Monthly Archive: agosto 2010

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26

Tirrenia: quando i “boiardi di Stato” (Pecorini) incontrano il sindacato (Caronia)

L’accoppiata Pecorini (Tirrenia)- Caronia (Uil-Trasporti): avanti tutta fino al naufragio finale
La Uil-Trasporti ha confermato lo sciopero di Tirrenia per il 30 e 31 agosto: sarà drammatico per i circa 20.000 italiani che hanno una prenotazione per quei giorni per rientrare dalla vacanze!
Il fallimento della Tirrenia pone un luce una vera e propria calamità, del tutto similare a quella di Alitalia: circa 700 milioni di euro di debiti. Al 31 luglio scorso i lavoratori erano 1.646 (267 amministrativi, 1.379 naviganti di cui 1.123 con contratto a tempo indeterminato).
Nella vicenda vi è stato certamente il concorso di tanti fattori e la collusiva negligenza dei governi (anche di quelli di centro sinistra). E’ evidente però che Berlusconi e Bossi che hanno governato 8 anni negli ultimi 10 portano oggi le maggiori responsabilità, anche in relazione al fallito bando per la privatizzazione della Compagnia. Ma se dobbiamo cercare di chiarire le responsabilità non possiamo non osservare che il connnubio “boiardi di Stato” e “sindacato” è stata la variabile più rilevante di questo naufragio. Il connubbio assume in questo caso due volti precisi: quello di Franco Pecorini in veste di “boiardo” e quello di Giuseppe Caronia, in veste di sindacato (è Segretetario Generale di Uil-Trasporti).
Chi è Giuseppe Pecorini? E’ sicuramente il campione dei “boiardi di Stato”. Ha guidato Tirrenia dal 1984 fino al fallimento (dunque per 26 anni). E’ rimasto al “timone” della società passando attraverso 18 diversi governi, (socialisti, democristiani, di centro sinistra, di centro destra, tecnici) restando indenne dal crollo del Psi, della Dc, di Mani Pulite, da crisi economiche, da rivolgimenti di Alitalia(8 cambi al vertice prima del fallimento) e delle Ferrovie(6 cambi al vertice). E tutto ciò senza mai chiudere un bilancio in attivo (se non grazie a miliardi di euro di aiuti pubblici). Ad esempio nel 2007 a fronte di un fatturato di 372 milioni, Tirrenia ha ricevuto contributi pubblici per circa 200 milioni. Nel 2003 è stato nominato da Papa Wotyla “ Gentiluomo di Sua Santità” (proprio come Balducci, quello della cricca): per questo stava seduto a fianco di Bush ai funerali del Papa. Ovviamente è Cavaliere del Lavoro dal 2001. Dal 2004 è pure Vice Presidente di Confcommercio, che nel sito così scrive di lui: “avvia il risanamento dell’impresa attraverso l’ammodernamento della flotta, il rinnovamento delle politiche commerciali e la riduzione drastica dei costi di gestione”. Secondo i più la sua gestione oltre a lasciare debiti per 700 milioni sarebbe costata ai contribuenti italiani almeno 3 miliardi di euro(sicuramente un miliardo e mezzo di euro solo nel periodo 2000-2007). Nonostante le enormi perdite accumulate tutti gli anni, in occasione di Santa Barbara, patrona dei marinai, tutti ricordano le superbe feste da lui organizzate senza badare a spese con la presenza di ammiragli, politici, prelati spendendo centinaia di migliaia di euro in addobbi, buffet, personale. Più volte utilizzando una delle navi più moderne della flotta, sostituendola sulla linea commerciale con una meno moderna suscitando le ire dei passeggeri. Nel 2007 mentre il governo Prodi riduceva il numero dei consiglieri di ammnistrazione delle società pubbliche, Pecorini decise infatti che un solo amministratore delegato per le quattro controllate regionali era insufficiente: così ha quadruplicato la carica, in modo che Caremar, Toremar, Siremar e Saremar avessero un responsabile diretto con relativa corte di consiglieri. Per non parlare degli sprechi (circa 500 mila euro l’anno) che la compagnia brucia per tenere in piedi Federlinea (associazione italiana dell’armamento di linea), classico ente inutile all’italiana, nato nel 1945 come organismo sindacale delle società Finmare (vi facevano parte la Tirrenia, l’Italia di Genova, l’Adriatica di Venezia e il Lloyd Triestino di Trieste) e che ora rappresenterebbe solo Tirrenia. Tra gli sperperi folli di Pecorini si ricordano anche gli investimenti per le quattro motonavi da 250 milioni di euro quasi del tutto inutilizzate perché anti-economiche, e i milioni usati per rinnovare le navi modello Strade romane. La trasformazione è costata circa 60 milioni di euro: soldi finiti non nelle casse dell’italianissima Fincantieri, ma in quelle di imprese cantieristiche croate. Mentre molte imprese, per ridurre i costi, hanno esternalizzato i servizi, lui nel 2001 ha fatto esattamente il contrario, internalizzando la ristorazione. Altro capitolo di sperperi le parcelle pagate agli studi legali. Tra essi anche lo studio Tremonti-Vitali-Romagnoli-Piccardi e associati, con un cachet di 90 mila euro l’anno per consulenze di carattere fiscale e tributario (anche se Tremonti lasciò formalmente lo studio mentre era ministro del Tesoro).
Chi è Giuseppe Caronia? E’ dal 2006 Segretario Generale della Uil Trasporti. Ma è anche un dipendente proprio della Tirrenia in distacco sindacale. Già questo fatto rivela come egli si trovi in evidente conflitto d’interessi nella vicenda. Di lui si dice che sia possessore di macchine sportive e di imbarcazioni di valore (se è vero, sarebbe interessante sapere con quali risorse effettui tali acquisti di lusso). Si dice anche che giri con una pistola (con regolare porto d’armi) che giustifica con diverse rapine di cui sarebbe stato oggetto. Si dice anche che mentre il governo preparava la gara per la privatizzazione di Tirrenia avrebbe incontrato il Presidente della Sicilia, Lombardo, ipotizzando l’acquisizione da parte della Regione Siciliana di Tirrenia e della successiva nomina di Pecorini come amministratore delegato, con la sua benedizione. D’altro uno dei principali concorrenti di Tirrenia, Vincenzo Onorato (Moby Lines) parla apertamente di un “duumvirato” decennale da parte di Pecorini e Caronia nella gestione di Tirrennia. L’ipotesi appare del tutto plausibile. Pecorini, stranamente, durante tutta la sua gestione mai ha sollevato problemi sindacali. Il risultato è però drammatico per l’equilibrio economico della Compagnia. Si evidenzia infatti come il costo del personale di Tirrenia sia il 24,6% superiore a quello dei concorrenti privati. Le cronache non sembrano riportare critiche di Caronia alla gestione di Tirrenia, né per i folli investimenti, né per gli sperperi di dernaro pubblico. D’altronde senza pace sociale Pecorini non avrebbe potuto gestire indisturbato la società per così tanti anni.
Che fare? Posto che i lavoratori di Tirrenia non hanno colpe e dunque va salvaguardata il più possibile la loro posizione (ma non senza qualche sacrificio se è vero che guadagnano il 26% in più dei lovaratori del settore) è mia opinione che sarà inevitabile separare l’attività di Tirrenia da quella di Siremar: la prima infatti sembra trovare acquirenti privati disponibili all’acquisto. Quanto alla seconda dovrebbe essere assegnata alla Regione Sicilia (come già avvenuto per Caremar, Saremar e Toremar alle rispettive regioni) e trattata né più né meno alle stesso modo. Dovendo infatti servire a garantire il trasporto marittimo locale lo Stato dovrà garantire attraverso un idoneo contratto di servizio una quota parte di copertura dei costi come avviene già per il trasporto pubblico locale.
E’ evidente la motivazione con la quale Caronia tuona contro una simile prospettiva: con essa finisce anche il suo potere (dopo quello di Pecorini). Sarà anche interessante conoscere come la sua posizione personale (dipendente Tirrenia comandato) risulta trattata nei contratti che egli ha firmato con Tirrenia (cioè con Pecorini): non mi stupirei di scoprire che egli si è messo in una botte di ferro.

http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=307&Itemid=1

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ago
23

Mafia. Atto intimidatorio di Fininvest (Berlusconi e Dell’Utri) contro il magistrato Luca Tescaroli

Il viscerale odio di Berlusconi per i magistrati in genere e per quelli che hanno indagato su di lui in particolare, oltre ad essere espresso a parole, si traduce quando possibile in atti intimidatori, che di per sé dimostrano l’evidente ed insopprimibile conflitto d’interessi di un Presidente del Consiglio, già condannato per aver testimoniato il falso, e pluri indagato per vicende gravissime di corruzione, falsi in bilancio, ed anche per favoreggiamento alla mafia. Non potendo colpire direttamente i magistrati, che la Costituzione difende quando sono nell’esercizio della loro attività, cerca di colpirli in modo trasversale, quando come nel caso di Tescaroli, scrivono libri nei quali descrivono le loro indagini. Luca Tescaroli ne ha scritti tre: Perché fu ucciso Giovanni Falcone (2001), Le faide mafiose nei misteri della Sicilia (2005) e Colletti sporchi (2008, con Ferruccio Pinotti). Leggi tutto »

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ago
19

Il Parco Marino tra tutela ambientale e sviluppo del territorio


Il Parco Marino tra tutela ambientale e sviluppo del territorio
Comunicati Stampa – GIO, 19 AGOSTO

Mantenendo fede agli accordi intercorsi con i rappresentanti dei vongolari del Fermano, il Presidente della Provincia Fabrizio Cesetti e l’Assessore ai Parchi Adolfo Marinangeli hanno portato in Giunta lo scorso 3 agosto una proposta di delibera (approvata all’unanimità) in merito all’Area Marina Protetta denominata “Costa del Piceno”, con richiesta di modifica dello schema di Decreto inerente l’istituzione della stessa AMP predisposto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Nel documento la Giunta provinciale ribadisce il proprio parere favorevole al Parco e, insieme alla richiesta di una variazione della dicitura in “Costa del Piceno-Fermano”, chiede al Ministero competente soprattutto la modifica dell’articolo 6 del Decreto Istitutivo, prevedendo espressamente che quando dovranno essere determinate le attività consentite in ciascuna zona dovranno essere “fatte salve le autorizzazioni già concesse ed operanti nell’area di pertinenza alla data di entrata in vigore del presente decreto”, al fine di tutelare i vongolari della nostra provincia. Leggi tutto »

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ago
17

Italia dei Valori, Valdaso e la politica “del possibile e del fare”


Italia dei Valori, Valdaso e la politica “del possibile e del fare “

La crisi economica che incombe sulle finanze pubbliche oggi più che mai deve indurre tutti gli Amministratori a scelte parsimoniose cercando, con intelligenza ed oculatezza, di conciliare la sicurezza dei cittadini con le risorse sempre più limitate.
In questa ottica Gaetano Agostini, Consigliere provinciale e Capogruppo dell’Italia dei Valori del Fermano, lancia a nome del suo partito una interessante proposta per iniziare a risolvere, nel breve periodo, il grave e decennale problema del traffico pesante lungo la strada provinciale 238, meglio conosciuta come ‘ex statale 433 Valdaso’.
Infatti è proprio qui che la presenza dei grossi autocarri diretti verso Comunanza o Pedaso creano un pericolo grave e quotidiano per i cittadini della zona e per il traffico locale, anche perché la carreggiata in alcuni tratti misura solo 5,40 metri di larghezza, ben al di sotto della normativa minima.
L’idea geniale è quella di interdire ai soli mezzi pesanti il tratto tra Rubbianello ed il bivio di Ortezzano deviandolo sulla strada provinciale 185 che corre a trecento metri sulla riva opposta del fiume Aso. L’eventuale deviazione, che avverrebbe solo dopo aver raccolto il parere dell’Amministrazione provinciale e dei Sindaci interessati, porterebbe ad una consistente diminuzione del traffico, limitando il transito dei mezzi pesanti alle sole operazioni di carico e scarico. Leggi tutto »

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ago
14

La nostra battaglia per l’acqua pubblica…….

La Cascata delle Marmore

- Entro nel merito delle considerazioni del nuovo Presidente del Ciip Pino Alati al quale vanno i nostri migliori auguri per questo suo nuovo incarico di grande responsabilità che da poco tempo lo vede coinvolto nella difficile gestione del Consorzio Idrico soprattutto per confermare, in un certo senso, la sua riflessione e la sua aperta denuncia.

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ago
12

Quei 100 milioni da Berlusconi alla mafia

Il quotidiano di via Solferino rivela: Massimo Ciancimino ha consegnato ai giudici un ‘pizzino’ del 2001 del padre Vito che documenterebbe passaggi di contante da distribuire ai vertici di Cosa Nostra
Cento milioni di vecchie lire versati da Silvio Berlusconi alla mafia nel 2001. La relazione pericolosa per il premier sarebbe documentata in un pizzino consegnato da Massimo Ciancimino ai magistrati, secondo quanto rivelato oggi dal Corriere della Sera. Nel foglio dattiloscritto ma accompagnato da annotazioni autografe di don Vito che si riferisce al boss Bernardo Provenzano con l’appellativo di ragioniere, si fa esplicitamente il nome del presidente del Consiglio.

Scrive l’inviato Felice Cavallaro: il testo è top secret ma chi lo ha letto così sintetizza evocando conteggi in vecchie lire: ‘dei 100 milioni ricevuti da Berlusconi, 75 a Benedetto Spera e 25 a mio figlio Massimo’. E poi: ‘Caro rag. Bisogna dire ai nostri amici di non continuare a fare minchiate … e di risolvere i problemi giudiziari”. Il pizzino sarebbe stato scritto dal padre, secondo Massimo Ciancimino, nella seconda metà del 2001, dopo il voto del 13 maggio per le elezioni nazionali e del 24 giugno per la Regione siciliana con la doppia vittoria schiacciante di Silvio Berlusconi e di Totò Cuffaro. Don Vito chiede al capo della mafia di intervenire sui politici usciti vittoriosi dalle elezioni chiedendo di “non fare minchiate” ingiustificate alla luce dei “numeri” della vittoria: 61 seggi a zero per il centrodestra in Sicilia.

Massimo Ciancimino ha consegnato il pizzino insieme a una cartellina piena di lettere e documenti che sarebbe stata trovata a casa della madre, la signora Epifania. Mamma e figlio sono stati sentiti nei giorni scorsi dai pm Antonio Ingroia e Antonino Di Matteo sul contenuto del pizzino e in particolare la signora Ciancimino avrebbe inserito questa novità in un rapporto consolidato che risaliva a trenta anni prima: “mio marito si incontrava negli anni settanta con Berlusconi a Milano”, avrebbe detto la signora aggiungendo con un pizzico di disappunto: “ma alla fine Vito si sentì tradito dal Cavaliere”.

Il rapporto Ciancimino-Berlusconi non è una novità assoluta delle indagini palermitane. Le prime tracce risalgono a una serie di relazioni della Polizia degli anni ’80 in cui si descrive la figura di Marcello Dell’Utri e il suo legame con un collaboratore di Ciancimino, l’ingegner Francesco Paolo Alamia. Mentre già nel 2004, in una telefonata intercettata dalla Procura di Palermo tra Massimo Cinacimino e la sorella Luciana, il figlio di don Vito sosteneva che esistesse un assegno di 25 milioni di lire da parte di Silvio Berlusconi a beneficio del padre.

Anche su questo punto Massimo Ciancimino ha offerto nuovi chiarimenti ai pm nei giorni scorsi: si sarebbe trattato in realtà di soldi in contanti che lui stesso avrebbe ritirato da un amico del braccio destro di Provenzano, Pino Lipari.

Il fatto che Massimo Ciancimino abbia in due occasioni ricevuto decine di milioni di lire dal boss Provenzano o dai suoi amici sta modificando la posizione giuridica del “testimone assistito”. Probabilmente la Procura di Palermo sta valutando la sua iscrizione sul registro degli indagati per favoreggiamento. Un elemento che però paradossalmente rafforza la credibilità delle sue affermazioni autoindizianti.

I rapporti tra il gruppo Berlusconi e la mafia comunque non sono una novità assoluta. A parte la condanna nel processo di appello contro Marcello Dell’Utri (nel quale comunque le dichiarazioni del figlio di don Vito non sono state recepite perché considerate contraddittorie e a rate) già nelle indagini degli anni novanta sulla famiglia mafiosa di San Lorenzo erano emerse le prove documentali dei versamenti della Fininvest a titolo di “regalo” ai boss. Nel libro mastro del pizzo, sequestrato al clan, era stata trovata la dicitura “Can 5 5milioni reg”.

I collaboratori di giustizia avevano spiegato che a partire dagli anni ’70, prima attraverso Vittorio Mangano e poi per tramite dell’amico di Dell‘Utri, Gaetano Cinà, ogni anno il Cavaliere faceva arrivare soldi alla mafia.

Non si trattava però di tangenti, ma di doni fatti per mantenere i buoni rapporti. Il boss di Porta Nuova, Salvatore Cancemi, aveva aggiunto di aver visto il contante proveniente da Arcore ancora nel 1992. La trafila del denaro allora prevedeva che i soldi di Berlusconi finissero nelle mani dell’allora capo dei capi Totò Riina per poi essere suddivisi tra le varie famiglie mafiose.

Ora, se autentico, il nuovo pizzino conferma che quell’abitudine non finì con la discesa in campo del Cavaliere. Tanto che altri regali in contanti sarebbero arrivati al successore di Riina. Un fatto che, se provato, spiega bene perché Berlusconi nel 2006 fu l’unica carica istituzionale italiana a non complimentarsi per la cattura di Provenzano.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/11/quei-100-milioni-da-berlusconi-alla-mafia/49464/

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ago
12

Berlusconi, affari di Stato e di famiglia: Mondadori , condoni ed altro ancora!

Oggi è uscita la notizia che la Mondadori, azienda della famiglia Berlusconi, ha chiuso una pendenza con il fisco sanando una evasione di 173 milioni di euro con un versamento di poco meno di 9. Tutto ciò grazie ad una norma contenuta nel Decreto Legge 25 marzo 2010 n.40. Attrraverso l’Ufficio Stampa del Gruppo Idv della Camera ho lanciato il seguente comunicato stampa.
“Non c’e’ un atto di questo governo dove il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non abbia fatto prevalere gli interessi propri o quelli delle sue aziende a quelli del Paese’. Lo afferma in una nota il vicepresidente dei deputati dell’Idv, Antonio Borghesi, commentando la vicenda della cosiddetta norma salva Mondadori. Secondo l’esponente dell’Idv, i governi Berlusconi ‘passeranno alla storia per le leggi ad personam e quelle ad azienda di cui la norma salva Mondadori, cui l’opposizione si e’ opposta con forza e determinazione, e’ solo ultima per diritto di nascita’. ‘E’ questo il berlusconismo che Italia dei Valori combatte da sempre – aggiunge il parlamentare – quel vizio che denunciava anche Famiglia Cristiana ieri, ovvero la politica fatta per sistemare se stessi e le proprie pendenze. La consolazione e’ che tutto questo sta per finire e che l’era Berlusconi finira’ sconfitta dalla stessa ragione della sua esistenza, il berlusconismo, ovvero la difesa e la tutela dei propri diritti a svantaggio di quelli di tutti gli altri’.(ANSA).
L’antefatto risale a qualche mese fa e desidero darne conto per far capire come sia difficile a volte il nostro lavoro. Poiché da un governo in palese malafede ci aspettiamo sempre di tutto dedichiamo larga parte del tempo con il nostro Ufficio Legislativo ad individuare le “porcate” quasi sempre nascoste dentro i provvedimenti.
Ad esempio nel decreto in esame avevamo naturalmente visto alcune norme “strane”. Riporto il testo del mio intervento in discussione generale
….. Inoltre vi è la storia dei condoni: ma quali condoni se uno ha perso due volte? C’è qualcuno che mi fa capire perché uno che ha vinto due volte dovrebbe pagare? O si è comprato le sentenze, e allora può pure darsi che preferisca cavarsela pagando un’aliquota da ridere come quella del 5 per cento – se non sbaglio o giù di lì -, o aveva ragione, e allora che motivo avrebbe di pagare? Quanto ci si immagina di incassare? Vorrei ricordare al collega relatore che il Ministro Tremonti fece approvare, nel precedente Governo Berlusconi – non in questo – una serie di condoni fiscali, dichiarando una previsione di entrata di 11 miliardi di euro. La Corte dei conti ha accertato, un po’ di anni dopo, che lo Stato ne ha incassati solo 6. Ovvero, 5 miliardi sono stati autodichiarati da contribuenti, evasori e quant’altro, che qualche volta hanno pagato la prima rata e poi non hanno più pagato. Come faccio, quindi, a dare credibilità alle cifre che oggi mi si viene a dire saranno incassate da un condono come questo, che di per sé è un condono ridicolo, mentre si vanno a chiudere tutti i contenziosi con i concessionari all’interno dei quali sono avvenute le più grandi «schifezze» che ci si possa immaginare? Così mettiamo una pietra sopra alle tante «schifezze» e non affrontiamo e non risolviamo il problema di Tributi Italia Spa, per la quale noi chiederemo una Commissione parlamentare di inchiesta. ……
Trovata la “porcata” spesso ci chiediamo chi siano i soggetti favoriti dalla norma governativa. Era ovviamente per noi impossibile conoscere allora che essa era destinata proprio anche alla famiglia Berlusconi.
Questa vicenda ci fa capire come sia profonda la commistione che il Presidente del Consiglio fa degli affari di stato e dei suoi interessi personali e familiari . Per questo diciamo che è ora che se vada, che si vada a nuove elezioni e che la prossima maggioranza di centro sinistra affronti immediatamente una legge seria sul conflitto d’interessi che impedisca per il futuro il ripetersi di questi vergognosi comportamenti .

http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=302&Itemid=1

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ago
08

A Porto San Giorgio non c’è solo il Viale

Comunicato stampa

A Porto San Giorgio non c’è solo il Viale
A Porto San Giorgio si è parlato tanto del Viale, ma sicuramente molto meno della prevenzione e sicurezza dei cittadini e dei turisti. E purtroppo, proprio in questi giorni di massima affluenza, la nostra cittadina sta mettendo in evidenza tutti gli errori compiuti dall’attuale Amministrazione comunale nella gestione del traffico.
Nonostante siano stati applicati altri semafori per gli attraversamenti pedonali, il 5 Agosto si è verificato l’ennesimo incidente proprio a due passi da uno di questi, sulla Statale 16. In quel punto attraversare la strada è molto difficoltoso a causa della visuale ostacolata da alcuni lavori edili. Per fortuna non ci sono state gravi conseguenze per il ragazzino coinvolto, ma rimane il rammarico per il mancato invio in quella zona di un vigile a regolare il traffico, per lo meno durante le ore di punta e dato che i lavori proseguono già da molto tempo.
Altro punto dolente dimenticato dall’amministrazione Agostini ed altro ostacolo per una viabilità sicura è il dosso artificiale sistemato all’imbocco del sottopasso di via Castelfidardo. Più di un ciclista ha dovuto fare i conti con l’asfalto, cadendo per via di un ‘rallentatore’ di dimensioni esagerate, inutilmente posizionato in fondo alla ripida discesa. Anche in questi casi fortunatamente non ci sono state gravi conseguenze per i malcapitati, ma solo spavento e le prevedibili e giustificate lamentele.
L’Italia dei Valori di Porto San Giorgio raccomanda al sindaco Agostini ed alla sua giunta di non distrarsi troppo con progetti futuristici e proclami narcisisti, ma di mettere invece mano ai problemi quotidiani e facilmente ovviabili. Forse è ora di ascoltare i cittadini e soprattutto di tutelarli, perché a Porto San Giorgio non c’è solo il Viale.
Oltre a questo vorremmo anche qualche incidente in meno!

MICHELE AMURRI
Responsabile Italia dei Valori di Porto San Giorgio.

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ago
07

E perché no mangiatori di bambini ???


Ieri su Informazione@tv – sottotitolo programmatico “comunicare: una passione” – il Direttore Adolfo Leoni ha pubblicato l’articolo Fermo. Da manager a politico. Il dado è tratto. Di Ruscio in cerca di novità.
Naturalmente ce n’era per tutti, anche se per qualcuno un po’ di più e per altri nulla, ma ormai a questo siamo abituati. Ma d’altra parte comunicare è una passione e le passioni sgorgano limpide dal cuore, così come la passione di amministrare la “cosa pubblica”. Poco importa poi lasciare allo sbando dopo nove anni una città ed un Territorio importante come Fermo.
Un centro capoluogo di provincia che ha visto nell’era Di Ruscio giunte durare quanto un battito d’ala, ma che soprattutto non ha saputo dare risposte ai tanti cittadini. Di traffico, ambiente, lavoro, edilizia, servizi sociali si è parlato, solo e tanto parlato. Quale è signor Sindaco il futuro della sua, della nostra Fermo? Dove è questa ‘rinnovata classe dirigente’ che in nove anni non è nata o non è stata fatta nascere? In ventuno mesi anche i pachidermi partoriscono.
In quanto a noi dell’Italia dei Valori ‘tagliatori di teste giacobini, pseudorivoluzionari’ – e perché no mangiatori di bambini ??? – stiamo “semplicemente” ascoltando i cittadini, i loro problemi, le loro proposte per vedere se può esistere un’altra Fermo, diversa da quella che Lei è abituato ad immaginare e frequentare e che ci proponiamo di rappresentare.
Certo, se nei 120 incontri che ci sono stati a Mi ritorni in mente ci fosse stato un angolino anche per noi, sicuramente gli ascoltatori si sarebbero accorti che non siamo solo ‘tagliatori, ecc.’….. Purtroppo però tra filosofi e sagrestani, professori e portaborse non abbiamo avuto posto : sarà che i media nazionali ci hanno abituati così e cosi come vuole “il Grande capo” avete fatto!
C’è veramente bisogno di novità, di aria pura e soprattutto di Donne ed Uomini nuovi che sappiano stare tra la gente e non dietro alle scrivanie

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ago
06

IdV : mantenuti gli impegni di costruzione dell’Ente e di rinnovamento della politica

Primo anno di mandato – IdV : “Mantenuti gli impegni di costruzione dell’Ente e di rinnovamento della politica”

“E’ un clima di sintonia e di confronto costruttivo quello che si è respirato in questo primo anno di mandato della nuova Amministrazione provinciale di Fermo”. Ad affermarlo sono i tre Consiglieri IDV Agostini, Canigola, Regno e l’Assessore IDV Marinangeli “Siamo stati e continueremo ad essere – affermano – parte attiva dell’Amministrazione e della Giunta Cesetti che governa questa Amministrazione, ponendoci non in una condizione subalterna ma cercando,con impegno, di apportare sempre il nostro contributo per un’Amministrazione che sappia innovare, razionalizzare ed operare nell’interesse di tutti i cittadini del territorio della nuova provincia. Leggi tutto »

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ago
04

Tutti i Fondi Europei a nostra disposizione

Un progetto sulle Politiche Comunitarie ancora in forma sperimentale, ma che nell’arco di pochi mesi permetterà alla Provincia di Fermo di fare un autentico salto di qualità. E’ infatti disponibile sul sito della Provincia a questo link un elenco delle opportunità di finanziamento sui bandi disponibili, suddiviso per aree tematiche: Unione Europea, Enti Locali, Imprese. Leggi tutto »

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ago
02

Perugia Europe Direct – Un esempio da imitare per la Provincia di Fermo

Perugia Europe Direct – Un esempio da imitare per la Provincia di Fermo
Guasticchi e Rossi “La collaborazione tra istituzioni provinciali confinanti è la strategia giusta per mettere a rete le esperienze necessarie a fornire un servizio completo ai cittadini”

(Cittadino e Provincia – Perugia, 2 Agosto 2010) – “Quella di costruire una provincia aperta e trasparente a misura di cittadino, che ha lasciato ampio spazio anche al mondo del volontariato, è per noi un´idea vincente e Perugia è sicuramente riuscita a togliere quella sensazione di distanza e di anonimato che spesso caratterizza gli enti provinciali”.
L’assessore alle Politiche comunitarie della Provincia di Fermo Adolfo Marinangeli, ha concluso con queste parole la visita al capoluogo perugino svoltasi nei giorni scorsi. L’incontro, organizzato dal Vice Presidente della Provincia di Perugia Aviano Rossi, è stata l’occasione per vedere da vicino il lavoro quotidiano del Centro Europe Direct della Provincia di Perugia, la cui attività, con circa 10mila contatti annui, potrebbe rappresentare l´esempio da imitare per la costituzione di una realtà simile nel territorio di Fermo. La Provincia marchigiana sta infatti lavorando ad un progetto, ancora in forma sperimentale, sulle politiche comunitarie che consente ai cittadini di consultare direttamente sul proprio portale, le opportunità di finanziamento sui bandi disponibili, suddivise per aree tematiche come Unione Europea, Enti locali ed imprese. E vedere da vicino il funzionamento del centro, ormai diventato il punto di riferimento per i numerosi cittadini, soprattutto giovani, interessati alle molteplici tematiche europee, ha costituito per la delegazione “un esempio da cui attingere per affiancare ulteriormente i cittadini nelle loro scelte”. In particolare, il Vice Presidente Rossi, ha precisato che il bilancio positivo del lavoro di Europe Direct Perugia, dipende soprattutto dal servizio che viene offerto agli utenti; accanto all’attività di front-office con la distribuzione di materiale informativo, c’è una serie di iniziative come l’organizzazione di convegni, seminari di approfondimento ed incontri che coinvolgono anche le scuole secondarie superiori e l’Università. Il tutto, sfruttando le nuove tecnologie: il centro è stato uno dei primi in Italia a fare ricorso al social network facebook come canale privilegiato per diffondere notizie ed informazioni. “La Provincia di Perugia adottando il modello di “Provincia Amica” ha fatto una scelta precisa nel volersi connotare come istituzione sempre di più al fianco dei cittadini, garantendo presenze e servizi fruibili nei luoghi in cui la gente vive e lavora – ha spiegato Rossi – in tal senso abbiamo deciso di investire in un progetto di decentramento dei servizi che, da una disponibilità di circa 70 sportelli a livello territoriale, arriverà a concentrare tutte le attività in 20 sportelli polifunzionali di comprensorio”. Il Vice Presidente, nel mettere a disposizione l´esperienza dei servizi di comunicazione della Provincia di Perugia come punto di eccellenza dell’Ente, ha precisato che “la collaborazione tra istituzioni provinciali confinanti rappresenta la strategia giusta per mettere a rete le esperienze necessarie a fornire un servizio completo ai cittadini”. Soddisfazione per l’incontro è stata espressa anche dal Presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi, il quale nel sottolineare l’importanza della sinergia tra Istituzioni vicine, ha ricordato come lo scambio tra Province di diverse regioni sia un elemento di continuità con il progetto dell’Italia di Mezzo, un’iniziativa volta ad attuare fra i territori del Centro Italia, programmi e strategie comuni per valorizzare il ruolo di cerniera di questa terra.

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ago
02

Legge “mancia”: se il sindaco è deputato la “mancia” è più grande.

Imperturbabili, poco conseguenti a ciò che ci circonda, a lavoratori che continuano a perdere il posto, alla povertà che interessa sempre più famiglie, agli emotrasfusi che non avranno più la rivalutazione delle loro indennità, e così via, hanno deciso, trasversalmente, la distribuzione di piccole somme, l’elargizione di vere e proprie mance, frammentate in rivoli che non serviranno se non a mantenere qualche voto degli aderenti a qualche società sportiva, a qualche gruppo parrocchiale (ma non c’è già l’otto per mille?). Leggi tutto »

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