Monthly Archive: agosto 2009

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28

Tutti a VASTO …… ti aspettiamo

Vi aspettiamo tutti a Vasto

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25

Richiesta di rivalutazione delle disposizioni inserite nella misura 2.2.1 del PSR Marche 2007-2013

Lavoriamo per far uscire dalla marginalità l’area montana

Richiesta di rivalutazione delle disposizioni inserite nella misura 2.2.1 del PSR Marche 2007-2013

La lettera aperta dell’assessore provinciale Adolfo Marinangeli inviata al vice presidente regionale Petrini

Carissimo Assessore Petrini come sicuramente avrà avuto modo di valutare, le disposizioni attuative relative alla misura 2.2.1. “Primo imboschimento di terreni agricoli” del PSR Marche 2007-2013, prevedono l’esclusione, dai benefici previsti dal bando di attuazione, delle aree montane e svantaggiate così come individuate dall’art 36, lett. a) punto i) del reg. CE 1698/05 (sono quelle individuate ai sensi della direttiva 75/268/CEE con gli art. 3 par. 3 e art. 3 par. 4). Tutto ciò ha penalizzato notevolmente le fasce montane, ponendo queste zone ancora una volta come zone marginali rispetto al restante territorio. L’incentivo alla realizzazione di impianti di tartufaie ed arboricoltura da legno, otteneva un duplice effetto in queste zone svantaggiate: la salvaguardia del territorio evitando anche il suo spopolamento e la realizzazione di un reddito minimo per gli agricoltori che vi operano. L’inserimento della misura all’interno dell’asse 2 del PSR avrebbe, a mio modesto parere, attivato l’utilizzo sostenibile dei terreni forestali con il miglioramento, la tutela dell’ambiente e dello spazio rurale e lo sviluppo della qualità della vita. La realizzazione di impianti di tartuficoltura ed arboreti da legno, avrebbe avuto anche lo scopo di recuperare quei terreni che altrimenti verrebbero abbandonati a causa della mancanza della forza lavoro, legata al progressivo invecchiamento della popolazione montana. La salvaguardia del territorio dovrebbe iniziare in primis con azioni di prevenzione che non possono prescindere dalla regolare coltivazione dei terreni che attuerebbe anche una prevenzione ai vari dissesti idrogeologici che annualmente si verificano La realizzazione di impianti di tartuficoltura nelle zone montane potrebbero inoltre essere un’alternativa ed integrazione alle tradizionali e non più redditizie coltivazione agrarie, permettendo di impiegare nuovi addetti in agricoltura e creando quindi un’alternativa al progressivo esodo della popolazione dalle zone montane verso altri territori con più possibilità occupazionali. Lo sviluppo di nuovi impianti inoltre garantirebbe la creazione di nuove cooperative forestali, che si occuperebbero di quei lavori che annualmente una tartufaia richiede, creando sicuramente nuovi posti di lavoro e discreti redditi per gli occupati.
Certo in una Sua positiva valutazione della proposta anche in considerazione dell’impegno da Lei sempre profuso per le aree interne ed in attesa di comunicazioni in merito invio distinti saluti.

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20

Berlusconi, Dell’Utri e la mafia

Se la lotta alla mafia non fosse una questione “terribilmente seria”, come diceva Giovanni Falcone, e se non avessero perso la vita “i nostri figli” come ricorda senza sosta Giovanna Maggiani Chelli nei suoi accorati comunicati in cerca di giustizia, si potrebbe perfino cedere alla tentazione di farsi una bella risata.

Silvio Berlusconi, il nostro presidente del Consiglio, ahinoi, tra le tanti ragioni per cui probabilmente passerà comunque alla storia ha scelto proprio l’unica che poteva risparmiarsi: sconfiggere la mafia. E ammesso che non sia del tutto uscito di senno, c’è da scommettere che in questo suo freudiano outing si nasconda più di un motivo.

Il primo è molto semplice: riportare la consapevolezza del fenomeno mafioso all’anno zero, facendo credere agli italiani ipnotizzati dai suoi effetti speciali che la mafia sia una questione di guardie e ladri, di criminalità spicciola che si risolve solo con l’esercito e le carceri. Ci aveva già provato Mussolini e forse qualche fascista nostalgico è rimasto convinto che il duce abbia sconfitto la mafia, salvo poi richiamare in fretta e furia Cesare Mori, il prefetto di ferro, quando era andato a ficcare il naso nel cuore del potere di Cosa Nostra: la politica e gli affari.

Ecco qui il problema: Cosa Nostra, la mafia, ma anche le altre nostrane produzioni, ‘ndrangheta e Camorra, vivono da secoli per i loro legami a doppio filo con la politica, con l’imprenditoria e con alcuni pezzi delle istituzioni deviate e/o corrotte.

“Il nodo è politico”, ripeteva sempre il povero Borsellino già sbiadito a un mese esatto dall’anniversario della strage di via d’Amelio. “Ibridi connubi tra criminalità organizzata, centri di potere occulto e settori devianti dello stato hanno la responsabilità di aver tentato persino di condizionare il libero svolgimento della democrazia e di aver ispirato crimini efferati”, diceva Giovanni Falcone, il grande amico di tutti, ricordato per ciò che fa comodo tranne per le sue accuse specifiche e taglienti.

Il secondo possibile motivo, dicevamo, ci sarebbe probabilmente sfuggito se non fosse arrivato, sempre via stampa, un corposo indizio. Marcello Dell’Utri, braccio destro e sinistro di Berlusconi, già condannato a nove anni e mezzo di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, ha dichiarato di voler proporre, non appena ricominceranno le attività parlamentari, una commissione d’inchiesta sulle stragi del ’92. Insomma – ha spiegato al Riformista – si parla di trattativa tra stato e mafia ed è il caso di vederci chiaro.

E siamo d’accordo! E’ ora di sapere chi assieme a Cosa Nostra ha assassinato Falcone, Borsellino, la dottoressa Morvillo e gli agenti delle loro scorte.

Considerato però che tra i primi ad essere indagati come possibili mandanti esterni della strategia stragista sono stati proprio loro: Berlusconi e Dell’Utri, alfa e beta, le dichiarazioni di oggi 19 agosto 2009 suonano quanto meno inquietanti. E se il premier è noto per le sparate, il suo “mediatore con Cosa Nostra” è da prendere più sul serio. Un po’ come Riina e Provenzano, uno megalomane e l’altro stratega.

Di colpo si svegliano e vogliono combattere la mafia, proprio adesso che stanno emergendo dichiarazioni e documenti che quella trattativa potrebbero dimostrarla, proprio adesso che si potrebbero scoprire le vere finalità di quel progetto di morte che ha cambiato i connotati politici e non solo alla nostra Repubblica.

Chissà quante escort, canzonette, telenovelas, ballerine, eredità, divorzi, sexy e spy story bisognerà inventarsi per coprire quello che è il vero enorme scandalo italiano: il vincolo mafia, politica e imprenditoria che tiene sotto ricatto l’emancipazione democratica dell’Italia.

A seguito alcuni stralci delle motivazioni della sentenza che condanna Marcello Dell’Utri a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa e l’archiviazione di Berlusconi e Dell’ Utri come mandanti esterni delle stragi.

Nella sentenza palermitana di primo grado (11dicembre 2004), che condanna Marcello Dell’Utri alla pena di anni nove di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, si legge letteralmente:

“Gli elementi probatori emersi dall’indagine dibattimentale espletata hanno consentito di fare luce:

sulla posizione assunta da Marcello Dell’Utri nei confronti di esponenti di “cosa nostra”, sui contatti diretti e personali con alcuni di essi (Bontate, Teresi, oltre a Mangano e Cinà), sul ruolo ricoperto dallo stesso nell’attività di costante mediazione, con il coordinamento di Cinà Gaetano, tra quel sodalizio criminoso, il più pericoloso e sanguinario nel panorama delle organizzazioni criminali operanti al mondo, e gli ambienti imprenditoriali e finanziari milanesi con particolare riguardo al gruppo FININVEST;

sulla funzione di “garanzia” svolta nei confronti di Silvio Berlusconi, il quale temeva che i suoi familiari fossero oggetto di sequestri di persona, adoperandosi per l’assunzione di Vittorio Mangano presso la villa di Arcore dello stesso Berlusconi, quale “responsabile” (o “fattore” o “soprastante” che dir si voglia) e non come mero “stalliere”, pur conoscendo lo spessore delinquenziale dello stesso Mangano sin dai tempi di Palermo (ed, anzi, proprio per tale sua “qualità”), ottenendo l’avallo compiaciuto di Stefano Bontate e Teresi Girolamo, all’epoca due degli “uomini d’onore” più importanti di “cosa nostra” a Palermo;

sugli ulteriori rapporti dell’imputato con “cosa nostra”, favoriti, in alcuni casi, dalla fattiva opera di intermediazione di Cinà Gaetano, protrattisi per circa un trentennio nel corso del quale Marcello Dell’Utri ha continuato l’amichevole relazione sia con il Cinà che con il Mangano, nel frattempo assurto alla guida dell’importante mandamento palermitano di Porta Nuova, palesando allo stesso una disponibilità non meramente fittizia, incontrandolo ripetutamente nel corso del tempo, consentendo, anche grazie a Cinà, che “cosa nostra” percepisse lauti guadagni a titolo estorsivo dall’azienda milanese facente capo a Silvio Berlusconi, intervenendo nei momenti di crisi tra l’organizzazione mafiosa ed il gruppo FININVEST (come nella vicenda relativa agli attentati ai magazzini della Standa di Catania e dintorni), chiedendo al Mangano ed ottenendo favori dallo stesso (come nella “vicenda Garraffa”) e promettendo appoggio in campo politico e giudiziario.

Queste condotte sono rimaste pienamente ed inconfutabilmente provate da fatti, episodi, testimonianze, intercettazioni telefoniche ed ambientali di conversazioni tra lo stesso Dell’Utri e Silvio Berlusconi, Vittorio Mangano, Gaetano Cinà ed anche da dichiarazioni di collaboratori di giustizia; la pluralità dell’attività posta in essere, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di “cosa nostra” alla quale è stata, tra l’altro, offerta l’opportunità, sempre con la mediazione di Marcello Dell’Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell’economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che, lato sensu, politici”.

In merito all’opera di intermediazione svolta da Marcello Dell’Utri tra gli interessi di Cosa Nostra e quelli imprenditoriali di Silvio Berlusconi, i giudici sottolineano ancora che l’imputato “ha non solo oggettivamente consentito a “cosa nostra” di percepire un vantaggio, ma questo risultato si è potuto raggiungere grazie e solo grazie a lui”

“Conclusivamente, ad avviso del Collegio, Marcello DellUtri ha consapevolmente assunto, in relazione alle vicende specificamente analizzate in questo capitolo (quello del pizzo per le antenne ndr.), lo stesso ruolo del coimputato Cinà; è stato, come quest’ultimo, un anello, il più importante, di una catena che ha consolidato e rafforzato “cosa nostra”, consentendole di “agganciare” una delle più importanti realtà imprenditoriali italiane e di percepire dal rapporto estorsivo, posto in essere grazie alla intermediazione del Dell’Utri e del Cinà, un lauto guadagno economico.

L’ulteriore e decisivo tramite, al fianco dell’amico palermitano portatore diretto di interessi mafiosi.

Così operando, Marcello Dell’Utri (come Cinà), ha favorito “cosa nostra” reiterando le condotte, tenute in precedenza, anch’esse significative ai fini della responsabilità penale in ordine ai reati contestati in rubrica, la cui sussistenza viene rafforzata da quanto analizzato in questo capitolo.

Una condotta ripetitiva, quella di tramite tra gli interessi della mafia e quelli di Berlusconi, ancora una volta posta in essere da Dell’Utri anche in tempi successivi…”

Nel capitolo finale, dedicato alle considerazioni conclusive, i giudici condannano il coimputato Gaetano Cinà alla pena di anni sette di reclusione con l’accusa di associazione mafiosa e ad una pena più severa (nove anni) Marcello Dell’Utri. “Dovendosi negativamente apprezzare – scrivono – la circostanza che l’imputato ha voluto mantenere vivo per circa trent’anni il suo rapporto con l’organizzazione mafiosa (sopravvissuto anche alle stragi del 1992 e 1993, quando i tradizionali referenti, non più affidabili, venivano raggiunti dalla “vendetta” di “cosa nostra”) e ciò nonostante il mutare della coscienza sociale di fronte al fenomeno mafioso nel suo complesso e pur avendo, a motivo delle sue condizioni personali, sociali, culturali ed economiche, tutte le possibilità concrete per distaccarsene e per rifiutare ogni qualsivoglia richiesta da parte dei soggetti intranei o vicini a “cosa nostra”.

Si ricordi, sotto questo profilo, anche l’indubitabile vantaggio di essersi allontanato dalla Sicilia fin dagli anni giovanili e di avere impiantato altrove tutta la sua attività professionale.

Ancora, deve essere negativamente apprezzata la già sottolineata importanza del suo consapevole contributo a “cosa nostra”, reiteratamente prestato con diverse modalità, a seconda delle esigenze del momento ed in relazione ai singoli episodi esaminati nei precedenti capitoli.

Inoltre, il Collegio ritiene assai grave la condotta tenuta dall’imputato nel corso del processo, avuto riguardo al tentativo di inquinamento delle prove a suo carico, così come risulta dimostrato dalla disamina della vicenda “Cirfeta-Chiofalo”, come pure la circostanza che egli, contando sulla sua amicizia con Vittorio Mangano, gli abbia chiesto favori in relazione alla sua attività imprenditoriale, come emerge dall’analisi della vicenda “Garraffa”.

Infine, si connota negativamente la sua disponibilità verso l’organizzazione mafiosa attinente al campo della politica, in un periodo storico in cui “cosa nostra” aveva dimostrato la sua efferatezza criminale attraverso la commissione di stragi gravissime, espressioni di un disegno eversivo contro lo Stato, e, inoltre, quando la sua figura di uomo pubblico e le responsabilità connesse agli incarichi istituzionali assunti, avrebbero dovuto imporgli ancora maggiore accortezza e rigore morale, inducendolo ad evitare ogni contaminazione con quell’ambiente mafioso le cui dinamiche egli conosceva assai bene per tutta la storia pregressa legata all’esercizio delle sue attività manageriali di alto livello.”

Motivazione sentenza di archiviazione mandanti esterni (3/05/2002)

Sebbene non sia stato possibile provare il nesso tra le stragi e i due onorevoli indagati, il gip scrive “gli atti del fascicolo hanno ampiamente dimostrato la sussistenza di varie possibilità di contatto tra uomini appartenenti a Cosa Nostra ed esponenti e gruppi societari controllati in vario modo dagli indagati. Ciò di per sé legittima l’ipotesi che, in considerazione del prestigio di Berlusconi e Dell’Utri, essi possano essere stati individuati dagli uomini dell’organizzazione quali eventuali nuovi interlocutori”. Rileva inoltre che “tali accertati rapporti di società facenti capo al gruppo Fininvest con personaggi in varia posizione collegati all’organizzazione Cosa Nostra, costituiscono dati oggettivi che – in uno agli altri elementi relativi ai contatti e alle frequentazioni di Dell’Utri con esponenti della stessa cosca – rendono quanto meno non del tutto implausibili né peregrine le ricostruzioni offerte dai vari collaboratori di giustizia, esaminate nel presente procedimento in base alle dichiarazioni dei quali si è ricavato che gli odierni indagati erano considerati facilmente contattabili dal gruppo criminale; vi è insomma da ritenere che tali rapporti di affari con soggetti legati all’organizzazione abbiamo quantomeno legittimato agli occhi degli “uomini d’onore” l’idea che Berlusconi e Dell’Utri potessero divenire interlocutori privilegiati di Cosa Nostra”.

Per approfondire potete consultare alcuni degli articoli pubblicati da ANTIMAFIADuemila in questi anni, qui ne consigliamo alcuni ma nella sezione “Trattativa” ne troverete anche altri. Buona informazione.

ARTICOLI CORRELATI:

- L’Ipotesi B – Sulla pista dei Mandanti Esterni – di Gianni Barbacetto

- La verità? Impossibile in Italia – di Anna Petrozzi

Nella motivazione della sentenza Borsellino-bis le indicazioni per i mandanti esterni

- Marcello Dell’Utri. Una vita al servizio della mafia – di Giorgio Bongiovanni e Monica Centofante

Nella lunga requisitoria al processo di Palermo i pm chiedono 11 anni per il senatore forzista

- La sentenza: Dell’Utri mediatore tra Cosa Nostra e Fininvest – di Monica Centofante

fonte: http://www.antimafiaduemila.com/content/view/18778/

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ago
11

Minnucci: “Su proposta riconversione Ex-Sadam, buono il metodo”.

Italia dei Valori di Fermo apprende con soddisfazione la proposta della minoranza del consiglio comunale di Fermo, riguardante la sistemazione dell’area ex-Sadam. Non avendo – per ora – alcun rappresentante diretto in consiglio comunale, non abbiamo potuto prendere visione della proposta nemmeno nelle sue linee generali, ma è indubbio che l’impostazione di massima ci vede favorevoli.
Deve infatti ormai essere respinta per l’area ex-Sadam l’ipotesi sia della costruzione centrale a biomasse sia dell’insediamento industriale della NED, perché è il volere chiaro della maggioranza dei cittadini che lì risiedono; tutto ciò a favore di un ripensamento della destinazione dell’area che dovrà essere maggiormente vivibile, senza per questo dimenticare i lavoratori che ancora non vedono la positiva conclusione della vicenda che li vede involontariamente coinvolti.
Al momento faremo quindi l’unica cosa che ci è possibile, ovvero sostenere tale proposta esternamente, anche in ragione del fatto che la realizzazione di tali strutture sportive è stata prevista all’interno delle linee guida programmatiche dell’Amministrazione Provinciale.
Se direttamente coinvolti saremo invece pronti a mettere a disposizione tutte le nostre competenze per far sì che la proposta possa diventare un progetto valido, condiviso dai cittadini e sostenibile.
Questo perché crediamo nell’unità della coalizione di centro-sinistra, da noi fortemente perseguita in occasione delle ultime elezioni provinciali.
Pensiamo infatti di considerare tale proposta, partita con l’appoggio trasversale di alcune forze dell’opposizione, come un veicolo informativo per affermare che Italia dei Valori già da ora inizia a fare la sua parte al fine di ricreare a livello comunale un modello di coalizione fortemente coesa sui programmi e perciò vincente.
E’ quello che chiedono i cittadini ed uno dei nostri impegni più forti, per far sì che IdV, che certamente farà parte della composizione del nuovo consiglio comunale, possa anche svolgere un ruolo primario nel prossimo governo di questa città.

Il referente comunale IdV
Roberto Minnucci

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ago
10

A cosa servirà la RAI?

Sulla vicenda Mediaset-Rai contro Sky e’ intervenuto anche Sergio Zavoli, presidente della Commissione di Vigilanza, intimando alla dirigenza Rai di riaprire le trattative con Sky. Anche questo invito cadra’ nel vuoto, così come quello del Capo dello Stato Giorgio Napolitano che, per tutta risposta al suo, ha ricevuto un dossier di scartoffie dal dg Rai Mauro Masi. Così come sono cadute nel vuoto le quattro regole di comportamento per i posteri del Presidente Rai Paolo Garimberti.
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ago
10

Il re è nudo

Quello che sembra emergere dal blog di Paolo Guzzanti è ‘patrimonio’ conosciuto nel mondo politico e dell’informazione, pur essendo stato archiviato in modo frettoloso nelle sedi istituzionali competenti. C’è da sperare che la magistratura, la quale si riconosce nella Costituzione, in particolare nell’articolo 3 (uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge) e 112 (obbligatorietà dell’azione penale), accerti gli aspetti penali della vicenda. Ci troviamo infatti di fronte a nuove tecniche di corruzione e mercimonio delle pubbliche funzioni che avrebbero come protagonista il presidente del Consiglio e alcuni membri del suo Governo. Comportamenti sanzionati dal codice penale: si veda l’articolo 319 che riguarda incarichi politici ed istituzionali in cambio di utilità varie.
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06

Paolo Guzzanti: “Censura dal Quirinale”

L’ex senatore Pdl, ora deputato al gruppo Misto, sul suo blog tira in ballo per il Presidente della repubblica per la mancata pubblicazione di alcune conversazioni. La replica: “Insinuazione priva di fondamento”.

E’ ancora polemica sulle intercettazioni di e su Silvio Berlusconi. Ad aprire un nuovo capitolo ci pensa Paolo Guzzanti, che sul suo blog attacca il premier per i suoi rapporti con le donne e in particolare per attività sessuali “con persone che ora ricoprono altissime cariche”, e insinua che esistono intercettazioni contenenti “cose assolutamente disgustose”. Intercettazioni che, secondo l’ex senatore ex Pdl, sarebbero state censurate dal Presidente della Repubblica.
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ago
06

Chi abdica e chi se ne frega

L’occupazione dei media e’ quasi terminata, come nel piu’ romanzesco dei piani della P2. Mancano solo alcuni tasselli del puzzle, come le nomine dei vicedirettori, e sarà tutto finito. Con Masi che avrà così compiuto lo sporco lavoro per cui e’ stato chiamato. Il presidente della Rai Garimberti, un vaso di coccio tra vasi di ferro, impone a “babbo morto” quattro regole di comportamento che dovranno valere per le prossime decisioni, dunque utili solo per i posteri.
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ago
05

Buone Ferie a tutti Voi ed alle vostre Famiglie

Cari Amici, iscritti e simpatizzanti dell’IdV del Fermano,

poco più di un anno fa iniziava la nostra avventura che ci ha portato ad ottenere incredibili ed inaspettati risultati ed a costituire, innanzitutto, un bellissimo gruppo di persone affiatate e coese.

Uomini e donne uniti nella riscoperta del senso vero della politica che è dialogo ed ascolto immaginando di poter costruire un mondo migliore per ognuno di Noi, ma soprattutto per i Nostri Figli.

Da lì è partita la difficile campagna elettorale per le consultazioni amministrative di giugno. Molti hanno investito con sacrificio la loro immagine in prima persona, altri hanno collaborato con grande disponibilità all’impresa. Gli elettori ci hanno premiato concedendoci la loro fiducia al di là di ogni migliore aspettativa, se solo pensiamo di aver ottenuto il 6.67% (15° risultato su 62 province).

Siamo presenti, a diverso titolo, in molte Amministrazioni Comunali ed in quella Provinciale dove abbiamo due Consiglieri ed un Assessore. Approfitto, tra l’altro per comunicarvi che ieri pomeriggio è stato approvato lo Statuto e quindi, a meno di un mese dal suo insediamento, la neonata Amministrazione provinciale può finalmente salpare.

Ma questo non è che un inizio perché ci attendono, per l’autunno, nuove ed impegnative scadenze. Infatti dal 18 al 20 settembre ci sarà a Vasto il 4° Incontro Nazionale dell’Italia dei Valori e poi, a marzo, il Congresso nazionale. Subito dopo andremo al rinnovo dell’Assemblea regionale marchigiana con le elezioni Regionali già indette per il 28 marzo 2010.

Naturalmente tutti questi impegni non possono trovarci impreparati: una percentuale di voti a due cifre può essere immediatamente alla nostra portata se continueremo a lavorare con lo stesso entusiasmo dell’ultimo anno e questo dovrà essere il nostro traguardo.

Dovremo cercare di radicarci sempre più nel territorio, dialogando con i cittadini, ma soprattutto mostrando loro che una Politica diversa è possibile; una politica con la “P” maiuscola ispirata da sani valori ideali e concretizzata nell’onesto lavoro di servizio alle persone.

Avrei voluto che ci fossimo incontrati prima delle vacanze ferragostane, avevo infatti già fissato una riunione per lunedì scorso, ma i tanti impegni che si sono accavallati, non ultimo la riunione di maggioranza in provincia, non me lo hanno finora permesso

È prevalsa poi la convinzione, condivisa per altro con alcuni di voi, che è giusto per tutti prendersi un breve e meritato periodo di riposo.

In autunno dovremo organizzare molte iniziative ed attivare tanti programmi tra i quali ne accenno solo alcuni : l’apertura di alcune Sedi circoscrizionali in Comuni dove si andrà, forse in anticipo, alle elezioni Comunali, la seconda edizione della Scuola di formazione politica, la campagna di ascolto sul territorio, l’aggiornamento del corso di comunicazione di massa ed il tesseramento

Importanti momenti di vita politica ed assembleare che ci vedranno impegnati nel continuare a costruire e radicare il Nostro Partito sul territorio

Nel restare a vostra completa disposizione Vi ringrazio tutti, indistintamente, per l’Amicizia, la Passione e l’entusiasmo che mi avete regalato e trasmesso e che in qualche modo ha contagiato reciprocamente ognuno di Noi e vi do appuntamento alla fine del mese per rimboccarci, ancora TUTTI insieme, le maniche.

Buone ferie a tutti Voi ed alle Vostre famiglie !

Adolfo Marinangeli

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ago
05

Approvato lo Statuto della Provincia di Fermo

Fonte: Simone Troiani per Informazione Tv

Sì unanime del Consiglio Provinciale allo Statuto. Cesetti: “ora spazio ai suggerimenti del territorio”.
Lo Statuto è per la Provincia di Fermo una sorta di Costituzione. Su questo non ci piove e su questo ieri pomeriggio tutti i consiglieri, di maggioranza e minoranza, hanno dato l’ok. Lo Statuto è stato votato e approvato all’unanimità e nella sua interezza, come auspicava alla vigilia il presidente Fabrizio Cesetti, estremamente soddisfatto per la coesione e la condivisione di tutto il Consiglio.
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ago
05

Una RAI sempre più servile

L’informazione in Rai sta diventando sempre piu’ servile: con le nomine effettuate ieri l’azienda pubblica si delinea infatti un organismo tagliato e confezionato su misura di Berlusconi e della sua maggioranza. Anche per la radiofonia le nomine sono il frutto di una lottizzazione a senso unico che continua a determinare una moltiplicazione di poltrone e quindi di sprechi.
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ago
05

Il diritto all’oblio

Carolina Lussana, deputata della Lega, ha portato il 20 maggio u.s. l’ennesimo attacco di questo governo all’informazione presentando alla Camera dei Deputati il disegno di legge n. 2455 “Nuove disposizioni per la tutela del diritto all’oblio su internet in favore delle persone gia` sottoposte a indagini o imputate in un processo penale”, che vuole regolamentare il cosiddetto “diritto all’oblìo” su internet. Una proposta di legge che impedirebbe di mantenere in Rete, decorso un certo periodo di tempo, informazioni su persone che in precedenza hanno avuto guai con la Giustizia.
E’ una legge che riguarda solamente internet.
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ago
04

Basta coi silenzi di convenienza

(…io sinceramente sto con don Angelo Gornati)

______________________

Caro Direttore,

è da un po’ di giorni che sento tanta amarezza nel mio animo, amarezza che a volte sfocia in rabbia. Sono un sacerdote e vostro abbonato da tanti anni, ma da sempre compero quotidianamente il giornale Avvenire.
Vi ringrazio di tutto quello che fate perché si combatta e non ci si adatti alla cultura corrente, di massa, di profondo egoismo e di banalità sconcertante che si estende e domina cuori e menti di tanti giovani. Vi ringrazio delle vostre battaglie su tantissimi temi.
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ago
04

Bagnasco: “discesa di civiltà per il nostro Paese”

ru486

« Ru486, così prevale il diritto del più forte. Ho provato tristezza, amarezza, preoccupazione. Penso che questa decisione rappresenti una discesa di civiltà per il nostro Paese».
Il commento del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, al via libera dell’Agenzia del farmaco per la pillola abortiva Ru486 esprime anzitutto un dolore profondo, anche per qualche quotidiano che si è maldestramente fatto beffe del Papa (Secolo XIX e Stampa in testa).
Ma le riflessioni del presidente della Cei e arcivescovo di Genova vanno ben oltre queste miserie, e recano al dibattito sull’aborto chimico argomenti pacati quanto fermi.
Eminenza, perché parla di «discesa di civiltà»?
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ago
03

Il Partito di Grillo

L’annuncio dato da Beppe Grillo “Dopo l’estate lancerò le Liste regionali a Cinque Stelle per le elezioni del 2010. In autunno nascerà un nuovo Movimento di Liberazione Nazionale, un soggetto politico a Cinque Stelle espressione dei cittadini.” è di quelli destinati a vivacizzare il dibattito politico durante l’estate. Certamente dovrà entrare nel dibattito di Italia dei Valori, movimento che più di ogni altro è stato accostato nell’ultimo anno alle iniziative di Grillo, che per qualcuno è l’espressione della “antipolitica”.
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