessità di bollire il latte crudo prima di un eventuale consumo. Come è noto, il Ministero della Salute ha stabilito con l’ordinanza ministeriale del 10 dicembre 2008 (il cui termine di validità è stato recentemente prorogato al 31 dicembre 2012) che il latte crudo deve essere venduto attraverso distributori automatici, appositamente registrati e controllati dalle Asl, che devono riportare correttamente l’indicazione che il latte crudo è da consumarsi previa bollitura, mentre in caso di cessione diretta è il produttore che deve obbligatoriamente informare il consumatore su tale modalità di consumo. Si sottolinea come la bollitura è indispensabile per eliminare l’eventuale presenza di agenti patogeni che possono essere presenti nel latte crudo anche se questo viene prodotto nel totale rispetto delle norme: i pur rigorosi controlli sul latte e sugli allevamenti, da soli, non possono garantirne la completa sicurezza, come invece può fare il processo di bollitura. Per tale motivo, sollecita le autorità preposte a verificare che l’invito a bollire il latte prima di consumarlo sia scritto a chiare lettere sulle macchine distributrici ed eventuali bottiglie dato che con la bollitura si mantengono inalterati tutti i macro nutrienti del latte, come calcio, proteine, lipidi.

 

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mar
23

SPORTELLO DEI DIRITTI DEL CITTADINO (23 marzo 2012)

Salute: potenzialmente cancerogeno il caramello usato come colorante chimico in alcune bevande? La Coca Cola e la Pepsi non ci stanno. Comunque anche l’EFSA dovrebbe indagare
Si riporta una notizia che proviene dagli Usa, dove un’associazione dei consumatori avrebbe commissionato test di laboratorio che avrebbero dimostrato la potenziale cancerogenicità, si badi bene, per gli animali di un caramello usato come colorante chimico utilizzato per bevande popolari tra le quali Coca Cola e Pepsi. La sostanza chimica, il 4-metilimidazolo o 4-MI, sarebbe contenuto nel caramello utilizzato come colorante per alcuni tipi di bibite. Mentre gli studi di tossicologia dimostrerebbero che il 4-MI in quantità elevate può causare il cancro negli animali da laboratorio, non è chiaro se si tratta di un cancerogeno per l’uomo né se le quantità contenute nelle bibite potrebbero determinare una minaccia per la salute. Il Center for Science in the Public Interest (CSPI) nel febbraio 2011 ha formulato una petizione nei confronti della FDA, l’agenzia governativa statunitense che vigila sulla sicurezza dei farmaci e degli alimenti affinché vietasse esplicitamente questo tipo di colorante – caramello.  Il direttore esecutivo Michael F. Jacobson del CSPI ha esplicitamente criticato Coca-Cola e Pepsi, perché, sempre secondo lo stesso direttore, starebbero inutilmente esponendo milioni di americani a una sostanza chimica pericolosa. Le analisi commissionate dal CSPI avrebbero rilevato che tali prodotti conterrebbero alcuni milionesimi di grammo di 4-MI per ogni lattina rilevando che tali quantità sarebbero diverse volte superiori ai limiti stabiliti da parte dell’Ufficio di Valutazione Ambientale dello Stato della California. La FDA ha replicato che “sta lavorando con i produttori per determinare l’effettivo utilizzo di questi coloranti al caramello e la quantità di 4-MI trovati nelle cole e altri prodotti alimentari” ed ha specificato che “un consumatore dovrebbe consumare più di mille lattine di soda al giorno per raggiungere le dosi somministrate negli studi che avrebbero dimostrato un collegamento con il cancro nei roditori”. Chiaramente anche Coca Cola e Pepsi hanno aspramente criticato la CSPI affermando l’intenzione di quest’ultima voler gettare nel panico milioni di consumatori con una notizia totalmente infondata. Per fugare ogni benché minimo dubbio, Giovanni D’AGATA si augura che anche in Europa come in Italia l’EFSA e l’Istituto Superiore della Sanità effettuino immediatamente indagini in merito per evitare di generare il panico tra i consumatori. In ogni caso, anche per una questione di educazione alimentare, i consigli dei più grandi tornano sempre di utilità, perché bisognerebbe comunque evitare di eccedere nel consumo di bevande gassate specie tra i più piccoli.

Trattamenti anti-calvizie. Dalla Francia una polemica scaturita da numerose denunce secondo cui il famoso farmaco Propecia potrebbe causare l’impotenza e in alcuni casi, gli effetti collaterali sarebbero irreversibili. L’Agenzia Francese (Afssaps) per la sicurezza dei farmaci rassicura ma invita a valutare il rapporto “rischi-benefici”
Numerose denunce di pazienti secondo i quali il famoso farmaco anticalvizie “Propecia” potrebbe causare l’impotenza e in alcuni casi, con effetti collaterali irreversibili. Il rischio era già noto conosciuto e dimostrato in alcuni test. Il farmaco qualche anno or sono era stato presentato come un miracolo della medicina per combattere la calvizie, ma secondo le denunce di cittadini francesi che avevano effettuato il trattamento, potrebbe essere causa d’impotenza sessuale. Ma, mentre la gran parte dei medici sostengono che tale effetto collaterale sia reversibile, sono proprio le numerose denunce ad insospettire. Sino ad oggi a migliaia di persone in tutto il mondo è stato prescritto il Propecia la cui molecola attiva, la finasteride, ha l’effetto di bloccare l’azione di un ormone maschile, il testosterone, causa dell’aumento della calvizie negli uomini che ne sono soggetti. Ma l’ovvia conseguenza del blocco del testosterone, da parte della finasteride consisterebbe in un brusco calo della libido. Un noto professore di urologia in Francia il dott. François Desgrandchamps, intervistato da Europe1 si è detto non sorpreso dalla notizia di quest’effetto a dir poco indesiderato, poiché secondo lo stesso medico gli urologi utilizzano questa molecola nella dose massima consentita per trattare ipertrofia prostatica con la conseguenza di un rischio effettivo di una diminuzione della libido e d’impotenza, ma tali conseguenze venivano considerate comunque come reversibili. Secondo l’esperto, inoltre, la grande quantità di denunce spontanee da parte dei pazienti avrebbe un valore scientifico da prendere in seria considerazione tale da fermare questo tipo di trattamenti.  Inoltre, sempre secondo il professor Desgrandschamps la finasteride porterebbe altri effetti collaterali quali il rischio di cancro alla prostata se utilizzata in dosi molto elevate. Dopo le numerose denunce pervenute l’Agenzia francese (Afssaps) che vigila sulla sicurezza dei farmaci ha rassicurato tutti per bocca del suo direttore generale, professor Philippe Maraninchi che assicura che gli effetti collaterali del trattamento sarebbero comunque reversibili, ma ha tenuto a specificare che questo è uno dei casi nei quali il paziente è obbligato a valutare il rapporto tra rischi – beneficio, per non sottovalutare i pericoli secondari.

Troppi motivi per dire “No TAP”. La spiaggia a due passi dal luogo dove dovrà approdare il gasdotto luogo di nidificazione di tartarughe caretta caretta. L’ultima schiusa nell’ottobre 2007 quando nacquero 41 tartarughine. La zona diventi area d’interesse ambientale per la tutela di questa specie
Continua la battaglia a fianco del comitato “No Tap” che com’è noto raccoglie associazioni, organizzazioni, partiti politici e semplici cittadini che si stanno opponendo alla realizzazione del megagasdotto che passerà sotto l’Adriatico in una zona d’inestimabile valore paesaggistico. Vale la pena a tal proposito ricordare che sulla spiaggia del Lido San Basilio nella località balneare di San Foca, nell’ottobre 2007 nacquero 41 tartarughe dopo essere state deposte sulla stessa spiaggia il 19 luglio precedente in piena stagione balneare. Come è noto, la caretta caretta è una delle specie di tartarughe marine in maggiore pericolo d’estinzione e la stessa possibilità che in zona si possano effettuare dei lavori di tale portata può mettere in pericolo un ecosistema fragilissimo, anche perché tale tipo di animali è solito ritornare da adulto sullo stesso luogo per poter deporre le uova. Per tali ragioni si chiede a gran voce che le istituzioni competenti a partire dal comune di Melendugno si attivino per fare dell’area una zona di rilevante interesse ambientale per la tutela di questa specie.

Trapianti, l’ultima frontiera dell’ingegneria dei tessuti: vene e arterie creati da una stampante 3D. Presto potrebbero essere impiantati nel nostro corpo vasi sanguigni stampate in tre dimensioni
La tecnologia 3D procede a passi da gigante e le stampanti a tre dimensioni possono creare oggetti di vario tipo che vanno dai giocattoli al cibo. Adesso anche vene e arterie artificiali. Un team di ricercatori tedeschi del Fraunhofer Institute for Interfacial Engineering and Biotechnology hanno creato, tramite una stampante 3D, dei vasi sanguigni che possono essere usati immediatamente per il trapianto di organi sviluppati in laboratorio. Con la stampante 3D vengono realizzati oggetti tridimensionali utilizzando strati successivi del materiale prescelto e, nel caso delle vene, tramite una tecnica chiamata “polimerizzazione multifotonica”. È stato così realizzato un materiale solido, ma al tempo stesso elastico, che consente ai ricercatori di produrre vasi sanguigni che possono interagire con tessuti umani normali senza rischio di rigetto. L’importantissima scoperta rappresenta un’autentica svolta nella ricerca medica, in particolare nella realizzazione di tessuti artificiali destinati agli uomini, superando un grosso ostacolo che finora si accaniva sulla scienza medica: la fornitura di sangue ai tessuti artificiali che, fino a ieri, impediva la possibilità di trapianti di organi sviluppati in laboratorio. Inoltre costituisce un monito al governo italiano che in virtù di vetusti ed obsoleti pregiudizi di facciata ed in nome di una ipocrita etica ha costretto il mondo della ricerca medica italiana ad un brutto arresto, con una drastica riduzione degli investimenti nel settore e con la creazione di norme ad hoc, quali per esempio la legge 40 del 2004 che hanno costretto ad un brutto stop gli studi scientifici italiani di settore. In nome della salute e del benessere dei cittadini, alla luce dei progressi che si stanno susseguendo anche in stati confinanti e della stessa Unione Europea chiediamo a gran voce un cambio di rotta urgente da parte del Nostro Paese, perché la ricerca nel campo biomedico non può e non deve essere fermata.

Disabilità: fa discutere la giusta sentenza del Tribunale di Roma sulle barriere architettoniche alla fermata del bus. È giusto che il Comune debba mettere a norma i marciapiedi e risarcire il danno patrimoniale subito dal cittadino costretto sulla sedia a rotelle
Ha fatto discutere, e non poco la sentenza del Tribunale di Roma che ha condannato l’amministrazione capitolina al pagamento di cinquemila euro di danni non patrimoniali nei confronti di un cittadino costretto sulla sedia a rotelle e l’ha obbligata all’eliminazione delle barriere architettoniche con la messa a norma dei marciapiedi alle fermate del bus nel centro di Roma entro un anno. La decisione rubricata con numero 4929/12 e pubblicata l’8 marzo scorso ha riconosciuto la condotta discriminatoria ai danni di un disabile, dirigente di un’associazione che tutela le persone con seri problemi di salute e mobilità. Con la legge 67/2006, infatti, è stata introdotta un’azione ad hoc contro le discriminazioni a disposizione del portatore di handicap, che per tali ragioni non risulta titolare di un mero interesse alla corretta azione amministrativa da parte degli enti. A nulla è valsa, quindi, l’eccezione del comune che aveva contestato la giurisdizione del giudice ordinario in favore di quella dei magistrati amministrativi e la legittimazione dell’associazione. A tal proposito, corrobora l’assunto preso dal tribunale in materia di giurisdizione del giudice ordinario, l’articolo 44 della d.lgs 286/98 che disciplina l’azione civile contro le discriminazioni a danno degli immigrati. Secondo il giudicante l’ordinamento è, infatti, portatore di uno strumento per reagire agli ingiusti svantaggi che è costretto a patire al portatore di handicap e la delega all’associazione ha assoluta validità ai fini della legittimazione attiva in giudizio. È pacifico, che le barriere architettoniche alla fermata dell’autobus rappresentino un serio ostacolo per chi è costretto sulla carrozzella se mancano delle apposite pedane sui marciapiedi. Nella fattispecie, poi, l’amministrazione, non nega che il problema esista. Per tali ragioni la discriminazione del disabile rispetto agli altri utenti del trasporto pubblico locale è pressoché palese. Clamorosa e soddisfacente per tutta la cittadinanza è la condanna che riesce ad ottenere il “coraggioso” attore nei confronti dell’amministrazione dell’Urbe che dovrà realizzare nel ragionevole tempo di un anno, un piano di messa a norma su tutte le linee di trasporto utilizzate abitualmente dal cittadino. A ciò è conseguito anche il risarcimento del danno non patrimoniale che va a compensare il fatto oggettivo di aver subito limitazioni alla libertà di circolazione più che il danno morale soggettivo, che pure in astratto non sarebbe da escludere. Inoltre, la sentenza dovrà essere pubblicata su di un quotidiano della Capitale a cura del Comune, che è stato condannato anche alle spese di giudizio. Si fa sapere che l’associazione è pronta ad avviare azioni su tutto il territorio nazionale contro questo tipo di discriminazioni al fine di tentare un ambizioso piano di eliminazione di tali odiose barriere architettoniche a  partire dalle singole realtà comunali.

Contro le trivellazioni in Adriatico. All’interrogazione dell’eurodeputato Giommaria Uggias dell’IDV – ALDE  ed altri sulle possibili attività estrattive di fronte alle coste pugliesi, risponde la Commissione Europea che promette vigilanza sull’Italia e possibili sanzioni all’Italia
Anche le istituzioni europee guardano con attenzione ai rischi delle prospezioni geologiche per la realizzazione di piattaforme petrolifere a largo del mare Adriatico, che negli ultimi mesi hanno sollevato le preoccupazioni e la conseguente mobilitazione della popolazione pugliese, ma anche delle istituzioni locali e delle associazioni ambientaliste, contro il pericolo di uno scempio ambientale permanente. La Commissione Europea, ha infatti risposto a mezzo del commissario all’Ambiente, Janez Potočnik, all’importante interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000898/2012, firmata dall’eurodeputato Giommaria Uggias dell’IDV – ALDE e da numerosi altri colleghi di tutti gli schieramenti, promettendo pur nel rispetto dell’autonomia dei singoli stati, massima attenzione e vigilanza, ma anche la possibilità di sanzioni in caso del mancato rispetto della normativa UE  in tema di valutazione dell’impatto ambientale. L’attenzione di autorevoli istituzioni transazionali fa ben sperare che il governo possa essere persuaso a bloccare definitivamente ed in maniera urgente ogni autorizzazione all’attività di prospezione finalizzata alla ricerca di petrolio nei mari attorno a tutta la Penisola Italiana.

Sicurezza stradale e responsabilità degli Enti. Il cittadino che cade per colpa del marciapiede dissestato ha diritto al risarcimento dei danni da parte del comune anche se la manutenzione della strada dissestata è stata appaltata
I comuni non pensino di fugare le proprie responsabilità affidando la manutenzione delle strade di propria competenza a soggetti terzi. Lo si ribadisce a seguito di un’importante di merito che ha espresso l’inequivocabile principio secondo cui non è causa di esclusione della responsabilità del comune per i danni da cosiddetta “insidia e trabocchetto” se l’amministrazione ha appaltato la manutenzione a terzi. A sostenerlo è il Tribunale Civile di Roma, con una sentenza emessa dalla dodicesima sezione e depositata il 9 gennaio scorso, che ha accertato la responsabilità del Comune per i danni subiti da un cittadino. In particolare, nel caso di specie si trattava di un classico caso di un malcapitato che  era inciampato in marciapiede dissestato di proprietà dell’amministrazione capitolina, che era caduto a terra procurandosi lesioni personali. Il comune si era difeso eccependo il difetto di legittimazione passiva, asserendo e dimostrando l’affidamento ad un soggetto terzo della manutenzione e della sorveglianza del tratto di strada incriminato. Il giudice dell’Urbe ha condannato comunque il comune perché ha rilevato che nella circostanza il danno si era verificato a seguito del cd. “difetto intrinseco” della rete stradale e per tali ragioni unico soggetto chiamato in causa non poteva che essere l’amministrazione comunale nonostante il provvedimento di appalto della manutenzione. Ha sostenuto il Tribunale a tal proposito – in ossequio all’orientamento pressoché costante della  responsabilità della P.A. per i danni arrecati dai beni demaniali ad uso diretto e generale da parte dei cittadini – che l’esistenza di un contratto di appalto non è di per sé idoneo ad escludere la responsabilità del Comune, per il quale sussiste sempre l’obbligo generale di custodia ai sensi e per gli effetti dell’art. 2051 c.c.., che non consente il trasferimento del dovere di controllo e sorveglianza dal soggetto su cui grava quest’onere (nel caso in questione il Comune), ad un terzo affidatario, ossia all’impresa appaltatrice che non acquista il totale potere fisico sulla cosa ma diviene solo destinataria di specifici compiti di cura e manutenzione. L’unico motivo di esonero dalla responsabilità continua sussiste nella prova del caso fortuito, ossia che la dimostrazione che il danno si è verificato in modo non prevedibile né superabile con lo sforzo diligente adeguato alle concrete circostanze del caso.

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FOCUS IDV MARCHE (18 febbraio 2012 – 09 marzo 2012)

CRISI: FAVIA (IDV), BANCHE AVARE CON IMPRESE MARCHE
ANCONA, 18 FEB – ‘E’ una vergogna la rigidita’ con cui le nostre banche erogano credito alle imprese, messe a dura prova anche sotto l’emergenza neve. O non concedono credito o lo erogano a tassi quasi usurari pur approvvigionandosi all’1%’. La denuncia e’ del coordinatore regionale dell’Idv delle Marche David Favia. ‘In base all’art. 41 della Costituzione sul ruolo sociale dell’impresa – sostiene Favia – le banche non possono continuare a recare danno alla dignita’ dei piccoli imprenditori e anzi, in questo momento, devono farsi carico della necessita’ di rilanciare l’economia del territorio. Se non sono in grado di farlo, perche’ hanno problemi di sostenibilita’ finanziaria, lo dicano chiaramente e adottino contromisure’

COMUNALI: COLTRINARI (IDV),BENE VITTORIA PRIMARIE MELAPPIONI
ANCONA, 20 FEB – Il coordinatore provinciale dell’Idv di ANCONA Ennio Coltrinari esprime ‘grande soddisfazione per la candidatura di Augusto Melappioni a sindaco del centrosinistra nella a Jesi’. ‘L’Idv – afferma – sosterrà con grande determinazione e convintamente il candidato uscito vincitore dalle primarie, che ben conosce e considera una grande risorsa dal punto di vista umano e della gestione amministrativa, in un momento particolarmente difficile per la città di Jesi’.

VIGILI FUOCO: ASSEMBLEA MARCHE, SERVE NUOVA CASERMA ANCONA
ANCONA, 21 FEB – La caserma dei vigili del fuoco di ANCONA, situata a Vallemiano, ‘e’ ormai inidonea rispetto all’uso cui e’ dedicata, non solo a causa delle sue condizioni di vetusta’ ma anche della sua collocazione’. Per questi motivi i consiglieri Regionali Fabio Badiali, Mirco Ricci, Gianluca Busilacchi, Enzo Giancarli (Pd), Paolo Eusebi (Idv), Adriano Cardogna (Verdi) e Moreno Pieroni (Psi) hanno presentato una mozione, approvata all’unanimita’ dall’Assemblea legislativa, che si propone di ‘valutare le soluzioni progettuali piu’ idonee’, con il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali interessati, inclusi il Dipartimento dei vigili del fuoco, l’Agenzia del Demanio, il Provveditorato Opere Pubbliche e il Comune di ANCONA per utilizzare al meglio le risorse disponibili e individuare la risposta piu’ idonea da fornire al territorio. L’ipotesi della delocalizzazione – riferisce una nota – permetterebbe di utilizzare nella maniera piu’ razionale i fondi messi a disposizione dall’Agenzia del Demanio: 9,7 milioni di euro. Lo ha affermato illustrando la mozione in aula Badiali, il quale ha ricordato come sia stata gia’ individuata ‘un’area piu’ idonea con spazi piu’ adeguati’. Sara’ messa a disposizione dal Comune di ANCONA, che, secondo il consigliere regionale del Pd, ha ribadito di voler attivare le necessarie procedure urbanistiche. L’auspicio di Badiali e’ trovare ‘soluzioni rispondenti alle esigenze operative del soccorso’ per il comando dei vigili del fuoco di ANCONA.

AUTOSTRADE: IDV, SECONDO CASELLO PESARO A S. VENERANDA MARE
PESARO, 23 FEB – Il consigliere regionale dell’Idv Luca Acacia Scarpetti ha presentato un’interrogazione al Presidente della giunta Gian Mario Spacca sulla realizzazione del secondo casello pesarese dell’A/14. ‘La soluzione del secondo casello a Santa Veneranda lato mare – afferma – e’ la migliore perche’ l’unica capace di salvaguardare esigenze viarie e ambientali allo stesso tempo’. ‘Non si comprende perche’ si stia dibattendo su un’alternativa a monte che appare dubbia e certamente non rispondente alle esigenze funzionali che il secondo casello, realizzato invece a mare, potra’ portare alla c itta’ di Pesaro e ai suoi cittadini’, seguita il consigliere, che chiede di conoscere ‘quali iniziative la Regione intende prendere per far si’ che l’ipotesi Santa Veneranda mare resti l’unica percorribile per avere il miglior assetto infrastrutturale viario e la migliore soluzione ambientale’. ‘In un momento difficile, sul piano economico, per tutti gli enti locali e quindi anche per il Comune pesarese, rinunciare a questa occasione di efficienza e risparmio – conclude Acacia Scarpetti – sembra incomprensibile salvo pensare che dietro ci siano scelte strategiche lontane da quelle che sono le reali e vere necessita’ della comunita”.

COMUNI: ANCONA; IDV LASCIA TAVOLO, ACCORDO SU 2 PUNTI SU 3
ANCONA, 23 FEB – La delegazione dell’I dv ha lasciato poco fa il tavolo della crisi al Comune di ANCONA. ‘Siamo a posto su due punti su tre – ha detto il segretario comunale dipietrista Paolo Eusebi -: il programma (a forza di limature) e il ‘Modello Marche’. Resta in sospeso per noi il terzo punto: una giunta forte da rendere nota subito. Se questo aspetto vene risolto, siamo pronti a firmare anche subito e con gioia’. L’Idv ha chiesto anche che il sindaco Fiorello Gramillano ‘legga e firmi il programma in modo da cominciare in tempi veloci’. Al tavolo sono presenti i vertici comunali, provinciali e regionali di Pd, Udc, Psi e Api.

COMUNI: ANCONA; EUSEBI, IDV FUORI? SINDACO DICE BUGIA
ANCONA, 23 FEB – ‘Una balla. Il sindaco dice una bugia’. Cosi’ il segretario comunale dell’Idv commenta le dichiarazioni di Gramillano sull’esclusione dell’Idv dall’accordo raggiunto dalle delegazioni del Pd, Ps, Api e Udc per uscire dalla crisi. ‘Ho firmato in contemporanea con il segretario comunale dell’Udc Di Bella’, dice Eusebi.  ‘Abbiamo firmato il programma – spiega – che, con il lavoro di tutti, e’ diventato dignitoso. C’e’ il modello Marche, ma manca il terzo punto: la giunta forte’.

ANSA/ COMUNI: ANCONA; SINDACO, FIRMA IDV SEGNALE DA INTERPRETARE ANCONA, 24 FEB La firma apposta dall’Idv all’aggiornamento programmatico concordato ieri per il Comune di ANCONA da Pd, Udc, Api, Psi e dipietristi ‘e’ un segnale ancora da ben interpretare’. Lo ha detto oggi all’ANSA il sindaco pd Fiorello Gramillano, al quale, ora, passa la ‘palla’ delle sorti della legislatura. Si puo’ sintetizzare cosi’ la situazione venutasi a determinare dopo la giornata politica di ieri, in cui Gramillano ha revocato le dimissioni date venti giorni prima e Pd, Api, Psi, Udc e Idv hanno firmato l’accordo in base al quale cercare di governare la citta’ fino alle prossime elezioni. Sembrerebbe tutto appianato se non fosse che sui tempi di questa firma – e sulle conseguenze che Gramillano ne fa derivare – esistono due diverse versioni: una e’ quella dello stesso sindaco, secondo cui la firma dell’Idv si sarebbe aggiunta soltanto dopo la revoca delle sue dimissioni e, quindi, a ‘tem po scaduto’. L’altra e’ quella dell’Udc, e precisamente del segretario comunale Stefano Dellabella, il quale riferisce che lui per l’Udc e Paolo Eusebi, segretario comunale dell’Idv, hanno firmato il programma contestualmente ‘tra le 18.10 e le 18.20′ (‘ci siamo chinati sul tavolo per firmare praticamente nello stesso momento’). Circa l’apposizione della firma al programma da parte dell’Idv, ieri il sindaco ha commentato definendola ‘tardiva e strumentale’ e affermando – con una dichiarazione che e’ sembrata un’emarginazione dell’Idv – che essa ‘non puo’ incidere in alcun modo sull’accordo raggiunto’. Oggi, invece, Gramillano, parlando con l’ANSA, dice che la firma dell’Idv ‘a tempi – a suo dire – scaduti’ e’ un segnale da ‘ben interpretare’. ‘Ho revocato le dimissioni alle 17.55, e in quel momento – racconta – al tavolo delle trattative c’erano seduti Pd, Udc, Api e Socialisti. Successivamente, a tempi scaduti, si e’ aggiunto l’Idv. Questo e’ un segnale che credo debba esser e ancora ben interpretato’. E’ dunque dall’interpretazione che verra’ data a quanto avvenuto ieri che dipenderanno gli sviluppi dei prossimi giorni: se la legislatura andra’ avanti (bene o stentatamente) o se, qualora cio’ non risulti possibile, arrivera’ il commissario.
Ed e’ ancora a Gramillano che, su questo punto, va la parola, come pure pensa il segretario regionale del Pd Palmiro Ucchielli, il quale con l’ANSA osserva che: ‘oggi c’e’ l’accordo a cinque e si sono evitate le elezioni; noi il nostro compito l’abbiamo abbondantemente assolto, firmando un accordo politico-programmatico, dopodiche’ il sindaco riflettera’ sul da farsi’. Ma se Gramillano dovesse escludere l’Idv? ‘Non so – risponde -; un’alleanza a cinque ampia e larga il sindaco intanto ce l’ha, e non e’ cosa da poco di questi tempi’. In questo contesto, gia’ di per se’ complicato, si inserisce un’indiscrezione filtrata dalla riunione di ieri: durante i minuti trascorsi fra quando e’ stato raggiunto l’ac cordo sul programma e quando sono arrivati Eusebi e Dellabella per firmare, qualcuno avrebbe prospettato – nell’ipotesi di un retrofront dell’Idv all’ultimo momento – che l’Udc, ferma restando la priorita’ della soluzione ‘modello Marche’ (con l’Idv dentro), potrebbe anche far confluire in maggioranza, per rafforzarla, i suoi due voti in consiglio, ma a condizione che Gramillano sia in grado di presentarsi in aula gia’ con 21 (oggi Pd, Api e Psi ne hanno 19, ndr). Il pensiero e’ allora andato ai due consiglieri comunali Serenella Moroder e Liliana Freddini, dai quali si e’ atteso un segnale, che ieri, pero’, non e’ venuto. Un po’ come Ucchielli, dunque, sembra, stando all’indiscrezione filtrata, che l’Udc stia in attesa di vedere cio’ che Gramillano proporra’: riuscira’ il sindaco ad assicurarsi autonomamente i 21 voti e ad avere in aggiunta i due dell’Udc, venendo cosi’ a disporre di una maggioranza a 23? Oppure restera’ con i voti sicuri che ha gia’ oggi, sperando, sui provved imenti fondamentali, di trovare gli altri che mancano a fare maggioranza, o magari fara’ affidamento su possibili defezioni che facciano abbassare il quorum e gli consentano di restare per evitare alla citta’ il commissariamento? O, ancora, non verificandosi nulla di tutto cio’, restera’ con il cerino in mano?

SANITA’: ACACIA SCARPETTI, QUANTO SPENDE REGIONE PER FARMACI
ANCONA, 25 FEB – ‘Quanto e come spende la Regione per i farmaci?’ Lo chiede il consigliere regionale dell’Idv Luca Acacia Scarpetti in un’interrogazione alla giunta regionale. ‘In un momento di estremo rigore economico determinato dai continui tagli di bilancio – afferma – e’ necessario valutare attentamente l’ammontare della spesa farmaceutica nella nostra regione. Tre i soggetti giuridici chiamati a sostenere questa spesa, Azienda ospedaliera Marche Nord, Azienda ospedaliera Universitaria ANCONA e Asur regionale, ed e’ opportuno conoscere quanti piu’ dati possibili per arrivare ad un’azione efficace di risparmio’.

CARCERI: CONSIGLIERI REGIONALI MARCHE VISITANO MONTACUTO
DETENUTI SCESI A 384 RISPETTO A DICEMBRE    ANCONA, 27 FEB – Una delegazione di consiglieri regionali, accompagnata dal Garante dei detenuti Italo Tanoni, ha visitato oggi la Casa circondariale di Montacuto ad ANCONA, prima tappa di un ciclo di sopralluoghi in tutti gli istituti penitenziari delle Marche. La rappresentanza era composta da Rosalba Ortenzi (Pd), Franca Romagnoli (Fli), Roberto Zaffini (Ln), Enzo Marangoni (Liberta’ e Autonomia), Giancarlo D’Anna (Gruppo misto), Giovanni Zinni (Pdl), Maura Malaspina (Udc) e dai delegati dei gruppi consiliari di Idv e Verdi. Due, informa un comunicato, le principali criticita’ riscontrate: il sovraffollamento, con una capienza effettiva di 384 detenuti contro una capienza tollerabile di 313, e l a carenza di personale, con 120 agenti in servizio a fronte di una pianta organica che ne prevede 200. Un quadro di fatto migliorato rispetto allo scorso dicembre, quando nella struttura i detenuti erano 440 e si registrarono alcuni incidenti.

OSCAR: FAVIA, FERRETTI ESEMPIO TALENTO MARCHIGIANO ANCONA, 27 FEB – ‘E’ con grande gioia e profondo orgoglio marchigiano che apprendiamo la notizia dell’Oscar a Dante Ferretti e alla moglie Francesca Lo Schiavo per la scenografia del film di Martin Scorsese ‘Hugo Cabret”. Lo ha detto il coordinatore regionale dell’Idv delle Marche David Favia. ‘Ferretti – ha aggiunto – e’ esempio di un talento tutto marchigiano. Ne siamo fieri e ci complimentiamo con lui per questo enorme successo, che contribuisce a far conoscere leMarche nel mondo’.

LIBERALIZZAZIONI: IDV, PD, FDS, REGIONE RICORRA A CONSULTA
ANCONA, 28 FEB – I consiglieri regionali Luca Acacia Scarpetti, primo firmatario, Paolo Eusebi (Idv), Gino Traversini (Pd) e Raffaele Bucciarelli (Federazone della sinistra Pdci-Prc) hanno presentato una mozione che impegna la giunta regionale a ricorrere alla Corte Costituzionale ‘nei confronti della legge Monti sulle liberalizzazioni per quanto concerne gli orari delle attivita’ commerciali’. ‘La legislazione sul commercio e’ materia regionale in base alla Costituzione – affermano in una nota -. La legge sulle liberalizzazioni lede questo diritto nel momento che toglie ogni limite agli orari e ai giorni di apertura e interviene in un settore che non e’ di sua competenza’. Nel documento i firmatari chiedono alla giunta regionale un impegno ad attivarsi ‘analogamente agli altri presidenti di Regione, coordinandosi con loro, per ricorrere alla Corte Costituzionale e rivendicare l’esclu siva competenza regionale sul commercio, anche perche’ l’attuale normativa marchigiana non e’ lesiva della tutela della concorrenza’. I consiglieri regionali ricordano che ‘gia’ i presidenti delle Regioni Piemonte, Toscana, Liguria, Puglia, Lombardia e Veneto hanno manifestato l’intenzione di ricorrere alla Consulta contro questa immotivata invasione di campo da parte del Governo, che non puo’ essere sottovalutata’. Per gli esponenti di Idv, Pd e Federazione della Sinistra la mossa del Governo e’ ‘illegittima e pretestuosa, piace all’Europa ma non agli addetti ai lavori. I commercianti – concludono – debbono continuare a contare su una legislazione regionale piu’ attenta al settore e alla sua comunita”.

CRISI: ASSEMBLEA MARCHE, REGIONE SIA PROTAGONISTA
MOZIONE CARDOGNA, PARTECIPIAMO A COSTRUZIONE POLITICHE NAZIONALI    ANCONA, 28 FEB – A pochi giorni dall’approvazione della misura sulle liberalizzazioni, il consigliere regionale dei Verdi Adriano Cardogna ha presentato una mozione all’Assemblea legislativa delle Marche che propone ‘una effettiva e concreta partecipazione della Regione alla soluzione dei nodi dell’economia nazionale e regionale’. La mozione, sottoscritta da tutti i capigruppo di maggioranza (Api, Idv, Psi, Pd, Udc) e approvata a maggioranza con 4 astenuti, impegna la Regione ad adottare, anche nell’ambito degli organismi di negoziazione politica tra Stato ed autonomie regionali, ‘ogni iniziativa capace di fronteggiare gli effetti della crisi e le gravi ricadute economiche e sociali che stanno compromettendo anche il sistema produttivo delle Marche’ e ‘interventi diretti a favorire la convergenza della Conferenza delle Regioni sulla necessita’ dei provvedimenti da rappresentare al confronto con il Governo per favorire una politica di sviluppo e di innovazione’. ‘La Regione, come istituzione piu’ importante a livello amministrativo locale, deve fare la sua parte – afferma Cardogna – e partecipare attivamente alla costruzione delle strategie economiche finanziarie nazionali capaci di avere effetti positivi’. Nel documento si chiede di porre in essere una serie di provvedimenti nazionali ed europei: la modifica del Patto di stabilita’; l’introduzione degli eurobond; la riforma del sistema fiscale; una tassa ambientale (‘chi inquina paga’); l’utilizzo della Cassa depositi e prestiti per rafforzare e convertire ecologicamente il sistema produttivo; la riduzione dei finanziamenti per le ‘grandi opere’ a favore di’piccole opere’ diffuse nel territorio; la riduzione delle spese militari.

COMUNI: ANCONA; EUSEBI, DA IDV NESSUNA DOPPIEZZA
NOI SEMPRE COERENTI, SINDACO RISPETTI ACCORDI SOTTOSCRITTI    ANCONA, 29 FEB – Il segretario dell’Idv cittadino di ANCONA Paolo Eusebi respinge ‘con sdegno l’accusa di doppiezza avanzata dal sindaco’ nei confronti dei dipietristi.
Secondo Eusebi, ‘l’Idv ha sempre avuto un comportamento coerente. Non condividendo l’immobilismo dell’amministrazione e alcune scelte non contemplate dal programma, Italia dei Valori e’ uscita dalla maggioranza. Le conseguenti ulteriori difficolta’ incontrate dal sindaco hanno indotto il segretario regionale del Pd a convocare un tavolo tra i partiti del modello Marche che si e’ positivamente concluso il 23 pomeriggio. Il sindaco – ribadisce Eusebi – ha ritirato le dimissioni senza aver in tasca nessun accordo politico: i partiti del modello Marche hanno firmato l’accordo dopo la revoca delle dimissioni e quindi non c’e’ nessun ritardatario, tanto meno l’Idv che ha firmato contestualmente all’Udc’. ‘Dei tre requisiti fissati dai cinque partiti del modello Marche (modello, programma e giunta forte e nuova) – ricorda l’esponente dipietrista – manca alla verifica solo la giunta forte e nuova sulla quale l’Idv non vuole mettere bocca, rispettando le prerogative del sindaco, ma dare assieme agli altri partiti un giudizio a posteriori come e’ nelle prerogative dei partiti e dei gruppi consiliari’. Secondo Eusebi poi ‘le divergenze programmati che di cui parla il sindaco sui servizi pubblici e sulla cultura non esistono piu’ perche’ i partiti del modello Marche hanno accolto le istanze dell’Idv e il sindaco ha detto di condividere quel programma: a meno che il sindaco non intenda disattendere anche l’ultimo programma sottoscritto’. Eusebi invita il sindaco Gramillano ‘a rispettare gli accordi sottoscritti dai partiti del modello Marche e i partiti sottoscrittori a ricordare al sindaco i suoi impegni. Il sindaco chiama in ballo anche il Pd dorico – rileva poi -: speriamo a sproposito perche’ e’ il partito di colui che piu’ si e’ speso per raggiungere la firma del progetto politico-programmatico fra i partiti del Modello Marche. Ovviamente – concl ude – l’Idv guarda al progetto politico incarnato dall’esperienza regionale e lo rispetta, e soprattutto all’interesse di ANCONA e non alle questioni di breve periodo’.

MALTEMPO: ALLUVIONE; FAVIA (IDV), GOVERNO FA FINTA DI NULLA ANCONA, 1 MAR – ‘A un anno dall’alluvione che piego’ le Marche, provocando tre vittime che ricordiamo con dolore, e danni per centinaia di milioni di euro, ancora la nostra Regione attende dal Governo i fondi del risarcimento’. Lo afferma il coordinatore regionale dell’Idv on. David Favia. ‘Non solo – dice – non si e’ visto un euro, ma anche ora, a pochi giorni dall’emergenza neve che ha messo a dura prova ancora una volta la nostra gente, le nostre imprese e la nostra agricoltura, il Governo continua a far finta di nulla. E questo nonostante la bocciatura da parte della Consulta della cosiddetta tassa sulle disgrazie’. ‘Un atteggiamento – rimarca Favia – non piu’ sostenibile. I marchigiani hanno subito danni ingentissimi e il Governo non puo’ piu’ far finta di niente. E’ ora di dare ai marchigiani il risarcimento dei danni che spetta loro, senza se e senza ma. Non e’ piu’ tollerabile un’ingiustizia simile e la nostra battaglia, cosi’ come quella del governatore Spacca e di tutti i partiti di centrosinistra continuera’ indefessa in tutte le sedi’.
REGIONI: OK IV COMMISSIONE A LEGGE GESTIONE SERVIZIO RIFIUTI
ANCONA, 2 MAR – La quarta Commissione assembleare, presieduta da Enzo Giancarli (Pd), ha licenziato la proposta di legge in materia di gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati, relatori i consiglieri Luca Acacia Scarpetti (Idv) e Francesco Acquaroli (Pdl). Successivamente la Commissione ha nominato relatori sulla correlata proposta di atto amministrativo relativa al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani i consiglieri Giancarli e Daniele Silvetti (Fli). In apertura di seduta, la Commissione ha esaminato la proposta di legge n.133, a iniziativa della giunta (era presente ai lavori l’assessore all’Edilizia e Lavori Pubblici Antonio Canzian), per l’istituzione di un Ente unico regionale per l’abitazione pubblica, che dovrebbe andare a sostituire gli Erap provinciali. La proposta, che include principalmente una rivisitazione del sistema amministrativo e gestionale degli Enti, prevede anche l’attribuzione, al nuovo Istituto, del nome Erap Marche anziche’ Eurap.

AGRICOLTURA: ROTA (IDV), IMU AGRICOLA E’ TASSA INIQUA TOLENTINO (MACERATA), 3 MAR – Un incremento della tassazione che va dal 100% al 400%. Tanto costera’ l’Imu agli agricoltori marchigiani. Il dato e’ emerso durante un incontro promosso dall’Italia dei Valori a Tolentino, al quale ha preso parte Ivan Rota, responsabile nazionale dell’organizzazione dell’IdV e componente della commissione Agricoltura alla Camera.
Presenti anche il coordinatore regionale IdV David Favia e la vice presidente dell’Assemblea legislativa Paola Giorgi. Sull’Imu, la proposta dell’IdV ‘e’ che il comparto agricolo possa essere sgravato da questa ulteriore tassa, iniqua’. ‘C’e’ un intero pacchetto di proposte di legge che abbiamo presentato sull’agricoltura – ha detto Rota -, abbiamo chiesto la semplificazione delle pratiche per gli agricoltori; la riduzione del 95% delle accis e sul carburante; una nuova etichettatura che specifichi bene la provenienza del prodotto e una pubblicita’ trasparente’. L’IdV vorrebbe anche vincolare le aziende a pagare gli agricoltori entro 30-60 giorni dalla fornitura del materiale, e non come avviene adesso dopo sei o otto mesi.

IDV: ROTA, DA MORODER DICHIARAZIONI INACCETTABILI TOLENTINO (MACERATA), 3 MAR – ‘Dichiarazioni assolutamente infondate, ingiustificabili, intollerabili e inaccettabili’. Cosi’ Ivan Rota, responsabile nazionale dell’organizzazione dell’IdV, commenta quanto affermato dall’assessore regionale Turismo Serenella Moroder sulla stampa.
Rota, che a Tolentino partecipa ad un’iniziativa sull’Imu: gli effetti sulle imprese agricole’, ha aggiunto che ‘non si può mettere in discussione la linea di un partito, ci vuole rispetto del ruolo che si ricopre e delle regole, siamo un partito compatto e vogliamo incidere nel cambiamento’.
‘Non si possono discreditare un intero partito e le sue azioni con la semplice scusa che non c’è democrazia o di aver parlato con Tizio o Caio’. ‘Gli iscritti ad un partito – ha concluso – non si possono permettere di mettere in discussione un organismo che ha deciso collegialmente e che sta lavorando per i cittadini ed è profondamente ingiusto insinuare che gli organi nazionali siano sotto ricatto. I ricatti non li abbiamo mai accettati, l’Italia dei Valori è per le regole, per una linea corretta e per questo rigettiamo completamente queste insinuazioni’.

IDV: FAVIA, MAI PENSATO LASCIARE GRUPPO PARLAMENTARE RAPPORTO CON DI PIETRO OTTIMO, PROBLEMI GUARNA? CAUSATI DA LEI ANCONA, 5 MAR – ‘Mai sognato di lasciare l’Idv’. Il coordinatore regionale dell’Italia dei Valori David Favia precisa ‘ancora una volta’, in una nota, la sua posizione interna al partito, dopo che ‘i vertici nazionali si sono gia’ espressi molto chiaramente’. ‘Sto benissimo nell’Idv, ho buoni rapporti con tutti e a tutti i livelli e con il presidente Antonio Di Pietro c’e’ un rapporto basato sulla stima reciproca. Cosa che nessuno puo’ mettere in discussione’. ‘Non mi sono mai sognato di lasciare il gruppo Idv -conclude Favia – che, peraltro, resisterebbe anche senza di me visto che bastano 20 deputati e noi siamo 22, e tanti resteremo. I problemi della Guarna – cioe’ l’assessore regionale al Turismo Serenella Guarna Moroder – sono c ausati da altre motivazioni, soprattutto da se stessa’.

PRIMARIE: COMI CANDIDATO SINDACO CENTRO SINISTRA A TOLENTINO
TOLENTINO (MACERATA), 5 MAR – Il consigliere regionale del Pd Francesco Comi ha vinto le primarie del centro sinistra e sara’ il prossimo candidato sindaco di Tolentino alle ammnistrative del 6 e 7 maggio. Comi, sostenuto da Pd, Ps e Idv, ha ottenuto quasi l’80% delle preferenze, affermandosi in modo netto sull’altro candidato, l’attuale vice sindaco Alessandro Bruni, appoggiato da Sel, Federazione della Sinistra, civiche. Quasi 1.700 partecipanti al voto.

REGIONI: GIORGI, RIFORMA ERSU NON SIA SPARTIZIONE POLTRONE
ANCONA, 5 MAR – ‘Quando si parla di Ersu si parla di diritto allo studio e non di posizionamenti di potere e spartizione di poltrone: in questa ottica deve essere approcciata la legge di riforma degli Ersu. Non vorremmo che, nella logica conservatrice che si nutre di demagogia e disinformazione, molto presente tra le pieghe di alcuni partiti, quella che e’ una riforma necessaria subisca pericolosi mutamenti’. Lo afferma la vice presidente dell’Assemblea legislativa Paola Giorgi (Idv). Da sempre, ricorda, l’Idv sostiene la nascita dell’Ersu unico regionale, ‘unica via per uniformare in tutto il territorio il diritto allo studio, oggi frantumato e frammentato da logiche che hanno contribuito a un notevole spreco di pubbliche risorse e disparita’ di trattamento degli studenti a seconda della sede universitaria’. ‘Il testo proposto in commissione d al relatore di maggioranza Paolo Perazzoli va nella direzione da noi auspicata e ci attendiamo una presa di posizione in questa direzione da parte dell’intero Pd’. ‘A chi nei territori continua a fare propaganda producendo disinformazione, e a chi, con arroganza, non rispetta nemmeno il lavoro in corso di svolgimento nei luoghi istituzionalmente preposti – conclude la Giorgi – ricordo che una politica ripiegata su se stessa non fara’ mai il bene del Paese’.

COMUNALI: PRIMARIE TOLENTINO; FAVIA, BENE RISULTATO COMI ORA VEDIAMO CHE SUCCEDE A CIVITANOVA MARCHE TOLENTINO (MACERATA), 6 MAR – Il coordinatore regionale dell’Italia dei Valori David Favia ha accolto ‘con grande soddisfazione la notizia della vittoria del consigliere regionale del Pd Francesco Comi alle primarie del centrosinistra per l’elezione del sindaco di Tolentino. ‘Come IdV – ricorda – abbiamo sostenuto la sua candidatura fin dall’inizio e avremmo fatto anche a meno delle primarie, che non sono nel nostro Dna. Ma il caso di Tolentino, dove Comi ha ottenuto il 75% delle preferenze, e’ la dimostrazione di primarie fatte seriamente. Quasi 1.600 persone sono andate avotare, vale a dire il 30% dell’elettorato del centrosinistra’. Ora restiamo in attesa di vedere se a Civitanova MARCHE, ‘dove si registra l’uscita dal Pd di Catia Bigoni per insofferenza nei confronti di Silenzi, si raggiungeranno gli stessi numeri e percentuali. Non e’ mai troppo tardi per un atto di onesta resipiscenza operosa da parte di Giulio Silenzi’.

SANITA’: ASSEMBLEA MARCHE RINVIA ESAME METODO ZAMBONI
ANCONA, 6 MAR – L’Assemblea legislativa delle Marche esaminera’ la prossima settimana un documento sull’avvio dello studio randomizzato per valutare l’efficacia del ‘metodo Zamboni’, intervento di angioplastica per l’insufficienza venosa cronica cerebro-spinale (Ccsvi) associata a sclerosi multipla. Lo ha deciso l’aula dopo una prima valutazione di una serie di mozioni e interrogazioni presentate da consiglieri di Pdl, Idv, Api, Per le Marche. Erminio Marinelli (Per le Marche) ha ricordato che si tratta di attuare una delibera della giunta regionale del 2010. L’assessore alla sanita’ Almerino Mezzolani ha svolto una relazione sul provvedimento e quello alle attivita’ produttive Sara Giannini, che aveva seguito il progetto in prima persona, contattata dalla Fondazione Carima, ha sottolineato che ‘ci sono dei criteri che non possono essere bypassati. La Regione Marche fa gia’ parte di uno studio avviato dalla Regione Emilia Romagna. Una volta completato quello, come aveva detto lo stesso prof. Zamboni, la sperimentazione comincera’ anche da noi, come prevede gia’ la delibera della giunta regionale’. E ha esortato a fare attenzione perche’ sul metodo Zamboni ‘ci sono gia’ delle speculazioni da parte di persone non autorizzate e non certificate. Bisogna seguire la legge, non farlo sarebbe la peggiore pubblicita’ per questo metodo’. Nel dibattito sono intervenuti Paola Giorgi (Idv), Gianluca Busilacchi (Pd) e Moreno Pieroni (Psi).

REGIONI:NUOVO ATTACCO IDV A MORODER, POI MARCOLINI NEL MIRINO
INTERROGAZIONE GIORGI SU PROMOZIONE NY CON GRUPPO TEATRO RIMINI     ANCONA, 6 MAR – Nuovo attacco all’assessore regionale al Turismo Serenella Moroder da parte del suo partito, l’Idv, con la cui maggioranza e’ in rotta da tempo, mentre secondo indiscrezioni il governatore delle Marche Gian Mario Spacca si accingerebbe a toglierle le deleghe. L’assalto e’ stato sferrato con un’interrogazione della vice presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche, la dipietrista Paola Giorgi, sulla partecipazione di una compagnia teatrale di Rimini ad una manifestazione promozionale delle Marche a New York lo scorso genaio. Assente la Moroder, in missione a Berlino, all’interrogazione ha risposto l’assessore alla Cultura Pietro Marcolini, che alla fine si trovato lui nel mirino delle critiche. L’assessore ha illustrato nel dettaglio tute le iniziative svolte nell’ambito di ‘Marche: Italy’s land of infinite discovery’. Iniziative – ha sottolineato – che hanno consentito di ‘promuovere le Marche ‘presso i newyorkesi veri’ come ha sottolineato il console generale nella citta’ americana”. La partecipazione della compagnia Motus – ha spiegato – rientra nel progetto presentato dall’Amat, ‘tra i soggetti identificati da una delibera della giunta regionale come partner di attivita’ di promozione all’estero’. L’Amat aveva proposto una serie di eventi in occasione del ‘Festival under the radar’, in cui il gruppo Motus – ‘formatosi universitariamente e artisticamente nelle Marche’ secondo Marcolini – era l’unica compagnia italiana partecipante, con lo spettacolo ‘Alexis. Una tragedia greca’. Insoddisfatta la Giorgi, che ha parlato di ‘un’ottima promozione dell’immagine Marche a New York’, ma ha poi puntato il dito contro l’assessore ala Cultura, invitandolo a seguire ‘piu’ da vicino le cose di sua competenza’. ‘Volevo sapere perche’ una cosa e’ stata affidata all’Amat – ha detto – che poi ha utilizzato una compagnia di Rimini. Non basta dire che e’ marchigiana perche’ alcuni membri si sono formati a Urbino.
Sarebbe come dire che tutti gli attori sono romani. Perche’ l’Amat? E non invece il Teatro Stabile delle Marche, Inteatro o il Teatro del Canguro, che ha un riconoscimento nazionale per il teatro ragazzi. Ci sono tante realta’ che fanno produzione teatrale…’.

PRIMARIE: CIVIT ANOVA; IDV SOSTIENE CORVATTA
‘UNICA POSSIBILITA’ PER RIUNIRE CENTRO SINISTRA CON DIPIETRISTI’ CIVITANOVA MARCHE, 8 MAR – Il gruppo dell’Idv di Civitanova MARCHE, ‘pur non partecipando direttamente alle primarie di coalizione del centro sinistra, ‘sostiene fortemente la candidatura a sindaco di Tommaso Claudio Corvatta, medico molto noto e stimato in citta’, candidato alle primarie, convinto progressista attento ai problemi del lavoro e dei servizi alla persona, alla tutela delle classi più deboli, dell’ambiente e della salute pubblica, da sempre contrario alla cementificazione del territorio’. ‘La candidatura del dr. Corvatta – si legge in una nota firmata dalla coordinatrice dipietrista cittadina Rosanna Bevilacqua e dai candidati – rappresenta un elemento di forte innova zione all’interno del quadro politico civitanovese e alimenta le speranze di tutti quei cittadini che hanno a cuore il bene comune ed il progresso morale e civile della citta’. La vittoria di Corvatta alle primarie rappresenterebbe l’unica possibilita’ di riunificare il centro sinistra con la presenza dell’Idv’. I dipietristi rivolgono quindi ‘un accorato appello a tutti i cittadini affinche’ si facciano promotori della candidatura a sindaco di Corvatta, votandolo e facendolo votare alle primarie di coalizione del centro sinistra, che si terranno il 17 e 18 marzo prossimi presso tutti i centri civici di quartiere’.
TRASPORTI: CONEROBUS; PAVONE (IDV), SERVIVA GESTO ECLATANTE
ANCONA, 8 MAR – La crisi di Conerobus ‘era stata annunciata da varie criticita’ dell’intero comparto del trasporto pubblico locale, che gli enti di riferimento non potevano ignorare. Oggi si puo’ dire che finalmente gli enti che fanno parte della spa (Comune di ANCONA, Provincia e Regione in primis) hanno preso coscienza del gravissimo passivo in cui si trova l’azienda partecipata’. Cosi’ l’arch. Angela Pavone, membro del cda di Conerobus e del direttivo provinciale dell’Idv. ‘Di recente – ricorda – abbiamo anche chiesto la partecipazione di un assessore della giunta comunale di ANCONA ad un incontro del cda, spiegando, con dovizia di particolari, le varie problematiche aziendali. Oggi quella medesima giunta dichiara di cadere dalle nuvole, e di essere stupita per il disavanzo, anzi di voler adire le vie legali! Ma e’ stato necessario un gesto eclatante del presidente di Conerobus (le dimissioni annunciate da Sandro Simonetti ndr) per costringerla a vedere’.

8 MARZO: PROPOSTA LEGGE BIPARTISAN CONSIGLIERE MARCHE
BANCA SAPERI DELLE DONNE, LOTTA A VIOLENZE E DISCRIMINAZIONI     ANCONA, 8 MAR – E’ sottoscritta da tutte e sette le consigliere dell’Assemblea legislativa delle Marche la nuova proposta di legge sulle politiche di pari opportunita’, presentata oggi in un incontro stampa ad ANCONA. La legge si estende a tutti i settori della vita politica, istituendo anche sistemi di monitoraggio su quanto e’ stato realizzato finora. Per Paola Giorgi, vice presidente Idv dell’Assemblea legislativa e prima firmataria della pdl, ‘e’ questo il modo migliore per celebrare l’8 marzo, e dare concretezza e unitarieta’ all’attuazione delle politiche di genere’. ‘Festeggiare questa giornata – ha continuato, citando dati diffusi nei giorni scorsi dalla Cna – e ‘ un’occasione per ricordare che nelle Marche le donne guadagnano in media il 7% in meno degli uomini, con un divario ancora piu’ pesante nel settore impiegatizio (16%), e operaio (15%). Le donne sono penalizzate perfino dalle banche, che applicano alle imprese femminili tassi piu’ alti dello 0,3% rispetto a quelli degli imprenditori, tassi ‘che salgono allo 0,6% se e’ una donna a garantire un’altra donna’. La proposta di legge, sottoscritta dalle consigliere Franca Romagnoli (Fli), Maura Malaspina (Udc), Graziella Ciriaci (Pdl), Rosalba Ortenzi (Pd), Sara Giannini (Pd) ed Elisabetta Foschi (Pdl), punta a rafforzare le politiche regionali a favore delle donne, incrementando la rappresentanza femminile e la lotta alle violenze e agli abusi, grazie anche a modifiche delle due precedenti leggi regionali in materia. Azioni politiche coordinate sono previste nei campi dell’istruzione, dell’economia, della sani ta’, della comunicazione, della formazione e del contrasto alla violenza di genere, con una specifica programmazione (Piano regionale per la cittadinanza di genere) e un monitoraggio costante. Viene istituita inoltre una ‘Banca dei saperi delle donne’, con curricola sulle rispettive competenze, in modo da favorire la rappresentanza femminile in ruoli che competono alla Regione. Il presidente dell’Assemblea legislativa Vittoriano Solazzi ha dato il suo appoggio all’iniziativa, definendola ‘un atto concreto contro la discriminazione delle donne in una societa’ che vive un’involuzione culturale preoccupante, segnata dall’incapacita’ di dialogare e di riconoscere i diritti degli altri’. Alla conferenza stampa erano presenti Romagnoli e Malaspina, la vicepresidente della Commissione regionale Pari Opportunita’ Antonietta Masturzo, e il presidente del Corecom Marche Pietro Colonnella.

REGIONI: SPACCA, CHIEDERO’ A MORODER DI SOSPENDERE ATTIVITA’
GOVERNATORE AI MICROFONI DI RADIO ARANCIA, LO VUOLE IDV ANCONA, 8 MAR – Dopo molti mal di pancia e voci che si rincorrevano da giorni, il presidente della Regione MarcheGian Mario Spacca conferma la decisione di chiedere le dimissioni dell’assessore IDV al turismo Serenella Moroder. Lo fa ai microfoni di Radio Arancia, nella consueta intervista settimanale (che andra’ in onda domani) di cui l’emittente ha fornito un’anticipazione. Una decisione condizionata dal veto posto dal leader dell’IDV Di Pietro, spiega Spacca. ‘Ci sono alcune condizioni – esordisce il governatore, rispondendo a una domanda – che determinano degli equilibri in poli tica. Una giunta, un governo regionale nasce su tre livelli: uno e’ la competenza, che ho cercato sempre di sottolineare e valorizzare, un altro e’ l’appartenenza territoriale, in modo tale che nel governo regionale ci siano tutti i rappresentanti dei territori delle Marche, e il terzo livello e’ quello dell’appartenenza ai partiti politici, ai gruppi che compongono l’alleanza politica che governa in questo caso la Regione. Se tra il rappresentante di un partito politico e la segreteria nazionale si incrina il rapporto, come e’ stato nel caso dell’assessore al turismo e del leader nazionale Di Pietro, e’ chiaro che il presidente in qualche nodo deve tenere in considerazione gli equilibri complessivi. Quindi – annuncia Spacca – quando tornero’ da Dubai chiedero’ all’assessore, sulla richiesta esplicita che mi e’ stata fatta dalla segreteria nazionale dell’IDV, di sospendere la sua attivita”. ‘Siccome sono stato colto un po’ di sorpresa da questa richiesta – conclude – terro’ per me per un periodo di tempo, in attesa di trovare la persona giusta, la delega al turismo’.

REGIONI: MORODER FUORI DA GIUNTA, MA ‘A SCHIENA DRITTA’
SPACCA, RITIRO DELEGA SU RICHIESTA ESPLICITA IDV NAZIONALE ANCONA, 8 MAR – Una giornata particolare, quella di oggi, per Serenella Moroder, l’assessore regionale esterno dell’IDV a suo tempo indicata proprio dal leader del partito Di Pietro che ora chiede invece la sua testa. A Berlino per la Rassegna internazionale del turismo Itb, festeggia il giorno dedicato alla donna, il compleanno di una delle sue quattro sorelle e incassa l’ufficialita’ della richiesta di dimissioni che a giorni il governatore delle Marche le mettera’ sul piatto aderendo a una richiesta della segreteria nazionale dell’IDV.
In realta’, ‘una non notizia, lo sapevamo tutti’, chiosa Moroder, che appare tranquilla e con il sorriso sulle labbra. ‘Che altro poteva fare il presidente?’. In effetti: ‘Ci sono alcune condizioni – dice Spacca ai microfoni di Radio Arancia, in un’intervista che sara’ trasmessa domani – che determinano degli equilibri in politica. Una giunta, un governo regionale nasce su tre livelli: uno e’ la competenza, un altro e’ l’appartenenza territoriale, in modo tale che nel governo regionale ci siano tutti i rappresentanti dei territori delle Marche, e il terzo livello e’ quello dell’appartenenza ai partiti politici, ai gruppi che compongono l’alleanza politica che governa in questo caso la Regione. Se tra il rappresentante di un partito politico e la segreteria nazionale si incrina il rapporto, come e’ stato nel caso dell’assessore al turismo e del leader nazionale Di Pietro, e’ chiaro che il presidente in qualche nodo deve tenere in considerazione gli equilibri complessivi. Quindi, quando tornero’ da Dubai chiedero’ all’assessore, sulla richiesta esplicita che mi e’ stata fatta dalla segreteria nazionale dell’IDV, di sospendere la sua attivita’. E siccome sono stato colto un po’ di sorpresa da questa richiesta, terro’ per me per un periodo di tempo, in attesa di trovare la persona giusta, la delega al turismo’. Con fair play, nonostante la sua irritazione per alcune esternazioni della Moroder sulla diatriba dentro l’IDV, Spacca, che avrebbe gradito un profilo piu’ istituzionale, concede all’assessore: ‘l’esperienza e’ comunque positiva. Ha partecipato con grande intensita’ e generosita’ alla valorizzazione della nostra strategia di politica del turismo: ora cercheremo di non disperdere questo tipo di competenza’, lasciando – si intuisce – la porta aperta a una qualche forma d i collaborazione, ancora tutta da definire.
Lusingata dall’apprezzamento, l’interessata commenta: ‘Io sono fatta cosi’: quando credo in qualcosa non mi risparmio, ci metto tutta me stessa. Il problema e’ quando non ci credo’. E cioe’? ‘Cioe’ non sono pentita del chiarimento avuto con il partito’.
Sullo sfondo, la logorante guerra interna tra i dipietristi marchigiani: Moroder fa parte della minoranza in rivolta conto l’attuale coordinatore regionale on. David Favia, considerato dai ‘dissidenti’ un accentratore. ‘I motivi addotti dall’onorevolissimo con il gilet (Favia; ndr) per chiedere la mia sostituzione, di politico non hanno nulla’. E invece la questione e’ tutta politica. ‘Vogliamo parlare di donne? -replica sibillina la Moroder -. Io sono una donna che tiene laschiena dritta’.

PORTI: FANO; MOZIONE IDV-PD, SMALTIRE FANGHI AL MARE
ANCONA, 8 MAR – I consiglieri regionali Luca Acacia Scarpetti (Idv) e Mirco Ricci (Pd) hanno presentato una mozione sul dragaggio del porto di Fano. Il documento impegna il presidente e la giunta regionale ‘a procedere con la massima celerita’ per richiedere autorizzazione ministeriale per lo scambio a mare delle sabbie dragate, al fine di risolvere in maniera sicura, ambientalmente ed energeticamente, nonche’ economicamente piu’ vantaggiosa, la questione della rimozione dei fanghi e quindi ottenere il ripristino del regolare accesso al porto di Fano’. ‘Come le stagioni si alternano ciclicamente, cosi’ il porto di Fano di riempie periodicamente di sabbia e fanghi. Un fatto del tutto naturale – osserva Acacia Scarpetti in una nota – che se fosse affrontato in maniera pratica e costruttiva consentirebbe un notevole risparmio economico e minori problemi per la marineria fanese’. L’esponente dipietrista spiega che i fanghi non sono pericolosi e potrebbero quindi essere smaltiti in mare, ‘risparmiando un bel quantitativo di soldi per la messa in discarica o in deposito’, che costa ‘trenta volte di piu’ che lo scambio a mare’. Quindi ‘non si comprende perche’ la Regione Marche non abbia ancora chiesto la necessaria autorizzazione ministeriale’, specie in un momento in cui bisogna ‘trovare tutte le occasioni di risparmio’.

PARCHI: ACACIA SCARPETTI, GIUSTE CRITICHE A RIFORMA ENTI
ANCONA, 9 MAR – ‘Concordo pienamente con le critiche delle associazioni ambientalistiche alla proposta di legge sul riordino degli Enti Parco, attualmente all’esame della Commissione assembleare Territorio-ambiente’. Cosi’ il consigliere dell’Idv Luca Acacia Scarpetti. ‘Lo scopo di questi enti – afferma – e’ mantenere e aumentare la biodiversità, consentire un turismo non motorizzato e a basso impatto ambientale, qualificare il patrimonio urbano omogeneizzandolo a quello storicamente presente e uniformare e coordinare le norme che regolano la vita dei Parchimarchigiani’. Per raggiungere questi obiettivi e’ necessaria, osserva, ‘una forte regia di insieme e quindi regionale’. ‘La recente vicenda del tentativo di instaurare una sorta di gemellaggio a scopi scientifici con la Repubblica autonoma secessionista dell’Abkhazia – sostiene – sventato in extremis da un doppio interven to della Farnesina, dimostra che non è sufficiente alzare il livello tecnico, ma occorre intervenire anche sul livello morale della gestione dei parchi’.

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SPORTELLO DEI DIRITTI DEL CITTADINO (09 marzo 2012)

Contraffazione: aumenta il business dei prodotti taroccati. Sequestrati 716 attrezzi ginnici provenienti dalla Cina. Rischi per la salute  
Ogni anno tonnellate di prodotti contraffatti entrano in Italia e vengono smerciati a prezzi concorrenziali. Il business delle contraffazioni tocca i settori più svariati, dai medicinali alle pelletterie, agli alimentari, all’utensili da cucina, all’oggettistica, ai giocattoli, ai cosmetici, all’elettronica, al tessile, alle ruote cinesi e freni, ecc; ma diffusione e prezzi limitati nascondono talvolta problemi di illegalità, sfruttamento del lavoro, utilizzo di sostanze nocive alla salute. L’industria del falso ha ormai raggiunto un business da 80 miliardi di euro tra prodotti. l’Italia risulta infatti il primo produttore di beni contraffatti in Europa e il terzo a livello mondiale. Da un’indagine risulta poi che circa il 10% degli italiani ha acquistato dei prodotti falsi e taroccati nell’ultimo anno. Altro dato significativo si riscontra dal fatto che l’industria italiana della contraffazione, in termini di produzione sommersa, vale ben il 25% del Pil sottraendo in questo modo tantissimi lavoratori al mercato regolare. L’industria del falso è diffusa su tutto il territorio nazionale con punte molto alte in Campania, Toscana, Lazio, Puglia e Marche. Da oggi, i funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Ancona sequestrando presso il porto, con la collaborazione dei militari della Guardia di Finanza, 716 attrezzi ginnici contraffatti per un valore commerciale di circa 102.000 euro, hanno scoperto un nuovo business delle contraffazioni, quello degli attrezzi ginnici. La merce, rinvenuta all’interno di un container proveniente dalla Cina e destinato in Italia, riportava i marchi contraffatti “Ab Circle” e “Ab Rocket”, di proprietà della società Media Shopping S.p.a. I periti della società hanno confermato la contraffazione dei prodotti. I prodotti, oltre ad essere dei clamorosi falsi, risultano trattati con sostanze chimiche non idonee al contatto con la cute umana, e possono dare origine a fenomeni allergici o di intossicazione. Per via dei loro effetti disastrosi sulla salute, sono vietati in Europa.

Sicurezza stradale: al telefonino mentre si guida anche stando fermo in coda a seguito di un tamponamento multiplo? Multa valida fino a querela di falso
Brutte notizie per gli automobilisti che usano spesso il telefono cellulare mentre guidano. La Cassazione con la sentenza n. 3336 del 02 marzo 2012 accogliendo il ricorso della Prefettura di Firenze. ha stabilito che l’automobilista multato per aver usato il telefonino durante la marcia, può contestare il verbale solo attraverso la querela di falso contro il pubblico ufficiale verbalizzante. A nulla è valso il ricorso dinanzi al giudice di pace che ha accolto l’opposizione dell’automobilista, contro il verbale di contestazione dell’illecito amministrativo, ossia l’uso del telefonino cellulare senza “viva voce” durante la marcia, ritenendo al riguardo “non sufficientemente provato l’addebito dall’attestazione del pubblico ufficiale verbalizzante facente fede soltanto degli elementi oggettivi non suscettibili di una valutazione sensoriale, e non anche di quelle percezioni caratterizzate da margini di apprezzamento fallibili, in quanto aventi a oggetto accadicamenti repentini». In particolare, il giovane ha affermato di aver usato il telefono stando fermo in coda a seguito di un tamponamento multiplo. La Corte di cassazione della sesta sezione civile, in ogni caso, respingendo il ricorso, al contrario, hanno sottolineato che «nel giudizio di opposizione a ordinanza ingiunzione relativo al pagamento di una sanzione amministrativa è ammessa la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l’atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile contraddittorietà oggettiva, mentre è riservata al giudizio di querela di falso, nel quale non sussistono limiti di prova e che è diretto anche a verificare la correttezza dell’operato del pubblico ufficiale, la proposizione e l’esame di ogni questione concernente l’alterazione nel verbale, pur se involontaria o dovuta a cause accidentali, della realtà o dell’effettivo svolgersi dei fatti». È bene utilizzare l’auricolare, se proprio non si può far a meno di avere una conversazione telefonica mentre si guida, altrimenti è meglio concentrarsi sulla guida senza distrazioni esterne.

Licenziamenti in Provincia di Lecce. Lettera degli ‘stabilizzati’, moderne vittime dell’alternanza politica
Nel 2008 circa quaranta lavoratori dell’Ente Provincia di Lecce, impiegati alcuni da parecchi anni con contratti a tempo determinato o co.co.co., venivano stabilizzati a seguito di una complessa procedura che rendeva finalmente fisso e certo un diritto dei cittadini costituzionalmente garantito: il diritto al posto di lavoro a tempo indeterminato. L’allora giunta di centrosinistra guidata dal sen. Giovanni Pellegrino aveva dimostrato grande sensibilità istituzionale e competenza amministrativa vagliando un piano di stabilizzazione concertato con le organizzazioni sindacali che, peraltro, non fu impugnato dall’opposizione di centrodestra. Con un’azione che sembra più una prevaricazione o una vendetta dettata dal passaggio di consegne tra amministrazione di centrosinistra a quella di centrodestra guidata da Antonio Gabellone, all’epoca capo dell’opposizione, i 16 dipendenti della Provincia di Lecce hanno perso il lavoro. A fronte di 16 lavoratori che resteranno a casa, altri 20 saranno assunti ex novo. La Provincia ha infatti indetto un concorso per l’assunzione part time di 20 dipendenti. Questo ha scatenato l’ira dei sindacati che hanno annunciato battaglia contro Palazzo dei Celestini. Ed anche la disperazione dei 16 licenziati. Pubblichiamo una lettera in versione integrale firmata da “i 36 stabilizzati della Provincia di Lecce”. Nella lettera si svela che i nuovi posti di lavoro saranno effettivamente undici e non 67 come è stato detto e scritto. E’ chiarissima, la disperazione di chi da un giorno all’altro si ritrova nella condizione di non sapere più come andare avanti. Una disperazione a cui ci sembra giusto dare voce.
“ Gentile Direttore, Le scrivo per commentare gli articoli che in questi giorni sono usciti sui vari giornali per plaudire le iniziative della Provincia riguardo alle nuove assunzioni. Articoli che finalmente guardano il bicchiere mezzo pieno anziché guardare il bicchiere mezzo vuoto. Articoli che puntano a rafforzare l’idea che la crisi sta passando: pronti in Provincia 67 posti. Finalmente! Ma sono davvero 67 i posti da coprire? Oppure sono solo 27 perché i restanti 40 in mobilità stanno già lavorando? E qual è il prezzo di questa manovra? Beh, gentile direttore, i cittadini salentini dovrebbero sapere che questa manovra costa 16 posti di lavoro. Quindi a ben guardare questa manovra porterà a soli 11 nuovi posti di lavoro. E quanto guadagneranno le fortunate 11 persone che vinceranno il concorso? Sa qual è il 30% dello stipendio di un funzionario di categoria D della Provincia di Lecce? Sono circa 500 €. Può un professionista guadagnare 500€ ? Ma i giornalisti fanno bene a riportare a gran voce il grandissimo numero di posti a disposizione: addirittura 67. Del resto chi avrebbe letto un articolo che titola “Provincia, 11 posti a 500€”? Il Presidente Gabellone non ne sarebbe stato contento. Ci tiene tanto ai numeri alti, altrimenti avrebbe fatto 5 concorsi al 100%, garantendo a cinque persone uno stipendio dignitoso senza elemosine di sorta. Da dipendente part-time al 50% della Provincia di Lecce Le posso dire che con 700€ si vive male, soprattutto quando l’amministrazione per tre anni cerca di licenziarti. I giornalisti non possono sapere cosa significa aver lavorato per 20 anni in questa amministrazione da precario, aver visto un barlume di speranza di una mezza stabilizzazione e vedere infine che con tanta insistenza cercano di toglierla. I giornalisti non hanno di certo visto il collega che in preda alla furia, essendo monoreddito ha lanciato in aria tutto quello che trovava piangendo ed urlando “Chi lo dice a mia moglie adesso. Con il mutuo da pagare…”. Stiamo parlando di cinquantenni che sarebbero pure disposti a trovare un altro lavoro qui nel Salento, come del resto suggerisce il nostro caro Presidente Monti. Lei saprebbe per caso suggerirci qualche azienda disposta a farlo? Se è vero che nessuno qui trova lavoro, tanto che con i giornali hanno plaudito così vivacemente a questa azione della Provincia, può tale dipendente trovare qualcosa da fare? In ogni caso, in barba a quei poveri sfortunati che saranno licenziati, ha fatto bene l’amministrazione a procedere in questo modo, a ristabilire la legalità violata. Ma da chi è stata poi violata questa legalità? Cosa hanno fatto i lavoratori di illegittimo? Hanno fatto un concorso? Hanno lavorato tanti anni per questa Provincia? Maledetti lavoratori. Che non lo facciano mai più. Hanno fatto bene a cacciarli via, non dovevano permettersi di fare questo. Ben vengano i nuovi 27 lavoratori che non saranno certo amici di questa amministrazione, perché questa amministrazione rispetta la legalità.”
I 36 “stabilizzati” della Provincia di Lecce

L’Italia che invecchia e non si adegua. Dal 2020 l’età più alta in UE per le pensioni. Continua la campagna affinché vengano introdotte misure per sostenere un invecchiamento sano, lotta alle diseguaglianze di genere e alle discriminazioni basate sull’età
L’Italia invecchia sempre più. La conferma questa volta viene dall’UE ed in particolare dal libro bianco della Commissione Europea sui sistemi previdenziali presentato nei giorni scorsi dal Commissario Ue all’occupazione e pubblicato sul sito del ministero del Lavoro . Secondo i dati forniti, i lavoratori italiani avranno nel 2020 l’età di pensionamento più alta in Europa, con 66 anni e 11 mesi, seguita dalla Germania con i suoi 65 anni e 9 mesi e i 66 tondi della Danimarca. Una nota positiva viene dal fatto che a seguito delle riforme sul sistema previdenziale e al meccanismo che lega l’età di pensionamento alla speranza di vita, nella scheda sui diversi sistemi pensionistici, l’Italia risulta essere insieme alla Germania e all’Ungheria, uno dei Paesi a non avere ricevuto raccomandazioni specifiche sulla materia circa la sostenibilità del proprio sistema. Ma  agli italiani, le riforme costeranno di più e il raggiungimento della agognata pensione sembrerà quasi un miraggio se si pensa che avremo l’età più alta di uscita dal lavoro anche dopo il 2020 (70 anni e tre mesi per maschi e femmine nel 2060) superando abbondantemente la Germania (67), il Regno Unito (68) e l’Irlanda (68). Come è noto nel 2009 in Italia l’età per la pensione di vecchiaia era fissata a 65 anni per gli uomini e 60 per le donne, ma grazie alla possibilità di uscire dal lavoro con la pensione di anzianità (59 anni di età e 35 di contributi dal luglio 2009 o 40 anni di contributi a qualsiasi età) l’età media di pensionamento era di 60,8 anni per gli uomini e 59,4 per le donne. Se prendiamo a paradigma la Germania di tre anni fa, a fronte dei 65 anni previsti per uomini e donne, per il pensionamento di vecchiaia la media per l’uscita dal lavoro era di 62,6 anni di età per gli uomini e 61,9 per le donne. Il libro bianco evidenzia anche una proiezione sull’andamento dei cosiddetti tassi di sostituzione, tra la pensione e il reddito da lavoro precedente con un calo per l’Italia tra il 2008 e il 2048 (a parità dell’età di pensionamento, che si avvicina al 15%, ciò in conseguenza del cambiamento del sistema da retributivo a quello contributivo. Anche se vi è da precisare che la riduzione sarà inferiore al 5% se si pensa che i lavoratori saranno costretti a lavorare più a lungo. L’analisi evidenzia come in Italia la speranza di vita a 65 anni nel 2010 fosse 18,2 anni per gli uomini e 22 per le donne, ma anche che entro il 2060 la speranza di vita alla nascita in Europa dovrebbe aumentare rispetto al 2010 di 7,9 anni nei maschi e di 6,5 nelle femmine. Gli innumerevoli problemi che nascono da questi cambiamenti nella società e nel mondo del lavoro non riguardano solo la sostenibilità dei sistemi pensionistici che sicuramente saranno messi a dura prova se non verranno sviluppate e attuate strategie globali per adeguare i regimi pensionistici all’andamento della contingenza economica e demografica, ma soprattutto dalla necessità di  garantire migliori opportunità per uomini e donne anziani di restare sul mercato del lavoro, come ha tenuto a precisare anche la stessa Commissione.  Per tali ragioni, i Nostri governi hanno l’obbligo di ripensare sin da subito lo stesso sistema del mercato del lavoro con misure strutturali a partire dall’adeguamento dei luoghi di lavoro e dell’organizzazione del lavoro, oltre alla promozione dell’apprendimento durante tutto l’arco della vita, nonché politiche efficienti capaci di conciliare lavoro, vita privata e familiare. Insomma, misure per sostenere un invecchiamento sano, lotta alle diseguaglianze di genere e alle discriminazioni basate sull’età.

Continuano i sequestri di prodotti d’importazione cinese per possibili rischi alla salute. Sequestrate 2430 bambole “DOLL SET”. Ora basta. Bisogna inasprire le sanzioni
Non passa giorno, nel quale ogni giornale dal locale al nazionale, online, carta stampata  e video nel quale venga reso noto un sequestro di prodotti di origine cinese non conformi alle normative o addirittura pericolosissimi per la salute dei consumatori. Solo per citare l’ultima, nella giornata di ieri i funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Venezia, nell’ambito dei controlli effettuati sulla base della Convenzione Giocattolo Sicuro, hanno  provveduto ad effettuare il sequestrato di ben 2430 bambole “Doll Set”, di origine cinese, non conformi ai requisiti di sicurezza, relativamente alle proprietà chimiche, per la presenza di esteri orto oftalici, vietati dal D.lgs. 313/91. Come al solito, la società importatrice è stata denunciata alla competente Autorità giudiziaria ed è stato contestualmente disposto il ritiro dal mercato della merce. Purtroppo, poiché le misure sinora adottate pare non abbiano ridotto i traffici di merci pericolose per i consumatori ed in particolare per i più piccoli, l’unica strada rimasta da intraprendere per la tutela della salute è quella dell’inasprimento delle sanzioni previste per i soggetti che importano prodotti pericolosi per la salute e non conformi alle normative previste in materia.

Diritti umani: in Cina i condannati a morte sono la fonte principale di organi. Proprio per questo è accusata dell’enorme traffico degli organi umani, una realtà perfino in Europa, nonostante l’esistenza di norme legali e misure di controllo considerate efficaci
I condannati a morte giustiziati sono in Cina la fonte principale di organi per i trapianti, a causa della carenza di donatori volontari anche se sino a poco tempo fa  il governo cinese ha sempre negato queste accuse. Lo ha reso noto il ministro cinese della Salute, Huang Jiefu, citato dal giornale Fazhi Ribao secondo cui “ a parte un piccolo numero di vittime di incidenti di traffico, la gran parte di organi espiantati viene da prigionieri uccisi “.Parliamo di condannati a morte che possono essere soggetti a qualunque pressione, e quindi il loro non può essere un gesto volontario”. Soprattutto in Cina dove, spesso, le confessioni sono ottenute mediante la tortura. Gli organi vengono espiantati subito dopo l’esecuzione e trasportati in apposite ambulanze. Vi sono oggi almeno 600 ospedali specializzati in questo traffico ed i relativi profitti sono altissimi, se si considera il prezzo di vendita degli organi che spesso arriva a decine di migliaia di dollari. Successivamente spesso i loro corpi vengono cremati per cancellare la prova del crimine commesso. La Cina cerca da tempo di ridurre la dipendenza dagli organi dei condannati a morte ma una domanda elevata e una carenza di donatori fanno sì che questi rimangano la fonte principale. Nel paese vengono effettuati 10.000 trapianti all’anno, ma la lista d’attesa è di 1,3 milioni di pazienti. Il numero annuale di esecuzioni capitali è segreto, ma si calcola sia intorno alle 4.000. Recentemente il governo cinese ha approvato alcune leggi atte a regolarizzare il “mercato nero” degli organi umani. Secondo queste normative, la precedenza nella distribuzione degli organi andrebbe ai cittadini cinesi, i chirurghi cinesi non potrebbero viaggiare all’estero per effettuare espianti e, soprattutto, il  consenso del prigioniero per la donazione dei propri organi dopo la morte dovrebbe essere obbligatorio. Purtroppo, nella Cina capital-marxista oggi il nuovo Dio è il Denaro. Migliaia di fegati, reni e cornee cinesi sono immessi nel mercato internazionale del traffico di organi, anche via internet. Secondo le organizzazioni umanitarie internazionali, il 95% viene dai corpi dei condannati a morte. Le esecuzioni capitali, con la relativa vendita degli organi, sono uno dei principali fenomeni che derivano dal mancato rispetto dei diritti umani in Cina. Evidenziano la precarietà e la corruzione del sistema giudiziario cinese e la mancanza di garanzie per chi è arrestato; mettono in luce la violazione dei principi etici e morali insita nell’’espianto degli organi senza il consenso del condannato. Ma c’è anche un mondo in cui per tanti giovani l’unica via di fuga dalla miseria sembra quella di vendere una parte del proprio corpo.  Per tali motivi, per contrastare il fenomeno del traffico di organi, serve anticipare la direttiva europea sulle donazioni di organi che dovrebbe essere adottata entro giugno 2010 dall’Europarlamento, consentendo all’Europa di avviarsi sulla strada di una migliore regolamentazione in questo campo.

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mar
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SPORTELLO DEI DIRITTI DEL CITTADINO (02 marzo 2012)

Alt a sexy lolite su tv, riviste e pubblicità. Una carta contro l”ipersessualizzazione dei bambini nei media
Si fa un gran parlare sulla stampa ed in televisione dei diritti dei minori, e principalmente del loro diritto alla riservatezza, del loro diritto di non farsi sfruttare per scopi commerciali e comunque per finalità alle quali i minori stessi sono estranei. Si sprecano fiumi di parole e di inchiostro per stigmatizzare chi si rende responsabile di violenze sui bambini, però, quotidianamente, assistiamo ad una bieca strumentalizzazione delle figure dei bambini, usati in pubblicità, senza alcuna tutela per la loro riservatezza, per propagandare ogni tipo di prodotto, zanzariere, piscine, alimentari, automobili, e chi più ne ha più ne metta con troppe lolite vestite e truccate come donne su tv, riviste e pubblicità. L’effetto persuasivo che ha una bella faccetta di un bimbo è noto, lo subiamo tutti noi, e francamente vedere come queste facce sono usate strumentalmente deve far venire rabbia, invece che voglia di comprare. Non solo, ma al tempo stesso la pubblicità strumentalizza i bambini anche come potenziali consumatori, rivolgendo loro messaggi violenti, che li inducono a sentire come reali bisogni assolutamente inesistenti per beni superflui. In Italia, il fenomeno è meno grave che in altri Paesi come gli Stati Uniti. Tuttavia alcune scuole materne e elementari di fronte all’aumento delle bimbe che arrivavano in classe vestite come donne, tra tacchi e rossetto, hanno deciso di imporre delle norme nel loro regolamento interno. Si intende lanciare una campagna di tutela dei diritti dei minori proponendo da subito una carta contro l”ipersessualizzazione dei bambini nei media dove i firmatari del testo dovranno impegnarsi a “non diffondere, nemmeno negli spazi pubblicitari, immagini ‘ipersessualizzate’ di bambini, sia femmine che maschi, in pose erotiche o mentre indossano abiti, accessori o make-up con una forte connotazione erotica”. Inoltre si invitano le Autorità a sorvegliare realmente sull’uso delle figure dei minori che viene fatto in pubblicità, invitando giornali e reti televisive a rifiutare pubblicità che utilizzino strumentalmente figure di minori, ed invitando i consumatori ad uno SCIOPERO DEL CONSUMO che penalizzi le imprese che ricorrono a forme scorrette di pubblicità, basate sull’uso di minori o dirette a minori con il dichiarato scopo di provocare bisogni indotti. Ci si deve impegnare nel sorvegliare su tutto questo e si propone di raccogliere tutte le segnalazioni di situazioni che rientrano tra quelle qui denunciate, al fine di moralizzare la pubblicità ed eliminare questa forma assurda di sfruttamento.

Tempi duri per hacker e pedofili online. Entrano in vigore a partire dal 9 marzo le nuove norme contro la criminalità informatica. Previsto un inasprimento della normativa contro truffe e pedofilia in rete, tra cui l’utilizzabilità già dopo il sequestro degli strumenti informatici che potranno essere utilizzati dalle forze di polizia per colmare il gap tecnologico
Tempi duri per hacker e pedofili on line con le nuove norme che inaspriscono le misure relative ai reati informatici e telematici. Tra le misure introdotte che entreranno in vigore a partire dal 9 marzo prossimo quelle sulla destinazione degli strumenti sequestrati e confiscati a questi moderni criminali che potranno essere utilizzate già subito dopo il sequestro dalle forze di polizia, troppo spesso in ritardo nella lotta contro queste nuove forme di criminalità che sembrano sempre più di un passo in avanti rispetto all’autorità inquirente. La legge 12/2012 contro la criminalità informatica, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 45/2012, che ha modificato l’articolo 240 del codice penale ha, infatti, tra i suoi obiettivi dichiarati quello di fornire strumenti più adeguati per la lotta alle truffe on line e alla pedopornografia in rete. E’ purtroppo tristemente noto alle nostre cronache che molte inchieste giudiziarie in materia abbiano rivelato l’esistenza di un vero e proprio gap tecnologico fra i dispositivi ed i software utilizzati da questi criminali e quelli in dotazione alle forze dell’ordine.  La vera novità sta nel fatto che anche i beni oggetti di sequestro in conseguenza di tali tipi di reati potranno essere utilizzati, dalle forze di polizia – salvo alcune limitazioni – anche prima della confisca, così evitandosi che nella lunga attesa che i procedimenti a carico degli indagati giungano a definizione, tali strumenti non diventino obsoleti tenuto conto dei rapidissimi e costanti progressi della tecnologia nel settore dell’informatica.

Droga: arriva il vaccino per l’eroina. Cancella il “piacere” del buco
In questi giorni è stato brevettato negli Stati Uniti un vaccino per sconfiggere la dipendenza da eroina. Testato in Messico sui topi elimina la sensazione di piacere provocata dalla droga, così da azzerare il desiderio di assumerla. Secondo i ricercatori del National Institute of Psychiatry messicano, che l’hanno ideato, il ‘vaccino per l’eroina’ potrebbe cancellare la dipendenza anche nell’uomo dando dei risultati davvero soddisfacenti. Presto potrebbero cominciare i primi esperimenti su alcuni pazienti visto che la cosiddetta fase pre-clinica durata 15 anni sta per concludersi. Il vaccino agisce inibendo la molecola dello stupefacente e impedendole di sorpassare la barriera encefalica. L’eroina è una droga pesante, derivata dalla morfina, che appena iniettata provoca un caratteristico flash euforico della durata di circa 30-60 secondi,seguito da uno stato di confusione generale e depressione. Entro un’ora dalla somministrazione, però, si deprime il centro respiratorio nel sistema nervoso centrale e compare una potentissima sensazione di euforia ed eccitazione, in cui tutti i problemi vengono dimenticati e che è – probabilmente – l’emozione che viene ricercata quando si comincia ad assumere la droga. La molecola presente nel vaccino funziona proprio rendendo l’organismo resistente a quest’ultimo effetto dell’eroina, cosicché chi la usa non prova più la sensazione di piacere diffuso che invade il corpo quando la droga viene iniettata o fumata. In poche parole, il farmaco provoca una risposta immunitaria che impedisce all’eroina di entrare nel sistema nervoso e attaccare i recettori oppioidi del cervello, bloccando dunque la sensazione simile ad un’improvvisa scarica di endorfine. In questo modo si blocca l’effetto di piacere che la droga produce. Chiaramente è un vaccino rivolto a chi ha un grave problema di dipendenza, che ha tentato senza successo altre vie per disintossicarsi e che vuole fare un ultimo tentativo. Il progetto finanziato anche con fondi che provengono dal governo statunitense potrebbe in futuro estendersi ad altri tipi di droga che creano dipendenza come la cocaina e il cui traffico costituisce la principale fonte di guadagno per i narcos e la criminalità organizzata.

Perché lo Sportello dei Diritti continua a dire “No TAP”. Nella pubblica assemblea del 16 febbraio gli emissari della TAP non ci hanno parlato dei rischi e pericoli del gasdotto. Perché?
L’associazione “Sportello dei Diritti” che è stata fra i promotori del comitato “No Tap” che com’è noto raccoglie associazioni, organizzazioni, partiti politici e semplici cittadini che si stanno opponendo alla realizzazione del megagasdotto che passerà sotto l’Adriatico in una zona d’inestimabile valore paesaggistico, è ancora più determinata a continuare la campagna nazionale contro l’opera, dopo la pubblica assemblea del 16 febbraio scorso, nella quale gli emissari della società, la TAP per l’appunto, non hanno fatto il benché minimo accenno alla questione dei rischi connessi alla realizzazione ed alla presenza di un gasdotto nella porzione di territorio individuata, ma solo di presunti benefici e ricadute sul territorio che siamo convinti di non riuscire a scorgere. L’aver evitato di parlare dei problemi che potrebbero derivare ci spinge ad approfondire tutti gli aspetti relativi alla costruzione ed utilizzazione di un gasdotto di tale portata. La principale causa di perdita di contenimento di una linea di trasmissione è il danno esterno, generalmente dovuto a lavori nei pressi dell’opera. Più della metà delle fughe di gas e quasi tutti i danni più gravi (per esempio l’incidente di Ghislenghien in Belgio il 30 luglio 2004 o quello più recente della Lunigiana) sono conseguenze di questa causa. Altre cause sono dovute sia a fattori esterni o dalla corrosione interna, difetti materiali della saldatura, perdite su articolazioni o flange, reazioni chimiche, ecc. Le stazioni di compressione sono costituite da migliaia di flange, valvole e connessioni che comportano un alto rischio di perdite. Un gasdotto si può comporre di diversi condotti paralleli con valvole (chiamate snodo di valvole) posizionate ogni 30 km. Le perdite possono avvenire in questi snodi e nei punti corrosi delle tubature. In quest’ultimo caso il gas che fuoriesce si autoinfiamma. Inoltre ci sono emissioni tecnologiche e pianificate. Ulteriori emissioni vengono prodotte da compressori e/o da centrali elettriche. Alcune sono dovute a valvole pneumatiche che rilasciano CH4 durante il funzionamento. Infine, per mantenere e riparare le unità di installazione è necessario scaricare il gas (dall’intero compressore) in atmosfera. Tutti questi processi rilasciano gas serra (CO2 e metano). La valutazione dell’entità di queste emissioni è importante per stabilire l’acquisto di quote energetiche nell’ambito del protocollo di Kyoto. Sono solo alcuni dei problemi connessi alla presenza del gasdotto, che segnano ulteriori punti a sfavore nei confronti degli addetti ai lavori, anche perché è bene ribadire che la scelta dell’approdo in un’area di così alta rilevanza turistica e ambientale, rappresenterebbe una sconfitta per un’economia quale quella salentina che fonda la sua ragion d’essere nello sviluppo ecosostenibile, ritenendo ancora una volta che vi siano aree ad alta industrializzazione a nord della zona interessata ben più adatte ad accogliere la condotta trans adriatica.

Farmaci: l’Italia tra i debitori miliardari della UE delle case farmaceutiche tra cui Roche e Novartis. Lo Sportello dei Diritti lancia l’allarme, a rischio le forniture agli enti morosi  
Ancora notizie allarmanti circa gli effetti della crisi conseguenti alla situazione del debito pubblico dei soliti noti Paesi europei più esposti tra cui, purtroppo il Nostro. Gli effetti dei rigorosi programmi di tagli alla spesa, di Spagna, Italia, Grecia e Portogallo si riflettono prepotentemente nella sanità ed i ritardi nei pagamenti di medicinali per gli ospedali pubblici arriverebbero fino a tre anni, secondo alcune ben informate fonti. Tant’è che due colossi farmaceutici quali la Roche e la Novartis avrebbero vagliato la possibilità di tagliare le forniture agli enti morosi. Secondo la Federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche (EFPIA), infatti, i paesi europei devono dai 12 ai 15 miliardi di euro (dai 14,5 ai 18,1 miliardi di franchi) alle società farmaceutiche, tra cui le svizzere Roche e Novartis. Basti pensare che al 31 dicembre 2011, secondo la portavoce della Roche, Claudia Schmitt, i conti di riscossione riguardanti clienti del settore pubblico dell’Europa meridionale, che comprende i mercati di Spagna, Italia, Grecia e Portogallo, ammontavano a 2,1 miliardi di franchi. Sempre secondo la Roche, le fatture che non sarebbero state pagate da Spagna, Portogallo e Italia sarebbero aumentate l’anno scorso, mentre quelle greche si sarebbero ridotte a seguito delle “obbligazioni senza cedole” (zero coupon bond) emesse dal governo di Atene (vedi riquadro a fianco), mentre la Novartis non ha fornito cifre precise in merito. Alla luce di tali dati e dei perduranti ritardi nei pagamenti la Roche, sempre secondo la sua portavoce, starebbe valutando un cambiamento nella politica commerciale che applicherebbe agli ospedali che pagano meno. Questo potrebbe significare fissare un limite di credito per ospedale. I medicamenti potrebbero essere consegnati soltanto se non si supera tale limite. Sulla stessa falsariga anche la Novartis sta esaminando modifiche nelle metodologie delle forniture. A sostenerlo è Isabel Guerra portavoce di Novartis secondo la quale la casa farmaceutica concentra la sua attività sempre più sugli incassi in contanti. A tal fine, sta sviluppando piani alternativi e utilizzando sempre più formule di gestione e di assicurazione per facilitare l’incasso dei crediti.I cosiddetti paesi PIIGS – Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna, come è noto, da tempo hanno attuato programmi a dir poco rigorosi di riduzione del debito pubblico che stanno causando effetti devastanti per la tenuta sociale all’interno di questi stati. Gli accordi con Bruxelles, come sta accadendo nel Nostro Paese, hanno riguardato in particolare tagli lineari alla spesa pubblica con l’eliminazione di tutte le spese ritenute non indispensabili, tra cui, alla luce di questi dati allarmanti, anche il ricorso al ritardo nei pagamenti relativi ai farmaci. Tale politica di tagli lineari è divenuta insostenibile ed il solo rischio di veder bloccate le forniture di farmaci a regioni, Asl ed ospedali, dovrebbe mettere in allarme il governo centrale troppo impegnato a far quadrare i conti per dare soddisfazione ai mercati finanziari, ma poco attento ai problemi reali del Paese, quale quello, per rimanere nell’argomento, della Salute che non può essere trattato come un normale “spreco” dello Stato. Prima che si verifichi un blocco o un rallentamento delle forniture, si pensi prima a tagliare le vere spese inutili quali gli inutili costi della politica, quelle militari, quelle delle finte missioni di pace internazionali, ecc., ecc., perché con la salute dei cittadini non si scherza!

Legge anti-gay approvata in Russia: multe da 120 euro a 12.000 euro per coloro che apertamente manifestano la loro omosessualità e divieto di manifestazioni pubbliche a partire proprio dal Gay Pride
Il Parlamento nazionale russa (Duma) ha approvato in terza e definitiva lettura una legge che prevede multe per i gay, le lesbiche, i bisessuali o i transgender che professano apertamente il loro orientamento sessuale in presenza di minori, equiparando di fatto manifestazioni come i Gay-pride alla propaganda della pedofilia. A favore 29 deputati, cinque i contrari, un astenuto, 15 non hanno partecipato al voto. Il provvedimento è stato aspramente criticato dagli attivisti gay, che lo hanno definito “medioevale”, preannunciando ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. La legge prevede multe di 5000 rubli ( 120 euro) per i singoli, di 50 mila rubli (1200 euro) per i dipendenti pubblici e sino a 500 mila rubli (12 mila euro) per le organizzazioni che promuovono pubblicamente tali attività. Da anni gli attivisti gay tentano di organizzare gay pride a Mosca e a San Pietroburgo ma le loro richieste vengono puntualmente respinte, in un Paese fortemente omofobo. Pur essendo stata abolita nel 1993 come reato, l’omosessualità è rimasta in Russia sino al 1999 nella lista delle malattie mentali. L’ex sindaco di Mosca Iuri Luzhkov aveva definito “opera di Satana” le parate gay, regolarmente negate o represse a manganellate. Anche il dipartimento di Stato degli Usa ha espresso forte preoccupazione per questa mossa che riduce la libertà di espressione e di manifestazione e ha chiesto ufficialmente alle autorità russe di “proteggere queste libertà e incoraggiare il rispetto dei diritti di tutti i cittadini”. Anche in Europa la preoccupazione è molto forte. Le nuove leggi russe, dall’impianto discriminatorio, hanno poco a che fare con la giustizia, la medicina o la psicologia ma hanno radici politiche. I politici nel tentativo di distrarre l’attenzione dalla proteste di questi ultimi giorni contro Vladimir Putin e il Cremlino hanno offerto gli omosessuali come vittime sacrificali ai russi scontenti.

Guida in stato di ebbrezza: utilizzabile alcol test sull’automobilista anche senza consenso. Sufficienti per il giudice gli esami clinici
In caso d’incidente via libera all’utilizzo degli accertamenti senza consenso relativi alla positività all’alcol. Secondo la sentenza n. 8041 del 01 marzo 2012 della terza  sezione penale della Corte di cassazione con cui ha respinto il ricorso di un 40enne contro la condanna per il reato di guida in stato di ebbrezza, con tasso alcolemico rilevato di 3,21 g11,  l’analisi integra un elemento di prova che può fondare il convincimento del giudice. Nel caso di specie, è stata infatti confermata, la valutazione della Corte d’Appello di Brescia, che aveva accertato la responsabilità dell’imputato dall’analisi ematica svolta da cui risultava il suo elevato tasso alcolemico, ritenendo legittima tale analisi, anche se svolta in occasione di esami clinici ospedalieri per finalità terapeutiche. Pertanto, era irrilevante la presenza o meno del consenso dell’interessato dopo il grave incidente che aveva provocato. Secondo la terza sezione penale della Suprema Corte  “ i risultati del prelievo ematico, effettuato durante il ricovero presso una struttura ospedaliera pubblica a seguito di incidente stradale, sono utilizzabili nei confronti dell’imputato per l’accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza, trattandosi di elementi di prova acquisiti attraverso la documentazione medica e restando irrilevante, ai fini dell’utilizzabilità processuale, la mancanza del consenso». I supremi giudici, dunque, hanno ritenuto che le censure di inutilizzabilità degli accertamenti ospedalieri in relazione alla positività all’alcool dell’imputato siano infondate sottolineando che l’accertamento medico ha integrato un elemento di prova che legittimamente può fondare il convincimento del giudice.

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SPORTELLO DEI DIRITTI DEL CITTADINO (24 febbraio 2012)

Crisi: aumentano i furti della spesa. Ignari cittadini pedinati dopo essere stati nei market si ritrovano a mani nude quando rientrano a casa
Non serviva l’ennesimo autorevole annuncio, questa volta del Governatore della Banca d’Italia  Ignazio Visco, per stabilire che l’Italia fosse già in una durissima e difficile recessione. Da mesi si procede a segnalare la gravità della crisi e a denunciarne gli effetti che si manifestano attraverso atti quotidiani che la gran parte dei cittadini vive sulla propria pelle. Molti fatti, continuano ad essere segnalati attraverso denunce che ci giungono da ogni dove del Belpaese. Questa volta, ci viene comunicata una nuova prassi che è una conseguenza implacabile della crisi per chi vive tra gli stenti. Non più solo i classici furti dagli scaffali dei supermercati, troppo controllati perchè sottoposti agli attenti occhi della videosorveglianza e degli agenti antitaccheggio, ma pare che si stia diffondendo un fenomeno che potremmo definire più comodo: il furto dai carrelli o dal bagagliaio dell’auto dopo che si è usciti dal negozio o dal supermarket ad ignari cittadini che hanno già effettuato la spesa approfittando del primo momento di distrazione di quest’ultimi. Dopo aver fatto la spesa, la “vittima” apre la vettura e inizia a scaricare nel baule gli acquisti. Poi si allontana quei pochi metri per depositare il carrello. È in questo frangente che il ladro, sicuramente appostato, entra in azione: all’interno della vettura quasi sempre è stata lasciata la borsa della spesa, per abitudine o perché ritenuta ingombrante per le operazioni scarico. E per quello che è dato da sapere, i casi non sarebbero isolati, anche perché cifre ufficiali sono impossibili da conoscere in quanto i malcapitati che arrivano a casa e non si trovano la spesa nel bagagliaio, nella stragrande maggioranza dei casi non sporgono denuncia. Quale rimedio per i consumatori, allora? Un innalzamento del livello di attenzione e di guardia di chi va a fare la spesa è l’unica via d’uscita in maniera pratica.

Demenza senile: fenomeno di massa? Nascono i primi villaggi nel mondo a tutela degli ammalati e si utilizzano nuovi congegni per garantire l’indipendenza. Serve una politica nazionale anche in Italia
Più cresce la durata media della vita nel nostro Paese e proporzionalmente aumenta il numero delle persone colpite da quella che viene comunemente chiamata come “demenza senile”. Tale fenomeno comporta già ora costi sociali elevatissimi, ma con i tassi d’incremento futuri si prospetta una sfida  per il welfare epocale che dovrebbe indurre gli attuali governanti a “programmare” tempestivamente l’inesorabile invecchiamento della popolazione. Il Demographic Pulse della compagnia assicurativa Allianz Suisse ritiene che nel 2050 saranno oltre 115 i milioni di ammalati di demenza, ossia il triplo di quelli attuali, e l’incidenza si avrà nei paesi con la più alta aspettativa di vita al mondo e tra questi non solo la Svizzera e il Giappone, che ne detengono il primato, ma anche il Belpaese i cui tassi di invecchiamento della popolazione viaggiano a ritmi elevatissimi. Ma se nello stato dell’estremo oriente e nel paese d’oltralpe si stanno già adottando politiche sempre più incentrate al sostegno degli anziani che sono visti come una risorsa per il futuro dell’economia, in Italia non è ancora così. Lo stesso concetto d’indipendenza di un ammalato di demenza senile sembra qualcosa di utopistico e irrealizzabile, quando in realtà, non distanti da noi sono stati sviluppati ed utilizzati già da tempo e nella generalità dei casi diversi prodotti volti a preservare l’autonomia e la qualità di vita delle persone affette. Tra questi vale la pena segnalare un piccolo apparecchio con GPS integrato. Il dispositivo consente all’ammalato di muoversi liberamente entro un determinato raggio. Quando il paziente si allontana dalla zona di sicurezza, immediatamente un SMS segnala a parenti o interessati tale spostamento e grazie alla tecnologia satellitare chi riceve l’allarme può localizzare in tempo reale la persona in questione e sapere a che velocità si sta muovendo. Per mezzo di questi strumenti, i malati possono conservare più a lungo le loro abitudini e soddisfare le esigenze di movimento. Nel contempo possono prendere parte attivamente alla vita sociale, fatto questo che potrebbe rallentare il processo di degenerazione. Di grande aiuto si rivelano anche i sensori che possono essere fissati alle porte o ai bordi del letto. Non appena il malato apre la porta o lascia il letto, scatta l’allarme. Questo accorgimento permette a chi si prende cura del malato di abbassare il livello di guardia, in particolare di notte, e forse di dormire tranquillamente per qualche ora. Ma una vera e propria rivoluzione in tal senso è stata realizzata a Hogewey nei Paesi Bassi dove è stato già realizzato il primo villaggio europeo per i malati di demenza che è stato già “copiato” a Wiedlisbach, nel cantone di Berna, dove si sta realizzando anche la prima cittadella svizzera sulla stessa falsariga. Il villaggio, con tanto di studio medico, caffè, negozio e cinema, dovrebbe essere pronto fra cinque o sei anni e dare ai suoi abitanti la possibilità di muoversi in un ambiente protetto, favorendo così la loro sensazione d’indipendenza. L’utopia è già realtà.

Ennesimo suicidio in cella. Ma arriva la Cassazione con una sentenza in data odierna. La guardia carceraria risponde di omicidio colposo in caso di suicidio del detenuto
Proprio oggi le cronache italiane riportano la notizia del decimo detenuto suicidatosi in cella. Un ventunenne a San Vittore, la cui morte si va a sommare alle ventiquattro complessive dall’inizio di gennaio nelle carceri italiani. Un vero e proprio bollettino di guerra che riguarda un fenomeno cui sembra non si riesca a trovare rimedio. E proprio nella giornata di oggi arriva una sentenza della Cassazione penale importantissima che per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” appare come un vero e proprio monito nei confronti dell’amministrazione carceraria. Secondo il principio espresso dai supremi giudici, risponde di omicidio colposo la guardia carceraria nel caso di suicidio del detenuto in cella. La decisione, la numero 6744 emessa dalla quarta sezione penale della Suprema Corte proprio nella giornata odierna, ha ritenuto infondato e rigettato il ricorso di un’agente di polizia penitenziaria che, durante il suo turno di sorveglianza a vista nei riguardi di una detenuta, non si era accorta del suicidio della donna. Nel caso di specie, la prima addetta alla sorveglianza era stata rinviata a giudizio dinanzi al tribunale monocratico di Roma per i reati stabiliti agli articoli 41 e 589 C.p per rispondere della morte di una detenuta, che era accaduta nel carcere romano di Rebibbia, in conseguenza di asfissia meccanica da impiccamento. La custode era stata incaricata alla sorveglianza a vista della donna ma in realtà non ha effettuato il servizio affidatole. I giudici di piazza Cavour hanno appurato nella condotta della guardia un’omissione di diligenza ed hanno ritenuto irrilevante la contestazione dell’imputata che ha richiamato il principio di casualità del reato omissivo, tenendo conto delle modalità di esecuzione del suicidio, ossia su una sponda del letto non visibile dallo spioncino. Inoltre, va precisato che nel caso in questione la disposizione della sorveglianza a vista era stata impartita proprio in previsione di iniziative estemporanee e pericolose della detenuta e per evitare comportamenti autolesionistici: pertanto è stata esclusa l’imprevedibilità del gesto. Secondo Giovanni D’Agata, la sentenza in questione oltreché a costituire un importante precedente rappresenta un ulteriore invito al Ministero di Giustizia ad attivare tutte le misure possibili a tutela della dignità dei detenuti.

Equitalia: sarà possibile rateizzare i propri debiti in maniera flessibile
Un primo timido segnale di avvicinamento alle esigenze dei cittadini ed imprese nel campo del pagamento di sanzioni e tributi potrebbe giungere dalla bozza del decreto legge sulle “semplificazioni” ora all’esame del Governo.  Ci si augura che tale norma diventi effettiva per concedere un  po’ di sollievo alle famiglie ed aziende italiane già alle prese con i problemi quotidiani aggravati dalla perdurante crisi economica. Secondo quanto è dato apprendere, i titolari di debiti tributari avranno la possibilità di rateizzare i propri debiti in maniera flessibile, oltre a chiedere la dilazione dei pagamenti in caso di decadenza dalla rateazione. Nella bozza è, infatti, contenuta una norma secondo cui “Il debitore può chiedere che il piano di rateazione preveda, in luogo di rate costanti, rate variabili di importo crescente per ciascun anno”. Una volta ricevuta l’istanza di rateazione, l’agente della riscossione può iscrivere l’ipoteca “solo nel caso di mancato accoglimento dell’istanza, ovvero di decadenza”. I piani di rateazione a rata costante, già emessi alla data di entrata in vigore del presente decreto, “non sono soggetti a modificazioni, salvo il caso di proroga” ai sensi dell’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 602 del 1973.

Crisi: uno sportello per neonati abbandonati
L’ultimo caso noto è avvenuto in provincia di Cremona quando è stata segnalata la notizia di una coppia di ivoriani che ha abbandonato la propria figlia appena nata in un cassonetto dei rifiuti. I medici, non avevano creduto alle affermazioni della donna che aveva dichiarato di aver subito un aborto spontaneo ma che a seguito degli esami clinici effettuati presso l’ospedale cui si era recata in compagnia del marito aveva confessato il grave atto. Anche questa è una dura e triste conseguenza della crisi che si continua a denunciare anche per trovare soluzioni a vicende così drammatiche che riguardano migliaia di residenti sul Territorio nazionale. E per escogitare delle soluzioni spesso basta guardare negli altri Paesi dell’UE o comunque a quelli a Noi vicini anche geograficamente per trarre esempi positivi e prassi virtuose che possano contribuire a lenire gli effetti della perdurante crisi economica. E così è sufficiente andare al di là delle Alpi ed in particolare nella confinante Svizzera che  l’ospedale di Davos già si è attrezzato per ospitare uno “sportello” dove genitori in gravi difficoltà possono lasciare anonimamente il loro neonato, che segue quello già esistente a Einsiedeln (SZ), dove è da registrarsi, lunedì scorso, il settimo abbandono di un  bebè negli ultimi dieci anni. L’obiettivo dichiarato da parte dell’ospedale è quello di evitare simili destini, infanticidi e abbandoni. Essi rappresentano, inoltre, un’alternativa all’aborto. Per Giovanni D’Agata la lodevole iniziativa dovrebbe essere attivata in Italia con una legislazione ad hoc dove gli effetti della crisi quali l’aumento degli abbandoni di minori e gli infanticidi sono ormai all’ordine del giorno.

Farmaci: attenzione al Nimesulide. Un uso a lungo termine aumenterebbe il rischio di danno epatico
L’Agenzia Italiana del Farmaco rende disponibili on line nuove ed importanti informazioni sui medicinali per uso sistemico contenenti nimesulide. Nel gennaio 2010, a causa di problematiche sulla sicurezza gastrointestinale ed epatica, la Commissione europea aveva richiesto al Comitato per i prodotti medicinali per uso umano dell’Agenzia europea dei medicinali (EMA), una valutazione completa dei benefici e dei rischi dei medicinali per uso sistemico contenenti nimesulide. Il Comitato ha, quindi, riesaminato tutti i dati disponibili e ha concluso che il profilo beneficio/rischio di nimesulide non è più favorevole nell’uso cronico del “trattamento sintomatico dell’osteoartrite dolorosa” e che pertanto l’uso deve essere limitato esclusivamente alle condizioni acute: trattamento del dolore acuto e della dismenorrea primaria. Il Comitato ha ritenuto che l’uso sistemico di nimesulide per il trattamento dell’osteoartrite dolorosa, che è una condizione cronica, comporterebbe un uso a lungo termine con un conseguente aumento del rischio di danno epatico. Al fine di garantire un trattamento di breve durata, il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) dei medicinali per uso sistemico contenenti nimesulide è così modificato:  “Indicazioni terapeutiche”: •Trattamento del dolore acuto •Trattamento sintomatico dell’osteoartrite dolorosa •Dismenorrea primaria. Il foglio illustrativo viene aggiornato di conseguenza. A breve tali modifiche saranno inserite negli stampati del prodotto. I medici, nel prescrivere nimesulide devono attenersi scrupolosamente alle indicazioni terapeutiche riportate nell’RCP e prestare attenzione all’eventualità di danno epatico. Si rilanciano le raccomandazioni dell’AIFA che  ricorda a tutti i medici e ai farmacisti l’importanza della segnalazione delle sospette reazioni avverse da farmaci, quale strumento indispensabile per confermare un rapporto beneficio rischio favorevole nelle reali condizioni di impiego. Si elencano di seguito tutti i medicinali contenenti nimesulide commercializzati in Italia: Algimesil, Algolider, Areuma, Aulin, Domes, Efridol, Fansulide, Flolid, Isodol, Ledoren, Mesulid, Nerelid, Nimedex, Nimesulene, Nimesulide Actavis, Nimesulide Almus, Nimesulide Alter, Nimesulide Angenerico, Nimesulide Benedetti & CO, Nimesulide Doc Generici, Nimesulide Dorom, Nimesulide Dr Reddy’s, Nimesulide EG, Nimesulide Germed, Nimesulide Hexal, Nimesulide Hexal AG, Nimesulide Mylan Generics, Nimesulide Pensa, Nimesulide Ranbaxy, Nimesulide Ratiopharm, Nimesulide Sandoz, Nimesulide Teva, Nimesulide Union Health, Pantames, Remov, Solving, Sulidamor.

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feb
22

Anche a Pedaso la ‘piazza’ dell’Italia dei Valori

Si è riunito di recente il Coordinamento della Valdaso dell’Italia dei Valori con la presenza del responsabile provinciale Adolfo Marinangeli e del Capogruppo consiliare Gaetano Agostini. Al centro dell’incontro non potevano non esserci le prossime elezioni amministrative di Pedaso. Anche la cittadina rivierasca alla foce dell’Aso sarà infatti interessata dalla prossima tornata elettorale assieme a Sant’Elpidio a Mare ed a Porto San Giorgio.
L’intervento dei molti amici che vivono nell’area ha chiesto fermamente ai vertici provinciali dell’IdV di seguire con attenzione le vicende preelettorali di Pedaso, aprendo anche qui il partito alle liste civiche, ai movimenti di opinione, ai comitati cittadini. Al termine del dibattito è scaturito il comune impegno di verificare sul territorio la presenza di questi fermenti e tutti i possibili punti di dialogo costruttivo. Sicuramente ci sarà spazio per tutte quelle forze civiche, sociali ed imprenditoriali che vorranno impegnarsi per il futuro di Pedaso.
Ancora una volta l’Italia dei Valori si presenta come un contenitore aperto a tutte le energie positive e propositive in cerca di un confronto e di un proprio spazio politico ed amministrativo. Anche a Pedaso, quindi, come a Sant’Elpidio a Mare ed a Porto San Giorgio, l’IdV spalanca la sua ‘piazza’ a quei cittadini convinti che una politica diversa, lontana dai giochi di potere e dalle collusioni perverse, è ancora possibile.

Il Coordinamento Provinciale del Fermano
dell’Italia dei Valori

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feb
20

Trasparenza a Porto San Giorgio

Condividiamo pienamente le legittime richieste di trasparenza fatte dal Movimento 5 Stelle di Porto San Giorgio a partire dalla diretta streaming dei consigli comunali.
L’Italia dei Valori, infatti, è da sempre impegnata sotto questo profilo, sia a livello nazionale che locale. La maggioranza consiliare della Provincia di Fermo, grazie anche alla componente dell’Italia dei Valori, già dai primi consigli del 2009, si fece promotrice della delibera consiliare che autorizzò la trasmissione in diretta streaming su internet delle riunioni consiliari provinciali.
Una battaglia ed una esigenza di trasparenza e partecipazione che fa parte delle basi essenziali del nostro Partito e del nostro modo di vivere ed interpretare la politica come servizio verso i cittadini.
Oggi, più che mai, c’è bisogno di comunicazione e soprattutto di coinvolgere i cittadini nella vita istituzionale. In realtà far funzionare una web-cam nelle sale consiliari è un’operazione semplicissima, forse banale, ma di indubbia importanza e costituirebbe l’inizio del cambiamento in termini di partecipazione: mutamento che noi dell’IdV del Fermano da sempre auspichiamo, soprattutto a Porto San Giorgio.
La politica deve dimostrare di sapersi rinnovare, di essere mezzo imprescindibile per raggiungere il ‘bene comune’, deve dare un segnale chiaro di rottura e di discontinuità col passato affinché torni ad essere amata e partecipata – anche e soprattutto con il coinvolgimento dei movimenti – e che spenga il qualunquismo e la demagogia dell’antipolitica.

Michele Amurri – Segretario Cittadino dell’Italia dei Valori di Porto San Giorgio

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feb
20

FOCUS IDV MARCHE (24 gennaio 2012 – 17 febbraio 2012)

REGIONI: PDL PDCI-PRC E IDV PER INCENTIVARE CASTAGNETI
ANCONA, 24 GEN – I consiglieri regionali della Federazione della Sinistra Raffaele Bucciarelli e dell’Idv Paola Giorgi hanno depositato una proposta di legge che integra la legge regionale forestale n. 6 del 2005 con disposizioni sulla riconversione di cedui castanili in castagneti da frutto e viceversa ‘al fine – si legge nella relazione – di potenziare un settore agricolo tradizionale nelle Marche con vantaggiose conseguenze di carattere economico, paesaggistico e ambientale’.
Nella proposta di legge vengono citate le migliori varieta’ autoctone di castagne e marroni e quelle di recente introduzione. L’articolato definisce il concetto di castagneto da frutto in attualita’ di coltura e prevede che la conversione di cedui castanili in castagneti da frutto e viceversa venga realizzata sulla base di un progetto di miglioramento del Servizio Agricoltura, Forestazione e Pesca della Regione Marche.
Previsto anche un censimento degli alberi.

COMUNI: ANCONA; IDV, PD DICA SE E’ D’ACCORDO SU PARTECIPATE
ANCONA, 25 GEN – ‘Il Pd deve dirci se e’ d’accordo con l’Idv sul fatto che la ‘governance’ delle partecipate debba tornare ad ANCONA. Se questo avvenisse, il tavolo del 30 gennaio sarebbe molto piu’ vicino’. Lo ribadisce il segretario comunale Idv di ANCONA Paolo Eusebi, illustrando il primo di tre punti giudicati dai dipietristi essenziali per potersi sedere al tavolo con gli altri partiti oggi al governo di ANCONA e provare cosi’ a chiudere la crisi che grava da molti mesi sul capoluogo.
‘L’Idv – continua Eusebi – ritiene fondamentale che la ‘governance’ delle partecipate torni ad ANCONA. In particolare, bisogna ribadire che ANCONA detiene il 41% di Multiservizi e che, quindi, il futuro delle partecipate non puo’ che essere guidato da ANCONA. Purtroppo, dal Pd non arriva quella chiarezza necessaria se non un rimando a tavoli provinciali e regionali’.
‘Analogamente – prosegue – il tavolo si avvicinerebbe qualora si facesse altrettanta chiarezza sul destino delle due Fondazioni, Muse e Stabile’. Il primo passo ‘e’ la nomina di un direttore unico generale e artistico delle due fondazioni.
Subito dopo le due fondazioni vanno fuse, ovviamente salvaguardando il riconoscimento ministeriale, cioe’ la stabilita’ pubblica. Il Pd dovrebbe dirci se e’ d’accordo nel voler risparmiare davvero senza pensare a tenere in vita cda inutili, senza garantire compensi faraonici a chicchessia’.
‘Un ulteriore, importante, punto da chiarire – continua Eusebi – e’ quello relativo alla chiusura definitiva e immediata delle incompiute private, come l’ex Metropolitan e l’albergo all’ex Onmi, che darebbe immediato avvio all’ite r destinato a realizzare quel ‘da mare a mare’ che, partendo dalla Mole potrebbe portare fino al Passetto, passando per l’indispensabile sistemazione di piazza Cavour. Ecco – conclude -, l’Idv aspetta queste risposte per capire se l’esperienza Gramillano possa continuare, con l’indicazione di tempi certi per la realizzazione di quanto concordato e con una giunta forte, e non fatta col bilancino delle correnti’.
INDUSTRIA: GIORGI SU RITARDI RICONVERSIONE EX SADAM FERMO
ANCONA, 25 GEN – La vice presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Paola Giorgi (Idv) presentera’ un’interrogazione consiliare sulla mancata riconversione industriale dell’ex zuccherificio Sadam Eridania di Campiglione di Fermo, che ha cessato l’attivita’ nel 2005. L’accordo di riconversione firmato nel 2007 prevedeva la realizzazione di una centrale ad olio vegetale e un impianto biogas, con la riassunzione di 25 lavoratori.
‘A quattro anni e mezzo di distanza – afferma la Giorgi – siamo pero’ ancora al punto di partenza’. I lavoratori sono in cassa integrazione (per un altro anno), mentre i comitati dei residenti della zona si oppongono all’impianto biogas, per l’impatto ambientale che avrebbe sul territorio. Fra l’altro, nelle vicinanze del sito e’ prevista anche la costruzione del nuovo ospedale di Zona di Fermo.
La Giorgi chiedera’ di fare chiarezza sul piano di riconversione e sul reintegro degli operai, ‘rimasti abbandonati in questa strana e molto discutibile vicenda politica’.

CGIL: GIORGI, SERVONO PIU’ ASILI DOMICILIARI E AZIENDALI
ANCONA, 27 GEN – Essere al contempo madre e lavoratrice ‘e’ un diritto civile: e’ necessario incrementare l’offerta di assistenza per l’infanzia, ricorrendo, senza paura e pregiudizio, anche a forme piu’ dinamiche, alle quali la maggior parte dei Paesi europei fa riferimento da decenni’. Lo afferma la vice presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Paola Giorgi, commentando i dati sull’abbandono del lavoro femminile diffusi dalla Cgil.
La Giorgi fa riferimento agli asili domiciliari e aziendali, ‘una risposta concreta alle esigenze delle madri lavoratrici’, oggetto di una proposta di legge da lei presentata nel giugno scorso. Il nuovo Piano socio-sanitario approvato un mese fa, ricorda, prevede finalmente ‘l’attivazione degli asili domiciliari’, ma la Giorgi vede ancora ‘resistenze’ in questo campo, e sollecita una rapida approvazione della sua pdl.

SANITA’:MOZIONE IDV SU STUDIO RANDOMIZZATO SCLEROSI MULTIPLA
ANCONA, 1 FEB – La consigliera regionale dell’Idv Paola Giorgi ha presentato una mozione in cui chiede che venga al piu’ presto avviato nelle Marche lo studio randomizzato per valutare l’efficacia degli studi condotti dal prof. Paolo Zamboni sulla sclerosi multipla.
Zamboni, direttore del Centro malattie vascolari dell’Universita’ di Ferrara ‘sta conducendo da anni – spiega la Giorgi – uno studio clinico in base al quale sta dimostrando che la patologia della sclerosi multipla e’ collegata alla cosiddetta sindrome da insufficienza venosa cronica celebro spinale che provoca una malformazione o un’occlusione delle vene in cui scorre il sangue che defluisce dal sistema nervoso centrale. Secondo gli studi del prof. Zamboni, tramite angioplastica si puo’ eliminare il restringimento, con una tecnica mininvasiva a bassissimo rischio praticata da oltre 20 anni per disostruire le arterie, e si potrebbero migliorare i sintomi della sclerosi multipla fino ad arrestare la malattia.
Il costo dell’ intervento, per il servizio sanitario, e’ bassissimo (circa 1.500-2.000)’.
Nel 20101, ricorda la Giorgi, ‘la Regione Marche ha autorizzato l’avvio di uno studio randomizzato per valutare l’efficacia del metodo e l’equipe del prof. Galassi, operante presso l’ospedale di Civitanova Marche, ha ottenuto la certificazione dal prof. Zamboni per la diagnostica. E’ fondamentale – conclude – che la nostra Regione avvii al piu’ presto lo studio previsto’.

REGIONI:INIZIATIVA PARCO SAN BARTOLO-ABKHAZIA,INTERROGAZIONE
ANCONA, 2 FEB – I consiglieri regionali Paolo Eusebi (Idv) e Maura Malaspina (Udc) contestano in un’interrogazione un’iniziativa per attivita’ di carattere scientifico-culturale tra l’Ente Parco San Bartolo e il Parco nazionale dell’Abkhazia, il piccolo Paese del mar Nero (240 mila abitanti, 8.500 mq di territorio) che nel 1998 ha proclamato la propria indipendenza dalla Georgia.
‘Sgomenta pensare quale valenza scientifica possa offrire la minuscola e neonata Repubblica secessionista dell’Abkhazia rispetto ai prestigiosi istituti e le prestigiose universita’ italiane’, argomentano tra l’altro i due consiglieri, che interrogano il presidente della giunta ‘per sapere quali provvedimenti intende adottare la Regione Marche a tutela della propria immagine rispetto a un’iniziativa risibile dal punto di vista scientifico e insostenibile dal punto di vista politico e diplomatico’.
Non e’ la prima volta che l’Abkhazia accende la miccia delle polemiche nelle Marche. Gia’ c’era stata una piccola ‘crisi’ diplomatica fra la Georgia e l’Italia per una serie di iniziative con la piccola repubblica favorite da un’associazione di Pesaro, che aveva fatto da tramite per incontri istituzionali e scambi con studenti abkhazi iscritti all’Universita’ di Urbino e all’Accademia di canto a Pesaro.

COMUNI: ANCONA; OGGI INCONTRO CLOU FRA I PARTITI
ANCONA, 3 FEB – Sembra proprio arrivato, con oggi, il momento del ‘redde rationem’ per il Comune di ANCONA e la crisi strisciante che si protrae da mesi. Alle 14 e’ in programma un incontro cruciale fra i cinque partiti (Pd, Psi, Api, che formano la maggioranza, e Udc e IDV interpellati per entrarvi e renderla effettivamente tale) da tempo alla ricerca di un accordo che fin qui riusciti a trovare.
‘Abbiamo gia’ fatto troppe riunioni – commenta il segretario regionale del Pd Palmiro Ucchielli – e oggi si firma, e chi non vuol firmare, beh allora si andra’ in consiglio, che e’ sovrano, e li’ si vedra”. Quanto alla refrettarieta’ sul programma partorito fin qui mostrata dal coordinatore regionale e deputato dell’IDV David Favia, Ucchielli nota: ‘il programma da firmare lo abbiamo fatto tutti insieme. Oggi lo debbono firmare i segretari comunali e i capigruppo, e poi – rimarca – bisognera’ andare in aula e fare i conti anche con cio’ che l’aula decidera’. Se a Favia il programma cosi’ com’e’ non va e non e’ d’accordo, beh, vorra’ dire che non firmera”.
‘Sono comunque ottimista – aggiunge – e spero che oggi si chiuda, anche perche’, anche a causa della neve, non si puo’ piu’ tergiversare. Noi lavoriamo per dare stabilita’ politica ad ANCONA, con un accordo a cinque che, conformemente a cio’ che gia’ c’e in Regione e alla Provincia di Macerata, arrivi fino al 2014, e poi, finita l’attuale legislatura, si presenti agli elettori; insomma, un lavoro che guarda a una prospettiva futura’.
Piu’ stringato, ma altrettanto netto Favia: ‘noi – spiega – siamo al lavoro per riscrivere di fatto il programma sin qui elaborato, che cosi’ com’e’ non va assolutamente. E anche le cose che vanno bene sono molto fumose, senza tempi, con troppi ‘vedremo, ‘valuteremo’, ‘prenderemo in considerazione …’. Per noi invece l’avverbio e’ ‘immediatamente’, con scadenze precise e sanzioni se le cose non vanno: chi e’ incaricato e manca gli obiettivi se ne va. Quanto alla nuova giunta – conclude – sappiamo che oggi il sindaco Gramillano dovrebbe comunicarci i nomi, almeno del Pd’.
Il segretario comunale dell’Udc Stefano Dellabella ribadisce che il suo partito e’ ‘animato da buona volonta’, fatte salve le richieste di azzeramento della giunta e di riproposizione del ‘modello Marche’, in un contesto di condivisione collegiale delle proposte programmatiche’. ‘Non so che cosa Favia abbia elucubrato durante la notte che ha chiesto per riflettere, ma certo se si profilasse una prospettiva a quattro soltanto sarebbe difficile andare avanti. Come pure nel caso in cui Gramillano riproponesse piu’ di tre o quattro degli attuali asses sori. Se ne ripresentasse di piu’ sarebbe un rimpasto di un esecutivo che ha gia’ fallito, e non sarebbe un buon punto di partenza’.

COMUNI: ANCONA;FAVIA (IDV), RESPONSABILITA’ SOLO DEL SINDACO
ANCONA, 4 FEB – ‘Sono sbalordito dal fatto che Gramillano ascriva tutte le responsabilita’ all’Idv e all’Udc.
La trattativa si e’ impantanata per la sua resistenza su alcuni punti programmatici, rispetto ai quali il suo stesso segretario (Ucchielli, segretario regionale del Pd; ndr) lo aveva invitato ad accedere alle nostre richieste’. Cosi’ il coordinatore dell’Idv delle Marche on. David Favia commenta le dichiarazioni del sindaco di ANCONA e le motivazioni da lui date rispetto alle dimissioni.
‘Si prenda le sue responsabilita’ – seguita Favia – e non tenti di gettarla addosso a noi: se non si fa l’accordo, la responsabilita’ e’ esclusivamente sua. Motivare le dimissioni, che peraltro apprezzo, come ha fatt o, e’ inesatto. Gramillano accetti le nostre due-tre proposte programmatiche e faccia una giunta come Dio comanda. L’Idv e l’Udc hanno avuto fin troppa pazienza’.

COMUNI: FAVIA, MAI FATTO NOMI DI ASSESSORI A GRAMILLANO
ANCONA, 5 FEB – ‘Smentisco categoricamente che l’Italia dei valori abbia fatto al sindaco Fiorello Gramillano nomi di assessori. E’ troppo distante e forse impossibile la sintesi programmatica per responsabilita’ del sindaco che non vuole eliminare gli sprechi per sorreggere le poverta’ e le piccole imprese e cercare fondi in Europa’. Cosi’ il coordinatore regionale dell’Idv delle Marche David Favia, dopo le dimissioni del sindaco di ANCONA.
‘Gramillano – prosegue – non ha intenzione di affidare a una giunta esperta, capace e forte un significativo cronoprogramma da attuare in fretta. Successivamente all’incontro col sindaco il segretario comunale Paolo Eusebi ed io abbiamo riunito il gruppo consiliare e si e’ formulata una rosa molto significativa da eventualmente proporre alla direz ione comunale dell’Idv e poi al sindaco nell’improbabile caso in cui si trovi la quadra programmatica e il sindaco si convinca a fare una giunta rinnovata esperta e forte’.
‘L’Idv – insiste – non ha posto veti su ipotetici nomi fatti dal Pd o dal sindaco, perche’ non li hanno fatti. Non e’ emersa nemmeno la volonta’ di fare una giunta nuova e forte’. Dunque, conclude Favia, ‘attendiamo la riunione dei segretari regionali di venerdi’, confidando che Palmiro Ucchielli convinca il sindaco ad accettare le nostre richieste programmatiche, basate su taglio agli sprechi e nuove risorse nell’interesse dei piu’ deboli, delle piccole imprese e della citta’ e a fare una giunta nuova, forte ed esperta.
Favia infine stigmatizza ‘il tentativo di addossare a Udc e Idv responsabilita’ che sono esclusivamente del sindaco’.

COMUNI: EUSEBI, GRAMILLANO INNALZI QUALITA’ ESECUTIVO
ANCONA, 5 FEB – ‘Gramillano dovrebbe capire che soltanto alzando la qualita’ del suo esecutivo (quello attuale va azzerato per segnare la necessaria discontinuità in un momento complesso e difficile come l’attuale) si può lavorare al meglio’. Lo ha detto il segretario comunale dell’Idv di ANCONA Paolo Eusebi.
‘Tutti i partiti della possibile coalizione devono spendere i loro elementi migliori per recuperare il tempo perduto e per dire agli anconetani: questi sono i nostri impegni che vogliamo onorare entro questi tempi. Altrimenti è giusto e sacrosanto quel rompete le righe che la città doverosamente si attende’.

MALTEMPO: IDV, ANCONA PARALIZZATA, COMUNE INEFFICIENTE
ANCONA, 6 FEB – ‘Piazza Roma, i Corsi e Piazza Cavour sono una enorme pista di pattinaggio’ con gli anconetani ‘costretti a cadute su cadute’. Lo rileva in una nota il segretario dell’Idv Paolo Eusebi, che e’ stato fra quelli che ‘stamattina dopo un capitombolo ha ‘benedetto’ l’efficienza dell’amministrazione. Nonostante l’eccezionalita’ delle precipitazioni nevose – osserva -, la citta’ paga un pesante tributo alla completa evanescenza dell’amministrazione comunale.
‘ANCONA e’ paralizzata – aggiunge -, il porto e’ praticamente bloccato e le frazioni sono di fatto isolate’. Il capoluogo ‘paradossalmente dovrebbe prendere esempio dai piccoli Comuni dell’hinterland, come Polverigi, che hanno fatto girare ininterrottamente tanti trattori e mezzi con pale meccaniche che hanno pulito e hanno sparso quintali e quintali di sale’. Invece ‘nella giornata di ieri da corso Garibaldi fino al Pass etto di spalatori e picconatori di ghiaccio neppure l’ombra, semafori in tilt e desolatamente chiusi i cancelli di Palazzo del Popolo. Tutte le uscite dall’area portuale, inclusa quella importantissima su via Mattei, erano chiuse dalla neve fino a tarda sera: in porto c’era una interminabile teoria di tir che ha poi bloccato via Marconi’.

COMUNI: ANCONA; IDV, MODELLO MARCHE E GIUNTA ‘FORTE
ANCONA, 7 FEB – ‘Condividiamo le valutazioni di Dante Merlonghi: la crisi al Comune di ANCONA potrebbe essere vicina alla conclusione se le indicazioni di Palmiro Ucchielli fossero ascoltate dal sindaco, e se le richieste programmatiche dell’Idv fossero accolte unitamente all’indicazione, condivisa con l’Udc, di varare una giunta forte, dopo l’azzeramento di quella vecchia conseguente alle dimissioni del sindaco’. Cosi’ il coordinatore provinciale dell’Idv Ennio Coltrinari, e il segretario comunale Paolo Eusebi.
‘Purtroppo, il percorso appare ancora difficoltoso proprio per l’ostinazione e i personalismi del sindaco di cui parla il responsabile regionale Idv degli enti locali’.
Il segretario regionale dell’Idv David Favia si presentera’ all’incontro di venerdi’ prossimo con il mandato di ‘non retrocedere di un millimetro dalle conclusioni emerse dalle piu’ recenti riunioni del gruppo consiliare comunale e del direttivo: il sindaco si convinca ad accettare le istanze programmatiche di Idv e presenti una giunta forte ‘modello Marche’, che Udc e Idv possano accettare’.

MALTEMPO: IDV, CHE INTENDE FARE GOVERNO PER DANNI MARCHE?
ANCONA, 8 FEB – L’Idv depositera’ un’interrogazione alla Camera per chiedere al Governo cosa intende fare per risarcire i danni causati dal maltempo nelle Marche. ‘A nostro avviso – dice l’on. David Favia, coordinatore regionale del partito – occorrono misure immediate per porre rimedio, oltre al danno, anche alla beffa di cui sono vittime i nostri concittadini’.
‘Le Regioni infatti – seguita Favia – hanno paura di chiedere lo stato di emergenza. Il rischio? La tassa sulle disgrazie che incombe ancora come una spada di Damocle sulle nostre teste. La conseguenza sarebbe un ulteriore aumento della gia’ altissima accisa su benzina e gasolio: un modo insopportabile di mettere le mani nelle tasche dei cittadini gia’ colpiti dai danni del maltempo’.
L’Idv e’ d’accordo con le Regioni per chiedere una deroga al patto di stabilita’ interno per le spese sostenute in questa circostanza. Oltre a questo, secondo Favia, ‘e’ fondamentale che lo Stato intervenga con un un contributo straordinario (al di fuori della procedura nota come tassa sulle disgrazie) per gli interventi, di stretta pertinenza statale, compiuti dalla protezione civile e per risarcire i danni. Non e’ possibile, infatti, pensare di lasciare il soccorso allo sbaraglio senza fondi e mezzi e senza copertura economica i cittadini e le istituzioni danneggiati’.

COMUNI: ANCONA; FAVIA, DIMISSIONI GRAMILLANO NON SONO BLUFF
ANCONA, 9 FEB – Le dimissioni presentate dal sindaco di ANCONA Fiorello Gramillano ‘non sono un bluff e non c’e’ alcun impedimento per votare a maggio 2012′. Lo afferma il coordinatore regionale dell’Idv on. David Favia, che dice: ‘Ho parlato con l’Ufficio elettorale del Viminale e non c’e’ alcun dubbio: Gramillano non ha ‘barato’, poiche’ bisogna considerare che i 20 giorni di tempo scadono all’ora di chiusura del protocollo del 24 febbraio (cioe’ alle ore 14: nelle residue 10 ore c’e’ tutto il tempo per lo scioglimento del consiglio comunale)’.
‘Siamo di fronte quindi – aggiunge – ad un inutile polverone politico sollevato dalle false informazioni diffuse da Eugenio Duca (il consigliere di Sinistra per ANCONA; ndr), poi seguito dalla presidente del consiglio comunale Letizia Perticaroli: tanta confusione per niente! La stessa situazione che ci si pr esenta, infatti, era capitata per il caso Sturani in cui era valsa la medesima procedura con un’identica tempistica (dimissioni il 4 e risoluzione nelle ore notturne del 24). Ho parlato con il sindaco e le stesse rassicurazioni egli ha ricevuto dal prefetto’.
‘Voglio quindi difendere Gramillano – conclude Favia – dalle ingiuste accuse che gli sono state rivolte. Ora mi auguro solo che, superato e risolto questo ennesimo ostacolo, ci sia la volonta’ da parte sua di raggiungere un accordo serio, quale l’Italia dei Valori chiede da tempo, sulle basi ormai note’.

MALTEMPO: IDV CHIEDE RICONOSCIMENTO PER E’TV MARCHE
ANCONA, 10 FEB – L’Idv ha presentato una mozione in consiglio regionale per un riconoscimento alla trasmissione televisiva ‘Buongiorno Marche’, in onda su E’Tv Marche, da parte del presidente e della giunta regionale, cosi’ come la candidatura al ‘Picchio d’Oro’ per meriti civili, per il ruolo svolto nell’informazione ai cittadini durante l’emergenza maltempo.
‘Gia’ in precedenti eventi calamitosi – si legge in una nota dell’Idv – la trasmissione di E’Tv e’ stata presa dai cittadini come punto di riferimento per ricercare informazioni. Cosa che si e’ ripetuta anche adesso, viste le eccezionali nevicate che bloccano la region e dal 3 febbraio, facendo emergere nei cittadini una spasmodica ricerca di notizie in tempo reale e la necessita’ di sapere direttamente dai sindaci, dirigenti della Protezione civile e addetti ai lavori l’evolversi della situazione’.

ENERGIA: MOZIONE GIORGI (IDV) PER ADESIONE A M’ILLUMINO MENO
ANCONA, 13 FEB – La vicepresidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Paola Giorgi ha depositato una mozione per l’adesione della Regione alla Giornata del risparmio energetico ‘M’illumino di meno’, che si terra’ il 17 febbraio.
‘La Regione Marche – afferma la Giorgi – e’ da sempre in prima fila su questa tematica, in maniera particolare per cio’ che concerne l’investimento sulle fonti energetiche alternative.
Per l’occasione, la mozione da me presentata, oltre a prevedere lo spegnimento per un’ora, dalle 18 alle ore 19, del 17 febbraio, dei palazzi della giunta regionale e dell’Assemblea legislativa delle Marche, impegna la giunta regionale e l’Assemblea legislativa a produrre tutte le azioni possibili volte alla razionalizzazione del consumo energetico, in maniera particolare in tutti i palazzi sede di uffici pubblici regionali’.
‘Inoltre, e que sto credo potra’ risultare un elemento distintivo rispetto alle molteplici iniziative istituzionali promosse, la mozione contempla la pubblicazione nella collana editoriale de ‘I quaderni del Consiglio regionale delle Marche’ di una fiaba per bambini sul tema del risparmio energetico e la successiva diffusione del volume nella scuole primarie marchigiane. Sul tema del risparmio energetico – conclude la Giorgi – va operata una presa d’atto culturale presso le giovani generazioni’.

COMUNALI: JESI; IDV NON SOSTERRA’ NESSUN CANDIDATO PRIMARIE
ANCONA, 14 FEB – L’Idv non sosterra’ alcun candidato alle primarie del centro sinistra per le elezioni comunali di Jesi. Lo afferma in una nota il coordinatore provinciale Ennio Coltrinari. ‘Questa posizione – spiega – e’ stata assunta in pieno accordo con gli organi comunali del partito jesino.
Qualsiasi altra posizione � da intendersi a titolo puramente personale’.

SANITA’: FAVIA, GALASSI CONTINUITA’ E FUTURO PER AO ANCONAMALTEMPO: IDV, CREDITO AGEVOLATO E CAMBIARE MILLEPROROGHE
ANCONA, 15 FEB – ‘Attivare immediatamente forme di credito agevolato per evitare che le imprese marchigiane danneggiate dal maltempo chiudano i battenti e modificare subito il Milleproroghe perche’ i finanziamenti siano stanziati senza la cosiddetta tassa sulla disgrazia’.
Lo chiede il coordinatore regionale di Idv on. David Favia per le aziende della regione ‘messe in ginocchio dalle terribili nevicate degli ultimi giorni. In questo momento di forte crisi economica, il maltempo ha danneggiato enormemente le nostre imprese. La Regione Marche ha dato prova finora di forte assistenza alle imprese, come nel caso del sostegno agli imprenditori che intendono internazionalizzare. Ma – sottolinea Favia – ora servono finanziamenti agevolati e bisogna intervenire il prima possibile per dare anche una risposta alla richiesta da parte delle associazioni di categoria di dilazionare il versamento degli obblighi fiscali e previdenziali, la cui scadenza e’ fissata per domani. Questi sono i veri problemi, come le difficolta’ reali delle aziende: altro che polemica intorno all’articolo 18, che e’ solo un falso problema, in quanto e’ stato applicato in pochissimi casi negli ultimi anni. Bisognerebbe invece uscire dalle diatribe per aiutare effettivamente i lavoratori in difficolta”.

ANCONA, 15 FEB - ‘Ha ragione la Cgil: per gli Ospedali Riuniti serve un progetto regionale chiaro, che disegni in modo concreto l’organizzazione del polo sanitario, che rappresenta il pilastro centrale della sanita’ marchigiana grazie alla convivenza delle due eccellenze, quella ospedaliera e quella universitaria’. Cosi’ in una nota il coordinatore regionale di Idv on. David Favia. I dipietristi vedono in Paolo Galassi, il nuovo direttore generale dell’Azienda Ospedali Riuniti di ANCONA, ‘la rappresentazione della continuita’ e del futuro. Galassi e’ gia’ stato direttore amministrativo del polo di Torrette e la sua e’ una figura che ha saputo garantire proprio la continuita’ con il suo predecessore Gino Tosolini. E sara’ in grado di realizzare il piano tanto atteso e divenuto ormai imprescindibile. Anzi – sottolinea l’esponente di Idv – , non vedr emmo male neanche una sua riconferma a maggio 2013, al termine del suo mandato come direttore generale pro tempore’.
‘Come Italia dei Valori – conclude -, infine, consideriamo fondamentale la necessita’ di un aumento delle remunerazioni ai medici di Torrette, la cui professionalita’ e’ ampiamente riconosciuta ovunque e che invece sono costretti ad operare in condizioni precarie e di remunerazioni sottostimate’.

MALTEMPO: IDV, CREDITO AGEVOLATO E CAMBIARE MILLEPROROGHE
ANCONA, 15 FEB – ‘Attivare immediatamente forme di credito agevolato per evitare che le imprese marchigiane danneggiate dal maltempo chiudano i battenti e modificare subito il Milleproroghe perche’ i finanziamenti siano stanziati senza la cosiddetta tassa sulla disgrazia’.
Lo chiede il coordinatore regionale di Idv on. David Favia per le aziende della regione ‘messe in ginocchio dalle terribili nevicate degli ultimi giorni. In questo momento di forte crisi economica, il maltempo ha danneggiato enormemente le nostre imprese. La Regione Marche ha dato prova finora di forte assistenza alle imprese, come nel caso del sostegno agli imprenditori che intendono internazionalizzare. Ma – sottolinea Favia – ora servono finanziamenti agevolati e bisogna intervenire il prima possibile per dare anche una risposta alla richiesta da parte delle associazioni di categoria di dilazionare il versamento degli obblighi fiscali e previdenziali, la cui scadenza e’ fissata per domani. Questi sono i veri problemi, come le difficolta’ reali delle aziende: altro che polemica intorno all’articolo 18, che e’ solo un falso problema, in quanto e’ stato applicato in pochissimi casi negli ultimi anni. Bisognerebbe invece uscire dalle diatribe per aiutare effettivamente i lavoratori in difficolta”.

MALTEMPO: CONSULTA; FAVIA, VINTA BATTAGLIA IDV
ANCONA, 16 FEB – ‘Finalmente la battaglia dell’Italia dei Valori trova soddisfazione: la Consulta ha dichiarato incostituzionale la tassa sulla disgrazia. Come Idv da tempo ribadiamo a gran voce e in tutte le sedi la necessita’ di eliminare la norma introdotta l’anno scorso nel Milleproproghe che stabiliva che in caso di calamita’ naturali le Regioni prima di poter accedere a eventuali aiuti da parte dello Stato, dovessero elevare al massimo le proprie addizionali fiscali per recuperare fondi per l’emergenza’. Cosi’ in una nota il coordinatore regionale dipietrista on. David Favia.
‘Finalmente la Consulta ha stabilito l’illegittimita’ di questa norma, dopo l’impugnazione da parte delle Regioni, tra le quali le Marche. Come Italia dei Valori – ricorda Favia – avevamo anche depositato recentemente un’interrogazione alla Camera per chiedere al Governo proprio cosa intendesse fare per risarcire i danni causati dal maltempo nelle Marche. La tassa sulla disgrazia infatti incombeva come una spada di Damocle sulle nostre teste. Finalmente possiamo dire che e’ stata fatta giustizia per tutti i cittadini che soffrono sotto l’emergenza neve’.

ENERGIA: FAVIA (IDV), NO IMPIANTO GAS SAN BENEDETTO TRONTO
ANCONA, 16 FEB – ‘No all’impianto di stoccaggio di gas a San Benedetto del Tronto. Siamo fortemente contrari alla costruzione del nuovo impianto decisa dalla societa’ Gas Plus Storage Srl proprio in pieno centro abitato, a pochi chilometri di distanza da una Riserva Naturale e da un Parco Marino’. Per questo l’on. David Favia, coordinatore regionale dell’Idv, ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente, del Turismo, della Sanita’, dello Sviluppo economico e delle Attivita’ produttive.
Nell’atto si chiede di ripensare la collocazione del sito, escludendo il Comune di San Benedetto del Tronto, ma anche di conoscere quali verifiche e studi sono stati fatti per tutelare la salute dei cittadini interessati e quali i criteri che hanno portato a scegliere proprio questa citta’, ‘visto che solitamente tali impianti vengono costruiti in aree scarsamente popolate e non di certo a vocazione turistica’.
‘La citta dinanza e gli oltre diecimila abitanti del quartiere – ricorda Favia – sono fortemente preoccupati per la propria salute e incolumita’, sia per l’attivita’ di costruzione e di funzionamento dell’impianto, sia per il costante superamento nell’area dei livelli normativi relativi alle Pm10.
Senza considerare che l’area e’ posizionata all’interno del centro abitato, in una zona a rischio medio di esondazione e continuamente interessata da fenomeni di allagamento. L’Idv e’ pronta a scendere di nuovo in piazza a fianco dei sanbenedettesi con un’altra fiaccolata come quella del mese scorso che ha visto sfilare centinaia e centinaia di cittadini per dire no a questo impianto’.

COMUNI:GRAMILLANO’AVANTI’,FAVIA’TANTI ERIMI TANTI FUSSIMI’
ANCONA, 17 FEB – ‘Tanti erimi, tanti fussimi’. Con un detto tipico vernacolare anconetano (le cose, senza nuovi elementi, restano cosi’ com’ erano, ossia stagnanti), David Favia, coordinatore regionale dell’IDV, ha fotografato con l’ANSA lo stato delle trattative fra Pd, Psi, Api, Udc e dipietristi per risolvere la crisi in atto al Comune di ANCONA.
E cioe’, se non interverranno sostanziali modifiche al testo, l’IDV non firmera’ il programma sin qui condiviso da Pd, Psi, Api e Udc, al quale sono appese le sorti della legislatura e del sindaco pd Fiorello Gramillano.
Una ‘foto’ molto diversa da quella che Gramillano vede invece inquadrata nel suo obiettivo: lo scopo – dice – ‘e’ andare avanti, anche senza l’IDV; l’Udc sembra essere d’accordo sul programma, e credo che da qui a qualche giorno ci rivedremo per capire il da farsi per la costruzione della giunta. Una giunta coesa e tale che si possa lavorare in maniera serena, con una maggioranza che non dico sara’ molto numerosa, ma che comunque ci permetta di proseguire’.
Favia, pero’, ricorda che ‘quando ci siamo seduti attorno a un tavolo la prima volta, avevamo concordato quattro cose: attuare ad ANCONA il ‘modello MARCHE’, che non si attua perche’ noi non firmiamo; un programma condiviso, che non c’e', poiche’ nessuna delle nostre istanze e’ stata accolta: restano sprechi a bizzeffe e non ci sono risorse per rilanciare l’economia, nulla sul Prg, ne’ sulla viabilita. E ancora, il cronoprogramma, con tempi di realizzazione e sanzioni, che pero’ non esiste, perche’ per alcuni e’ qualc osa d’inconcepibile’. Infine, continua Favia, ‘giunta azzerata e rinnovata, con in calce la sua composizione, punto che pure e’ assente. Nessuno dei patti iniziali trova compimento nel programma che ci si chiede di firmare; non siamo noi che ci siamo chiamati fuori, ma abbiamo preso atto che nulla, eccetto l’arrivo dell’Udc, e’ cambiato rispetto a quando siamo usciti; cosi’, ‘tanti erimi e tanti fussimi!’.
‘Se quattro forze politiche su cinque sono d’accordo su un programma, spero che presto arrivi anche l’adesione della quinta’. Cosi’ il segretario regionale del Pd Palmiro Ucchielli sullo stato delle trattative. ‘Spero – rimarca Ucchielli – che l’IDV ci ripensi. Per ora ha detto di no, che non intende sottoscrivere il programma, ma spero che ci ripensi, che la notte porti consiglio, buonsenso, saggezza, e che i dipietristi riconsiderino la cosa e decidano di firmare’. ‘Altrimenti – conclude – vedremo a ltre soluzioni. Certo e’ che chi non sta con noi adesso, in un progetto politico che non vuol essere solo per ANCONA, ma avere un respiro piu’ ampio…’.
Sulla stessa posizione si attesta anche il segretario regionale dell’Udc Tonino Pettinari, presidente della Provincia di Macerata: ‘dopo il lavoro fatto nelle ultime settimane dai livelli provinciale e comunale dell’Udc anconetana, c’e’ convergenza sul programma, in cui sono contenuti essenzialmente due obiettivi: salvare questo scorcio finale di legislatura ad ANCONA, e, soprattutto, gettare le basi di un progetto politico a cinque, che, replicando le soluzioni gia’ attuate in Regione e alla Provincia di Macerata, sia di piu’ ampio respiro, che costituisca la prospettiva anche della prossima legislatura e delle prossime scadenze elettorali’. E se ad ANCONA il progetto politico a cinque non si realizzasse? Sgombrando il campo da ogni ipotesi ‘ad excludendum’ nei confronti dell’IDV, il segretario dell’Udc e’ a suo modo chiaro: ‘l’Udc ha dato il suo assenso al progetto di coalizione a cinque e al suo valore di prospettiva; pertanto, ora non e’ all’esame alcuna ipotesi subordinata, che, semmai, sara’ il partito a valutare’.

MALTEMPO:CONSULTA; CENTRO SINISTRA, OK ABROGAZIONE,VIA TASSE
ANCONA, 17 FEB – ‘Soddisfazione’ viene espressa in una nota dai segretari regionali di Pd, Udc, Idv, Psi, Api e Verdi per la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la cosiddetta ‘tassa sulla disgrazia’, la norma introdotta lo scorso anno nel Milleproproghe che obbligava le Regioni a elevare le proprie addizionali fiscali per recuperare fondi per le emergenze, prima di poter accedere a eventuali aiuti da parte dello Stato.
Nella nota gli stessi partiti chiedono anche alla Regione Marche di ‘revocare, non appena il Governo avra’ assicurato la sua volonta’ di adempiere alle decisioni della Consulta, gli atti che hanno portato nei mesi scorsi all’aumento delle accise sui carburanti’ .
‘Era una legge ingiusta – commentano i segretari – che penalizzava le Regioni sul piano economico anzich e’ sostenerle in un momento di difficolta’. La Corte Costituzionale ha dato ragione a chi aveva ritenuto inevitabile il ricorso (la Regione Marche e’ stata la prima a presentarne uno alla Consulta, ndr).
Cio’ consentira’ anche di riaffrontare il problema dei danni provocati dall’alluvione del marzo 2011, ristorandoli con fondi nazionali’.
‘Il Governo – concludono – attivi in tempi rapidi tutti gli strumenti necessari per garantire finanziariamente la copertura dei danni subiti da cittadini, imprese e territorio e accolga la richiesta dello stato di emergenza formulata dal presidente della regione Gian Mario Spacca’.

COMUNI: ANCONA; IDV, COSTRETTI A CHIAMARCI FUORI
NON C’E’ STATA REALE VOLONTA’ DI CHIUDERE POSITIVAMENTE PARTITA
ANCONA, 17 FEB – ‘Con grande senso di responsabilita’ l’Idv ha partecipato al tavolo di approfondimento fra i partiti del ‘modello Marche’ per cercare di superare il peso inaccettabile di una crisi che la citta’ non riesce piu’ a sostenere’. Ma ‘non si e’ manifestata la reale volonta’ di concludere positivamente la partita’, rispetto ai punti ‘irrinunciabili’ posti dal partito. E’ quanto spiega in una nota il segretario comunale dell’Idv di ANCONA Paolo Eusebi all’indomani dell’incontro.
‘Eppure – aggiunge – questo sarebbe possibile qualora cadesse quel muro che in particolare il sindaco ha eretto contro ogni nostra proposta, anche verso quelle piu’ di buon senso.
Ecco perche’ l’Idv e’ stata costretta a chiamarsi fuori, unicamente per il bene della citta’ che non merita di essere presa in giro’.
Eusebi ha poi inviato una lettera al suo ‘omologo’ del Pd Stefano Perilli, in cui lo ringrazia ‘per la cortesia, l’impegno e la capacita’ che, come al solito, contraddistinguono le cose che fai’, ma, in merito al programma inviato all’Idv, precisa che esso ‘non contiene alcune cose essenziali per il rilancio della nostra ANCONA ne’ una tempistica attuativa chiara’.

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feb
17

IDV di MONTEGIORGIO denuncia l’inefficienza dell’attuale amministrazione comunale

L’avevamo già detto nel 2011 che questa amministrazione stava portando Montegiorgio allo sfascio ed eccoci qui, a distanza di pochi mesi ripetersi l’inefficienza che è sotto gli occhi di tutti. Un’ amministrazione comunale incapace di affrontare l’emergenza neve. La situazione è indecente, si sapeva da oltre dieci giorni che a Montegiorgio sarebbe caduta neve copiosa, ne hanno parlato tv, giornali ed era sulla bocca di tutti. Non è concepibile che nel 2012, nonostante le chiare previsioni, una città come Montegiorgio si faccia trovare impreparata. La cittadina è completamente paralizzata , i cittadini fanno difficoltà a muoversi sia a piedi che in macchina anche nei casi di emergenza, anche i mezzi pubblici fanno fatica. In una normale cittadina sarebbero dovuti passare gli spazzaneve e spargisale sin dalle prime ore del mattino, il sale andava cosparso anche sui marciapiedi. Ora incombe un altro pericolo, che la neve non rimossa o rimossa in ritardo si trasformi in ghiaccio. L’amministrazione deve chiedere scusa alla cittadinanza e spiegare i motivi di questa irragionevole ed inaccettabile inefficienza. Per non parlare del centro storico abbandonato a se stesso dove i mezzi spazzaneve sono passati una sola volta e in enorme ritardo rispetto a quei cittadini che dovevano andare al lavoro necessariamente con il mezzo privato e nelle prime ore del mattino. La nevicata di questa notte era già prevista e la protezione civile regionale e provinciale avevano difatto diramato dei comunicati di allerta in tal senso cercando di coinvolgere tutti gli enti di competenza compresi i Comuni. L’Italia dei Valori di Montegiorgio si chiede cosa sarebbe accaduto se l’evento nevoso fosse stato di maggior entità o cosa accadrà nei prossimi giorni viste le previsioni non certo favorevoli. Il Comune ha un piano neve? C’è da augurarsi a questo punto che il tempo non peggiori e che l’assessore di competenza, il Sindaco Benedetti e il Vice-Sindaco guardino le previsioni meteorologiche ora e in futuro. Siamo alle solite, quest’
amministrazione c’è ma non si vede!!!
Il segretario dell’Idv di Montegiorgio.
Lello Saggese

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feb
17

LA TARSU E’ ILLEGITTIMA!!!!!!!!!!!!!!!!!

Tarsu è illegittima per i locali accessori alle abitazioni come i “garage”, “cantine” e “solai”. I cittadini che volessero opporsi ai versamenti, possono chiedere al Comune di appartenenza la sospensione in autotutela dei pagamenti, richiamandosi alla sentenza. La norma infatti non si applica automaticamente, ma ha valore per ogni singolo ricorso presentato!
La Commissione tributaria regionale della Sicilia, con alcune sentenze ha stabilito che la tassa sui rifiuti non è dovuta locali accessori alle abitazioni. I giudici tributari si sono riportati al contenuto di una circolare ministeriale secondo la quale “devono considerarsi esclusi dal calcolo della superficie rilevante per l’applicazione della tassa sui rifiuti urbani quei locali il cui uso è del tutto saltuario ed occasionale e nei quali comunque la presenza dell’uomo è limitata temporalmente a sporadiche occasioni ed a utilizzi marginali “il garage di uso privato è luogo adibito al ricovero di uno o più veicoli e quand’anche la persona vi si trattenga per tempi non brevi, non è plausibile ipotizzare che ne derivino rifiuti”. Inoltre il contribuente stesso non ha l’onere della prova di dimostrare che il garage non produce rifiuti, ma il fatto stesso che il Comune classifichi quel determinato immobile come garage, lo esonera da qualsiasi richiesta di fornire la dimostrazione che non si tratta di un locale idoneo a produrre rifiuti”. I giudici tributari di appello con le sentenze, hanno chiarito che i locali adibiti a garage non sono assoggettabili alla tassa sui rifiuti solidi urbani, restando in questi locali del tutto sporadica e di mero passaggio la presenza dell’uomo quale fattore di produzione di rifiuti urbani. In particolare, è stato affermato che “essendo ipotizzabile una presenza umana sporadica durante la giornata e che si protrae per pochissimo tempo (quello materiale di scendere dall’automezzo ricoverato, di chiudere la portiera e di serrare la porta di accesso, operazione quest’ultima che si effettua da fuori il locale), anche a volerlo, l’uomo non avrebbe neppure il tempo o l’opportunità di produrre rifiuti”. Viene confermato quindi dalla Commissione tributaria regionale che i locali accessori alle abitazioni come i “garage”, cantine e solai, utilizzati solo saltuariamente, non sono ricompresi tra le superfici assoggettate alla tassa sui rifiuti solidi urbani. Si ritiene che i cittadini che volessero opporsi ai versamenti, possono chiedere al Comune di appartenenza la sospensione in autotutela dei pagamenti, richiamandosi alla sentenza. La norma infatti non si applica automaticamente, ma ha valore per ogni singolo ricorso presentato.

Prezzi: guidare è diventato ancora più costoso negli ultimi anni. L’aumento dei costi per il carburante la principale causa dell’ ”inflazione” dell’auto
Guidare e possedere un’auto è sempre più costoso. Lo sappiamo e lo percepiamo tutti, ma lo confermano oggettivamente i dati diffusi dal Automobile Club d’Europa (ACE), secondo cui non solo continua ad aumentare il costo del carburante ma anche quello della manutenzione delle autovetture dal 2005 al 2010 che segna uno sconfortante + 41 % in più rispetto al costo generale dello standard di vita, come. Lo studio fa riferimento all’analisi della media delle autovetture a benzina con cilindrate comprese fra 1001 cc e 1500 cc, considerando una percorrenza annua di 15.000 chilometri, che è assai vicina al valore medio degli italiani. Già prendendo in analisi i prezzi di listino delle autovetture, questi hanno fatto quindi registrare un incremento di 6 punti percentuali rispetto all’andamento generale dei prezzi; dato che scaturisce da una dinamica più accentuata dell’inflazione all’inizio del decennio considerato, mentre negli ultimi anni la crescita dei prezzi delle auto è stata più contenuta. La crescita più elevata dei prezzi è verificabile però per i costi di esercizio con ben il 10 % in più rispetto all’inflazione. Come è noto, e come continuiamo a denunciare da anni a causa di scelte assolutamente inadeguate da parte del legislatore e dei precedenti governi, i maggiori aumenti riguardano i premi per l’assicurazione R.C.Auto, che nel 2001 erano la quarta voce di spesa, dopo ammortamento, carburante e manutenzione e che, con una crescita di ben il 210 %, balzano al secondo posto nel 2011. Da capogiro anche gli aumenti per il bollo (+84%) e per i pneumatici (+82%), anche se vi è da dire che queste voci di spesa hanno un’incidenza inferiore rispetto al complesso dei costi di esercizio e va precisato che crescono meno rispetto all’inflazione quelle relative all’ammortamento, agli acquisti di carburante e alle manutenzioni e riparazioni. L’ammortamento del prezzo dell’autoveicolo, che ovviamente costituisce il costo maggiore, cresce tra il 2001 e il 2011 del 23%, sempre meno dell’inflazione perché in questa voce vengono considerati anche gli interessi sulla cifra investita nell’auto. Poiché il costo del denaro si è considerevolmente ridotto negli ultimi anni, anche l’onere per l’ammortamento ne è stato positivamente influenzato. In tal senso, risulta particolarmente ridotta la crescita dei costi di manutenzione e le riparazioni. Il costo medio passa da 1.010 euro del 2001 a 1.040 euro del 2011. L’aumento registra solo un + 3%, ma ciò è determinato dal notevole miglioramento qualitativo delle automobili verificatosi nel corso dell’ultimo decennio su scala globale che ovviamente ha fatto calare la necessità di interventi di manutenzione in misura così importante da compensare quasi completamente gli aumenti dei prezzi dei ricambi e della manodopera. Cresce meno dell’inflazione con un aumento del 23% a fronte del 30% di quest’ultima, anche la spesa per il carburante. Ma il dato non deve ingannare perché sempre di aumenti si tratta che vanno ad incidere nelle tasche dei consumatori ed è quasi esclusivamente attribuibile alle nuove tecnologie utilizzate per costruire i nuovi motori che hanno ridotto i consumi medi del 9%, ma come è noto il prezzo della benzina è aumentato del 70%, passando da 1.036 a 1.710 euro nel solo decennio 2001 – 2011.

Allarme randagismo: centri urbani invasi da cani aggressivi mentre aumentano i casi di abbandono. La colpa? È anche della crisi e di politiche inadeguate
Sin dall’avvento della crisi economica ci si sta occupando degli effetti della stessa nel Belpaese. Effetti che non si fanno sentire solo sull’economia e finanzia ma che vanno a ricadere in ogni angolo del sociale, inteso anche latu sensu. E se pensiamo alle, purtroppo, ovvie sofferenze di milioni di italiani che sono al di sotto della soglia della povertà o comunque a rischio, stiamo dimenticando che anche gli animali subiscono direttamente le conseguenze del peggioramento generalizzato delle condizioni economiche: aumentano gli abbandoni di quelli domestici, le associazioni che si occupano della tutela e dei diritti degli animali patiscono i tagli alle donazioni e dei finanziamenti pubblici alle loro attività. Alla luce di questi danni visibili, sono i migliori amici dell’uomo, senz’altro i più diffusi tra gli animali domestici, i cani, a subire gli effetti più evidenti, con migliaia di nuovi e vecchi randagi che, abbandonati da famiglie che non riescono più a far fronte quasi alle proprie esigenze alimentari, percorrono le strade delle periferie e dei centri urbani, ritornando all’originaria forma di gruppo, il branco. Alcune stime parlano che a causa dell’aumento di Iva e dei prezzi su prodotti alimentari per animali e delle spese veterinarie, già da quest’anno la soglia dei cani a rischio abbandono potrebbe arrivare sino a 250.000 rispetto al numero di abbandoni attuali che si attestano già su cifre altissime (all’incirca 100.000 cani all’anno) con il conseguente pericolo di far collassare il sistema dei canili italiani già perennemente in crisi, soprattutto nelle aree meno “emancipate” del Paese. Solo per segnalare un recente fatto di cronaca sulle decine che ci vengono segnalate, proprio qualche giorno fa, un noto elettrauto di Lecce è rimasto vittima di una vero e proprio attacco tesogli da un gruppo di cani randagi di grossa taglia. L’uomo si trovava a passeggiare tranquillamente in una zona periferica a due passi della propria residenza estiva in località San Ligorio, con al guinzaglio il proprio cane. Proprio l’amico a quattro zampe pare abbia attirato l’attenzione del branco di randagi, che ad un certo punto sono spuntati da dietro ad un muretto a secco e si sono avventati contro il cane, letteralmente sbranandolo. Non contenti di aver azzannato il povero animale, la muta arrabbiata si è rivolta contro il malcapitato padrone che solo per un caso riusciva a mettersi in salvo barricandosi nella sua autovettura che comunque veniva presa a morsi dai vagabondi che ne hanno danneggiato la carrozzeria rompendo il finestrino della porta del lato guida. Che dire! Non è più solo un caso isolato quello denunciato che ricorda come l’abbandono di animali domestici sia purtroppo ancora un reato sanzionato dal codice penale italiano con pene troppo miti (l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro) insieme al maltrattamento di animali e che per tali ragioni merita una revisione nel senso dell’inasprimento delle sanzioni previste. Al di là di queste ragioni di natura pubblicistica, risulta evidente come in alcuni comuni la riduzione delle entrate abbia costretto le amministrazioni locali a diminuire gli sforzi per la prevenzione del “randagismo” che come è noto comporta ogni anno costi sociali crescenti ed elevatissimi per la collettività intera.

Un delfino spiaggiato tra San Foca e Torre Specchia (Marine di Melendugno a Lecce) proprio nei pressi della piattaforma per i sondaggi della “TAP”
C’è stata una segnalazione circa lo spiaggiamento di un delfino di un paio di metri di lunghezza con tre profondi squarci presumibilmente da elica, proprio sulla battigia tra San Foca e Torre Specchia (Marine di Melendugno a Lecce) nei pressi della piattaforma utilizzata per i sondaggi della TAP, il megagasdotto che in questi giorni ha fatto sollevare una serie di giustificate e legittime polemiche che hanno portato alla costituzione di un comitato spontaneo composto da semplici cittadini, associazioni, movimenti e partiti politici, denominato “NO TAP”, perché andrebbe ad insistere su una zona d’inestimabile valore paesaggistico. L’apparente “freschezza” della carcassa lascia intendere che la morte risalga solo a poche ore prima e ci induce ad essere ancor più stupefatti se si pensa che proprio per consentire i sondaggi è stato indetto dalla capitaneria di porto di Otranto un divieto generale di balneazione, pesca e navigazione nella zona interessata dalle analisi e dai sondaggi della TAP.

Sicurezza dei cittadini e dell’ambiente. Esplode un gasdotto in Lunigiana, mentre il 16 febbraio la TAP (la società che sta costruendo il megagasdotto sotto l’Adriatico) incontra i cittadini di Melendugno (LE) per rassicurarli sulla sicurezza del progetto
Se ne è parlato pochissimo, ma quella che è stata una vera e propria tragedia sfiorata è accaduta solo alcuni giorni fa, per la precisione il 19 gennaio scorso quando una condotta di metano saldata male, il gas che fuoriesce ed una scintilla sino ad uno scoppio che si è udito per chilometri. È successo, così che nel borgo di Barbaresco, nel comune di Tresana in provincia di Massa Carrara, si sono potute registrare immagini infernali tra un cratere largo 25 metri e profondo 10, fiamme alte decine e decine di metri, cui seguiva una colonna di fumo visibile su tutta la Lunigiana e poi i drammi umani delle abitazioni e dei fienili sventrati, auto in fiamme, ma soprattutto i quattro feriti con ustioni gravissime in tutto il corpo ed altri sei ricoverati in ospedale e poi dimessi in serata, mucche stecchite dentro le stalle saltate in aria. Ma nella sfortuna per un Paese che subiva un dramma di tale entità, anche la fortuna che al momento dell’esplosione gran parte delle abitazioni del piccolo borgo fossero vuote. Una notizia recentissima, dicevamo, che avrebbe meritato maggiore attenzione da parte delle cronache nazionali, ma che può ritornarci utile se si pensa che proprio in questi giorni ed in particolare il 16 febbraio p.v. la TAP, la società che si sta occupando della realizzazione dell’omonimo megagasdotto che passerà sotto l’Adriatico ha indetto un assemblea pubblica in Melendugno (LE) per incontrare la cittadinanza del territorio su cui dovrà passare la condotta per spiegare i benefici che lo stesso potrebbe portare alle comunità interessate. Come è noto, l’idea stessa che un’opera di tale portata possa insistere su una zona d’inestimabile valore paesaggistico quale quella individuata ha fatto sollevare una serie di giustificate e legittime polemiche che hanno portato alla costituzione di un comitato spontaneo composto da semplici cittadini, associazioni, movimenti e partiti politici, denominato “NO TAP”. La notizia dell’esplosione del gasdotto in Toscana segna un punto a sfavore sulle rassicurazioni che potranno essere portate dagli addetti ai lavori, anche perché la scelta dell’approdo in un’area di così alta rilevanza turistica e ambientale rappresenta un pugno al cuore di un’economia quale quella salentina che fonda la sua ragion d’essere nello sviluppo ecosostenibile, ritenendo che vi siano aree ad alta industrializzazione a nord della zona interessata ben più adatte ad accogliere la condotta trans adriatica.

Cosmetici: occhio alla qualità, minime tracce di piombo sarebbero state trovate in centinaia tra i rossetti più popolari  
Nasce tutta da un controversia fra la FDA (Food and Drug Administration), ovvero l’agenzia statunitense che vigila sulla sicurezza dei farmaci ed alimentare e la “Campaign for Safe Cosmetics”, un’associazione di consumatori statunitense, la preoccupazione circa il contenuto di piombo di molti, forse troppi cosmetici in circolazione. Secondo l’associazione americana sarebbero ben quattrocento i tipi di rossetti tra quelli più popolari sul mercato statunitense che conterrebbero tracce di piombo a seguito di recenti test effettuati dal governo federale, con ciò confermando i risultati di simili analisi precedenti, ma su scala molto più ampia e a livelli superiori di quanto precedentemente rilevato. Sono anni che la “Campaign for Safe Cosmetics”, si batte per l’approvazione da parte del governo di limiti circa i livelli di piombo nei rossetti.  L’FDA ha sempre controbattuto a tali richieste insistendo sul fatto che i livelli di piombo rilevati in due turni di prova, compresi quelli più recenti, non comportano rischi per la sicurezza. A sua volta l’associazione dei consumatori ha sostenuto che le conclusioni della FDA non si basano su alcun assunto scientifico. I primi studi circa il contenuto di piombo nei rossetti risalgono al 1990, quando i risultati dei test da parte di un laboratorio commerciale avevano suscitato le prime preoccupazioni.  Il Campaign for Safe Cosmetics ha così continuato ad effettuare test e nel  2007 su 33 tipi di rossetti “rossi” ha rilevato che due terzi di essi contenevano piombo – e che un terzo di quelli aveva addirittura superato il limite che la FDA aveva fissato per il piombo nelle caramelle.  La FDA ha quindi eseguito propri test su 20 tipi di rossetti nel 2008 e poi su  ben 400 in analisi più recenti, ed ha verificato livelli rilevabili in tutti i prodotti testati. Ma la stessa FDA, che ha reso note on-line i suoi ultimi test nel mese di dicembre, ha sottolineato sempre sul proprio sito che il confronto circa i livelli di piombo fra “rossetti” e caramelle non è corretto né sostenibile, perché non sarebbe scientificamente valida l’equiparazione tra il rischio per un prodotto destinato ad essere ingerito ed un prodotto destinato ad uso topico e ingerito in quantità molto più piccole rispetto alle caramelle. Chiaramente  l’associazione degli industriali della cosmetica, si è dichiarata totalmente d’accordo con la valutazione della FDA, ma la stessa organizzazione ha chiesto di fissare un limite alla quantità di piombo consentita nei prodotti cosmetici.  Tale limite che dovrebbe essere individuato nella proporzione di 10 parti per milione sarebbe superiore ai livelli rilevati dai due cicli di test della FDA ed in linea con le regolamentazioni di Canada e Germania. Il portavoce medico dell’associazione degli industriali ha specificato che il piombo non è aggiunto intenzionalmente al rossetto o a qualsiasi altro tipo di cosmetico, ma che molti additivi coloranti approvati dalla FDA sono a base minerale, e quindi possono contenere tracce di piombo che si trova naturalmente nel suolo, nell’acqua e nell’aria. È però sulla determinazione del livello di vera sicurezza per il piombo nei cosmetici che resta lo scoglio più duro per un’effettiva esigenza di tutela della salute dei cittadini. Nelle analisi più recenti, la FDA ha rintracciato il più alto livello di piombo, ossia 7,19 parti per milione, in un determinato tipo di rossetto.  Ma la media di concentrazione di piombo nei 400 testati  era di 1,11 parti per milione, molto vicino alla media dalla sua indagine iniziale del 2008 su circa venti rossetti.  L’FDA ha ingaggiato un laboratorio privato per fare il test. L’agenzia ha selezionato i rossetti in virtù delle quote di mercato delle società più importanti, anche se nell’esame sono stati selezionate anche alcune marche provenienti da mercati di nicchia. Con un comunicato che come si è detto è stato pubblicato on line la FDA ha testualmente dichiarato “Noi non consideriamo i livelli di piombo che abbiamo trovato nei rossetti possa essere un problema di sicurezza,”. “I livelli di piombo che abbiamo trovato sono entro i limiti raccomandati da altre autorità sanitarie pubbliche per il piombo nei cosmetici.” Il Campaign for Safe Cosmetics ha chiaramente interpretato in maniera opposta i risultati facendo presente che per alcuni prodotti il livello di piombo riscontrato fosse più del doppio rispetto i livelli rinvenuti nella precedente relazione della FDA e più di 275 volte il livello verificato nel marchio risultato meno contaminato nel recente rapporto. Tant’è che, peraltro, il tipo meno contaminato era risultato anche il meno costoso, con ciò dimostrandosi che il prezzo non è un indicatore di buone pratiche di fabbricazione, per come ha sostenuto l’associazione dei consumatori. Lo stesso gruppo ha evidenziato che non esiste nessun livello sicuro di esposizione al piombo per i bambini e ha sottolineato la necessità di proteggere i più piccoli e le donne incinte dalla esposizione, anche perché il piombo si accumula nel corso del tempo e un livello minimo di piombo contenuto nel rossetto che viene applicato più volte al giorno, giorno per giorno, può raggiungere livelli di esposizione comunque significativi. Non per destare alcun tipo di allarme, ma si ritiene utile che l’UE, da sempre rigorosa nel fissare limiti che riguardano la tutela della salute umana ponga all’ordine del giorno l’introduzione dell’obbligo di verifica del contenuto in metalli dei cosmetici, – che come è stato specificato potrebbero entrare indirettamente nella composizione degli stessi – determinando comunque una soglia di sicurezza, prima della loro immissione sul mercato e successivamente attraverso un monitoraggio a campione. Ciò solo per maggiore scrupolo e per una più approfondita salvaguardia delle categorie più esposte ed a rischio quali donne in stato di gravidanza e quindi i bambini.

Dopo sigarette e valuta è in aumento il contrabbando di generi alimentari
La vicina Svizzera non solo meta di contrabbando di valuta per la fuga di capitali di “produzione” italiana la gran parte di provenienza illecita o non dichiarati al fisco: ora per quanto è possibile appurare dalle cronache, il paese d’oltralpe è divenuta terra ambita per peregrinazioni clandestine che non ci saremmo aspettate se non fosse arrivata una lunga catena di sequestri e sanzioni rivolte per lo più a carico di piccoli negozi o ristoratori. Di recente, infatti, le Sezioni antifrode delle dogane di Lugano, Sciaffusa e Basilea hanno effettuato un’operazione contro il contrabbando di… salumeria, olio alimentare e bevande alcoliche: una vera e propria banda di almeno quattro persone, si era organizzata da tempo per importare generi alimentari dai valichi ticinesi. La merce veniva distribuita tra almeno 70 imprese al dettaglio in particolare nella Svizzera tedesca, per un totale di quasi 400.000 franchi sottratti al fisco elvetico tra il 2007 e il 2010. Si pensi che circa il 70% delle infrazioni osservate dalla sezione antifrode della polizia doganale riguarda la messa in pericolo o la sottrazione del dazio o dell’IVA, proprio derivanti dal contrabbando di generi alimentari, e tra essi nello specifico, carne, salumeria, formaggi prodotti ortofrutticoli nonché bevande alcoliche. Visto l’aumento lungo i confini italo-svizzeri dei casi di contrabbando di generi alimentari, l’aumento dei casi di fuga di capitali e di valuta che abbiamo segnalato come un fenomeno preoccupante, sarebbe il caso di intensificare i controlli a campione anche dal nostro versante per i veicoli in transito verso la Svizzera.

Nicotina e doping: uso diffuso del tabacco da masticare fra gli sportivi. Un quarto dei test risulta positivo. Al momento la nicotina non figura fra le sostanze dopanti vietate dall’Agenzia mondiale antidoping. E in Italia?
E’ confermato l’utilizzo di tabacco non fumato da masticare a fini dopanti. La nicotina produce un effetto stimolante, aumentando le pulsazioni e la pressione sanguigna, ma libera anche gli zuccheri nel sangue e l’adrenalina. Ha inoltre un effetto rilassante e riduce lo stress, migliorando allo stesso tempo l’attenzione e le funzioni cognitive. Ha in pratica un “effetto paradossale” che sveglia, concentra e rilassa. Lo rileva un nuovo studio del Laboratorio svizzero di analisi sul doping (LAD) condotto su 2’185 campioni di urina di atleti di 43 discipline diverse. Un quarto dei test risulta positivo. Già nel 2009, durante i mondiali di hockey su ghiaccio in Svizzera, il team di François Marclay aveva mostrato che oltre metà dei giocatori (53%) faceva uso di tabacco. Il prodotto maggiormente utilizzato era il cosiddetto “snus”, di origine svedese e venduto sotto forma si sacchetti da piazzare fra gengiva e labbro superiore. I giocatori di hockey non sono però gli unici consumatori. Secondo il nuovo studio, condotto fra il 2010 e il 2011 e pubblicato sulla rivista “Forensic Science International”, il 23% dei campioni analizzati in varie discipline sportive è risultato positivo. Lo sport più colpito è il football americano con il 55%. Seguono l’hockey su ghiaccio e la lotta (32%), il bob (30%), la ginnastica (29%), il rugby (28%), lo sci (26%) e il basket (25%). I campioni riguardavano sportivi svizzeri impegnati in competizioni su suolo elvetico. La sostanza comporta gravi rischi per la salute: crea dipendenza e può portare ad un consumo anche nella vita privata, ad esempio sotto forma di sigarette. Inoltre, “lo snus aumenta fortemente il rischio di cancro alla cavità orale, oltre che di paradontite”, un’infezione delle gengive, sottolinea Marclay. Le 28 sostanze cancerogene presenti, potrebbero anche favorire cancro all’esofago o al pancreas, senza calcolare i problemi cardiaci. Al momento la nicotina non figura fra le sostanze dopanti vietate dall’Agenzia mondiale antidoping, ma in seguito allo studio è stata inserita nel programma di sorveglianza 2012. Alla luce di questi dati ci si augura  che le federazioni sportive italiane ed il CONI si facciano promotori di una campagna che sconsigli l’utilizzo della sostanza a tutti  i livelli dello sport.

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feb
15

Sulla Sadam nessuna Cassandra, solo realismo

Mesi fa l’Italia dei Valori pose con forza all’attenzione pubblica il problema dell’ex zuccherificio Sadam: operai che stavano esaurendo i benefici degli ammortizzatori sociali ed una nuova domanda di autorizzazione della turbogas che gravava come un macigno su Campiglione. L’ipotesi avanzata dall’IdV di trasferire nell’area ex Sadam il nuovo Ospedale di Zona o prevedere la costruzione dei nuovi servizi ad esso associato ebbe, se non altro, il merito di richiamare le forze politiche locali. Queste liquidarono subito la proposta – senza per altro avanzare idee alternative – con una strana se non complice fretta. Poi vennero le vacanze e sotto l’ombrellone ci si dimenticò delle grida preoccupate lanciate dall’IdV del Fermano che aveva chiesto un tavolo di discussione e di dibattito aperto a tutti i partiti, le organizzazioni sindacali, gli enti locali. Fu poi sollecitata, attraverso una comunicazione ufficializzata e protocollata, una riunione congiunta dei Consigli Provinciale e Comunale per trattare le problematiche sospese o irrisolte. Evidentemente però le due Amministrazioni non ritennero opportuni attivarsi per convocare l’incontro. In questa calma apparente le uniche novità di inizio anno sono state una tregua di tredici mesi per il licenziamento della trentina di operai cassaintegrati, proroga sostenuta fortemente dall’Amministrazione Cesetti, ed il decreto presidenziale che prevede entro il 10 marzo la nomina del commissario ad acta con il compito prioritario di velocizzare l’iter per la realizzazione della centrale a biomasse. Arrivati a questo punto riteniamo che non sia ancora rinviabile un dibattito, seppure tardivo e forse inefficace, sulla intera questione Sadam. Le forze politiche debbono assumersi la responsabilità di quello che non è stato fatto e di ciò che a loro compete: discutere il problema e trovare, magari ai tempi supplementari, soluzioni alternative alla centrale a biomasse, non dimenticando né le famiglie che tra un anno saranno senza sostentamento, né la salute dei cittadini di Campiglione. Questi ultimi non possono vedere compromessa la qualità della loro vita e del loro ambiente per l’inadeguatezza di determinate scelte politiche.

Il Coordinamento Provinciale del Fermano
dell’Italia dei Valori

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feb
13

FOCUS IDV MARCHE (04 – 10 febbraio 2012)

COMUNI: ANCONA;FAVIA (IDV), RESPONSABILITA’ SOLO DEL SINDACO
ANCONA, 4 FEB – ‘Sono sbalordito dal fatto che Gramillano ascriva tutte le responsabilita’ all’Idv e all’Udc.
La trattativa si e’ impantanata per la sua resistenza su alcuni punti programmatici, rispetto ai quali il suo stesso segretario (Ucchielli, segretario regionale del Pd; ndr) lo aveva invitato ad accedere alle nostre richieste’. Cosi’ il coordinatore dell’Idv delle Marche on. David Favia commenta le dichiarazioni del sindaco di ANCONA e le motivazioni da lui date rispetto alle dimissioni.
‘Si prenda le sue responsabilita’ – seguita Favia – e non tenti di gettarla addosso a noi: se non si fa l’accordo, la responsabilita’ e’ esclusivamente sua. Motivare le dimissioni, che peraltro apprezzo, come ha fatto, e’ inesat to. Gramillano accetti le nostre due-tre proposte programmatiche e faccia una giunta come Dio comanda. L’Idv e l’Udc hanno avuto fin troppa pazienza’.

COMUNI: EUSEBI, GRAMILLANO INNALZI QUALITA’ ESECUTIVO
ANCONA, 5 FEB – ‘Gramillano dovrebbe capire che soltanto alzando la qualita’ del suo esecutivo (quello attuale va azzerato per segnare la necessaria discontinuità in un momento complesso e difficile come l’attuale) si può lavorare al meglio’. Lo ha detto il segretario comunale dell’Idv di ANCONA Paolo Eusebi.
‘Tutti i partiti della possibile coalizione devono spendere i loro elementi migliori per recuperare il tempo perduto e per dire agli anconetani: questi sono i nostri impegni che vogliamo onorare entro questi tempi. Altrimenti è giusto e sacrosanto quel rompete le righe che la città doverosamente si attende’.

COMUNI: FAVIA, MAI FATTO NOMI DI ASSESSORI A GRAMILLANO
ANCONA, 5 FEB – ‘Smentisco categoricamente che l’Italia dei valori abbia fatto al sindaco Fiorello Gramillano nomi di assessori. E’ troppo distante e forse impossibile la sintesi programmatica per responsabilita’ del sindaco che non vuole eliminare gli sprechi per sorreggere le poverta’ e le piccole imprese e cercare fondi in Europa’. Cosi’ il coordinatore regionale dell’Idv delle Marche David Favia, dopo le dimissioni del sindaco di ANCONA.
‘Gramillano – prosegue – non ha intenzione di affidare a una giunta esperta, capace e forte un significativo cronoprogramma da attuare in fretta. Successivamente all’incontro col sindaco il segretario comunale Paolo Eusebi ed io abbiamo riunito il gruppo consiliare e si e’ formulata una rosa molto significativa da eventualmente proporre alla direzione comunal e dell’Idv e poi al sindaco nell’improbabile caso in cui si trovi la quadra programmatica e il sindaco si convinca a fare una giunta rinnovata esperta e forte’.
‘L’Idv – insiste – non ha posto veti su ipotetici nomi fatti dal Pd o dal sindaco, perche’ non li hanno fatti. Non e’ emersa nemmeno la volonta’ di fare una giunta nuova e forte’. Dunque, conclude Favia, ‘attendiamo la riunione dei segretari regionali di venerdi’, confidando che Palmiro Ucchielli convinca il sindaco ad accettare le nostre richieste programmatiche, basate su taglio agli sprechi e nuove risorse nell’interesse dei piu’ deboli, delle piccole imprese e della citta’ e a fare una giunta nuova, forte ed esperta.
Favia infine stigmatizza ‘il tentativo di addossare a Udc e Idv responsab ilita’ che sono esclusivamente del sindaco’.

MALTEMPO: IDV, ANCONA PARALIZZATA, COMUNE INEFFICIENTE
ANCONA, 6 FEB – ‘Piazza Roma, i Corsi e Piazza Cavour sono una enorme pista di pattinaggio’ con gli anconetani ‘costretti a cadute su cadute’. Lo rileva in una nota il segretario dell’Idv Paolo Eusebi, che e’ stato fra quelli che ‘stamattina dopo un capitombolo ha ‘benedetto’ l’efficienza dell’amministrazione. Nonostante l’eccezionalita’ delle precipitazioni nevose – osserva -, la citta’ paga un pesante tributo alla completa evanescenza dell’amministrazione comunale.
‘ANCONA e’ paralizzata – aggiunge -, il porto e’ praticamente bloccato e le frazioni sono di fatto isolate’. Il capoluogo ‘paradossalmente dovrebbe prendere esempio dai piccoli Comuni dell’hinterland, come Polverigi, che hanno fatto girare ininterrottamente tanti trattori e mezzi con pale meccaniche che hanno pulito e hanno sparso quintali e quintali di sale’. Invece ‘nella giornata di ieri da corso Garibaldi fino al Passetto di spal atori e picconatori di ghiaccio neppure l’ombra, semafori in tilt e desolatamente chiusi i cancelli di Palazzo del Popolo. Tutte le uscite dall’area portuale, inclusa quella importantissima su via Mattei, erano chiuse dalla neve fino a tarda sera: in porto c’era una interminabile teoria di tir che ha poi bloccato via Marconi’

COMUNI: ANCONA; IDV, MODELLO MARCHE E GIUNTA ‘FORTE’
ANCONA, 7 FEB – ‘Condividiamo le valutazioni di Dante Merlonghi: la crisi al Comune di ANCONA potrebbe essere vicina alla conclusione se le indicazioni di Palmiro Ucchielli fossero ascoltate dal sindaco, e se le richieste programmatiche dell’Idv fossero accolte unitamente all’indicazione, condivisa con l’Udc, di varare una giunta forte, dopo l’azzeramento di quella vecchia conseguente alle dimissioni del sindaco’. Cosi’ il coordinatore provinciale dell’Idv Ennio Coltrinari, e il segretario comunale Paolo Eusebi.
‘Purtroppo, il percorso appare ancora difficoltoso proprio per l’ostinazione e i personalismi del sindaco di cui parla il responsabile regionale Idv degli enti locali’.
Il segretario regionale dell’Idv David Favia si presentera’ all’incontro di venerdi’ prossimo con il mandato di ‘non retrocedere di un millimetro dalle conclusioni emerse dalle piu’ recenti riunioni del gruppo consiliare comunale e del direttivo: il sindaco si convinca ad accettare le istanze programmatiche di Idv e presenti una giunta forte ‘modello Marche’, che Udc e Idv possano accettare’.

MALTEMPO: IDV, CHE INTENDE FARE GOVERNO PER DANNI MARCHE?
ANCONA, 8 FEB – L’Idv depositera’ un’interrogazione alla Camera per chiedere al Governo cosa intende fare per risarcire i danni causati dal maltempo nelle Marche. ‘A nostro avviso – dice l’on. David Favia, coordinatore regionale del partito – occorrono misure immediate per porre rimedio, oltre al danno, anche alla beffa di cui sono vittime i nostri concittadini’.
‘Le Regioni infatti – seguita Favia – hanno paura di chiedere lo stato di emergenza. Il rischio? La tassa sulle disgrazie che incombe ancora come una spada di Damocle sulle nostre teste. La conseguenza sarebbe un ulteriore aumento della gia’ altissima accisa su benzina e gasolio: un modo insopportabile di mettere le mani nelle tasche dei cittadini gia’ colpiti dai danni del maltempo’.
L’Idv e’ d’accordo con le Regioni per chiedere una deroga al patto di stabilita’ interno per le spese sostenute in questa circostanza. Oltre a questo, secondo Favia, ‘e’ fondamentale che lo Stato intervenga con un un contributo straordinario (al di fuori della procedura nota come tassa sulle disgrazie) per gli interventi, di stretta pertinenza statale, compiuti dalla protezione civile e per risarcire i danni. Non e’ possibile, infatti, pensare di lasciare il soccorso allo sbaraglio senza fondi e mezzi e senza copertura economica i cittadini e le istituzioni danneggiati’.

COMUNI: ANCONA; FAVIA, DIMISSIONI GRAMILLANO NON SONO BLUFF
ANCONA, 9 FEB – Le dimissioni presentate dal sindaco di ANCONA Fiorello Gramillano ‘non sono un bluff e non c’e’ alcun impedimento per votare a maggio 2012′. Lo afferma il coordinatore regionale dell’Idv on. David Favia, che dice: ‘Ho parlato con l’Ufficio elettorale del Viminale e non c’e’ alcun dubbio: Gramillano non ha ‘barato’, poiche’ bisogna considerare che i 20 giorni di tempo scadono all’ora di chiusura del protocollo del 24 febbraio (cioe’ alle ore 14: nelle residue 10 ore c’e’ tutto il tempo per lo scioglimento del consiglio comunale)’.
‘Siamo di fronte quindi – aggiunge – ad un inutile polvero ne politico sollevato dalle false informazioni diffuse da Eugenio Duca (il consigliere di Sinistra per ANCONA; ndr), poi seguito dalla presidente del consiglio comunale Letizia Perticaroli: tanta confusione per niente! La stessa situazione che ci si presenta, infatti, era capitata per il caso Sturani in cui era valsa la medesima procedura con un’identica tempistica (dimissioni il 4 e risoluzione nelle ore notturne del 24). Ho parlato con il sindaco e le stesse rassicurazioni egli ha ricevuto dal prefetto’.
‘Voglio quindi difendere Gramillano – conclude Favia – dalle ingiuste accuse che gli sono state rivolte. Ora mi auguro solo che, superato e risolto questo ennesimo ostacolo, ci sia la volonta’ da parte sua di raggiungere un accordo serio, quale l’Italia dei Valori chiede da tempo, sulle basi ormai note’.

MALTEMPO: IDV CHIEDE RICONOSCIMENTO PER E’TV MARCHE
ANCONA, 10 FEB – L’Idv ha presentato una mozione in consiglio regionale per un riconoscimento alla trasmissione televisiva ‘Buongiorno Marche’, in onda su E’Tv Marche, da parte del presidente e della giunta regionale, cosi’ come la candidatura al ‘Picchio d’Oro’ per meriti civili, per il ruolo svolto nell’informazione ai cittadini durante l’emergenza maltempo.
‘Gia’ in precedenti eventi calamitosi – si legge in una no ta dell’Idv – la trasmissione di E’Tv e’ stata presa dai cittadini come punto di riferimento per ricercare informazioni. Cosa che si e’ ripetuta anche adesso, viste le eccezionali nevicate che bloccano la regione dal 3 febbraio, facendo emergere nei cittadini una spasmodica ricerca di notizie in tempo reale e la necessita’ di sapere direttamente dai sindaci, dirigenti della Protezione civile e addetti ai lavori l’evolversi della situazione’.

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