Il 28 maggio 2009 Berlusconi dichiara alla stampa: «Non ho mai avuto rapporti piccanti con Noemi. Lo giuro sui miei figli»
Lo aveva già fatto anche un anno fa. Il 20 giugno 2008 in una conferenza stampa a Bruxelles sul caso Mills dice: “Da presidente del Consiglio, giuro che lascio la politica se dimostrano le accuse nei miei confronti”. “Giuro sui miei figli, sulla loro testa che non so nulla”.
Ogni volta che lo sento fare simili giuramenti penso che come minimo i suoi poveri figli si tocchino.
Il 4 giugno ancora sulla vicenda “Noemi” nel corso della trasmissione “Radio anch’io” ha detto: “Ci ho messo anche sopra un giuramento sui miei figli, un presidente del Consiglio spergiuro dovrebbe andarsene subito”. E ancora: “Non sono mai stato in una stanza da solo con questa ragazza. Se qualcuno dimostrasse che il presidente del Consiglio è uno spergiuro dovrebbe dimettersi un minuto dopo e andare a nascondersi”.
Ma Silvio Berlusconi è uno spergiuro.
Nel 1990, a Venezia, è stato giudicato colpevole di aver giurato il falso davanti ai giudici, a proposito della sua iscrizione alla loggia P2.
Riprendo una cronaca sui fatti di quell’epoca: Negli elenchi della Loggia massonica P2 sequestrati dai magistrati nel marzo 1981, Silvio Berlusconi è indicato come “industriale” ed è registrato in questo modo: “Tessera 1816, codice E.19.78, data 26-1-1978, gruppo 17, fascicolo 0625. Versamento per quote 1978 L. 100 mila, con ricevuta del 5-5-1978″. Il 26 ottobre 1981 Berlusconi riferisce ai magistrati: “Mi sono iscritto alla P2 nei primi mesi del 1978 su invito di Licio Gelli (…). Non ho mai versato contributi (…). Non vi fu cerimonia di iniziazione (…)”. La Guardia di Finanza verifica la corrispondenza tra la cifra della quota annotata nell’elenco ed il versamento alla Banca dell’Etruria dove Gelli versava le quote di affiliazione. Dopo anni, Gelli affermerà: “Berlusconi ha fatto la normale iniziazione a Roma”. Il 27 settembre 1988 presso il Tribunale di Verona, Berlusconi depone sotto giuramento in un processo a carico di due giornalisti da lui querelati. Dichiara che la propria iscrizione alla P2 era di poco anteriore allo scandalo del 1981 e di non aver “mai pagato una quota di adesione, nè mai mi è stata richiesta, la mia può definirsi un’adesione”. Il Cavaliere si mette nei guai per falsa testimonianza. I due giornalisti presentano un esposto alla Pretura di Verona e scaturisce un processo. ….. Il processo di Appello si tiene nel maggio 1990. Berlusconi è smentito sia dalle risultanze della Commissione Anselmi sia dalle sue stesse dichiarazioni rese al giudice istruttore di Milano il 26 ottobre 1981 e mai contestate secondo le quali la sua iscrizione alla P2 avvenne nei primi mesi del 1978. Nel frattempo il Parlamento vara l’amnistia operante il 12 aprile 1990 e riguardante i reati commessi fino a tutto il 24 ottobre 1989. Per Berlusconi è la salvezza. La Corte di Appello di Venezia sentenzia: “Ritiene il Collegio che le dichiarazioni dell’imputato non rispondano a verità… Ne consegue quindi che il Berlusconi, il quale, deponendo davanti al Tribunale di Verona nella sua qualità di teste-parte offesa, ha dichiarato il falso su questioni pertinenti la causa ed in relazione all’oggetto della prova, ha reso affermazioni non estranee all’accertamento giudiziale e idonee in astratto ad alterare il convincimento del Tribunale stesso e ciò (a prescindere dal mancato utilizzo processuale delle dichiarazioni menzognere medesime da parte del giudicante) ha compiutamente realizzato gli estremi obiettivi e subiettivi del contestato delitto… Il reato attribuito all’imputato va dichiarato estinto per intervenuta amnistia”.
Dunque Berlusconi è uno spergiuro. Pertanto se è un uomo, ora si dimetta.
Daily Archive: sab, 6 giugno 2009
giu
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Berlusconi spergiuro: si dimetta!
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Berlusconi malato? E se Veronica avesse ragione?
Veronica Lario: “Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene”.
All’indomani della decisione della Corte di Cassazione di non spostare i processi Imi-Sir/Lodo Mondadori e Sme da Milano a Brescia, il premier sceglie di intervenire in prima persona e parla di una sentenza estranea a una “democrazia liberale” e frutto di “correnti politicizzate” della magistratura. Così, dice, si rischia di trasformare i processi in una vera e propria “persecuzione”.
«Io penso che il lodo Alfano sia il minimo che una democrazia possa apprestare a difesa della propria libertà»……«Avevo già detto che non mi sarei avvalso, per processi anteriori al 2000, della norma che è stata chiamata blocca-processi o salva-premier. Quando smetterete di non capire o di far finta di non capire che contro di me c’è stata una persecuzione inaccettabile, sarà sempre troppo tardi».
«La persecuzione è durata 14 anni e il presidente del Consiglio dal 30 giugno al 15 luglio sarebbe dovuto andare in udienza un giorno sì ed un giorno no, oltre alle 2.503 udienze sostenute negli ultimi 14 anni».
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Times. “La qualità del governo Berlusconi non è una questione privata”, afferma il sottotitolo. “L’aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è che è un pagliaccio sciovinista, né che corre dietro a donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro posti di lavoro come modelle, assistenti o perfino, assurdamente, come candidate al Parlamento europeo”, comincia l’articolo. “Ciò che è più scioccante è il completo disprezzo con cui egli tratta l’opinione pubblica italiana. Il senile dongiovanni può trovare divertente agire da playboy, vantarsi delle sue conquiste, umiliare la moglie e fare commenti che molte donne troverebbero grottescamente inappropriati. Ma quando vengono poste domande legittime su relazioni scandalose e i giornali lo sfidano a spiegare legami che come minimo suscitano dubbi, la maschera del clown cala. Egli minaccia quei giornali, invoca la legge per difendere la propria ‘privacy’, pronuncia dichiarazioni evasive e contraddittorie, e poi melodrammaticamente promette di dimettersi se si scoprisse che mente”.
Financial Times. “l’ondata di gossip” e “l’odore di scandalo” intorno a Berlusconi distolgono l’attenzione dell’opinione pubblica italiana da questioni ben più gravi, come le cattive notizie sull’andamento dell’economia italiana.
Daily Telegraph. “gli alleati di Berlusconi mettono nel mirino la moglie” per il divorzio, con la rivelazione che Veronica Lario avrebbe un partner da tempo
Independent.Riporta le pesanti critiche fatte dal premio Nobel per la letteratura Josè Saramago, che hanno spinto la casa editrice Einaudi, “parte dell’impero Modandori di Berlusconi”, a non pubblicare il suo ultimo libro.
Frankfurter Allgemeine Zeitung: “A Silvio Berlusconi non basta presentarsi in Italia come un principe del rinascimento. Ora si prende a modello gli dei dell’antichità. Ad esempio il padre degli dei: Giove. Costui non era conosciuto solo per fulmini e saette, ma anche per le sue visite audaci presso le donne, tanto malfamate, quanto forse amate”
Spiegel. “Berlusconi trasforma sistematicamente in gossip la politica italiana”.
Libération . “Lo scandalo alle calcagna” e “Rivelando la tresca il quotidiano Repubblica ha fatto vacillare la popolarità del presidente del consiglio. E’ una battaglia portata avanti nel nome di una certa concezione dell’interesse pubblico”.
El Pais. “Berlusconi utilizza gli aerei ufficiali dello stato Italiano per portare gli artisti, ballerine e veline a Villa Certosa? Ha fatto uso improprio dei beni dello stato? E’ l’ultimo capitolo del Naomigate che ha trasformato l’Italia in un manicomio semplicemente portando allo scoperto l’abitudinaria mescolanza tra vita privata e pubblica di Berlusconi e la sua tendenza a conquistarsi amici e amiche dell’ambiente televisivo portandoli in quello politico”.
Vanguardia. ” Nelle cerchia del potere si parla più di questa commediola che delle vicende poltico-continentali a Bruxelles. A volte diverte. La maggior parte delle volte preoccupa ed esaurisce tanta banale frivolezza”.
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«È un complotto internazionale che si consuma grazie a una rete di cui fanno parte i giornali stranieri in combutta con quelli della sinistra italiana». È questa la spiegazione del Presidente del Consiglio italiano di fronte a quello che è diventato un fuoco incrociato quotidiano che accomuna le più grandi e prestigiose testate britanniche (The Times, Financial Times, The Economist, Observer, The Sunday Times, The Guardian, The Daily Telegragh, The Independent), tedesche (Frankfurter Allgemeine Zeitung), spagnole (El Pais), francesi (Le Soir, Liberation) americane (The New York Times), olandesi (The Telegraaf), finlandesi (Hensingin Salomat), per nominarne alcune e non certo tutte di sinistra.
“Noi influenzati dalla sinistra italiana? Un’accusa semplicemente ridicola. Quando vediamo una notizia, noi del Times la riportiamo, tutto qui. E il primo ministro di uno dei maggiori paesi d’Europa che si mette nei guai con le donne, è una notizia”. Michael Binyon è uno dei più autorevoli commentatori del Times, membro della direzione del quotidiano londinese. È lui a rispondere a Silvio Berlusconi. Non è la prima volta che il premier italiano accusa una testata inglese di essere “di sinistra”: aveva dato del comunista perfino all’Economist, settimanale liberal-capitalista, quando lo ritrasse in copertina come “indegno di governare” a causa del conflitto d’interessi e dei suoi processi.
Sostenere che è di sinistra il Times suscita analoga ilarità, a Londra: fondato nel 1875, a lungo il miglior quotidiano del mondo, è sempre stato un bastione del conservatorismo, e lo è rimasto anche dopo essere stato acquistato nel 1981 da Rupert Murdoch, il magnate dei media, proprietario di televisioni e giornali quasi tutti di centrodestra, come la rete tv Fox e il Wall Street Journal negli Usa, il Sun e appunto il Times in Gran Bretagna.
Una manovra internazionale. Una macchinazione che fa perno anche all’estero. Nei mass media e persino in alcuni esecutivi. Ed uno dei protagonisti è Rupert Murdoch. Dopo l’attacco del “Times”, Silvio Berlusconi si è fatto la convinzione che contro di lui si stia muovendo in prima fila il “tycoon” australiano. “Anche Murdoch fa parte del complotto? Non fatemi parlare di Murdoch. È meglio se lasciamo stare”.
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Per paranoia si intende una psicosi caratterizzata da un delirio cronico basato su un sistema di convinzioni ossessive a tema persecutorio.
In psichiatria, il termine delirio indica una varietà di stati mentali confusionali in cui l’attenzione, la percezione e la cognizione del soggetto appaiono significativamente ridotti.
* delirio di persecuzione: il paziente ritiene di essere oggetto di una persecuzione (situazione spesso identificata anche col termine paranoia);
* delirio di grandezza: il paziente ha la convinzione di essere estremamente importante, per esempio di essere stato prescelto da Dio per compiere una missione di fondamentale importanza, o di essere l’unico detentore di conoscenze o poteri straordinari;
E se Veronica avesse ragione?
Berlusconi reclama da tempo l’obbligatorietà per i magistrati di essere sottoposti a test psicoattitudinali continuativi.
Essere Presidente del Consiglio non richiede meno doti di equilibrio che essere giudice.
Non sarebbe il caso che anche lui si sottoponesse ad un test psico-attitudinale?
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