Daily Archive: mer, 7 ottobre 2009

ott
07

Il Lodo Alfano è illegittimo

LODO ALFANO: CONSULTA, E’ ILLEGITTIMO
Roma, 7 ott. – (Adnkronos) – Il lodo Alfano e’ stato dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale. E’ questa la sentenza emessa dai 15 giudici costituzionali riuniti dal pomeriggio di ieri in camera di consiglio segreta a Palazzo della Consulta per decidere sulla costituzionalita’ della legge che sospende i processi per le quattro alte cariche dello Stato: i presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera e del Consiglio.

(Bon/Zn/Adnkronos) 07-OTT-09 18:17

DI PIETRO, PREMIER SI DIMETTA
Il lodo Alfano “è incostituzionale. E noi lo abbiamo detto subito, sin da quando ci riunimmo a piazza Navona in migliaia per gridare allo scandalo su questa legge che Berlusconi si è fatto per sistemare i suoi processi. Già allora, ci rivolgemmo al capo dello Stato per pregarlo di non firmare questo scempio di incostituzionalità e immoralità”. Lo afferma il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, commentando la sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano. “Allora rimanemmo stupiti – aggiunge Di Pietro – che il capo dello Stato, non solo firmò il Lodo, ma dichiarò che lo faceva non per dovere, ma perché lo riteneva del tutto costituzionale”. “Spero che da oggi, alla luce della decisione della Consulta – conclude – il presidente del Consiglio la smetta di fare leggi a proprio uso e consumo, si dimetta dall’incarico e vada a fare quello che da 15 anni si ostina a non voler fare: l’imputato. E spero che il presidente della Repubblica, d’ora in poi, non sia così frettoloso nel firmare provvedimenti incostituzionali e immorali”.

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ott
07

Alice nel paese del Servizio Sanitario Regionale

Pubblico questo articolo, ricevuto da un nostro simpatizzante.

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“Viene spesso raccontata a noi marchigiani la bella favola sull’asserita eccellenza dell’assistenza sanitaria pubblica nella nostra regione; come accade anche ai bimbi più ingenui basta alzare gli occhi dal libro per accorgersi che la realtà è un’altra cosa.
Il Sud della Marche, Cenerentola di un’Amministrazione Centrale Matrigna, elemosina briciole di rispetto attendendone la caduta dai tavoli anconetani sempre più inaccessibili alle istanze delle province meridionali.
Questi “lander” di assoluta eccellenza sotto il profilo imprenditoriale, turistico, ambientale e sociale offrono certamente al finanziamento della sanità marchigiana più di quanto ricevano mentre la spartizione verticistica degli enti del nostro servizio sanitario assicura a consulenti, politici, sindacalisti un’occasione ineguagliabile di faraonico successo.
Al capezzale di un settore delicatissimo per il nostro tessuto civile è accorsa una tipologia di dirigenti, di cui tra l’altro non si sentiva il bisogno e che non verrà rimpianta, priva di radicamento territoriale e quindi carente di capacità di ascolto, la quale -dopo laboriosa applicazione- è riuscita nell’agevole missione di essere forte con i deboli e debole con i forti grazie a manovre molto discutibili.
Al cospetto di ciò si sono distinti organismi di governo che non possono evitarsi di valutare o pavidi, e quindi inadeguati, o ignari, perché incapaci di esercitare la funzione di controllo, o cointeressati, in quanto concordi nella tacitazione del dissenso, nel dirigismo delle coscienze, nella ricompensa degli adulatori e nella gratificazione di intere famiglie di supini servitori.
Tante le questioni da affrontare fattivamente e però, da parte dell’Amministrazione regionale, esse sono estratte dal cilindro magico nel tendone del dibattito consiliare e quindi, come le armi di mussoliniana memoria, vengono poi riposte in un ben celato dimenticatoio onde riuscirne vieppiù logore nelle successive esibizioni circensi del burocrate o del politico di turno; dinanzi alla temibile concorrenza delle strutture sanitarie romagnole e al rischio di mobilità verso le numerose cliniche abruzzesi, la pianificazione centralistica continua a “puntare” sull’area metropolitana di Ancona mentre alle province del sud-regione resta la “questione meridionale” del pellegrinaggio sanitario.
Le conferenze programmatorie locali sono oramai dequotate da importanti strumenti attuativi di dettaglio a rissose assemblee condominiali in cui, all’esito del gioco equilibristico delle rivendicazioni di cortesie,vengono rilasciate all’amministratore di turno avventate deleghe in bianco; di fronte a tale teatrino disarmante di auto-referenzialità ed auto-celebrazione da parte dei vertici del nostro sistema assistenziale si ricordi sempre che i veri reggitori delle sorti sanitarie marchigiane in realtà non compaiono perché il peso specifico a livello nazionale delle Marche è irrilevante e conseguentemente quelli che si agitano tanto sul palcoscenico locale sono solo pupi mossi da pupari annidati presso le segreterie di partito romane.
Cari concittadini delle province di Fermo, Ascoli Piceno e Macerata, addormentatevi pure con la bella fiaba che tutto va bene perché l’importante è che sappiate appunto che questa è una favola e non la realtà; ricordatevelo per favore mentre aspettate in lista d’attesa affinché questo nostro amato territorio non diventi ……l’ottavo nano!”

By Tirso Cosma

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