Monthly Archive: giugno 2010

giu
27

Grande successo del 1° corso di Europrogettazione

Grande successo del 1° Corso di EuroProgettazione

Sabato 26 giugno si è svolto il 1° Corso di EuroProgettazione organizzato a Magliano di Tenna dal Coordinamento del Fermano dell’Italia dei Valori. Come previsto, l’argomento ha attirato l’interesse di molti partecipanti – una quarantina circa – che hanno dedicato una intera giornata a scoprire le opportunità offerte dai fondi europei.
Il relatore è stato il dott. Alessio Morganti, Funzionario dell’Osservatorio Europeo, che dopo un’introduzione storica sugli eventi che dai lontani anni ’50 hanno portato alla situazione politico-amministrativa attuale, ha spiegato come interpretare ed accedere ai tanti bandi che continuamente vengono emanati dalla Commissione Europea. È stato sottolineato come troppo spesso l’Italia non riesce ad approfittare di queste importanti fonti di finanziamento, particolarmente utili in questi tempi di grave crisi economica.
Il Coordinatore Provinciale IDV ed Assessore alle Politiche comunitarie della Provincia di Fermo ing. Adolfo Marinangeli ha riferito sui numerosi progetti europei già predisposti dalla Giunta provinciale ribadendo il suo impegno a continuare su questa strada anche nella linea della conoscenza e formazione degli operatori sia interni che esterni.
L’Italia dei Valori è da tempo impegnata a diffondere tra i cittadini italiani il senso di appartenenza a questa nuova realtà sovranazionale che dovrà diventare sempre più una casa comune non solo dal punto di vista economico e monetario, ma soprattutto da quello politico e culturale. I grandi problemi sociali che continuamente si presentano possono trovare una soluzione adeguata solo se affrontati e risolti a livello europeo.
L’attività incisiva svolta in questo senso dai rappresentanti dell’Italia dei Valori a Bruxelles ed a Strasburgo deve, assolutamente, trovare una ricaduta anche nel nostro territorio e questo primo corso vuole esserne un esempio tangibile.
Il successo ottenuto, sia in termini di partecipazione numerica, che di qualità di infor-mazione, induce il Coordinamento Provinciale dell’IDV Fermano ad un bilancio estremamente positivo che precluderà sicuramente ad ulteriori e più approfondite iniziative sia informative che formative da svolgersi già nei prossimi mesi autunnali .

Coordinatore Prov.le Adolfo Marinangeli

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giu
25

Decreto Bondi: l’opposizione di Idv e quella del Pd

Nei giorni scorsi in Commisisone Cultura e nella discussione generale svoltasi in aula nella giornata di martedì 22 giugno abbiamo contrastato insieme il decreto Bondi sulla riforma degli enti lirici. Abbiamo contestato che più che una riforma era semplicemente un taglio di risorse, in stile Tremonti, che colpiva fortemente la cultura Italiana ( spendiamo solo lo 0,3% del Pil, un terzo di quanto in media spendano gli Paesi Europei ). Eravamo tutti in attesa della richiesta del “voto di fiducia” del governo, che era l’unico strumento del regolamento che potevano usare per far passare il decreto. Improvvisamente tutto è cambiato: il governo ha rinunciato al voto di fiducia e Pd e Udc hanno ritirato tutti i loro emendamenti, rinunciando ad intervenire in aula. Le nostre strade si sono divaricate e noi abbiamo deciso “ostruzionismo ad oltranza”. Udc e Pd (per bocca di Casini e Franceschini) si sono fatti parte diligente di richiedere la “seduta fiume” (originariamente dovevamo interrompere l’aula a mezzanotte) . Sappiamo anche che hanno garantito al governo il mantenimento del numero legale al Senato, dove ora dovrà tornare il decreto. Insomma un “inciucio completo”. Il Pd ci ha spiegato che l’ha fatto perché ha ottenuto un importante miglioramento del decreto a vantaggio dei lavoratori degli enti lirici, grazie all’accoglimento di alcuni loro emendamenti.
Vorrei ora dimostrarvi che uno dei prezzi dell’inciucio e cioè l’emendamento a prima firma Merlo, se non vi fosse stato l’intervento determinante di Idv, si sarebbe risolto in un maggior danno per i lavoratori. Lo farò riprendendo una sequenza degli interventi in aula su questo punto. (Mi scuso fin d’ora se è un po’ lungo, ma vi prego di avere pazienza poiché così comprenderete anche quanto sia difficile l’opposizione che fa Idv in Parlamento)
CESARE DAMIANO(PD). Signor Presidente, ritenevo che in quest’Aula fosse all’attenzione di tutti la condizione dei lavoratori, ma vedo che le questioni procedurali sono più importanti del benessere dei lavoratori e questo credo che sia molto, molto, molto grave (Applausi dei deputati del gruppo
Partito Democratico, e di deputati dei gruppi Popolo della Libertà, Lega Nord
Padania e Unione di Centro). Perlomeno, non si speculi sulla pelle dei lavoratori (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Popolo della Libertà, Lega Nord Padania e Unione di Centro) e noi siamo orgogliosi come Partito Democratico di aver presentato un emendamento che
ha lo scopo di migliorare la condizione dei lavoratori e di impedire che si arrivi a decurtare il salario della contrattazione aziendale (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). …… « Giocare » con questioni procedurali, non credo che sia assolutamente adatto al
problema che stiamo affrontando. …. Ritengo che l’emendamento al nostro esame, accettato dalla Commissione, rappresenti un punto importante di salvaguardia e fa onore a questo Parlamento, nella difficile discussione in atto, di aver fissato un punto che fa sì che i lavoratori abbiano la tranquillità della loro condizione in essere.
PIERFELICE ZAZZERA(IDV). Signor Presidente, non credo che ci possa essere qualcuno che difende più o meno gli interessi dei lavoratori (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico). Infatti, noi siamo qui, da questa notte, siamo rimasti in Aula chiedendo un dibattito al Parlamento proprio per difendere i diritti dei lavoratori del comparto dello spettacolo. Mi meraviglio perché non ricordo di aver visto l’onorevole Damiano questa notte, qui, a difendere gli interessi dei lavoratori; l’onorevole Damiano è venuto solo alle 7 e un quarto di questa mattina durante la discussione dell’emendamento al nostro esame (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori – Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico). Oltre a questo vi è un emendamento
che riguarda i diritti acquisiti dei lavoratori, presentato dall’Italia dei di Valori, e invito l’onorevole Damiano a sostenerlo ed a votare a favore, proprio perché difende gli interessi di quei lavoratori. Noi
siamo qui per farlo. ……. Nel merito della questione voglio invitare
il Governo a sostenere questo importante emendamento che consegna maggiore serenità a chi lavora nel mondo dello spettacolo, ……. invito a sostenere anche l’emendamento successivo, Zazzera 3.16, presentato dall’Italia dei Valori, che riguarda i diritti acquisiti.
CIOCCHETTI(UDC) Sinceramente, chi sta qui per fare un’opposizione costruttiva non fa quello che ha fatto in questo momento il gruppo
dell’Italia dei valori, …… Noi abbiamo svolto insieme ai colleghi
del Partito Democratico una opposizione costruttiva per tentare davvero di modificare questo …
BENEDETTO FABIO GRANATA(PDL). ….Nel merito anche noi del PdL
sottoscriviamo, io personalmente, l’emendamento in esame perché la ricostruzione testè fatta dall’onorevole Ciocchetti storicamente
fotografa quello che è avvenuto in Aula. Su un punto delicatissimo, sul quale soltanto la sensibilità del Governo e della maggioranza erano riusciti a trovare un momento di sintesi, quest’ultimo è stato usato strumentalmente dall’Italia dei Valori per creare una condizione di aggancio al fine di presentare ulteriori proposte emendative sulla pelle di quei lavoratori, che loro dicono di difendere; ciò, invece,
serviva loro a tirare avanti con questa forma di rappresentazione scenica, visto il tema del provvedimento, che loro stanno facendo in nome di quei lavoratori che questo provvedimento difende e rilancia.
PAOLA GOISIS(LN). Signor Presidente, anch’io intervengo per chiedere di apporre la mia firma su questo emendamento. Il partito dell’Italia dei valori per 16 ore ha continuato a dire che loro sono per difendere
i diritti dei lavoratori; in realtà, ……sono interessati soltanto a far decadere il decreto-legge. Allora, è chiaro ed evidente che a loro
non interessa nulla dei lavoratori, a loro interessa soltanto rendersi visibili. È chiaro allora che a loro per tutta la notte non è interessato nulla, né la questione della cultura, infatti hanno dimostrato di non avere affatto cultura, hanno fatto tutta una serie di errori: i congiuntivi non sanno neanche che cosa siano, e vengono a parlare di cultura ! A loro non interessa la cultura, non interessa il teatro, non interessa la lirica. Noi siamo qui perché ci teniamo alla cultura e ai lavoratori. Noi vogliamo sottoscrivere questo emendamento proprio perché noi ci teniamo ai lavoratori. All’Italia dei valori non interessa nulla dell’operaio, del lavoratore. In questa sede, invece, c’è l’interesse per i lavoratori. I gruppi del Popolo della Libertà, della Lega Nord Padania e del Partito Democratico, lo avevamo concordato insieme. Voi siete dei traditori !
CARLO MONAI(IDV). Signor Presidente, vorrei solo evidenziare che, con la seguenteformulazione dell’emendamento Giorgio Merlo 3.65, si toglie la certezza del 75 per cento di questo trattamento economico
integrativo, perché la condizione del pareggio di bilancio è inarrivabile. Poiché stiamo parlando di enti in crisi, non vi saranno pareggi di bilancio e, quindi, i lavoratori perderanno il 100 per cento di questo emolumento, grazie all’emendamento del PD.
FABIO EVANGELISTI(IDV). Signor Presidente, se davvero non vi fosse stata la malafede ed il pregiudizio, quell’emendamento della Commissione l’avremmo votato, cosa che, invece, non faremo rispetto a quello in esame, perché mette in discussione non il 25 per cento, ma il 100 per
cento, poiché soltanto due fondazioni conseguiranno in Italia il pareggio di bilancio e potranno andare avanti in questa direzione.
SERGIO MICHELE PIFFARI(IDV). Signor Presidente, capisco che, a volte, ci si possa incartare su questioni di posizione, ma magari ci siamo distratti dalla pausa della brioche e del cappuccino della mattinata. Dopo gli annunci di disponibilità e di attenzione nei confronti dei lavoratori,
dovreste ammettere di aver sbagliato e sarebbe opportuno ritirare l’emendamento oppure votare contro, sarebbe comunque il minore dei mali…
IVAN ROTA(IDV). Signor Presidente, signori colleghi, il gruppo Italia dei Valori nonsaprà i congiuntivi ma conosce l’italiano e quindi, proprio a tutela dei lavoratori, come ho sentito affermare dall’onorevole Damiano al tavolo del Comitato dei nove, rileggete questo emendamento, per favore,
è peggiorativo rispetto alla certezza di una decurtazione del 25 per cento.
ANTONIO BORGHESI(IDV). Signor Presidente, se fossi un lavoratore di una fondazione lirica preferirei avere il 75 per cento certo che il 100 per cento incerto, perché è quasi sicuramente impossibile
che ciò avvenga per l’endemica situazione di deficit di queste fondazioni. Vi prego, se davvero tenete ai lavoratori, fermatevi un
attimo e modificatelo per precisarlo. Noi siamo disponibili a votarlo.
RENATO CAMBURSANO(IDV). Signor Presidente, l’emendamento Giorgio Merlo 3.65 afferma: « eventuali trattamenti economici aggiuntivi, sono riconosciuti solo in caso di pareggio di bilancio ». Quindi, in assenza
di pareggio di bilancio, non saranno mai riconosciuti ed è questo il peggioramento. Inoltre, onorevole Damiano, l’emendamento
Zazzera 3.18, che fa riferimento alla salvezza dei diritti acquisiti, lo abbiamo scritto noi…
ANTONIO DI PIETRO(IDV). Signor Presidente, credo sia umano, dopo un’intera notte a discutere, che un emendamento possa sfuggire nella sua esatta valutazione. Noi invitiamo il Partito Democratico, nonché
la Commissione, a riflettere se si possa modificare in qualche modo questo intervento e, proprio perché vogliamo venire incontro realmente ai lavoratori, assicuriamo …..vorrei solo segnalare la disponibilità dell’Italia dei Valori a non presentare subemendamenti se viene approvata quella proposta.
DAVID FAVIA(IDV). Signor Presidente, sarebbe opportuno fermarsi un attimo senza tensioni per valutare l’impatto negativo di questo emendamento ed eventualmente chiedere ai colleghi del Partito Democratico di ritirarlo, se non c’è la disponibilità della maggioranza, perché è peggiorativo degli interessi dei lavoratori, in quanto l’integrazione sarà dovuta solo nei confronti delle fondazioni con il bilancio in
pareggio, mentre, se lo si ritira, sarà dovuto il 75 per cento a tutti. Facciamoci
con calma carico…
ROBERTO GIACHETTI(PD). ……Mi pare di aver capito che l’onorevole
Di Pietro ha detto che, qualora la Commissione dovesse ripresentare l’emendamento originario, che era stato ritirato perché sembrava vi potessero essere subemendamenti, sarebbero disponibili a votarlo, senza presentare ulteriori proposte emendative. ……….Si può votare direttamente quell’emendamento, che assorbe due altri emendamenti che erano stati presentati.
ANTONIO DI PIETRO(IDV).
…..Se viene riproposto questo emendamento noi ci impegniamo a non presentare subemendamenti e a non chiedere i relativi termini, dunque a votarlo immediatamente. Lo voteremo perché ci rendiamo conto che quello che stavamo per votare è peggiorativo rispetto a quanto sta succedendo. Siccome abbiamo passato una notte a difendere i lavoratori, vogliamo prenderci questa responsabilità (Applausi
dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
PAOLA FRASSINETTI(PDL), Vicepresidente della VII Commissione.
……………..concordiamo sulla ripresentazione dell’emendamento in questione, però a queste condizioni e con la votazione immediata.
PRESIDENTE. Colleghi, fermo restando che eravamo sull’emendamento Giorgio Merlo 3.65, ricordo che l’emendamento 3.110 della Commissione naturalmente va votato prima di quell’emendamento, che naturalmente poi sarebbe precluso insieme a qualche altro emendamento, precisamente
agli emendamenti Zazzera 3.16, 3.17 e 3.18. Chiedo il parere del rappresentante del Governo.
SANDRO BONDI, Ministro per i beni e le attività culturali. Signor Presidente, il Governo accetta l’emendamento 3.110 della Commissione.
PRESIDENTE. ………Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’emendamento 3.110 della Commissione, accettato dal Governo. Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione). Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la
Camera approva .(Vedi votazioni – Applausi).
(Presenti e votanti ………. 379
Maggioranza ………………… 190
Hanno votato sì …… 377
Hanno votato no …. 2).
In conclusione, come potete vedere, il “diavolo fa le pentole ma non il coperchio”. L’ansia di arrivare all’inciucio ha ottenebrato la mente del Pd al punto che avrebbe portato a peggiorare le cose anziché migliorarle! Vedete anche quante ce ne siamo sentite noi di Italia dei Valori, un manipolo, solo, contro tutti per 40 ore!

http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=283&Itemid=1

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giu
18

Caso Pomigliano: la FIOM sbaglia ma basta soldi pubblici senza impegni precisi!

La partita che si sta giocando a Pomigliano d’Arco è di straordinaria importanza e lo è innanzitutto per la Campania ed i lavoratori del comparto.
L’impianto Fiat di Pomigliano d’Arco è uno stabilimento strategico sotto il profilo occupazionale. Ai 5.000 dipendenti Fiat che lavorano a Pomigliano si sommano infatti circa 8.000 lavoratori dell’indotto.
Parliamo quindi di circa 13.000 posti di lavoro che, direttamente o indirettamente, sono garantiti dall’esistenza di quello stabilimento. Ma è strategico anche, e forse soprattutto, perché è localizzato in una regione nella quale immense sono le difficoltà del mercato del lavoro e nella quale estesa è la presenza delle organizzazioni criminali. Qualcuno in passato ha osservato, proprio per segnarne in positivo la differenza, che Pomigliano non è una cattedrale in un deserto, ma una “cattedrale in un cimitero”.
In questi giorni la polemica divampa sul contenuto dell’accordo siglato tra Fiat e molte sigle sindacali, ma con la ferma opposizione della Fiom che contesta il fatto che l’intesa in questione mette i lavoratori di fronte alla scelta tra un accordo capestro e la perdita del posto di lavoro . Insomma, una finta scelta che cancella e calpesta diritti fondamentali dei lavoratori.
Crediamo che dipingere in questo modo l’accordo di Pomigliano non sia però raccontare per intero la verità sulla vicenda. La verità, infatti, è che Fiat ha scelto la strada, sbagliata di imporre un’intesa che cancella o limita fortemente diritti dei lavoratori non per avere una fabbrica “cinese” ma nella speranza di riuscire, almeno così, ad avere una fabbrica “normale”. Cioè una fabbrica che rispetti standard minimi di efficienza e produttività europei, non cinesi.
Non si può tacere l’altra metà della verità su Pomigliano. Sulla fabbrica che ha una delle più bassa produttività del Paese, perché ha uno dei più alti tassi di assenteismo del paese.
Dove in occasione di ogni sciopero indetto, il giorno successivo, per eludere la trattenuta sullo stipendio, gran parte dei lavoratori porta il certificato di malattia. Dove nei sabati lavorativi, previsti da anni per contratto, un lavoratore su tre non si presenta ai cancelli e porta poi il certificato di malattia. Dove in periodo di raccolta dei pomodori si verificano strane ed inspiegabili epidemie che costringono molti lavoratori in malattia. Dove si parla di secondi lavori e via dicendo. Dove, in occasione del giorno delle elezioni del 2008 su 4.600 dipendenti quasi 1.600 si sono messi in permesso perché dovevano stare presso i seggi elettorali come rappresentanti di lista o altro.
Allora dobbiamo dire con forza che l’errore di metodo della Fiat si specchia in un errore almeno altrettanto grave di quelle forze sindacali che, in questi anni, hanno tollerato il menefreghismo, l’assenteismo, la mancanza di lealtà del lavoro, e che oggi salgono sulle barricate per difendere diritti sacrosanti, in astratto, ma dei quali si è in questi anni abusato al di là del lecito e anche di più.
In questa partita si sommano due errori contrapposti, per questo speriamo che le parti trovino, entrambe, il coraggio di rimettere in discussione ciò che è indifendibile: da una parte la volontà di comprimere il diritto di sciopero o di colpire indiscriminatamente nel mucchio i lavoratori con sanzioni senza accertare le responsabilità individuali, dall’altra quella di pensare che si possa andare avanti senza isolare chi crede che un posto di lavoro comporti solo diritti e nessun obbligo. Perché anche questo è affermare un principio di legalità.
Massimo Donadi, Antonio Borghesi, Sandro Trento

P.S. Sotto altro punto di vista va rilevato che la Fiat ha sempre ricevuto molto denaro pubblico assumendo impegni generici facilmente eludibili. D’ora in avanti non può e non deve essere più così. Se riceverà denaro pubblico dovrà stipulare un vero e proprio contratto con lo Stato con clausole precise dalla quali non potrà sciogliersi se non restituendo le somme ricevute e pagando gli eventuali danni.

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giu
07

Un corso di Europrogettazione nel Fermano

Un corso di Europrogettazione nel Fermano

Il prossimo 26 giugno avra’ luogo nel Fermano il primo corso sulla progettazione europea promosso dall’On. Niccolo’ Rinaldi capodelegazione dell’Italia dei Valori al Parlamento Europeo e Vicepresidente dell’Alleanza dei Democratici e dei liberali per l’Europa (ALDE).   ”Un’occasione unica- afferma Adolfo Marinangeli neo coordinatore provinciale IDV del Fermano –  per conoscere il panorama dei programmi della Commissione Europea e apprendere gli elementi per la progettazione al fine di studiare ed ottenere anche i cosiddetti finanziamenti diretti”.  ”Siamo estremamente soddisfatti della risposta dei cittadini- aggiunge Marinangeli- al corso potranno partecipare una sessantina di persone tra amministratori, delegati di associazioni e onlus. Abbiamo già ricevuto numerose richieste sul nostro sito www.idvfermano.it segno che è tanta la voglia di conoscere uno strumento così utile come la progettazione europea”.

“Nella nostra regione conosciamo tanti sperperi sull’uso dei finanziamenti europei, ci sono stati soldi poco utilizzati o in alcuni casi non utilizzati bene e questo oggi giorno non è più tollerabile. Noi crediamo che per contrastare la lotta allo spreco sia necessario proporre iniziative formative di questo tipo anche per aiutare i nostri amministratori e non solo a formulare dei progetti intelligenti  che possano essere utili  per creare posti di lavoro anche per le generazioni future”.   ”Diciamo basta agli sprechi fatti nel passato. L’europrogettazione è utile a stimolare le idee, a sprovincializzarci da quelle vecchie pratiche clientelari, è importante contro la frammentazione dei progetti ed è necessaria per formare personale amministrativo attento alla sfera internazionale. Per questo – conclude il coordinatore provinciale IDV – noi di Italia dei Valori ce la metteremo tutta per portare un po’ di Europa in Italia e di questo siamo grati al nostro eurodeputato Niccolo’ Rinaldi che è molto sensibile a questo tema.”

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giu
07

Una scuola comprensoriale della Valdaso

Ripreso il dibattito per una scuola comprensoriale della Valdaso

Si è tenuto venerdì 4 giugno presso la sala consiliare del comune di Montelparo un primo incontro tra i sindaci interessati alla creazione di una scuola comprensoriale nella Valdaso.

La riunione convocata dal Presidente del Gruppo Consiliare provinciale dell’Italia dei Valori Gaetano Agostini, è stata l’occasione per riprendere un discorso intrapreso anni fa, ma purtroppo mai concretizzato.

Le difficoltà economiche attuali, i tagli ricorrenti subiti dall’istruzione pubblica, il continuo decremento demografico impongono scelte radicali nel riordino dei plessi scolastici. Durante l’incontro i Sindaci presenti hanno concordato sulla necessità di riprendere il dibattito interrotto, valutando la dislocazione ottimale del futuro edificio e le possibili opportunità di finanziamento.

La struttura comprensoriale sarebbe un primo importante segnale politico a tutti gli amministratori sulla necessità di convergere nella gestione futura dei servizi su strutture intercomunali.

Negli interventi degli amministratori è stata ribadita la volontà di giungere ad una soluzione condivisa, coinvolgendo nei futuri passaggi anche l’Amministrazione Provinciale anche al fine di valutare le possibili fonti di finanziamento, senza escludere eventuali aiuti europei che potrebbero essere rintracciati tra i nuovi “fondi diretti” in arrivo.

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giu
05

Rosario Lembo a Porto Sant’Elpidio

Gioved’ 10 giugno alle ore 18,00 presso la Case del volontariato di Porto Sant’Elpidio (FM), Rosario Lembo del coordinamento nazionale del Forum Italiano dei Movimenti dell’Acqua, nonché segretario italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua, parlerà dei motivi che sono alla base dell’iniziativa referendaria.

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giu
04

Benedetto XVI parla agli imprenditori e li invita ad un ruolo sociale. Il cristianesimo ha sempre difeso il lavoro e le sue ragioni

L’ultimo richiamo c’è stato il 27 maggio scorso. Nell’assemblea dei vescovi italiani a Roma, Benedetto XVI ha invitato ancora una volta gli imprenditori (e i politici) ad impegnarsi per il bene comune.

Negli ultimi tempi gli appelli del Papa al mondo dell’impresa, dall’enciclica Caritas in Veritate ai discorsi a braccio, si sono fatti più stringenti. Come intendere queste prese di posizione? Per molti fedeli si tratta di un invito a comportamenti più etici; per altri, di dovute predichette morali; per altri ancora, di indebite ingerenze in un campo che non appartiene alla chiesa. Quest’ultimo aspetto è forse il più lontano dal vero ma anche quello che consente una risposta. E’ la visione secondo cui la fede è un fatto staccato dalla vita e poco, o nulla, c’entra con, in questo caso, l’economia. Un errore, specie in campo storico. Un’incapacità di leggere senza paraocchi la storia dell’Europa.

“Nessuno oggi nega – scrivono nel bellissimo libro Benedetta Economia Luigino Bruni e Alessandra Smerilli – il ruolo culturale e civile che il monachesimo e il francescanesimo hanno avuto nella storia d’Europa; non altrettanto accade quando si legge la storia economica europea, la nascita dell’economia di mercato, dove i protagonisti indiscussi sono altri, e ai carismi non viene riconosciuto il loro ruolo”.

“I monaci – ha ricordato il grande storico e sociologo belga Leo Moulin – sono all’origine, inconsapevole e involontaria, di un movimento economico e sociale così profondo, così diverso e così vasto che l’evoluzione del Medioevo sarebbe difficilmente spiegabile senza la loro presenza…”. Non solo. “Il Monachesimo – scrivono ancora Bruni e Smerilli – ha creato il lessico economico della rivoluzione commerciale dell’Europa attorno all’anno Mille e le premesse teologiche e culturali per la nascita dell’economia mercantile; il francescanesimo, dal canto suo, ha dato vita alla prima vera e propria scuola di pensiero economico (Occam, Scoto, Olivi)… oltre ad aver creato le prime banche popolari: i Monti di Pietà, come risposta alla crisi creditizia e all’usura del tempo”.

E ancora non basta. Perché il cristianesimo – e in parte già il giudaismo – avevano completamente rivalutato il lavoro che nel mondo soprattutto greco era considerato un fatto da schiavi.

Per dire, che se Benedetto XVI parla di impresa e di lavoro, ne ha più titolo forse di tanti economisti e capitani d’impresa.

http://www.informazione.tv/news.asp?id=9356

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giu
04

Anche nel Fermano il 1° Congresso Provinciale de l’Italia dei Valori. Appuntamento sabato a Magliano

Il periodo del commissariamento provinciale dell’IDV è alla fine anche nel Fermano. Dopo il 1° Congresso Nazionale tenutosi a Roma nello scorso mese di febbraio, anche le province stanno andando alla nomina democratica delle varie cariche previste.

Ora è tempo di cambiare pagina nell’organizzazione e di andare alle elezioni interne. Il 5 giugno con inizio alle ore 11,00 si terrà presso il ristorante “da Benito” a Magliano il 1° Congresso Provinciale del Fermano da cui scaturiranno, democraticamente eletti, coordinatore e coordinamento provinciali che resteranno in vita per i prossimi due anni.

http://www.informazione.tv/news.asp?id=9355

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giu
02

Contromanovra Idv: le mani nelle tasche degli evasori e meno tasse per lavoratori e imprese

MANOVRA. IDV PRESENTA LA SUA: VIA PROVINCE, CNEL E SPESE MILITARI
DI PIETRO: 65 MLD IN DUE ANNI, MA NON È DI SINISTRA
(DIRE) Roma, 1 giu. – L’Italia dei valori presenta la sua contro manovra economica, un ddl che sara’ depositato “un attimo dopo” il decreto dell’esecutivo e che, parola del leader Antonio Di Pietro, vuole “l’esatto contrario del governo”. Ossia “rimettere i soldi nelle tasche degli onesti e mettere le mani in quelle dei disonesti”.
Nel corso di una conferenza stampa alla Camera l’ex pm loda il collega “economista” Antonio Borghesi, autore della proposta. Nel merito si parla di un provvedimento di 65 miliardi in due anni, di cui 33 dedicati alla riduzione del deficit e 32 allo sviluppo. Risanamento, equita’ e crescita. Lotta all’evasione, taglio dei costi della politica e alla spesa pubblica.
MANOVRA: DI PIETRO PRESENTA ‘CONTROMANOVRA’ IDV, SIAMO UNICA OPPOSIZIONE (3)
DALL’ASTA PER FREQUENZE DIGITALE ALL’ICI SU CASE LUSSO E ABOLIZIONE CNEL
(Adnkronos) – ‘La nostra manovra -rimarca Di Pietro- e’ per il governo dell’oggi e del domani. Se non sara’ accolta la nostra ‘contromanovra’, la trasformeremo in emendamenti per rivoltare come un calzino la manovra del governo’ varata dal Consiglio dei ministri una settimana fa. Prima di essere depositata in Parlamento, pero’, la ‘contromanovra’ messa a punto dall’Idv con diversi contributi e la regia di Antonio Borghesi, economista e vice capogruppo dell’Idv a Montecitorio, ‘sara’ presentata alle parti sociali e alle associazioni’.
La sintesi e’ nelle parole di Borghesi: ‘Vogliamo rimettere i soldi nelle tasche degli italiani onesti e le mani in quelle dei disonesti’.
Da la Repubblica.it (http://www.repubblica.it/economia/2010/06/01/news/contromanovra_idv-4494165/ )
L’Idv presenta ‘contromanovra’ da 65 miliardi 33 per il risanamento e 32 per lo sviluppo
Presentatate da Di Pietro le misure alternative a quelle del governo. Tra i tagli quasi abolizione dei vitalizi, delle auto blu e della totalità delle province. Maggiore tassazione delle rendite, reintroduzione dell’Ici. Ma forte riduzione del carico fiscale sulle famiglie e sulle imprese di ROSARIA AMATO
ROMA – Soppressione di tutte le province (a eccezione di Roma, Milano e Napoli), reintroduzione dell’Ici (fatte salve le esenzioni stabilite dal governo Prodi), blocco quasi totale delle auto blu, addizionale del 7,5 per cento sui capitali regolarizzati tramite scudo fiscale, eliminazione del vitalizio ai parlamentari e ai consiglieri regionali: sono alcune delle norme contenute nella ‘contromanovra’ presentata stamane dal presidente dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro a Montecitorio. Una finanziaria da 65 miliardi di euro, dei quali 40 per il 2011 e 25 per il 2012, e che, ha spiegato l’ex pm, intende promuovere equità e sviluppo, oltre a ridurre la spesa. “Proponiamo una manovra biennale di più di 65 miliardi, di cui 33,5 dedicati alla riduzione del deficit e 32 allo sviluppo, in particolare attraverso la riduzione del carico fiscale a lavoratori e piccole e medie imprese”. Di Pietro ha sottolineato come, al contrario, la manovra approvata dal governo sia “depressiva”, e rischi di rallentare la ripresa (rischio tra l’altro segnalato nei giorni scorsi tanto dal presidente dell’Istat Enrico Giovannini in occasione del Rapporto Annuale che dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi all’Assemblea Annuale).
“Proponiamo una manovra anticiclica pari a quasi quattro punti di Pil per il biennio 2011-2012, che riduca anche la pressione fiscale trasferendola almeno in parte dal lavoro, dalle famiglie e dalle imprese, alla rendita speculativa – ha detto Di Pietro – La manovra Tremonti non va in questa direzione ed è recessiva, anche se condividiamo alcune delle misure proposte. L’Europa ha bisogno di una politica espansiva concertata, che tenga a freno la speculazione e generi una crescita equilibrata”. “I tagli – ha aggiunto il leader dell’Idv – devono essere, inoltre, accompagnati da riforme strutturali, dal fisco al welfare, per rilanciare la crescita, ridurre stabilmente il deficit dei conti pubblici ed ottenere il consenso delle popolazioni, consenso senza il quale ogni manovra rischierebbe di essere vanificata dalle resistenze di ampi settori di cittadini”.
Le misure in dettaglio. La contromanovra dell’Idv prevede, come detto, misure di risanamento per l’ammontare di 33,5 miliardi di euro (24,1 miliardi nel 2011 e 9,4 nel 2012) e interventi per lo sviluppo per 32 miliardi (16 per le famiglie e 16 per le imprese). Le risorse arriverebbero dalla lotta all’evasione fiscale (27,8 miliardi, dei quali 20,6 nel 2011 e 7,2 nel 2012); dal taglio dei costi della politica (24,75 miliardi, dei quali 13 nel 2011 e 11,75 nel 2012), e dai tagli alla spesa pubblica (13 miliardi, dei quali 6,5 dal 2011). Tra le misure più rilevanti, prevista dall’Idv la completa soppressione delle province, con l’unica eccezione di Roma, forse con Milano e Napoli perché, spiega l’onorevole Antonio Borghesi, estensore della manovra, “altrimenti sarebbe necessaria una legge di riforma costituzionale, mentre mantenendo una o due province è sufficiente la legge ordinaria”. Il risparmio previsto è di tre miliardi. Dal blocco quasi totale delle auto blu (fatte salve dieci vetture per la presidenza del Consiglio, per i Comuni con oltre un milione di abitanti e poche altre istituzioni) arriverebbero cinque miliardi. Anche l’Idv abrogherebbe gli enti inutili, ma non ritiene convincente la lista compilata dal ministero dell’Economia (stralciata poi dalla manovra su indicazione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano), e propone piuttosto quella stilata diversi anni fa dall’allora ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa, e che prevedeva l’abrogazione di 119 strutture).
Equità e lotta all’evasione fiscale. Ancora, l’Idv chiede la reintroduzione dell’Ici, dalla quale si otterrebbero 1,7 miliardi l’anno (rimarrebbero le esenzioni introdotte dal governo Prodi). Tasserebbe con l’aliquota del 20 per cento le plusvalenze finanziarie speculative (esclusi naturalmente i rendimenti dei titoli di Stato): si otterrebbero 1,2 miliardi l’anno. Intensificherebbe la lotta all’evasione fiscale: tra le misure previste un redditometro a riscossione immediata, attraverso il quale si procederebbe alla determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche e delle società di capitale minori (3 miliardi). Tasserebbe con un’addizionale del 7,5 per cento i capitali regolarizzati tramite lo scudo fiscale (arrivando così al 12,5 per cento previsto dalla legge per l’imposta sostitutiva applicata alle rendite finanziarie, e ottenendo 7,5 miliardi di euro).
Nuove entrate e tagli di spesa. L’Idv metterebbe poi all’asta le frequenze liberate dal passaggio al digitale terrestre, “come hanno fatto altri Paesi: Usa, Gran Bretagna, Germania, Francia”, guadagnando così tre miliardi. Eliminerebbe il vitalizio per i parlamentari e i consiglieri regionali, ottenendo un miliardo l’anno. Ridurrebbe i consumi intermedi della Pubblica Amministrazione, anche attraverso un rafforzamento del ruolo della Consip (l’ente pubblico che bandisce le aste per gli enti pubblici, ottenendo quasi sempre ingenti risparmi sulle forniture, ndr), incassando così 5 miliardi l’anno. E poi abolirebbe i finanziamenti a opere ritenute inutili, a cominciare dal ponte sullo Stretto di Messina.
Misure per lo sviluppo: famiglie e imprese. La controfinanziaria dell’Idv ripartisce poi equamente tra famiglie e imprese misure per la riduzione fiscale e di promozione alla crescita per l’equivalente di 32 miliardi. Per le famiglie (16 miliardi) previsti aumenti delle detrazioni, alleggerimento del carico Irpef sui redditi bassi e medi da lavoro e pensione, estensione degli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori atipici. Mentre i 16 miliardi destinati alle piccole e medie imprese verrebbero utilizzati per la riduzione del costo del lavoro e per permettere il pagamento dell’Iva al momento dell’incasso e non in anticipo, come avviene oggi.

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giu
01

Proposta Idv: il blocco delle auto blu!

E’ noto come una delle cose che più fa andare in bestia il cittadino è la vista di automobili civili con il lampeggiante acceso e spesso una sirena che suona che, incuranti del codice della strada, sfrecciano per i centri cittadini.
L’”auto blu” è da sempre vista come un simbolo della casta e se in qualche caso il suo uso potrebbe anche essere giustificato da ragioni oggettive (ma chi la utilizza dovrebbe almeno avere il pudore di farlo nel modo più normale possibile) spesso si risolve in una vero e proprio spreco di denaro pubblico. Nel 1995 quando divenni Presidente della Provincia di Verona il mio primo atto fu la riduzione da cinque ad una delle automobili di servizio ed il trasferimento degli autisti ad altra attività. Dal sito www.contribuenti.it si apprende che l’Italia “detiene l’assurdo primato del maggior numero di auto di rappresentanza. Nel 2009 il parco delle auto blu sarebbe cresciuto del 3,1%, passando da 607.918 a 626.760 unità. E nel primo trimestre del 2010 il trend positivo non si è fermato: +0,6 punti percentuali, 629.120 auto blu! In barba alla legge che fin dal 1991 limita l’uso esclusivo delle auto blu ai soli Ministri, Sottosegretari e ad alcuni Direttori generali.” Non sono in grado di dire se questi dati siano veri così mi è difficile giudicare se sia realistico il calcolo che qualcuno ha fatto del costo di un tale apparato: 18,93 miliardi di euro l’anno. La cifra è talmente elevata che il dubbio è lecito. Qualche tecnico ha calcolato semplicemente un costo di gestione di ciascuna auto in 30 mila euro l’anno, moltiplicandolo per il numero delle vetture pubbliche. E’ possibile che questa cifra sia non rispondente alla realtà. E’ anche possibile che una parte delle 626.760 automobili siano ferme per vetustà. E’ infine possibile che non tutte abbiano un autista dedicato e che quindi il costo medio annua sia inferiore. Vogliamo dire che le auto in esercizio effettivo siano 500 mila e che il costo annuo sia solo un terzo di quello calcolato, cioè 10.000 euro: ne risulta comunque un costo di 5 miliardi di euro. Ed allora vale la pena di provarci. Un metodo c’è e proporrò che entri nella contromanovra di Italia dei Valori. Blocco immediato delle auto blu, salvo 10 per la Presidenza del consiglio, per ogni ministero con portafoglio, per i Comuni con più di 1 milione di abitanti, 5 per i Ministeri senza portafoglio, per i Comuni con più di 500 mila abitanti, per le Regioni, 2 per i Comuni con più di 250 mila abitanti e per le Province Autonome, 1 per i comuni con più di 100 mila abitanti e le province. Divieto assoluto di noleggio di auto con autista da parte di ogni entità pubblica. Obbligo di mettere in vendita con gara tutte le auto blu non indicate nel numeri sopra riportati. Quando penso che in Gran Bretagna da ora in avanti “nessun ministro avrà un’auto dedicata o un autista”, se non in casi eccezionali. Lo ha deciso il nuovo governo che, sia per questione di soldi che di stile, ha annunciato che obbligherà ministri e sottosegretari ad andare al lavoro a piedi o con i mezzi pubblici. Quando si chiedono nuovi sacrifici ai cittadini è obbligatorio porre fine a vergogne come questa. Noi vogliamo provarci!

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