Monthly Archive: luglio 2009

lug
30

Il senso del pudore

Caro comune senso del pudore, so che esisti ancora, da qualche parte, e sei in ascolto.
Sei nascosto in qualche irriducibile italiano. Non sei più comune, appartieni a una minoranza. Sei un relitto del passato, un retaggio di moralisti, di qualunquisti, piagnoni.
L’oltraggio al pudore non è più oltraggio, ma benemerenza. La vergogna è un ostacolo verso la felicità individuale. I freni inibitori un problema sociale.
Ci sono intere categorie di cittadini che sono diventate spudorate, in modo pubblico, plateale. Non devono più nascondersi.
E’ stato un processo lungo e difficile, durato un ventennio, ma ci siamo riusciti, siamo diventati spudorati consapevoli.
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lug
30

Tremonti-Berlusconi: Tasse ai terremotati, premi agli evasori!

Il decreto anti-crisi approvato, dopo la blindatura con la “fiducia”, è una sintesi perfetta del modo di governare di questa maggioranza e di questo governo.

Hanno fatto poco per i lavoratori dipendenti : qualche mese in più di cassa integrazione, qualche possibilità in più per i contratti di solidarietà. Noi avevamo proposto una più forte estensione degli ammortizzatori sociali e incentivi alle imprese che non ricorrono alla cassa integrazione.
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lug
23

Nucleare: siamo davvero sicuri che sia la scelta giusta ?

Entro la fine dell’attuale legislatura il Governo Berlusconi spera di veder posta la prima pietra del gruppo iniziale di centrali nucleari, che dovrebbero assicurarci l’indipendenza energetica. Quel che il popolo italiano rifiutò con referendum alla fine degli anni Ottanta sull’onda della tragedia di Chernobyl dell’aprile 1986, rientra ora dalla finestra grazie a una politica degli annunci cui ci ha abituato il nostro premier e che, all’insegna dello slogan “il Sessantotto è finito”, dovrebbe restituirci una scuola che ci rassicura se torna a bocciare, maggiore sicurezza, e persino il Ponte di Messina per il quale tutti hanno belle parole e la tasca vuota. Aggiungiamo noi che, fra le tante cose che la fine del Sessantotto dovrebbe restituire al Paese, la più importante dovrebbe essere una certa serietà e una qualche coerenza fra gli annunci e le cose che, effettivamente, si faranno.

Per quel che riguarda la serietà vorremmo segnalare la circostanza che nessuna delle obiezioni che hanno indotto gli italiani a rinunciare al nucleare è stata rimossa. Il premio Nobel Carlo Rubbia, che pure non è contrario al nucleare, ha avvertito che la generazione attuale di centrali, del tipo cioè che costruiremo in Italia, è la più costosa e la più pericolosa. Ma anche superando questa obiezione, è realistico pensare che un ritorno al nucleare oggi sarebbe di grande utilità per il Paese e le generazioni future? Intervistato dal nostro giornale sul finire del Governo Berlusconi 2001-2005, un ministro pragmatico come l’attuale responsabile del dicastero delle Infrastrutture Altero Matteoli dichiarò che la complessità e i tempi della costruzione delle centrali nucleari erano tali, che meglio sarebbe stato pensare ad altro. Cosa è cambiato nel frattempo da indurre il Governo a lanciare un nuovo proclama nucleare? Nulla, esattamente nulla: costruire una centrale nucleare era e resta costosissimo, oltre al fatto che la costruzione di una centrale richiederebbe molti più anni di quanto non si dica. Il Governo fa una stima di dodici-tredici anni fra autorizzazioni, permessi vari e tempo di realizzazione. Ma previsioni più attendibili parlano di almeno vent’anni. In un’intervista al nostro giornale, l’allora presidente del Consiglio Romano Prodi, disse che l’Italia era molto diversa dalla Francia: «Il presidente francese», disse Prodi, «può permettersi di annunciare dalla mattina alla sera la costruzione di cinque centrali nucleari senza che accada nulla. Noi dobbiamo, invece, misurarci con la volontà della gente».Ma anche la volontà della gente è un fenomeno sessantottino da rimuovere?

Dice l’attuale ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola che gli elettori residenti nelle località dei vecchi siti nucleari votarono “sì” nel referendum, ma come mai allora tutte le Regioni che si sono espresse dopo la decisione del Governo di tornare al nucleare, hanno detto “no”, comprese quelle governate dalla destra? Infine, come mai, mentre da un lato si sprecano elogi per Barack Obama che punta tutto sulle opportunità dell’energia pulita e l’ambiente, noi torniamo indietro? A parte il fatto, per nulla secondario, che il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, in un soprassalto di isolata serietà “neosessantottina”, ha detto: «Con tutto quel che accade, io soldi per le centrali non ne ho!».

FONTE: FAMIGLIA CRISTIANA

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lug
22

Lettera aperta a Giorgio Napolitano

Pubblico una mia lettera inviata al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
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“Gent.mo Presidente,

lo scorso 15 luglio Lei ha firmato e promulgato una legge in materia di sicurezza che la maggioranza parlamentare, sotto la mannaia del voto di fiducia imposto dal Governo Berlusconi, aveva da poco approvato.
In sede di promulgazione, però, Lei così aveva qualificato quel testo di legge (e cito testualmente quanto da Lei messo nero su bianco in una contestuale lettera indirizzata proprio a Berlusconi):
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lug
22

I ragazzi e i silenzi degli adulti

I nostri figli senza maestri.

Della politica, di ogni suo minimo sussulto, controversia o screzio, si discute per giorni, si ragiona, si polemizza. Dei giovani e giovanissimi, dei loro problemi, dei loro allarmi, della loro violenza, dei terrificanti crimini che riescono a commettere quando ancora, almeno in teoria, devono rispettare l’orario di rientro dettato dai genitori, dopo un momentaneo commento incredulo e sbigottito, si tende, invece, a tacere. E così gli accoltellamenti, le rapine, le aggressioni, gli stupri di gruppo, gli assassini per opera di adolescenti o poco più transitano veloci, giorno dopo giorno, negli spazi delle cronache nere senza che ci prendiamo la briga di riflettere davvero su cosa sta succedendo nella nostra società. Leggi tutto »

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lug
21

Alfano contro Alfano

Sono passati soltanto otto giorni dall’insediamento al Parlamento Europeo. La realtà che si vive fuori dall’Italia è davvero diversa. Gli altri Paesi forse non immaginano nemmeno in che Stato viviamo; almeno questo è quello che ho potuto intuire quando ho visto i miei colleghi del gruppo ALDE letteralmente sconvolti sentendomi parlare delle nostre 4 più alte cariche.
Non pensavano che dell’Unione Europea potesse far parte un Paese che sospende i processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato e che copre anche crimini commessi al di fuori delle funzioni legate all’incarico, o prima di assumerlo, anche se colti in flagrante. Leggi tutto »

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lug
20

Nuove sedi territoriali intercomunali

Nuove sedi territoriali intercomunali. È la scommessa dell’IdV dopo la bella prestazione alle ultime elezioni

Scritto da Redazione Informazione.tv| 20/07/2009 15.50.54 |

L’ultima riunione del coordinamento provinciale è stata l’occasione per una valutazione dei risultati ottenuti dal partito nelle ultime elezioni europee che hanno visto un lusinghiero 9,55% (superiore alla media nazionale del 7,98%), che attesta Fermo come la seconda tra le province marchigiane. Alle amministrative Fermo è al 6,61%, miglior performance provinciale.

Ora – si legge nella nota dell’Italia dei Valori – ci aspetta il notevole impegno di rafforzare il rapporto con gli elettori, anche grazie all’appoggio oggi dato dai rappresentanti IdV eletti in organi istituzionali o chiamati a svolgere funzioni di governo degli organi stessi che raggiungono per la prima volta numeri estremamente significativi. Un primo passo sarà l’individuazione di nuove sedi territoriali intercomunali, a cui seguirà l’avvio della campagna di tesseramento. E’ stato anche confermato l’impegno ad organizzare una seconda edizione del Corso di Formazione Politica per Giovani.

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lug
20

Tremonti: servo delle banche

“Troppo bello per essere vero!. Ieri il governo e la maggioranza avevano dato parere favorevole all’emendamento a mia prima firma per l’introduzione nei contratti di credito del Siaeg, il saggio di interesse annuo effettivo globale, che avrebbe imposto alle banche trasparenza informativa a favore delle piccole e medie imprese e dei cittadini ed effettiva concorrenza tra gli istituti di credito”. Leggi tutto »

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lug
19

Lettera aperta di Don Paolo Farinella.

Caro Santo Padre,

NON RICEVERE BERLUSCONI IN UDIENZA, NÉ PUBBLICA NÉ PRIVATA, DOPO IL G8 DELL’AQUILA

Con sgomento apprendiamo dalla stampa l’eventualità che Lei, Santo Padre, possa concedere udienza privata all’attuale presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi. Egli per parare il diluvio di indignazione e disprezzo che gli si è scatenato contro a livello mondiale per i suoi comportamenti indecenti che vanno anche contro la morale cattolica che tanto sbandiera nei suoi deliranti proclami, ha fatto capire che dopo il g8 cercherà di strappare alla Santa Sede un incontro con il Pontefice a conclusione del summit dell’Aquila. L’unico modo, a suo giudizio, per «troncare le polemiche». Leggi tutto »

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lug
17

LA CASA COMUNE di Fabrizio Cesetti

LA CASA COMUNE di Fabrizio Cesetti (Presidente della Provincia di Fermo) 

Signori Consiglieri, un saluto a voi, alle autorità civili, religiose e militari presenti e a tutti i cittadini. Non vi nascondo la profonda emozione per il momento che stiamo vivendo. Dopo 149 anni, la Provincia di Fermo riconquista la sua autonomia e questo Consiglio, intorno a cui si stringono le Istituzioni del territorio, ne è il simbolo e lo strumento principale. Voglio ricordare, non individualmente ma collettivamente, le tante persone che in questo lungo arco di tempo hanno coltivato e costruito il progetto della Provincia di Fermo, i cui nomi appartengono alla storia di questo territorio nella consapevolezza che nulla e nessuno potrà rimuovere quanto ad essa è stato consegnato. Un ringraziamento profondo va a loro e a tutti i Sindaci e gli amministratori che vent’anni fa avviarono l’iter politico della nuova Provincia, dando forma all’intento unitario dei Comuni; così come voglio ringraziare i consiglieri regionali che si attivarono per conseguire il parere favorevole del Consiglio Regionale delle Marche ed i parlamentari che resero possibile l’approvazione della legge istitutiva. Un ringraziamento particolare va al Comitato territoriale per l’Istituzione della Provincia e al suo Presidente, che in momenti difficili ha saputo tenere viva la tensione. L’autonomia che questo Consiglio ed il Governo della Provincia incarnano non è, e non sarà, contro qualcuno o qualcosa, ma l’espressione piena della democrazia e della capacità di programmazione di un territorio, in uno spirito aperto al mondo ed alle sfide del futuro. E’, infatti, soprattutto al futuro che dobbiamo guardare, mettendo a disposizione, senza risparmiarci, la nostra esperienza e le nostre energie per chi dovrà crescere e vivere in questo territorio nei prossimi decenni. Il primo impegno sarà quello di costruire insieme, in tempi rapidi, le strutture portanti di questa casa comune, a cominciare dallo Statuto che è, dell’autonomia di governo di un territorio, fin dalle origini più antiche, il segno tangibile; vogliamo che esso sia, come sempre dovrebbe essere per le regole comuni e come fu sessant’anni fa per la Carta Costituzionale, scritto insieme, in modo condiviso, tenendo conto delle sensibilità di tutti e delle cose che ci accomunano. Ma vogliamo anche che esso sia scritto in tempi brevi e certi, perché da esso dipende il pieno dispiegamento della funzionalità dell’Ente da cui i cittadini e i Comuni attendono risposte. La polemica e le critiche sono il sale della democrazia, il normale svolgimento della dialettica politica e non ci devono preoccupare; ma esse riguardino le scelte o i metodi del governo della Provincia, siano rivolte pure verso il Presidente e gli amministratori, ma si tenga rigorosamente al riparo l’Istituzione, il patrimonio comune che non è di questa o quella parte politica, ma appartiene a tutti i cittadini; è, ad ogni livello, la garanzia della loro libertà e della tutela dei loro diritti. La presenza, qui stamattina, dei sindaci e di tanti amministratori del Fermano ci dice con sufficiente chiarezza che essi saranno interlocutori e protagonisti dell’Ente Provincia, che dovrà essere, per loro, strumento utile a rispondere alle esigenze delle popolazioni che amministrano; trasparente nei metodi e nelle scelte, perché la trasparenza è condizione essenziale della democrazia; e dovrà, questa Provincia, poi, rafforzare tra i territori che la compongono quella unità solidale che è stata la condizione della sua stessa nascita. Ciascuno di noi, nel rispetto dei ruoli assegnatici dalla volontà popolare, si faccia garante di questo spirito e, pur nelle legittime diversità, non perda di vista la responsabilità verso le istituzioni, i cittadini ed in particolare verso i più giovani, la cui coscienza civile è formata anche, e forse soprattutto, dagli esempi che più direttamente riceve da noi adulti, che rappresentiamo, ai loro occhi, la sostanza e i metodi della politica. Dunque, dopo un lungo arco di tempo, dopo una battaglia comune di tanti e di tutte le parti politiche, la storia si riconcilia con se stessa e ci consegna, come sempre accade anche nella vita delle persone, con l’autonomia, una grande responsabilità individuale e collettiva, di cui io sento il peso e la piena coscienza; ma rispetto alla quale mi è di conforto la consapevolezza che avremo al nostro fianco i cittadini dei quaranta comuni del Fermano, i loro amministratori e tutte le istituzioni territoriali. Auguro ai Consiglieri Provinciali tutti, agli Assessori, come del resto a me stesso non solo, come ovvio, un buon lavoro, ma di poter mantenere vivo lo spirito e l’entusiasmo che ci ha condotto, senza voler essere retorici, a questa giornata storica e, alla fine del nostro mandato, di poter dire a noi stessi che siamo stati all’altezza del compito a cui siamo stati chiamati. (Discorso di insediamento pronunciato durante il primo Consiglio provinciale del 12 luglio 2009)

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lug
17

Non di solo benessere

(Padre Raniero Cantalamessa)

Nella vita dell’uomo ci sono valori più importanti del benessere e della sicurezza materiale.

In questa ottica, anche l’attuale momento di crisi economica può essere l’occasione per aprirsi ai bisogni degli altri e riscoprire la solidarietà, bandendo gli sprechi, evitando le spese inutili, ricordandosi di coloro che hanno difficoltà persino a mangiare ogni giorno, invitando, perché no, ad esempio, i datori di lavoro ad accollarsi sacrifici pur di mantenere il posto ai propri dipendenti: questo è un modo di pensare anche agli altri e non solo al proprio interesse. Leggi tutto »

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lug
13

Berlusconi-Tremonti schifo: salvati evasori, corruttori, bancarottieri

Oggi, lunedì 13 luglio 2009, scadono i termini per presentare gli emendamenti al recente “decreto anticrisi”. Ci si attende che il governo ne depositi uno con un condono per il rientro dei capitali dall’estero (scudo fiscale). Uno dei principali quotidiani nazionali dichiara di esssere entrato in possesso della bozza. In sette commi vi sarebbe ben di più:

un condono generalizzato per una nutrita serie di reati penali di carattere economico: dal falso in bilancio, alla bancarotta fraudolenta, dall’emissione di fatture false a tutti i reati tributari. La smentita del Ministero della Finanze è assai poco convincente. Non saremmo in presenza, dunque, solo di una gigantesca operazione di riciclaggio di denaro sporco, protetta e favorita dallo Stato. Viene infatti stabilita la “ non punibilità” per i reati tributari previsti dagli articoli 2-11 del decreto legislativo n.74 del 2000, ovvero tra le altre l’omessa dichiarazione, l’emissione di fatture false, la dichiarazione fraudolenta. Vi sarebbe poi un colpo di spugna anche sui reati societari, di cui all’articolo 2621 del codice civile: il falso il bilancio, reato che Berlusconi ha già reso eludibile, in quanto procedibile solo su querela di parte, ma pur sempre passibile di una pena fino a 5 anni. Vi rientrano inoltre tutta una serie di reati degli amministratori di una società, dalle manovre fraudolente sui titoli alla valutazione esagerata di conferimenti e acquisti. La sanatoria si estenderebbe anche ai reati della legge fallimentare, bancarotta fraudolenta inclusa. Dunque tutte le vicende Tanzi, Cragnotti, Ricucci e gli altri “furbetti del quartierino, quelle i cui sono implicati banchieri come Geronzi e Fiorani, finirebbero tutti a “tarallucci e vino”. Solo qualche giorno fa Tremonti in modo entusiastico si beava di aver introdotto il principio dell’inversione dell’onere della prova per il denaro detenuto dai privati (non dalle società) nei paradisi fiscali, “prendendo letteralmente per il culo” gli italiani. (Mi scuso per l’espressione per me inusuale ma ogni limite è ormai superato.) E Berlusconi firmava, immagino con mano tremante, un protocollo dei G20 a Londra contro gli stessi paradisi fiscali. Entrambi dicevano che lo scudo fiscale sarebbe stato fatto in chiave europea. Ma come ha più volte dichiarato la Commissione Europea “non c’è al riguardo alcuna iniziativa europea”. Ed ancorta una volta il primo a trarne vantaggio sarà lo stesso Berlusconi, che nei paradisi fiscali ha circa 60 società, come è emerso nel processo Mills. La scelta poi di infilare in un decreto già in vigore ed in sede di conversione un provvedimento di clemenza appare di per sé anticostituzionale. Cosa ne dice il Presidente della Repubblica?

FONTE: ANTONIOBORGHESI.IT

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lug
13

MANIFESTAZIONE PER RICORDARE FALCONE E BORSELLINO

DOMENICA 19 LUGLIO 2009
ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI PIAZZA D’AMELIO
RICORDANDO
GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO
GRANDE MANIFESTAZIONE
A SAN BENEDETTO DEL TRONTO
A PARTIRE DALLE ORE 16.30
In contemporanea con la grande manifestazione che si terrà a Palermo, il
Meetup di San Benedetto del Tronto e quello di Ascoli Piceno organizzano
un evento coinvolgendo tutti i cittadini!!

La manifestazione si terrà a San Benedetto del Tronto, in Viale Buozzi
(il viale che va dal cinema Calabresi alla Palazzina azzurra)

Ore 16.30 – raduno di fronte alla Palazzina azzurra

Ore 16.45 – passeggiata simbolica con termine alla rotonda Giorgini

Ore 16.55 – nell’ora dell’esplosione della bomba che uccise il giudice
Paolo Borsellino e la sua scorta verrà riprodotto il suono di
un’esplosione seguita da un minuto di silenzio

Ore 17-20 – declamazione in piazza di versi contro la mafia, proiezione
di filmati e musica

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lug
09

ACQUA, BENE FONDAMENTALE PER LA VITA

AMBIENTE. SCILIPOTI (IDV): ACQUA, BENE FONDAMENTALE PER LA VITA, SI TORNI A PARLARE DI RIPUBBLICIZZAZIONE Roma – 09.07.09 – “Una delle grandi questioni rimane il riconoscimento formale del diritto all’acqua, bene essenziale per la vita di ogni uomo che non può cedere a leggi di mercato e divenire risorsa esclusiva”. Così l’On. Domenico Scilipoti dell’Italia dei Valori sul movimento tendente ad affermare il diritto all’acqua. “La ripubblicizzazione del servizio idrico è assolutamente prioritaria e riguarda tutti i paesi della terra, tanto che andrebbe inserita nell’agenda dei massimi incontri come il G8, per essere affrontata e discussa con doverosa attenzione. Per guardare più da vicino a quanto sta accadendo in Italia – prosegue il deputato IDV – il meccanismo introdotto dalle previsioni normative dell’art. 23 bis della L 133/08 finirà a breve per comportare un aumento vertiginoso di costi per l’utente finale, con il solito contorno di ulteriori enti-carrozzoni politicizzati dai lauti compensi. E se davvero, così come riteniamo, l’acqua è fonte di vita, allora la stessa deve essere garantita per livelli qualitativi elevati. Pensiamo al caso di Caltanissetta, dove l’acqua erogata in ben 14 Comuni ha presentato tracce di trialometani con valori nettamente superiori ai limiti di legge. Non è possibile incentrare l’attenzione solo sull’eventuale inefficienza del sistema di clorazione. Se da un lato è necessario un controllo scrupoloso sulla rete e sul sistema di diffusione – conclude Scilipoti – dall’altro è essenziale che le fonti siano di primissima qualità, per consentire ai cittadini un uso completo di tale bene, ad un costo equo e contenuto”.

On. Domenico Scilipoti 06 67608028

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lug
05

Berlusconi non deve illudersi

«Il presidente del Consiglio non deve illudersi che la Chiesa taccia. La Chiesa non rinfaccia nulla a nessuno, per carità cristiana, ma è evidente che i vescovi hanno una precisa morale da difendere». Così comincia l’intervista a monsignor Ghidelli, vescovo di Lanciano e Ortona, noto biblista, apparsa domenica 21 giugno sul Corriere della Sera, a proposito delle vicende che hanno investito una delle più alte cariche istituzionali del Paese.

Il suo disagio e quello di altri vescovi hanno fatto eco all’editoriale di Avvenire, in cui si chiedeva al presidente del Consiglio «un chiarimento sufficiente a sgomberare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo dagli avversari politici ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier».

Il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Mogavero, ha aggiunto: «Tra il livello pubblico, di governo, e quello privato e inviolabile, di coscienza, c’è un terzo piano: quello dell’immagine. I comportamenti di chi governa possono determinare maggiore credibilità oppure una delegittimazione, parziale o totale. Certi comportamenti possono incrinare la fiducia fino a una delegittimazione di fatto».

Chi ha l’onore e l’onere di servire il Paese (senza servirsene), per di più con una larga maggioranza, quale mai si era vista nella storia della Repubblica, è doveroso che si dedichi a questo importante compito senza “distrazioni”, che un capo di Governo non può permettersi. L’alta responsabilità comporta restrizioni di movimenti e comportamenti adeguati alla carica, per servire a tempo pieno il Paese e dedicarsi totalmente al “bene comune” dei cittadini.

A maggior ragione oggi, che il Paese è alle prese con una delle più gravi crisi economiche (ma anche morali) che abbia mai affrontato, con moltissime famiglie sulla soglia della povertà, lavoratori senza più occupazione e giovani precari a vita, senza futuro e speranza. Che esempio si dà alle giovani generazioni con comportamenti “gaudenti e libertini”, o se inculchiamo loro i valori del successo, dei soldi, del potere: traguardi da raggiungere a ogni costo, anche tramite scorciatoie e strade poco limpide?

Oggi il Paese più che di polveroni e distrazioni, necessita di maggiore sobrietà, e rispetto delle regole. E, soprattutto, chiarezza. Non solo a parole, ma concretamente, con i fatti. A poco servono imbarazzanti e deboli difese d’ufficio dei vari “corifei”, “caudatari” o “maschere salmodianti” (come li ha definiti qualcuno), che ci propinano a ogni ora ritornelli e moduli stantii, a difesa dell’indifendibile. Onel tentativo “autolesionista” di minimizzare tutto, spostando la mira su altri bersagli. Ancora peggio, poi, quando “la pezza è più grande dello sbrego” come si dice, e si definisce il presidente del Consiglio «l’utilizzatore finale» di un giro di prestazioni a pagamento (ammesso che sia vero), e si considerano le donne “merce”, di cui «si potrebbe averne quantitativi gratis». Naturalmente.

Non basta la legittimazione del voto popolare o la pretesa del “buon governo” per giustificare qualsiasi comportamento, perché con Dio non è possibile stabilire un “lodo”, tanto meno chiedergli l’”immunità morale”. La morale è uguale per tutti: più alta è la responsabilità, più si ha il dovere del buon esempio. E della coerenza, che è ancora una virtù, e dà credibilità alle persone e alle loro azioni.

Sull’operato del presidente del Consiglio oggi fanno riflettere certi silenzi “pesanti”, anche all’interno della stessa maggioranza. La Chiesa, però, non può abdicare alla sua missione e ignorare l’emergenza morale nella vita pubblica del Paese. Nessuno pensi di allettarla con promesse o ricattarla con minacce perché non intervenga e taccia. I cristiani (come dismostrano le lettere dei nostri lettori) sono frastornati e amareggiati da questo clima di decadimento morale dell’Italia, attendono dalla Chiesa una valutazione etica meno “disincantata”. Non si può far finta che non stia succedendo nulla, o ignorare il disagio di fasce sempre più ampie della popolazione, e dei cristiani in particolare.

Il problema dell’esempio personale è inscindibile per chiunque accetta una carica pubblica. In altre nazioni, se i politici vengono meno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni. Perché tanta diversità in Italia? L’autorità senza esemplarità di comportamenti non ha alcuna autorevolezza e forza morale. È pura ipocrisia o convenienza di interessi privati. Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non può pretendere una “zona franca” dall’etica. Né pensare di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla Chiesa: è il classico “piatto di lenticchie”, da respingere al mittente.

Parlando di De Gasperi, grande statista trentino, Benedetto XVI l’ha indicato come modello di moralità per i governanti: «Il ricordo della sua esperienza di governo e della sua testimonianza cristiana siano di incoraggiamento e stimolo per coloro che reggono le sorti dell’Italia, specialmente per quanti si ispirano al Vangelo». «De Gasperi», ha aggiunto il Papa, «è stato autonomo e responsabile nelle sue scelte politiche, senza servirsi della Chiesa per fini politici e senza mai scendere a compromessi con la sua retta coscienza».

In una nota pubblicata dal Sir (Servizio informazione religiosa, cioè l’agenzia di notizie dei vescovi) del 26 maggio scorso, Riccardo Moro afferma che le vicende personali del premier offrono «un contributo sgradevole al sereno sviluppo dei rapporti democratici». E al premier che assicura di “chiarire in futuro” i dubbi sollevati dalla stampa nazionale ed estera, chiede: «Ma se nulla di quanto è ignoto è riprovevole, perché rinviare? Se non vi è nulla da nascondere, alimentare i misteri rinviando spiegazioni, rivela una considerazione della stampa e dell’opinione pubblica particolarmente irriguardosa». E aggiunge: «La libera stampa indipendente è uno dei fondamenti della democrazia per il controllo sull’azione del Governo e per veicolare informazione e dialogo democratico tra i cittadini, non un disturbo nell’azione democratica».

Di fronte all’Italia che arranca, di fronte al polverone mediatico sulle vicende del premier, i problemi reali del Paese (famiglia, lavoro, immigrati, riforme…) sono passati in secondo ordine. C’è da augurarsi, quanto prima, che da una “politica da camera da letto” si passi alla vera politica delle “camere del Parlamento”, restituite alla loro dignità e funzioni. Prima che la fiducia dei cittadini verso le istituzioni prenda una via senza ritorno. A tutto c’è un limite. Quel limite di decenza è stato superato. Qualcuno ne tragga le debite conseguenze.

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