Monthly Archive: febbraio 2010

feb
24

Minzolini contro la Busi sul terremoto.

Maria Luisa Busi, volto noto del Tg1 delle 20, domenica mattina si reca a L’Aquila per firmare un servizio sulla situazione della ricostruzione e la sua troupe viene pesantemente contestata da un gruppo di cittadini, che accusano il notiziario di Rai uno di fare propaganda per il governo occultando scientificamente i tanti disagi e ritardi che stanno rendendo ogni giorno più difficile la vita di migliaia di sfollati.

La Busi, che evidentemente è una persona onesta e non se l’è sentita di negare quanto ha potuto toccare con mano, ha ammesso a titolo personale i limiti dell’informazione del suo telegiornale: «Quello che ho visto in questi giorni con i miei occhi è molto più grave di come talvolta è stato rappresentato. Migliaia di persone sono ancora in albergo, le case non bastano e la ricostruzione non è partita». Insomma, una situazione leggermente diversa dai miracoli del governo del fare capitanato dalla premiata ditta B&B (Berlusconi e Bertolaso) che in questi mesi ci ha raccontato la quasi totalità dell’informazione televisiva, Rai uno in primis con il duo M&V (Minzolini e Vespa).

Ovviamente Augusto Minzolini, come ogni leccapiedi che si preoccupa di salvare la faccia, non ci sta a fare la figura del cane da guardia del potere, di quello piazzato sulla poltrona importante per proteggere i padroni politici a discapito degli interessi dei cittadini, e meno che mai può accettare una critica tanto aperta da una collega che lavora sotto la sua direzione al telegiornale. Solo che c’è un piccolo problema: l’Emilio Fede del primo canale ha il grosso della redazione contro, e un richiamo alla Busi rischierebbe di rendere ancora più evidente questa imbarazzante situazione.

Allora come si procede? Si organizza un patetico colpo di mano, infilando un documento di sostegno alla linea editoriale del telegiornale al termine di una riunione il cui ordine del giorno prevedeva tutt’altri temi, quando la metà dei giornalisti se ne sono già andati, in modo che venti minzoliniani (su 130 redattori) riescano ad approvare poche righe di difesa d’ufficio del direttore.

Sul documento si legge: «Non è consentito a nessuno di offendere i giornalisti del Tg1 accusandoli di avere fatto e di fare un’informazione incompleta e faziosa per quanto riguarda la copertura del terremoto e del post-terremoto in Abruzzo». Sbagliato, in un paese libero, a chi paga il canone e a chi si ritrova ancora privo di un tetto senza che nessuno se ne accorga, è consentito protestare, criticare e anche offendere. Se Minzolini ha davvero qualcosa in contrario vada a discuterne, a telecamere accese, con quelli che non hanno ancora una casa. Siamo curiosi di assistere alla scena.

http://teleipnosi.blogosfere.it/2010/02/tg1-colpo-di-mano-di-minzolini-contro-la-busi-sul-terremoto-ma-lo-sostengono-solo-20-redattori.html

Link permanente a questo articolo: http://www.idvfermano.it/rilfessioni/minzolini-contro-la-busi-sul-terremoto/

feb
22

Bertone ai giovani: «La politica, vocazione alla salvezza della società»

“Quella politica è una vocazione al bene comune e alla salvezza della società. Un bene che non può non proiettarsi nel futuro. I giovani non sono quindi, semplici spettatori, ma attori della politica, che non può essere né rivolta al passato, né appiattita sul presente”. Lo ha ricordato il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano, intervenendo a Riccione al raduno annuale del coordinamento tra politici “Rete Italia”. Nella società di oggi, ha sottolineato il cardinale, “occuparsi di giovani e politica rischia di apparire un esercizio di stile” e “non si può biasimare il sentimento di delusione per le ‘storture’ che la politica può mostrare, legate alla fragilità di una condizione umana compromessa, anche se non in maniera irreparabile, dal peccato originale”. È una “grande responsabilità” quella dei giovani, ha proseguito il card. Bertone, “i quali sono partecipi delle cose future già a partire da quelle presenti” e “possono trovare un solido riferimento nel Vangelo e nella dottrina sociale della Chiesa”.

«Una nuova generazione di cattolici in politica». Di fronte alle sfide del mondo, ha ribadito il cardinale, “la Chiesa non propone una soluzione unica e universale” ma spetta “ai cristiani, come singoli e come comunità, il discernimento della realtà e la valutazione dei principi, criteri e direttive proposti dalla dottrina sociale della Chiesa per orientare la propria condotta nei diversi ambiti”. In questo senso, “la dottrina sociale non si presenta come un prontuario di soluzioni predefinite” ma “propone un modello di azione e di educazione politica che si esprime nei tre momenti del vedere, giudicare e agire”. Serve una “nuova generazione di politici cristiani” (in assonanza con quanto auspicato nell’ultima prolusione al Consiglio Permanente della Cei dal cardinal Bagnasco), chiamata “a tradurre la dottrina sociale della Chiesa in scelte concrete, ad operare una mediazione nella realtà” sull’esempio del “Codice di Camaldoli”. Per la dottrina sociale della Chiesa, ha precisato il card. Bertone, il primo principio permanente è “la dignità della persona umana” ed “ogni questione politica riconduce quindi all’uomo” con attenzione “al problema emergente della bioetica che tocca le questioni legate alla vita umana”; il secondo principio, invece, è la solidarietà che “non pone in secondo piano la giustizia, ma anzi offre a questa un orizzonte senza del quale anche la giustizia si trasforma paradossalmente in uno strumento di male”.

Il terzo principio della dottrina sociale della Chiesa, ha aggiunto il cardinale, riguarda la sussidiarietà ed implica una “sfida per la nuova generazione di politici cristiani” chiamati ad un “cambiamento dal basso, dal territorio, quindi dalle comunità locali chiamate a contribuire al bene comune della comunità nazionale ed in ultima istanza internazionale”; infine, il quarto principio è quello del bene comune perché tutte le persone “sono chiamate a ricercare ciò che unisce rispetto a ciò che divide”. Per il segretario di Stato Vaticano, “attraverso la lente della carità, le micro-relazioni, come l’amicizia e la famiglia, e le macro-relazioni, come lo Stato e la comunità internazionale, risultano essere connesse ed interdipendenti”. Per i cattolici, dunque, “il richiamo alla virtù diventa un imperativo che si lega alla propria missione nella storia, cioè quella di orientare la società a valori superiori”. Evitando “l’illusione del successo immediato” tipica del machiavellismo, ha concluso il card. Bertone, “la politica è chiamata a confrontarsi con la fragilità dell’uomo, anche ad apprendere dagli errori del passato e del presente, ma sempre coltivando la responsabilità dell’avvenire, da orientare alla virtù”.

19 Febbraio 2010
RIMINI

Link permanente a questo articolo: http://www.idvfermano.it/rilfessioni/bertone-ai-giovani-%c2%abla-politica-vocazione-alla-salvezza-della-societa%c2%bb/

feb
21

L’On. Leoluca ORLANDO a FERMO Sala S.Martino ore 17,00

Leoluca Orlando a Fermo alla presentazione della lista dell’Italia dei Valori per le Regionali.

 

Sabato prossimo 27 febbraio sarà a Fermo l’onorevole Leoluca Orlando. L’incontro avverrà alle ore 17,00 presso la Sala Convegni San MARTINO in occasione della presentazione dei candidati nella lista dell’Italia dei Valori per le prossime Elezioni regionali.

Il parlamentare è già stato diverse volte nel fermano: l’ultima nel mese di novembre del 2008 quando partecipò al 1° Corso di formazione politica organizzato proprio a Fermo dal Coordinamento Provinciale del partito che fa capo a Di Pietro.

Come già detto, il motivo della sua visita sarà la presentazione della lista del suo partito per le Regionali del prossimo mese di marzo, ma nella sua relazione non mancheranno sicuramente riferimenti all’attualità politica ed al recente 1° Congresso nazionale dell’Italia dei Valori.

In questo partito Leoluca Orlando ricopre il doppio incarico di portavoce politico nazionale e di europarlamentare a Bruxelles. In questa ultima veste è stato eletto al Congresso di Barcellona nel novembre 2009 Vice Presidente del raggruppamento ELDR, cioè quello dei Liberali democratici riformatori europei.

Il suo nome è da sempre noto per l’impegno profuso contro la mafia, assieme alle altre numerose battaglie civili nelle quali si è sempre battuto, non ultima quella contro la pena di morte.

Il pogramma completo della visita dell’On. Leoluca Orlando nelle Marche

Venerdì 26 :   ore 11,30 Ancona c/o sede IDV conferenza stampa

ore 13,30 - Pesaro pranzo elettorale e presentazione candidati circoscrizione

ore 20,00 - Ascoli Piceno per cena-buffet a seguire ore 21,00 incontro con cittadini

Sabato 27 :   ore 11,00 Ancona c/o sala consigliare comune conferenza stampa di presentazione candidati
ore 13,00 – Senigallia pranzo elettorale

ore 16,30 – Conferenza Stampa a Fermo per la presentazione della lista IDV alle regionali

ore 17,00 - Fermo manifestazione elettorale presso la Sala San Martino

ore 21,00 - Macerata manifestazione elettorale

Domenica 28: ore 10,00 HOTEL Miramare di Civitanova Marche convegno dal titolo: “La Costituzione è donna”

ore 13,00 Chiaravalle pranzo elettorale

Link permanente a questo articolo: http://www.idvfermano.it/eventi/lon-leoluca-orlando-a-fermo/

feb
20

Berlusconi e Cosentino: balletti azzurri e corruzione

E’ davvero esilarante l’annuncio di Berlusconi di un intervento legislativo del suo governo per inasprire le norme contro la corruzione. Si potrebbe chiosare così: “Può un corruttore combattere la corruzione?”.
Come è noto la sentenza che condanna Mills stabilisce che egli è stato corrotto e che il corruttore è stato Berlusconi. Affidare a Berlusconi la lotta alla corruzione sarebbe come incaricare “i rapinatori di arrestare i malviventi”, oppure incaricare “la Banda Bassotti della custodia del forziere di Paperone”. Vedremo nei prossimi giorni i contenuti del preannunciato provvedimento di legge. Statene certi che gli interventi di Berlusconi su questi temi, come su quelli della giustizia, non possono che essere “con il trucco”: qualche fregatura per i cittadini da qualche parte c’è di sicuro. Ancora più esilarante è la sua improbabile conversione alle “liste pulite”. Ha dichiarato: «Non credo ci siano dubbi sul fatto che chi sbaglia e commette dei reati non possa pretendere di restare in nessun movimento politico». Allora gli hanno chiesto: “Ma le sentenze debbono essere passate in giudicato?”. Ha risposto così: «Dipende da caso a caso: noi abbiamo deciso che le persone che sono sottoposte a indagini o processi in via di principio non debbano venire ricomprese nelle liste elettorali, ma anche che se ci sono dei dubbi sulla loro colpevolezza sarà l’Ufficio di presidenza a decidere caso per caso». Io penso che in questa materia i fatti valgano assai più delle parole. E i fatti dicono che, seguendo il copione del consueto balletto, ha respinto le dimissioni di Cosentino, per il quale i magistrati hanno chiesto l’arresto (negato dalla Camera), ha nel suo governo il Ministro Fitto (con due rinvii a giudizio per corruzione, per il quale pure era stato chiesto l’arresto). D’altronde se dovesse essere coerente dovrebbe immediatamente espellere sé stesso dal partito ed i 45 parlamentari carichi di condanne, rinvii a giudizio ed indagini. Ma è evidente siamo ancora una volta di fronte ad uno spot elettorale, ad una azione mediatica necessaria per risalire l’indice di gradimento (che ha subito un tracollo dopo le ultime vicende). Passate le elezioni dovremo dire: “tanto rumore per nulla”.

http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=237&Itemid=1

Link permanente a questo articolo: http://www.idvfermano.it/rilfessioni/berlusconi-e-cosentino-balletti-azzurri-e-corruzione/

feb
16

I “mariuoli” di Craxi e le “volpi nel pollaio” di Berlusconi

Dopo le nuove vergognose rivelazioni sugli appalti truccati della gestione Bertolaso della protezione civile, e dopo che in solo giorno sono stati arrestati il consigliere comunale di Milano del Pdl Pennisi ed il presidente della provincia Pdl di Vercelli Masoero entrambi per concussione, il Presidente del Consiglio Berlusconi ha parlato.
Si è detto preoccupato del fatto “”piccole volpi colte a rubare nel pollaio” facciano perdere consenso anche a lui, che non ha “mai rubato una lira”. Naturalmente fermo restando che saremmo sempre in presenza di un “attacco preordinato” di una “giustizia ad orologeria” e che dunque bisogna far capire alla gente che si tratta “di singoli casi di corruzione, di singole persone che sbagliano, non di un sistema generalizzato come quello di Tangentopoli”. Quanta assonanza tra Berlusconi e Craxi. Praticamente le stesse parole. Ricordate? Mario Chiesa fu il primo arrestato dal pool di Mani Pulite(guidato da Antonio Di Pietro) ed allora Bettino Craxi, , negò, intervistato dal Tg3, l’esistenza della corruzione a livello nazionale, definendo Mario Chiesa un mariuolo isolato, una “scheggia impazzita” dell’altrimenti integro Partito Socialista che “in cinquant’anni di amministrazione a Milano, non aveva mai avuto un solo politico inquisito per quei reati”. Corsi e ricorsi storici. Proprio domani vi sarà l’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti. Il suo procuratore generale, Mario Ristuccia, dirà che nel 2009 vi è stato un deciso balzo in avanti delle denunce per tangenti rispetto al 2008: +229% di quelle per corruzione e +153% di quelle per concussione. Secondo la Corte dei Conti, tradotto in soldoni, ciò significa circa 60 miliardi di euro all’anno di denaro preso dalle tasche dei cittadini. Un vero cancro ormai in metastasi che sta distruggendo il nostro Paese. Auguriamoci che le vicende di questi giorni servano davvero a far aprire gli occhi agli italiani ed anche a dare forza all’unico partito che sulla “questione morale” è nato e della questione morale ha fatto motivo della sua stessa essenza. Una ultima notazione. Berlusconi dice che lui “non ha mai rubato una lira”? Certo, non ne ha bisogno, lui ruba “legalmente” facendo leggi che favoriscono direttamente le sue aziende. Come il decreto Mediaset, che di fatto imporrà a Sky di rinunciare al 6% dei suoi incassi pubblicitari che andranno tutti nelle casse di Mediaset.

http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=234&Itemid=1

Link permanente a questo articolo: http://www.idvfermano.it/eventi/i-%e2%80%9cmariuoli%e2%80%9d-di-craxi-e-le-%e2%80%9cvolpi-nel-pollaio%e2%80%9d-di-berlusconi/

feb
16

IN MERITO A DE LUCA

Sono passati solo pochissimi giorni dalla mia elezione a Coordinatore Nazionale Giovani, ma già molto succede nella scena politica italiana. Per Italia dei Valori è tempo di scelte difficili, impopolari, sofferte, dove viene messa alla prova tutta la nostra fiducia.

Il caso di De Luca, candidato per il centrosinistra alla presidenza della regione Campania, tocca anche le coscienze dei più giovani, che come me seguono Italia dei Valori come un faro nella nebbia della politica italiana. Restii al compromesso, lontani dalla logica della “ragion di stato”, noi giovani viviamo la vicenda dell’appoggio a De Luca in Campania col fiato sospeso.

Il fatto che quest’ultimo sia destinatario di inchieste giudiziarie ovviamente ci spaventa. La paura è quella di perdere, dietro lui, la rotta verso la legalità, tracciata e mantenuta fino ad oggi con coerenza e severità dal nostro Presidente Antonio Di Pietro, e di trovarci in un battito di ciglio alla stregua dei partiti che abbiamo sempre combattuto. Davvero può avverarsi questo oggi? Tutto nasce purtroppo dalla necessità di doversi fidare. Con buona parte dell’elettorato campano pronto a votare il centrodestra di Cosentino, ed un Pd che non può da solo ingaggiare proficuamente questa competizione elettorale, quel che ci viene chiesto oggi è un atto di estrema fiducia, ed uno slancio di coraggio per aiutare la Campania, schierandosi con la coalizione di centrosinistra. Perdere la regione significherebbe perdere la possibilità di contribuire al risollevamento delle sue sorti, dopo che essa, negli ultimi anni, è salita agli onori della cronaca per le questioni più umilianti. La Campania sicuramente merita di più, e merita il nostro aiuto.

A De Luca devo riconoscere il coraggio di aver affrontato la numerosissima platea dei delegati al Congresso di Italia dei Valori per raccontare la sua versione dei fatti, poiché, al primo passo compiuto per salire il palco, i fischi avrebbero potuto sovrastare di gran lunga gli applausi. Al nostro Presidente l’onestà di aver confessato la difficoltà della scelta, attraverso la condivisione di questa con tutti i delegati. Solo ora riesco ad avvertire precisamente quella che viene chiamata la “solitudine del leader”, che si manifesta nei momenti delle scelte più ardue. Ma ho deciso di vivere in un paese dove non debbano servire più eroi, pertanto intendo compartecipare all’assunzione di questa responsabilità.

“Rispetto dell’autonomia della magistratura; accettazione dei processi e dimissioni immediate in caso di condanna” sono i punti inderogabili che fissano le condizioni della nostra alleanza. Anche i giovani dell’Italia dei Valori vigileranno attentamente sul loro rispetto, e di certo non attenderanno la sentenza della Cassazione per condannare una eventuale violazione di questo sofferto patto d’onore.

Confido che la verità processuale che verrà accertata possa dare ragione alla platea presente al Congresso, e che la Campania possa così trovare in noi un valido protagonista per la lotta alla camorra e alla “malagestione” della cosa pubblica.

RUDI RUSSO

Link permanente a questo articolo: http://www.idvfermano.it/eventi/in-merito-a-de-luca/

feb
13

Ciancimino come Bossi su Berlusconi!

L’altro giorno sono intervenuto alla trasmissione di Rai 2 “Il fatto del giorno”. In essa si è parlato delle dichiarazioni di Ciancimino e dei pentiti. Ho ricordato che fondamentalmente Ciancimino ha detto cose non diverse da quelle che già erano state detta da alcuni magistrati (e per esse vi rinvio ad un mio post in questo sito (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=203&Itemid=1 ) e che ripeteva spesso uno dei suoi più fedeli alleati di oggi: Umberto Bossi. Ho anche ricordato che ora vogliono cambiare la legge sui “pentiti” per tappare loro la bocca. Le sottosegretarie Casellati e Martini si sono sollevate sostenendo che sia il Ministro Alfano che il Ministro Maroni hanno solennemente dichiarato che quella legge non ci sarà. Il giorno dopo sono stati prontamente smentiti da Berlusconi in persona che ha detto: “Cambieremo la legge sui pentiti”.
Di seguito riporto dichiarazioni rese da Bossi alla stampa su Berlusconi, sull’origine dei suoi soldi e sulla fondazione di Forza Italia.
“Berlusconi è l’uomo della mafia. E’ un palermitano che parla meneghino, un palermitano nato nella terra sbagliata e mandato su apposta per fregare il Nord. La Fininvest è nata da Cosa Nostra. C’è qualche differenza fra noi e Berlusconi: lui purtroppo è un mafioso. Il problema è che al Nord la gente è ancora divisa tra chi sa che Berlusconi è un mafioso e chi non lo sa ancora. Ma il Nord lo caccerà via, di Berlusconi non ce ne fotte niente. Ci risponda: da dove vengono i suoi soldi? Dalle finanziarie della mafia? Ci sono centomila giovani del Nord che sono morti a causa della droga. A me personalmente Berlusconi ha detto che i soldi gli erano venuti dalla Banca Rasini, fondata da un certo Giuseppe Azzaretto, di Palermo, che poi è riuscito a tenersi tutta la baracca.

In quella stessa banca lavorava anche il padre di Silvio e c’erano i conti di numerosi esponenti di Cosa Nostra. Bisognerebbe conoscere le sue radici, la sua storia. Gelli fece il progetto Italia e c’era il buon Berlusconi nella P2. Poi nacquero le Holding. Come potrà mai la magistratura fare il suo dovere e andare a vedere da dove vengono quei quattrini, ricordando che la mafia quei quattrini li fa con la droga e che di droga al Nord sono morti decine di migliaia di ragazzi che ora gridano da sottoterra? Se lui vuole sapere la storia della caduta del suo governo, venga da me che gliela spiego io: sono stato io a metter giù il partito del mafioso. Lui comprava i nostri parlamentari e io l’ho abbattuto.

Quel brutto mafioso guadagna soldi con l’eroina e la cocaina. Il mafioso di Arcore vuole portare al Nord il fascismo e il meridionalismo. Discutere di par condicio è troppo poco: propongo una commissione di inchiesta sugli arricchimenti di Berlusconi. In Forza Italia ci sono oblique collusioni fra politica e omertà criminale e fenomeni di riciclaggio. L’uomo di Cosa Nostra, con la Fininvest, ha qualcosa come 38 holding, di cui 16 occulte. Furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano.

Forza Italia è stata creata da Marcello Dell’Utri. Guardate che gli interessi reali spesso non appaiono. In televisione compaiono volti gentili che te la raccontano su, che sembrano per bene. Ma guardate che la mafia non ha limiti. La mafia, gli interessi della mafia, sono la droga, e la droga ha ucciso migliaia e migliaia di giovani, soprattutto al Nord. Palermo ha in mano le televisioni, in grado di entrare nelle case dei bravi e imbecilli cittadini del Nord.”

http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=233&Itemid=1

Link permanente a questo articolo: http://www.idvfermano.it/rilfessioni/ciancimino-come-bossi-su-berlusconi/

feb
11

Il governo addestra corpi paramilitari

Nel decreto che proroga le missioni internazionali italiane il governo ha tentato, con un suo emendamento, di introdurre una sorta di “naja breve”, aperta ai cittadini, che in realtà si presterebbe bene all’addestramento di gruppi paramilitari. L’emendamento è stato dichiarato inammissibile ma sono certo che il governo ci riproverà. Per questo sono intervenuto in aula.
Signor Presidente, l’onorevole Di Stanislao ha già espresso la dichiarazione di voto per il nostro gruppo, dichiarando che voteremo a favore. Io vorrei segnalare che non sono certo che avremmo potuto farlo ove fosse stato approvato l’emendamento 9.100 del Governo che la Presidenza ha dichiarato inammissibile.
In quell’emendamento il Governo prevedeva che le Forze armate organizzassero corsi di formazione aperti a tutti i cittadini allo scopo di istruirli sulla difesa dello Stato. Ora, trattandosi di cittadini adulti, mi chiedo se una cosa di questo genere non assomigli tanto all’istituzione di corpi paramilitari e mi è venuto in mente che così venne fatto quando, novant’anni fa, fu istituita la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale che durante il Ventennio fu il primo passo per la fascistizzazione dello Stato (Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).
Quando noi dell’Italia dei Valori parliamo di un Governo che ha una tendenza strisciante verso il fascismo non parliamo di azioni teoriche, ma di azioni pratiche come questa: l’idea cioè che si usino strumenti e soldi dello Stato – 6 milioni di euro per tre anni – per scopi come questo quando non ci sono soldi e ci viene detto che non ci sono risorse per le forze dell’ordine. È veramente un atto inaccettabile, soprattutto perché attraverso di esso si può andare davvero verso l’istituzione di corpi paramilitari o di quelli che con il progetto Gladio, che qualcuno fosse qui ricorderà, già si sono svolti in passato. Noi faremo tutta la nostra seria e forte opposizione ad un progetto di questo genere che forse molti nell’Aula non conoscono, ed anzi invitiamo il Governo a dare spiegazioni su una richiesta e su un emendamento di questo tipo (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=232&Itemid=1

Link permanente a questo articolo: http://www.idvfermano.it/rilfessioni/il-governo-addestra-corpi-paramilitari/

feb
09

Convocazione del Coordinamento Provinciale mercoledi 10 febbraio 2010

Il Coordinamento Provinciale dell’Italia dei Valori è convocato per mercoledi 10 febbraio p.v. alle ore 21,30 presso la sede IdV di Fermo.

Ordine del giorno

1 Conferma della lista dei candidati alle prossime Elezioni regionali

2 Adempimenti relativi alle Elezioni regionali: raccolta firme per la presentazione delle liste, programmazione delle manifestazioni, ecc.

3 Varie ed eventuali

Si prega la massima puntualità.

Link permanente a questo articolo: http://www.idvfermano.it/eventi/incontro-del-coordinamento-provinciale-mercoledi-10-febbraio-2010/

feb
07

Concluso il 1° Congresso Nazionale dell’Italia dei Valori

La proclamazione di Antonio Di Pietro

Il 1° Congresso Nazionale dell’Italia dei Valori si è appena concluso. Sono stati tre giorni intensi in cui per il Partito si è chiusa un’epoca ed una nuova è appena cominciata. Da una parte l’acclamazione di tutta l’assemblea a conferma del presidente Di Pietro alla guida dell’IdV, dall’altra l’ulteriore apertura verso nuove alleanze. Il passato che ha visto la progressiva trasformazione dell’Italia dei Valori da movimento a partito, il futuro con la creazione di una coalizione in grado di accantonare l’attuale governo di centro destra. Il Partito continuerà la sua alleanza con il Pd e con le forze della sinistra, ma dovrà trovare anche nell’Udc un partner politico obbligato. Una scelta sofferta quest’ultima, ma sicuramente in grado di aprire nuovi scenari. Ed ancora la ricera di professionalità nell’ambito della cosiddetta società civile e braccia aperte ai movimenti in tutte le loro variegate coniugazioni. Decisioni a volte difficili, non sempre prive di contestazioni, ma che marcheranno la linea politica dell’IdV nei prossimi mesi, a cominciare dalla imminente tornata elettorale per il rinnovo di molti consigli regionali.
Anche il Coordinamento provinciale di Fermo ha partecipato al Congresso romano con ben undici delegati.

Link permanente a questo articolo: http://www.idvfermano.it/eventi/concluso-il-1%c2%b0-congresso-nazionale-dellitalia-dei-valori/

feb
04

Andare a puttane è “legittimo impedimento”!

Ieri sono intervenuto ancora in dichiarazione di voto sull’art. 1 della legge sul cosiddetto “legittimo impedimento”. Riporto di seguito il resoconto:
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole Borghesi. Ne ha facoltà.
ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, il Presidente del Consiglio, parlando da Israele, dove un Presidente del Consiglio si è dimesso per essere stato rinviato a giudizio, ha detto che ha già speso 200 milioni di euro di avvocati.
Ebbene, potrei limitarmi a dire, visto che siamo ancora qui, “che si cercasse degli avvocati migliori”. Ma io dico: quante centinaia di milioni di euro è costato ai contribuenti italiani l’uso, e l’abuso, che il Presidente del Consiglio ha fatto in modo strumentale dell’intero Parlamento, della Corte costituzionale, per evitare di andare davanti ai suoi giudici (Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania) ? Di questo dovremmo parlare ! Signor Presidente, siamo in presenza di un funzionario che, per quanto alto in grado, con questo provvedimento, deciderà che cosa è il legittimo impedimento. Potrebbe essere l’inaugurazione di una piccola strada di paese, ma siccome si fa esplicitamente riferimento alla serenità, e ognuno la serenità se la dà come crede, potrebbe essere (beninteso da utilizzatore finale) un incontro con una prostituta,
Presidente (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Certo ! Certo, colleghi ! Ciò che è già successo, Presidente, può succedere ancora ! PRESIDENTE. Onorevole Borghesi…
ANTONIO BORGHESI. E che civiltà della giustizia ha un Paese nel quale si antepone all’accertamento della verità un incontro con una puttana, scusi Presidente, con una prostituta (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà) ? Vuol dire che in questo Paese la giustizia è stata calpestata, derisa, vilipesa, macellata, gettata al macero, gettata alle ortiche, cestinata, offesa, sfregiata, violentata, oltraggiata (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà)… PRESIDENTE. Colleghi per cortesia !
ANTONIO BORGHESI. …maciullata, saccheggiata, uccisa, signor Presidente ! Questo provvedimento è il funerale della giustizia. Per questo l’Italia dei Valori voterà contro (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=229&Itemid=1

Link permanente a questo articolo: http://www.idvfermano.it/eventi/andare-a-puttane-e-%e2%80%9clegittimo-impedimento%e2%80%9d/

feb
01

La macelleria fiscale di Tremonti e Berlusconi: uno schifo istituzionale

Tremonti promette tagli alle tasse quando ci sarà la ripresa. E parla di riforma del fisco proponendo due sole aliquote, il che vorrebbe dire cancellare la progressività delle imposte, sancita dalla Costituzione. Ma intanto sotto la sua sapiente guida gli evasori fiscali ingrassano e ringraziano.
Il ministro Tremonti non ha fatto nulla per far pagare le tasse a chi non le paga. Lo testimoniano i nuovi dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni dei redditi del 2008. I 21 milioni di lavoratori dipendenti (pensionati esclusi) ha dichiarato in media 21.600 euro. I lavoratori autonomi denunciano un reddito imponibile medio di 17.977 euro se in contabilità semplificata (fatturato inferiore a circa 500 mila euro) e 33.149 se in contabilità ordinaria, ma tra essi gli agricoltori 9.386, in semplificata e 33.086 in ordinaria, gli impresari edili 19.568 e rispettivamente 17.533(!), i commercianti 18.301 e 18.494(!), gli albergatori e ristoratori 13.907 e 27.748, i trasportatori 15.592 e 38.300, gli agenti immobiliari 19.320 e 29.282. Si tenga presente che i lavoratori autonomi in semplificata sono circa 1,5 milioni, mentre quelli in ordinaria sono circa 700 mila. I professionisti(circa 700mila) dichiarano solo leggermente di più (in media 44.266 euro). I contribuenti con redditi dichiarati sopra i 150mila euro sono solo 129.278 (il 3 per mille) e di essi l’86% sono dipendenti o pensionati, cioè soggetti con ritenuta alla fonte. Nel nostro Paese lo scorso anno sono state vendute 620 Ferrari, 151 Lamborghini, 180 mila fra Mercedes, Bmw, Audi, per un totale di 206 mila auto dal prezzo medio di 103 mila euro. Se questo non è uno scandalo non so cosa possa esserlo! E non parliamo degli yacht di lusso intestati per oltre il 70% a nullatenenti o ultraottantenni. Contro questa situazione il Ministro Tremonti non ha fatto nulla. Ha cancellato le norme anti evasione del governo Prodi. Nella sua illustre carriera ha fatto di tutto per favorire gli evasori e gli elusori: è l’uomo-condono per eccellenza. Nel precedente governo Berlusconi ne ha fatti 10: gli evasori si sono autodenunciati accettando di pagare 11 miliardi di euro, ma ne hanno realmente pagati 6 e Tremonti è stato incapace di farsi dare il resto o di annullare i benefici dell’autodenuncia. In questi due anni ha fatto di peggio: ha fatto una norma che permette ad un evasore totale, se scoperto, di pagare quanto avrebbe dovuto con una modesta sanzione (10%) e con la facoltà di rateizzare il dovuto, senza che il mancato pagamento di una rata faccia venir meno i benefici all’evasore. Cioè Tremonti persevera nell’idiozia già vista con i suoi condoni. E poi si è messo a capo della peggiore feccia politica, con la reiterazione dello scudo fiscale: il più grande regalo mai visto ai grandi evasori, ai corruttori e falsificatori di bilanci, ai mafiosi e camorristi. D’altronde cosa possiamo aspettarci da uno che prima di fare il Ministro insegnava alle grandi imprese ed alle banche come evadere ed eludere il fisco, incassando parcelle milionarie? I cittadini onesti alzino la voce e pretendano la pubblicazione on line delle dichiarazioni dei redditi di tutti i contribuenti in modo che vi sia il controllo sociale su tutti coloro che vediamo girare su macchine di lusso o con orologi o gioielli di valore milionario. E’ stato proprio Tremonti ad impedirlo, richiamandosi alla privacy (sic!), quando l’agenzia delle entrate lo aveva fatto.

FONTE: ANTONIOBORGHESI.IT

Link permanente a questo articolo: http://www.idvfermano.it/rilfessioni/la-macelleria-fiscale-di-tremonti-e-berlusconi-uno-schifo-istituzionale/