Monthly Archive: settembre 2009

set
30

I caduti di Kabul

caduti_kabul

I caduti di Kabul e il cuoco di Cesare – di Franco Cardini

Se lo domandava molto tempo fa il vecchio Bertolt Brecht: Giulio Cesare ha conquistato tutta la Gallia: ma non aveva nemmeno un cuoco? Gli fece eco, anni più tardi, il nostro Lucio Dalla in Itaca: “Capitano, che hai negli occhi – il tuo splendido destino – pensi mai al marinaio – a cui mancan pane e vino? – Capitano, che hai trovato – principesse in ogni porto, – pensi mai al rematore – che sua moglie crede morto?”.
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set
28

Salviamo REPORT una proposta dell’IDV

La proposta formulata da Italia dei Valori di salvare Report, creando attorno al programma una rete di cittadini e consumatori che, con un simbolico sostegno economico ai giornalisti, si riapproprino del loro fondamentale diritto ad essere informati, ha avuto un notevole successo: numerosissimi cittadini, già in questi pochi giorni, hanno chiamato, hanno scritto, dichiarando la loro adesione all’iniziativa. A segnalarlo è Giovanni D’Agata componente del dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Idv.
Molti avvocati si sono proposti di assumere in maniera assolutamente gratuita la difesa dei giornalisti di REPORT nel caso in cui dovessero essere chiamati in giudizio e l’azienda rifiutasse la copertura legale.
Queste disponibilità ci hanno indotti a rilanciare e rafforzare la nostra azione a difesa del programma.
Oltre all’iniziativa “UN EURO PER REPORT”, che abbiamo già presentato nei giorni scorsi, con la quale abbiamo invitato i cittadini, in occasione del prossimo pagamento del canone RAI, ad aggiungere al canone l’importo di un euro, specificando che tale importo è destinato a coprire le spese legali di REPORT, Idv propone un’altra iniziativa: “CENTO AVVOCATI PER REPORT”, ed annuncia di aver costituito un pool di avvocati che, in caso di necessità, difenderanno in maniera assolutamente gratuita i giornalisti di REPORT che dovessero subire azioni giudiziarie, sia civili che penali, per fatti connessi al programma. E’ ovviamente aperta l’adesione al pool a tutti gli avvocati che volessero nel frattempo dichiarare la loro disponibilità.
ITALIA DEI VALORI , anche attraverso questa iniziativa, ribadisce il proprio impegno contro tutte le forme di arroganza del potere e di prevaricazione, ed a favore dei consumatori e dei cittadini, per la tutela dei diritti.
http://www.lucanianews24.it/?p=21784

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set
28

2° Corso di Formazione Politica

Stiamo preparando la seconda edizione del Corso di formazione politica residenziale che l’anno scorso ha avuto un successo incredibile ed inaspettato.
http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/event.php?eid=167393291139&ref=nf
E’ nostra intenzione anche quest’anno riproporlo ma con maggiore attenzione ed impegno. Il corso avrà la durata di tre giorno dalle ore 17.00 di venerdì 15 gennaio alle 18.00 di domenica 17 gennaio 2010. Sarà, come lo scorso anno,  aperto a TUTTI,  iscritti e non. Per i giovani al di sotto dei 25 anni il corso e la residenza saranno gratuiti a spese dell’ IDV del Fermano.

SEGNALATECI ED INVIATECI VOSTRI CONSIGLI E SUGGERIMENTI anche via email. - Per le prenotazioni scrivere una email ad info@idvfermano.it oppure a  coordinatore@idvfermano.it

Ipotesi di Programma ( …..…..da completare insieme)

Venerdì 15 gennaio 2010

  • Ore 16.30       Registrazione dei Partecipanti
  • ore 17.30        Incontro sulla comunicazione di massa “La comunicazione non verbale ” prof. Palmieri
  • Ore 20.30       Cena di gruppo
  • Ore 21.30       Incontro dibattito politico – Confronto fra due diverse esperienze politiche amministrative

Sabato 16 gennaio 2010

  • Ore 9.30         L’amministrazione Pubblica – Procedure e legislazione
  • Ore 10.30       Storia e filosofia della politica
  • ore 12.00       Dibattito in Sala
  • Ore 13.00       Pranzo
  • Ore 14.30       Lezione sulla comunicazione di Massa dott. Maria Grazia Vallorani
  • Ore 16.30       Incontro sui Giovani e la Politica ( IDV Giovani)
  • Ore 18.30       Incontro “le Donne e la loro presenza in Politica” (gruppo IDV Donne )
  • Ore 20.30       Cena
  • Ore 21.30       Manifestazione pubblica con nostro onorevole

Domenica 17 gennaio 2010

  • Ore 9.30         Saluto delle autorità
  • Ore 10.00       Saluto degli onorevoli IDV presenti
  • Ore 10.30       Incontro dibattito
  • Ore 12.00       Interventi di sala
  • Ore 13.00       Pranzo
  • Ore 14.30       Libero confronto tra i partecipanti al corso
  • Ore 17.00       Discorso di chiusura

E’ prevista ……….per ora la gradita partecipazione di :

  • On. Leoluca Orlando – Direttore del Corso
  • On Ivan Rota
  • On Silvana Mura
  • On Eur. Niccolò Rinaldi
  • Sen Li Gotti
  • On. David Favia
  • Sen Borghesi
  • On. Mimmo Scilipoti
  • Cons. Reg. Massimo Romano

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set
27

Vergogna!! 12.000 € al mese al figlio di Bossi!!!

Renzo Bossi: incarico da 12.000 € al mese

Mercoledì 09 Settembre 2009 21:57

Carica ad Hoc nell’osservatorio dell’expò di Milano

Non ho parole.

Che in Italia non vige la meritocrazia questo è noto a tutti, ma questo è troppo!

Io francamente sono sdegnato da questo Stato che condanna “i figlio di nessuno” che nella loro vita si sono fatti il culo per andare avanti, mentre concede stipendi di 12 000 euro a personaggi di questo genere.

Neolaureati con il massimo di voti, professionisti e ricercatori, per riuscire a lavorare devono fare i bagagli e raggiungere altre nazioni e spesso altri continenti, perchè il loro lavoro è occupato da parassiti della società che in un paese civilizzato avrebbero, con le competenze, al massimo la possibilità di trovare impiego come spalatori di merda.

La lega, si sa, è sempre stata contraria all’odioso nepotismo di “Roma Ladrona” ed assolutamente estranea al clientelismo tipico della cara e vecchia Dc (e diciamo pure di ogni partito politico esistente).

Il partito del Carroccio, anche questo è risaputo, ha sempre fatto della coerenza la sua più gran virtù e, difatti, Calderoli si è subito precipitato a far la pace con la Chiesa; ribadendo le sue radici cristiane (il fatto che si fosse sposato con un paganissimo “rito celtico” è un trascurabile dettaglio). Umberto Bossi, da sempre un convinto anti-meridionalista, si è sposato invece una siciliana e, sempre lo stesso Senatùr, promotore dell’inferiorità culturale dei terroni, ha visto il figliolo Renzo bocciato per ben tre volte all’esame di maturità. Il monumento alla coerenza della predica, però, i bravi Leghisti lo hanno eretto solo qualche giorno fa; nominando proprio il piccolo e neo-diplomato Renzo Bossi membro di un “osservatorio” dell’Expo di Milano (che i più maliziosi considerano creato ad hoc per far guadagnare qualche soldino a “Bossino”).

Non solo: il Senatùr ha pensato proprio a tutto e, per sistemare al meglio il suo ram(pollo), ha fatto in modo che, l’altro campione leghista di ottime prediche e pessimi razzolamenti Francesco Speroni, nominasse suo portaborse in Europa indovinate chi? Ma è semplice: Renzo Bossi.

Lo stipendio mensile di questo diplomato che è già “Team Manager” della Nazionale Padana sarà di “soli” 12.000 euro. Ma non scandalizzatevi, signori: non prendetevela se voi, poveri plurilaureati 30enni, dovete vivere con 1000 euro al mese e, questa “trota” (così lo definisce affettuosamente il papà) guadagnerà 12 volte di più. Del resto, chi parla di plateale ed intollerabile caso di nepotismo, non conosce il fulgido curriculum del preparatissimo Renzo Bossi. Lo riassumiamo di seguito per buona pace dei lettori.

-Bocciato tre volte all’esame di stato

-Team manager della Nazionale Padana

-Inventore e promotore di “Rimbalza il clandestino”

Insomma: 12.000 euro netti mensili strameritati.

http://abbronzati.blogspot.com

http://groups.google.com/group/it.politica/browse_thread/thread/2955c93916e76a9f/6b042bb5b6f9de84?lnk=raot

http://www.laltranotizia.net/2009/09/renzo-bossi-incarico-da-12000-euro-al.html

http://diebrucke.it/articoli/un-po-di-chiarezza-su-renzo-bossi-a-beautiful-mind.html

vi sembra il caso di smentire?

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set
27

Brunetta: piccolino ed anche bugiardo

Il Ministro Brunetta di cazzate ne spara in continuazione. E con esse lancia fantasmagoriche iniziative destinate secondo lui a migliorare la vita degli Italiani.

Ha iniziato con la caccia ai “fannulloni” del settore pubblico e con roboanti comunicati ha poi magnificato i suoi risultati: l’assenteismo è diminuito del 37% ha urlato. Poi si scopre che le cifre sono state truccate : sono stati considerati solo gli enti che hanno inviato i dati spontaneamente. In questo modo il campione non è rappresentativo ed inoltre non comprende scuola, università, regioni e pubblica sicurezza, cioè una larga fetta di apparato statale. Ad esempio a luglio mancavano i dati del ministero degli Interni e di quello dei Trasporti, della Provincia e del Comune di Milano, dei Comuni di Torino, Bari e Venezia, che invece erano compresi il mese prima. Leggi tutto »

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set
27

Riforma Gelmini e lotta dei precari

Comunicato Stampa

In due anni La riforma Gelmini provocherà l’allontanamento di più di 130 mila persone tra corpo docente ed Ata.
Le conseguenze di questa azione saranno
l’impossibilità a sostenersi per intere famiglie di lavoratori precari, per di più in un grave periodo di crisi occupazionale e l’impoverimento dell’offerta formativa e didattica.
A tutto ciò si aggiungerà
lo spopolamento in tanti piccoli centri interni delle strutture d’istruzione della prima infanzia e dell’adolescenza.
L’onorevole Di Pietro ha espresso chiaramente il suo parere, auspicando l’immediato ritiro della famigerata ed ormai nota riforma. Leggi tutto »

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set
26

L’acqua è nostra non del mercato

acqua: bene pubblico

di Luigi De Magistris (fonte http://www.luigidemagistris.it/)

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Seminerà più sofferenza e vittime dei conflitti per il controllo del petrolio e del gas, perché la popolazione planetaria cresce e i cambiamenti climatici rendono l’acqua una risorsa preziosa e sempre meno disponibile. Così la guerra per l’oro blu rischia di diventare il prossimo terreno di scontro fra Nord e Sud del mondo, causa di migrazioni dei popoli, origine della discriminazione sociale anche nel mondo sviluppato tra chi potrà accedervi e chi ne resterà privo.
Per questo è indispensabile respingere fin da oggi la lunga e pericolosa mano del mercato, il suo tentativo di controllare e speculare su un bene tanto prezioso quanto raro. Contrastare, quindi, ogni forma di privatizzazione dell’acqua, diffondendo il principio che l’acqua è un diritto e come tale va considerato un bene comune, da garantire a tutti e da tutti gestita.
Una battaglia che coinvolge anche il nostro Paese, dove i tentativi di privatizzazione, che rispondono a livello locale al bisogno delle amministrazioni di fare cassa, devono essere respinti. Così come da respingere è l’azione del Governo, che in occasione del Cdm, lo scorso 9 settembre, ha varato le modifiche all’articolo 23 bis della Legge 133/2008 all’interno di un decreto legge per l’adempimento degli obblighi comunitari. Figlio dell’accordo tra il ministero degli Affari regionali e della semplificazione della legislatura, cioè di Fitto e Calderoli, con la benedizione ovviamente di Confindustria, queste modifiche riguardano l’affidamento dei servizi pubblici locali e stabiliscono che la gestione di questi stessi servizi veda protagoniste, attraverso bandi di gara, società miste, il cui socio privato deve possedere non meno del 40% ed essere socio industriale con compiti di gestione operativa.
Tradotto in parole semplici: anche l’acqua è sottratta alla gestione pubblica e affidata al mercato, quindi possibile forziere di arricchimento e speculazione privata. Una scelta grave, compiuta nel silenzio mediatico e politico, coperta dal Governo attraverso l’abito mistificatorio del decreto legge, che aveva come unico fattore di urgenza quello di rendere subito l’acqua non più un bene di tutti ma patrimonio di pochi, funzionale al loro arricchimento.
Di questa decisione il Governo deve rendere conto e per questo ho deciso di presentare al Parlamento europeo un’interrogazione sul tema. Nel 2006 proprio Bruxelles ha approvato una risoluzione che afferma che “l’acqua è un bene comune dell’umanità e come tale l’accesso costituisce un diritto fondamentale della persona umana”. Nel marzo 2007, sempre a Bruxelles, si è riunita l’Assemblea mondiale dei cittadini e degli eletti per l’acqua ed è stata approvata una lettera rivolta a tutti i capi di stato e di governo del mondo, a tutti i presidenti dei parlamenti nazionali e sovranazionali e ai membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per richiedere un impegno sul tema.
La battaglia per l’acqua come bene pubblico e diritto universale, in Italia e in Europa ma anche nel resto del Pianeta, è uno dei tasselli essenziali per costruire “un altro mondo possibile”. Cominciando appunto dal nostro Paese, dove le forze politiche devono unirsi nella richiesta all’esecutivo di cancellare le modifiche alla legge 23 bis; dove le amministrazioni locali, in particolare i comuni, devono dichiarare l’acqua bene di tutti e privarla di rilevanza economica, scegliendo di affidarla alle aziende pubbliche ad esclusivo capitale pubblico, così come dovrebbe fare il Governo.In Commissione Ambiente della Camera, infine, è stata depositata una Legge di iniziativa popolare per una gestione pubblica dell’acqua che ha raccolto 400mila firme. Che fine ha fatto e perché continua a riposare dimenticata in Commissione, quando in Italia l’acqua scarseggia e in Sicilia è già oggetto di razionamento ma soprattutto di controllo mafioso?Sul tema l’Italia dei Valori ha presentato recentemente una mozione in Parlamento per chiedere al Governo di tutelare i diritti dei cittadini perché l’acqua sia rispettata come bene inalienabile e indisponibile, soprattutto da parte delle lobby e delle multinazionali, insomma del mercato.
L’acqua è stata indicata nel settembre 2007 dall’Onu come un diritto umano, estensione del diritto alla vita. Non siamo quindi soli in questa battaglia: forum e associazioni non solo esistono ma lavorano già da tempo per riconsegnare l’accesso e il controllo idrico alla comunità. Forse il Wto o il Fondo monetario internazionale, forse Confindustria o la filosofia della deregulation selvaggia ci remano e remeranno contro, ma è una sfida che si può vincere. Anzi, si deve vincere.

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set
24

4° Incontro Nazionale a Vasto

La squadra del Fermano!!

La squadra del Fermano!!

Ho partecipato al 4° Incontro Nazionale dell’Italia dei Valori che si è tenuto a Vasto nei giorni dal 18 al 20 settembre. È stato sicuramente un week end molto interessante, vissuto insieme ad una numerosa rappresentanza di amici del Fermano. Si è sentito parlare e si è parlato di politica, ma anche di cultura, economia, attualità. I tanti oratori che si sono avvicendati sul palco allestito nel suggestivo cortile di Palazzo d’Avalos hanno raccontato la loro Italia e la loro Europa. Finalmente abbiamo potuto ascoltare quelle voci e quelle idee che tanto difficilmente raggiungono i media più diffusi. È proprio di oggi una agenzia di stampa con una parziale ammissione in questo senso da parte di Mauro Masi, Dg della Rai. Partecipare a questi incontri rafforza in ognuno di noi la convinzione che una Italia diversa è possibile e che dipende però dall’impegno di tutti cercare di riportare il nostro paese in una situazione di normalità democratica alla pari degli altri partner europei. Voglio infine sottolineare un altro aspetto di quanto vissuto nel corso di questi tre giorni e cioè la felice esperienza dello stare insieme a persone con cui si condividono idee e passioni, quel sentirsi un gruppo affiatato e coeso pronto a raggiungere traguardi sempre più ambiziosi.

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set
23

Incontro dipartimento giovani IDV

Martedì 29 Settembre alle 21:30 presso la sede provinciale in Viale Vittorio Veneto 7 (di fronte hotel Astoria) a Fermo, si terrà l’assemblea del Dipartimento Giovani col seguente ordine del giorno:

- Organizzazione Corso di politica del prossimo Novembre.
- Discussione nuove direttive del Presidente dopo l’incontro di Vasto.
- Discussione sulle prossime elezioni del nuovo direttivo giovani (a tutti i livelli).
- Tesseramento 2009/2010.
- Proposte e organizzazione manifestazioni ed incontri.

La riunione è aperta a tutti (iscritti e non) i giovani di età compresa tra 16 e 35 anni.
Il Direttivo Provinciale Dipartimento Giovani vi aspetta!!

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set
23

Parco dei Sibillini: sospensione bandi imprese appaltatrici

Monti Sibillini (foto concessa da Pierdante Romei)

(foto concessa da Pierdante Romei – http://www.flickr.com/photos/fasterbit/)

Di seguito il testo della nota inviata dall’Assessore Provinciale Adolfo Marinangeli ( IdV ) al Ministro dell’Ambiente On. Stefania Prestigiacomo.

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al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
On. Stefania Prestigiacomo
Via Cristoforo Colombo, n. 44 00147 Roma

al Segretario Generale del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Consigliere della Presidenza del Consiglio dei Ministri
dott. Marco De Giorni
Via Cristoforo Colombo, n. 44 00147 Roma

al Presidente della Giunta Regione Marche
dott. Gian Mario Spacca
via Gentile da Fabriano, 5 60125 Ancona

al Presidente del Consiglio Regionale delle Marche
dott. Raffaele Bucciarelli
Piazza Cavour, 23 60121 Ancona

al Presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini
dott. Massimo Marcaccio
Piazza del Forno, snc 62039 Visso Mc

oggetto: Sospensione bandi Imprese appaltatrici Parco Nazionale dei Monti Sibillini

È dei giorni scorsi la notizia che le imprese appaltatrici dei servizi di gestione delle Case del Parco e del sistema dei Centri visita del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, formate esclusivamente da giovani operatori, maschi e femmine, si sono viste sospendere gli affidamenti dei bandi.
Le stesse imprese ‘segnalano una gravissima situazione che rischia di invalidare totalmente il sistema informativo, di accoglienza turistica e di interfaccia con le esigenze della popolazione residente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
La condizione complessiva è già da tempo molto grave: basta pensare che tre Centri Visita erano stati chiusi prima dell’estate, mentre per molte altre strutture si è dovuto fare ricorso ad incarichi provvisori per garantirne il funzionamento almeno nei due mesi di luglio ed agosto.
Purtroppo il danno economico per la intera economia dell’area sarebbe enorme e si aggiungerebbe ai problemi annosi e strutturali che da sempre penalizzano lo sviluppo dei territori montani. Inoltre i Comuni che fanno parte del Parco subirebbero anche un grave danno alla immagine turistica e ricettiva che con pazienza ed impegno sono riusciti a creare nell’ultimo decennio. Basta ricordare, infatti, che in questo periodo di lavoro e di studio sono stati spesi più di sedici milioni di euro.
Le enormi professionalità che si sono create e le preziose esperienze accumulate rischiano seriamente di andare perse con l’allontanamento dal territorio di personale giovane e preparato. Tutto ciò in un periodo di grave situazione economica e di protratto allarme sociale.
Appare inconcepibile quindi che il Ministero dell’Ambiente abbia bloccato in primavera diversi bandi che erano già in fase finale di aggiudicazione, quando cioè tutte le procedure erano praticamente concluse, comprese la individuazione delle società vincitrici e la verifica dei requisiti e delle documentazioni richieste.
Questo Assessorato della Provincia di Fermo con deleghe ai Parchi e alle Politiche per la Montagna non può non esprimere il proprio disappunto per le scelte sopra denunciate con il rammarico che ancora una volta venga penalizzato il territorio montano troppo spesso oggetto indiscriminato di abbandono e di carenza di risorse.
Si fa appello perciò alle Cariche istituzionali in indirizzo perché si adoperino con urgenza ed alto senso di responsabilità alla soluzione del problema e per il ripristino del regolare svolgimento dei bandi.

Fermo, 15 settembre 2009

l’Assessore ai Parchi ed alle Politiche per la Montagna

ing. Adolfo Marinangeli

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set
14

No della Provincia di Fermo alle centrali a biomasse

La Giunta della Provincia di Fermo, su proposta del Presidente Fabrizio Cesetti, nella seduta dell’11 settembre 2009, ha approvato all’unanimità la delibera che si allega integralmente.

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set
12

Berlusconi: “meglio non frequentarlo”

Silvio Berlusconi è ormai una compagnia poco raccomandabile. Lo ha potuto verificare ieri Zapatero, che ha dovuto sopportare, insieme a numerosi ministri dei due Paesi, le deliranti e mortificanti spiegazioni sul reclutamento di giovani donne per le liste elettorali del Popolo della libertà, sulle sue riunioni e feste con decine di donne dedite alla prostituzione e sulle sue accuse screditanti nei confronti di El Pais e di quella stampa italiana ancora al riparo dalla sua voracità di proprietario di media e dai suoi sforzi per limitare la libertà d’espressione.

Quello che sta trasformando Berlusconi in un personaggio inadeguato a un Paese serio e a un governo presentabile, togliendogli qualunque capacità di dialogare con autorevolezza con i suoi omologhi, non è la sua vita privata, ma proprio la confusione delirante fra pubblico e privato con cui ha organizzato la vita politica italiana.

La conferenza stampa al termine del vertice bilaterale fra i ministri è la migliore dimostrazione di questa esecrabile mescolanza di generi, che si produce perfino al momento di fornire le spiegazioni che i giornalisti legittimamente gli chiedono. Quasi dieci minuti sono durate le sue prolisse spiegazioni, condìte di egolatria e di umorismo maschilista e rissoso, sempre più complicate mano a mano che tra i presenti, spagnoli e italiani, si diffondeva l’imbarazzo.

Su Berlusconi in questo momento ricade il sospetto di usare il suo potere personale nella designazione di alte cariche dello Stato e nella formazione delle liste elettorali per ottenere favori sessuali. Lui stesso ha documentato e ieri ha perfino esibito come imbarazzante spiegazione sulla sua vita sessuale la propria vulnerabilità di uomo pubblico a cui può capitare di vedersi presentare delle belle ragazze, che naturalmente gli cadono ai piedi sedotte dal suo fascino, per ottenere in cambio favori politici o economici. Nulla si può dire della vita privata di chi sa preservarla, ma nel suo caso è stato lui stesso, i suoi stessi mezzi di comunicazione e la sua ex moglie che hanno scoperchiato tutto quanto, nel caso di quest’ultima segnalando il suo rapporto malato con ragazze minorenni, qualcosa che certo non potrà essere oggetto di incriminazione giudiziaria in Italia a causa della corazza legale che lui stesso si è costruito intorno.

Frequentare Berlusconi, il cui Paese fa parte del G8, è diventato un problema politico in più nella complessità delle relazioni internazionali. Ma quello che lo squalifica come governante è la sua vulnerabilità di fronte a qualunque pressione occulta, frutto delle circostanze che lui accetta per appagare la propria vanità e il proprio ego. La Chiesa, profondamente infastidita dai suoi comportamenti e oggetto dei suoi attacchi, ha deciso di trarre profitto dalla sua debolezza politica ottenendo interventi giuridici proprio nel campo della morale. Ed è chiaro che molti altri possono seguire la stessa strada.

(Questo articolo è stato pubblicato oggi su El Pais. Traduzione di Fabio Galimberti)

(11 settembre 2009)

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set
10

Ricorso alla NED

IdV Fermano segnala l’assemblea pubblica del prossimo 14 settembre.

Comunicato.

Il giorno 14 alle ore 21,30 presso la vecchia sede della Teseo, in via Adige 1 a Campiglione di Fermo, si terrà un assemblea pubblica organizzata e coordinata dal comitato C.I.T.A.S.FE. per informare tutti i cittadini sull’attuale situazione delle centrali a biomasse nel nostro territorio, e sull’imminente apertura della ditta NED.

Riguardo a quest’ultima verranno esposte tutte le difformità relative al progetto presentato ed all’autorizzazione regionale ottenuta lo scorso luglio.

Verranno inoltre illustrate ai cittadini tutte le iniziative legali in corso contro l’apertura della ditta.

Il Comitato inoltre, è totalmente estraneo alla manifestazione organizzata per la data dell’11 settembre 2009 da un non meglio identificato Comitato spontaneo; in ogni caso si dissocia dai contenuti dell’invito a tale manifestazione recapitato ai residenti di Campiglione di Fermo e zone limitrofe.

Tutti sono invitati a partecipare ed a informarsi, perché la tutela della salute pubblica deve interessare ognuno di noi.

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set
09

Il boia della scuola italiana

L’illusionista Tremonti le ordina di tagliare 140000 posti di lavoro nella scuola e lei esegue usando la mannaia del boia: 42.100 insegnanti in meno da subito. Stessa cosa per 15 mila Ata (di cui 10 mila bidelli).

Al termine del triennio il risparmio complessivo sarà di 87 mila docenti e 44 mila Ata. Nei prossimi due anni la scuola perderà altri 20mila docenti e 15mila Ata. Risultato: cattedre vuote e sforbiciate di bidelli, meno materie e taglio di ore. La campanella non è ancora suonata per tutti i 6 milioni di alunni, ma lunedì, quando succederà, troveranno tante novità. Come non mai la scuola riapre nel caos. Le graduatorie sono pronte ma la nomine dei docenti in molte città sono ancora in corso. Per alcune cattedre ( ad esempio insegnanti di sostegno) c’è il rischio che la copertura slitterà a ottobre. Classi-pollaio, con un numero di alunni di gran lunga superiore a quello stabilito. Ovunque meno ore di lezione con i docenti costretti a distribuirsi su più classi. Dall’altra parte 25000 precari privati del loro lavoro. Per loro un accordo con l’Inps, che erogherà la metà degli stipendi, mentre l’altra metà sarà pagata dalle Regioni (già 10 hanno accettato) che impegneranno i lavoratori rimasti disoccupati (coinvolgendo gli insegnanti precari in progetti di rafforzamento dell’offerta formativa attraverso i piani di finanziamento Pon e Por). Alla fine della fiera perciò i contribuenti, invece di pagare tasse per avere una scuola composta da classi di 20 alunni, con insegnanti di sostegno che non cambiano ogni anno, pagheranno per avere classi di 40 alunni, insegnanti di sostegno ogni anno diversi, ed altri impegnati in lavori non ben precisati. In conclusione se esistesse il reato di “strage scolastica” il tribunale non potrebbe che dichiarare “l’imputata colpevole del reato ascrittogli”. Per la condanna ci piacerebbe che potesse essere, in luogo della pena detentiva, l’obbligo di rifare il percorso scolastico nel suo sistema educativo, dalle elementari all’università. Ma…. con esame di stato di avvocato da sostenere a Brescia (e non, con la truffa della finta residenza, a Catanzaro). Essendo il reato citato un reato virtuale, possiamo però presentare una denuncia per “interruzione e turbativa di pubblico servizio e violazione delle norme in materia di numerosità della classi scolastiche”. Come è stato recentemente chiarito dalla Cassazione infatti “è sufficiente che l’entità del turbamento della regolarità dell’ufficio o l’interruzione del medesimo, pur senza aver cagionato in concreto l’effetto di una cessazione reale dell’attività o uno scompiglio durevole del funzionamento, siano stati idonei ad alterare il tempestivo, ordinato ed efficiente sviluppo del servizio, anche in termini di limitata durata temporale e di coinvolgimento di uno solo settore”. E ci pare, che su questo, non vi siano dubbi.

FONTE: ANTONIOBORGHESI.IT

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set
08

Caro Silvio…

Caro Silvio,

sono sicuro che il tuo ufficio stampa ti porterà questo scritto che dedico ai miei amici del blog Rivoluzione Italiana, ma che ha te come destinatario.

Qualche mese fa mi hai telefonato per chiedermi la ragione “di tanto odio”. Ti ripeto oggi quel che ti dissi subito: io non soltanto non ti odio affatto (odiare non è il mio mestiere, mi riesce malissimo), ma per me sei e resti una persona simpaticissima, direi quasi irresistibile. Coloro che ti odiano senza conoscerti non lo sanno: non conoscono il Berlusconi privato, personale, affettuoso, amichevole, pronto a soccorrere anche gli sconosciuti in difficoltà. Sia D’Alema che Cossiga, per dirne due fra tanti, hanno testimoniato questo aspetto della tua natura, l’aspetto seduttivo che è – anche –protagonista politico di quelle tue vicende che da personali si sono fatte politiche a partire dal momento in cui tu decidesti di andarle ad esporre davanti a microfoni e telecamere del servizio pubblico.

Tutto quel che è successo a causa dei rapporti fra te e le donne, è successo – anche – a causa della tua natura incerta sui confini dell’affettuosità, della liceità, della opportunità, del buon gusto e in definitiva sui confini netti fra bene e male. Tu pensi, hai sempre pensato e sempre penserai, di essere un caso unico ed eccezionale cui tutto è permesso, per cui tutto è perdonabile e riconducibile ad una natura sempre più vasta di bontà eccelse e intenti nobili.

E’ ciò che determina e configura lo sconfinamento della megalomania sulla coscienza dei limiti, ed è il tuo problema personale che si riflette come problema politico. I comunisti non c’entrano. Non c’entrano i complotti, non c’entra Murdoch. Hai fatto e seguiti a fare tutto da solo, salvo infuiarti e scatenare i tuoi avvocati se i tuoi nemici ci sguazzano.

Certo: quelle anime nere, o rosse, di comunisti, nemici, avversari, competitori, di fronte a tanta grazia da te imbandita, banchettano e mangiano a quattro palmenti la messe che tu servi loro, ringraziando per la tua suicida generosità.

Quando ti vedevo, nelle conventions (mai “congressi”! per carità: l’idea di somigliare ai veri partiti ti dà l’orticaria) rabbrividivo di fronte alla tua mania sempre meno innocente di corteggiare, seminare complimenti, carezze, allusioni e commenti per le donne più carine o appariscenti.

Quando qualcuno mi chiede che cosa io intenda io quando ho duramente stigmatizzato l’espressione delle tue pulsioni, racconto sempre di quella volta in cui a una convention mi sei comparso davanti travolto da uno stuolo di fans assatanati, maschi e femmine, e mi hai chiesto festoso e urlante se avessi approfittato della calca per palpeggiare una donna che ti aveva colpito.

Rimasi basito, ma non per perbenismo (sono anch’io un porcello del gregge di Epicuro) ma per l’inopportunità, l’incongruità, l’incapacità di distinguere fra politico e showman, fra avanspettacolo e istituzioni, dal momento che i partiti politici in una democrazia sono istituzioni e non club privati e a luci rosse.

Mi hanno sempre colpito questi congressi-convention con le hostess tutte uguali, carine, alte, col culetto impacchettato nella minigonna a tubo, le tettine acute, lo sguardo dolce. Oggi imparo che questa fauna si chiama ragazze immagine, accompagnatrici, hostess, alla peggio escort. L’importante è che abbiano un visino pulito e innocente e a cena indossino un vestitino nero di Armani, possibilmente senza gioielli. L’immagine dell’innocenza scatena la libido. Ho sempre visto con quanto disprezzo, anche manifesto e offensivo, tratti le donne in menopausa, tutte quelle carampane eccessivamente truccate e ingioiellate che ti si affollano intorno a migliaia, appiccicose e osannanti, sognanti, adoranti. Anche a loro non hai mai lesinato una barzelletta spinta, anche spintissima, che desse a quelle povere donne sfiorite il frisson della seduzione, dell’avventura col capo

Io vengo da una generazione che ha convissuto con i movimenti di protesta, con il femminismo in particolare. Le nostre ragazze di un tempo erano femministe e ci hanno fatto sudare freddo più di una volta. Ma noi allora pensavamo che da certe conquiste di rispetto della donna non si potesse più, mai più, tornare indietro. Tu ci hai insegnato invece che su quelle conquiste minime di rispetto ci si potesse ballare il flamenco e la czarda, che si potessero calpestare e deridere come hai sempre fatto, peggiorando nel tempo.

Pensai allora: questo è il suo tallone d’Achille. La sua adolescenza è ripresa con una furia senile. E più la tua furia cresceva, più convocavi donne al tuo desco, alle tue cene, al tuo tavolo, per raccontare a raffica decine, centinaia di barzellette, spesso usate come strumento di allusione, seduzione, demolizione del pudore. Certo, mi preoccupava la tua frenesia di raccontare barzellette alle deputate e alle aspiranti deputate che né io né te avremmo raccontato alle nostre figlie.

E, a proposito di figlie, ricordo con particolare piacere le volte in cui mi hai presentato a qualcuno dicendo: “Paolo ha chiamato sua figlia Libertà, anzi Liberty perché ama l’America”. E’ vero. E anche questo è un fatto politico. Il nome completo della mia terza figlia è Liv Liberty Atpoh Guzzanti, dove “Atpoh” sta per “and the pursuit of happiness”, il diritto a cercare e trovare la felicità, che è il terzo diritto umano dopo quello alla vita (Liv, vita in svedese in omaggio alla sua nonna) e alla libertà.

Ho dato, con mia moglie Jill, a nostra figlia i nomi dei principi della Rivoluzione Americana: diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità. Questo è ciò che distingue il liberale dagli altri: subito dopo il diritto a vivere, viene immediato quello della libertà, di cui tu ti riempi la bocca, senza praticarla e senza tollerarla.

Ma all’inizio sei riuscito ad ingannarmi. Ti sei presentato come il campione dei liberali. Il cavaliere che ha raccolto nella polvere la bandiera caduta della libertà e la vuole restituire alla società. E mi sono sentito pugnalato alla schiena quando ho visto che tu di liberale non solo non hai mai fatto nulla, ma quel che hai fatto lo hai fatto andando esattamente nella direzione opposta: quella di sterilizzazione del Parlamento da far occupare presto da ragazze e giovanotti di bell’aspetto; selezione del personale politico attraverso il criterio del sex appeal che ho chiamato “mignottocrazia” perché consiste in un rapporto di scambio e investimento sessuale, fosse anche solo simbolico; una politica estera votata a sostenere un megalomane assassino delle steppe e un altro megalomane assassino della sabbia; il tradimento sostanziale dell’alleanza con i bastioni dell’Occidente – Stati Uniti e Regno Unito – i quali sono profondamente furiosi con te, quali che siano le smorfie e le edulcorazioni della diplomazia.

Gli americani in particolare ti detestano per le scelte energetiche e perché insisti a dire che tu sei il mediatore fra loro e la Russia (ho misurato personalmente il loro disprezzo).

Hai corrotto – l’ho detto e lo ripeto – la gioventù italiana offrendo specialmente alle donne obiettivi-premio che possono con indifferenza essere ripartiti fra serie televisive, posti al Parlamento europeo e italiano, candidature locali, reality shows, fictions, ruoli di accompagnatrice, di ragazza immagine, di governo della Repubblica italiana.

Ma l’accusa principale che io ti rivolgo, è di aver sepolto e tradito la rivoluzione liberale che l’Italia aspettava, per imporre al suo posto la berlusconocrazia, un regime personale in cui si misura ossessivamente il consenso dai sondaggi che sostituiscono ormai l’espressione popolare, alla stessa maniera con cui si misurano gli ascolti televisivi con l’auditel.

Tu hai inoltre instaurato il presidenzialismo di fatto. Cosa contro la quale, in sé, io non avrei nulla contro, purché fosse scritta sulla Costituzione e nel caso in cui una tale modifica costituzionale fosse venuta dopo i necessari passaggi, i necessari dibattiti di fronte al popolo, per essere alla fine approvata dal popolo.

Tutti fummo consapevoli della forzatura con cui nel 2001 ti presentasti scrivendo sulla scheda della coalizione “Berlusconi presidente”, e cioè sottoponendoti a un imprevisto e illegittimo referendum popolare. Io allora ne fui tuttavia contento con molti altri, perché vidi in quel gesto il segno di una rottura, la formazione di uno strumento rivoluzionario utile se fosse stato messo al servizio della tanto auspicata rivoluzione liberale.

Tutto si svolgeva allora e si svolge oggi su un panorama di macerie ideali, organizzative e di capacità politica di una sinistra suicida, rabbiosa, impotente, litigiosa, meschina, affarista, incapace di sedurre moralmente e idealmente.

Le condizioni per una rivoluzione democratico parlamentare liberale c’erano tutte. Bisognava trasformare la melma televisiva in cultura, sciogliere i nodi che legano l’informazione inaugurando l’esercizio della libertà alla informazione completa e indipendente, bisognava affrontare a muso duro e definitivo l’anti-Stato mafioso camorrista investendo nel recupero del suolo italiano e della popolazione italiana abbandonata; bisognava far sentire forte e potente l’odore della libertà agli studenti, ai ricercatori (Obama cura la crisi con la ricerca scientifica, non strozzandola); bisognava far sentire che lo Stato tutela ogni modo di sentire, ogni modo di credere e anche di non credere, ogni singola individualità personale che gode i diritti di una minoranza etnica.

Abbiamo avuto invece arroganza, ignoranza, incompetenza, miopia, cafè chantant di governo. E siamo stati ammorbati, volenti o nolenti, dalla tua esuberanza affettiva, amorosa, farfallona, dalle chiacchiere che ti seguono come un nugolo di mosche, dalla stampa internazionale di destra – lascia perdere quella di sinistra, guarda alla destra mondiale se vuoi misurare il tuo fallimento – indignata, preoccupata del cattivo esempio, imbarazzata.

Essere italiani e viaggiare all’estero è diventato un mestiere molto duro, per colpa tua, Silvio Berlusconi.

Io sono stato l’ultimo, sia in ordine di tempo che di importanza, dei giornalisti e degli intellettuali di sinistra, che sia corso da te per aiutarti – pensa tu che ingenuità, che follia – a compiere quella rivoluzione. Sembravi a me e a tanti l’uomo della rottura, un uomo tutt’altro che esente da gravi difetti, ma un uomo che mandava in bestia la sinistra più codina e conformista, professionista dell’odio e del rancore.

Di quella sinistra che ha ucciso la sinistra ne avevamo e ne abbiamo abbastanza. Ti ho difeso quando li mandavi in bestia mettendoti la bandana per Tony Blair (anche se poi ho letto che Blair ha avuto il voltastomaco di fronte a quelle foto) e ti ho difeso a spada tratta anche quando eri dubbiamente difendibile perché ai miei occhi seguitavi a rappresentare la speranza di una rottura del vecchio sistema, uno strumnto, una possibilità e anche un prezzo da pagare in vista della prospettiva di una ricostruzione rivoluzionaria della democrazia parlamentare (e non della sua uccisione).

Per questo io oggi non sono tornato “a sinistra”, ma sono entrato nel Partito Liberale Italiano, quello antico e storico, dove sono stato eletto vice segretario.

Da quel piccolo, vitalissimo partito io ti lancio la sfida.

La mia sfida nel contenderti gli italiani che come me hanno sognato, immaginato, sperato in una rivoluzione liberale democratica ed hanno avuto invece soltanto il tuo personale regime sempre più in conflitto con le regole della democrazia, fino a lasciar prefigurare e temere uno scontro in nome della difesa estrema della democrazia liberale e parlamentare.

A me nessuno potrà mai darmi del comunista e amico dei comunisti, diversamente da te che treschi con l’ultimo capo del KGB, lo stesso KGB che mi ha tragicamente combattuto quando io, in nome e per conto del Parlamento della Repubblica, indagavo sulle malefatte sovietiche e post sovietiche in Italia, che investono in pieno la questione dei “misteri d’Italia” e delle risposte insolute a tanti crimini, a cominciare da quello Moro, fino alla strage di Bologna, passando per Ustica che è la strage sorella di quella gheddafiana di Lockerbie, per quella del treno di Natale e di tutte le malefatte del terrorista Carlos quando era integrato nei servizi operativi del KGB e della Stasi, ai tempi in cui il tuo amato amico Vladimir le rappresentava e le coordinava tutte e due.

A me nessuno potrà darmi del comunista, mentre tu oggi sei il migliore amico del capo e della storia del KGB e quando hai dovuto scegliere se schierarti con il Parlamento Repubblicano o con le tue nuove amicizie nella polizia segreta post-sovietica non hai avuto tentennamenti: hai scelto la seconda non pronunciando una sola sillaba in difesa del Parlamento, quando una Commissione del Parlamento era sotto il più feroce attacco del KGB.

Un giorno mi dicesti: “Putin è una persona dolcissima. E’ un uomo mite e buono. Se mi dicessero che è un assassino, sarebbe come se mi dicessero che tu, Paolo, sei un assassino. Potrei mai crederlo?”. Senza perdere altro tempo posso recapitarti una intera biblioteca delle imprese del tuo amico, con in testa “Il mio agente Sasha”, di mia fattura. Non ti farebbe male.

Ma se oggi ti scrivo pubblicamente è perché da liberale, da vice segretario del Partito Liberale, io ho deciso di sfidarti politicamente. Io minuscolo Davide contro te enorme mastodontico onnipotente Golia con tutti i poteri, i giornali, i direttori, i telegiornali, gli apparati dello Stato. Tu non sei in condizione di reggere uno scontro con me ad armi pari, in un duello televisivo, perché mi ti mangerei.Tu con me puoi vincere solo chiudendomi la bocca, impedendomi di parlare, di apparire, di scrivere se è possibile.

Del resto, il mio primo gesto di resistenza contro di te è consistito nel combattere insieme al segretario del PLI per impedire che anche il simbolo di questo rinato antico partito finisse inchiodato sul caminetto di Arcore sulla stessa panoplia di teste impagliate che già comprende la Dc, il Pri, il Psi.

Abbiamo resistito in un congresso di lacrime e sangue, votazioni, insulti, scontri, aria fetida e passione, come deve essere la politica vera, non quella azzurrata e nuvolettata che piace a te.

E abbiamo vinto contro di te e i tuoi amici che volevano incorporare anche quel residuo di democrazia nel tuo impero autocratico.

Ora la nostra barca corsara è in acqua e tu cercherai di impedire che ci si veda, impedire che i giornali e i telegiornali parlino di noi. Se io potessi andare in televisione e dibattere con te, ti farei lietamente a pezzettini. Tu sei del tutto incapace di reggere un dibattito televisivo all’americana o alla francese ad armi pari, pari tempi, argomenti e idee contro argomenti e idee.

Con me non ti sarebbe stato possibile realizzare la vergogna del dibattito da Vespa sui tuoi affari familiari, che hai portato tu in piazza per farne un evento della piazza, salvo protestare perché l’agorà ti si rivolta contro.

La sinistra non ha con te alcuna possibilità di farcela. E’ questa la tua forza.

Ma noi liberali sì. Siamo noi la speranza del Paese, non te. E bloccheremo lo stato di guerra civile in cui hai precipitato il Paese delegittimando il Parlamento repubblicano, determinando allo stesso tempo una degradazione del Paese che si rispecchia ormai in un giornalismo per bande, agguati, intimidazioni, minacce, manipolazioni.

A tutto ciò bisogna dire basta e il basta deve venire da noi, piccoli liberali senza giornali, senza televisioni, senza potere.

Noi, laici ma rispettosi di chi crede, noi che abbiamo rialzato la bandiera che tu avevi sottratto alla speranza.

Quando mi telefonasti, mi dicesti che avremmo fatto bene a vederci per discutere. A me piacciono le discussioni, a due e ad armi pari. Ecco dunque l’elemento di partenza per la discussione.

Sono queste le principali cose che avevo da dirti e se vuoi dibatterne con me, sono pronto, subito, ovunque.

Ti lancio quindi politicamente, lealmente e apertamente, il guanto della sfida e lo faccio non per me, che ho già 69 anni, ma per tutti i figli degli italiani, delle donne italiane, affinché possano veder salva la libertà, la vita e il diritto alla ricerca della felicità nella dignità e nel rispetto, attraverso la misura dell’intelligenza, del merito, della qualità umana e del lavoro, dell’onestà, della capacità, della responsabilità, della lealtà. Questo è lo spirito con cui mi sono posto al servizio del mio Paese, per quel che posso e per quel che mi resta da vivere.

Paolo Guzzanti

FONTE: http://www.paologuzzanti.it/?p=1050

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