Monthly Archive: marzo 2010

mar
26

La Lega nazista e mafiosa: pane ed acqua ai figli di chi non ha pagato la retta

Milena Cecchetto, sindaco di Montecchio Maggiore, ricco paese del Vicentino, ha ordinato di servire un panino e dell’acqua ai bambini delle famiglie che on hanno saldato gli arretrati per la mensa scolastica.
Cerco di immaginare la scena: suona la campanella dell’ora di refezione scolastica. I bambini si avviano verso la mensa ed entrano in un locale dove vengono divisi in due gruppi: uno si dirige verso una tavola imbandita con pasta alla zucca, hamburger, insalata e frutta mentre l’altro gruppo di otto bambini (di cui sei stranieri) si avvia in silenzio ed a testa bassa verso un tavolo sul quale è stato posto un panino a testa ed un bicchiere d’acqua. Quando ripenso a questa scena un brivido mi corre lungo la schiena e non mi riesce di associarla a nulla d’altro se non al concetto di nazismo. Solo la crudeltà nazista era capace di tanto e come ha osservato in una nota la Fondazione Dossetti, una tale umiliazione inflitta agli otto bambini “suscita una condanna morale senza appello”. Ed ancora “..la tanto declamata integrazione …è stata brutalmente violata in nome di un principio, quello economico, che è agli antipodi del concetto di tutela della dignità della persona umana.” Io penso che le rette scolastiche e più in generale i contributi per i servizi resi dagli enti locali debbano essere pagati e che non si debbano fare sconti a nessuno. Tutti i sindaci, in particolare nelle comunità minori, sono in grado di stabilire se una famiglia non paga perché non è in grado di farlo o per furbizia. Nel primo caso il Sindaco deve far aprire una “pratica all’ufficio assistenza sociale”, nel secondo deve aprire una “all’ufficio legale”. Farla pagare ai bambini è una vendetta trasversale in perfetto stile mafioso. Al Sindaco Cecchetto consiglierei di andare a vedere il film «Il nastro bianco» («The white ribbon» ) del regista Michael Haneke, presentato al Festival di Cannes del 2009: è stato definito dai critici una ricerca alle radici del nazismo. «Una certa educazione e cultura in senso assolutista porta a degenenerazioni altrettanto assolutiste, al terrorismo, al fanatismo religioso, al Nazismo». Il sindaco di Montecchio Maggiore porta e porterà la responsabilità di contribuire ad un possibile “Nuovo Nazismo”. Un raggio di speranza viene tuttavia dal comportamento di alcuni dei bambini del gruppo della “tavola imbandita”: hanno diviso il loro pasto con gli amici della “tavola pane acqua”. Ancora una volta quei bambini hanno dato lezione agli adulti, al sindaco Cecchetto ed ha tutti coloro (non sono pochi, a partire dagli esponenti del suo partito) che ne hanno approvato l’azione.

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mar
25

Berlusconi e la vicenda Unipol: non è un capopopolo, ma un capobanda!

Berlusconi vuole vietare le intercettazioni per farle solo lui. Con i “fido bau” Alfano, Schifani, Minzolini…La vergognosa vicenda delle 18 telefonate fatte da Berlusconi all’Autorità per le comunicazioni, allo scopo di interferire nelle competenze della medesima per ottenere la chiusura del programma di Santoro, come è noto è venuta alla luce grazie alle intercettazioni telefoniche. La cosa ha fatto irritare Berlusconi ed i suoi scagnozzi (Bonaiuti, Bondi, Cicchitto, e compagnia) che hanno nuovamente dichiarato che:
1. Bisogna far approvare la legge sulle intercettazioni, che più che “sulle” è “contro” e di fatto le impedirà 2. Che c’è sempre il solito complotto dei magistrati che permettono le fughe delle notizie per le quali mai nessuno paga. Il “fido bau” Schifani ha subito detto: ‘Sarebbe opportuno che si faccia luce al più presto su questa preoccupante fuga di notizie’. . ‘Ormai il segreto istruttorio, con la pubblicazione delle intercettazioni, credo non esista più. Credo occorra dare risposta con indagini chiare ed efficaci che finalmente vengano a scoprire dov’è il marcio.” Cioè una dichiarazione esilarante ( forse era in preda ai fumi dell’alcol come il Questore di Roma quando diceva che in piazza erano solo 150 mila!) tenuto conto di ciò che è emerso e cioè che il primo a violare il segreto istruttorio è stato l’altro “fido bau” Minzolini, subito dopo essere stato interrogato. A parte che è di una gravità inaudita il fatto che la seconda carica dello Stato (aiuto!) si preoccupi di chi ha fatto uscire la notizia invece che della gravità del contenuto di quelle telefonate. Il “fido bau” Alfano, da parte sua, ha subito mandato gli ispettori a Trani. Chissà se li manderà anche a Milano (sono certo di no) dove ora viene alla luce un’altra storia di violazione delle regole ben più grave, di cui è stato parte il solito Berlusconi. In poche parole il 24 dicembre 2005 (era ancora Presidente del Consiglio) l’amministratore delegato (tale Roberto Raffaelli) di una azienda(la Rcs-Research control system) incaricata dalla procura di intercettare il presidente di Unipol, Consorte, gli fa sentire, in anteprima ed in violazione dei doveri di riservatezza, penalmente sanciti, la nota telefonata con Fassino (“allora, abbiamo una banca?”). Incurante di avere di fronte un farabutto che stava violando la legge il Presidente del Consiglio Berlusconi non solo non lo scaccia ma gli dice : “La famiglia ve ne sarà grata per l’eternità”, secondo il racconto di uno dei soggetti coinvolti. Già l’uso della parola famiglia appare un richiamo diretto a termini propri del vocabolario della mafia. In più, terminato il faccia a faccia, i personaggi coinvolti nella vicenda avrebbero spedito, in un pacchetto anonimo, l’intercettazione a il Giornale, di proprietà della famiglia Berlusconi. E dopo sette giorni il quotidiano ha pubblicato in esclusiva il contenuto dell’intercettazione. Morale della favola. Berlusconi non è un solo un capopolo, come sostiene Bersani, bensì un vero e proprio capobanda, che come tutti i banditi è pronto a dire tutto e il contrario di tutto a seconda dell’interesse suo e dei suoi amici. Ed è evidente che vuole la legge sulle intercettazioni in realtà perché non si facciano più, salvo che non sia lui a ordinarle per attaccare i suoi oppositori politici.

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mar
25

Rai per una notte

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Giovedì 25 marzo 2010: Raiperunanotte

Con

Roberto Benigni, Antonio Cornacchione, Teresa De Sio, Gillo Dorfles, Elio e le Storie Tese, Emilio Fede, Giovanni Floris, Milena Gabanelli, Riccardo Iacona, Giulia Innocenzi, Gad Lerner, Daniele Luttazzi, Trio Medusa, Mario Monicelli, Morgan, Nicola Piovani, Norma Rangeri, Michele Santoro, Barbara Serra, Marco Travaglio, Vauro e Antonello Venditti.

L’informazione non si può interrompere, la stampa deve essere libera.

Per questo la Fnsi – Federazione Nazionale della Stampa Italiana – ha deciso di organizzare “Rai per una notte”, uno sciopero bianco per la difesa della libertà di stampa e dell’informazione che si terrà Giovedì 25 marzo, dalle ore 20 alle 24, al Paladozza di Bologna.

Rai per una notte sarà una manifestazione – trasmissione condotta da Michele Santoro con la partecipazione di Giovanni Floris, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, Vauro, la squadra di Annozero e molti altri ospiti del mondo del giornalismo e dello spettacolo.

La Fnsi e l’Usigrai – Organismo sindacale di base dei giornalisti Rai – metteranno a disposizione su Internet le riprese video e audio della manifestazione e consentiranno a tutti coloro che vorranno di riprendere e trasmettere in Tv o per radio l’intero evento.

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mar
21

Critica l’Agenzia delle Entrate: licenziata in tronco!

Rosa Grazia Arcifa, funzionaria dell’Agenzia delle entrate, ha denunciato sul suo blog presunti sprechi, inefficienze e ingiustizie del sistema fiscale italiano. Per tali motivi è stata licenziata in tronco dopo 27 anni di servizio, durante i quali non aveva mai ricevuto rilievi di sorta.
Rosa Grazia ha detto tra l’altro che “la responsabilità dell’inefficienza è da addebitare agli sprechi determinati dal sistema degli appalti e delle esternalizzazioni”, che “le continue riforme in materia fiscale, come per la giustizia, invece di accelerare i tempi e far pagare le tasse ai veri evasori, paradossalmente gliele evitano”, che “nel 2002 denunciai degli illeciti amministrativi-contabili, con tanto di prove documentate, che avvenivano nell’Ufficio dove prestavo servizio, nel giro di alcuni mesi venni trasferita per la famosa “incompatibilità ambientale”, che “mi è capitato di discutere in giudizio casi identici, ebbene, la stessa sezione della Commissione Tributaria Provinciale o Regionale, ha pronunciato sentenze completamente opposte. Ho anche notato durante la discussione che alcuni giudici tributari non ascoltano e leggono il giornale, anche perché disconoscono proprio la materia tributaria, però hanno le sentenze pronte”.
Come è evidente e chiaro si tratta di critiche assai generiche che tutti i giornali riportano quotidianamente sulle questioni tributarie e che molti cittadini sostengono nei sondaggi di opinione. Eppure Rosa Grazia è stata licenziata per aver recato “danni irreparabili” all’immagine dell’Agenzia delle Entrate. Abbiamo tutti il dovere di difenderla e di difendere tutti i lavoratori non omertosi che denunciano comportamenti di mancata diligenza, se non illeciti, della pubblica amministrazione!. Il Ministro Brunetta dovrebbe essere contento e dare una medaglia a chi cerca di far funzionare a dovere il settore pubblico, specie in un campo delicato come quello della giustizia fiscale. Vedremo cosa risponderà, poiché ho presentato una interrogazione parlamentare (è la n. 4/06574) a lui ed al Ministro Tremonti, dato il contenuto.

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mar
19

Scilipoti (IDV): La vita è sacra e non può essere compromessa dall’ignoranza umana

Si è tenuta a Montegranaro (FM) presso la chiesa di San Giovanni Battista, alla presenza dell’On. Domenico Scilipoti, una conferenza che ha avuto come oggetto il rapporto fondamentale tra vita e ambiente, in relazione al diritto alla salute di tutti gli esseri viventi rispetto all’esposizione ai c.d. rischi ambientali, che derivano in genere da un rapporto di non rispetto della Natura e del Vivente. On.Scilipoti ha posto  l’accento su un concetto di ecologia profonda, quale sistema di vita per iniziare a riappropriarsi del sacrosanto DIRITTO A UNA ESISTENZA E AD UN AMBIENTE SANI. “L’ecologia profonda – dichiara il deputato – unita a un approccio olistico all’ambiente, inteso quale insieme delle interrelazioni e scambi tra esseri viventi umani e non umani, presuppone una presa di coscienza della responsabilità dei pubblici amministratori e degli stessi cittadini verso tutto il Creato, sia per il presente, che per gli anni a venire”. La Dott.ssa Francesca Testella, una delle relatrici dell’incontro ha aggiunto: “ La necessità per i cittadini è quella di avere interlocutori politici che li rendano attori delle scelte che li riguardano, sia sul piano alimentare(si pensi agli OGM), sia su quello medico-scientifico, sia a livello di politiche ambientali”. Al termine del convegno l’On. Scilipoti conclude :“Esprimo un chiaro NO all’uso degli esseri viventi, come cavie di un sistema economico che non ha niente di sostenibile, né socialmente, né ecologicamente”.

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mar
17

L’on. Domenico Scilipoti a Montegranaro giovedì 18 marzo 2010

l'on. Domenico Scilipoti

Giovedì 18 marzo, alle ore 21.00 a Montegranaro, presso la Chiesa di San Giovanni Battista (vicino alla Biblioteca comunale) si terrà la Conferenza sul tema: VITA – AMBIENTE – SALUTE
L’oggetto sarà il diritto alla salute di tutti gli esseri viventi sancito dall’articolo 32 della Costituzione Italiana in relazione all’esposizione ai c.d. rischi ambientali. Si tratta di tema più che mai attuale, soprattutto in seguito alle recenti vicende locali relative alla costruzioni di centrali a biomassa e alle proposte di creazione di centrali nucleari.
Parteciperanno:
- Onorevole Domenico Scilipoti Italia dei Valori – Medico chirurgo nonché Componente della VIII Commissione Parlamentare Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici
- Assessore Provinciale Fermo Adolfo Marinangeli – candidato a consigliere regionale dell’Italia dei Valori per la Provincia di Fermo
- dott.ssa Francesca Testella – candidata di Montegranaro a consigliere regionale dell’Italia dei Valori per la Provincia di Fermo
- Tutti i candidati consiglieri regionali dell’Italia dei Valori per la Provincia di Fermo
La cittadinanza è vivamente pregata di partecipare per dire la sua su un tema che la tocca in prima persona: IL DIRITTO A UNA VITA E AD UN AMBIENTE SANI.

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mar
12

Meno male che silvio c’è!

E’ proprio una fortuna essere cittadini dell’italianistan !!

Salve,
sono un cittadino dell’Italianistan !
Vivo a Milano DUE in un palazzo costruito dal PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.
Lavoro a Milano in una azienda di cui è mero azionista il Presidente del
Consiglio. Anche l’assicurazione dell’auto con cui mi reco a lavoro è del
Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è
l’assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il
Presidente del Consiglio

Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio.

Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un ipermercato del
Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende
partecipate dal Presidente del Consiglio.

Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di
proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e
distribuito da una società del Presidente del Consiglio (questi film
godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal
Presidente del Consiglio).

Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del
Consiglio, con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio,
dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono
continuamente interrotti da spot realizzati dall’agenzia pubblicitaria
del
Presidente del Consiglio.

Soprattutto guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per
la
squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario. Quando non
guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti
sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha
fatto eleggere. Allora mi stufo e vado a navigare un po’ in internet, con
provider del Presidente del Consiglio.

Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un
libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in
Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che
vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della
maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che
governa nel mio esclusivo interesse!!!!!!!!!!!!!

Per fortuna!

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mar
11

Chiamata alle armi

Carissimi,

è tempo di reagire. L’Italia, dal 5 marzo 2010, non è più una democrazia parlamentare. Il Governo Berlusconi ha cambiato la legge elettorale con un decreto legge per favorire il Pdl, il proprio partito, alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010. Il Pdl è stato escluso per gravi irregolarità nel collegio elettorale di Roma, dove non aveva depositato le firme nei tempi fissati dalla legge. Il 5 marzo 2010 il Consiglio dei Ministri, presieduto dal Premier Silvio Berlusconi, ha emanato un decreto con cui ha cambiato la legge elettorale e violato la Costituzione, sostituendosi agli organi competenti giudiziari, proprio per ammettere il Pdl alle elezioni. Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto e, secondo alcune fonti, questo sarebbe avvenuto sotto forti pressioni di Berlusconi il quale avrebbe minacciato di ricorrere alla piazza. Ma il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha confermato l’esclusione della lista Pdl per le gravi irregolarità nella presentazione della documentazione e perché la Regione Lazio ha proprie disposizioni in tema elettorale, pertanto la legge nazionale non ha competenze in materia.

Nessun governo in nessuna democrazia può cambiare le regole elettorali durante il periodo elettorale. Nessun governo in nessuna democrazia può “interpretare” le leggi al posto della magistratura. Invece, questo è ciò che è avvenuto in Italia.

Un Paese nel quale i media televisivi pubblici e privati sono sotto il totale controllo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E’ tempo di chiamata alle armi.

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mar
11

Giustizia, da Csm sì a delibera contro premier: ”Denigra la magistratura”

Roma, 10 mar. (Adnkronos) – Il plenum del Csm ha approvato a larghissima maggioranza, con il solo voto contrario dei laici del Pdl, il documento che accusa il premier Silvio Berlusconi di aver denigrato la magistratura, delegittimandola.

Roma, 10 mar. (Adnkronos) – Il plenum del Csm ha approvato a larghissima maggioranza, con il solo voto contrario dei laici del Pdl, il documento che accusa il premier Silvio Berlusconi di aver denigrato la magistratura, delegittimandola. Tra i favorevoli alla delibera, il vicepresidente del Csm Nicola Mancino.

Il documento sottolinea che queste dichiarazioni mettono “a rischio l’equilibrio stesso tra poteri e ordini dello Stato sul quale è fondato l’ordinamento democratico di questo Paese”. Inoltre si mette in luce che il Csm “ha il dovere costituzionale di ristabilire pubblicamente la credibilità e dignità della funzione giudiziaria”.

Nel dibattito in plenum il togato di Magistratura democratica Livio Pepino ha sottolineato che la mancanza di rispetto verso la magistratura “mette a rischio la democrazia: se cominciamo a valutare i contenuti della giurisdizione sulla base delle utilità e non delle regole, la giurisdizione è finita”. Pepino ha poi aggiunto che “se è a rischio la giurisdizione è a rischio anche la democrazia. La giurisdizione non cade da sola”.

I consiglieri hanno sottolineato di condividere le preoccupazioni più volte espresse dal capo dello Stato, da ultimo nella lettera a Mancino. Per questo nel documento rivolgono “un pressante appello a tutte le istituzioni perché sia ristabilito un clima di rispetto dei singoli magistrati e dell’intera magistratura, condizione imprescindibile di un’ordinata vita democratica”.

Il documento ha chiuso la ricca pratica a tutela di varie toghe accusate dal premier. Come quelle del processo Mills definite ‘comuniste’, o i pm che hanno riaperto le indagini sulle stragi mafiose o le toghe di Firenze che hanno messo sotto inchiesta Guido Bertolaso. Ma anche le toghe che dopo la sentenza sul caso Mills ha definito ‘talebane’. Di questi magistrati il Csm elogia “la compostezza” per il silenzio con cui hanno risposto ad accuse “generiche ed ingiuste”.

Prima di votare sulla delibera, Mancino ha sottolineato: “Il presidente del Consiglio è un organo istituzionale, ha responsabilità politica e non può usare un linguaggio di insulti e talvolta intimidazioni nei confronti del libero esercizio dell’attività giudiziaria”. Il vicepresidente ha poi aggiunto: “non siamo una terza camera, il rispetto deve venire anche da uno che è titolato sul piano istituzionale verso altri che sono titolati sullo stesso piano”.

Mancino ha poi osservato che il processo “continua ad essere lungo e non giusto”. Il documento licenziato stasera da Palazzo dei Marescialli, ha aggiunto, “non può essere considerato nei termini di un attacco e di una difesa”. Ma, ha rilevato, è necessario “contribuire a un dialogo che sembra espulso dal confronto istituzionale”.

Poi rivolgendosi al consigliere laico del Pdl che aveva sostenuto che non fosse offensivo dare del ‘talebano’ a un magistrato, ha affermato: “Non credo che Anedda nel suo intimo ritenga che dare del talebano o del ‘peggio di Tartaglia’ sia un’espressione uscita per caso al premier. C’è una diversità di cultura politica, c’è chi ritiene che uno investito di consenso popolare sia immune da qualunque indagine e chi no”.

A stretto giro arriva la replica del portavoce del Pdl, Daniele Capezzone. “Poteva mancare una sortita politica, e naturalmente antiberlusconiana, del Csm e di Nicola Mancino, all’apertura della campagna elettorale? – sottolinea – No, e infatti non è mancata. Poi, però – aggiunge -, i signori magistrati non devono sorprendersi quando la stragrande maggioranza degli italiani, come attestano innumerevoli rilevazioni e ricerche, mostra sfiducia in una magistratura che appare (ed è) guidata da una frangia politicizzata e faziosa. Raccolgono i frutti della loro semina”.

http://adnkronos.leonardo.it/politica/401216/giustizia-da-csm-s-a-delibera-contro-premier-denigra-la-magistratura

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mar
09

L’on. Massimo Donadi a Fermo

Giovedì 11 marzo incontro con l’on. Massimo Donadi, capogruppo IdV alla Camera, presso l’Hotel ASTORIA di Fermo in via V.Veneto con il seguente programma

· Ore 12,30 conferenza stampa con giornalisti dei quotidiani locali e presentazione della lista IDV per le Regionali

· Ore 13,30 pranzo elettorale ( alla romana ) insieme all’on. Donadi

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mar
09

Governo Berlusconi: golpisti incapaci e da operetta!

[singlepic id=9 w=90 h=120 float=]La decisione del Tar del Lazio secondo la quale il decreto “ad listam” o “ad partito” non può essere applicato poiché trattasi di materia di competenza regionale dimostra almeno due cose:

1. Che il governo Berlusconi oltreché fatto di golpisti della peggior specie è fatto anche da incapaci, in primo luogo perché hanno una organizzazione che ha commesso errori inqualificabili nella presentazione delle liste e secondariamente perché quando in modo vergognoso ha cambiato le regole del gioco non è stato neppure in grado di farlo bene. E’ triste che a uomini come questi la maggioranza degli Italiani abbia affidato i destini del Paese!
2. La decisione del Tar suona come aggravante nel comportamento del Presidente della Repubblica Napolitano che ha legittimato un atto palesemente incostituzionale, apponendovi sotto la sua firma. Mi piacerebbe poter scoprire che l’ha fatto consapevolmente sapendo già le conseguenze poiché in tal caso sarebbe un genio.

Due motivi in più per scendere in piazza sabato a Roma ed in tutte le piazze d’Italia per contrastare la deriva autoritaria di un governo imbelle. Non fosse una situazione così grave e seria potremmo concludere che da questa vicenda sia Chaplin che Woody Allen avrebbero saputo trarne motivo per costruire scenette con le quali farci sbellicare dalle risa!

http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=243&Itemid=1

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mar
06

La legge “ad partito”: ultima chiamata contro il regime. Siamo ormai oltre il fascismo!

In una progressione impressionante dopo le leggi ad personam (dal “Lodo Alfano” al “legittimo impedimento”, dal decreto “intercettazioni” al “processo breve”) , dopo le leggi ad azienda(decreti a favore di Mediaset e a danno dei suoi concorrenti), dopo le leggi ad urbem (quelle degli amici naturalmente e cioè Roma, Catania, Palermo, Brescia), ora siamo al colpo finale: la legge ad partito.
Il decreto legge approvato ieri va ben oltre il regime. Il fascismo era arrivato al potere in modo legale. Qui si cambiano le regole elettorali quando le procedure sono già avviate. Dopo tale decreto non esiste più alcun limite alla legittimazione dell’illegalità. Se poi risultasse vero che il Presidente della Repubblica ha partecipato direttamente alla stesura del decreto è evidente che il contrappeso tra i poteri, che la Costituzione ha messo a fondamento della democrazia, non esiste più. Ed allora davvero questa è una last call (ultima chiamata) per il popolo italiano. Se la gente non comprende quanto ormai siano profonde le ferite che Berlusconi ed i suoi amici hanno inferto alla democrazia italiana ed accetta senza colpo ferire questa situazione, allora è solo questione di tempo (poco, pochissimo) ed il regime sarà compiuto e l’Italia sarà da classificare non più tra i Paesi democratici ma tra le dittature. Ora c’è solo una strada per chi crede nella democrazia: una grande, grandissima, protesta popolare, come non si è mai vista negli ultimi decenni. Solo se almeno 5 milioni di italiani scenderanno in piazza per manifestare il loro sdegno per la democrazia oltraggiata e per la difesa di una costituzione ferita a morte, forse c’è ancora un barlume di speranza per salvarla. E sì che, proprio a difesa della libertà degli elettori di poter votare per il loro partito, eravamo disponibili a sederci ad un tavolo per trovare una “soluzione politica” al problema(come emerge dal video), a condizione che la magistratura si esprimesse sui ricorsi presentati dal Pdl, e vi fosse una atto di consapevole riconoscimento dei propri errori da parte di Berlusconi. Questo decreto è invece l’emblema di una arroganza del potere senza limiti rispetto alla quale non possiamo restare in silenzio.

http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=242&Itemid=1

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mar
05

Manifestazioni organizzate dal partito

[slideshow id=7]MANIFESTAZIONI ORGANIZZATE DAL PARTITO

dove non possiamo ASSOLUTAMENTE MANCARE

1) il 11/03/2010 incontro con l’on. Massimo Donadi, capogruppo IdV alla Camera, presso l’Hotel ASTORIA di FERMO in via V.Veneto con il seguente programma:

· Ore 12,30 conferenza stampa con giornalisti dei quotidiani locali e presentazione della lista IDV per le Regionali

· Ore 13,30 pranzo elettorale (alla romana) insieme all’on. Donadi

2) il 12/03/2010 a PORTO SANT’ELPIDIO ore 21.30 , presso La Casa del Volontariato – Croce Verde, incontro con ON. PANCHO PARDI, il tema dell’incontro è  “ l’informazione e la Costituzione Violata”.
3) il 18/03/ 2010  ore 21.00 a MONTEGRANARO, presso ……….. (DA DEFINIRE), incontro con ON. SCILIPOTI ore 20:30, il tema dell’incontro è  “La Tutela della Vita”
4) il 19/03/2010 in Località VAL D’ASO, presso Ristorante “laghetti Santarelli” , incontro con gli AGRICOLTORI ora 20.30, il tema dell’incontro è “Agricoltura e Politiche Comunitarie nel Fermano ”.

Appena avremo notizie definitive verrete informati o dal sito Web o mediante le solite email.
Si prega comunque di non prendere ulteriori impegni per le date sopra indicate.

Il Coordinatore Provinciale IDV
Adolfo

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mar
01

Presentati i candidati dell’Italia dei Valori per le Regionali

L'Auditorium San Martino di Fermo

I candidati dell'Italia dei Valori alle Regionali

Sabato 27 febbraio nella suggestiva sede dell’Auditorium San Martino sono stati presentati i candidati della Provincia di Fermo alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale.
Ospite l’eurodeputato dell’Italia dei Valori Leoluca Orlando. Era presente anche l’onorevole David Favia nella sua qualità di Coordinatore Regionale.
Una lista in maggioranza rosa in quanto tre componenti su cinque sono donne.
Candidati che provengono da angoli diversi della Provincia di Fermo, ma soprattutto da esperienze personali, culturali e professionali diverse. Tutti accomunati dall’avere sottoscritto il Patto etico obbligatorio per candidarsi nella lista di Di Pietro, una specie di bollino di garanzia morale, caratteristica purtroppo rara in questi tempi di malgoverno diffuso e di corruzione imperante.

Ai cinque candidati l’onere di rappresentare l’Italia dei Valori, il partito del fare, ma sempre nel rispetto dei principi etici fondamentali.

Baiocco Luigino
Dopo avere lavorato per diversi anni in IBM, è ora Rappresentante di commercio. Risiede a Ponzano di Fermo.
Ha ricoperto la carica di Assessore nella passata Amministrazione Provinciale di Ascoli Piceno.
Fa parte del Direttivo provinciale dell’Italia dei Valori.

Marinangeli Adolfo
Ingegnere libero professionista, risiede ad Amandola con la moglie ed i suoi quattro figli.
Nella Provincia di Fermo è Assessore con diverse deleghe tra cui quelle al Genio ed alla Protezione civile, alle Politiche comunitarie, ai Parchi, alla Caccia e pesca.
È Coordinatore provinciale del Fermano dell’Italia dei Valori.

Properzi Donatella
Insegnante nella scuola primaria, risiede con la famiglia a Fermo.
È attiva nel volontariato ed responsabile di una associazione provinciale per tutela degli animali.
In lista come indipendente.

Tedeschi Claudia
Insegnante nella scuola primaria, risiede con la famiglia a Francavilla d’Ete.
È impegnata nel mondo del volontariato.
In lista come indipendente.

Testella Francesca
Laureata in legge, è assistente presso l’Università di Macerata come esperta di diritto dell’ambiente.
Vive a Montegranaro dove gestisce lo studio di consulenza legale ‘Animali e ambiente’.
È in lista come iscritta all’Italia dei Valori.

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