Monthly Archive: settembre 2010

set
30

Per il fotovoltaico in Valdaso – L’IDV plaude alla scelta del Presidente

 

Centrale fotovoltaica di Montalto di Castro

Questa mattina il Presidente della Provincia di Fermo Fabrizio Cesetti ha ricevuto una delegazione di residenti nella Valdaso che gli ha consegnato una raccolta di circa 800 firme per sollecitare una iniziativa a favore della tutela del territorio agricolo contro il proliferare dei parchi fotovoltaici. Da parte sua il Presidente ha garantito un suo personale intervento a sostegno della causa.
Il Consigliere Provinciale Gaetano Agostini, capogruppo dell’Italia dei Valori, a nome dell’intero Gruppo consiliare che rappresenta, ma anche a nome di tutto l’IDV del Fermano, plaude all’interessamento del Presidente sottolineando come solo il comune impegno e la partecipata collaborazione in difesa del suolo daranno sicuramente – è proprio il caso di dirlo – ottimi frutti.
Sempre nell’ambito di questo spirito di unità di intenti, il Consigliere Agostini nel ricordare l’impegno profuso dal gruppo provinciale IDV evidenziato nelle tante riunioni di zona e nella presentazione dell’ordine del giorno in consiglio provinciale che questa sera verrà discusso ritiene che quanto operato dal Presidente sia il modo migliore per rispondere alla petizione dei cittadini della Valdaso e plaude alla sua iniziativa auspicando che si arrivi alla definitiva modifica del Piano Territoriale di Coordinamento.
Quanto sopra al fine di dare un forte strumento univoco di pianificazione a tutti i Sindaci della Provincia di Fermo
Nel testo, già presentato da tempo, l’Italia dei Valori chiede di liberare il suolo agricolo dalle future cupidigie degli speculatori di turno, dirottando le loro bramosie sulle aree già urbanizzate, meglio ancora se addirittura dismesse.

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set
30

Anche a Porto Sant’Elpidio l’acqua è di tutti – Grande entusiasmo nell’IDV

Anche a Porto Sant’Elpidio l’acqua è di tutti – Grande entusiasmo nell’IDV

“L’acqua è un diritto umano fondamentale”. Così il 29 luglio scorso si è pronunciato l’ONU con una risoluzione, seppure non vincolante, passata con il voto a favore di 122 nazioni, nessun contrario e 41 astensioni.
Così ha sancito, lo scorso 25 settembre, anche il Consiglio Comunale di Porto Sant’Elpidio, assemblea distante migliaia di chilometri da quella del Palazzo di Vetro, eppure così vicina nel dichiarare che l’acqua è un bene comune dell’umanità, un diritto di tutti e come tale non assoggettabile a logiche di mercato.
La deliberazione che modifica l’art. 30 dello Statuto comunale completa quella avvenuta a luglio per l’articolo 5 e definisce infatti con chiarezza che l’acqua è un bene essenziale e che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, la cui gestione pertanto deve essere demandata esclusivamente ad un soggetto pubblico. Il Comune garantisce il diritto all’acqua assicurando a tutti l’accesso alla risorsa, promuovendo l’educazione al risparmio idrico in collaborazione con i gestori del servizio e favorendo l’uso dell’acqua potabile distribuita dalla rete pubblica.
L’iniziativa di molti comuni d’Italia al cambiamento dello statuto comunale, vuole essere uno strumento di battaglia civile per opporsi alla privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali che il governo vuole imporre con l’art. 23 bis della legge 133/2008, così come modificato dall’articolo 15 del d.l. 135/09 convertito in legge 166/2009.
L’Italia dei Valori del Fermano ed in particolare il Coordinamento di Porto sant’Elpidio che da tempo si batte per questo problema ed ha voluto fortemente questa modifica, esprimono la loro soddisfazione per questa nuova vittoria nella grande battaglia di civiltà che sta combattendo e che ha avuto un momento importante con la raccolta delle firme per il referendum a favore dell’acqua pubblica.
Un grande plauso va soprattutto al Sindaco Andrenacci, all’Amministrazione Comunale di Porto Sant’Elpidio ed alla coalizione tutta per l’alto senso civico dimostrato anche in questa occasione che fa di Porto sant’Elpidio una città da sempre all’avanguardia nel rispetto e nella promozione dei diritti dei cittadini

La deliberazione del Consiglio Comunale di Porto Sant’Elpidio è passata quasi all’unanimità, con la sola esclusione del PDL.
Peccato che l’acqua non sia di tutti……… per tutti!

Il Coordinamento Locale IDV di Porto Sant’Elpidio

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set
24

Bando per il servizio civile 2010

Comunico che il bando 2010 del Servizio Civile è uscito e che si può facilmente scaricare sul sito nazionale del Servizio Civile:

www.serviziocivile.it

Nel sito troverete tutti i progetti divisi nelle diverse sezioni dedicate alle Regioni. Numerosi sono i progetti che si possono scegliere nella Regione Marche, una volta individuato il progetto che interessa al candidato, si può procedere con la domanda.
Il bando del Servizio Civile è rivolto ai giovani dai 18 ai 28 anni (27 e 364 giorni, che non abbiano compiuto il 28 anno di età), e consente ai ragazzi di compiere un’esperienza positiva di cittadinanza attiva, sia nell’ambito sociale che nell’ambito culturale.
Purtroppo quest’anno il numero di ragazzi che verrà coinvolto sarà notevolmente inferiore a quello degli anni precedenti, a causa di un brusco taglio di fondi che ha colpito il Servizio Civile.

La scadenza fissata è il 4 ottobre 2010.

Chiara Simoni
Delegato Regione Marche Servizio Civile

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set
23

L’Italia dei Valori del Fermano cresce anche tra i giovani


L’Italia dei Valori del Fermano cresce anche tra i giovani

Martedì 14 settembre si è svolto nella sede dell’Italia dei Valori di Fermo il primo Congresso Giovani del partito che fa capo ad Antonio Di Pietro. Dopo quello aperto a tutti gli iscritti celebrato nello scorso mese di giugno, si è trattato di un momento importante nella crescita dell’IdV nella Provincia di Fermo. Presenti il Coordinatore Adolfo Marinangeli e in qualità di garante il responsabile giovanile uscente Michele Amurri, è stata votata all’unanimità la mozione unitaria formalmente presentata da Tiziano Vagnoni che risulta così essere il nuovo Coordinatore provinciale Giovani dell’Italia dei Valori del Fermano
Particolarmente suggestivo un passo della mozione: “……Realizzare un futuro migliore non è un’utopia; è senza dubbio faticoso ma di certo non impossibile”. Un programma certamente ambizioso, ma che testimonia dell’entusiasmo che anima i ragazzi fermani dell’Italia dei Valori.
Nell’ambito del congresso si è discusso della situazione politica provinciale e sul ruolo fondamentale che spetterà ai giovani nelle future scelte politiche del partito.
Con l’occasione è stato lanciato in rete un account ed un gruppo su facebook denominato “I giovani di Valore del Fermano”. Suo duplice obiettivo quello di far conoscere e sviluppare il movimento giovanile e di diffondere informazioni utili ai cittadini in questa fascia di età. Il gruppo sarà anche un modo virtuale per accogliere suggerimenti e per dar vita a discussioni sui principali temi di interesse sociale e politico, auspicando, tuttavia, che il web non sia l’unico mezzo di partecipazione.

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set
22

Fermo: Convegno su valorizzazione del Centro Storico

Il Gruppo Consiliare Regione Marche- Circolo di Fermo di SEL (Sinistra, Ecologia e Libertà), organizza all’Auditorium San Martino di Fermo il prossimo 24 settembre un convegno sul tema:

PROBLEMATICHE E PROSPETTIVE DI VALORIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO

con l’Urbanista VEZIO DE LUCIA.

Vezio De Lucia, Architetto e urbanista di grande valore, ha lavorato per un quarto di secolo nella pubblica amministrazione fino a diventare direttore generale dell’urbanistica del ministero dei Lavori Pubblici.
Protagonista indiscusso di tutte le battaglie urbanistiche per la difesa del territorio e per una riqualificazione e sostenibilità dello sviluppo urbano.
Attore principale nel periodo del “rinascimento napoletano” in qualità di Assessore all’Urbanistica del Comune di Napoli
ai tempi del primo mandato di Bassolino Sindaco.
Recentemente ha progettato i piani territoriali delle provincie di Pisa, Lucca e altri comuni.
Ma è stato soprattutto uno degli animatori del dibattito politico-culturale più aggiornato che si è tenuto in Italia sui temi urbanistici.

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set
20

Tutti a casa, senza neanche partire!

Anche nel Fermano sta finalmente nascendo una nuova forma di protesta contro la stato di abbandono in cui versa la scuola pubblica. Infatti in alcuni istituti, in modo più o meno formalizzato, i docenti hanno iniziato a dichiararsi indisponibili ad accompagnare gli alunni nelle gite scolastiche. Si tratta di una protesta che se prenderà piede porterà finalmente gli insegnanti ad incidere sull’economia nazionale, in un settore economico come quello turistico ed alberghiero foraggiato sulle loro spalle in periodi di bassa stagione. Più in generale si tratta di dare pubblica voce ad una categoria spesso dimenticata nel chiasso sindacale quotidiano.

Accompagnare alunni in giro per l’Italia e a volte anche all’estero significa assumersi una responsabilità enorme, soprattutto quando si tratta di ragazzi ancora minorenni. Un sacrificio quasi sempre non riconosciuto né a livello sociale, né tanto meno sul piano economico. Un umile volontariato su cui da sempre ruota la vacua magnificenza delle scuole ed il guadagno degli operatori del settore.

Da oggi molti docenti hanno deciso di invertire la rotta. Rimarranno penalizzate occasioni di socializzazione e di apprendimento sul campo per tanti alunni, ma vedere solo la pagliuzza trascurando la trave Gelmini che si sta abbattendo sulla scuola significa soffrire di miopia grave.

Non va dimenticato che questa forma di protesta, a differenza dello sciopero canonico, è a costo zero per i lavoratori e ciò potrebbe indurre qualche docente in più ad aderirvi.

Tra gli insegnanti di ruolo si sta aprendo anche un’altra breccia e cioè il rifiuto di accettare ore aggiuntive di insegnamento per lasciare qualche briciola in più ai precari. In questo caso l’ipoacusia di molti docenti è più accentuata.

Rimane comunque la certezza di avere gettato dei semi che prima o poi daranno frutti e di avere indotto una categoria di lavoratori ad una profonda riflessione sulla propria situazione professionale richiamando l’attenzione dell’opinione pubblica.

L’Italia dei Valori è vicina a tutti i disoccupati e quindi anche ai precari della scuola per i quali non smetterà di battersi in Parlamento ed in tutte le sedi istituzionali. La riforma Gelmini non è che un attacco frontale alla scuola pubblica, agli antipodi di quanto proposto dall’IdV nel capitolo dedicato a Scuola, università e ricerca nel proprio programma.

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set
20

Mercato Monte Citorio: il primo “voltagabbana” fu Tremonti

Non c’è giorno che non esca sui mezzi d’informazione qualche notizia sull’ignobile “mercato delle vacche” in corso, con il quale Berlusconi sta cercando di “comprare” il voto di parlamentari dell’opposizione, in modo da ottenere un voto di fiducia con un numero che lo renda autosufficiente rispetto al gruppo di dissidenti del Fli di Fini. Anche i parlamentari di Idv sono stati oggetto di attenzioni (per ultimi Razzi e Favia) che hanno con decisione respinto al mittente le allettanti proposte (somme di denaro e posti da sottosegretario).
Berlusconi è così continuamente smascherato dalle sue azioni dalle quali risulta in modo incontrovertibile la totale incongruenza tra i suoi proclami e la realtà dei fatti, quando riguardano i suoi interessi. Così è giunto persino ad attaccare direttamente il Presidente della Repubblica, Napolitano, attraverso il suo fido deputato Bianconi, sostenendo che in caso di caduta del suo governo sarebbe addirittura costituzionalmente illegittimo un diverso governo che dovesse ottenere la fiducia del Parlamento: ma la nostra Costituzione lo prevede.
Così, chissà come mai, è invece legittima la compravendita di deputati e senatori se è Lui che la fa.
Io personalmente sono contro i “voltagabbana” e giudico severamente tutti coloro che cambiano casacca in corso di legislatura.
Ma Berlusconi, con la sua doppia morale, è l’emblema della corruzione delle coscienze e dei valori della nostra società. (D’altronde è la sentenza Mills che lo giudica anche sotto il profilo penale corruttore in atti giudiziari e quindi corruttore in senso stretto).
Voglio però ricordare qui che la vita politica di Berlusconi è costellata di episodi di corruzione politica, fin dal suo primo governo del 1994. Anche allora, come oggi, tentò di fare e fece “shopping” tra i deputati, soprattutto della Lega Nord, quando Bossi decise di uscire dalla sua maggioranza.
Ma in assoluto la corruzione di governo fu posta in essere già dal voto di fiducia al Senato, dove non aveva maggioranza, e dove la ottenne grazie all’acquisto due parlamentari.
Il primo, oggi assai noto, si chiamava Giulio Tremonti.Candidato nelle liste del PSI alle politiche del 1987 in quanto vicino a Gianni De Michelis, tra il 1979 e il 1990 fu uno stretto collaboratore e consigliere degli ex ministri delle Finanze socialisti Franco Reviglio e Rino Formica. Per un breve periodo, negli anni ’90, Tremonti fece parte di Alleanza Democratica, e poi del movimento politico fondato da Mario Segni, il Patto Segni, con il quale venne eletto deputato nel 1994. Di lì Tremonti passò attraverso la Federazione Liberaldemocratica, a Forza Italia e votò la fiducia al primo governo Berlusconi, avendone in cambio la nomina a Ministro delle Finanze.
Il secondo, meno noto, rispondeva al nome di Luigi Grillo, oggi tuttora senatore. Nel 1994 fu eletto al Senato con Partito Popolare di Mino Martinazzoli. L’astensione di tre senatori fu determinante per il voto di fiducia al primo governo Berlusconi. Al termine delle elezioni tenutosi in quell’anno, al Senato, il centro-destra ottenne 156 seggi contro i 159 delle opposizioni. Il primo governo Berlusconi ottenne la fiducia con 159 voti a favore e 153 contrari, uno più del necessario, grazie al “Sì” dei Senatori a Vita Gianni Agnelli, Francesco Cossiga e Giovanni Leone e all’uscita dall’aula, al momento del voto, di Vittorio Cecchi Gori, Tommaso Zanoletti, Stefano Cusumano e Luigi Grillo, che abbassarono il quorum a 158 voti. Tra essi appunto Grillo che, passato a Forza Italia, ottiene in cambio la nomina a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Grillo è indagato per concorso morale in aggiotaggio nell’ambito dell’inchiesta Bancopoli ( Fiorani-Banco Popolare di Lodi).

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set
19

5° Incontro Nazionale di Vasto

L'immagine simbolo del 5° Incontro Nazionale

Poche ore fa si è chiuso a Vasto il 5° Incontro Nazionale dell’Italia dei Valori. Sono stati tre giorni ricchi di ospiti e di dibattiti, tre giorni in cui si è tornati a parlare di politica, lavoro, scuola ed informazione come raramente capita oramai in questa Italia dove veline e massaggiatrici oppure appartamenti a Roma o Montecarlo prendono il sopravvento sui mezzi di informazione. Sono questi purtroppo i segni dell’impoverimento culturale e morale di buona parte della nostra classe politica, che nel disprezzo del suo mandato elettorale e delle norme etiche più elementari, si allontana sempre più dai problemi dei cittadini.
Ed invece a Vasto si è parlato di lotta alla criminalità organizzata, di diritto al lavoro e ad un equo salario, di libera informazione. Parole e temi che vorremmo sentire raccontati dalle televisioni o poter leggere dai giornali, ma che purtroppo stentiamo sempre più a trovare nelle cronache quotidiane.
Nella relazione finale Antonio Di Pietro ha riassunto tutti questi argomenti, in un discorso certamente critico, ma soprattutto propositivo, nel quale ha teso la mano a tutti i possibili alleati, con la raccomandazione di non perdere tempo ulteriore. Parole semplici, dettate – come lui stesso a detto in chiusura dell’intervento – dalla passione politica e dalla necessità di chiudere l’era Berlusconi.
“Sono cinque anni che veniamo a Vasto, in questo lasso di tempo l’Italia dei Valori è cresciuta: siamo diventati una grande, bella e sana famiglia: siate orgogliosi di questo e non cedete alle pressioni di chi semina zizzania e lavora per dividerci.”
Appuntamento al 2011 con l’auspicio, dice ancora il Presidente dell’Italia dei Valori, di poter raccontare in quella sede quello che avrà fatto nei suoi primi giorni il nuovo governo di centro-sinistra.

Cerimonia di chiusura

Di Pietro durante il discorso di chiusura

 

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set
14

San Vendola, protettore di casta mia

Dunque l’uomo che avrebbe l’ambizione di guidare il Centro sinistra alla prossime elezioni non ha trovato modo di inserire nei suoi programmi passati ed attuali (ha guidato la Regione Puglia anche nella scorsa legislatura) nulla contro una delle peggiori leggi regionali approvate al tempo del suo predecessore, Raffaele Fitto, che ora fa il Ministro degli Affari regionali, nonostante ben due rinvii a giudizio per corruzione.
Che cosa ha previsto questa legge “per la casta dei consiglieri regionali pugliesi”? La legge, che porta la firma dell’allora Presidente del consiglio regionale De Cristofaro, prevede, oltre a un sontuoso vitalizio pari al 90% dell’indennità da consi­gliere di 11.190,89 euro, un assegno di fine mandato pari a un anno pie­no di indennità (oltre 129mila euro per ogni legislatura al servizio dei pugliesi). E mentre le imprese pugliesi fornitrici della sanità aspettano in media più di 400 giorni per essere pagate, i soldi per i consiglieri non più rieletti si sono trovati subito ed in agosto la Regione ha iniziato a pagare gli 8 milioni di euro che costeranno le nuove pensioni e le indennità dei consiglieri regionali. Tra i beneficiati vi è anche l’ex Vicepresidente della Regione Frisullo, già assessore di Vendola, arresta­to il 18 marzo scorso con l’accusa di associazione per delinquere, corru­zione e turbativa d’asta con presunte tangenti nella sanità, anche sotto forma di escort. Frisullo è a piede libero dal 17 lu­glio, dopo che il gip del Tribunale di Bari Sergio Di Paola ha revocato gli arresti domiciliari. Egli ha iniziato a ricevere un vitalizio di circa 10mila euro al mese ed una buona uscita di circa 389mila euro, avendo alla spalle tre legislature. La domanda è d’obbligo: è possibile che Vendola, potenziale candidato a fare il Presidente del Consiglio per il Centro Sinistra non si sia minimamente preoccupato di proporre interventi nella Regione che guida per contrastare i privilegi della casta politica regionale?

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set
13

L’Italia dei Valori anche a Montegiorgio vicina ai Cittadini

Comunicato stampa

L’Italia dei Valori anche a Montegiorgio vicina ai Cittadini
Da molti mesi a Montegiorgio assistiamo impotenti al susseguirsi dei contrasti che lacerano costantemente non solo la maggioranza guidata dal Sindaco Benedetti, ma anche la minoranza. Un vortice di contraddizioni senza fine all’interno della prima, ormai sfasciata da lotte interne e sul punto di collassare da un giorno all’altro.
Un paese ormai avvelenato dall’immobilismo dove oltre ai fatti sono scomparse anche le persone. Eppure parliamo di una realtà viva, con infinite potenzialità che posizionano Montegiorgio al centro di processi produttivi e di ricerca estremamente vitali. Una realtà che non può essere ulteriormente snobbata, ma che anzi và sostenuta, potenziata e promossa: è un impegno più volte richiamato in campagna elettorale che evidentemente questa amministrazione ha disatteso, mostrandosi in tutta la sua debolezza e deludendo profondamente i tanti cittadini che l’hanno sostenuta.
È chiaro che l’Italia dei Valori di Montegiorgio – afferma Lello Saggese, responsabile del Coordinamento locale del partito – è e sarà presente nella vita politica cittadina ponendosi all’ascolto dei problemi dei cittadini. Cercherà di suggerire proposte e di risolvere i problemi che, purtroppo da qualche anno a questa parte, attanagliano Montegiorgio e le frazioni limitrofe.

Lello Saggese – Responsabile del Coordinamento di Montegiorgio dell’Italia dei Valori

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set
12

Primo incontro nazionale dei coordinatori idv


Si è svolto al castello medievale di Clanezzo, sulle montagne sopra Bergamo, il primo Incontro nazionale dei coordinatori di Italia dei valori. Una riunione interna al partito in un’occasione per conoscersi dopo i congressi provinciali degli scorsi mesi, per tracciare un percorso politico a meno di una settimana dal meeting nazionale di Vasto. Ivan Rota, deputato e responsabile nazionale organizzazione IDV, presenta così l’evento: “132 coordinatori tra provinciali e regionali unitamente all’ufficio di presidenza, per affermare quella che è la nostra linea politica, le nostre idee, la nostra prospettiva ma soprattutto il soffermarci su quelle che sono le esigenze che dal territorio arrivano al partito e che il partito rende sotto forma di strumenti, sotto forma di opportunità.”
All’incontro anche il presidente Antonio Di Pietro, che in mezz’ora di discorso ha espresso soddisfazione per il bilancio della raccolta firme per i 3 referendum conto il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il legittimo impedimento, ha annunciato il piano di ripartizione finanziaria per le sezioni di partito regionali e provinciali in proporzione all’impegno e ai risultati ottenuti, e ha proposto le linee programmatiche per il perseguimento degli obiettivi vitali: organizzazione e comunicazione con costante presenza sul territorio, presenza in internet, niente inciuci ma soltanto coalizioni con partiti e movimenti con programmi chiari.

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set
09

Congresso Provinciale Giovani

Carissimi,

in ottemperanza al regolamento congressi territoriali giovanili IDV, e sentiti gli organismi preposti, è convocato il

CONGRESSO PROVINCIALE GIOVANI IDV FERMANO


il giorno 14 settembre 2010, alle ore 21

presso la sede provinciale dell’Italia dei Valori,

viale Vittorio Veneto 7, Fermo.

ORDINE DEI LAVORI

h21:00

-Accreditamenti

h21:15

-Apertura congresso

-Presentazione mozione dei candidati a coordinatore provinciale giovani

-Apertura dibattito e contestuale apertura votazione

-Scrutinio, proclamazione risultati e chiusura del congresso.

Siete invitati caldamente a prendere parte a questi lavori assembleari di fondamentale importanza per l’attività del nostro movimento giovanile.

Cordiali Saluti

Tiziano Vagnoni

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set
09

L’occupazione si difende favorendo gli investimenti delle imprese.

Anche alla luce di una serie di interventi che si sono sviluppati durante il mese di agosto, con particolare riguardo ai temi dell’occupazione, delle relazioni industriali, del precariato, sento il dovere di proporre alcune considerazioni, anche partendo da spunti di riflessione offerti da una serie di tre articoli dell’economista Michele Boldrin, apparsi sul Fatto Quotidiano.
E’ difficilmente contestabile che senza nuovi investimenti da parte delle imprese, in particolare quelle piccole e medie, che sono l’ossatura fondamentale della nostra economia non si crea nuova occupazione. Perché esse investano devono sussistere adeguate condizioni economiche di contesto e di relazioni industriali, tali da garantire il ritorno dell’investimento ed un profitto simile a quello dei concorrenti, che non sono solo italiani ma globali.
Se non si accetta l’idea che per uscire da questa crisi si rendono necessari cambiamenti strutturali e non temporanei non ne verremo mai a capo. Ciò vale in particolare per la politica, per l’imprenditoria e per il sindacato. Berlusconi e Tremonti invece hanno continuato a dire che l’economia andava meglio di quella degli altri Paesi, una certa parte dell’imprenditoria pensa di poter sfruttare l’occasione per tornare ai “padroni delle ferriere”, una parte del sindacato ritiene che tutto sia intoccabile ed immodificabile nei rapporti di lavoro.
Partiamo allora dal risultato prodotto dalla crisi: i patrimoni valgono meno, ma la contrazione delle aspettative sul reddito futuro induce le famiglie a ridurre i consumi, per qualcuna anche dei beni di prima necessità. L’altro dato inconfutabile è che la crisi ha spostato l’ombelico economico del mondo dall’area Occidentale (Usa + Eu) a quella Orientale (Cina + India), con l’ingresso nel mercato (anche del lavoro) di 3 miliardi d’indo-cinesi produttivi e poco costosi.
L’ulteriore conseguenza è la distruzione di aziende e posti di lavoro, specialmente a medio-basso valore aggiunto: una distruzione non temporanea in quanto legata a beni e servizi che non saranno più prodotti dalla nostra industria, poiché Cina e Far East saranno sempre più “la fabbrica del mondo”. Migliaia di imprenditori attuali e potenziali dovranno trovare altre “idee imprenditoriali” innovative: migliaia di lavoratori, di converso, dovranno cambiare lavoro e spesso dovranno apprenderne un altro.
Per questo gli incentivi del governo all’acquisto di beni si sono rivelati (automobili, lavatrici, ecc.) inutili, illusori, in definitiva uno spreco di denaro pubblico. Per molti di questi beni la competizione è stata vinta da produttori alternativi, localizzati nei paesi meno avanzati e tale fatto è ormai irreversibile. Per l’Italia la situazione è vieppiù peggiore che per gli altri Paesi europei poiché da quindici anni la sua industria perde costantemente in competitività rispetto ai suoi concorrenti europei tradizionali: in pratica il valore aggiunto per ora lavorata cresce meno che nel resto della UE. Secondo l’Istat la produttività del lavoro, in Italia, è oggi uguale a quella del 1997 mentre quella totale dei fattori è allo stesso livello del 1994!
Possiamo uscire dalla crisi dunque attraverso una ristrutturazione industriale, che non può che basarsi su una sostanziale mobilità intersettoriale del lavoro e con l’innovazione continua, sia dentro che fuori la fabbrica. Come rileva Boldrin “Processi di riconversione sono in corso in tutti i paesi del mondo, a velocità e con risultati diversi. Le politiche che contano sono quelle del lavoro e contrattuali, dell’istruzione superiore, dei servizi di (trasporto, comunicazione, finanza, legali), della ricerca scientifica, della regolazione dei mercati e dell’eliminazione dei monopoli. Tutti terreni, questi, su cui sia questo governo, che il precedente, che il precedente, che il precedente ancora non hanno fatto nulla… In questo quadro la politica fiscale conta nella misura in cui riesce a ridurre sia la propria complessità che il proprio carico su imprese e lavoratori.”
In tal senso le politiche del governo tedesco e cioè la riduzione delle tasse alle aziende, le misure tese a favorire la mobilità del lavoro, la cooperazione fra imprese e lavoratori nella riduzione dei costi,gli incentivi alla ricerca, la riqualificazione del sistema universitario sono in qualche modo un esempio da seguire, come ha sollecitato il Governatore della Banca d’Italia, Draghi.
In tale contesto deve essere inquadrato anche il caso FIAT: la denuncia di un modello di relazioni industriali che essa ritiene oggi incompatibile con principi di convenienza economica dell’investimento, per rendere possibile il quale offre condizioni di lavoro diverse rispetto al passato. Penso che in futuro avremo tanti casi Fiat, anche tra le imprese minori. Non è che si possano fare le barricate! Altro è stabilire una volta per tutte un principio: quando un’azienda riceve un contributo pubblico (Dio solo sa quanti ne abbia ricevuti al Fiat) sottoscrive un regolare contratto con lo Stato e se vuole liberarsi degli impegni assunti deve restituire integralmente quanto ricevuto.

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set
07

Vespa come Berlusconi: la cultura? Meglio le tette!

Il premio “Campiello” è uno dei più tradizionali ed apprezzati premi di narrativa italiani, giunto quest’anno alla 48° edizione. Tra i vincitori annovera Primo Levi, Giuseppe Berto, Ignazio Silone, Giorgio Bassani, Mario Tobino, Giovanni Arpino, Dacia Maraini, e molti altri. L’edizione di quest’anno sarà forse ricordata meno per la vincitrice, Michela Murgia, e più per la “performance” di Bruno Vespa.
Egli infatti, in veste di presentatore, quindi di professionista, immagino con un “cachet” di migliaia di euro, anziché soffermarsi sugli aspetti letterari delle opere dei cinque finalisti, ha così presentato Silvia Avallone, alla quale è stato assegnato il premio “opera prima”:
«Assegniamo ora il Premio Campiello opera prima a Silvia Avallone, autrice del romanzo Acciaio, e prego la regia di inquadrare il suo strepitoso decoltè». La cosa ha indispettito la trionfatrice del Campiello, Michela Murgia, che ha dichiarato: «Vespa non mi è piaciuto. Il suo comportamento verso la Avallone e gli apprezzamenti sono stati di cattivo gusto. Se li avesse fatti a me, avrebbe avuto la risposta che si meritava» ed ancora «Quando c’è di mezzo una donna, si va sempre a parare sul corpo. Non importa la sua intelligenza, non importa se viene festeggiata, premiata, perché ha scritto un libro importante. Tutto si svilisce, si riduce alla carne». E per finire «Ho sentito bene le parole di Vespa che ha perfino invitato la regia ad inquadrare il bel decolté di Silvia. Inqualificabile. Io e Gad Lerner abbiamo incrociato gli sguardi, sbalorditi» «In altre tv d’Europa, a un conduttore non sarebbe permesso di comportarsi così». La replica di Vespa? «L’apprezzamento alla Avallone era fatto con molta grazia. La Murgia dimostra di non avere senso dell’umorismo. Ad majora». Se ci pensate bene lo stesso genere di risposte a cui ci ha abituato Berlusconi, il quale se la cava sempre buttandola sull’umorismo e sulla battuta. Fra le tante si ricorderanno le sue espressioni in occasione della parata del 2 giugno al passaggio della avvenente “crocerossina”. La verità è che Vespa, che ormai per la sua ammirazione per il “cavaliere” sta facendo “a chi è più bravo” con Emilio Fede, appartiene a quel modello “berlusconiano” che, grazie alla incultura dei realities, dei “Grande Fratello”, delle “Isola dei famosi”, ha distrutto i valori in una generazione di giovani italiani, di cui sono un buon esempio i Fabrizio Corona o i Giancarlo Tulliani di turno. Negli Stati Uniti, all’inizio di agosto, l’Amministratore Delegato della HP (Hewlett –Packard), Mark Hurd, è stato licenziato dopo una denuncia per molestie sessuali inoltrata all’azienda da una ex collaboratrice dell’area marketing. Il rappresentate legale della donna, l’avvocato Gloria Allred dello studio Allred, Maroko & Goldberg di Los Angeles, ha precisato che la sua cliente non ha avuto relazioni o rapporti sessuali con Hurd. Ma, per favorirla, Hurd non aveva rispettato gli standard di comportamento nelle relazioni d’affari (cioè indebiti rimborsi spese per la “enorme” somma di 20.000 dollari). Quando l’etica è una premessa!

http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=308&Itemid=1

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set
03

A Sant’Elpidio a Mare non tutte le scuole riaprono: appello dell’Italia dei Valori


Comunicato stampa

Le lunghe traversie della storica Scuola Materna Bartolucci sembrano non essere terminate. Dopo tante trattative portate avanti senza successo dall’amministrazione comunale per l’acquisto dello stabile di cui sono proprietarie le Suore della Riparazione, dopo le decisioni discusse, ridiscusse e non prese, il destino della Scuola Bartolucci sembra segnato. Alla riapertura dell’anno scolastico, con ogni probabilità, i bambini saranno trasferiti e le lezioni riprenderanno presso il vecchio e quasi abbandonato edificio di Villa Falconi.
Pur comprendendo le decisioni del sacerdote che dirige la materna privata, manteniamo ancora, per spirito campanilistico, la speranza che ciò non avvenga e ci auguriamo che sul filo di lana la giunta Mezzanotte ce la faccia a non perdere anche questo pezzo di storia elpidiense. Il trasferimento dell’istituto, infatti, sarebbe un ulteriore impoverimento del centro storico. La cittadinanza tutta si rammarica di questo e l’Italia dei Valori non può che essere concorde col moto di biasimo che la minaccia sta provocando.
Il Coordinamento di Sant’Elpidio a Mare dell’Italia dei Valori lancia anche l’appello per la riapertura della Scuola Materna Martinelli. Questo istituto, posizionato su un colle stupendo, fu chiuso per un eccesso di zelo dal sindaco Offidani che avrebbe voluto ricostruirla nuova e più moderna. Preso atto dell’incapacità di riedificarla ex novo, chiediamo che si provveda ad effettuare il consolidamento delle sei colonne che da un esame strutturale risultarono troppo fragili. Con l’eliminazione di una grande vetrata e con pochi altri ritocchi la Scuola Martinelli tornerebbe ad essere una validissima struttura a disposizione dei bambini. La spesa sarebbe davvero molto contenuta e i fanciulli potrebbero ritornare a correre in un parco salubre abbandonando l’attuale ubicazione presso la scuola Bacci niente affatto idonea.

Gianluca Marcotulli – Responsabile del Coordinamento di Sant’Elpidio a Mare dell’Italia dei Valori

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